Weekend da favola per Jonnhy Rea e la sua Ninja che domina il round portoghese sul tracciato di Portimao.
Mai una sbavatura, mai un imperfezione. In un weekend che ha visto tanti errori, molte cadute lui è stato semplicemente perfetto andandosi a riprendere la testa del Mondiale.
Alla faccia di chi pensava fosse spacciato…
Non lasciamoci però trarre in inganno, Portimao è territorio di caccia di Kawasaki e soprattutto di Jonnhy. Vedremo come si comporterà la Ninja nei prossimi round.
Scott Redding paga a mio avviso la poca conoscenza del tracciato, in gara 2 si piazza sul podio davanti a Micky Van Der Mark.
Si rivede ai piedi del podio Chaz Davies, sembra come Lazzaro… Ogni tanto resuscita.
In Top 5 la Fireblade (Nel BSB ha dominato quella moto) guidata da Alvaro Bautista.
Risultati di Gara 2. Fonte WorldSBK.com
Il Mondiale è ancora lungo ma il leitmotiv della stagione sarà lo stesso degli ultimi anni… Jonnhy Rea contro la Ducati. A Borgo Panigale non dormono la notte pensando all’Irlandese, hanno tentato in tutti i modi di vincere con la Bicilindrica e niente … Poi hanno creato una MotoGP per la SBK e niente… Ingaggiano Piloti dalla MotoGP tentando il miracolo…
Vedremo se riusciranno finalmente nell’ardua impresa. BATTERE I JAP. BATTERE REA.
Per adesso… Lunga vita al Re.⬇️
Immagine WorldSBK.com
CLASSIFICA MONDIALE
🥇REA -Kawasaki ZX10-RR 136 PTS
🥈REDDING -Ducati V4R. 132 PTS
🥉 RAZGATIOGLU -Yamaha M1R. 103 PTS
Appuntamento sul circuito di Aragon il 28 Agosto.
Saluti Francky
SUPERPOLE RACE Rea fa 92
Rea vince la SP Race.
Jonnhy Rea ha cavalcato verso la vittoria numero 92. Portimao è territorio di caccia della ZX10-RR e Rea non ha lasciato scampo agli avversari.
Vince anche la Superpole Race e si porta ad un solo punto dal leader del Mondiale, Crazy Scott Redding che non riesce a fare meglio del 5° posto.
Risultati SP Race. WorldSBK.com
Sul podio le altre due Yamaha di Toprak e di Loris Baz (miglior indipendente). Ai piedi del podio si conferma un coriaceo Alex Lowes mentre solamente 5° Scott Redding.
Probabilmente Scott paga la poca esperienza su questo tracciato ed un feeling davvero scarso con il tracciato portoghese della V4R. È la prima delle Ducati in pista mentre sprofonda Chaz Davies, caduto dopo pochi giri.
Il destino di Chaz Davies in Ducati è segnato
Non si ripete la splendida prestazione di Mick Rinaldi di gara 1, solamente 7°. In casa HRC invece Haslam (P9) riesce a chiudere prima del più blasonati Alvaro Bautista (P11).
RACE 1 –91
-9 Signore e Signori. Sull’ottovolante dell’Algarve il Campione del Mondo vince una Gara1 magistrale. Si riprende alla grandissima Rea che detronizza il pretendente al Titolo Scott Redding e la sua Ducati V4R.
Ma davvero pensavate che Jonnhy si arrendesse così facilmente⁉️
Diciamo un cosa… In pista la ZX10-RR è assolutamente inferiore sia alla V4R che anche alla R1. Entrambi sono progetti “giovani” rispetto alla Ninja che comincia a pagare il peso degli anni.
Ad Akashi sono consapevoli che il progetto “Ninja” vada rivisitato e rivisto in ottica diversa.
Ducati lo ha fatto, Yamaha lo ha fatto, Honda lo ha fatto e persino BMW. Manca soltanto Kawasaki, il cui progetto risale al 2011.
Il talento di Rea potrebbe non bastare contro le nuove generazioni di Supersportive 1000″
Sul podio salgono le due Yamaha Ufficiali di Toprak (fortissimo come sempre) e di un finalmente ritrovato Van Der Mark.
