F1 2024 – GRAN PREMIO DI SINGAPORE

Con il Gran Premio di Singapore finisce la mini tournee asiatica autunnale del circus, ultimo appuntamento che anticipa una pausa lunga un mese prima del gp successivo, una scelta alquanto bizzarra in termini di logistica e gestione dei weekend di gara.

Si riparte da un gp che negli ultimi anni ha spesso regalato soddisfazioni alla Ferrari e questa edizione sembra andare nella stessa direzione.

La rossa di Maranello avrebbe potuto ambire ad un audace triello di vittorie  ma una tattica di gara alquanto conservativa e una gestione della gara altrettanto prudente di Leclerc a Baku hanno fatto si che la vittoria gli sia sfuggita in maniera quasi incomprensibile, un po’ come ha fatto la McLaren piu’ di una volta nella prima meta’ di campionato.

immagine da racing-statistics.com

Baku ha confermato la competitivita’ della rossa sui circuiti cittadini ma sara’ ricordata anche come l’ennesima occasione persa nel cercare la rincorsa al primo posto nel mondiale costruttori in seguito al botto di Sainz nel finale di gara, un incidente che potrebbe risultare decisivo.

Imperativo numero uno per la Scuderia e’ cercare di sfruttare appieno il tracciato favorevole di Marina Bay che dovrebbe vederla favorita per la vittoria al pari di una McLaren diventata ormai arma totale su ogni circuito e lanciatissima verso il titolo costruttori.

Proprio la squadra di Woking ha saputo arpionare una vittoria ormai insperata a Baku solo grazie ad una condotta di gara audace del suo ”secondo” pilota che pare pero’ avere ormai i galloni di prima guida in seno al suo team.

Singapore potrebbe essere un’altra occasione per bastonare di nuovo una Red Bull che sembra davvero alla deriva e per Norris forse una delle ultime occasioni per cercare realmente di riaprire il titolo piloti. Baku per lui e’ stata un’altra occasione mancata e si puo’ dire che in questa fase del campionato sia lui il piu’ grosso alleato di Verstappen nella corsa al titolo.

Red Bull ha salvato il salvabile in Azerbaigian, arrivando perfino a sfiorare il podio con Perez prima dello sciagurato botto con Sainz. Proprio il messicano potrebbe riscattare una stagione fin qui’ opaca su un tracciato che lo ha spesso visto protagonista, RB20 permettendo.

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Chi invece si e’ un po’ ”perezizzato” e’ proprio l’olandese, incapace di trovare il bandolo di una matassa che si sta disfacendo tra le mani. Solo qualche episodio fortunato e un Norris in versione Santa Claus hanno fatto si che conservi incredibilmente ancora 59 punti sull’inglese.A bocce ferme Singapore potrebbe anche essere peggiore di Baku per la Red Bull ma aspettiamo il responso della pista.

Altra variabile impazzita resta la Mercedes, molto altalenante nelle prestazioni e poco ”sul pezzo” nelle ultime gare. Le frecce d’argento fanno molta fatica in qualifica e questo a Singapore potrebbe essere mortifero in termini di risultato finale. Per contro una eventuale competitivita’ potrebbe essere un altro grosso problema per i tori austriaci.

Singapore e’ un’altra di quelle piste che potrebbe aiutare chi lotta per i punti. Un incidente o una safety car sono molto probabili e regalare un buon piazzamento a chi ormai non ci sperava piu’, come Bearman a Baku. Fondamentale, ovviamente una buona qualifica e stare lontano dai guai, sperando che la’ davanti magari ci siano alzate di genio come quella vista nei giri finali del gp azero.

Come detto questo sara’ l’ultimo gp prima di una lunga pausa che arriva per la Red Bull come il gong salvifico per il pugile suonato ad un passo dal ko. Un modo per cercare di risolvere i problemi, tanti, che attanagliano la scuderia austriaca. Se il titolo costruttori sembra compromesso, quello piloti e’ ancora ampiamente nelle loro mani, a patto che la RB20 torni ad essere anche solo parente di quella che ha dominato la prima parte di campionato.

immagine da gpkingdom.it

Alcuni visionari vedono addirittura un Piastri o un Leclerc ancora in lotta per l’iride, forse dimenticando il talento di Verstappen oppure la straordinaria vena masochistica della Scuderia e del suo pilota di punta. Certo e’ che se Norris dovesse perdere il titolo per pochi punti a fine anno sara’ solo ed esclusiavamente per colpa sua e del suo team. 59 punti e 7 gare al termine, ovvero piu’ di 8 punti da recuperare a gara, non facile.

Ultima considerazione su un calendario di F1 e motoGP ormai starbordante, che fa il paio con la sovraesposizione mediatica che ormai quasi ogni sport professionistico sta raggiungendo.

Tralasciando gli ormai bulimici calendari del calcio che iniziano a scontentare anche gli stessi addetti ai lavori, mi chiedo quanto il saturare quasi ogni weekend dell’anno con una gara possa attrarre nuovi appassionati e sostenitori.

Personalmente, complice anche la sovraesposizione mediatica che social e piattaforme streaming operano, sono stanco di vedere monoposto e moto che girano in tondo in quasi ogni angolo del mondo, al punto da interrogarmi se non fosse meglio quando, qualche anno fa c’erano al massimo 16 gp e c’era un’attesa quasi spasmodica di ogni gara in calendario.

A mio parere tante gare moritificano l’eccezionalita’ e l’attesa di un evento che e’ sempre stato visto e vissuto come un qualcosa fuori dal comune ed esclusivo. Ora la sensazione che mi resta e’ quella di una serie di eventi banali, spettacolarizzati ad arte e in piu’ con la netta sensazione che il risultato finale sia manipolato. Puro intrattenimento.

