MOTOGP 2020-GP DI SAN MARINO E DELLA RIVIERA DI RIMINI

Tre settimane di “vacanza” ed il Motomondiale ricomincia con una doppia Misano ed una Barcellona tutte d’un fiato.

Il campionato riparte sempre orfano del suo dominatore perchè Marquez continua la sua convalescenza/riabilitazione dopo l’operazione “sbagliata”.

In assenza del gatto i “topi” potranno continuare a ballare con Michelin che, a detta dei piloti, sceglierà il ballo più adatto all’occorrenza.

Tornerà invece Pecco Bagnaia fresco della firma su un nuovo biennale con Borgo Panigale. Alla pari del chivassese ha rinnovato anche Zarco (direttamente con Ducati) per un anno più un opzione per quello successivo. I bolognesi non annunceranno ancora la composizione dei tre team dei quali dovrebbero far parte anche Martin e Bastianini: ad oggi l’unico che sa dove guiderà è Jack Miller. Ci sono buone probabilità che le formazioni possano essere le sguenti:

Miller- Bagnaia/team interno

Zarco-Martin/Pramac

Bastianini/Avintia

(immagine tratta da Motosprint.it)

La pausa è stata anche utile a far “litigare” i costruttori. Ad inizio stagione (ed in fretta e furia) fu approvata la decisione di congelare i motori ad eccezione di quelli Ktm ed Aprilia che, a corto di risultati avrebbero potuto metterci mano dopo la prima gara del 2021. Peccato che Ktm i risultati li abbia comunque tirati fuori ma, forti delle decisioni passate, prima della gara di Spielberg gli autriaci hanno fatto sapere che con i loro motori attuali non avrebbero potuto “coprire” tutto il campionato 2021 per problemi di affidabilità. Tutto ciò pur utilizzando due unità in più degli altri team (come a loro concesso dagli accordi). Sarebbe servita l’unanimità per bloccare Ktm e il loro stesso “niet” li ha messi nelle condizioni di poter sviluppare un nuovo “supermotore”. Sono stati scaltri ed il prossimo anno potrebbero avere un vantaggio non indifferente.

(immagine tratta dal sito motogp.com)

Il circuito “Marco Simoncelli” rinvigorirà i nostri alfieri che quando si trovano a respirare l’aria della riviera di casa finiscono sempre per trovare qualche decimo in più nel polso. Ci si aspetta una bella gara da tutti loro, in primis da Andrea Dovizioso che resta quello con le carte migliori tra tutti per puntare al bottino grosso: in cerca di una sella per il prossimo anno DEVE far bene per forza.

Sarebbe romantico pensare ad un Valentino vittorioso che annuncia il ritiro, fossero vere le voci di un possibile accordo tra i responsabili di Petronas e lo stesso Dovizioso: i dirigenti del team malese si sono prodigati nella smentita ma tutto può essere visti i nomi in ballo.

Che dire della gara? Che il bello della stessa è che potrebbe vincerla chiunque visto l’andazzo del Campionato. Sembra che ciò dia quasi noia agli stessi appassionati che nelle stagioni scorse erano prodighi di critiche verso un campionato con gare troppo spesso scontate.

Ad opinione di chi scrive è invece fantastico non essere in grado di individuare il vero favorito scorrendo la entry list. Può accadere di tutto ed il contrario dello stesso e questo era il bello di tante corse del passato che abbiamo rimpianto per anni.

Quartararo, una delle Ktm, Dovizioso o Morbidelli, Rins oppure Mir su delle Suzuki particolarmente “vive”, Maverick “7vite” Vinales: tutti questi piloti hanno la possibilità di far bene e puntare al gradino più alto. Ciò è semplicemente quello che abbiamo più desiderato in tempi di “monotonia”: godiamocela e non rompiamo troppo i maroni con i lamenti.

 

Moto2

Classifica corta anche per i cadetti. Luca Marini trova la pista di casa con buone speranze di far bene per allungare sul suo conterraneo Bastianini che però venderà cara la pelle come tutti gli altri italiani la top. Attenzione a Jorge Martin in predicato di fare il salto in Gp che sarà un osso duto sia per la gara che per il Campionato: meglio fare quel salto con un iride in bacheca.