In 4^ piazza un ritrovato Alex Lowes.
In crisi oggi il Campione nazionale inglese BSB, che si ritrova a battagliare con Rinaldi, un talento di casa Italiana per il quale vanno ringraziati soprattutto Dennis Sacchetti e Gianni Ramello.
Bellissima la mischia tra Crazy Scott, Rinaldi, Baz e Sykes che regala spettacolo nella parte finale di gara.
Chiudono la TOP 10 Bautista e Laverty. Delude Chaz Davies…
Michael Rinaldi merita il posto di Chaz Davies
Risultati Race 1. WorldSBK.com
Appuntamento domani alle 11 per la Superpole Race.
Consegnato agli annali il GP di Gran Bretagna 2020, la F1 si ritrova a festeggiare i suoi 70 anni ancora sul tracciato di Silverstone così come nel 1950. Allora a tagliare per primo il traguardo, dopo i 70 giri del Gran Premio, fu Nino Farina su una delle Alfa Romeo “Alfetta” Tipo 158 al via, guidate inoltre da piloti d’eccezione come Juan Manuel Fangio, Luigi Fagioli e Reg Parnell. Il weekend fu caratterizzato da un incredibile dominio: quattro Alfa nei primi quattro posti. In gara solo uno sfortunato guasto alla lubrificazione del motore della vettura di Fangio non permise all’Alfa di confermare il poker delle qualifiche. Nino Farina inoltre realizzò anche il giro veloce della gara compiendo così anche il primo hat trick della storia della F1.
Comparazione tra il 1950 e il 2020. Grazie a Pirelli per l’immagine
Dopo 70 anni la F1 è cambiata nella forma, nella grandezza, nelle performance, nella sicurezza ma non certamente nella sostanza: c’è sempre un team che domina incontrastato, oggi la Mercedes, la quale, tra l’altro, nonostante i regolamenti non permettano di portare più di due vetture come agli albori, ha in pista in questo 2020 quattro vetture quasi come l’Alfa Romeo in quel 13 maggio del 1950. Un’altra cosa è certamente cambiata: la carica emotiva degli appassionati per i Gran Premi di questa stagione non è più così grande come (immagino) nel 1950: colpa del coronavirus, colpa di un campionato stravolto nel numero e nelle tappe, colpa dell’assenza dei tifosi nelle tribune, colpa di un dominio anglo-teutonico che non solo non si arresta ma continua ad accrescersi sia nelle prestazioni sia nel potere politico.
Finora la W11 si è mostrata, nel confronto con i competitors, la miglior vettura in assoluto: aerodinamica, motore, telaio, tutto. Tanto da far scomparire (unica nota positiva) la tanto amata (sic) “classifica dei telai” che per anni ha accompagnato le discussioni nei bar tra competenti appassionati al decimo shot di superalcolico in compagnia (immagino per dimenticare) oppure in qualche rinomato blog i cui frequentatori, ipotizzo, sono gli stessi. In ogni caso a Silverstone, come da copione, la Mercedes ha martellato sia la concorrenza (tanto in qualifica quanto in gara) al ritmo di 1 secondo al giro, sia le gonadi dei Tifosi davanti alla TV (opinione personale), sia la carcassa delle Pirelli finché non hanno ceduto, regalando zero punti al “por’omo” Gualtiero (comunque fresco di rinnovo per il 2021) e la vittoria a Lewis, grazie anche ad uno spettacolare e fortunatissimo ultimo giro su tre ruote.
Hulkenberg su Racing Point. Grazie a FormulaPassion.it
Non pervenuta, invece, la copia-non copiata (grazie all’occhio sempre vigile del mitico Tomb) rosa, alle prese con tante sventure: Perez improvvisamente positivo al Covid-19 e quindi richiamato Hulkenberg ancora in pigiama (ma coi capelli sistemati) per una sessione al volo di simulatore e subito in pista per le FP; nemmeno il tempo di prendere coscienza di guidare finalmente una Mercedes che questa fa le bizze e non parte per il GP. Tutto in mano a Stroll che non va oltre il nono posto. Insomma, la “ferrarite” in questo weekend colpisce la Racing Point (futura “Aston Martin”) e aumentano le conferme che il “portatore” in terra albionica sia proprio Vettel, ormai prossimo all’annuncio grazie alla regia di Toto Wolff (che però non gli offre il posto in Mercedes, furbacchione).
