BASTIAN CONTRARIO – Segnali dal futuro

Siamo cosi giunti alla conclusione di questo lunghissimo mondiale, dove di certo le emozioni ed i colpi di scena non sono mancati affatto. Tant’è vero che anche l’ultimo GP dell’anno, disputatosi domenica scorsa, non ha tradito le aspettative di una stagione intera e, sebbene l’esito doveva essere scontato vista la qualifica di forza svolta da McLaren, abbiamo seguito tutta la gara in apnea visto cosa è successo già alla partenza e, proprio a cominciare da quell’episodio, abbiamo avuto già i primi segnali dal futuro (a tal proposito ringrazio “Marloc”, un affezionato lettore di questa rubrica, che mi ha ispirato nel dare il titolo all’articolo).

Chi ha sbagliato nel contatto tra Piastri e Verstappen? Di sicuro l’australiano doveva e poteva lasciare spazio, cosi come l’olandese avrebbe potuto evitare quella mossa disperata, perché sarebbe stata più giustificabile se lui o la sua squadra si stessero giocando ancora qualcosa. Fatto sta che ala fine il pilota McLaren ne ha pagato le conseguenze, sia in termini di posizioni perse al momento dell’incidente e, sia perché dopo ha dovuto scontare la punizione che gli è stata comminata in seguito. Eppure in quella chiusura di Piastri, ai danni di Verstappen, più che un errore ci ho visto uno dei primi segnali dal futuro che vedremo già dall’anno prossimo. Oscar mi ha dato l’impressione con quella manovra, che ha voluto lanciare un messaggio forte al campione olandese, ed è quello che l’anno prossimo sarà con lui che se la dovrà vedere e, con quella chiusura gli ha voluto far capire che lui nel corpo a corpo, a differenza del compagno, non si tira indietro. Paradossalmente infatti il problema più grande, proprio in chiave 2025 per Lando Norris, non sarà tanto Max e la coppia Rossa quanto proprio il compagno che in quest’anno che si è ormai concluso, non ha fatto altro che prendere le misure come si suol dire. McLaren conclude, da campione, con la vettura più forte e questo è un fatto quindi a meno di sconvolgimenti, l’anno prossimo sarà una pretendente al titolo (sia piloti che costruttori) come logica impone. Paradossalmente il buon Lando forse si è visto scivolare tra le dita proprio la sua unica possibilità di poter vincere il mondiale più importante, in quanto nell’anno che verrà la concorrenza sarà agguerrita e spietata e, considerando quello che ha mostrato (mai all’altezza del compito assegnatogli), per lui saranno dolori veri. Piastri di sicuro non sarà cosi remissivo come è stato quest’anno e, sebbene in una Sprint gli ha regalato una vittoria (restituita successivamente proprio dall’inglese), è anche vero che nel corso di questa stagione che ormai è finita, gli ha fatto vedere e capire quali sono le sue reali intenzioni che di certo non sono quelle di essere uno scudiero. Nel GP del Giappone del 2023, alla partenza, Max diede una spallata prima a Norris e poi a Piastri senza tanti complimenti e già in quell’occasione dissi che i piloti papaya, con quell’atteggiamento, avrebbero fatto poca strada con uno come Max. I fatti accorsi in questo mondiale 2024 mi hanno dato ragione sicuramente con Norris, il quale non solo non è mai stato in grado di affrontare il corpo a corpo col campione Red Bull, addirittura è stato manchevole anche sulla distanza e cioè in quella che viene conosciuta come lotta di nervi. Piastri domenica scorsa ha voluto mettere le cose in chiaro a tal proposito e, sono sicuro che ne vedremo delle belle nel mondiale che verrà; i segnali dal futuro ci sono tutti.

