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BASTIAN CONRARIO (XIII) La caduta

Quando Hamilton arrivò in McLaren, mostrando al mondo il suo talento, si mise subito alla pari con Alonso tanto da giocarsi il mondiale con lui, nonostante l’asturiano fosse più esperto e fresco di due campionati vinti consecutivamente. Molti non sanno, o comunque dimenticano scientemente, che il britannico arrivò in squadra che era stato preparato a dovere, visto che all’epoca era possibile svolgere test liberamente con la vettura del campionato in corso e, relative gomme gara (!). Una follia pensare questo oggigiorno, solo che all’epoca tutto ciò era realtà e, questo ha consentito alla stella inglese di mettersi alla pari con un campione quale era Alonso. Che poi quell’anno in McLaren andò tutto a meretrici questa è un’altra storia. Il ricorso storico è doveroso perché i tempi dei test illimitati (o di quelli segreti, dove guarda caso sempre il campione britannico è coinvolto) sono finiti da un pezzo, ed oggi è tempo di adattamento repentino altrimenti sei finito, rischi la caduta. Purtroppo al tredicesimo GP ormai terminato, mi tocca ancora leggere che Lewis è nella sua fase di apprendistato, fase che all’inizio veniva descritta che si sarebbe esaurita in un tempo di massimo cinque gare, ed ora si scopre che questa situazione invece durerà sicuramente fino alla fine del mondiale. Non so voi eppure per il sottoscritto tutto ciò puzza di giustificazione e, l’atteggiamento di Hamilton durante tutto il weekend belga, è semplicemente inaccettabile. Inaccettabile vederlo che litiga con i freni e con il freno motore della sua Ferrari, inaccettabile vederlo sbagliare cosi platealmente tanto da essere penalizzato per quella boiata del track limit, inaccettabile che vada davanti ai microfoni, sputtanando la squadra, affermando che il compagno abbia provato dei pezzi prima di lui, creando equivoci e contribuendo a gettare veleni su una squadra già abbondantemente avvelenata di suo e, soprattutto trovo inaccettabile, l’esaltazione che c’è stata nei suoi riguardi per via della rimonta che ha eseguito e, per non farci mancare nulla, il sistema gli ha anche rilasciato il premio creato ad hoc per le nuove generazioni e cioè il driver of the day. Lewis Hamilton era obbligato a rimontare posizioni perché l’unica cosa che poteva fare, era proprio quella che non poteva non fare, cioè rimanere infognato nelle ultime posizioni! Hamilton, a quaranta milioni l’anno, aveva il dovere di sorpassare le prime dieci macchine che aveva davanti a se, fosse solo perché in termini di prestazioni nessuna valeva la su SF-25 con tanto di motore fresco di pacca (e assetto da bagnato!), visto che glielo hanno cambiato prima del via. Non vedo nulla di speciale e, non riesco ad essere benevolo con il campione inglese in quel misero settimo posto da egli raggiunto, perché una volta finito l’effetto sorpresa si è plafonato dietro la Williams di Albon e, nulla è riuscito più ad ottenere. Anzi proprio questa rimonta, dovuta ad un’azione quasi disperata che è stata quella di anticipare le slick, lascia non poco amaro in bocca perché se il sette volte campione del mondo si fosse qualificato assieme al suo compagno, che è come al solito l’unico che regge la baracca, proprio quell’azione gli avrebbe consentito di giocarsi sicuramente il podio. Esiste un caso Hamilton in Ferrari? Di sicuro non dal punto di vista prestazionale visti comunque i risultati complessivi di tutta la squadra, di certo il caso se è esiste è di natura politica, dato che persino la stampa specializzata non ha potuto nascondere ciò che egli sta “tramando” attraverso i cosi detti “Hamilton papers”… alè. Hamilton è nella sua fase di apprendistato per quanto riguarda la comprensione della guidabilità della vettura, eppure si è adattato immediatamente all’ambiente di Maranello e, a tutta la politica che dietro le quattro mura della gestione sportiva viene seguita e perseguita. Ci affacciamo all’ultimo GP, prima della pausa estiva, con un Team Principal che non è ancora dato sapere se rimarrà o meno e, nel frattempo ci pensa proprio sir Lewis ad arrogarsi il diritto di capo mandando missive a chi di dovere, per migliorare (a suo dire) la squadra in questo e quel reparto. Corsi e ricorsi storici come dicevo all’inizio di questo scritto, ed infatti fu proprio Alonso quando era alla corte di Ron Dennis, ad inviare lettere dove egli suggeriva come e dove apportare miglioramenti, con la differenza che almeno l’asturiano non litigava con la macchina… solo con il compagno e con il resto della squadra e, anche questa è un’altra storia. La caduta di Hamilton non è nei risultati a mio dire, bensì nel merito di come questi ultimi stanno arrivando e, sebbene il rubicondo Vasseur lo difenda a spada tratta giubilando del risultato ottenuto in Belgio (una mentalità disarmante), i fatti sono sotto gli occhi di tutti soprattutto quelli politici, in cui l’inglese è già con la testa al 2026 in luogo del quale sta cercando di veicolare la squadra tutta, verso il lato del suo box. Ad essere sinceri non so come andrà a finire questa storia, anche perché il suo compagno di box non mi sembra un ingenuo, eppure mi chiedo cosa succederà se Dio non voglia anche l’anno prossimo il buon Hamilton continuerà la sua fase di apprendistato? Altro che caduta.