Brake Ducts. Grazie a motorsport.com
La Renault nel frattempo continua la sua battaglia alla Don Chisciotte, ora coadiuvata da un team sempre duro nelle battaglie politiche, cioè la Ferrari, contro la RP e la FIA per capire come si fa a copiare con una semplice macchina fotografica. Sotto pressione il DT Andy Green rivela che ha acquisito i progetti dei freni prima dell’ingresso di tali componenti all’interno dei “listed part”, acquistandoli prima del 2019, quindi in pieno rispetto del regolamento. Il problema è come copiare il resto ma, probabilmente in Mercedes c’erano i saldi di fine stagione.
GP GRAN BRETAGNA F1/2020 – VENERDÌ 31/07/2020 credit: Scuderia Ferrari Press Office
Parlando di Ferrari, possiamo dire che è ufficialmente iniziata la (pre) stagione dei test in pista. La SF1000 si presenta completamente scarica con le ali di Monza per sopravvivere a metà classifica e, nello stesso tempo, provare a capire qualcosa della nuova filosofia aerodinamica che dovranno necessariamente seguire per il 2021. Ormai il rake, secondo la FIA, non va più di moda e Ferrari (e Red Bull) devono farsene una ragione. La prima sembra averlo capito, la seconda decide di iniziare con la tiritera dei sospetti verso gli italiani (rei di essere stati ad un solo decimo in qualifica) anziché rendersi conto che i regolamenti cambiano ancora ma non nel senso giusto. Masochisti.
La SF1000 al filming day. Foto motorsport.it
In Ferrari, tra un weekend e l’altro, hanno svolto anche un filming day (senza novità sulla vettura) per continuare a provare qualche setup e (magari) trovarne uno buono per Vettel. Come sappiamo ormai da anni, al tedesco non piacciono le vetture scariche, instabili e lente mentre al suo compagno sì (sic), tanto da ottenere un miracoloso quarto posto in qualifica e podio in gara, ricordandomi l’Asturiano del quinquennio 2010-2014 quando era alle prese con vetture simili alla SF1000. Se si aggiunge anche l’aver girato pochissimo in Prova Libera per alterne sventure e gomme Soft in partenza, si spiega l’opaca prestazione. C’è chi ha gridato al complotto, per fortuna smentito dallo stesso Vettel grazie alla sua proverbiale onestà. Si sa, purtroppo non tutti i piloti hanno i tifosi (per fortuna solo alcuni) che si meritano.
Foto REUTERS
McLaren, nonostante la foratura per Sainz, anche a Silverstone si conferma in lotta con Renault e Ferrari per il centro gruppo. E per questo GP nomina Paul di Resta come eventuale sostituto nel caso in cui uno dei titolari risulti positivo al Covid. Non certo una scelta come quella di RP, ma è poco probabile comunque che ci sia un nuovo positivo senza trasferte.
Menzione speciale per la Williams, 12esima con Russell e 15esima con Latifi, in lotta con la Haas e Alfa Romeo. Le due motorizzate Ferrari ormai sono stabilmente nel nuovo gruppo che lotta per il Q2 e non si vedono speranze per il futuro, nonostante Kimi sottolinei come basti un setup azzeccato per essere più avanti. Mica poco.
Foto F1.com
Nota tecnica riguardo la pista: a seguito delle numerose forature di domenica scorsa (che a Silverstone iniziano a diventare frequenti), la Pirelli ha dichiarato che è avvenuto per varie concause: un utilizzo eccessivo delle mescole da parte dei team e un interessante particolare: il cordolo in uscita dalle Becketts, quello che dalla 13 porta alla 14, è stato accorciato quest’anno e diversi piloti erano orientati a toccare la ghiaia. Per questo motivo il circuito di Silverstone si è messo all’opera per modificare il cordolo in vista del prossimo weekend, tornando alla configurazione 2019 e quindi allungandolo così da prevenire problemi analoghi. Le mescole più soffici (C2-C3-C4), però, non saranno d’aiuto in questo senso: i team dovranno necessariamente fare più soste. Saranno disposti?