Nel frattempo onore ai vincitori, i quali anche se con affanno, sono riusciti a riportare il titolo a Woking dopo quasi un ventennio che poi è lo stesso periodo di attesa delle Beneamata, la quale quest’anno, aveva il dovere di vincerlo quel titolo. La Scuderia si era prefissata come obiettivo di vincere tra i quattro e cinque GP, solo che questo target sarebbe stato ottimo in previsione di una Red Bull praticamente dominante.  A mio giudizio la Rossa, considerando che i bibitari hanno corso con un pilota solo, che McLaren ha sprecato tantissimo e, considerando che Mercedes ha fatto da arbitro con quelle vittorie di tappa (togliendo punti pesanti agli avversari), era obbligata a vincere il mondiale Costruttori, a maggior ragione che ha avuto a disposizione la migliore coppia del mondiale senza se e senza ma. Domenica scorsa i Rossi hanno dato l’ennesima prova di quanto dico, caso mai ce ne fosse ancora bisogno: infatti se manca l’uno c’è sempre l’altro e cosi è stato, visto che Charles è stato afflitto da ogni sfiga possibile ed immaginabile e quindi costretto a partire dalle retrovie, ed ecco che ci ha pensato Sainz a tenere vive le speranze della Ferrari e ciò non di meno, il mai domo LeClerc, tira fuori dal cilindro una partenza da antologia superando 10 vetture in un amen tanto da arrivare sul podio immediatamente dietro il compagno. Proprio in virtù di questo il risultato della Ferrari va stretto, per questo sebbene sia positivo, comunque lascia l’amaro in bocca in quanto nonostante il disastro degli aggiornamenti spagnoli, a Maranello hanno dato segnali di reazione veramente perentori e questa squadra avrebbe dovuto riuscire nel colpaccio. Ci sarà la possibilità l’anno prossimo? I segnali dal futuro ci sono tutti e la logica impone di dire di si, eppure proprio lo sviluppo (cannato) della vettura da parte di tutte le squadre, ci fa stare sul chi va la perché con questo regolamento (godetevelo finche dura!) si vive costantemente sull’incertezza. Il parallelismo del risultato odierno, con quanto ottenuto nel 2022, balza immediatamente all’occhio. Stesso successo positivo? Non proprio visto che due anni fa la Rossa terminò seconda nel mondiale Costruttori e Piloti, con una Red Bull dominante (seconda metà di stagione sicuramente) e con una dirigenza totalmente assente (altro che segnali dal futuro!) già ancora prima che iniziasse quel mondiale.

Intanto proprio con la partenza di Sainz, l’ultimo tassello di Binotto viene definitivamente tolto e di fatto siamo entrati ufficialmente, al 100%, nell’era della Ferrari di Elkann dove tutto è plasmato a sua immagine e somiglianza e, l’arrivo di Hamilton ai danni proprio dell’iberico (persino il modo di come Sainz è stato appiedato rispecchia codesto apparato dirigenziale) ne è la plastica rappresentazione. Sainz ci mancherà, ci mancherà maledettamente. Un pilota che di sicuro non è baciato dal talento che ha Charles e, di sicuro fortissimo, perché innanzitutto non ha affatto sfigurato di fianco al monegasco e soprattutto, perché la mancanza del talento (inteso come guida pura) viene compensata con la metodologia di lavoro che ha portato i suoi frutti, la stessa metodologia che ha costretto Charles a fare un balzo avanti nell’evoluzione della sua maturazione, perché se cosi non fosse stato lo spagnolo se lo sarebbe mangiato vivo il monegasco! Motivo per cui Verstappen “vuole stare tranquillo” e per questo ha detto no alla sua venuta in squadra. Se Charles l’anno prossimo potrà e saprà tenere testa ad uno come Hamilton (il quale tutto è tranne che finito), sarà grazie anche alla convivenza che ha avuto con un coriaceo compagno quale è Carlos Sainz. Perciò grazie di tutto Carlito, ferrarista una volta ferrarista per sempre mi piace dire e, se i segnali dal futuro non mentono considerando il buon rapporto col quale si è lasciato con la Beneamata, chissà che non ritorni di Rosso vestito.

Vito Quaranta

Carlos Sainz Jr Cuore Rosso

Carlitos non ha bisogno di tante parole, perchè il suo valore in pista è in grado di mostrarlo da se.

I “veri” tifosi Ferrai non hanno di che ringraziarlo per le prestazioni in pista e per l’impegno, lo spirito di abnegazione ed il cuore che ha messo in mostra negli ultimi 4 anni.

Poteva finire peggio, con una stagione da esodato buttata alle ortiche come spesso accade a chi perde la motivazione in mancanza di futuro. Invece Carlos è stato un professionista eccezionale e non ha mollato un centimetro.

Grazie Carlos, per chi scrive hai composto insieme a Charles la migliore coppia di piloti rossi da illo tempore e ne scrissi così già al giorno della presentazione della monoposto 2021.

 

LECLERC Charles (mco), Scuderia Ferrari SF-24, celebrate his win and SAINZ Carlos (spa), Scuderia Ferrari SF-24, portrait during the Formula 1 Grand Prix de Monaco 2024, 8th round of the 2024 Formula One World Championship from May 23 to 26, 2024 on the Circuit de Monaco, in Monaco – Photo Florent Gooden / DPPI
FERRARI F1 TEST BAHRAIN – VENERDI 12/03/2021
credit: @Scuderia Ferrari Press Office
Carlos Sainz Jr (ESP) Ferrari and Charles Leclerc (MON) Ferrari.
24.03.2024. Formula 1 World Championship, Rd 3, Australian Grand Prix, Albert Park, Melbourne, Australia, Race Day.
– www.xpbimages.com, EMail: requests@xpbimages.com © Copyright: Batchelor / XPB Images

 

IL DEBUTTO A FIORANO

 

IL PRIMO PODIO A MONTECARLO 2021

 

LA PRIMA VITTORIA SILVERSTONE 2022

Formula One F1 – British Grand Prix – Silverstone Circuit, Silverstone, Britain – July 2, 2022 Ferrari’s Carlos Sainz Jr. during practice REUTERS/Peter Cziborra

L’IMPRESA SINGAPORE 2023

LA TERZA VITTORIA AUSTRALIA 2024

L’ULTIMA PERLA MESSICO 2024

L’ULTIMA GARA ED ULTIMO PODIO ABU DHABI 2024

All the best Carlos e che tu possa trovare le soddisfazioni che meriti in una terra meno ostile di quella che la parte più scadente della nuova tifoseria rossa ti ha fatto trovare.

