Il circuito più criticato dell’intero calendario. Ma anche il più affascinante. Se si corre qui, non è certo per lo spettacolo, a meno che non parliamo di divertirsi vedendo detriti di carbonio sparsi sulla pista. E, qui, solo i grandi campioni vincono dominando in lungo e in largo, nonostante safety car e bandiere rosse.
La Ferrari quest’anno ha preparato l’auto unicamente per vincere a casa di Leclerc, ed è pronta per monopolizzare la prima fila. E invece no, perchè a prendersi la prima posizione è Andrea da Casalecchio, che con un giro incredibile sopravanza di soli 43 millesimi Verstappen. Le macchine di Maranello si ritrovano in seconda fila, con Leclerc, quarto, autore di ben due errori nel Q3, con il secondo all’ultimo tentativo, quando sembrava poter mettere a segno un tempo da pole.
Allo spegnimento dei semafori, Verstappen rimane piantato, mentre Antonelli parte benissimo. Per l’olandese è il ritiro, e per l’italiano è una porta spalancata verso la vittoria.
In pochi giri, Andrea scava un solco fra lui e le due Ferrari. Il suo vantaggio sale fino ad oltre 5 secondi, per poi scendere a circa 3 al giro 18, complici alcuni doppiaggi, e tornare a 5 al giro 20. Dietro di lui, Hamilton ha ben 6 sec. di vantaggio su Leclerc, il quale a sua volta ha 13 sec. su Hadjar, che sta bloccando Russell.
Al giro 28, il vantaggio di Antonelli è già di 12 sec., con Leclerc che si avvicina al compagno di squadra, e ha 27 secondi su Hadjar, alle prese con problemi di graining e di motore.
Hamilton è il primo a fermarsi, al giro 29, per montare gomme dure. Nel farlo, supera il limite di velocità ai box e si prende una penalità di 5 secondi. Dopo 3 giri, è il turno di Russell, che rientra in ottava posizione ma supera pure lui il limite di velocità, beccandosi i proverbiali 5 sec.. Al giro successivo si ferma Hadjar, che però non riesce a restare davanti all’inglese.
Andrea ancora non si ferma, e il margine che ha accumulato è ormai sufficiente a consentirgli di fermarsi restando davanti a Leclerc, secondo e non ancora fermatosi. Il pilota di casa esegue la sosta al giro 36, e, a questo punto, l’italiano è l’unico a non averlo ancora fatta. Con gomme molto vecchie, continua a girare più veloce anche di coloro che le hanno già cambiate. Il suo vantaggio su Hamilton, ritornato secondo, continua infatti ad aumentare. Si ferma, finalmente, al giro 37, e il suo vantaggio scende a 13 sec.
Al giro 43, a Norris viene chiesto di tenersi dietro Russell per consentire a Piastri, al momento quarto, di fermarsi mantenendo la posizione. Il povero George si ritrova quindi nuovamente bloccato da una macchina molto più lenta della sua Mercedes, mentre il suo compagno continua indisturbato la sua cavalcata a suon di giri veloci. Al giro 45, comunque, la macchina di Lando (o, meglio, ancora una volta la batteria) cede.
Piastri è l’ultimo a fermarsi al giro 49, ma è troppo tardi, dopo il ritiro di Norris, Russell aveva già recuperato tutto lo svantaggio.
Al giro 50, Leclerc si porta sotto i 5 secondi da Hamilton, ed è virtualmente in seconda posizione.
E al giro 54, Antonelli raggiunge Russell per doppiarlo, l’inglese tenta di evitarlo aumentando un po’ il passo, ma poi è costretto a far passare il compagno di squadra.
Al giro 60, Stroll pensa bene di interrompere la cavalcata di Andrea, andando a sbattere e provocando l’uscita della safety car. Le due Ferrari vengono chiamate dentro entrambe, e così Charles deve aspettare che Hamilton sconti la penalità, perdendo così la seconda posizione. Ovviamente il monegasco non è contento e pretende spiegazioni.