Terzo appuntamento del Mondiale 2020 in scena sul circuito storico di Brno in Repubblica Ceca, teatro di grandi soddisfazioni per i piloti e le moto italiane nel recente passato.
La notizia della settimana è la seconda operazione al braccio di Marc Marquez per la sostituzione delle placche che gli tenevano fermo l’omero. Non sarà in pista e, nel caso ci fosse stato, avremmo voluto vedere chi si sarebbe preso la briga di dichiaralo “fit to race”. Beninteso, il tentativo, la voglia di correre e primeggiare di Marc fanno onore al Campione e sono apprezzabili. Ma a Jerez si era esagerato: il risultato è ritrovarsi a cominciare questo mondiale da Misano a settembre…e con un calendario come quello di quest’anno si era detto sin dal principio che sarebbe stato deleterio il minimo errore.
Alla fine è accaduto quanto desiderato da tanti appassionati annoiati dal dominio del catalano: peccato che sia avvenuto in questo modo, peccato davvero…. Qualche domanda all’entourage di Marc e ad HRC andrebbe fatta eh….
Quindi spazio a tutto il resto della truppa….
A Brno la Ducati dovrebbe andare decisamente meglio che a Jerez, anche solo per i precedenti storici. Dovizioso dovrà sfruttare l’occasione e mettersi dietro le due Yamaha in ottica campionato per poi far di tutto e agganciarle grazie al doppio appuntamento austriaco decisamente a suo favore: è’ un momento cruciale che il forlivese non può e non deve fallire dopo il vantaggio che l’Imperatore ha concesso al resto del mondo. Ci si augura che il board di Ducati sia in grado di dargli la serenità che deve avere per giocarsi un’occasione che potrebbe non presentarglisi mai più: non riuscire a vincere questo mondiale sarebbe una mazzata per la carriera del pilota ed anche per l’immagine di Ducati dopo il filotto di secondi posti inanellati dal 2017 in poi.
Non sarà comunque facile perché i giovanotti in sella alle moto di Iwata venderanno cara la pelle. Quartararo è in forma strepitosa, ma un Vinales sottotono è a soli 10 punti di distacco, un nulla. In una stagione pazza e corta come questa è anche possibile che non vinca il pilota o il pacchetto migliore, e le condizioni di quest’anno paiono essere proprio quelle adatte affinchè ciò accada. La grande incognita di questo meraviglioso momento Yamaha sono però i due ritiri per guasti meccanici patiti da Rossi e Morbidelli a Jerez: sono un problema, così come aver già fatto girare nei due weekend spagnoli più motori tra quelli punzonati rispetto alla concorrenza, segnale che non dormono sonni tranquilli.
Valentino Rossi meriterebbe un altro discorso a se per l’ennesima volta, ma non lo faremo. Brno è stato un suo regno negli anni d’oro: ci si aspetta da una prova convincente in sella a quella moto che nel 2020 si è già guadagnata 5 posti sul podio su 6 disponibili.
Saranno in forma migliore anche gli altri due infortunati celebri del primo appuntamento dell’anno Rins e Crutchlow, quindi la lotta per le posizioni a ridosso del podio sarà più “affollata”.
Grande occasione per Pecco Bagnaia su una pista pro-Ducati. Al netto del ritiro di Jerez, la nota più importante è l’averlo visto perfettamente a proprio agio sulla Desmomoto: bello da vedere in ogni frangente di gara, in ogni fase di guida, che fosse la staccata piuttosto che il centro curva o l’uscita dalla stessa. Il lavoro fatto con a fianco Gabarrini (ex Stoner ed ex Lorenzo ndr) comincia a pagare, e paga al punto che anche il team ufficiale è arrivato a sbirciare nei dati del Chivassese: FORZA PECCO IO SONO CON TE! (mi approprio democraticissimamente di uno spazio per urlare…. pace, pensate ciò che volete…)
Al terzo appuntamento dell’anno sarebbe anche ora di vedere i progressi KTM trasformati in qualcosa di più consistente: la moto è progredita ma manca la continuità sul passo gara, forse del mezzo ma anche dei piloti stessi…chissà se Zarco si è pentito..