Avranno di sicuro ragione loro, i padroni del vapore, a riempire sempre di piu’ il calendario e di conseguenza massimizzare i loro introiti. Per contro io, che non ho voce in capitolo, non mi diverto piu’ e neanche lo seguo piu’ di tanto.

Resta solo la viscerale attrazione per una macchina rossa e le sue avversarie, un aspetto piu’ instintivo che di reale interesse per un circus che ormai ha sempre piu clown e sempre meno motivi di reale interesse.

*immagine in evidenza da funoanalisitecnica.com

Rocco Alessandro

 

LE NON PAGELLE DI BAKU 2024

Impegni vari e l’orario insolito del GP non hanno consentito al sottoscritto di prendere i dettagliati appunti che fanno da base a questi articoli: se quanto sotto apparirà un po’ “scondito” me ne scuso in anticipo sperando nella benevolenza del lettore.

Dopo la spettacolare gara di Monza, e con in mezzo l’annuncio di Newey in AM, Baku era attesissima e lo svolgimento della gara non ha affatto tradito queste aspettative. È arrivato, nel costruttori, il tanto atteso e ampiamente annunciato sorpasso di McLaren nei confronti di Red Bull. Le implicazioni per il resto della stagione, che vede anche Ferrari in corsa, sono molteplici e sono l’humus sul quale spero crescerà ancor di più la spettacolarità di ogni gara da qui alla fine, facendo di questa stagione una delle più entusiasmanti degli ultimi anni.

Con DRS meno efficaci rispetto al passato non si sono visti i tanti sorpassi che normalmente Baku ci regala ma, forse proprio per questo, quelli che ci sono stati ci hanno dato l’idea di una manovra più sofferta, più studiata, più difficile. Il che non mi è affatto dispiaciuto.

E proprio uno di questi sorpassi si è rivelato decisivo per l’esito finale. Mi sto naturalmente riferendo al sorpasso di Piastri a Leclerc, effettuato al 20° giro con una staccata memorabile che ricorda il “la-va-o-la-spacca” di altri tempi. A differenza di altre gare viste quest’anno, pur ugualmente tesissime dal punto di vista strategico, qui abbiamo visto i primi non risparmiarsi per nemmeno un giro, esaltando in ogni circostanza la prestazione massima che potevano ottenere. Quindi? Quindi vediamo come si sono comportati i piloti! E stavolta non lesinando in voti “veri”.

 

PIASTRI: 10 e lode

McLaren non poteva esimersi dal far tesoro della lezione presa a Monza: se si consente a Leclerc in versione 2.0 di gestire le gomme come vuole allora vincerà a mani basse, sicché, complice anche il disastro in Q1 di Norris, il mandato di Piastri era quello di “tirare” il più possibile e, soprattutto, di farlo sempre. L’idea era quella di costringere Ferrari, e Leclerc in particolare, a muoversi senza alcuna cautela lungo tutto l’arco del GP. E questo non perché non sarebbe stato in grado di farlo quanto perché il timore di concedere troppo spazio ai papaya avrebbe potuto metterlo in un finale di gara a parti invertite rispetto a Monza e con molte meno chance di portare a casa il massimo risultato. La qual cosa è puntualmente avvenuta grazie al fatto che questo compito dato a Oscar è stato eseguito alla perfezione. Al via entrambi partono bene mantenendo quindi le posizioni della griglia ma da lì in avanti Oscar pressa costantemente Charles costringendolo, per l’appunto, alla massima prestazione. Entrambi guadagnano su Perez e il resto del gruppo in poco tempo. Sulle gialle è McLaren la prima a cedere, dopo una dozzina di giri, consentendo a Leclerc di aprire un gap che arriva sino a 5 secondi così che il pit diventa inevitabile se si vuole insistere sulla strategia di massima performance senza dover concedere nulla al degrado gomma. Quando Charles fa il suo, di pit, Oscar si ritrova nei suoi scarichi (un po’ perché anche le sue gomme avevano ceduto e un po’ perché il suo introduction lap sembra un po’ troppo lento ma sarebbe cambiato ben poco) e non perde tempo: due-tre giri di studio e poi porta l’attacco decisivo. Ah! Che bel sorpasso! Che controllo! Che abilità! Cosa si vuole di più?! Oscar (nomen omen), consapevole che in quella fase non avrebbe potuto fare un sorpasso facile di DRS sul lungo rettilineo di Baku, decide di uscire con chiarezza dalla scia di Charles allungando una frenata che sembra impossibile. Charles, consapevole di ciò, lascia che l’australiano lo infili immaginando un facile incrocio o che, alla peggio, possa superarlo di slancio, contando su una uscita decisamente migliore, nel successivo breve rettilineo. D’altra parte, chi, vedendolo in diretta, non ha esclamato: “adesso va contro i guard rail?” E invece non accade nulla di tutto ciò perché Oscar si esibisce in un controllo tanto straordinario quanto meraviglioso e con una padronanza del mezzo che ha dell’incredibile riesce non solo a completare la curva ma anche a farlo senza perdere praticamente nulla. Completato il fantastico sorpasso Oscar prosegue con la strategia di spingere quanto più possibile, portandosi dietro un Leclerc ringalluzzito da una Ferrari che gli consente di tenere agevolmente il ritmo della suppostamente migliore McLaren. Da quel momento sino alla fine è una gara di nervi, con i due a 8 decimi di distacco per 30 giri (!), nella quale Oscar sembra trovarsi perfettamente a suo agio. E guidando a ritmo di qualifica non sbaglia nulla nonostante i tanti tentativi di attacco di Leclerc che avrebbero impaurito chiunque. Lo ripeto: non ha sbagliato nulla! Qui, nella perfezione di guida mostrata in questo lunghissimo e tesissimo duello (certamente aiutato da una vettura settata perfettamente e che in rettilineo concedeva non più di 3 decimi all’inseguitore con DRS aperto), troviamo il fulcro del capolavoro portato a termine da Piastri in Azerbaijan e per il quale ci spelliamo le mani per i fragorosi applausi che gli dobbiamo tributare. Questa sua dote di mantenere la calma in tutte le fasi della corsa è veramente straordinaria. E ha ancora margini di miglioramento, soprattutto sul piano della velocità pura ove Norris sembra ancora avere un poco di margine su di lui. Non ho alcun dubbio che Oscar si ricorderà molto più della sua seconda vittoria che non della prima. Bravissimo!