Peccato per Baldassarri che dopo un buon inizio 2019 siè perso in concomitanza con l’introduzione del “gommone” posteriore.

(immagine tratta da corsedimoto.com)

 

Moto3

E fatelo voi un pronostico…se ci riuscite. Questa categoria è l’unica ad avere un reale “padrone” in classifica generale, eppure è anche la categoria che ci riserva più sorprese ogni domenica.

Il cuore dice Vietti, la ragione non dice nulla perchè è impossibile..

(immagine tratta da ilcanavese.it)

 

Buone gare a tutti.

(immagine in evidenza tratta dal sito insella.it)

 

Salvatore V.

F2 ITALIA 2020 – STRONG REACTION

Questo campionato proprio non vuole padroni. Ci si aspettava il riallungo di Robert Shwartzman ed eventualmente il sorpasso di Yuki Tsunoda, invece Callum Ilott riprende la testa del campionato e Schumacher jr si inserisce di prepotenza al secondo posto. Ma andiamo con ordine.

[COURTESY OF AUTOSPORT.COM]

Tsunoda ipoteca il titolo di “Campione del Venerdì” con la quarta vittoria su otto sessioni. Fuor di ironia, per l’ennesima volta quest’anno il giapponese è il più rapido al termine delle prove libere. In ripresa Christian Lundgaard, secondo a pochi centesimi, mentre pare in affanno Robert Shwartzman, leader di campionato, solo 12°.

[COURTESY OF METROPOLITANMAGAZINE.COM]

Sono state delle strane qualifiche, dove le gomme reggevano più di un giro cronometrato e le scie facevano guadagnare decimi importanti. Ma alla fine Callum Ilott conquista la terza pole stagionale beffando Tsunoda di tre centesimi. La magnitudine di questo risultato è amplificato dal fatto che il diretto avversario, Shwartzman, è solo 16°.

[COURTESY OF METROPOLITANMAGAZINE.COM]

In questa pole c’è una componente di fortuna: Mick Schumacher (7° dopo aver comandato nei primi minuti) è finito a muro all’Ascari nell’ultimo minuto e ha negato l’ultimo tentativo a diversi piloti, tra cui il suo teammate e il cinese Guany Zhou (17°). Terzo è Ghiotto, storicamente a suo agio nel circuito brianzolo (vi ottenne le prime vittorie in F2), davanti a Lundgaard, in netta ripresa. Nessuna speranza per il suo teammate, Marcus Armstrong, 15°. A sorpresa Roy Nissany è quinto, miglior qualifica di sempre in F2. Segnalo infine un solido Daruvala, ottavo, e Yuri Vips, abbonato all’undicesimo posto, a soli otto millesimi dal teammate Dan Ticktum.

[COURTESY OF FERRARI.COM]

La gara parte con Ilott in pole davanti a Tsunoda e Ghiotto. Con uno scatto fenomenale Schumacher jr si porta dalla settima alla seconda posizione già prima della Prima Variante, mentre Lundgaard passa Tsunoda e Ghiotto.  Nei primi giri il gruppo di testa è molto compatto, con il tedesco aggressivo nei confronti di Ilott, ma già al sesto giro il pacchetto si sgrana, quando un triello tra Lundgaard, Tsunoda e Ghiotto in fondo al Rettifilo porta l’italiano a tagliare la Variante e a scivolare sesto e questi tre a sganciars” dal duo di testa. Le scie facilitano i duelli, e prima che comincino i pit stop Tsunoda passa Lundgaard per la seconda posizione e Ghiotto infila Nissany per la quinta, mettendosi a caccia del podio.

[COURTESY OF METROPOLITANMAGAZINE.COM]

Già all’ottavo giro, con un discreto anticipo rispetto alle previsioni, inizia il valzer dei pit stop, con Deletraz e Shwartzman che, non avendo nulla da perdere, provano la carta dell’undercut. Alla dodicesima tornata è il turno del leader Ilott e di Tsunoda di pittare e accade l’evento che decide la gara: l’inglese stalla sulla piazzola e fa spegnere il motore; riuscirà a ripartire, ma quasi ultimo, e Schumacher jr eredita il comando della corsa, davanti a Lundgaard e Ghiotto, che chiude la tornata di soste al quindicesimo giro (si scoprirà poi che la sosta ritardata fu dovuta a un guasto alla radio).