Moto2
Dopo la tripletta tricolore di Jerez 2 non si può che continuare a sognare. Siamo autorizzati a farlo perché l’impressione dell’ultima gara è che non sia stato un fuoco di paglia o un evento estemporanea. Marini ha acquisito una grande padronanza della moto oltre che un eccellente sicurezza dei propri mezzi, diventando così il favorito numero uno per la gara e per il campionato. Grandi aspettative anche per tutti gli altri italiani sempre molto bravi, con l’unica eccezione di Baldassarri parecchio sotto tono rispetto allo scorso anno. Prevedo gara in solitaria di Marini.
Moto3
Brno è pista con curve da percorrenza molto larghe e rettilinei lunghi. Scenario ideale per vedere il solito serpentone che si prenderà la scia non solo sul dritto ma anche nei curvoni, quando andrà bene e non si incroceranno le traiettorie di quattro insieme! Gara sicuramente da cardiopalma con spettacolo per tutta la sua durata. Previsioni? Fatele voi….per me il pronostico è impossibile.
Buone gare a tutti e fate i bravi.
Salvatore V.
(Immagine in evidenza tratta dal sito motogpbrno.com)
Dopo il lunghissimo riposo il mondiale SBK si concede gli straordinari con il primo back to back dell’anno.
Si va in Portogallo sullo spettacolare tracciato di Portimao che ospiterà anche la F1 in questo anno disgraziato. Consiglio gli appassionati delle 4 ruote di guardare almeno una delle 3 gare del weekend per poter apprezzare la bellezza di questa pista che in moto è “afrodisiaca”.
Allo scopo agevolo un piccolo video on board di Canepa che guida la sua Yamaha SBK
Si arriva in Algarve con l’impressione che il mondiale abbia trovato un nuovo padrone: Crazy Scott Redding, reduce da un weekend quasi perfetto, troverà il genere di pista che dovrebbe esaltare le sue caratteristiche. Curve cieche, saliscendi, contropendenze e staccate in discesa sono tipiche dei circuiti inglesi dove lo scorso anno Scott ha dato spettacolo. Lui il favorito d’obbligo per lo stato di forma ma anche per l’affiatamento che sta mostrando con la V4. La Panigale è progredita parecchio: se lo scorso anno andava forte solo con Bautista, quest’anno funziona anche con gli altri piloti. Le belle prestazioni di Davies, Rinaldi (e con le dovute proporzioni anche di Melandri) ne sono la controprova.
Ad inizio 2019 si diceva che quella moto la potesse guidare solo Bautista perchè piccolino, e che ciò lo aiutasse anche a livello di penetrazione aerodinamica, aspetto che penalizzava Davies. Redding è un gigante confronto ad Alvaro, eppure adesso la V4 rossa funziona e ne sono felici anche gli spettatori bisognosi di trovare un degno rivale al dominatore degli ultimi anni.
Jonathan ha avuto un moto d’orgoglio in superpole race a Jerez, ma si è stranamente sciolto in gara 2 del pomeriggio scivolando indietro sino ad essere raggiunto (e superato) anche dal suo compagno Lowes partito molto indietro. La Kawasaki ha perso un po’ del suo smalto ed ha promesso a Rea una superbomba di Ninja per gli anni a venire pur di tenersi stretto il suo pilota di riferimento.
Le altre moto non paiono poter impensierire troppo chi lotta per la vittoria: la Yamaha ha dalla sua un gran Toprack (non lo scrivo più il cognome!) che però è rimasto a piedi in Andalusia per il cedimento della moto sulla falsariga di quelle dei suoi compagni di marca in MotoGp. Le situazioni non sono omologabile, però le coincidenze ci sono. Il turco ha qualcosa in più rispetto a Van Der Mark e lo si è visto nel confronto diretto dei primi appuntamenti ma anche dalle posizioni raggiunte dalla sua ex Kawasaki Puccetti adesso che non c’è più lui a portarla in pista
Il progettone Honda è ancora acerbo e Alvaro Bautista si è arrabattato a metà classifica riuscendo anche a farsi sopravanzare dal compagno Haslam in Superpole Race. Allo stesso la BMW sta deludendo. La si attendeva in alto già lo scorso anno, eppure…
Chiudo con un breve accenno al nostro Marco Melandri. Nel giorno del suo ritorno a Jerez ha condotto delle gare molto intelligenti, raccogliendo anche dei risultati che si potrebbe dire sorprendenti alla luce dello scarso feeling con la nuova V4. Non è più in un team ufficiale, però sarebbe bello vedere un italiano su un cavallo italiano sempre in lotta per le prime posizioni. Il tema Barni è molto professionale e magari un aiutino da parte di mamma Ducati ci potrebbe scappare…magari. Lui ha esperienza e classe per poter tornare a vincere…speriamo accada.
