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BARCELONA PRESEASON TESTING I: FEBRUARY 19/21 2020

(IMMAGINE IN EVIDENZA DA MOTORSPORT IMAGES)

Ci siamo, le power units si riaccendono tutte assieme e la stagione 2020 inizia ufficialmente con la prima sessione di test prestagionali al Montmelò di Barcellona. Tre giorni ai quali seguiranno altri tre la prossima settimana sullo stesso circuito. Teams che girano tutti ovviamente con una sola vettura sulla quale si alterneranno i due Piloti titolari, ci si attendono importanti indicazioni sulla bontà o meno delle monoposto 2020 presentate nelle ultime due settimane. L’augurio è che stavolta Sebastian Vettel non faccia commenti sulla SF1000 dopo che lo scorso anno si produsse in uno sperticato elogio della SF90 già dopo il filming day e, come sappiamo, non vedemmo palla fino a Spa (sic). Scherzi a parte o quasi questi test prestagionali hanno dimostrato negli scorsi anni che le monoposto che poi si riveleranno maggiormente performanti nella stagione accumulano migliaia di giri senza problemi tecnici e senza cercare lo sparo ad uso e consumo dei tifosi. Penso ad esempio ad AMG nel febbraio 2016 che si permise due sessioni intere senza nemmeno un tentativo di qualifica pensando invece a costruire il dominio nella stagione entrante mettendo assieme qualche migliaio di giri sulle Medium Pirelli che si sarebbero rivelate di lì a poco la gomma strategicamente più importante in gara. Pensare che qualcuno riuscì invece a dire, in un crescente turbinio di “insaiders e capiscers”, che AMG stava avendo problemi di degrado. Quando si dice che la comicità involontaria fa spanciare dalle risate eh. Tornando a noi la curiosità è al solito molta, AMG e soprattutto Redbull si presentano al via dei test con monoposto fortemente modificate rispetto al 2019 mentre Ferrari, a detta di Binotto, dovrebbe avere le maggiori novità sotto alla pelle vista la fortissima somiglianza della SF1000 alla SF90. Di sicuro debutterà l’annunciato terzo elemento idraulico della sospensione anteriore (che, in ossequio ai regolamenti 2021 che lo vieteranno, verrà cassato a fine stagione) ed altrettanto di sicuro la Power Unit rossa sarà stata pensata per essere al Top come nell’ultimo terzo dello scorso Mondiale. Questo inizio di 2020 Ferrari assomiglia un pò all’inizio del 2017: un basso profilo al quale, proprio come allora, si sono aggiunte voci di dati non esattamente soddisfacenti al 100% dalle simulazioni in GDV. Tre anni fa Ferrari passò l’inverno trollando tutti, l’augurio ovviamente è che stiano facendo altrettanto.

Usiamo lo spazio qui sotto per commentare tutti e tre i giorni di tests di questa prima sessione prestagionale 2020, un saluto a tutti!

ALFA ROMEO RACING ORLEN C39- HAAS VF20

Verranno svelate domani 19 febbraio direttamente sul circuito di Catalunya anche le ultime due monoposto che vedremo in pista nel 2020 l’Alfa Romeo Racing Orlen C39 e la Haas VF20. Curioso il fatto che l’Alfa si sia già vista in pista a Fiorano con una livrea “camuffata” mentre della Haas abbiamo visto la livrea aggiornata e non la monoposto….
In ordine alfabetico partiamo dalla prima.
Alfa Romeo Racing Orlen C39
La livrea definitiva avrà il bianco ed il rosso del nuovo title sponsor PNK Orlen che poi altro non sono che colori Alfa ma anche quelli della Polonia. Nel giro di due anni si è passati dall’avere title sponsor Alfa Romeo al dare il nome al telaio per poi recuperare un nuovo title sponsor. Ciò rafforza la tesi che, con ogni probabilità, questo sarà l’ultimo anno del glorioso nome italiano in Formula 1. Con ogni probabilità il team riaprirà il dossier Honda che era stato “fatto chiudere” dal fu Sergio Marchionne a suo tempo.
Intanto lo sponsor ha portato come terzo pilota Robert Kubica transfugo dalla Williams dove ha patito una stagione avara di soddisfazioni (prevedibile). I polacchi pare abbiano tutte le intenzioni, e gli accordi per realizzarle, di usare la monoposto svizzera per far provare giovani talenti nazionali con buona pace di chi ha creduto che la Sauber (questo il nome vero) potesse diventare realmente lo Junior team di Maranello. Insieme al nome Alfa abbandonerà la entry list anche il vecchio Kimi a meno di colpi di scena ormai davvero improbabili. A completare la line up c’è ancora il nostro Antonio Giovinazzi che dopo un avvio 2019 difficoltoso ha mostrato qualche sprazzo e alla fin fine ha retto il confronto con un campione del mondo in maniera tutto sommato dignitosa.

Immagine tratta da Autosprint.it

La C39 è orfana del suo genitore, quel Simone Resta ritornato in pianura padana alla corte di Binotto dopo aver impostato il lavoro sull’auto 2020. Troviamo anche in questo caso un generale affinamento dei concetti 2019 (outwash) e lo snellimento generalizzato visto su tutte le monoposto appena presentate nella zona centrale delle pance e nella zona della coca cola al retrotreno.
In bocca al lupo Alfa Romeo.

Haas VF20.
La livrea che abbiamo già visto in anteprima torna ai colori dell’origine dopo la bizzarra esperienza dello scorso anno con lo sponsor Rich Energy.