 

Salvatore Valerioti

(immagini tratte dal web)

(immagine di copertina tratta dal sito ufficiale di carlitos)

NORRIS VINCE AD ABU DHABI. PAPAYA SUL TETTO DEL MONDO.

La stagione più lunga della storia si conclude in quel di Abu Dhabi con ancora un titolo da assegnare, come non accadeva dalla sceneggiata del 2021.

Ma, questa volta, non serve il Latifi di turno perchè la Ferrari si ricorda del 2010 e si complica la vita da sola. La SF-24 su questo circuito è un filino meglio della F-10, ma ci pensano le batterie a tirare il pacco e a far beccare a Leclerc 10 posizioni di penalità sulla griglia. E lui fa il resto facendosi annullare il tempo nel Q2. Risultato: partenza dall’ultima posizione, con McLaren in prima fila e fine virtuale delle speranze mondiali.

Ma ci pensa Max a rendere il pomeriggio frizzantino. Come al solito, parte a fionda e si butta all’interno di Piastri, il quale, chissà perchè, si dimentica che il suo obiettivo di oggi è portare a casa la macchina intera. Inevitabile il contatto con testacoda di entrambi. E’ l’olandese a prendersi la penalità di 10 secondi, definendo gli steward “stupidi idioti”, giustamente peraltro. Piastri precipita in fondo al gruppo, prendendosi poi a sua volta una penalità di 10 secondi per avere tamponato Colapinto.

Resta così solo Norris a difendere il vantaggio McLaren, con Sainz alle calcagna e Leclerc che recupera 11 posizioni nel solo primo giro (!).

Al giro 20 Norris conduce con 4 sec. su Sainz, e 17 su Russell che ha Charles in scia.

Al giro 21 Leclerc si ferma per quello che sarà l’unico pit-stop della giornata. Al giro 26 si ferma Sainz, seguito subito dopo da Norris e Russell, che esce dietro al monegasco.

Al giro 36 si ferma Hamilton e Leclerc si ritrova quindi terzo.

A 10 giri dalla fine Norris ha 6 sec. di vantaggio su Sainz e 26 su Leclerc. Ma non ci sono più soste da fare, e la gara finisce con i tre in queste posizioni e la McLaren campione del mondo costruttori a 26 anni di distanza dall’ultimo titolo. Seguono Hamilton, che termina la sua carriera in Mercedes con un sorpasso all’ultimo giro sul compagno di squadra Russell. Poi Verstappen, Gasly, Hulkenberg, Alonso e Piastri.

E’ festa in casa McLaren, ed è anche l’ultimo giro di giostra per tanti. A partire da Sainz, destinato a finire nell’anonimato, Hamilton, che ne prenderà il posto in Ferrari, Perez, che termina la sua carriera in Red Bull e in F1 con un’altra prestazione orribile (testacoda da solo al primo giro e poi bruciata la frizione un’altra volta, come in Qatar). Zhou e Bottas, che non rimpiangerà nessuno, Magnussen, che pure non verrà sicuramente rimpianto dai suoi colleghi. E Colapinto, che è passato dall’essere idolo delle folle e dei team manager al non avere un sedile per l’anno prossimo, e difficilmente lo troverà quest’inverno.

Appuntamento a marzo 2025, per una stagione che si presume sarà molto combattuta. Grazie alla FIA e alla FOM per avere permesso tutto questo.

P.S. c’è un uomo italiano dietro la rinascita della McLaren. E’, ovviamente, Andrea Stella. Che è talmente umile da avere più volte dato il merito a chi l’ha preceduto per avere investito sulle risorse e portare la squadra dove è oggi. Ma ha ovviamente grandi meriti. Perchè, non dimentichiamolo, il risultato è stato ottenuto con due piloti giovani che si presentavano all’inizio della stagione con 0 GP vinti in carriera. E, grazie anche a lui, sono cresciuti tanto arrivando all’obiettivo per la squadra.

P.S. 2 Uno come Andrea Stella in Ferrari non può trovare posto. 

P.S. 3  Ferrari che ha tanto da recriminare. 14 punti sono pochi, la lista delle occasioni sprecate è enorme. Coi se e coi ma non si va da nessuna parte. Ma il muso lungo di Leclerc la dice lunga.

P.S. 4 Il primo giro di Charles è per tutti quelli che pensano che i mancati risultati della Ferrari dal 2019 siano dovuti al “predestinato” non all’altezza.