LECLERC – 10

Sembrava tutto ben preparato per un bis di Monza:  qualifiche strepitose, partenza senza tentennamenti e primo stint con le gialle a velocità warp. La sua gara è sostanzialmente perfetta e solo l’ancor più perfetto Piastri visto a Baku lo ha relegato al secondo posto. Sul sorpasso subito al 20° giro non ha potuto fare granché. Talvolta il “sorpassato” non ha alcun demerito né nulla da rimproverarsi e credo che sia questo il caso. Nel successivo lunghissimo duello Charles ha fatto veramente tutto quanto si poteva fare, anche lui senza errori e capace di una velocità straordinaria. Dare a Oscar tutti i suoi meriti non significa toglierne a Charles: se dai il meglio e quell’altro ti arriva davanti l’unica cosa che rimane da fare è togliersi il cappello. Non sto a ripetere tutto il discorso sulla strategia portata avanti da McLaren, perfetta, che ha costretto Charles alla massima performance per tutta la gara: ha avuto successo e questo è quanto. D’altra parte, è proprio per questo che le sue gomme bianche sono crollate a 3 giri dalla fine ma farei meglio a scrivere “solo a 3 giri dalla fine” il che ha del miracoloso se pensiamo che ne ha passati 30 girando a 8 decimi di distanza. In passato non sarebbe durato 3 giri in quella posizione. Un altro miracolo azero del monegasco è la difesa su Perez che ha poi originato lo stupidissimo incidente tra quest’ultimo e Sainz a 2 giri dalla fine. Tirando le somme, è confortante trovare Ferrari nella posizione di potersi giocare la vittoria, forse ancora più che a Monza, dove è arrivata grazie ad una geniale mossa strategica più che grazie ad una performance superiore. Qui a Baku, infatti, si sono viste Ferrari e McLaren combattere sul filo del rasoio sino alla fine e a parità di strategia sulle gomme. Direi che è un inedito per questa stagione, no? A dirla tutta, la vittoria può (forse, molto forse) essere sfuggita perché Sainz è partito male e non ha potuto contendere il secondo posto a Piastri nel primo stint cosa che, presumibilmente, avrebbe favorito Leclerc. Comunque ben venga questo secondo posto e anche se per certi versi deludente date le premesse, l’ottima performance (unita all’altrettanto ottima di Sainz) mi pare assai significativa. Speriamo, per Charles, che questo trend continui anche nelle prossime gare.

RUSSELL – 8 ½

Podio insperato ma pur sempre podio per Giorgino. Come già in Austria il suo risultato è dipeso da un pasticcio combinato dai due piloti che lo precedevano ma in questi casi, più che di fortuna, preferisco sempre parlare di merito perché lui, e non altri, era lì. Stavolta, le “cornate” tra i piloti davanti non valgono la vittoria ma un ottimo terzo posto e va bene così. Tanto più, a dirla tutta, che Russell si è ben comportato in tutto il week end: in qualifica ha letteralmente sotterrato il suo celebrato team mate rifilandogli 4 decimi. Peccato per quella partenza non ottimale visto che poi si comporta molto bene. Con grande tenacia contende a Verstappen (invero in pallidissima versione) la quinta posizione (a parità di gomme) riuscendo infine a ottenerla con un bel sorpasso poco dopo metà gara. Sorpasso che si rivelerà decisivo per il podio finale perché dietro di lui Verstappen si sveglia solo per ostacolare per diversi giri il ritorno di Norris il quale, visto il ritmo che aveva, l’avrebbe certamente ripreso e superato senza problemi. Di certo Monza e Baku non si sono mostrati granché adatti alla Mercedes ondivaga di questa stagione. Vedremo come proseguiranno in piste a loro più congeniali.

NORRIS – 5

Insufficienza piena per il buon Lando che deve anche fare i conti con un sospetto che già qualcuno aveva adombrato nelle scorse gare e cioè che forse, in McLaren, puntano più sulla calma olimpica di Piastri che sul suo talento velocistico. Certamente Lando non sta rendendo un buon servizio a se stesso quando pasticcia in Q1 fino al punto da non riuscire a segnare un tempo decisivo e doversi accomodare mestamente in 15a posizione in griglia. La strategia, a questo punto obbligata, di partire con le bianche mette in luce anche un suo difetto che si è via via chiarito nel corso della stagione: con il pieno non riesce a performare al suo meglio. E infatti, nonostante il teorico divario prestazionale, nei primi giri non riesce a recuperare che un paio di posizioni e solo dal 10° giro in avanti che comincia la sua vera progressione, grazie soprattutto ai pit degli altri. Poco male, comunque, perché poi, con aria libera, crea un gap importante che gli consente di pittare con poca ansia a 15 giri dalla fine. Di qui in avanti è uno spettacolo straordinario sotto il profilo della performance pura: l’altra cosa a cui ci ha abituato, infatti, è la velocità impressionante che riesce a sviluppare a serbatoio quasi vuoto in questo caso stiamo parlando di due secondi al giro contro Piastri e Leclerc (e Sainz, in quel frangente il più veloce dopo di lui). Se fosse solo quello probabilmente mi sarei sentito di dargli comunque la sufficienza ma il problema è che quando raggiunge Verstappen, lo spento Verstappen di Baku, non affonda il colpo ed è costretto ad uno snervante duello che gli fa perdere una infinità di secondi da Russell che pure aveva facilmente superato Max nonostante gomme ben più vecchie delle sue. È qui che la insufficienza del suo Gran Premio si manifesta. Alla fine lo supera ma è ormai troppo lontano da Russell per potergli contendere la posizione. Male!