[COURTESY OF METROPOLITANMAGAZINE.COM]

Il pilota italiano, forte delle gomme più fresche è scatenato e inizia a rimontare sul danese. Più indietro anche Ilott è velocissimo, e risale la china fino a portarsi negli scarichi di Shwartzman (il cui pit anticipato si fa sentire) nel corso del 24° giro, e a scavalcarlo la tornata successiva. Intanto davanti Ghiotto ha ripreso Lundgaard, e a tre giri dalla fine lo passa per la piazza d’onore.

[COURTESY OF MOTORINOLIMITS.COM]

Non accade più nulla e Schumacher jr vince la prima Feature Race in F2 davanti a Ghiotto (gpv), Lundgaard, Tsunoda, Zhou (rimontone, malgrado un paio di scontri al via con Armstrong), Ilott, Ticktum, Deletraz (che domani partirà in pole), Shwartzman e Daruvala. Sembra una comica, ma Vips termina ancora 11. Ilott ha contenuto i danni riuscendo anche a guadagnare su Shwartzman (ora sono appaiati a 134 punti) ma ha sprecato un set point e soprattutto ha regalato tanti punti a Schumacher jr, che ora è in piena lotta per il mondiale (il tedesco è a quota 131).

Dan Ticktum (GBR) Dams
06.09.2020. Formula 2 Championship, Rd 8, Monza, Italy, Sunday.
– www.xpbimages.com, EMail: requests@xpbimages.com Copyright: XPB Images

La Sprint Race vede “l’agnello” Deletraz in pole, seguito dal “lupo” Ticktum, che non si lascia sfuggire l’occasione di infilarlo alla Prima Variante.  Il più aggressivo nei primi giri è Schumacher jr, che scavalca Ghiotto al via e Zhou e Lundgaard nei chilometri successivi, installandosi in quinta posizione e mettendosi a caccia del podio. I motori Mecachrome gli facilitano l’operazione: al secondo giro Tsunoda (quarto) rallenta e imbocca la strada per i box. Problema tecnico e gara finita per il giapponese. Più indietro Shwartzman, decimo dopo una brutta partenza, assiste allo scontro tra Ghiotto e Aitken (ali danneggiate per entrambi) e ne approfitta per recuperare diverse posizioni.

[COURTESY OF AUTOSPORT.COM]

Zhou sembra avere il passo il podio e inizia la sua rimonta inducendo Schumacher jr all’errore alla Prima Variante; il tedesco per due posizioni a favore di Lundgaard e del cinese, ma ne recupera subito una quando, mezzo giro dopo, l’alfiere UniVirtuosi parcheggia a bordo pista per la rottura del motore. Tra i primi, Deletraz accusa un elevato degrado delle coperture, sicché  Lundgaard e Ilott lo passano tra il 12° e il 17° giro. Dopo una VSC necessaria per rimuovere la vettura di Drugovich (tamponato da Nissany), Deletraz viene passato anche da Schumacher jr, malgrado enormi vibrazioni dovute al flatspot rimediato nel duello con Zhou, mentre Lundgaard si fa vedere insistente negli specchietti di Ilott senza però riuscire a provocare fastidi.

Alla fine vince Ticktum con 4.5s di margine su Ilott (ora leader di campionato), Lundgaard, Schumacher (gpv), Deletraz, Shwartzman, Daruvala e Aitken (alle prese con un’ala moderatamente danneggiata). Subito dopo aver tagliato il traguardo l’inglese ha parcheggiato la sua vettura nella via di fuga, generando il sospetto che possa aver finito la benzina, cosa che comporterebbe una squalifica per l’impossibilità di effettuare i controlli. Ticktum è stato riaccompagnato in parco chiuso dalla Medical Car, cosa che ha generato la scena surreale di sopra.