Immagine tratta dal sito generation sport

Gli americani erediteranno anche quest’anno la versione B della Ferrari 2019 che sul finire dell’anno è stata anche vittoriosa. Avranno il compito di portare la monoposto quanto meno nel midfield senza sprofondare come nel corso del 2019 perchè resta ancor oggi un mistero come siano riusciti a peggiorare le prestazioni della VF19/SF71H laddove la stessa si era dimostrata più performante della SF90.
Essendo il team che ha più deluso lo scorso anno considerato il materiale tecnico a disposizione, nel 2020 è chiamato a tornare a lottare per posizioni migliori fin da subito: organizzazione del lavoro interno e attenzione all’operato dei piloti in pista sono i punti sui quali Steiner dovrà focalizzarsi. La line up è la stessa del 2019, anche abbastanza a sorpresa visti i risultati.
La Haas mantiene il muso largo come Ferrari, Alpha Tauri, Alfa Romeo (e Williams NDR) contrariamente al resto dello schieramento che si è spostato in massa verso la configurazione AMG da sempre fedele al muso stretto.
Chi avrà ragione? Lo scopriremo presto.
Buon Mondiale a tutti.

Salvatore Valerioti

Immagine di copertina gentilmente inviataci da un nostro amico lettore.

SCUDERIA ALPHATAURI AT01

Un rebrand, una nuova livrea, dettagli molto curati, una linea fantastica ed Helmut Marko che parla di un Sister Team anzichè di un Junior Team. Se il buongiorno si vede dal mattino l’ambizione del Team di essere presenza quanto più fissa possibile nel Q3 è più che legittima. Anche alla luce del fatto che questo sarà l’anno della maturazione definitiva per Honda, grazie anche e soprattutto al lavoro iniziato col Team di Faenza nel 2018

Meravigliosa peraltro l’idea di usare i 100km del filming day sul Misano World Circuit Marco Simoncelli, un tocco squisitamente nostrano che vede un Team Romagnolo debuttare in pista su un Circuito Romagnolo

Come sappiamo la coppia di Piloti è quella, straconfermata, del 2019. Il ritrovatissimo Pierre Gasly accanto al sempre consistente Daniil Kvyat, a parere di chi scrive di gran lunga la coppia più forte del Midfield già che, sia pure a livello teorico, Ricciardo ed Ocon dovrebbero stare ad immediato ridosso delle prime tre file

L’annata del Team AlphaTauri andrà seguita con estrema attenzione perchè per loro potrebbe davvero essere l’anno zero nel quale possano guadagnarsi un’identità ed una dignità quanto più possibile slegata dalla galassia Redbull. FORZA FAENZA!

BWT RACING POINT F1 TEAM

Se non erro è il secondo cambio di nome in due anni, da Sportpesa a BWT arrivando prima da Force India. Ed il bello è che di fatto a nessuno (inclusi loro probabilmente) interessa granchè di quest’anno visto che il 2021 non significherà solo regolamenti nuovi ma la rebrandizzazione Aston Martin (works Team) motorizzata AMG e sfoggiante un telefonatissimo British Racing Green. In tutta sincerità un pò smarriti erano sembrati già lo scorso anno nel quale non hanno mostrato gli spunti ai quali ci avevano abituato specie prima che Stroll Sr ed il suo $ettimo Cava££€ria arrivasse a prendersi il Team. Mi pare chiaro che tutto l’interesse attorno a questo Team verte sul suo futuro più imminente quando, come già detto, segnerà l’ingresso ufficiale in F1 di un marchio glorioso come Aston Martin anzichè sul suo presente, leggasi 2020, nel quale sono attesi a fare il loro consueto dovere di buoni mestieranti e nulla più. Il decennio appena chiusosi è stato dominato prima dalla Redbull ex Jaguar ex Stewart e poi dalla AMG ex Brawn ex Honda ex BAR ex Tyrrell. Chissà che questo non vedrà il primo iride in F1 di Aston Martin ex Racing Point ex Force India ex Spyker ex Jordan.

Ai posteri l’ardua sentenza

WILLIAMS FW43

Williams approfitta dei consueti 100km concessi per il filming day per presentare la sua FW43 direttamente a Barcellona ed effettuarne lo shakedown in vista dei tests che cominceranno mercoledì come da programma:


Al netto della livrea, decisamente più accattivante di quella dello scorso anno, e del fatto che stavolta son riusciti ad assemblare tutto in tempo l’unica domanda sensata da porsi è se rappresenterà di nuovo uno spreco di fonitura AMG per la Power Unit oppure no. Chi scrive è ragionevolmente certo di sì, Williams Racing produce utili in modo consistente ergo ha un interesse leggasi motivazione relativa a risalire la china della griglia se farlo significa inficiare l’EBITDA. Ragione per la quale è opinione comune che il Team di Grove resterà dov’è prestazionalmente parlando a meno che non peschi il jolly come fece quasi 45 anni addietro con SAUDIA. Vedremo, la vettura presenta delle modifiche notabili ad occhio che indichiamo qui di seguito:




In estrema sintesi si è lavorato parecchio sulle fiancate della monoposto riducendo sensibilmente le prese d’aria per il sistema di raffreddamento, presumibilmente assieme all’utilizzo di masse radianti di dimensioni inferiori. Diverse anche le appendici aerodinamiche posizionate dinnanzi alle già citate prese d’aria, sicuramente più ricercate rispetto allo scorso anno. Sia come sia la strada per Russell e Latifi sarà tutta in salita