Chi è caduto e, soprattutto deve imparare a cadere, è proprio il sostituto di Hamilton in Mercedes ovvero Antonelli. Come era inevitabile per ogni novizio (o per meglio dire rookie), il momento negativo è calato inesorabile. Per Hadjar la legnata è arrivata al primo GP, mentre per il nostro connazionale si è consumata poco alla volta e, pare che stia raggiungendo l’apice proprio alla vigilia della pausa estiva. Mi verrebbe da dire al buon Kimi cosa si aspettava, che sarebbe stata tutta rosa e fiori? Detto questo non me la sento affatto di gettare la croce addosso all’imberbe pilota, visto che è al suo primo anno assoluto, a diciotto anni e, se la deve vedere con i migliori al mondo. Anzi proprio la classifica piloti gli da ragione: infatti dietro ai due papaya, i due Rossi, il suo compagno di squadra (che è un signor pilota) e Max Verstappen, c’è proprio lui. Questo risultato di certo non era scontato perché dietro il sesto classificato (che è proprio il sette volte campione Hamilton… mi viene da piangere solo che lo scrivo!), non c’è Alonso, ne Albon o Sainz. In quella casella, che significa essere il primo di tutti gli altri, c’è proprio il nostro connazionale il che significa che Kimi il suo dovere lo sta espletando al meglio. L’ho già scritto e lo ripeto, Antonelli non era una pippa in Austria e nemmeno un campione quando è salito sul podio in Canada, semplicemente sta maturando la sua esperienza come tutti i potenziali campioni che lo hanno preceduto. In questa F1 che tutto corre alla velocità di un click ti portano in vetta e sul fondo in un battibaleno, eppure non è cosi che funziona e, lo stesso Piastri è li a dimostralo, visto che fino all’anno scorso c’erano solo dubbi nei suoi riguardi ed invece oggi si sta giocando il mondiale contro un compagno ben più esperto di lui. La chiave, il segreto della riuscita è nella testa, nella serenità di capire che questo fa parte del gioco. Sono certo che in Mercedes, che non sono degli scappati di casa, questo lo sanno e riusciranno a mettere i pezzi assieme a Kimi senza bruciarlo. Citando il Batman di Nolan: “Perché cadiamo Bruce? Per imparare a rialzarci”.

Buon GP di Ungheria a tutti.

Vito Quaranta

PIASTRI VINCE SULLE ARDENNE. FERRARI SOSPESA.

L’università della Formula 1. Lo scrivo subito così soddisfiamo il requisito principale quando si parla di Spa.
A Spa c’è l’incognita pioggia. E anche questo l’ho scritto.

Però è proprio così. Primo: piove. Secondo: chi sta davanti qui ha manico, chi sta dietro o non ce l’ha o lo deve ritrovare.

Fatto sta che la garetta la vince Max (che il manico ce l’ha), tenendosi dietro le due McLaren, mentre Antonelli (che il manico ce l’avrebbe ma lo deve ancora far vedere tutto) rema nelle retrovie, assieme ad un altro, Hamilton, che il manico pare averlo smarrito.