Com’era prevedibile, l’inglese è stato poi squalificato per troppa poca benzina (un decimo di quella che serve per i controlli) e tutti scalano di una posizione. La gara alla fine è stata vinta da Ilott; entra in zona punti Mazepin (che partiva ultimo). La DAMS ha attribuito la colpa a una perdita del serbatoio già segnalata agli organizzatori. A conti fatti, l’inglese ha finito la gara per miracolo. Se, dopo la doppia trasferta austriaca, sembrava che i problemi fossero stati risolti, qui in Italia sono tornati alla ribalta. Tsunoda e Zhou a fine anno avrebbero molto da recriminare, soprattutto il secondo (che in Austria si ritirò mentre era in testa). Un campionato monomarca non dovrebbe essere influenzato dai guasti di una parte per cui i team spendono milioni di euro al momento dell’iscrizione.

[COURTESY OF MOTORSPORT.COM]

La classifica è stravolta rispetto allo scorso weekend. Ilott sale al comando con 149 punti, mentre secondo è Schumacher, che si porta a 143, davanti a Shwartzman, che scende terzo a 140, dopo un weekend avaro di soddisfazioni. Più indietro, ma comunque vicino, Tsunoda scala quarto a 123, mentre Lundgaard risale a 116, anche se oramai la lotta per il titolo sembra ristretta ai tre piloti Ferrari Driver Academy più il giapponese. Dopo la sfortuna in qualifica e il guasto nella Sprint Race esce definitivamente dalla lotta per il mondiale Guanyu Zhou. 9 punti per i primi tre è comunque un distacco quasi inesistente per la F2, specie considerando che mancano ancora le gare al Mugello e i due appuntamenti in Bahrain.

Dan Ticktum (GBR) Dams, Callum Ilott (GBR) Uni-Virtuosi Racing, Christian Lundgaard (DEN) ART
06.09.2020. Formula 2 Championship, Rd 8, Monza, Italy, Sunday.
– www.xpbimages.com, EMail: requests@xpbimages.com Copyright: XPB Images

[Immagine di copertina tratta da testmotori360.com]

Lorenzo Giammarini a.k.a. LG Montoya

“RAPIREMO NIKI LAUDA”: IL NUOVO ROMANZO DI CARLO CAVICCHI

In questo periodo di intensa attività motoristica post-lockdown, si impone una parentesi per presentare un libro il cui titolo e autore hanno molto a che fare con il nostro blog del Ring, e con gli appassionati che vi scrivono e che lo leggono.

E’ infatti appena uscito il secondo romanzo di Carlo Cavicchi, direttore di Autosprint dal 1984 al 1999, e, successivamente, di Quattroruote. Il libro si intitola “Rapiremo Niki Lauda”, ed è edito da Minerva.

Chi scrive ha avuto l’onore e il piacere di intervistare l’autore in occasione di una presentazione organizzata dal Centro di Lettura “L’isola del Tesoro” di Trebbo di Reno, biblioteca gestita unicamente da volontari e molto apprezzata dagli abitanti della frazione di Castel Maggiore, a pochi passi da  Bologna.

“Due storie che diventano una sola in un’amalgama che è come la Nutella sul pane”. Così Cavicchi definisce il suo nuovo romanzo. E la similitudine non potrebbe essere più azzeccata, perchè la storia parte dalla Bologna degli anni 60, una città che raggiunse, in quel periodo di boom economico post-bellico, uno splendore che si esaurirà con gli anni di piombo, per arrivare al mondo della Formula 1 di metà anni 70, e, in particolare, in quel 1976 che vide l’epica battaglia fra Lauda e Hunt. E questi due mondi, quello bolognese e quello delle corse, vengono raccontati dall’autore con una dovizia di particolari e una precisione possibile solo per chi li ha conosciuti molto bene entrambi.

Il protagonista della storia è un giovane rampante che riesce a risollevarsi dopo una brutta vicenda in cui è stato coinvolto, e che, una volta ritornato in vetta, accetterà di essere coinvolto in un piano criminoso dal ritorno economico potenzialmente molto elevato, quello di rapire il campione austriaco, per la liberazione del quale non sarebbe certamente mancato qualcuno disposto a tirare fuori fior di quattrini.