VERSTAPPEN – 3 ½

È forse la prima volta, quest’anno, che mi tocca dare un voto largamente insufficiente a Max. Voto ahimè, o ahilui, assolutamente adeguato ad una prestazione parsa decisamente scadente lungo tutto il week end. Basti dire che Perez, mettendo da parte la stupidaggine finale, lo ha surclassato sia in qualifica che in gara. Il che spinge assai lontano le lamentele sulla vettura che il nostro ha sciorinato lungo tutto il Gran Premio: se Checo, che è dalla prima gara che si prende le piste, performa mezzo secondo al giro più veloce la colpa di questo brutto voto è tutta tua, caro Max!. Se invece di un 3 si prende un 3 e mezzo è perché si è svegliato solo nel duello con Norris, verso la fine, minimizzando il guadagno di punti di quest’ultimo nei suoi confronti. Singapore si è dimostrata ostica per RBR anche nelle stagioni di suo massimo splendore: il futuro dei “bibitari” è assai incerto. Staremo a vedere.

ALONSO – 8

Il voto è derivato soprattutto dalla splendida qualifica in cui il nostro ha saputo destreggiarsi splendidamente tra scie di tutti i tipi. Anche in gara tiene il pallino in mano riuscendo a resistere al ritorno delle ottime Williams. Punti meritatissimi

ALBON – 6 ½

Avrei dato voto anche più alto al buon Alexander, visto quanto raramente conclude a punti. Però vanno dette un po’ di cose. Primo: non riesco a non imputargli un 1% di responsabilità nel pasticcio ai box nel Q3 quando lo fanno uscire con l’airbox fan ancora attaccato: non siamo certo al livello del famoso “steering wheel” di Raikkonen ma al momento di uscire dal box, l’oggetto in questione, avrebbe potuto vederlo o “sentirlo”, che ne dite? In gara parte male ed è costretto a rincorrere e, soprattutto, ad un inedito ordine di scuderia nei confronti di Colapinto. Infine, pur con ritmo migliore, non riesce a portare attacchi ad un Alonso con gomme più vecchie delle sue di 20 giri. Bene comunque, visti i punti portati a casa, ma ci ha abituato a ben altro tipo di gara.

COLAPINTO – 8+

A punti alla sua seconda gara e, soprattutto, con performance del tutto inaspettate. In qualifica va meglio di Albon, il che è tutto dire! Anche al di là del pasticcio in Q3 di quest’ultimo va detto che il suo l’aveva fatto. In gara ha una partenza fenomenale, a differenza di Albon, e va anche molto bene. Tanto che il team è costretto ad un ordine di scuderia per far passare un Albon apparentemente più veloce. Già, apparentemente! Perché in realtà Colapinto gli rimane sugli scarichi fino alla fine senza mai commettere errori (a Baku!, mica ad Abu Dhabi) e arrivandogli comodamente dietro per un 1-2 nei punti in Williams che non si vedeva dall’anomala Las Vegas dell’anno scorso. Bravissimo!

BEARMAN – 8

A punti nelle sue prime due gare in Formula 1 e per giunta in due squadre diverse. Che dire? Bravo! Mi è piaciuto soprattutto in qualifica dove ha regolato Hulkenberg (a dir il vero insolitamente falloso) che è ben noto per essere assai veloce. In gara pure si è ben comportato anche se ho avuto la sensazione che abbia corso un po’ in affanno nella seconda metà. Sta di fatto che anche in gara è davanti a Hulk ed è nel posto giusto al momento giusto per essere l’ultimo ad approfittare del patatrac tra Sainz e Perez e portarsi a casa dei punti. Bravissimo l’ho già detto?

