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VERSTAPPEN VINCE PASSEGGIANDO A MONTREAL. LA FERRARI RECUPERA (UN PO’).

Stando alla meteorologia da gran premio, in Canada o piove a catinelle o fa un gran caldo. Più spesso la prima, basti ricordare il 1981, quando Gilles arrivò terzo nel diluvio facendo a meno dell’ala davanti.
Anche quest’anno, come peraltro lo scorso anno, è il turno dell’acqua a catinelle, materializzatasi già durante il sabato, e ripropostasi in gara.

La cosa non fa evidentemente nè caldo nè freddo a Verstappen, che è primo in qualsiasi situazione, e nemmeno ad Alonso, quest’anno sempre a ruota dell’olandese, a dimostrazione non solo che la classe non è acqua, ma che la classe si vede nell’acqua.
Chi invece di acqua ne fa da tutte le parti è la corazzata Ferrari, piloti compresi. A Maranello riescono a rovinare “Il miglior venerdì del 2023” (cit.) con una bella penalità a Sainz, costretto a partire 11°, e con un gran casino combinato con la strategia di Leclerc, le cui responsabilità vanno divise al 50% fra squadra e pilota. Il monegasco si schiera in un’anonima decima posizione.
Ma “il passo gara è buono ” (ri-cit.)

Il giorno della gara sull’isola di Notre-Dame splende un pallido sole. Allo spegnersi dei semafori, come al solito Max si invola, mentre Hamilton soffia la seconda posizione ad Alonso, che rischia di venire infilato pure da Russell.

Al giro 8 Sargeant si ferma e viene attivata la Vittual Safety Car, che dura pochissimo. Dietro Hulkenger, settimo, si è fermato un trenino comprendente quasi tutti gli altri a partire da Norris. Il tedesco è un osso duro e la sua Haas è velocissima sul dritto. Fra quelli bloccati ci sono i due ferraristi, con Leclerc nono e Sainz undicesimo.

Fortunatamente per tutti, Nico rientra ai box al giro 12, e lascia strada libera. Contemporaneamente Russell sbatte, ed esce la Safety Car. Ne approfittano tutti per fare la sosta, tranne le due Ferrari e Perez.

Al giro 17 la gara riparte, e Verstappen scava il solito solco, questa volta piccolo, fra sé e gli avversari. Al giro 23 Alonso rompe gli indugi e passa in tromba Hamilton. Sarà il secondo ed ultimo sorpasso visto oggi nelle prime 6 posizioni.

Al giro 37 Perez rientra ai box e consente cosí ai due ferraristi di fermarsi senza perdere la posizione. Il primo dei due a passare dal box è Sainz, seguito al giro dopo da Leclerc. Entrambi montano la gomma a mescola piú dura.

La Mercedes fa fermare anche Hamilton per montare gomme a mescola media, la migliore oggi. Al giro successivo è il turno di Alonso ,che però monta la gomma a mescola dura. E, infine, si ferma Verstappen, che monta gomma a mescola media.

A 20 giri dalla fine, i primi 6 sono separati da distacchi molto simili, fra i 3 i 5 secondi. Anche i tempi sul giro sono molto simili, con Verstappen che non annichilisce gli avversari ma dà l’impressione di andare a spasso.

Al giro 55 Russell, che era riuscito a rimontare fino all’ottava posizione, si deve ritirare.

Negli ultimi quindici giri non succede più nulla nelle prime posizioni, mentre la lotta per le posizioni dalla settima posizione, occupata da un ottimo Albon con la Williams, in giù. L’inglese riesce a resistere fino al traguardo agli attacchi di Ocon, a sua volta incalzato da Norris, sul quale però pende una penalità di 5 secondi che gli farà perdere la zona punti.

Un gran premio del Canada tutto sommato noioso finisce con Verstappen che coglie la sua 41a vittoria, eguagliando Senna, e la 100a per la Red Bull. Lo segue Alonso, al settimo arrivo nei primi tre su otto gare, ed Hamilton, a completare un podio occupato dai tutti i campioni del mondo che partecipano al mondiale 2023.