Buon abbuffata di gare per tutto il weekend e non litigate troppo con le consorti perché distratti dal rombo dei motori.. Diteglielo che questo è un anno eccezionale e che non capiterà mai più di trascurarle in agosto.
Salvatore V.
(immagine in evidenza tratta dal sito promoracing.it)
La cavalcata trionfale di Robert Shwartzman si è arrestata nel più miserabile dei modi, ma per sua fortuna gli avversari non hanno sfruttato l’occasione. Ma procediamo con ordine.
[COURTESY OF MOTORSPORT.COM]
Come è ormai prassi, nelle prove libere capeggiano le Carlin, Tsunoda primo e Daruvala secondo. Drugovich completa una top-3 tutta di rookie. Prima dell’inizio del campionato la Carlin aveva girato con delle vetture di F3 proprio a Silverstone per permettere ai suoi piloti di riprendere confindenza con la guida, quindi hanno dalla loro una maggiore familiarità col tracciato rispetto agli altri piloti.
[COURTESY OF FORMULASCOUT.COM]
Le qualifiche offrono già diverse sorprese: Daruvala guida la classifica nel primo quarto d’ora, ma alla fine si impone il brasiliano Felipe Drugovich su MP Motorsport con l’impressionante 1:39:527, sei decimi più veloce dell’indiano, un tempo costruito principalmente con un secondo settore inavvicinabile da chiunque. Decisamente niente male per un pilota che corre per una scuderia di secondo piano e che alla vigilia della stagione in pochi consideravano (il sottoscritto comunque già all’epoca suggeriva di tenerlo sott’occhio). Al contrario dell’avversario, Daruvala nel secondo tentativo fallisce nel migliorarsi (come Tsunoda, che era partito bene ma poi ha combinato un disastro nelle Maggots) e partirà solo settimo; alla fine dei giochi il più vicino al brasiliano sarà Callum Ilott (UniVirtuosi) con 139 millesimi di distacco; a seguire Mick Schumacher (miglior qualifica in carriera, malgrado tanto traffico nel primo run), Christian Lundgaard e il sorprendente (per quello che ci aveva abituati…) Nikita Mazepin. Diversi piloti appaiono in crisi: Guanyu Zhou, solo ottavo, Marcus Armstrong, quindicesimo, e soprattutto il leader del mondiale Robert Shwartzman, diciottesimo (!) a un secondo e mezzo dal poleman e soprattutto senza una reale spiegazione del gap.
Prima del via, si nota come la gara di Shwartzman in Ungheria ha già fatto scuola: svariati piloti delle prime file, come il poleman Drugovich, Jack Aitken (sesto, migliore qualifica stagionale) e Zhou, montano gomme dure. Colpo di scena: prima ancora del via, Ilott stalla sulla griglia di partenza ed è costretto a costretto a partire dalla pitlane. Allo spegnimento dei semafori Schumacher brucia Drugovich, grazie anche alle gomme più morbide montate sulla Prema del tedesco. Il brasiliano sarà passato nel primo giro anche da Mazepin e da Lundgaard, anch’essi su option. Il russo si dintingue per un passo gara micidiale e già al terzo giro oltrepassa Schumacher alla Stowe. Dopo qualche giro le gomme morbide perdono smalto (lo dimostrano i sorpassi di Zhou su Aitken e Tsunoda) e intorno all’ottavo giro i piloti su morbide imboccano la via dei box. Lundgaard (terzo) tenta un overcut sulla coppia di testa senza riuscirci veramente. Nel frattempo Ilott conduce una rimonta furiosa: dopo sei giri è già 14o (su 22 partenti e nessun ritiro), e dopo un pit anticipato è già in scia a Daruvala e Tsunoda. La gara ora vive del duello a distanza tra i piloti partiti sulle gomme dure (i cui leader sono Drugovich e Zhou), e il terzetto che ha già pittato, appunto Mazepin, Schumacher e Lundgaard, costretto a passare la lunga fila di auto che lo precedono.