A proposito…

SAINZ-PEREZ voto: 2-

Ma che hanno combinato questi due?! Di incidenti stupidi se ne sono visti tanti in Formula 1 ma quelli in cui le stupidaggini concorrono, come in questo caso, non è che abbondino (anche se, ora che ci penso, mi pare che Perez sia stato protagonista di qualcosa di analogo negli anni Force India). Il problema che amplifica l’impietoso giudizio è che entrambi avevano corso una gara eccellente e che senza quel patatrac, visto il contestuale crollo delle gomme di Charles, avrebbero facilmente fatto podio. Perez, in particolare, ha avuto un week end finalmente di altissimo livello sia in qualifica che in gara e, soprattutto, nettamente migliore di Max come non gli accadeva da… be’, da sempre! Io l’ho interpretata così. Al 50° giro Charles, in grave difficoltà con le gomme, viene puntato da Perez alla fine del rettilineo principale ma gli resiste con una magia delle sue. Perez, costretto a scomporsi dalla splendida manovra di Charles, deve quindi accodarsi a Sainz nel breve rettilineo che porta a curva 2. Quest’ultimo, tuttavia, non si sa perché si fa prendere dall’ingordigia e abbozza un tentativo di sorpasso all’esterno su Leclerc che non ha alcun senso. Vero che, per forza di cose!, era uscito più veloce da curva 1 ma gli bastava accodarsi per poi superarlo nel rettilineo successivo o comunque nel rettilineo principale prima dell’ultimo giro. Questo se glie l’avessero concesso, naturalmente, visto che per la squadra, il sorpasso di Sainz su Perez significava, se ben gestito un secondo e terzo posto che valevano oro nel costruttori laddove un Sainz aggressivo su Leclerc avrebbe molto probabilmente portato ad un suo secondo posto ma ad un quarto di Leclerc. Ad ogni modo, Sainz si rende conto troppo tardi che non avrebbe potuto passare Leclerc e fa curva 2 un po’ scomposto, non perfettamente in linea ma ancora sufficientemente veloce. Se si fosse accodato, com’era prima della malsana idea!, regolarmente avrebbe fatto curva 2 in traiettoria perfetta senza dare alcuna possibilità a Perez. Invece, in questo modo, Perez subito dietro decide che Sainz è uscito male (anche se non è poi così vero) e prova a contendergli l’interno per la successiva curva 3. Nel farlo stringe la traiettoria di curva 2 ed esce troppo vicino a Sainz senza rendersi conto che quest’ultimo non è così lento come pensava e invece di spostarsi per lasciare spazio lascia il volante dritto fino a che le due ruote (anteriore dx di Perez e posteriore sx di Sainz) non si toccano generando il patatrac. Dal punto di vista squisitamente tecnico la responsabilità dell’incidente è più di Perez che di Sainz ma quanto fatto da quest’ultimo subito prima lo rende corresponsabile di un incidente stupidissimo. Mi ha stupito negativamente soprattutto Sainz che, solitamente, è molto lucido nel leggere le situazioni di gara. Chissà? Forse avendo visto Charles così in difficoltà ha visto… rosso?!

NOTA DI DEMERITO SPECIALE

No, non mi sono dimenticato di Lewis. Ma che brutto week end e che brutta gara! Ma che mi combini? Forse la sua peggiore gara dell’anno (soprattutto nel confronto con quella invece ottima di Russell). Dopo la ben poco brillante qualifica in Mercedes decidono di cambiargli diverse parti del motore ed è costretto a partire dalla Pit Lane. Da dove, però, non combina praticamente nulla e solo un sorpasso fatto con il coltello tra i denti a Bearman (Bearman! Mica Verstappen, eh!) gli evita lo smacco di finire dietro al rookie di lusso che comunque non lo molla mai sino al traguardo. Aggiungete alla ricetta che giunge a più di un minuto di distanza da Russell ed ecco cucinato un bel 3! Mah!

Bottas, Ocon e Stroll pietosi – voto 0 (zero, ebbene sì).

Bottas passa tutto il Q1 in scia a Zhou (zerbinato per l’occasione) ma ciononostante rimane ben lontano dalla Q2 – ok la macchina è sempre più pietosa ma insomma… Ocon si prende, udite udite, 1 secondo e mezzo in qualifica da Gasly! Stroll, oltre ad una qualifica largamente insufficiente, riesce ad essere l’unico a pasticciare in una partenza in cui tutti erano stati bravi e attenti causando, oltre al suo, il ritiro di Tsunoda. Doppio, anzi, triplo MAH!

Ci vediamo a Singapore!

 

BASTIAN CONTRARIO “Fuori i secondi”

Il GP dell’Azerbaijan che si è concluso domenica scorsa, ha rappresentato la rivolta delle seconde guide nel bene e nel male… altro che “fuori i secondi”, se non fosse stato per loro, le emozioni del suddetto GP sarebbero state meno scontate del previsto. Come ripeto da tempo, godetevi questo campionato e soprattutto il prossimo perché se ci troviamo sempre in questa situazione di incertezza, tanto che persino le stesse squadre sono piene di dubbi fino allo spegnimento dei semafori, è solo e sempre per lo stesso motivo: il regolamento attuale è a fine vita e poiché ormai tutte le squadre lo hanno compreso (se riescono o meno ad essere competitivi è solo una questione di uomini e mezzi), ecco che si sono avvicinate le une alle altre. L’anno prossimo sarà anche meglio, per questo cari fanciulli, godetene più che potete.