P.S. 5 Abbiamo criticato tanto l’Alpine in questi resoconti. Ma, questa volta, bisogna proprio dire “Vive la France” senza ironia. Ma, anche “Viva Cuneo”.

P.S. 6 La responsabilità del contatto al via non è di Max, ma c’è da chiedersi cosa cavolo sia passato nella sua testa per attaccare in quel modo qualcuno che si giocava il mondiale.

P.S.7 Lo “stupidi idioti” pronunciato sempre da Max dopo avere scontato la penalità è la sintesi perfetta dell’operato complessivo degli steward in questa stagione.

P.S. 8 Ho citato FIA e FOM che hanno consentito di riportare la F1 ad essere uno sport dove non vince sempre quello. Lo hanno fatto ad arte, con tutti i mezzi a disposizione (fra i quali anche i suddetti steward). E, come già accaduto nel 2021, cambiano il regolamento proprio sul più bello, quando si è creato l’equilibrio. E stavolta lo fanno inserendo norme che non capiscono nemmeno loro. Il rischio che solo una squadra imbrocchi la via giusta è molto alto. E succederà di sicuro.

P.S. 9 Buone Feste.

F1 2024 – GRAN PREMIO DI ABU DHABI

Alla fine ce l’abbiamo fatta, siamo arrivati all’ultima puntata della serie tv sportiva targata F1, puntata 25 di 25 e ci siamo arrivati con ancora (?) un mondiale costruttori da assegnare.

Il tutto si giochera’, e visto gli ultimi accadimenti sembra proprio un giochino creato ad arte, sul tracciato Yas Marina di Abu Dhabi. Ventuno i punti che separano Ferrari da McLaren che ha fallito un match point abbastanza comodo lo scorso weekend in Bahrain.

immagine da sportstar.thehindu.com

Ventuno punti. Tanti? Pochi? La logica dice che la squadra di Woking e’ ancora la netta favorita non tanto perche’ si puo’ accontentare di non rischiare e di piazzarsi sul podio o a ridosso di quest’ultimo ma perche’ la Ferrari e’ praticamente costretta a fare doppietta e considerando lo storico che ha a Yas Marina  e la sua matrice genuinamente autolesionista, sembra davvero una mission impossible.

Comunque, al solito la pista parlera’, magari con qualche intervento dalla regia e sapremo se dopo 26 anni il titolo costruttori tornera’ a Woking. Ovviamente, trattandosi di un circuito piuttosto insulso ci saranno altri pretendenti alla vittoria e a complicare la vita dei due contendenti.

Verstappen vorrebbe chiudere con una vittoria, giusto per prepararsi bene al 2025. In Mercedes sono in buona forma e si apprestano a chiudere l’era Hamilton, pronto per l’ottovolante rosso e di sicuro proveranno a inventarsi qualcosa. Quindi il weekend si annuncia piuttosto teso e, come spesso accade in questi casi, vincera’ chi sbaglia meno e chi avra’ piu’ fortuna, insomma non proprio la zona di comfort della Ferrari.

Anche Alpine e Haas si giocano ancora qualcosa cosi’ come Racing Bulls ma i punti a disposizione per eventuali ribaltoni sono pochi e difficile che la classifica cambiera’ piu’ di tanto.

immagine da haasf1team.com

Ultimo giorno di scuola quindi che ci da’ l’opportunita’ di fare qualche considerazione spicciola su cio’ che e’ e cio’ che sara’ in divenire:

– ho appena letto ( che poi la notizia sia fondata o meno e’ un altro discorso) che la F1 e’ lo sport piu’ popolare (gulp!) al mondo con ben 750 milioni di fan, di cui il 41% donne e con una forte crescita in medio oriente. Sara’ ma io ricordavo che prima della F1, in quanto a numeri vengono calcio, cricket, pallacanestro, hockey su prato (!!!), tennis, pallavolo e finanche il ping pong (quest’ultimo con 900 mln di appassionati). A parte questo e’ vero che il circus a quattro ruote diventa sempre piu’ popolare. Il problema con la F1 e’ che piu’ diventa popolare meno importanti sembrano essere i tecnicismi e la competizione e sempre di piu’ (importanti) lo spettacolo ed eventualmente il dramma, la polemica, la lite. Anche in questo caso obbiettivi raggiunti, complimenti a Liberty Media.

– il quasi otto volte campione Hamilton che arrivera’ in Ferrari sara’ quello del Bahrain o quello visto in gara a Las Vegas? La domanda e’ tutto sommato sciocchina  e tendenziosa ma la cosa piu’ importante e’: sara’ la stessa domanda che si stara’ facendo Vasseur? Ad Elkann la cosa non interessa piu’ di tanto, anche perche’ da un certo punto di vista l’arrivo di Hamilton non fara’ che bene al brand e ai conti. Lo sport e’ secondario. Detto cio’ io sono e resto particolarmente curioso di come sara’ il canto del cigno dell’epta.