Le qualifiche successive alla garetta vedono le due McLaren di Norris e Piastri, nell’ordine, davanti a Leclerc e Verstappen, con Antonelli e Hamilton fuori subito in Q1.

E la domenica piove, fin dalla mattina, con la gara di F3 annullata, quella di F2 corsa in condizioni difficilissime e, infine, quella di F1 che, dopo un giro di formazione abortito, parte con un’ora e venti di ritardo dietro la safety car, che rientra dopo 4 giri, e con partenza lanciata. 

È Piastri si libera subito di Norris, che commette il primo dei tanti errori di giornata, sbagliando l’uscita della source e facendosi sverniciare nel successivo rettilineo del Kemmel.

Le 2 McLaren se ne vanno e al giro 10 Leclerc e Verstappen sono a 8 secondi. Le pista si sta asciugando e le gomme aono già distrutte.

La Ferrari richiama Hamilton, che stava rimontando, per montare le slick. Al giro successivo entrano Piastri, Leclerc, Verstsappen e Russell.

Inspiegabilmente, Norris si ferma solo dopo altri due giri, e tanto basta per lasciarlo a 7 secondi dal compagno e condannarlo al secondo posto finale.

Con gomme da asciutto le due Ferrari per qualche giro reggono bene il ritmo delle McLaren. Max non è più una minaccia per Leclerc, mentre Hamilton è risalito fino alla settima posizione e si trova a pochi secondi dal compagno in terza.

Tutti vogliono arrivare in fondo senza fermarsi ulteriormente, e la corsa diventa una noia mortale, riservando solo qualche sorpasso nelle retrovie da parte di chi ha effettuato la seconda sosta.

Nel finale, Norris si avvicina a Piastri ma i giri sono finiti, gli errori no e la rimonta non si concretizza.

Finisce così con Piastri che “si laurea” all’università del motorsport, davanti a Norris, Leclerc, Verstappen, Russell, Albon, Hamilton, Lawson, Bortoleto e Gasly.

Fra una sola settimana si correrà in Ungheria, dove la McLaren metterà a segno l’ennesima doppietta stagionale. Salvo improbabili sorprese.

P.S. Piastri ha ottenuto oggi la sua ottava vittoria. Anche Norris e Piastri sono ad 8, ma con più del doppio delle gare. Ecco perchè quest’anno sarà lui campione del mondo.

P.S. 2 Norris ha messo insieme, in 44 giri, almeno 4 errori che gli sono costati in tutto altrettanti secondi, oltre alla posizione al primo giro. Il suo compagno ha fatto un solo, piccolissimo, errore nelle qualifiche, che ha rimediato subito. Ecco perchè quest’anno sarà lui il campione del mondo.

P.S. 3 40 M€ l’anno per scrivere un dossier e per rimediare figuracce in pista sono veramente tanti. E non guardiamo alla rimonta di oggi, perchè si è fermato al settimo posto, il minimo sindacale. 

P.S. 4 tanto rumore per un braccetto della sospensione spostato, per poi ritrovarsi sempre nello stesso posto. Ormai la testa è già al 2026, e le prospettive sono tutt’altro che rosee, finchè avremo un team principal che continua ad essere soddisfatto di questi risultati.

P.S. 5 è appena il caso di ricordare che se si spendono 120M€ x 10 per far correre 2 x 10 macchine, forse si potrebbe trovare il modo di correre anche quando piove in modo normale (perchè oggi a Spa non si è certo visto un diluvio, alle 15).

P.S. 6 E’ ora che il mio giovane concittadino si dia una mossa. Il problema non è tanto la posizione, quando il distacco che prende dal suo compagno di squadra. E appena il caso di ricordare (e due) che tutti i fenomeni del passato (quelli veri) ai compagni facevano vedere i sorci verdi fin dalla prima gara. Oggi Russell è arrivato quinto, Bortoleto, debuttante come lui, con una Sauber, è arrivato nono, e lui è arrivato sedicesimo a quasi un minuto da George. Non c’è molto altro da dire.

