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WSBK 2021 – ROUND DELLA REPUBBLICA CECA

Ritorno alla normalità.

Rea è tornato prepotentemente in testa al mondiale, è già finita (per il momento) la rivoluzione turca e il tutto propiziato da un improvvido Gerloff, d’altronde si sà che gli USA son bravi a far fallire le rivoluzioni…

Facezie a parte, Razgatlioglu non è mai apparso nelle condizioni di poter arginare lo strapotere di Rea ad Assen, autore di una tripletta che non ammette repliche.

Quello che non poteva immaginare è di essere abbattuto dal fuoco amico alla prima curva di gara 2. Zero punti e Rea di nuovo in fuga. Hai voglia a sentire le scuse di Gerloff, ormai il danno è fatto.

Si presenta però subito una ghiotta occasione per il funambolo turco, si va a Most per il round della Repubblica Ceca. Un tracciato inedito su cui nessun pilota ha corso con queste moto, se si escludono Redding e Rinaldi in sella ad una V4S da concessionario.

Si parte tutti al buio dunque e potrebbero esserci delle sorprese. Difficile che Rea si faccia trovare impreparato al via della superpole e delle tre gare ma non si sa mai…

DI sicuro arriva a Most molto più sereno e con la consapevolezza di chi riesce sempre a tirarsi fuori da situazioni complicate. Come potevano complicarsi i rumors relativi ad un suo possibile passaggio in motoGP, al team Petronas che è ancora formalmente senza piloti per il 2022.

Sarebbe stata una bella occasione per mettersi in gico, seppur a 34 anni e dopo aver vinto di tutto e di più in superbike. Peccato.

In casa Yamaha invece non pensavano di avere un problema e invece ce l’hanno. Gerloff ha giocato un brutto tiro alle speranze di mondiale di Razgatlioglu ed è finito nel mirino delle critiche dei suoi colleghi per un comportamento un pò troppo irruento nelle primissime fasi di gara.

immagine da worldsbk.com

Most è occasione di riscatto per tutti, a patto di tenere a freno i bollenti spiriti consci del fatto che vale sempre il fatto che “le gare non si vincono alla prima curva”.

Segnali di rinascita ad Assen per i team Aruba Ducati, con Redding e Rinaldi che hanno sempre occupato almeno un posto del podio nelle tre gare. La vittoria manca però da due round di fila, una cosa inusuale e preoccupante per la casa bolognese, urge porre fine alla serie negativa.

Dopo il disastro di Donington era difficile fare peggio ma quanto meno si arriva a Most con molta più fiducia, anche se i giochi per il mondiale piloti sembrano ormai definitivamente chiusi.

Anche Honda arriva dal “brodino caldo ” di Assen in cui quanto meno sono riusciti gradualmente a migliorare la moto e a tirare fupri delle buone prestazioni, un quinto in gara 2 per Bautista.

immagine da sport-today.it

Certo non è chissà cosa ma di sicuro un passo avanti rispetto a quello a cui hanno abituato gli alfieri Honda da inizio stagione.

A Most invece arriva una BMW che fa come i gamberi, due passi avanti e tre indietro. Dopo il bel weekend di Donington, quello decisamente più opaco ad Assen, tra prestazioni scialbe e guasti meccanici che hanno spinto Van der Mark ad usare il serbatoio della sua moto come un pungiball.

Chissà che sull’inedito di Most non si allineino i pianeti e venga fuori una prestazione all’altezza delle (alte) aspettative della casa tedesca.

Intanto la RC Squadra Corse che corre con le BMW rinuncia anche al round ceco e quindi Laverty ancora a piedi. Si punta a tornare in pista a settembre ma la situazione sta diventando davvero imbarazzante.

Vedremo se il nuovo tracciato rimescolerà un pò i valori in campo regalando qualche incertezza in più. Di sicuro il cannibale in tuta verde si farà trovare pronto, sta agli altri cercare di metterlo in difficoltà.

*immagine in evidenza da imostecko.cz

Rocco Alessandro

 

WORLD SBK 2021 – ROUND D’OLANDA

Sembrava impossibile ma è successo.

Johnny Rea non è più in testa alla classifica piloti del mondiale SBK 2021.

Ecco lo scenario con cui si arriva per il round olandese, sulla mitologica (anche se un pò meno rispetto al passato) pista di Assen.

Come detto il nordirlandese si troverà per la prima volta dopo tanto tempo a dover inseguire, seppur per soli due miseri punti, il capofila Razgatlioglu, che per una volta ha fatto il Rea della situazione a Donington: vai avanti tu e chissà che magari un errore capita anche a te.

immagine da motocyclesports.net

Detto fatto, Rea cade e il turco azzera il distacco in classifica su una della piste più amiche dell’alfiere Kawasaki.