In quarta e quinta posizione le due Ferrari di Leclerc e Sainz, cui la squadra, una volta tanto, ha riservato una buona strategia. Sesto un inguardabile Perez, sul cui rendimento la sua squadra ha sempre più dubbi. Settimo Albon, ottavo Ocon, nono il padrone di casa Stroll, capace di bruciare proprio sul traguardo Bottas, che chiude la zona punti.

Si riparte da Montreal verso l’Austria con la sensazione che Aston Martin, Mercedes e Ferrari si siano un po’ avvicinate alla Red Bull (di Verstappen). E’ però necessario sottolineare che quello di Montreal è un circuito senza curve veloci, quelle per le quali è necessario avere il carico aerodinamico indispensabile per potere gestire al meglio le gomme. E non sappiamo nemmeno quanto Max si sia tenuto in tasca oggi, l’impressione è che abbia passeggiato. Meglio non farsi illusioni per le prossime gare. Soprattutto per la Ferrari e per chi ci ha continuato a ripetere per due ore che “la strada è stata ritrovata”. A meno di non volersi esaltare per un quarto e quinti posto.

P.S.
Il teatrino andato in scena sabato dopo le qualifiche davanti all’hospitality Ferrari ha del grottesco. Intervistato dall’inviata di Sky, Leclerc si era lasciato andare a pesanti critiche verso la squadra. Vasseur ha preteso che si presentasse all’intervista di fianco a lui per scusarsi e ritrattare, ammettendo di avergli parlato da solo nel suo ufficio, e, si può immaginare, non per fargli i complimenti per essere uscito in Q2. E’ vero che il monegasco, come già detto. non è esente da responsabilità, ma è anche vero che il suo TP francese, visto il momento, avrebbe anche potuto glissare ed evitare il chiarimento di fronte alle telecamere. Evidentemente, è cambiato il TP ma non è cambiato l’andazzo, e, di conseguenza, non cambieranno neanche i risultati. A meno, lo ripeto per la seconda volta, di non volersi esaltare per un quarto e quinto posto, come, in effetti, oggi è successo.

P.S. 2
Un episodio, passato un po’ sotto silenzio, dà l’idea di come funziono le cose in questo momento in Ferrari. Giovedì abbiamo visto le foto del casco celebrativo portato da Charles, avente lo stesso disegno di quello del grande Gilles ma, ovviamente, con gli sponsor attuali del pilota. Per deformazione professionale, mi sono immediatamente chiesto se questo non violasse qualche tipo di copyright. Ma mi sono anche dato subito la risposta: in Ferrari hanno fior di avvocati che avranno sicuramente analizzato la materia. E invece no. Il venerdì Leclerc indossava il suo solito casco, e il perchè è stato chiarito il sabato: la famiglia Villeneuve non era stata avvisata, e ha subito posto il veto perchè i problemi di copyright da me ipotizzati c’erano eccome. Poi, ovviamente, la situazione è stata sanata, con tanto di invito di moglie e figlia del mito canadese ai box Ferrari e, magari anche con un indennizzo economico, che, se anche fosse, non sarebbe di certo scandaloso. Ma la figuraccia non si cancella.

F1 2023 – GRAN PREMIO DEL CANADA

Quello che arriva a Montreal per il Gp del Canada è un mondiale F1 che sembra aver messo le cose in chiaro anche nella classifica piloti. Verstappen non ha fatto altro che sfruttare gi errori grossolani del suo compagno di squadra per portarsi a 53 punti di vantaggio, praticamente una sentenza.

immagine da f1sport.it

A questo punto l’aspetto più interessante diventa, come sempre negli anni di dominio incontrastato di un binomio pilota/scuderia, la lotta per essere i primi degli altri.