– il sedile di Perez, nonostante la lauta mancia che si porta nel portafoglio sembra molto piu’ traballante del solito. Davvero l’anno prossimo Verstappen avra’ un nuovo pilota da bullizzare? Oppure il soldo fara’ valere le sue ragioni?

– in molti indicano il 2025 come l’anno buono per Ferrari e dal 2026 un nuovo dominio Mercedes causa PU fantasmagorica. Secondo voi quale delle due ha piu’ probabilita’ che si avveri?

-il calendario 2025 sara’ di 24 gare piu’ 6 sprint race, quindi gia’ meglio rispetto a quest’anno ma sempre tante, troppe.  Il problema vero e’ che Ocon sara’ in griglia anche l’anno prossimo.

*immagine in evidenza da pexels.com

Rocco Alessandro

LE NON PAGELLE DEL QATAR 2024

È difficile commentare un gran premio che si corre su un circuito così particolare come quello di Lusail. La pista presenta notevoli difficoltà per le vetture in quanto mette fortemente alla prova la tenuta del plesso aerodinamico nella percorrenza delle sue curve velocissime e al contempo per la non facile lettura del consumo delle gomme che pur consumandosi continuano a performare in linea con lo svuotamento progressivo del serbatoio. Questo perché nonostante il circuito sia tendenzialmente destrorso, l’alto grip dato dall’asfalto unito alla pressione aerodinamica, coinvolge tutta la gomma senza quindi alterarne le proprietà generali. Grazie a questa singolare caratteristica i piloti si trovano a guidare per tutto il tempo in una sorta di modalità da qualifica, cioè mettendo alla prova in modo estremo la loro sensibilità sulla possibilità di percorrere le curve ad alta velocità al limite massimo possibile. Non sorprende, dunque, che sotto questo profilo le dichiarazioni di tutti i piloti siano state ai limiti dell’entusiastico.

Per converso, questa stessa caratteristica rende la possibilità di sorpasso sostanzialmente impossibile perché ogni possibile traiettoria di sorpasso, in assenza di differenza di performance rilevante, cozza con la massima performance garantita dalla traiettoria ideale come in nessun altro circuito del mondiale il che rende vano ogni tentativo in tal senso. Persino il rettilineo principale con DRS, con curva 1 affrontata senza una frenata violenta, non si presta a tentativi che non siano “scolastici”.

Alla luce di tutto ciò, la noia in gara è l’unico esito possibile.

Del resto, fino a quando lo specchietto di Albon ha retto, la noia totale è esattamente ciò a cui abbiamo assistito.

Le due SC che si sono presentate dopo che Bottas ha disintegrato quel famigerato specchietto hanno dato pepe alla corsa ma non tanto sul piano agonistico quanto sul piano delle implicazioni di classifica costruttori per il vertice, nella lotta Ferrari-McLaren e per il sesto posto, con Alpine, Haas e V-Carb (o come accidenti si chiama). Può apparire superfluo dilungarsi sulla pessima gestione della circostanza ma cionondimeno non posso esimermi dal rilevare che una SC, o persino una VSC, chiamate immediatamente avrebbero evitato tutti i guai successivi (e il votaccio a Norris che vedrete più sotto).

Ed è perlopiù in base a questo pepe messo alla corsa che fonderemo la valutazione sul comportamento dei piloti cominciando, manco a dirlo, con la stella assoluta di questa gara.

MAX VERSTAPPEN voto settordicimila!