Ad Assen andrà in scena l’ennesimo duello, dall’esito piuttosto incerto. Non si corre in Olanda dal 2019 e fu dominio Ducati-Bautista (bei tempi…), con Rea a limitare i danni salendo sul podio e Razgatlioglu a raccogliere poco o nulla con due noni posto.

Entrambi i contendenti hanno punti di forza sul tracciato olandese, cambi di direzione ad alta velocità per Rea e le magie in staccata di Razgatlioglu, per cui immaginaimo una lotta davvero serrata.

Per il turco poi sarà il primo esame da primo della classe, cosa che può mettere ulteriore pressione, sarà curioso capire come reagirà e soprattutto se riuscirà a mantenere una costanza di rendimento altissima nell’arco di tutto il weekend.

immagine da automobilesport.com

Rea invece sà che non può permettersi altri passi falsi perchè quest’anno l’avversario è di quelli tosti. Il tutto con l’incognita meteo che ad Assen è la regola.

Quelli che da protagonisti sono passati a sparring partner, ovvero i piloti Ducati Aruba, arrivano in Olanda in una brutta situazione. Oltre al disastro di Donington, quello che preoccupa maggiormente è lo scarso felling che entrambi i piloti hanno con la V4 Panigale.

Entrambi hanno perso la direzione da seguire e ogni gara sembra un salto nel buio: può andare bene ma anche molto male. Si spera in un cambio di rotta quanto meno per riprendere le fila di un campionato partito con ben altre aspettative.

Attesa anche per BMW, reduce dai podi inglesi (complice il meteo) e in decisa risalita nel borsino del mondiale. Van der Mark corre in casa e sarà un altro elemento di cui tenere conto.

immagine da giornalemotori.com

Occhio anche a Gerloff del team GRT Yamaha che è ormai diventato un habituè delle posizioni da podio o immediatamente a ridosso. Posizioni che per la prima volta da tempo ha riassaggiato anche il team ufficiale Honda con Haslam, che si dice fiducioso per il proseguio della stagione avendo compreso esattamente su quali aspetti concentrare gli sforzi per rendere la CBR-RR più competitiva.

Apprendiamo con dispiacere che Laverty e RC Squadra Corse non correranno ad Assen per “processi di ristrutturazione” interni al team. Davvero una brutta figura per quello che può essere definito lo junior team di BMW (che ha sotto contratto Laverty), che aveva garantito finanziariamente la presenza al mondiale. Si spera in un pronto ritorno alle gare ma a questo punto potrebbe essere in dubbio il proseguio della stagione.

*immagine da motorsportguides.com

Rocco Alessandro

 

WORLD SBK 2021 – ROUND DI GRAN BRETAGNA

Dopo quasi un mese ritorna il mondiale superbike sulla pista di Donington Park per il quarto appuntamento stagionale.

Il round di Misano ha avuto il grande pregio di restituirci un mondiale, nel senso di una vera lotta per il titolo con il turco Razgatlioglu che è diventato il più serio e pericoloso contendente di Rea.

Il pilota del team Yamaha Pata è stato il pilota che ha raccolto più punti a Misano e ha ridotto il distacco da Rea a 20 punti, un margine ampiamente colmabile a patto di mantenere questa costanza di rendimento.

immagine da smanettoni.net

Rea ha limitato i danni cercando di andare a podio quando possibile e salvandosi da una caduta quasi certa in gara 1, affezionato al vecchio adagio che è meglio marcare qualche punto piuttosto che non prenderne nessuno.

Il risultato è stato un round senza vittorie ma che lo vede ancora come il favorito numero uno per il titolo.

Donington è una delle sue piste preferite e un’ottima occasione per cercare di aumentare il gap nei confronti dei suoi avversari.

Avversari che come Redding cercheranno di riscattare un round di Misano davvero deficitario. Oltre ad aver rimediato una caduta in gara 2 per correre ad un ritmo gara che non era il suo, il pilota inglese si è visto surclassare dal suo compagno di team, Rinaldi, autore di due vittorie e un podio in gara 2.

immagine da motoblog.it

I punti di distacco sono ora 45, quasi un weekend di gara e urge un cambio di passo, soprattutto evitare di perdere punti in maniera sciocca come gara 2 a Misano.

Rinaldi invece arriva bello carico a Donington, reduce dal trionfale round di Misano. Dovrà dimostrare di andare forte anche su piste meno “amiche” rispetto a Misano.