P.S. 7 Andrea nelle retrovie era in compagnia di uno che potrebbe essere suo padre, e che è costretto in quella posizione da un team che ha chiaramente deciso di concentrare sul 2026 tutte le risorse, compreso il genio della progettazione che usa ancora il tecnigrafo. Genio che, a quanto pare, non appena si inizia a parlare della macchina di quest’anno, esce dall’ufficio. Non male per uno che è pagato decine di M€ all’anno. 

P.S 8 Quando il genio lavorava alla Red Bull, con lui c’era un certo Rob Marshall che ora lavora alla McLaren. Se ne è andato dalla squadra austriaca in maggio 2023, quindi l’auto dominante di quell’anno e di quello precedente era stata costruita sotto la sua direzione. E le monoposto successive sono state molto peggiori. Ma il genio era ancora in squadra.

Immagine in evidenza dal sito www.formula1. com

F1 2025 – GRAN PREMIO DEL BELGIO

Ultimi due Gp prima della pausa estiva e si parte con un grande classico, il Gp del Belgio sull’iconica pista di Spa-Francorchamps.

Come già detto in passato l’avvento delle nuove monoposto ha reso di sicuro più “facile” l’approccio ad una pista che in passato divideva i piloti veri da quelli con la p minuscola ma ciò non toglie che fare il giro perfetto lungo i sette km di asfalto tra le Ardenne resti comunque una cosa piuttosto difficile.

Cosa aspettarsi da questo GP? O meglio, chi aspettarsi se non quella che si fa attendere da anni ormai ovvero la Rossa per eccellenza. Tutti gli occhi sono puntati sulla SF-25 e la nuova sospensione posteriore che dovrebbe risolvere il vero vulnus prestazionale di quest’anno.

immagine da quotidianomotori.com

La nuova sospensione dovrebbe consentire di gestire meglio le altezze da terra, avere più carico dal fondo  e adottare assetti che consentano alla Rossa di essere meno rigida dal punto di vista meccanico. Tutte belle intenzioni che poi dovranno trovare conferma in pista in un weekend in cui ci sarà una sessione di prove in meno causa garetta Sprint. Insomma tanta attesa e lavoro aspettano i tecnici di Maranello che evidentemente sono già convinti di poterne estrarre qualcosa di buono.

Se questa gara può essere una sorta di svolta per la stagione della Rossa, McLaren spera invece di ritrovarsi dove aveva lasciato a Silverstone, ovvero ai primi due posti del podio. Anche loro presenteranno novità al fondo anche se la curiosità maggiore sarà capire se anche Piastri adotterà alcune delle soluzioni alla sospensione ateriore che sembrano aver molto giovato allo stile di guida di Norris, vincitore delle ultime due gare.

immagine da total-motorsport.com

Red Bull invece arriva con grandi novità ma al muretto. Come noto non ci sarà (più) Horner, licenziato in tronco e sostituito da Mekies. Che sia vittima della “banda Verstappen” o di una resa dei conti dei vertici Red Bull si tratta comunque di un evento epocale le cui conseguenze non sono chiare, siano esse legate al presente o al futuro della scuderia. Con questa mossa potrebbe essere più facile tenersi stretto Verstappen, lusingato dalle attenzioni Mercedes.  Intanto la Red Bull cercherà di sfruttare la sua efficienza aerodinamica sui lunghi rettilinei di Spa, vedremo se sarà sufficiente.

Mercedes continuerà la sua lotta con gli pneumatici e la combo finestra di utilizzo/gestione della temperatura e degrado. Le temperature fresche previste dovrebbero dare una grossa mano ma bisognerà verificare quanto riusciranno a gestire la temperatura della gomma tra i lunghi curvoni in appoggio e i rettilinei di Spa.

immagine da funoanalisitecnica.com

Pirelli non aiuterà di certo a chiarire i dubbi offrendo ai team un doppio salto di mescola: C1, C3, C4. Doppio salto quindi tra mescola dura e media con il chiaro intento di “constringere” i team a optare per mescole più morbide ed aumentare il numero di pit stop.

Se a questo si aggiunge il solito meteo imprevedibile delle Ardenne e il format Sprint/Gara classica, ci sono tutte le premesse per un weekend non proprio lineare. Sarà anche divertente? Speriamo, forse la migliore delle notizie potrebbe essere una Ferrari di nuovo competitiva da quì fino a fine stagione ma forse speriamo troppo.

