Sebbene si è continuato a parlare, per tutta la settimana, di quanto visto in Canada e della fase “monstre” che il nostro connazionale sta vivendo, l’aspetto che più tiene banco attualmente è l’ADUO che deve essere deliberato, per chi è in ritardo, rispetto al motore (termico) più potente che è quello Mercedes naturalmente. Ferrari rientra tristemente in questo range e, sottolineo tristemente, perché sebbene la Rossa potrà essere patrocinata dai vantaggi dell’utilizzo di questa diavoleria regolamentare e, nonostante da molti tutto ciò venga preso come una vittoria, di fatto ritengo che non c’è nulla di cui essere felice; non c’è niente da festeggiare qui! Per quale motivo la Ferrari, da quasi vent’anni ormai, deve sempre inseguire? Come mai è sempre in affanno e, ad ogni mondiale, si ritrova con questo o con quell’handicap? L’ADUO è in questo particolare frangente una sconfitta e non una vittoria, un’umiliazione e non un orgoglio di cui vantarsi.
Sconfitta perché la Scuderia più blasonata del mondo, che nasce innanzitutto come costruttore di motori, si ritrova in pesante ritardo in un regolamento in cui il motore è tutto; soprattutto in questa fase iniziale. Sconfitta perché l’attuale Presidente aveva annunciato con quattro anni di anticipo, che la sua squadra avrebbe puntato tutto su questa tipologia di nuove motorizzazioni e, l’unica promessa vera invece che ha saputo mantenere, assieme al suo braccio destro Vigna, è stata quella di dissacrare definitivamente il marchio del cavallino rampante sfornando la prima Ferrari full electric. Perché già la “Purosangue” gridava vendetta, visto che un modello SUV andava a colpire nei testicoli questo Cavallino che di rampante ha sempre meno, ora con la produzione della “Luce”, il leggendario quadrupede è stato definitivamente azzoppato e, sebbene i mercati potranno anche dare ragione ai vertici dirigenziali della Rossa (ed è tutto da dimostrare), questo tipo di auto ha violato ogni principio narrativo della storia della Ferrari.
Oltre al danno v’è anche la beffa, riguardo a questo regolamento, perché se Mercedes è il riferimento, quando invece lo sarebbe dovuto essere stato la Ferrari, chi non riceverà l’ADUO è la Red Bull la quale come squadra tutto è sempre stata tranne che costruttrice di motori. Invece i bibitari ai nastri di partenza si sono presentati con un motore di poco meno potente rispetto a quello di riferimento e, di sicuro più potente di quello Rosso, che ribadisco per l’ennesima volta, sarebbe dovuto essere stato il riferimento di quest’anno. Oltretutto questo ritardo prestazionale Ferrari rischia di pagarlo salato non solo in pista, dal punto di vista cronometrico, bensì anche e soprattutto dal punto di vista politico. Questa F1 è in continuo mutamento e, sebbene il Sistema sia corso ai ripari dopo il disastro dei primi tre GP ciò non toglie che questa F1, così com’è stata concepita, è sbagliata dal punto di vista dello spirito della F1 stessa. Ciò detto si vuole, da parte soprattutto di Liberty Media per “il bene dello sport” (sigh!), un cambiamento delle attuali motorizzazioni sbilanciando il rapporto di potenza verso l’endotermico (il famoso “sessanta – quaranta”). Del resto il buon Verstappen proprio in Canada ha tuonato, dicendo che se queste motorizzazioni non sarebbero cambiate, sarebbe pronto a salutare baracca e burattini. Dov’è dunque il problema per Ferrari? Ebbene se questo cambio nel rapporto di potenza venisse confermato, è naturale che tutte le squadre dovrebbero mettere mano al motore, anche coloro le quali non hanno diritto all’ADUO, quindi non sta scritto da nessuna parte che i motori più potenti divengano meno prestazionali. Anzi il fatto che Toto si sia dichiarato favorevole a questo cambiamento (assieme a Red Bull!), la dice lunga sulla loro sicurezza in merito a questi cambiamenti. Ferrari cosi (assieme ad AUDI la quale è stata la prima ad opporsi a questi cambiamenti) si ritroverebbe punto e accapo e con problemi non da poco, visto e considerato, che andrebbe a spendere risorse per migliorare un motore che poi in seguito dovrebbe essere nuovamente cambiato. A furia di essere ripetitivo e noioso, ritorno al quesito iniziale: cosa ci fa Ferrari ad inseguire? Per il GP di Montecarlo dunque si dovranno sciogliere un po di nodi e, la tragedia, non è detto che tutto verrà risolto come ci viene raccontato.
A proposito di GP di Montecarlo, la FIA nella sua infinita saggezza, annuncia che per le stradine del principato non farà usare, per motivi di sicurezza naturalmente, l’aerodinamica attiva e, i motori saranno castrati energeticamente parlando. La tristezza di questi regolamenti la si evince anche in queste azioni, perché chi lo ha concepito pretende di avere la botte piena e la moglie ubriaca a tutti i costi. Si pretende di correre con questo tipo di regolamento che viola in ogni punto l’essenza delle corse stesse e, nel contempo, si pretende di girare in circuiti che sono palesemente obsoleti per questo tipo di vetture. Non solo questo infatti, perché sono così tronfi da rinnovarlo addirittura fino alla notte dei tempi… l’importante è alternare SPA – Franchorchamps! La potenza di questi motori, unita all’aerodinamica di queste vetture, è stata ritenuta troppo pericolosa per la pista che verrà affrontata in questo weekend, perciò meglio tagliare tutto, tanto (citando un noto professionista del settore) “nessuno se ne accorge se le macchine vanno più lente”.
Intanto per il GP di domenica vengono date per favorite due squadre in particolare, McLaren e Ferrari. Detto che i papaya hanno una vettura molto agile che si sposa bene con le curve del principato, oltre che la PU più potente, sta di fatto che a leggere i pronostici sembra che Ferrari abbia concepito l’attuale SF-26 esclusivamente per un unico appuntamento, considerando il suo famoso turbo più piccolo. Detto che LeClerc renderà l’anima se necessario nel suo GP di casa, vero è che non riesco proprio ad immaginare la coppia Mercedes e, soprattutto Verstappen, dei meri spettatori. Allo stato attuale, quello di Montecarlo, potrebbe essere l’unica vera ghiotta occasione per la Ferrari di Vasseur di centrare l’obiettivo principale, fornendo all’intera squadra una iniezione motivazionale non indifferente, eppure non bisogna dimenticare, oltre alle già citate McLaren, che uno come Russell allo stato attuale ha ben poco da perdere e, ciò lo rende pericoloso non poco. In quelle strade cosi strette l’esperienza la fa da padrona ed in questo momento l’irruenza mostrata da Kimi, è il suo talento e la sua maledizione. Uno zero potrebbe riaprire in un amen il mondiale (non che ora sia chiuso!), perciò sarà interessante vedere questa prova di maturità, come e se verrà superata dall’italiano. Cosi come Verstappen cercherà riscatto, indipendentemente dalla sua vettura e dalle minacce che urla un GP si e l’altro pure, al fine di dimostrare (ancora deve dimostrare?) alla F1, che hanno bisogno eccome di uno come lui.
Buon GP di Montecarlo a tutti.
Vito Quaranta