La gara di Barcellona, con il suo baillamme di aggiornamenti, ha decretato una Mercedes in grande ripresa, una Aston Martin che forse per la prima volta quest’anno non sa bene come reagire e una Ferrari il cui miglioramento, a detta dei suoi ingegneri, è quello di avere una monoposto lenta ma molto più prevedibile…

La tanto annunciata rivoluzione aerodinamica dovrà essere ancora necessariamente investigata per poterla sfruttare a dovere ma diciamo che, senza dubbio, la Ferrari non è riuscita a replicare l’efficacia ritrovata della W14 versione B.

immagine da funoanalisitecnica.com

La Scuderia sembra in piena bambola e naviga a vista in acque piuttosto tempestose. Una certa schizofrenia sembra pervadere anche i suoi uomini chiave, in primis Vasseur, che cerca di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno ma spesso fa la figura di quello capitato per caso.

Vedremo in una pista “start&stop” in cui conta tanto la trazione e la capacità di aggredire i cordoli come andrà la nuova SF23. A sensazione le prospettive non sembrano delle migliori.

Come detto Mercedes aspetta questa gara come una prova del nove definitiva per accertare la bontà del nuovo progetto. Sarà difficile che riescano a competere con Red Bull ma il tutto è visto come una prova generale in vista del 2024. Il rinnovo imminente di Hamilton in tal senso non fa che suffragare l’ipotesi che l’anno prossimo quelli di Brackley saranno di nuovo della partita.

Aston Martin dovrà riprendere le fila del discorso interrotto con una gara piuttosto anonima al Montmelò. E’ quasi naturale che una scuderia per niente abituata a competere sempre per i primi posti, abbia un calo dopo un inizio di stagione in cui ha sfruttato una monoposto già pronta. Ora viene il difficile, ovvero tenere il passo degli inseguitori che hanno mezzi e capacità per sviluppare la macchina. Se pensiamo a Ferrari dovrebbero essere tranquilli, molto meno se parliamo di Mercedes.

immagine da rossomotori.it

Anche Alpine cerca di inserirsi nel gruppo di quelli che contano e al momento le loro possibilità non sono poi così remote. In gara hanno già dimostrato di poter competere con Ferrari e il prossimo obbiettivo è l’Aston Martin.

Per McLaren invece il problema è quello di una monoposto Jekyll/Hyde: se va forte in prova va piano in gara e viceversa. Più banalmente la vettura, oltre a soffrire di un pessimo gusto nello scegliere le livree da parte del team, soffre molto le temperature elevate e un grosso degrado della gomma in gara. Lunga è la via per il 2024…

Le altre sorelle minori cercheranno al solito di raccattare quello che si può ma solo un pò di fortuna o una sapiente gestione tattica con eventuali safety car potranno regalare qualche chance.

La pista canadese è notoriamente poco abrasiva e Pirelli porterà le tre mescole più morbide della sua gamma. Le C5 si vedranno solo in qualifica ma le alte probabilità di pioggia al sabato potrebbero sconvolgere la griglia di partenza.

*immagine in evidenza da motorsinside.com

Rocco Alessandro

VERSTAPPEN SBANCA LA ROULETTE DI MONTECARLO

La settimana intercorsa dall’annullato GP dell’Emilia Romagna al turno più glamour dell’intero campionato è trascorsa all’insegna delle voci, messe in giro come al solito ad arte, di una offerta da 46M€ fatta dalla Ferrari, nella persona nientepopodimeno che di John Elkann, al quasi 8 volte campione del mondo Lewis Hamilton.
Questa volta, il mezzo non sono state le solitamente ben informate fonti nostrane, bensì il Daily Mail, con le fonti stesse che si sono affrettate a smentire. Il che significa che è tutto vero. Ma su questo torneremo nel proverbiale PS.

Le qualifiche confermano i valori visti nelle cinque gare precedenti, con Verstappen che agguanta la pole grazie ad un terzo settore incredibile, davanti ad Alonso che dimostra, come sempre, la metà degli anni che ha. Per il poleman dei due anni precedenti, Leclerc, c’è solo un terzo posto, comunque vicino ai primi due, che diventa però un sesto a causa di una distrazione imperdonabile sua e del suo team, che non l’ha avvisato del sopraggiungere di Norris, al quale ha rovinato il giro veloce.