Intanto proprio la Scuderia sembra stia trattando il rinnovo di Vasseur per il 2026. Bene? Male? Continuità o ennesime porte girevoli in quel di Maranello? Di sicuro perdere non aiuta la lucidità e la lungimiranza nel prendere certe decisioni e Vasseur dovrà giocarsi bene le sue carte in questi due Gp prima della pausa estiva.

*immagine in evidenza da mavment.com

Rocco Alessandro

IL PUNTO DELLA REDAZIONE

La lunga pausa di tre settimane è dunque terminata ed il circo è pronto a montare le tende in quel di Francorchamps in Belgio. Come questa pista possa essere sostituita o comunque alternata, con un circuito ricavato in un parcheggio di un hotel o nel centro di una città, solo le leggi della domanda e dell’offerta possono spiegarlo. A tal proposito, parlando di “centro città”, il calendario dell’anno prossimo porta ancora un asterisco che è puntato proprio sul GP di Madrid, il quale alla stato attuale, è ancora in forse a causa dei ritardi strutturali burocratici che lo stesso sta comportando nella sua realizzazione. Tante città si affannano nel voler sostenere l’onere e l’onore di allestire un circo adatto alla F1 ed in seguito, a causa di mille problemi ivi compresi l’avidità che li attanaglia, non riescono a rispettare i tempi previsti dalla Fia. In autunno Madrid dovrà dare una risposta certa alla Federazione altrimenti quest’ultima, dovrà prontamente riempire il buco eventualmente lasciato. A tal proposito ci sarebbe la rediviva Imola già pronta all’uso. Di fatto la pista del Santerno è l’eroina designata nel salvare le chiappe ai capoccia della F1, così come salvò il calendario in tempo di Covid, così sarebbe ora. Corsi e ricorsi storici direbbe qualcuno.

In queste tre settimane, anche se i motori sono stati spenti, di argomenti di cui parlare ne sono stati sviscerati a iosa. Certo, l’appiedamento di Horner è stato il tema principale che ha catalizzato l’attenzione di tutti, eppure il suo addio forzato ha innescato una reazione a catena incontrollata che è deflagrata direttamente nel mercato piloti. Già la settimana scorsa parlai del fatto che Max Verstappen è in predicato per poter lasciare la squadra bibitara e, proprio come ho già scritto, tutto ciò è pressoché pazzesco. I conti della serva da fare sono tanti e nemmeno di facile risoluzione. Tutto gira intorno alla clausola (una delle tante) contrattuale del campione del mondo, che gli consentirebbe di rescindere il pezzo di carta che ha firmato, caso mai non conservasse il terzo post in classifica generale entro un determinato GP (Ungheria se non erro). L’ironia della sorte è che se l’attuale campione del mondo accusa questo ritardo in classifica, non deve “ringraziare” solo la sua attuale squadra che non gli ha fornito un mezzo all’altezza dei diretti rivali papaya, bensì anche “il suo amico” Russell che in Canada gli preparò quel bel servizio in piena curva. Alla sorte si sa l’ironia non gli manca e, molto spesso fa ridere amaro. Detto che Max non correrà male, proprio per trovarsi dietro in classifica (meglio specificarlo!), allo stato attuale non ce lo vedo comunque che arranca in maniera tale da perdere l’attuale posizione in classifica generale, a meno che non intervenga il terzo incomodo rappresentato dai due piloti Ferrari. Quali sarebbero i potenziali scenari se Verstappen andasse via da Red Bull? Come ho già scritto le opzioni sono due e cioè, o gli affiancano Russell come compagno andando così a creare la miscela binaria più instabile che la F1 abbia visto dai tempi di Hamilton e Rosberg (sempre in Mercedes guarda caso) dal 2016, oppure rimane Antonelli. A mio giudizio Toto come si muove farà danni perché se si realizza la prima opzione, AMG sconfesserà tutta la politica che ha attuato in questi ultimi sette anni che sono serviti (a suon di milioni di dollari) a preparare il forte e acerbo pilota italiano, il quale di rimando dovrebbe essere parcheggiato in Alpine la quale a sua volta monterà propulsori tedeschi dall’anno prossimo. Se si realizzasse la seconda opzione Mercedes si sputtanerebbe comunque, visto che Russell è stato voluto e cresciuto sempre da loro anche se con un percorso diverso seguito con Kimi. Decidere è difficile e, per avere in squadra uno come Max, si fa questo ed altro solo mi chiedo a che prezzo? L’annuncio del rinnovo di Russell sarà cruciale per capire in che direzione a Stoccarda si vogliano muovere, perché mi pare evidente che con un contratto pluriennale (oltre che multimilionario), sarà difficile che Max arrivi in Mercedes, salvo fare fuori a prescindere Kimi e, di contro, la vedo veramente dura che il forte pilota inglese arrivi a firmare il classico “uno pìù uno”, aspettando che sua maestà Verstappen decida cosa fare del suo futuro. Vedete mi sono fatto un’opinione personale a riguardo della venuta di Max in Mercedes e cioè, che questo è un affare “che non s’ha da fare”. Toto ha avuto la possibilità di prenderlo in passato ed alla fine optarono per Hamilton. Ora c’è il cruccio dei piloti cresciuti in casa, i quali se uno di loro venisse appiedato per fare posto all’olandese, andrebbe a sconfessare la squadra stessa ed ecco perché mi sono convinto che semplicemente non è destino che il campione olandese debba andare in Mercedes. Molto probabilmente verrò sbugiardato e dopo l’estate annunceranno il suo ingaggio, eppure se in Mercedes sanno che l’anno prossimo avranno una macchina che si giocherà tranquillamente il mondiale (a dire il vero si parla di dominio!), mi chiedo a cosa gli serve Verstappen a questo punto se non per incattivire una squadra, caso mai mandassero via Antonelli, o distruggere la carriera dell’italiano caso mai fosse lui il suo futuro probabile compagno. Siamo in quella che si chiama “silly season” eppure è un fatto che ambo le parti si siano cercate, quindi la concretezza che uno di questi scenari si realizzi è molto alta.