E’ ovvia la curiosità di sapere come sia nata l’idea di un romanzo incentrato su una simile vicenda, di cui Niki è l’inconsapevole protagonista. Ebbene, si tratta di una storia che all’epoca si raccontava a Bologna negli ambienti giornalistici. Forse qualcuno aveva veramente in programma di rapire Lauda, e Cavicchi nel suo romanzo si è immaginato, e ha descritto nei dettagli e in modo coinvolgente, come avrebbe potuto svolgersi quel piano.

Ne è nata una trama che si legge tutto d’un fiato, e il cui finale sorprenderà il lettore. Perchè, se si può facilmente immaginare che il piano sia destinato a fallire, non si può dire altrettanto di ciò che succederà dopo.

Gli appassionati di motori troveranno in questo libro tanti episodi e aneddoti della Formula 1 dell’epoca, descritti con gli occhi di un meccanico della Good Year complice suo malgrado del piano criminoso. Tuttavia, Cavicchi ha tenuto a precisare che il romanzo non è scritto solo per loro, ma, soprattutto, per chi ama il genere giallo. E, aggiungiamo noi, per chi ama le trame coinvolgenti dove i protagonisti e i luoghi diventano reali nella mente del lettore, per quanto bene sono descritti.

La redazione del blog del Ring ringrazia Carlo Cavicchi per la grande disponibilità e il Centro di Lettura “L’Isola del Tesoro” per averci coinvolto in questa iniziativa.

Per informazioni:

Il nostro redattore Pier Alberto intervista Carlo Cavicchi (foto by Fabio Grandi)

 

NO PARTY, NO MERCEDES. E UN TEAM ITALIANO TRIONFA A MONZA

La cosa più emozionante del GP di Monza rischiava di essere l’inno italiano suonato dagli alpini, con il contorno delle Frecce Tricolori. Si era fatto un gran parlare dell’abolizione del party-mode, con le squadre costrette a congelare la mappatura prima delle qualifiche. Una misura anti-Mercedes, si diceva. O, almeno, così speravano gli avversari promotori dell’istanza presso la FIA. E, infatti, nelle qualifiche si è assistito al solito dominio delle frecce argento, pardon, nere. Sono cambiati però gli inseguitori, con le McLaren in grande spolvero a precedere Racing Point e Red Bull. E le Ferrari sempre più in crisi, con la peggior qualifica a Monza da tempo immemorabile.

Un  GP noioso, quindi, il 71* d’Italia. Ma fin dalla partenza qualcosa non quadra: Hamilton scappa via, ma Bottas parte al rallentatore, e viene superato facilmente da 4 avversari. Dai box gli comunicano che non vedono problemi, così è la sua Mercedes oggi, se gli pare. Ma il finlandese definisce i settaggi del motore “uno scherzo”.

Ad inseguire Hamilton ci sono così le due McLaren di Sainz e Norris, che però, come previsto, vengono distanziate abbastanza facilmente. 

Al 7° giro a Vettel, che stava faticando a tenersi dietro una Williams per difendere la 17a posizione (!), esplode il freno posteriore sinistro, ponendo provvidenzialmente fine a quello che sarebbe stato un calvario lungo 53 giri.

Il suo compagno al 16° giro si trova 13°, la stessa posizione dalla quale era partito, a 3.5 sec. dalla Alfa Romeo di Raikkonen, e incalzato da Albon che lo supera al giro successivo, consigliandolo di rientrare ai box prima di farsi sverniciare anche da Giovinazzi, il che sarebbe stato decisamente troppo.

Al 20° giro Magnussen parcheggia la sua Haas poche decine metri prima dell’entrata dei box. La direzione gara decide di fare uscire una Safety Car dal sapore molto americano, di quelle che servono più a rompere la monotonia che a garantire la sicurezza. E l’operazione riesce perfettamente perchè il box Mercedes si frega con le proprie mani chiedendo ad Hamilton di rientrare con la pit-lane chiusa. E, infatti, tutti gli altri si fermeranno qualche giro dopo, a pit-lane aperta. Tutti tranne quelli che si erano già fermati prima della SC, fra i quali Gasly, le due Alfa e Leclerc, che si ritrovano così nelle prime posizioni. Mentre Sainz, con la prima McLaren, sprofonda in ottava posizione.