Partenza senza alcuna emozione, nessuno si prende rischi inutili a parte Stroll che prova due volte a superare un avversario passando sul marcapiede.

Perez, partito ultimo a causa di un incidente in qualifica, si ferma immediatamente per montare la gomma più dura e andare fino in fondo. E inizia a segnare tempi di due secondi più veloci rispetto al compagno di squadra in testa alla gara, il quale sta adottando la strategia più adeguata per chi comanda la gara a Monaco, quella di fare il tappo.

Alonso riesce a stare attaccato all’olandese, mentre Ocon, terzo, dopo 7 giri è già staccato di altrettanti secondi dal leader. Incollato al francese c’è Sainz, che è a sua volta seguito da vicino da Hamilton e Leclerc.

Al giro 11, Sainz tampona Ocon alla chicane del porto, danneggiando una bandella dell’ala anteriore. La cosa però non sembra creargli particolari problemi, e lo spagnolo continua. Subito dopo, il suo connazionale Alonso inizia a lamentarsi di qualcosa che non va sulla sua macchina, e perde diversi secondi da Verstappen. Ma poi ritorna su tempi accettabili, e l’allarme rientra.

Al giro 20 il graining si fa sentire per tutti quelli che montano gomma a mescola media, tranne, ovviamente, Verstappen, che comanda indisturbato con 8 secondi di vantaggio su Alonso.

Il primo dei primi a fermarsi è Hamilton al giro 32. Nel frattempo, Verstappen doppia Perez e si trova bloccato in un gruppo di altri doppiati. 

Subito dopo si fermano Ocon e Sainz, per proteggersi dall’undercut da parte di Lewis, e la strategia funziona perchè le posizioni non cambiano.

Al giro 45 si ferma Leclerc, che stava per essere raggiunto da Gasly. Il monegasco aveva le gomme praticamente finite. Il francese si ferma subito dopo e rimane dietro al ferrarista. 

La pioggia si avvicina, ed è per questo che i primi due, oltre a Russell, al momento terzo, attendono ad effettuare il loro pit-stop. 

E al giro 52 la pioggia arriva sul serio, e di colpo, nella zona del Mirabeau.  Ma piove solo in quel punto, e le condizioni sono quindi difficilissime. Alonso si ferma, ma incredibilmente gli montano gomma media e si deve tornare a fermare al giro successivo. Le due Ferrari non hanno approfittato della situazione, e si ritrovano anche dietro alle due Mercedes. Sainz, autore di un lungo al Mirabeau, è scivolato dietro a Leclerc e a Gasly.

Alonso è infuriato con il suo team, che gli ha voluto montare gomma slick quando lui aveva in realtà chiesto due volte l’intermedia. E sfoga tutta la sua furia in pista, recuperando secondi su secondi a Verstappen, e distanziando velocemente Ocon che si era avvicinato molto.

Ma Max riprende velocemente il ritmo e mette 20 secondi fra se e Nando. E li porta fino alla fine, vincendo un GP di Montecarlo comandato con classe dall’inizio alla fine. Lo seguono Alonso, che può giustamente recriminare per quell’inutile pit-stop, Ocon, parso in grande forma fin dalle qualifiche, Hamilton, Russell, Leclerc, Gasly, Sainz e le due McLaren di Norris e Piastri.

Incredibilmente, nonostante le condizioni difficilissime, non c’è stata alcuna safety car, e nemmeno virtual safety car, il che la dice lunga sulla prudenza che ormai tutti i piloti adottano, vuoi per non rischiare di erodere il budget cap, vuoi per non rischiare punti sulla licenza.

Il mondiale si era già chiuso a Miami, quindi la vittoria di Verstappen cambia poco, mentre prende vita la lotta per il secondo posto, con Perez rimasto a secco e Alonso al quinto podio su cinque gare.