Per BMW e Honda, ogni gara è quella del riscatto. Di sicuro non possano ambire ad essere competitive come Ducati e Kawasaki ma è lecito attendersi qualcosa di più dai loro piloti di punta, soprattutto Sykes che corre in casa, Van der Mark e Bautista.

Se le condizioni meteo dovessero volgere al brutto si aprirebbe per questi piloti, Sykes in particolare, le porte di un posto sul podio. Sarebbe una bella novità per un mondiale in cui è difficile vedere sul podio moto diverse da Ducati e Kawasaki.

*immagine in evidenza da motoblog.it

Rocco Alessandro

 

WORLD SBK 2021 – ROUND DELL’ESTORIL

Pronti via e dopo la lunghissima attesa tra l’ultimo appuntamento del WSBK 2020 e il primo round 2021 si riparte subito con un altro appuntamento sul circuito dell’Estoril.

Si potrebbe facilmente dire che tutto è ricominciato così come è finito e in effetti i risultati del primo round di Aragon non lasciano spazio a dubbi: dominio pressochè totale del team ufficiale Kawasaki, che ha portato a casa due doppiette con Rea e Lowes a monopolizzare i primi due gradini del podio e un secondo e terzo nella race 2.

immagine da kawasaki.it

Verrebbe quasi da dire “game, set, match” alla prima gara, considerando la ritrovata verve di Alex Lowes.

La nuova ZX-10RR sembra nata benissimo ed è già settata a dovere, non paga più clamorosamente in velocità di punta nei confronti della Ducati e nelle mani di Rea è un’arma ancora più letale.

E la Ducati? Non fosse stato per l’azzardo della slick di Redding in una race 2 con asfalto ancora umido avrebbe chiuso il weekend con (forse) solo un podio invece che una vittoria.

Troppo poco per le ambizioni del team e dei suoi piloti che hanno sofferto mancanza di grip e di tenuta delle gomme sulla distanza. A poco serve avere velocità di punta al top se poi nel finale di gara si arranca.

Se Redding almeno si consola, Rinaldi è invece sprofondato al suo debutto nel team ufficiale. Inutile buttargli la croce addosso ma urge un cambio di rotta già a partire da questo weekend.

immagine da motorinews24.com

Chi ha fatto capire che le cose non si mettono bene è l’ex pilota ufficiale Ducati Chaz Davies, ora team GO Eleven. Chaz ha detto chiaro e tondo che la Ducati non riserva alla sbk lo stesso impegno che mette in MotoGp, ergo non si può pensare di battere lo squadrone Kawasaki se non ci si dedica al 100%.

Ci potrebbe anche stare, ovviamente la motoGP è il top delle competizioni motociclistiche ed è naturale cercare di impegnarvi gran parte delle risorse. Spiace pensare che la Ducati sottovaluti così tanto il campionato che l’ha vista crescere e affermarsi a livello mondiale, in cui ha fatto la storia e per il quale ha sfornato quella che tutt’ora è la moto più bella e performante che ogni appassionato può trovare in concessionara, la V4 Panigale.

L’insufficiente sviluppo e sostegno a stagione in corso è ormai il lietmotiv degli ultimi anni Ducati in SBK, a partire da Davies, passando per Bautista e ora con Redding.

Vincere è sempre difficile, a maggior ragione contro il pilota SBK più forte di tutti i tempi ma in questo modo fa sicuramente più male.

Anche Yamaha ha pagato dazio allo strapotere Kawasaki, attenuato dai podi di Razgatlioglu e Gerloff in race 1 e superpole race. La moto sembra veloce ma, come per Ducati, serve altro per impensierire gli alfieri del team ufficiale Kawasaki.

immagine da moto.it

L’Estoril è una pista dove nel 2020 il turco della Yamaha Pata ha dato spettacolo, ci auguriamo che possa ripetersi.

Se Ducati non ride, la Honda piange e non poco…

Arrivati ad Aragon con molto ottimismo, sia Bautista che Haslam hanno raccolto ben poco, tra magagne tecniche ed errata scelta di gomme. Il 2021 parte male per la Honda e la tanto decantata” arma totale”, la CBR 1000 RR-R si sta rivelando una moto piuttosto complicata da portare in zona podio, figuriamoci per vincere.

A tal proprosito, il “team B” Honda, il team Moriwaki, salterà il round dell’Estoril per svolgere una serie di test al fine die migliorare la moto per i successivi appuntamenti. Insomma, in Honda siamo ancora ai “lavori in corso”.