Quando la gara riparte, Leclerc supera in un colpo solo entrambe le Alfa Romeo, issandosi in quarta posizione, ma subito dopo va oltre il limite della pessima auto che guida, che si vendica e lo porta a sbattere violentemente all’esterno della parabolica. Inevitabile la bandiera rossa.

La gara ricomincia dal giro 27, con partenza da fermo e Hamilton in pole ma con la penalità da scontare. Di fianco a lui c’è Stroll, cui la bandiera rossa ha risparmiato un pit-stop, ma il canadese rovina una grande possibilità di vittoria con una pessima partenza. 

Mentre Lewis sconta la penalità, il comando passa a Gasly, con dietro un arrembante Raikkonen, che però verrà rapidamente risucchiato dal gruppo, dal quale risalgono Sainz e Stroll, che si ritrovano però a diversi secondi dal francese in testa.

Si ritira Verstappen, mai competitivo, mentre Bottas non riesce ad emergere e rimane a lottare con le due Renault, anch’esse incapaci di sfruttare la situazione. Nelle retrovie la rimonta di Hamilton non è imperiosa come ci si sarebbe potuti aspettare. La Mercedes sembra avere difficoltà quando si ritrova in gruppo, e sarebbe interessante sapere se questo dipende dalla mappatura congelata, o, come è più probabile, da un setup non adeguato alla situazione.

Sainz vuole assolutamente la vittoria, e tenta di recuperare su Gasly, ma lo raggiunge solo all’ultimo giro, ed è troppo tardi.

La bandiera a scacchi sancisce così l’incredibile vittoria di un bravissimo Gasly, che precede Sainz, Stroll, Norris, in questo week-end nettamente in ombra rispetto al compagno, gli altrettanto incolori Bottas e Ricciardo, poi Hamilton, risalito fino alla settima posizione, Ocon, Kvyat e Perez, che dal rientro dopo avere smaltito il COVID-19 sembra piuttosto in difficoltà.

Ad un passo dalla zona punti Latifi, ed è un peccato perchè l’uscita di scena della famiglia Williams dalla F1 avrebbe meritato di essere celebrata con un arrivo a punti. Da segnalare la pessima gara di Albon, arrivato 15° senza un particolare motivo. Il tutto mentre colui che è stato cacciato con ignominia dalla Red Bull per lasciargli il posto guadagna una incredibile vittoria.

E l’inno di Mameli risuona per la seconda volta davanti alle vuote tribune di fronte al rettilineo di partenza. Ma è per il team “sbagliato”, quello con sede in Romagna, a Faenza, e le cui origini ben conosciamo. Per questo motivo, la vittoria di oggi ha un grande significato, perchè rende merito a chi lavora in silenzio e quasi ignorato dai mezzi di comunicazione, che vedono sopratutto rosso. Ed è bello ricordare che ad aiutare la nascita di quel team fu anche Enzo Ferrari.

Ora si va al Mugello, per il millesimo GP della scuderia del Drake. E la squadra di Maranello si presenta con quella che è una delle situazioni più squallide e imbarazzanti della sua storia. A livello di prospettive di classifica, peggio del 1980 e del 1992, quando comunque si navigava a centro classifica, con qualche fiammata possibile grazie al talento dei piloti. Ora non si può nemmeno sperare in quello perchè, come si è visto oggi, con la SF1000 se si esagera si rischia di farsi male. E non è proprio il caso. I tifosi della rossa però stiano tranquilli: le porte girevoli a Maranello sono state tolte, e si punterà sulla stabilità del gruppo attuale, con qualche rinforzo. Gruppo attuale che, faccio sommessamente notare, è stato in grado di sfornare una macchina come la suddetta SF1000, che rappresenta il terzo passo indietro dalla SF70H del 2017, che fu in grado di giocarsi il mondiale con la Mercedes. Auguri, soprattutto a Sainz.