Fra una sola settimana si correrà a Barcellona, la pista più indicativa per misurare il valore delle monoposto, e anche la prima pista “normale” di questo campionato. Là misureremo il vero valore degli aggiornamenti portati nel Principato dalla Mercedes, e anche quanto c’è di vero nei proclami di recupero della Ferrari, che hanno ormai assunto la dimensione della barzelletta.

P.S.
E’ abbastanza chiaro che le voci citate in premessa fanno comodo a tutti i convolti. Alla Ferrari, che fa vedere che è disposta ad impegnarsi anche economicamente per cambiare qualcosa e uscire dalla tristissima situazione attuale (ma è bene ricordare che nel 1996 oltre al campionissimo servì portare in blocco tutto il team). Sempre alla Ferrari, che così spiega al suo giovane campione monegasco che non è indispensabile. E ad Hamilton che può alzare il prezzo per il rinnovo con la Mercedes, la quale, avendo Russell in squadra, e potendo mettere le mani su Leclerc o Norris, non è probabilmente molto propensa a spendere un sacco di soldi per un campione ormai a fine carriera.

P.S. 2
E’ altrettanto abbastanza chiaro che la Ferrari è nel caos più completo. Oltre ad essere totalmente fuori luogo i proclami del giovedì (“siamo in grado di correre per pole e vittoria”), visto che la Ferrari oggi è stata non la terza, nemmeno la quarta, bensì la quinta monoposto in pista, quando si è presentata l’occasione di azzardare qualcosa, il box ha dormito clamorosamente, come già ieri in qualifica, e ci si è messo pure Sainz allungando la lunga lista di errori commessi da quando è in Ferrari. E’ evidente che così non si va da nessuna parte, e quella che si prospetta è una stagione forse ancora peggiore del disastroso 2020. Se Hamilton vuol fare la fine che fece Prost ad inizio anni novanta, sicuramente quella di trasferirsi alla Ferrari è la scelta giusta.

F1 2023 – GRAN PREMIO DI MONACO

Con ancora le terribili immagini delle inondazioni nelle terre romagnole che purtroppo ci accompagnano, è già ora per il Gp più mondano (e tecnicamente inutile) del calendario F1, il Gp di Monaco.

Ogni anno sempre la stessa litania: passerella per i ricchi e famosi, inutile carosello di monoposto, ormai un pezzo di antiquariato ecc ecc ma alla fine è sempre uno degli appuntamenti più attesi dell’anno, fosse anche solo per il perverso piacere di vedere il o i piloti della scuderia che ci stanno sul gozzo andare eventualmente a muro e fare la figura dei pirla.

In ogni caso questo GP porta una serie di notizie non banali, alcune reali, altre fuffa da clickbait.

Cominciamo con la Mercedes che si presenterà a Monaco con una nuova W14, abbandonando per sempre il concetto delle “pance zero” che sulla carta garantiva miracoli, in pista invece risate da parte dei loro competitor.

Una monoposto ampiamente rivista che dovrà essere la base per un nuovo attacco all’iride nel 2024, prendendo questo 2023 in pratica come una lunga serie di test.

immagine da planetf1.com

Come mai portare così tante novità su una pista “inutile” come il cittadino di Monte Carlo? In effetti sarebbe stato più logico rimandare tutto al prossimo Gp, sulla pista da test per eccellenza, il circuito del Montmelò. Invece Wolff e soci, non potendo contare sul circuito di Imola, hanno deciso comunque di svelare la W14b.

Come ha fatto notare già qualcuno potrebbe essere la mossa di chi è arciconvinto di avere una monoposto più veloce della precedente (non si era detto lo stesso per la W13/14 zero sidepod?!) oppure la mossa disperata di chi è arrivato all’ultima spiaggia.

Più banalmente viene da pensare che a Brackley abbiano pensato di iniziare da subito a testare le nuove soluzioni anche se su un tracciato poco rappresentativo. Guadagnare tempo, dati e comparazioni per farsi trovare più pronti possibili al 2024. Bene, io non lo glielo auguro.

