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WORLD SBK 2021 – ROUND DI MISANO

Terzo appuntamento del mondiale SBK 2021 in quel di Misano per il il Round del Made in Italy.

Piacerebbe scrivere che si arriva con il mondiale piloti sul filo dei punti, con due e più piloti a giocarsela e bla bla bla ma la realtà è ben diversa.

Rea e Kawasaki hanno imposto fin da subito la propria tirannia, gentilmente aiutati dai black out dei suoi più diretti avversari, in particolare Ducati e Redding.

immagine da motociclismonline.it

La differenza tra i due è già di 38 punti dopo due round, un pò troppo per sperare di essere dei validi competitor, a maggior ragione del fatto che il cannibale inglese non sbaglia praticamente mai e anche quando provano (involontariamente) a mandarlo in terra riesce comunque a salvarsi.

Il problema è duplice: un binomio “verde” inossidabile e costante e una Ducati che poche volte riesce a trovare la formula magica per copiare le prestazioni della verdona giapponese.

E’ tutto il pacchetto che non regge il confronto. Quello di Kobe viene da anni di rodaggio e di costanti affinamenti e con una reale volontà di investire per vincere, mentre l’altro ha sì una moto formidabile ma mai completamente sgrezzata e affinata, su cui si sono avvicendati tanti piloti e senza una guida forte e decisa che voglia farla salire di livello.

Si spera solo che Redding abbia imparato ad accontentarsi quando in gara rischia troppo per tenere la coda di Rea. Un podio o un piazzamento non fanno morale ma sono sempre meglio di uno zero e ti fanno rimanere attaccato in classifica.

immagine da moto.it

Nel 2020 non si è corso a Misano ed è difficile capire cosa aspettarsi.

Per Ducati è un pò la gara di casa ma il risultato finale dipenderà molto da quale alchimia salterà fuori tra moto/pilota e pista già dalla prove libere del venerdì.

Possiamo tranquillamente assumere che Rea e Kawasaki saranno in cima alla lista dei tempi fin da subito mentre, oltre a Ducati, sarà interessante capire se la Yamaha vista ad Aragon possa replicare le sue prestazioni sul circuito romagnolo.

immagine da smanettoni.net

Razgatlioglu, ora il più diretto inseguitore di Rea, sembra essere tornato quello dei tempi migliori e anche Gerloff è sempre più veloce anche se tende a “stendersi” troppo e a portare qualche malcapitato con sè.

Possibile sorpresa la BMW del duo Sykes/Van der Mark, in ripresa ad Aragon e in costante crescita.

A Sykes la pista piace parecchio, potrebbe dare fastidio soprattutto in prova mentre per la gara le quotazioni scendono parecchio.

immagine da bmwmcverona.it

Crisi nera invece per Honda… Bautista ha chiaramente fatto capire che sono in difficoltà e non ci sono “miracoli” all’orizzonte. Un bello smacco per i giapponesi che vedono i loro diretti concorrenti connazionali suonargliele senza se e senza ma.

Come sempre l’augurio è quello di vedere più piloti lottare per superpole e gara, magari con vincitori diversi e tanti piloti diversi a podio. Ce lo auguriamo noi da casa e i 5000 fortunati ammessi a seguire il round dal vivo.

Quest’ultimo aspetto un altro piccolo passo verso una auspicata “normalità”. Aspetto che anche il cannibale lavorerà per ottenere: essere ancora davanti a tutti, ancora una volta.

*immagine in evidenza da meetingecongressi.com

Rocco Alessandro

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WSBK 2020 – ROUND DI FRANCIA

Si scrive Magny Cours, si legge “giardino di casa Rea”. Si perchè se c’è un circuito ideale sul quale l’inglese può giocarsi al meglio i primi match point per chiudere il discorso titolo 2020 è proprio quello francese.

Un circuito che lo ha visto trionfare più volte negli ultimi anni ed è stato solo scalfito dall’exploit del turco Razgatlioglu nel 2019 e Davies nel 2017. La tabella punti dice +51 su Redding, in pratica 2 gare di vantaggio, margine che appare difficilmente colmabile da parte di Redding, a meno di un weekend nero per Rea e uno sfavillante per l’inglese della Ducati.

immagine da gpone.com

Tutto tranquillo quindi per Rea? Niente affatto. A parte il discorso che le gare vanno sempre prima corse e poi ci si mette a contare i punti, le incognite per il round francese derivano dal nuovo asfalto e dalle temperature rigide previste, con addirittura probabilità di pioggia.

In queste condizioni cadere e mandare in fumo punti preziosi è un attimo e, seppure Rea non si possa definire uno da “braccino” in vista di centrare il bersaglio grosso, deve comunque approcciare il weekend francese come se ci fosse ancora tutto in ballo.