Come mai Ferrari potrebbe essere la terza incomoda, tramite i suoi due alfieri? Ebbene in queste tre settimane di lunga pausa, la Rossa in quel del Mugello, ha testato la sospensione aggiornata (nuova è un termine troppo forte) che dovrà sposarsi con il nuovo fondo già portato e che ha dato riscontri molto positivi e, peccato che in Inghilterra abbia piovuto, altrimenti avremmo visto un altro GP per la squadra italiana. Cinque mesi di duro lavoro da parte degli uomini di Serra (primo vero banco di prova per l’ex Mercedes) per cercare di rimediare ai casini fatti dall’ufficio tecnico gestito dallo stesso Vasseur e, soprattutto per salvare la faccia a tutta la squadra, cercando di conquistare qualche vittoria di tappa. Questo upgrade molto importante funzionerà? Permetterà ai Rossi di potersi rifare di tutte le amarezze ingoiate da quando hanno messo la SF-25 a terra e raccogliere qualche gioia? In F1 la bacchetta magica non esiste e, proprio Mercedes ce lo ha dimostrato: anche i crucchi hanno portato una sospensione nuova che all’inizio non ha funzionato e che quindi hanno dovuto mettere da parte per poi riprenderla. Ferrari ha sfruttato al massimo i duecento chilometri di test che avevano ancora a disposizione per cercare di capire se l’aggiornamento portato funzionasse o meno e, con la Sprint Race che troveremo proprio in Belgio, ogni chilometro consumato è preziosissimo per cercare di arrivare il più preparati possibili tra le Ardenne. Questa è l’ultima chiamata per la Ferrari di Vasseur, in luogo del quale o risorgono tutti come collettivo oppure saranno tutti annientati individualmente e, mi auguro che Al Pacino non mi citi in giudizio per avergli rubato la battuta pronunciata nel film “Ogni maledetta domenica”.

Buon GP del Belgio a tutti.