Altra notiziona che però sà molto di fumo e ben poco di arrosto sono le trattative in corso tra Hamilton e Ferrari per l’approdo dell’epta a Maranello nel 2024. Cifre in ballo? La miseria di 40 milioni di pound per il quasi quarantenne Hamilton.

immagine da formula1.it

Anche in questo caso la logica imporrebbe due ragionamenti banali:

1. è il caso di investire una cifra monstre su un pilota certamente veloce ma che ormai si avvia al crepuscolo della sua carriera e che per di più quest’anno e quello appena trascorso ha fatto una gran fatica con il suo team mate Russell?

2. non sarebbe in caso di investire quei dindini in risorse umane in grado di saper fare di conto e cercare di migliorare una platea di tecnici di cui la GES sembra avere un gran bisogno?

Ora, capisco che in Ferrari la logica è un concetto alquanto aleatorio e flessibile e che la mission conclamata dei suoi vertici è fare i giri veloci in pista (semicit.) ma questa di Hamilton in rosso assomiglia molto al giudizio fantozziano della famigerata corazzata. Sono sicuro che in Ferrari sapranno stupirci anche questa volta.

Terza notizia dai risvolti ben più importanti è l’accordo Honda-Aston Martin a partire dal 2026. Gran colpo per il più capace della famiglia Stroll che si assicura la partnership con chi ha la migliore PU della F1 attuale. A questo punto sognare il grande obbiettivo non è più un miraggio.

immagine da formula1.it

In Honda si ritroveranno l’uomo del “GP2 engine” ma hanno già dichiarato che non hanno nessun problema con Alonso, il tutto mentre lucidavano meticolosamente una katana…

Battute a parte è una gran notizia anche per l’asturiano che dovrà cercare di mantenersi atleticamente giovane fino a tale scadenza. Al momento non sembra essere un grosso problema.

Per il resto, poco da dire sul Gp se non che la gara, al solito si deciderà al 99% con la Q3 del sabato. Chi fa la pole ha un piede e mezzo sul gradino più alto del podio, a meno di trovare la pioggia che renderà il tutto un pò più incerto e di sicuro il serpentone di auto molto più lento.

In Ferrari hanno rimandato il corposo pacchetto di aggiornamenti al GP di Spagna, in modo da posticipare di almeno una settimana la possibile delusione. All in su Leclerc e i suoi giri di qualifica sempre che non esageri e la picchi a muro malamente come già successo. Sappiamo bene che anche in caso di pole non è detto che la Domenica si riesca a schierarsi normalmente in griglia quindi vedremo cosa riuscirà a tirare fuori il monegasco che, a dire il vero, sulle strade di casa è piuttosto sfigatello.

Per Red Bull invece la prima seria possibilità di perdere un Gp. Basta una bandiera in Q3 al momento sbaglaito , una minchiata varia ed eventuale ed ecco che ti ritrovi a guardare gli scarichi di quello davanti per 78 giri. Non riusciranno a sfruttare appieno la magia del loro DRS ma in ogni caso restano i favoriti per la gara.

immagine da astonmartinf1.com

Aston Martin ha una grande possibilità, considerando le caratteristiche della sua monoposto. Per Alonso potrebbe trattarsi di una occasione unica in questo 2023 per cercare di rivincere dopo ben 10 anni, una cosa che ha del fantascientifico. Di sicuro si tratterà della qualifica potenzialmente più emozionante dell’anno.

Nel caso dovesse succedere sarebbe una gran bella storia, di sicuro una storia che agli “ammerigani”, così affezionati alla retorica dei ritorni vincenti a dispetto delle avversità e dei pronostici non favorevoli, piacerebbe molto. E onestamente anche a noi.

*immagine in evidenza da gascommunity.com

Rocco Alessandro

TSUNODA E LA FORMULA 1 VINCONO NELLA CATASTROFE DELL’EMILIA-ROMAGNA

C’è stato un tempo in cui lo show doveva proseguire a tutti i costi. Non importava se la morte avesse già gettato la sua ombra sul week-end, o se, addirittura, fosse presente a bordo pista. Si doveva semplicemente andare avanti. Altrettanto semplicemente, perchè essa fa parte dello sport, visto che, notoriamente, “motorsport is dangerous”.