Di certo chi gode è il pupillo di Woking, l’australiano dalla faccia d’angelo, che non gli daresti due lire se lo guardi in faccia (in termini di agonismo), ed invece è capace di arginare la furia omicida di un (quasi) incontenibile e generosissimo Charles LeClerc. Sono del parere che la goduria di Piastri non sia tanto nell’aver vinto in maniera perentoria in quel di Baku, quanto per il fatto che a partire da questo weekend di gara appena concluso, le famose “papaya rules” sarebbero dovute cambiare proprio in favore della prima guida Lando Norris… prima guida solo perché si trova (fino a quando andando avanti di questo passo?) in vantaggio in classifica. Come ho scritto proprio su queste righe solo due settimane fa (ultimamente non faccio altro che ripetermi!) era doveroso, vista la situazione tecnica in pista, che il muretto papaya iniziasse ad aiutare Norris mettendo Piastri a sua disposizione visto che l’australiano, in termini di comportamento da parte della squadra nei suoi riguardi, non può lamentarsi di nulla. Vero è che ho anche affermato che il primo a darsi da fare e quindi a mettere in condizioni la squadra di poterlo aiutare è proprio Norris, il quale avrebbe dovuto cambiare atteggiamento e smetterla di mettere in imbarazzo il suo stesso team! Al di la di come sono andate le cose in qualifica, è un fatto che a prendere bandiera e, quindi a trovarsi sempre in una condizione negativa per lui stesso e di imbarazzo per la squadra, è proprio Norris. Un pilota che si sta giocando un mondiale non può trovarsi continuamente in situazioni quanto meno equivoche (com’è possibile che abbia preso bandiera in una delle qualifiche più importanti della sua carriera?), come quelle di Baku o degli altri GP Passati. Norris sta letteralmente buttando alle ortiche un mondiale che, considerando i guai che sta passando il suo diretto avversario, potenzialmente è alla sua portata. Verstappen ormai (impensabile fino a qualche tempo fa) vede il podio col binocolo e, l’unica cosa che può fare è massimizzare il risultato. A lottare con Charles ci sarebbe dovuto essere l’inglese e non l’australiano, il quale a sua volta, sta ponendo le basi per il futuro che lo attende. La sfiga (se cosi possiamo chiamarla) di Piastri è che è esploso tardi, con la classifica cha al momento gli da torto. Vero è che dopo quanto mostrato domenica scorsa, chiedergli di cedere la posizione in favore del compagno, sarà sempre più dura e tutto questo solo per responsabilità di Norris, che di nuovo ha messo in difficoltà la sua squadra. Altro che fuori i secondi in McLaren, qui ci sarebbe da fare seriamente una rivalutazione seria delle gerarchie, cosa che sicuramente avverrà l’anno prossimo. Piastri in pista ha mostrato un livello altissimo di performance e, sebbene il mezzo gli abbia permesso di tenere a bada quell’animale che aveva dietro, è anche vero (si dia a Cesare ciò che è suo!) che la pressione è lì pronta a fotterti in ogni istante, ed Oscar è stato bravissimo e cinico a saper sfruttare l’occasione e, a tenere sotto controllo tutto. Peccato per Charles perché quella dell’Azerbaijan sembra una maledizione (alla pari di Montecarlo sfatata solo quest’anno), dove ti spara pole ogni anno per non vincerci mai.

A proposito di secondi che si sono fatti fuori letteralmente parlando, trovo quanto meno singolare che il buon Perez, che ha un piede più fuori che dentro il circus, si desti proprio a ridosso della trasferta americana che inizierà dopo il GP di Singapore. Un pilota totalmente assente ed annichilito per quasi tutta la stagione, ecco che apparentemente resuscita e addirittura mette in difficoltà il suo più blasonato compagno, il quale a sua volta, sembra essere tornato improvvisamente normale. Il caro Max non è che si sia improvvisamente rimbambito o si sia dimenticato come si vinca, campione era prima e campione lo è ora. Semplicemente (soprattutto nella F1 moderna) senza mezzo non vai da nessuna parte e, la sbandata tecnica che la Red Bull ha preso, lo dimostra in maniera piuttosto esplicita. La fortuna di Verstappen, oltre a quella di essere dotato di un immenso talento, è quella che il suo diretto avversario non sa approfittare dei suoi guai (in Azerbaijan Lando ha guadagnato la miseria di soli tre punti sul campione inglese) e quindi per il momento può dormire sonni relativamente tranquilli. La sua maturità gli impone in questo momento di essere incudine, aspettando e sperando che le cose per lui in pista migliorino, per riprendere presto ad essere martello evidentemente. Ad essere sinceri ho creduto che l’olandese, in quel di Baku, avrebbe fatto un exploit arrivando come minimo a podio se non addirittura a vincere, andando a spegnere ogni velleità sul mondiale piloti e quindi chiudendo le pratiche anzi tempo. Di fatto cosi non è stato e c’ha pensato il suo compagno a salvare la faccia della squadra; almeno fino al botto con Sainz.

Davvero è cosi importante capire di chi è stata la colpa tra il bibitaro ed il ferrarista? Parliamo del messicano che ne viene da mesi di nulla cosmico e, che per una volta che è il protagonista, non avrebbe ceduto la sua posizione nemmeno se fosse arrivata l’ascensione celeste e, nel contempo, parliamo dello spagnolo che aveva sentito fin troppo bene l’odore dell’impresa. Se proprio dobbiamo ricercare la colpa nell’episodio, questa avviene prima, proprio quando i due ferraristi si trovano in parallelo in quelle pieghe a novanta gradi: Charles aveva le gomme alla frutta e Carlos il pensierino di passarlo lo ha fatto eccome, solo che gli è andata male e nel frattempo ha dato la possibilità a Perez di farlo avvicinare, con quello che ne è conseguito. Difficilmente entro nel merito di ciò che succede in pista tra due piloti nelle mie analisi, perché trovo molto più interessante leggere tra le righe di cosa succede durante il weekend, solo che proprio il comportamento dei due secondi, delle due rispettive scuderie rivali a mio avviso, ha mostrato tutta la loro voglia di far necessariamente bene perché entrambi, per un motivo o un altro, sono costretti ad agire cosi: Perez per salvare il posto e Carlos per lasciare la sua impronta nella squadra che non l’ha voluto.

Nel concludere il mio scritto dedicato alle seconde guide, non posso che fare una menzione speciale per quanto riguarda Bearman e Colapinto: il primo si ritrova a guidare con un cancello di macchina, per sostituire un pazzo di collega (Magnussen primo e unico ad essere stato squalificato da quando hanno messo la patente a punti in F1!), che con quella macchina i punti li vede col binocolo e, in un colpo solo, si mette dietro la prima guida della Haas e va a punti col suddetto cancello, questo, dopo aver fatto lo stesso con la Ferrari (con ben altra pressione) ad inizio anno. Il secondo, va a sostituire un pilota che nemmeno lui non sapeva cosa ci facesse in pista e, con la sua macchina va a punti “alla prima botta” come si suol dire mettendo in ombra l’ottimo risultato del compagno… Williams avesse appiedato Sargeant ad inizio anno, ora si ritroverebbe a lottare con Aston Martin nei costruttori. Il futuro della F1, con le nuove generazioni, sembra roseo ed è per questo che fa rabbia vedere in pista ronzini, quando a parcheggio ci sono stalloni che stanno a guardare scalpitando. Chissà forse per questi talentuosi piloti è arrivato il momento di fare fuori i secondi non credete?