Il voto siderale va condiviso con il team e persino con il buon zio Peppe che passa la gara Sprint a provare soluzioni per il setup, riuscendo infine a trovare il busillis che infastidiva Max sia in FP che nella Sprint stessa. Infatti, quando si vede Perez cincischiare alla partenza della Sprint (che lui affrontava dalla pit lane) non si può comprendere la sua esitazione se non con l’esigenza di creare un gap con chi gli stava davanti e provare l’assetto in aria libera. Per una volta, dunque, possiamo evitare di lanciare la croce addosso al messicano e fargli, anzi, i complimenti per essere riuscito a trovare la quadra ad un week end sino a quel momento assai difficile persino per il “wonderful & mighty” Max. Mi permetto di rilevare che ciò conferma ancora una volta la totale inutilità della “garetta” per com’è stata pensata: se le squadre la usano come se fosse un long run di FP… Ad ogni modo, sistemato l’assetto Max compie quella che è comunque un’impresa andando a prendersi una pole galattica che sino a pochi minuti prima sembrava del tutto impossibile. Che ci sia tanto di Max è evidente dal distacco rifilato al pur leggermente ringalluzzito (è arrivato sino in Q3) Perez: 9 decimi! Arriva però una discutibile penalità a togliere la RBR numero 1 dalla casella di fianco al palo a causa di un impeding a Russell, penalità affibbiata nonostante nessuno dei due coinvolti fosse nel suo giro di qualifica. Orbene, per quanto l’evento in sé paia effettivamente abbastanza pericoloso perché la frenata che deve fare Russell è assai al limite, il fatto che si fosse in outlap per entrambi può e deve far ragionare i commissari sull’opportunità di comminare una penalità per impeding. L’incident, infatti, non può essere categorizzato come tale in quanto Russell non era nel suo giro veloce. Tuttavia, la penalità risulta comminata in quanto Max non era dentro il “delta-time”, cioè quel tempo sul giro che non può essere più alto di un tot stabilito dai commissari prima dell’inizio delle sessioni. Peraltro la penalità è stata arbitrariamente quantificata in una posizione indetro sulla griglia di partenza, cosa assai discutibile perché in casi di impeding “vero” si danno tre posizioni di penalità, laddove l’alternativa era la cosiddetta “reprimenda” (o una multa). Il problema è che anche Russell, nella parte iniziale del giro, non era dentro il delta-time e ciò si deduce proprio dal fatto che stava andando a velocità warp (come l’Enterprise di Star Trek…) per evitare di passare sul traguardo con un tempo troppo alto. Se Russell avesse rispettato il delta-time, se cioè avesse condotto il giro in un intorno di velocità tale da non essere mai sopra (o sotto, per quel che vale) la forchetta stabilita allora non si sarebbe trovato dietro a Max in quel frangente o l’avrebbe trovato senza però aver alcun problema di frenate al limite perché la sua velocità sarebbe stata molto più bassa. Insomma, questa penalità pare non molto sensata quale che sia il punto di vista. C’è stato anche un post-evento assai velenoso in quanto pare che Russell abbia insistito fin troppo per la penalità da comminare a Max e che questi se la sia legata al dito. Si è infatti ben vista la decisione con la quale alla partenza del GP (quello vero) Max si è portato al comando. Comando che non ha più lasciato per il resto del gran premio e in cui ha dominato alla grande ogni fase della gara, compresa quella della seconda ripartenza da SC (la prima dopo il guaio specchietto) in cui sembrava per qualche istante dover subire l’attacco di Norris. È inutile aggiungere altri aggettivi ai già copiosi e mirabolanti che abbiamo utilizzato quest’anno: quando il contesto alza l’asticella nessuno, ad oggi, è in grado di impensierire Max. Ennesimo chapeau!

LECLERC voto 9

La gara del buon Charles è stata liscia come l’asfalto su cui ha corso. In qualifica, come molto spesso quest’anno, non riesce a dare la zampata che ne ha caratterizzato la carriera sino ad oggi (bisognerà che l’anno prossimo Ferrari ci capisca qualcosa perché è evidente, a questo punto, che non si tratta di un problema legato ai piloti) e non va oltre la quinta piazza. In gara però è tutto un altro andare. In partenza scatta bene e beffa Piastri. Purtroppo non può nulla nella SC successiva e deve cedergli la posizione. Anche in questo caso, la lentezza con cui Ferrari (e Leclerc in particolare) scalda le gomme gli è stata fatale. Il che suona strano visto che sino all’anno scorso il problema era, semmai, il contrario. “Troppa grazia, Sant’Antonio!” è ciò che, in questi casi, dicevano i vecchi al bar del paese. Bombardato di richieste di preservare le gomme decide di non agganciarsi alla McLaren del giovane australiano e di tenere il ritmo concordato con il team. Al 14° giro gli viene comunicato che può finalmente andare sui ritmi migliori che può tenere e non si fa pregare: fa a gara con Max, là davanti, e Norris a suon di fastest lap. Le differenze sono tuttavia minime sicché recupera qualche secondo significativo sul solo Piastri (più lento) portandosi in pochi giri da circa 4 secondi a 1.5 secondi prima della SC dovuta allo specchietto disintegrato di Albon. Il ridotto distacco è decisivo perché la conseguente SC consente al nostro di passare Piastri agevolmente senza dover contare i decimi. Dopo soli due giri arriva un’altra SC e si apre il dibattito sulla possibilità di CLC di pittare nuovamente per metter le gialle che si erano ben comportate nel primo stint. In effetti, come evidenziato nei commenti in diretta, CLC aveva un piccolo ma (forse) significativo margine su Piastri e l’idea di pittare proprio mentre si passava in pit-lane (via necessaria per permettere agli steward di pulire la pista in rettilineo) sembrava interessante. In tutta onestà, il rischio mi sembrava troppo alto: il margine su Piastri era di due secondi e una virgola storta durante il pit avrebbe compromesso la posizione. Il che ci poteva anche stare se ci fosse poi stato vantaggio di gomma ma la pista, fino a quel momento, aveva detto che sorpassare era quasi impossibile sicché se dopo CLC non fosse riuscito a superare Piastri la mossa sarebbe passata da genialata a… fate voi. Infine, le gialle rimaste a CLC erano usate e non era così sicuro che avrebbero performato quanto si poteva sperare. Insomma, ha fatto bene. Di lì in avanti, anche grazie al guaio di Norris, la sua seconda posizione non è mai stata in discussione. Bravo!