L’altra parte della medaglia è un Redding che, incredibile a dirsi, sembra quasi essere diventato il terzo pilota Ducati, oscurato recentemente dal giovane Rinaldi e dal redivivo Davies, vincitore di gara 2 al Montmelò.

Situazione frustrante per Redding che probabilmente, dall’alto della sua esperienza di pilota motoGP, pensava di avere meno difficoltà a tenere la coda della lepre Rea ma si è dovuto scontrare con un’amara realtà. L’imperativo è cercare comunque di tenere viva la fiammella del campionato e mettere le basi per un 2021 che deve vederlo come il principale favorito per il titolo.

Intanto dovrà guardarsi da un Davies piuttosto battagliero, sia in pista che a parole, reduce dalla vittoria di gara 2 al Montmelò e con le idee piuttosto chiare sul suo futuro e su come, quando la squadra decide di ascoltarlo, riesce a venire a capo dei problemi della moto.

immagine da motociclismo.it

Nel mix di variabile di Magny Cours entra di diritto la Yamaha, data ormai per dispersa dal sottoscritto e che invece ha offerto una gran prova di efficienza con Van der Mark, vincitore della superpole race e sul podio in gara 2 e piazzando addirittura il rookie Gerloff e Baz sul podio. La pista francese sembra adattarsi bene alla Yamaha, sperando anche in un Razgatlioglu che ha rimediato una brutta botta al Montmelo, morale ma soprattutto fisica.

La pattuglia Honda invece affida a Bautista le sue chance di ben figurare. Il round catalano ha mostrato ancora pregi e difetti della neonata CBR: veloce in certe condizioni ma difficile da interpretare e capire dove stà il limite. Bautista ci ha rimesso il quinto metatarso del piede destro quando era in testa alla superpole race. Si potrebbe dire che i lavori in corso continuano, per una stagione che doveva essere difficile, forse anche più complicata del previsto.

Insomma, a Rea basta fare il “compitino” per laurearsi per l’ennesima volta, la sesta di fila, campione del mondo. Chi guarda da casa e soprattutto i ducatisti, gradirebbero rinviare il tutto almeno all’ultimo appuntamento all’Estoril.

*immagine in evidenza da motoblog.it

 

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WSBK 2020 – ROUND DI ARAGON

Lavori straordinari per il circuito di Aragon, il Motorland, che ospiterà le prossime due tappe del mondiale WSBK in due weekend consecutivi.

Sei gare nell’arco di nove giorni avranno di sicuro un forte impatto sugli equilibri di questo mondiale che al momento vive del botta e risposta che prima Redding a Jerez e poi Rea a Portimao hanno messo a segno, con il risultato di avere i due principali contendenti separati dalla miseria di quattro punti in classifica generale.

Le tre settimane di pausa tra il round di Portogallo e quello di Aragon sono stati movimentati dalla due gironi di test svolti il 13 e 14 Agosto proprio al Motorland.

Al netto del fatto che ogni team e pilota si è concentrato (almeno in apparenza) sui punti deboli da migliorare e ha dato poco peso ai tempi in pista, i test sono stati una bella prova generale in vista delle gare vere e proprie e hanno confermato come la Kawasaki sia con tutta probabilità la moto da battere in questo weekend.

Lowes e Rea al primo e terzo posto della classifica dei tempi testimoniano come la “verdona” sia in ottima forma. Nel mezzo Van der Mark e a seguire le due Ducati ufficiali, segno che la lotta per il podio sarà serrata.

Redding e Rea si dichiarono piuttosto ottimisti e proveranno a spostare definitivamente gli equilibri del mondiale a loro favore. Chi potrà essere un fattore nella lotta tra di loro sono i rispettivi compagni di squadra, Lowes e Davies.

immagine da motorcyclesport.net

 

Il primo perchè ha già dimostrato di poter andare forte ed è uscito molto bene dai test di Aragon. Il secondo perchè ha all’attivo sette successi al Motorland, 5 in Ducati e 2 in BMW e il suo feeling con la V4 va migliorando. Per Davies è ancora aperta la pratica del rinnovo di contratto con Ducati, con il rischio neanche tanto remoto che possa lasciare il team Aruba per accasarsi nel team ufficiale BMW. Molto da giocarsi per lui al Motorland.

immagine da motorbox.com

Le Yamaha del team PATA arrivano dall’ottimo weekend di Portimao, con quattro podi divisi equamente tra Van der Mark e Razgatlioglu. Vedremo se i test gli hanno permesso di fare qual passo in avanti per lottare per la vittoria.

In casa Ducati da tenere d’occhio anche Rinaldi che sta dimostrando un gran feeling con la V4 e potrebbe affacciarsi nelle zone nobili della classfica come già successo a Portimao, andando a dare fastidio magari proprio ai due alfieri Kawasaki .