Vito Quaranta

PIASTRI FREGA LECLERC E VINCE A BAKU. SAINZ E PEREZ DISPERATI.

Trionfo a Monaco, poi il nulla. Trionfo a Monza, e poi cosa succederà?
Il calendario riserva a Leclerc la sua terza gara di casa, quella dove è riuscito a fare tre pole di fila senza mai vincere. Come a Monaco.
E il sabato arriva la quarta, con Sainz terzo a confermare che la Ferrari pare avere trovato il bandolo della matassa. Fra di loro Piastri (come a Monaco), mentre Norris è relegato al fondo della griglia, e Verstappen è pure dietro Perez.
Con le Mercedes non eccezionali, e un circuito dove si può passare in un solo punto, la strada sembra spianata per Charles.

Allo spegnimento dei semafori, il monegasco scatta benissimo, mentre Piastri è più lento ma riesce a mantenere la seconda posizione. Perez riesce invece a sopravanzare Sainz, così come Verstappen riesce a portarsi davanti a Russell ed accodarsi al ferrarista in quinta posizione.

Dopo 10 giri, Leclerc ha già 3 secondi di vantaggio su Piastri, che inizia a lamentarsi delle gomme posteriori. L’unico che non sembra soffrire con le coperture è proprio Charles. 

Al giro 13 si ferma Verstappen, che aveva accumulato 5 secondi di ritardo da Sainz, e ben 7 dal compagno di squadra. Al giro successivo, si ferma anche Russell, che lo seguiva in sesta posizione. E, di conseguenza, un giro ancora dopo, Perez.

Il messicano si ritrova dietro a Norris, che lo blocca quanto basta per consentire al compagno di squadra di fare la sua sosta e rimanere davanti.

Al giro 17 si ferma anche Leclerc, e rientra di pochissimo davanti a Piastri e Perez. Per sua fortuna, in mezzo c’è Albon. Il vantaggio su Piastri, a questo punto, è di soli 1.3 sec., quando prima del pit-stop era di 6.

E infatti al giro 20 l’australiano passa di prepotenza grazie al DRS ma con una staccata favolosa in curva 1. Il monegasco si attacca alla coda dell’australiano, con Perez che, a sua volta, lo segue da vicino,.

Per una decina di giri, Charles segue come un ombra Oscar, e alla 29a tornata prova a tornare davanti, ma il pilota della McLaren si difende bene. L’australiano, in questa fase, sembra avere un passo inferiore a quello del pilota Ferrari.

Leclerc ci riprova al giro 33, ma, di nuovo, Piastri chiude la porta. I due escono lentissimi da curva 1, e Perez si accoda.

Per 14 giri i primi due viaggiano letteralmente incollati, ma a 4 giri dalla fine le gomme di Leclerc sono finite, e, mentre Piastri se ne va, Perez attacca Leclerc, gli passa davanti ma il ferrarista con una staccata impossibile tiene la seconda posizione. I due escono lentissimi da curva 1 e Sainz riesce a passare il messicano. Ma non resiste alla tentazione di mettere le ruote di fianco a quelle del compagno di squadra, lasciando la porta aperta a Checo, che si infila. Nel successivo rettilineo, lo spagnolo si sposta impercettibilmente a sinistra non pensando di avere l’avversario all’interno, ed entrambi finiscono contro il muro.

Finisce così con Piastri davanti a Leclerc, terzo Russell che, dopo una gara anonima, finisce sul podio. Quarto Norris, rimontato dalla 17a posizione, poi Verstappen, alle prese con mille problemi, Alonso, Albon, Colapinto, già a punti alla sua seconda gara, Hamilton, e Bearman, anche lui alla seconda gara e di nuovo a punti con una scuderia diversa.

Il circus riparte per Singapore, dove si correrà fra una sola settimana, con la McLaren che torna in testa al mondiale costruttori dopo oltre un decennio. E sembra destinata a rimanerci.

P.S. in settimana è stata ufficializzato il passaggio di Newey alla Aston Martin. Contento Alonso, che ora potrà avere “la macchina degli altri” come regalo di compleanno. Per tutti gli altri, “non è un uomo solo che fa la differenza”. Ma i soldi sì, e Stroll ne ha messi veramente tanti.

P.S. 2 Alla fine dell’anno, sicuramente alla Ferrari rimpiangeranno l’errore fatto dopo la gara dominata a Monaco, quando hanno trasformato una buona macchina in una vettura mediocre. Ma rimpiangeranno anche le occasioni perse, come quella di oggi.

P.S. 3 E’ meglio un pilota che paga 0.5M$ a gara e fa danni per altrettanto una sì e una no, o uno che paga cifra analoga ma sta costantemente davanti al compagno di squadra alla seconda gara?

P.S. 4 la gara di oggi, tutta la gara, anzi, tutto il week-end dall’inizio alla fine, partenza compresa, sono la migliore spiegazione possibile del perchè in Ferrari hanno tenuto Leclerc e non Sainz. D’altra parte è stato proprio lui a dichiarare che “su questa pista ha sempre fatto fatica”.