PIASTRI voto 6,5

Il giovane Oscar va bene ma… non benissimo. La faccio breve: in Qatar è stato troppo più lento di Norris. Lo si è visto nella “garetta”, ove si è pure visto restituire il favore ricevuto in Brasile, quando Norris ha dovuto alzare il piede per tutto il tempo onde consentire all’affannato compagno di squadra di mantenere il DRS e lo si è visto nella gara vera, ove il nostro giovane eroe non riusciva ad avvicinare neanche lontanamente i tempi del (presunto?) capo-squadra. E nemmeno quelli di Leclerc il quale, grazie all’undercut sotto SC, quando gli è passato davanti l’ha distaccato con grande facilità. Il distacco all’arrivo da CLC (pochi decimi) non inganni: negli ultimi tre giri Charles ha rallentato. In altre parole, ho visto più ombre che luci.

RUSSELL voto 8

Prestazione assai difficile da interpretare: gli alti del week end (tra cui un crono fantastico in Qualifica) compensano molto bene i bassi (la partenza e la scarsa incisività nel secondo stint). Diciamo che senza il problema al pit nel 24° giro si poteva giocare la seconda posizione del podio con Leclerc. La sua prestazione è tanto più interessante se confrontata a quella dell’eptacampeao suo compagno di squadra, che ha annaspato senza costrutto per tutta la gara. All’arrivo, Max e il suo ingegnere lanciavano battute salaci nell’aere utilizzando il vocabolo “karma” con l’evidente intento di schernire il piccolo lord ma credo che Giorgino non abbia molti motivi per prendersela: ormai la matematica (nonché un improbabile scenario che vede Lewis vincitore ad Abu Dhabi e lui fuori dai punti) lo vede quasi certo della conclusione del mondiale piloti davanti al compagno di squadra che era e rimane l’unico obiettivo sensato della sua stagione.

GASLY voto 10.

Veniamo al primo MVP di giornata (Max è Hors Catégorie, ovviamente). Pierre, con una prestazione monstre, si guadagna un bellissimo gallone da attaccare alla sua tuta visto e considerata la difficile posizione di partenza (undicesimo in mezzo al caos), le tante SC, la velocità mostrata in gara, il controllo mostrato in tutte le sue fasi, la perfetta quanto arcigna difesa su Sainz in tutta l’ultima fase il tutto in una situazione delicatissima per il team essendo in gioco il sesto posto del campionato costruttori contro ben due team e sapendo che il minimo errore può comportare molti milioni in meno da usare il prossimo anno. Se consideriamo tutto questo come si fa a non tributargli un bell’applauso a scena aperta? La chicca è il sorpasso su Tsunoda, peraltro diretto concorrente nella lotta costruttori, al giro 13 che lo porta direttamente nei punti, cioè dove voleva essere. Quel che più mi piace è la solidità straordinaria che sta mostrando in questo finale di campionato. Ocon ha fatto una prestazione monstre in Brasile ma poi non si è confermato mentre il nostro Pierre continua a macinare punti con grande sagacia tattica oltre che con il piede pesante. Bravissimo!

SAINZ voto 6

Non c’è molto da dire sulla gara di Carlos. In qualifica non brilla (come del resto Leclerc). La partenza non è delle migliori ma neanche disastrosa. In gara è più lento di Leclerc. È assai sfortunato in occasione della foratura e poi, una volta raggiunto Gasly, non riesce a superarlo e a conquistare quei due punti in più per la squadra che avrebbero significato uno scenario in più tra i pochi favorevoli a Ferrari in vista del finale di Abu Dhabi. Vero è che forse quel mezzo giro fatto con la gomma a terra potrebbe aver danneggiato un poco il fondo. Ad ogni modo, il suo lo fa ma senza incantare.

ALONSO voto 8

Questo è il terzo MVP di giornata (tra poco vi dirò chi è il secondo). Quando le gare sono complicate il buon Fernandello da Oviedo sa sempre cosa fare. Ed infatti, nonostante la pietosa AM che si ritrova per le mani in questo finale di stagione, senza mai essere inquadrato o citato, riesce a conquistare un Q3 che ha del miracoloso e una settima posizione in gara quasi senza senso. Mi piacerebbe citare questo o quell’episodio in cui può aver brillato ma non ho visto nulla di particolare (come ho detto: non è mai stato inquadrato) quindi posso solo dedurre la sagacia tattica che ha applicato in tutte le circostanze difficili della gara. Eccellente!