Se c’è qualcuno a cui ha fatto davvero piacere la pioggia di Aragon è la BMW, davvero molto a suo agio in condizioni bagnato-miste di gara 2 con due moto tra i primi 5. Anche BMW sta cercando da tempo la formula magica per tornare a competere stabilmente per i piazzamenti che contano e questo risultato dà fiducia. Ora però serve trovare velocità anche sull’asciutto e potrebbero tornare a galla i vecchi problemi.

immagine da motoblog.it

Le premesse per una bella gara ci sono tutte, con addirittura una possibile lotta a tre: Rea, Redding, Razgatlioglu. Lowes e Gerloff possibili sorprese mentre attesi al riscatto Rinaldi e Bautista. Sperando che Rea non ammazzi il mondiale già al secondo round…

*immagine in evidenza da fimewc.com

Rocco Alessandro

 

WSBK 2020 – ROUND DELL’ESTORIL

Ultimo appuntamento del campionato WSBK di scena all’Estoril. Pista nuova per piloti e team, che dovranno sfruttare al meglio i primi due turni di prove libere per imparare riferimenti e mettere a punto settaggi utili per la superpole e le tre gare del weekend.

Considerando il passato della superbike su questo circuito, si è corso nel 1988 e 1993 e sono dolci ricordi per la Kawasaki che vinse il titolo piloti con Scott Russel nel 1993.

E per i corsi e ricorsi storici è praticamente cosa fatta il sesto titolo “in a row” per Jonathan Rea. Mancano tre miseri punti all’inglese per mettere in bacheca anche questo titolo. Con 62 punti in palio e 59 di vantaggio gli basta arrivare 13esimo in gara 1 o gara2 oppure settimo nella superpole race. Nel caso questo non dovesse essere possibile (praticamente impossibile…) Redding dovrebbe fare filotto in tutte e tre le gare a disposizione.

immagine da gpone.com

Più realisticamente l’alfiere della Ducati deve cercare di chiudere l’anno al meglio, magari con una o più vittorie per mettere le basi tecniche e motivazionali per l’anno prossimo.

Anche perchè il 2021 avrà un grossa novità e una ottima notizia per Rea: finalmente la Kawasaki gli metterà a disposizione le nuova moto. Si avvera quindi il sogno dell’inglese che anelava la nuova moto da tempo e che sarà un progetto totalmente nuovo rispetto all’attuale ZX-10RR.

Secondo indiscrezioni la nuova creatura Kawasaki dovrebbe avere circa 1000 giri motore in più (più o meno a pareggiare la CBR Honda) e le ali con funzione aerodinamica, oltre ad una nuova elettronica. Vedremo se tutto filerà liscio oppure anche Rea andrà incontro ad un periodo di sgrossamento di una moto totalmente nuova.

Considerando l’attuale situazione del mondiale piloti, il grosso delle notizie del mondo superbike viene dalla definizione delle squadre per l’anno prossimo.

E’ arrivata l’ufficialità della promozione di Rinaldi nel team Aruba al psoto di Davies. Un bel traguardo ma anche una grossa responsabilità per il pilota italiano che dovrà dimostrare di meritare la moto ufficiale e a cui non basteranno qualche risultato positivo per convincere il management Ducati a puntare su di lui anche per gli anni a seguire.

immagine da insella.it

A questo punto cosa farà Davies? Non ci sono ancora notizie ufficiali se non il suo rifiuto di approdare al team Puccetti che avrà a disposizione la nuova Kawasaki. Data la recente conferma di Haslam in Honda per il 2021, rimane praticabile l’ipotesi di un approdo ad un team satellite che la BMW sta pensando di allestire in tandem con quello ufficiale, per avere una maggiore raccolta dati utile allo sviluppo della moto. Speriamo perchè perdere Chaz sarebbe una brutta cosa per il mondiale SBK.

Altra grossa novità è l’arrivo del campione del mondo supersport Andrea Locatelli nel team Yamaha Pata. L’italiano ha dominato il campionato supersport con 11 vittorie di fila e andrà a fare coppia con il turco Razgatlioglu. Per un italiano che sale un altro invece scende: Federico Caricasulo non correrà in superbike nel 2021 e lascerà il posto a Kohta Nozane, pilota giapponese proveniente dalla All Japan SBK.

immagine da motoblog.it

Un peccato che quest’anno ci si debba accontentare di soli 8 round perchè la sfida Rea-Redding sarebbe potuta essere ben più appassionante. Rea va all’Estoril per la 100esima vittoria e il sesto titolo di fila. Redding per salvare l’onore e suonare la sveglia in vista del 2021. Speriamo che nel 2021 altri piloti possano aggiungersi nella lotta al titolo, forse Rea non ne sarebbe contento, noi che guardiamo da casa molto di più.

Rocco Alessandro