Schumacher cerca di rimanere incollato al rivale, ma il russo è più efficace nei sorpassi; in particolare il figlio d’arte tedesco resta bloccato per lunghi giri dietro a Markelov, favorendo la fuga del russo della Hitech e il ritorno del danese della ART, che al quindicesimo giro lo infila con un sorpassone alla Brooklands. Le gomme di chi ha già pittato hanno garantito un vantaggio significativo solo nei primi giri dopo la sosta, quindi i vari Zhou, Drugovich, Aitken adesso staccano tempi simili a quelli di Mazpin, Lundgaard, Schumacher. Quando mancano una decina di giri alla fine, i piloti partiti su prime si fermano (il primo, Armstrong, al 17° giro, l’ultimo, Zhou, al 21°). Un pit stop molto lento spedisce il leader Drugovich fuori dalla lotta per le posizioni che contano. Il suo testimone è raccolto dal cinese, che, rientrato ottavo, negli ultimi giri si lancia in una rimonta che lo spinge fino al secondo posto (e per un minuto anche la vittoria di Mazepin sembrava essere a rischio). Al contrario, Schumacher accusa un crollo quasi verticale della prestazione e affonda in classifica e anche Lundgaard negli ultimi chilometri va in crisi con le coperture, venendo beffato da Tsunoda a tre curve dalla fine.
[COURTESY OF FIAFORMULA2.COM]
Dopo 29 giri Mazepin quindi vince la Feature Race con quattro secondi di vantaggio su Zhou, che ottiene anche i due punti per il GPV, e sette su Tsunoda, al secondo podio stagionale (nonché secondo arrivo a punti). Il pilota russo mi ha sorpreso: se il suo 2019 è stato semplicemente pessimo, quest’anno dopo un inizio zoppicante (un punto in quattro gare) ha sfoderato ottime prestazioni, in qualche caso battendo nettamente Ghiotto, che certo non è uno sprovveduto (a proposito: nella Feature Race ha avuto una serie di problemi tecnici che gli hanno impedito di rimontare la brutta posizione di qualifica). A seguire Lundgaard, quasi mai il più veloce ma sempre tosto, e Ilott, che malgrado lo stress della rimonta e un pit stop anticipato, negli ultimi giri girava quasi sugli stessi tempi dei migliori. Viene spontaneo pensare che senza lo stallo al via avrebbe vinto con facilità. Drugovich alla fine agguanta la settima piazza, ma senza il problema al pit poteva ambire a un piazzamento in top-5, se non a podio. Schumacher conclude la sua caduta al nono posto; la mia ipotesi è che abbia spinto troppo dopo la sosta nel tentativo di chiudere su Mazepin, solo che a Silverstone la coperta era corta, quindi quei pochi giri “sopra il ritmo” sono tornati tutti come un boomerang negli ultimi quindici chilometri. Sempre meglio del teammate Shwartzman, miserabile anche in gara (14°).