* Immagine in evidenza dal profilo Twitter @AlphaTauriF1

COMANDO ANCORA IO – WSBK 2020 TERUEL POST GP

Sono rimasto 10 minuti fermo in silenzio. Non sapevo che titolo dare all’articolo.

Ma che razza di weekend è stato⁉️ Non ditemi che vi siete annoiati. Tre vincitori in tre diverse gare. Una Ducati V4 R che si conferma la moto da battere (chiedere a Lorenzo Lanzi) ed un Rea che non molla la presa nonostante una ZX10-RR con qualche anno sulle spalle…

È stato un weekend pazzesco e vorrei partire da questa immagine…⬇️

Rea 🥈🥈🥇 Rinaldi 🥇🥉🥈

In ogni gara questi due Piloti sono andati a podio, entrambi hanno vinto una manche. Se per uno non ci sorprendiamo più di tanto, per l’altro invece chi se lo sarebbe aspettato⁉️

Michael Rinaldi ad ottobre era appiedato, grazie all’occhio di Denis Sacchetti (magistrale) è riuscito ad ottenere una V4R privatissima con la quale sta ottenendo risultati ECCELLENTI.

Niente MotoGP, niente BSB, talento nostrano della cara vecchia scuola “Superstock” 600 e 1000. La vittoria ottenuta in gara 1 deve fa rabbrividire chiunque, specialmente Redding e Davies.

Se il biondo Chaz ormai sembra aver ammainato la bandiera di guerra, il Campione Britannico (ex MotoGP) Redding era in piena lotta al titolo fin quando…

…fin quando non ha perso l’anteriore. Capita purtroppo ed aggiungo che (purtroppo) il suo rivale per il Titolo sbaglia pochissimo.

In gara 1 la vittoria è andata a Michael Rinaldi davanti a Rea e Davies, con Redding che si è steso durante la lotta per il podio. Ai piedi del podio la Fireblade di Haslam, moto che è molto vicina alla top 3 ormai.

Nella Superpole Race il contendente al Titolo Scott Redding ha trionfato, spezzando l’egemonia di Jonnhy nelle gare sprint, regalandoci una gara mozzafiato.

In  gara 2 invece ha trionfato Rea davanti a Rinaldi e Redding. Quest’ultima è stata la gara più bella in assoluto, piena di emozioni in classico stile WSBK.

È stata una due giorni di Grandi emozioni in cui chi ha deluso le aspettative a mio avviso è la Yamaha R1 M….in tutte le salse. Personalmente mi aspettavo potessero lottare per il Mondiale ma tirando le somme, al netto di quanto visto, hanno parecchio da lavorare soprattutto se vogliono mantenere Toprak sul podio Mondiale.

Male anche Bautista. Rischia tanto e si vede ma ha sole 8 lunghezze di vantaggio su Leon Haslam… (Quanto è forte la V4R cit.)

Classifica Mondiale 

Classifica Mondiale.

Mancano tre round alla fine del Mondiale, tra poco più di un mese sapremo chi sarà il nuovo Campione del Mondo e con ancora 9 gare da correre 36 punti non sono tanti…. Ma neanche pochi conoscendo Rea.

20 settembre 🇪🇸 Barcellona

4 Ottobre 🇫🇷 Magny-Cours

16 Ottobre 🇵🇹 Estoril

Considerando le ultime tre tappe entrambi i Piloti hanno frecce nel loro arco.  Il Catalunya Circuit è noto ad entrambi i Piloti.

Il circuito di Magny-Cours invece è a vantaggio di Rea, poiché la MotoGP ha sempre corso sul Bugatti di LeMans.

Il circuito dell’Estoril è praticamente sconosciuto a questa SBK (ultima gara nel 1993, e che gare… Chiedere a Russell e Fogarty) mentre Redding ci ha corso nei primi anni di carriera fino al 2012.

Appuntamento tra due settimane a Barcellona, non mancate.

Francky

 

P.S. Dimenticavo… 9 gare a disposizione per raggiungere quota 100.

(immagine in evidenza tratta dal sito moto.it)

 

Life is racing, all the rest is waiting