Vito Quaranta

IL PUNTO DELLA REDAZIONE

Il circo si ferma, a Dio piacendo, per tre settimane come prevede il calendario sportivo corrente e, se qualcuno si illudeva che non ci sarebbe stato nulla di cui parlare, si sbagliava di grosso. Di fatto il GP d’Inghilterra ha un prosieguo i cui effetti sono solo pari, se non addirittura più deflagranti, dell’annuncio della venuta di Hamilton in Ferrari. Naturalmente mi sto riferendo all’ormai nota vicenda che Christian Horner, TP Principal della Red Bull per vent’anni, è stato licenziato immediatamente dopo il GP stesso. Su queste righe avete sempre letto, da parte del sottoscritto, che la continuità di gestione e quindi la stabilità della squadra a livello manageriale, è tutto per poter conseguire un risultato, ebbene la Red Bull è un esempio eclatante in tal senso… almeno fino al GP di sua maestà il Re evidentemente.

L’allontanamento del plenipotenziario Horner è di sicuro un fulmine a ciel sereno, anche se non deve stupire più di tanto, visto che i casini che ci sono a Mylton Keynes ormai sono noti da tempo. Mi permetto di aggiungere che, tutto quello che è successo tra le mura dei bibitari nulla ha senso e, conoscendo la loro metodica di lavoro, lascia veramente di stucco per l’azione che hanno intrapreso. La cacciata di Horner, a stagione in corso, da la misura delle tensioni che ormai si erano raggiunte in seno alla squadra, dove ormai si erano venute a creare due fazioni con Horner e gli azionisti di maggioranza da un lato e, i Verstappen con Marko ed il figlio del patron della stessa Red Bull (Mateschitz jr) dall’altra. La logica imponeva che, se proprio questa azione cosi eclatante doveva essere effettuata, l’avrebbero dovuta operare a fine stagione anziché con un mondiale che è ancora aperto, sebbene le speranze iridate per l’attuale campione del mondo si sono affievolite di molto. Per questo parlo di “non sense” in quello che è accaduto. I malumori, in seno alla scuderia bibitara, serpeggiavano già da tempo ed il bubbone è scoppiato proprio l’anno scorso con lo scandalo sessuale che ha coinvolto proprio lo stesso Horner. Se la squadra ha retto proprio in un momento cosi difficile, è perché Verstappen a differenza di quest’anno, il mondiale se l’è giocato fino all’ultima curva caricandosi sulle spalle tutta la baracca, oggi invece questi presupposti non ci sono più ed ecco che la cloaca ha tracimato. Ad aggiungere follia al tutto si uniscono le minacce dello stesso olandese che sembra voglia anticipare la sua partenza dalla squadra, per portare il suo enorme talento a Stoccarda, ove anche questo non è affatto un segreto. Di fatto i Verstappen (o dovrei dire Jos?) premono per mandare via Horner e, immediatamente dopo spingono per spostarsi verso migliori lidi, lasciando la squadra in braghe di tela… follia allo stato puro!

Al momento la potenziale dipartita del campione olandese appartiene a quelle che vengono definite speculazioni, eppure allo stato attuale questa eventualità non è affatto peregrina. Il buon (si fa per dire) Horner paga lo scotto della sua ultima gestione, dove la squadra (a causa dei casini interni) ha perso pezzi pregiatissimi (l’attuale McLaren è di Marshall, ex Red Bull appunto) con in testa Adria Newey e, lo scandalo scoppiato l’anno scorso è stata la spinta definitiva che ha dato via al processo di allontanamento. Naturalmente le prestazioni dell’attuale vettura sono state la goccia che ha fatto traboccare il vaso e, a nulla è valsa la magnifica pole di Max conquistata davanti al pubblico di casa della squadra di Mylton Keynes, pole agguantata giocando un all in pazzesco (auto molto scarica), che l’hanno pagato caro il giorno del GP. Sono del parere che non sia stato nemmeno casuale il periodo per comunicare la dipartita di Horner, visto che ora i bibitari avranno tre settimane di pausa per organizzarsi mediaticamente nel momento in cui si presenteranno tra le Ardenne. Evidentemente nulla è stato lasciato al caso e, ciò fa comprendere il livello di cinismo che c’è all’interno della squadra. Del resto non li biasimo, considerando la quantità di soldi e potere che gira attorno alla squadra dei bibitari, i quali hanno iniziato, usando una metafora commerciale con un carretto che vendeva bibite all’angolo della strada ed ora, si ritrovano ad essere una vera e propria multinazionale di distribuzione di spettacolo e risultati sportivi. Inutile dire che la Red Bull, a livello prestazionale, non potrà non accusare il colpo come inevitabile che sia e, i colpi di scena non sono destinati a finire, visto che non corre buon sangue nemmeno tra il papà dell’attuale Red Bull (cioè Wachè) e, sempre i Verstappen i quali di fatto, sono divenuti i veri padroni della baracca assieme all’onnipresente Marko. Questa, a mio giudizio, è una di quelle mosse azzardate che tutto sono tranne che lungimiranti, visto che la squadra resta ed i piloti passano ed infatti, non a caso già si parla di una potenziale partenza del campione che ha permesso di dettare legge sulla pista negli ultimi anni.