Honda è partita con il freno a mano tirato in questa stagione, a causa di un progetto ambizioso ma acerbo. I due test fatti ad Aragon dovrebbero aver dato ad Haslam e Bautista tutti i dati per capire come migliorare la moto. Il quarto posto d Haslam nella classifica dei tempi dei test è un ottimo segnale in tal senso. Magari non potranno lottare per vincere ma per dare fastidio a quelli davanti sicuramente.

Curiosità per la BMW che resta al momento l’eterna incompiuta del mondiale, sempre annunciata come possibile vincente e che ha quasi sempre tradito le attese. Uno tra Sykes e Laverty dovrà lascaire posto a Van der Mark per il 2021 e ogni gara vale come un test per guadagnarsi la riconferma.

Tra i piloti outsider c’è da tenere d’occhio Baz, reduce da un podio a Portimao, e Melandri, che potrebbe esaltarsi in sella ad una V4 che l’anno scorso ha dominato ad Aragon con Bautista.

Due novità in griglia per questa gara, Cristhophe Ponsson su Kawasaki grazie ad una wildcard e Roman Ramos che sostituisce l’infortunato Cortese sempre su Kawasaki.

*immagine in evidenza da en.triathlonnoticias.com

Rocco Alessandro

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WSBK SEASON 2020 – ROUND DI SPAGNA

Mancavano solo loro all’appello e finalmente è giunto il loro momento. Il mondiale SBK era l’ultimo degli appuntamenti motociclistici principali a non aver ancora ripreso l’attività ma l’attesa è finita ed è l’ora del round spagnolo sul circuito di Jerez.

Riparte la sfida tra quelli che sono accreditati come i principali contendenti al titolo, Rea e Redding che nei recenti test a Barcellona hanno dimostrato di non essere affatto arrugginiti dalla forzata inattività, sfoderando dei tempi da far concorrenza alla motoGP.

immagine da GPone.com

Oltre a questi due ci sarà di sicuro Razgatlioglu nella lotta all’iride, già vincitore di gara 1 in Australia. Probabile che possa pagare la mancanza di esperienza nella lotta la vertice sul lungo periodo ma di sicuro darà un fattore decisivo nell’assegnazione del titolo.

Lowes è il protagonista che non ti aspetti, vincitore di gara 2 in Australia e sempre ben piazzato tanto da essere il leader del campionato. La moto per aspirare a qualcosa di importante ce l’ha, vedremo se riuscirà a tener testa al suo compagno di squadra Rea.

Davies è il pilota più in bilico tra quelli “top”: deve dimostrare di valere il rinnovo del contratto con Ducati e accettare con tutta probabilità una riduzione dell’ingaggio. Considerando lo scarso feeling con la V4 la sua strada è decisamente in salita…

In BMW tanto è successo fuori dalla pista, con l’annunciato arrivo di Van der Mark per il 2021. A questo punto il 2020 diventa la stagione da dentro/fuori per Laverty e Sykes che si giocheranno il sellino rimanente. Sykes è favorito ma un Laverty in palla può diventare letale.

La vera grande novità di questo nuovo inizio è il divorzio consensuale di Camier dal team Barni e il ritorno di Melandri alle gare, che sostituirà proprio Camier.

immagine da worldsbk.com

Il pilota inglese ha ancora problemi alla spalla lesionata nella caduta ai test di Aragon di inizio anno e non può garantire di essere al 100% in tempi brevi, preferendo fermarsi e tornare pronto per il 2021. Questo ha permesso a Melandri di fare un ritorno in grande stile nel circuito che conta, in sella da una moto sicuramente competitiva.

In apparente difficoltà la Honda di Haslam e Bautista. Il progetto è nuovo e ancora in parte acerbo e il lockdown non ha aiutato a sgrezzarlo. In più, ci sono stati problemi anche nei test di Barcellona con le moto ferme ai box per un’intera mattinata senza apparente motivo.  Vedremo cosa saranno in grado di fare a Jerez.

La vera unica nota negativa di questa riapartenza è che al momento, solo sei round sono stati confermati. Si correrà a Jerez, Portimao, due volte ad Aragon, Montmelò e Magny Cours. Definitivamente cancellati i round di Donington, Assen e Losail mentre c’è ancora speranza per quello argentino di Villicum e Misano.

Un campionato in forma ridotta, in cui si dovrà sbagliare pochissimo perchè non ci sarà tempo per recuperare. Sperando che l’azione in pista compensi l’inusuale mancanza di gare da correre.