ZHOU voto 9

Eccolo il secondo MVP di giornata! Sauber porta finalmente aggiornamenti che paiono decenti e Zhou improvvisamente si risveglia. A dir il vero si era già visto abbastanza in palla a Las Vegas ma qui si è davvero superato. Troppo tardi, direbbe qualcuno e con ampia ragione. Però è bello rivederlo combattivo e solido come aveva fatto vedere nella seconda metà del suo primo anno di F1, il 2022, quando aveva fatto vedere delle cose molto interessanti soprattutto nel confronto velocistico con un Bottas, che avrà mille difetti ma non è (era?) uno fermo, soprattutto appena lasciata Mercedes e plausibilmente in cerca di rivincite. Disperso nella mediocrità di Sauber disperavamo di rivederlo ai piani alti, a maggior ragione in questo difficile contesto di gara ove è la solidità, innanzitutto, a creare le condizioni per raccogliere punti importanti. Ed è la solidità e il controllo delle fasi di gara che Zhou ha innanzitutto mostrato, soprattutto nelle ripartenze da SC, sempre pericolose per chi si trova in mezzo al gruppo. Meritatissimi gli applausi e i punti raccolti, primi della stagione sia per lui che per la squadra. Bravo!

MAGNUSSEN voto 7

Un altro che si è ben destreggiato in questo week end così denso di tensione è il nostro buon Kevin che, oltre a conquistare una insperata Q3, riesce pure a portare a casa punti che tengono vive le speranze di Haas di migliorare la posizione finale del costruttori. Le speranze sono poche, vista la grande forma di Gasly, ma la strana scelta di Alpine di buttare subito nella mischia Doohan, e un Hulk meno falloso, possono dare buoni motivi per aver fiducia.

NORRIS voto 5

Ancora una volta Landino nostro fa un pasticcio che compromette ulteriormente la valutazione che daremo al suo campionato. E dire che il week end stava andando nel migliore dei modi. L’1-2 nella “garetta” metteva lui e McLaren addirittura in condizione di chiudere il discorso già in Qatar, quantomeno allargava il novero di scenari favorevoli. Anche la gara la stava conducendo benissimo, riuscendo a reggere il ritmo dello straordinario Max visto oggi. Poi il fattaccio legato allo specchietto di Albon, il non aver neanche fatto finta di rallentare in regime di doppia bandiera gialla e la conseguente penalità (rivelatasi correttamente applicata nonostante io stesso in diretta fossi caduto dalle nuvole) lo fanno precipitare malamente da quello che poteva essere il week end decisivo per la sua squadra ad una situazione ancora pericolosamente aperta. Certamente le possibilità di vittoria di McLaren sono più alte di quelle di Ferrari ma questi momenti di pura ingenuità non fanno dormire sonni tranquilli in quel di Woking. In primis a lui che ho visto piuttosto nervoso anche nelle interviste post-gara quando di solito sfoggia sorrisi furbetti da consumato guascone (si potrà ancora dire “guascone”?) del paddock. Non so come finirà ma se capiterà che sfugga il mondiale costruttori la responsabilità avrà un nome solo: il suo.

BOTTAS voto 7: anche lui rinfrancato dalle buone performance della aggiornata Sauber lo si vede provare qualcosa in più del solito. Solo il rientro di Norris gli impedisce di aggiungere punti alla bella prestazione.

HAMILTON voto 4: qualifica inquietante (molto più lento di Russell) e gara anonima anche al netto del guaio della foratura. Proprio il confronto con l’ottimo Russell ci svela un pessimo finale di stagione da parte del campione di Stevenage. Il che comporta anche pochi buoni auspici per il prossimo futuro.

TSUNODA voto 5: voto più colpa del mezzo che della sua guida che comunque, soprattutto nelle prime fasi di gara in cui è stato inquadrato più spesso, è parsa spenta e poco propensa alla difesa strenua di cui è solitamente buon interprete. Anche la paura di fare danni ha giocato il suo ruolo, suppongo.

LAWSON voto 4,5: sono sinceramente preoccupato per il suo futuro. Atteso come salvatore della patria e dopo aver fatto un paio di buone gare quel che stiamo vedendo è un confronto nettamente perso contro Tsunoda. Combattivo, certamente sì, ma decisamente insufficiente in quanto a prestazioni e a condotta di gara. Quest’ultima è quella che l’aveva fatto brillare nelle cinque gare cose nella stagione 2023 sicché vederlo annaspare proprio in questo è assai sorprendente. Gli rimane Abu Dhabi per far vedere a Red Bull che la scelta di appiedare Ricciardo non è stata malposta.

ALBON voto 5: si vede solo per il guaio causato dal suo specchietto

Fin qui gli arrivati al traguardo.

Aggiungo solo una nota di demerito a Hulk e Stroll. Il primo per aver pasticciato (ancora!) in una gara in cui c’erano in gioco punti importanti. Il secondo… be’, che ve lo dico a fare?!

Sorprende infine l’appiedamento subitaneo di Ocon da parte di Alpine e l’inserimento di Doohan per l’ultima gara. Al momento non ne conosco le ragioni: con la posizione mondiale ancora in bilico la scelta sarebbe inspiegabile se non ricorrendo a dietrologie di stampo italiota legate al fatto che la prossima stagione Ocon correrà con il team Haas ed è proprio quest’ultima squadra a contendere la posizione ad Alpine. Dite che Briatore non ha di questi retropensieri? No? Sicuri?

Ci vediamo ad Abu Dhabi!