Proprio qualche settimana fa scrissi che Red Bull rischiava di trovarsi con una mano avanti ed una dietro per il prossimo futuro, di sicuro con l’appiedamento di Horner e, con la potenziale perdita del suo campione Red Bull, si è messa in condizioni di poter perdere tutto e dover rifondare dalle fondamenta. La Gestione di Horner dicevo: uno dei più grossi dubbi (di errori veri e propri si potrà parlare solamente quando metteranno la nuova vettura a terra) che riguarda le decisioni dell’ormai ex Team Principal, è stato quello di volere fortemente il progetto Power Train con i motori Ford per il 2026. A riguardo delle nuove motorizzazioni sono tante le voci, certo è che se proprio Horner si è battuto (ricevendo un grosso no) per ridurre la percentuale di potenza dovuto solamente all’elettrico, qualche pensiero viene da farlo e, a tal proposito deriva il tanto agitarsi del clan Verstappen dove nelle ultime settimane gli avvistamenti di questi, assieme a Toto, sono stati all’ordine del giorno. Qual è la scelta più logica per Max Verstappen a questo punto e soprattutto, cosa sarà la Red Bull senza di lui? Il raziocinio impone, a maggior ragione dopo quanto successo, che Verstappen continui con la “sua” squadra fino a tutto il 2026 in modo tale da verificare la bontà del progetto Ford e, soprattutto poter verificare la bontà dei progetti altrui, a cominciare proprio da quello Mercedes. Certo questo comporta un rischio, perché se l’anno prossimo si realizza quello che attualmente le voci dicono, Max rischia di vedere Russell campione del mondo andandosi a complicare non poco la sua partenza per quel di Stoccarda. Allora sarebbe obbligato ad andare nella Aston Martin del suo amico Newey e tentare l’impresa. Questo è quello che la logica impone, solo che come ho già detto, tutto in questa faccenda è pazzesco e non mi meraviglierebbe più nulla a questo punto. Nel rispondere alla seconda domanda, vi invito a vedere le prestazioni di tutti i compagni che gli hanno affiancato: con la sua partenza non dico che i bibitari si ritroverebbero a lottare con la Alpine, di certo le difficoltà sarebbero enormi, perché ad ogni vettura di Mylton Keynes, bisogna tenere in considerazione che due decimi sono solo di Max.

A questo punto cosa succederà ad Horner? Tempo fa scrissi “I have a dream”, riferito al fatto che non mi sarebbe affatto dispiaciuto che Chris raggiungesse il Bel Paese per venire a rifondare la Scuderia. Purtroppo, a quanto ho capito, questo rimarrà solamente un sogno perché pare che la Ferrari, non voglia avere nulla a che fare con uno che è coinvolto in un brutto affare come quello successo ad Horner (a Gennaio ci sarà un giudizio in merito, motivo per il quale il gardening dello stesso durerà fino alla fine di quest’anno, proprio perché Red Bull non vuole essere coinvolta in tal senso con un suo dipendente… nulla è stato lasciato al caso!), ed ecco che le voci che lo vogliono nella Alpine di Briatore (tra lupi ci si intende evidentemente) sono sempre più forti. Come detto in tutta questa storia non c’è nulla di logico, del resto in F1 il più pulito c’ha la rogna come si suol dire, quindi non meravigliatevi che in Belgio troverete i bibitari tutti sereni come se nulla fosse successo.

Vito Quaranta