Dan Ticktum (GBR) Dams. 01.08.2020. FIA Formula 2 Championship, Rd 4, Silverstone, England, Saturday. – www.xpbimages.com, EMail: requests@xpbimages.com Copyright: XPB Images
La Sprint Race vede Ticktum in pole seguito da Drugovich, Deletraz e Ilott. Allo spegnimento dei semafori Lundgaard sorpassa tre macchine in poche decine di metri e si installa in seconda posizione, mentre poco più indietro Ilott tampona e manda in testacoda Tsunoda in curva 3; il talento della FDA sarà (giustamente) punito con 5 secondi di penalità. Dopo la VSC per rimuovere la Carlin del giapponese, i piloti girano guardinghi per qualche giro, un po’ per le gomme non ancora in temperatura ma anche perché nessuno è certo della loro durata. Intorno all’ottavo giro i dubbi si sono chiariti e le gomme stanno iniziando a calare, quindi si sviluppano diversi duelli. I più veloci in questa fase sono i piloti della UniVirtuosi, che recuperano diverse posizioni: Zhou si distingue per un coraggioso sorpasso doppio alla Stowe, il teammate inglese invece si libera degli altri e si lancia all’inseguimento del leader Ticktum, ma nel corso del 16° giro scivola alla Club e fa spegnere il motore. Degna conclusione di un weekend pieno di errori. SC in pista e diversi piloti ne approfittano per cambiare le gomme, tra cui Lundgaard, che perde tre posizioni ma che potrà sfruttare delle medie nuove nei pochi giri rimanenti. Con la prontezza di riflessi tipica della sorella maggiore, in Prema richiamano i piloti con un giro di ritardo, e, sempre per abituarli al clima di lavoro della Ferrari, Shwartzman deve scontare anche una gomma che non ne vuole sapere di svitarsi. Dopo questo disastro strategico concluderanno quindicesimo e quattordicesimo, ben fuori dalla zona punti.
[COURTESY OF FORMULAPASSION.COM]
Alla ripartenza Lundgaard spinge al massimo le sue medie nuove e passa come birilli i vari Mazepin, Zhou e Deletraz, ma nell’ultimo giro Ticktum gli resiste e va a vincere con tre decimi di margine. Per il pilota inglese è la prima vittoria dopo un anno e mezzo. Sempre nel corso del 21° giro Zhou, mentre cercava di rimanere incollato a Deletraz, si gira alla Chapel e scivola fuori dalla zona punti. Scala quarto Daruvala, che grazie alle gomme morbide ha rimontato dalla 12a posizione in cui si trovava dopo la sosta; quinto un solido Mazepin, mentre il suo compagno di squadra Ghiotto si deve ritirare per l’ennesimo problema tecnico; la sua gara comunque era stata già compromessa dalla scelta di non fermarsi sotto SC. Non c’è pace sotto gli ulivi.
Robert Shwartzman (RUS) PREMA Racing. 02.08.2020. FIA Formula 2 Championship, Rd 4, Silverstone, England, Sunday. – www.xpbimages.com, EMail: requests@xpbimages.com Copyright: XPB Images
In campionato il doppio zero di Shwartzman significa che resta fermo a 81 punti, ma è riuscito a conservare la leadership perché anche gli avversari sono stati anodini: Ilott aveva il potenziale per vincerle entrambe e invece ha segnato solo un quinto posto (resta secondo a -8), Schumacher addirittura ha raggranellato solo un paio di punti. Un po’ meglio Zhou, che almeno è andato a segno nella Feature Race, ma Domenica ha buttato dieci punti facili con quello spin a mezzo giro dalla fine (ora è sesto a -30, un distacco da non sottovalutare ma ancora gestibile). L’inseguitore che ha sfruttato al meglio il buco nell’acqua del russo è stato Lundgaard, che tra Sabato e Domenica ha recuperato 24 punti e ora è terzo in graduatoria a -12 dalla vetta con 69 punti. Chi invece al momento sembra costretto ad abbondare i sogni di gloria è il suo teammate Marcus Armstrong, che è dalla Stiria che non segna punti e a Silverstone è parso “off the pace” in tutte le sessioni.
[COURTESY OF SKYSPORT.COM]
Il doppio zero di Shwartzman e il fallimento degli avversari nel segnare questo goal a porta vuota hanno prodotto un drastico accorciamento della classifica: tra il leader e il nono (Schumacher jr) ora ballano solo 40 punti. La situazione ricorda quella del 2016: i distacchi in campionato sono così piccoli, e i valori in pista così ravvicinati, che bastano un paio di weekend tosti e/o fortunati per ritrovarsi ai piani alti della classifica; è il caso di Mazepin, quint’ultimo dopo la Stiria e ora quarto a 23 punti dal compatriota.
[IMMAGINE IN EVIDENZA TRATTA DA INSIDERACING.COM]
Lorenzo Giammarini a.k.a. LG Montoya
Life is racing, all the rest is waiting
Caricamento commenti...
Devi effettuare l'accesso per postare un commento.
Devi effettuare l'accesso per postare un commento.