Favorito d’obbligo Rea, perchè è il campione in carica, il binomio con Kawasaki è a prova di bomba e Jerez è di sicuro una pista più amica della sua moto rispetto a Phillip Island. Redding sembra avere dalla sua una certa incoscienza e sicurezza nei propri mezzi che potrebbero dargli quel qualcosa in più. In ogni caso speriamo di divertirci, loro in pista e noi da casa.

*immagine in evidenza da motorbox.com

Rocco Alessandro

 

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PACCHETTO DI MISCHIA A PHILLIP ISLAND

Migliore inizio non poteva esserci per il mondiale SBK 2020. Dopo la “noia” delle ultime stagioni con un protagonista unico a dettare legge sembra che in questa stagione le differenze tra i piloti siano minime, con la possibilità di avere weekend di gara particolarmente combattuti.

E’ vero che si tratta solo della prima gara e Phillip Island è un tracciato un pò “anomalo” ma quello visto sul tracciato australiano è un gustoso antipasto di quello che potrebbe essere il proseguio della stagione.

Partiamo con una Superpole che ha regalato la prima sorpresa con una fantastica pole di Sykes che sorprende Redding, già a suo agio sulla V4 R, e Rea con a seguire Razgatlioglu. Caduta rovinosa invece per Bautista, che distrugge la sua Honda e parte ultimo.

Gara 1 parte con i fuochi d’artificio, subito scintille tra Sykes e Rea con il pentacampione che tenta una improbabile traiettoria alla Lukey Heights e viene toccato da Sykes. Rientrato nelle retrovie, ha avuto modo di toccarsi con Caricasulo e poi cadere cercando di superare Rinaldi con una staccata molto al limite.

Davanti Sykes perde progressiavmente smalto e non riesce a lottare per il podio che resta un affare per Redding, Van Der Mark, Razgatlioglu e Lowes. La spunta alla fine il turco della Yamaha che precede in volata Lowes e Redding. Van der Mark perde l’attimo buono nell’ultimo giro e si deve accontentare della quarta piazza, precedendo Haslam che è rimasto nel gruppo di testa per tre quarti di gara e un Bautista autore di un’ottima rimonta. Male Davies che chiude ottavo.

immagine da worldsbk.com

Superpole race adrenalinica con un pacchetto di mischia molto serrato in testa e tanti sorpassi. Negli ultimi due giri sono in cinque a giocarsi la vittoria, il primo a mollare è Van der Mark che chiuderà quinto. All’ultimo giro è Lowes quello che si defilerà dalla lotta finendo quarto mentre davanti è lotta tra Razgatlioglu, Rea e Redding.

Il turco passa Rea all’ultimo giro e sembra involarsi verso la vittoria ma lascia un varco aperto in ingresso dell’ultima curva che Rea prontamente sfrutta per superarlo e vincere la gara per pochi centesimi con Redding che quasi riesce a sfruttare la bagarre tra i primi due per beffare Toprak per il secondo posto.

immagine da newsletter.co.uk

Gara 2 forse la più emozionante, con tanti piloti vicini e una miriade di sorpassi in vetta. Alla fine la spunta Lowes, che su una pista con meno grip rispetto al sabato riesce a tenersi più gomma per il finale e beffare il compagno di squadra Rea. Terzo Redding che, con una moto molto ballerina negli ultimi giri a gomme finite, dà prova di una grande maturità resistendo agli attacchi di Van der Mark.

Sfortunata prova di Razgatlioglu ritirato a due giri dal termine perchè rimasto senza benzina.  Nell’episodio in questione si porta fuori traiettoria per togliersi dalla mischia ma si porta dietro involontariamente Baz che finisce in ghiaia e che chiuderà  ottavo. Buona prova finalmente di Davies che chiuderà quinto seguito da Bautista.

immagine da bikesportnews.com

In testa al campionato troviamo Lowes, vera sorpresa di questo primo round, seguito da Redding a cui è sempre mancato quel qualcosa in più per vincere ma che all’esordio può ritenersi soddisfatto. Terzo Razgatlioglu che ha dimostrato di essere una vera mina vagante per la lotta al titolo. Quarto Rea che ha pasticciato molto in gara 1 dimostrando ancora una volta che preferisce darle le sportellate piuttosto che prenderle, per fortuna poi si ricorda di essere un campione e si prende una vittoria e un secondo posto.

In questa prima gara purtroppo contiamo anche i primi infortuni capitati a Laverty (commozione celebrale), Gerloff (perso i sensi dopo una caduta) e Camier (postumi dell’operazione ai tendini della spalla infortunata a Imola 2019), A tutti un pronto augurio di ritorno in pista.

Prossimo appuntamento in Qatar tra due settimane, sperando di rivedere lo stesso spettacolo visto in Australia.

*immagine in copertina da gp-inside.com

Rocco Alessandro

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