Poi é arrivato quel week-end del 1994, e si è scoperto che la Formula 1 non può essere insensibile alla tragedia. Almeno a quella che colpisce i suoi massimi protagonisti, e cioè i piloti. E, così, i rischi sono enormemente diminuiti, ma ha continuato a prevalere la logica del non fermarsi mai, qualche volta con esiti comici (come ad esempio a SPA nel 2021) qualche altra con esiti nefasti (Suzuka 2014).

La settimana passata, la catastrofe che ha colpito la parte centro-orientale dell’Emilia Romagna ha messo di fronte il circus ad una scelta difficilissima: quella di rimanere fedele al paradigma del “the show must go on”,  oppure quella di avere rispetto per quello che stava succedendo a costo di fronteggiare una cospicua perdita economica.

E ha saggiamente scelto la seconda strada, l’unica francamente accettabile, a maggior ragione se si fa della “sostenibilità” la propria bandiera. Ha fermato tutto, fatto i bagagli e preso la direzione di Montecarlo. Non prima di avere doverosamente espresso la propria vicinanza alle popolazioni colpite da un evento che resterà nella storia della regione, anche concretamente con una donazione e la promozione di una raccolta fondi.

Mi piace pensare che questa scelta abbia in parte riscattato l’ignominia del 1994, quando venne nascosta una terribile realtà pur di continuare il week-end, e questo, come ben sappiamo, portò ad un’altra tragedia.

Ma nel week-end in cui non si è corso, e che quindi non rimarrà negli albi d’oro, c’è comunque stato un vincitore indiscusso, anche se non in pista. Uno che è spesso oggetto di ironie varie, per la sua incostanza, per i suoi errori e per i suoi team radio spesso infantili. Uno che, solo fra i suoi colleghi, ha preso in mano il badile e se ne è andato in giro per le vie di Faenza a dare una mano, assieme agli uomini della sua squadra. E, ne sono sicuro, non l’ha fatto per farsi vedere sui social, probabilmente se qualcuno non l’avesse notato e fotografato manco l’avremmo saputo. Non sembra infatti essere nelle corde del personaggio il volere apparire a tutti i costi. Molto probabilmente di lui non rimarrà grande traccia nei sopra citati albi d’oro, ma quelle foto in mezzo al fango gli faranno onore per sempre. Perchè vincere non è tutto

PS
Mentre il circus della Formula 1 decideva di portare rispetto rimettendoci dei soldi, e cercando di dare una mano, qualcuno di altrettanto seguito e adorato a livello mondiale prendeva una decisione contraria, quella di andare avanti come se niente fosse, ad una ventina di km di distanza dalle zone alluvionate. Ho letto tante giustificazioni in proposito, come ad esempio il fatto che la zona non fosse ufficialmente a rischio (neanche l’autodromo di Imola lo era), il fatto che si fosse lavorato tanto per preparare l’evento (pure il gran premio), il fatto che fosse tutto in sicurezza (idem) oppure, infine, il fatto che non si sarebbero tolte risorse per i soccorsi. Ecco, quest’ultima è una gravissima menzogna, perchè ovunque ci siano 50000 persone assiepate, ci sono forze dell’ordine, vigili del fuoco, medici, paramedici, infermieri, mezzi di soccorso, ecc., in grande quantità. Lo prevedono le normative. E non mi si venga a raccontare che se non ci fosse stato quell’evento, questi non sarebbero comunque andati a pochi km da lì a dare una mano.
Questa situazione mette in risalto ancora di più la scelta del management della Formula 1, che noi qui spessissimo critichiamo pesantemente, d’essere andati oltre gli interessi del proprio business.

PS 2
Quella sopra è ovviamente solo una mia opinione, e preciso che non conosco il contesto in cui si è svolto il concerto se non per ciò che ho letto sui mezzi di informazione. Potrebbe quindi trattarsi di un giudizio parzialmente o totalmente ingeneroso nei confronti degli organizzatori e del boss.