P.S. 5 al contrario, Checo Perez va bene solo su questa pista, al punto da far sembrare Verstappen un debuttante. E non c’è da meravigliarsi se appena vede un buco ci si infila incurante delle conseguenze. Al di là dell’imperdonabile errore strategico di Sainz, la responsabilità dell’incidente è tutta sua.

P.S. 6 in McLaren hanno sicuramente già capito con chi torneranno a vincere il mondiale piloti. L’anno prossimo.

P.S. 7 Clean air is queen

P.S. 8 viva il carbonio e la sua flessibilità. E anche la FIA che stavolta ha deciso di tenere aperto il campionato non vietando una soluzione di dubbia regolarità, esattamente come faceva quando la Mercedes dominava, in quel caso per NON tenere aperto il campionato.

P.S. 9 Vive la France

F1 2024 – GRAN PREMIO DELL’AZERBAIGIAN

Il mondiale di F1 riparte dopo due settimane e arriva a Baku per il gp dell’Azerbaijan, primo appuntamento di un duetto di circuiti cittadini (Singapore nella settimana successiva) e piuttosto anomali come caratteristiche.

Si arriva a Baku con un mondiale costruttori ampiamente riaperto e uno piloti che, inaspettatamente, rischia di essere di nuovo in bilico. Molto dipendera’ proprio da questi due appuntamenti in cui la Red Bull e’ attesa ad una decisa inversione di tendenza.

Ormai e’ un fatto che, per tutta una serie di cause interne (Horner gate) ed esterne (direttive Fia piu’ o meno impattanti sulle performance del toro austriaco) la RB20 non e’ piu’ il riferimento della categoria e anzi, in base al circuito e alla forza degli avversari, puo’ diventare anche terza o quarta forza.

immagine da f1chronicle.com

Lo abbiamo visto a Monza dove Verstappen e’stato costretto a metterci una pezza per tutto il weekend non riuscendo a fare meglio di un sesto posto che sarebbe potuto benissimo essere un settimo.

La RB20 sembra essere diventata molto difficile da mettere a punto, tanto da scatenare il malumore di Verstappen, sempre piu’ nervoso negli ultimi weekend di gara. Per sua fortuna la Mclaren e Norris non sembrano avere un killer instinct sufficiente per affondare il colpo ma potrebbe essere solo questione di tempo.

Imperativo per loro e’ tornare quantomeno competitivi a Baku anche se non sembra essere proprio la pista piu’ adatta vista la sua caratteristica di essere un circuito stop&go.

Occasione ghiotta invece per Ferrari che predilige proprio questo genere di circuiti. Un altro vantaggio potrebbe essere rappresentato dal fatto che l’asfalto regolare di Baku consentirebbe di gestire meglio le altezze da terra e il porpoising che ancora affligge la rossa, eliminando quind un potenziale problema.

Sia Leclerc che Sainz avranno  buone carte da giocare a patto di fare una buona qualifica e potrebbero essere il vero ago della bilancia nella lotta ai due mondiali e un potenziale alleato della Red Bull.

immagine da newsauto.it

Proprio dalla rossa dovra’ guardarsi la McLaren che ha buttato via un’altra agevole vittoria a Monza a causa della lotta interna tra i loro piloti. Punti pesanti che potrebbero essere decisivi a fine anno se la Red Bull continuera’ ad essere cosi’ attaccabile.

A Woking si aspettano di essere sul pezzo anche a Baku e cercare di mettere ancora piu’ all’angolo gli anglo-austriaci ma forse farebbero meglio a mettere dei paletti piu’ rigidi in termini di lotta tra piloti.

Anche la Mercedes potrebbe unirsi alla lotta per la vittoria, un altro potenziale problema per la Red Bull. Usciti con le ossa rotte da Monza, si ritengono piuttosto convinti di poter essere della partita a Baku, sempre che la W15 non si riveli troppo complessa da mettere a punto.

Baku e’ una pista che potenzialmente puo’ offrire a tutti un’opportunita’ quindi anche i team minori nutrono fondate speranza di arrivare a punti. Tra questo sugli scudi ovviamente Aston Martin e Williams.

La qualifica ovviamente decidera’ molto dell’esito del gp e vedremo chi sapra’ prendersi piu’ rischi per cercare di partire davanti. Se la Ferrari dovesse dimostrarsi competitiva Leclerc sarebbe un ottimo candidato alla pole, anche se in passato il suo voler strafare gli ha gia’ fatto assaggiare dolorosamente i muretti di Baku.

Pista come detto stop&go, quindi dovrebbe prediligere quelle monoposto con un’ottima trazione e stabili in frenata oltre che con una gestione adeguata della PU, tutte caratteristiche che, in teoria, dovrebbero appartenere alla rossa. La mancanza di curvoni veloci invece dovrebbe penalizzare proprio la Red Bull, apparsa in difficolta’ anche in termini di velocita’ massime. Di sicuro Verstappen dovra’ fare gli straordinari per uscire da Baku con un buon risultato.

immagine da racing-statistics.com

Chiudiamo con l’annuncio dell’approdo di Newey in Aston Martin dal 2025. Alla fine  e’ andata come di poteva prevedere, ovvero il progettista inglese ha scelto di restare nella madrepatria guadagnando piu’ di quanto non abbia mai fatto fino a questo momento. Che poi questo renda la futura Aston Martin monoposto da titolo e’ tutto da dimostrare perche’ Newey ha fatto monoposto geniali cosi’ come autentici cancelli. La cosa che incuriosisce di piu’ sara’: in caso di monoposto da titolo, chi avra’ maggiori chance, Alonso o il figlio del proprietario Lance Stroll?

*immagine in evidenza da azernews.az

Rocco Alessandro