Incredibilmente, Mercedes non fa scontare la penalità a Russell, e la cosa gli costerà un dolorosissimo drive through.
Si riparte al giro 65, ma Leclerc va a muro esattamente come Stroll, all’ultima curva. Esce nuovamente la safety car, con Hadjar che si ritrova terzo, con Russell alle calcagna. Ma al giro 68 viene esposta la bandiera rossa. Il motivo è che nella curva dove sono usciti Lance e Charles, l’asfalto si sta sgretolando.
Si riparte con 9 giri da percorrere, e partenza da fermo. Andrea parte di nuovo benissimo, e riesce a mantenere la testa, tirandosi dietro Hamilton. Alla fine del primo giro lanciato ha già 1.4 sec. di vantaggio. Dietro di loro, Russell, che deve ancora scontare il drive through, Gasly, che deve scontare 5 secondi, e Hadjar, anche lui sotto investigazione.
Al giro 73, Russell sconta la penalità e rientra in 14a posizione.
Non ce n’è per nessuno, Antonelli fa il giro più veloce, con un tempo vicino a quello della qualifica, e chiude un week-end dominato senza “se” e senza “ma” con 6 secondi di vantaggio su Hamilton, Hadjar miracolosamente terzo dopo una gara estremamente complicata, Piastri, Lawson, Lindblad, Gasly, Albon, Ocon e, udite udite, Perez che porta i primi punti alla Cadillac.
Andrea da Casalecchio ha preso il largo in campionato. Fra una sola settimana si va a Barcellona, e lì sicuramente la Mercedes tornerà a dominare. Dico “tornerà” perchè a Monaco non ha dominato l’auto, ma il pilota.
P.S. La gara di oggi penso basti a spiegare a chi continua a sostenere che Andrea vince grazie all’auto, che in realtà il ragazzo vince perchè è veramente il migliore. Chiedere a Russell.
P.S. 2 Andrea si deve essere rivisti molte volte Monaco 1988. Per non distrarsi, come fece Senna quell’anno, il modo migliore è fare, ogni tanto, un giro veloce.
P.S. 3 In questo week-end ho parlato con diverse persone che, per varie ragioni, hanno avuto a che fare con lui o con suo padre. Tutte mi hanno detto la stessa cosa: si vedeva che era un fenomeno fin da quando era un bambino e correva nei kart. Senza alcun dubbio.
P.S. 4 Una cosa che ho sentito è che quando correva in kart, al termine dei test si fermava con i tecnici per capire come migliorare, mentre gli altri se ne andavano prima possibile. La stessa identica cosa l’ho sentita dire da chi ha lavorato sia con i campionissimi sia con chi di gare ne ha vinta una sola “ma che vale come una world cup“.
P.S. 5 Voglio tanto bene a Charles, devo dire che in un duello fra Andrea e lui non saprei per chi tifare, ma gli errori che ha commesso questo week-end, mentre il compagno anziano era il meglio degli altri, non sono accettabili. Se la colpa è di scelte tecniche differenti, è comunque una sua responsabilità. Lui deve stare davanti a Lewis, sempre e comunque, e deve fare anche scelte migliori. Altrimenti sono guai.
P.S. 6 Temo che la gara di oggi abbia rivelato ciò che è in realtà Russell, e cioè un pilota tipo Bottas o Berger. Buono per vincere qualche gara quando la macchina è buona e non ha un compagno di squadra forte, o quando quest’ultimo glielo permette.
P.S. 7 “Le macchine ibride non dovrebbero correre”, Nando dixit. Ma lui è vecchio, e, quindi, non va ascoltato.
P.S. 8 L’abolizione delle ali mobili, e la conseguente non necessità del relativo attuatore, ha fatto sì che al suo posto venissero messi orribili orpelli atti a creare un po’ di carico aerodinamico in più. I classici buchi del regolamento, peccato che vadano sempre a discapito dell’estetica.
* Immagine in evidenza dal sito www.formula1.com


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.