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F1 2026 – GRAN PREMIO DEL GIAPPONE

Il terzo GP di stagione va in scena sull’iconico tracciato di Suzuka in Giappone, ultimo appuntamento prima di un’ inconsueta e imprevista pausa di un mese in Aprile a causa della cancellazione dei GP del Bahrain e Arabia Saudita.

Una pausa che potrebbe essere molto positiva per un campionato che sembra già finito ancora prima di iniziare: troppo superiore la Mercedes vista fino a questo momento per pensare ad un mondiale che possa rimanere in bilico fino alle ultime gare di stagione.

immagine da newsf1.it

Il mese di pausa forzata servirà ai team inseguitori per tentare di ridurre il gap, davvero ampio, esistente oggi nei confronti del team di Stoccarda. Che questo possa davvero essere una possibilità concreta è tutto da dimostrare ma quanto meno permetterà di avvicinarci alle gare europee con una classifica non già mortificata dal dominio delle frecce d’argento.

Di sicuro in Giappone Wolff e soci avranno un’altra ghiotta occasione per aumentare il bottino di punti e vittorie. Viene difficile pensare ad un scenario diverso da quello visto nelle gare precedenti, considerando tipo di tracciato e problemi a cui andranno incontro tutti i team che non hanno a disposizione la PU tedesca.

Le speranze per Ferrari risiedono essenzialmente nella capacità di sfruttare le curve veloci data la buona efficienza aerodinamica e nella gestione delle gomme in gara, mentre i dolori arriveranno dal super clipping che la PU del Cavallino dovrà gestire nel lungo rettilineo che va dalla spoon curve alla casio triangle e successivamente nell’allungo fino alla curva 1.

In questo settore Mercedes scaverà una voragine difficile da colmare soprattutto in gara finchè le differenze di PU rimarranno tali. In Ferrari poi ci sarà un ulteriore handicap dovuto alle limitazioni nell’utilizzo dell’aerodinamica attiva a due sole zone del tracciato.

immagine da formularace.it

Si tratterà ancora una volta di cercare di complicare la vita alle frecce d’argento, magari con la solita partenza a razzo e sperare che in Mercedes qualche piccola noia tecnica possa evitare una già più che prevedibile doppietta.

Sia McLaren che Red Bull sono più o meno sulla stessa barca in quanto dovranno cercare di ottimizzare la gestione energetica della PU e migliorare l’efficienza aerodinamica che sembra essere la vera differenza rispetto alle monoposto del 2025. Non sarà un weekend semplice e con tutta probabilità, a meno di eventi imprevedibili, dovranno giocare in difesa senza la possibilità di poter puntare al podio.

In realtà per tutti, compresa Mercedes, questo GP sarà l’ennesimo test in cui cercare di imparare quanto più possibile dalle nuove monoposto, cercare di mettere insieme più pezzi possibile e sfruttare quanto compreso nel mese di Aprile per cercare di sviluppare le aree carenti e fortificare i punti di forza.

La speranza per tutti, questa volta tranne Mercedes, è che già a Suzuka possa succedere qualcosa a quella che al momento sembra una macchina imbattibile e sulla pista di Miami ritrovarsi un pò più vicini ed avere qualche chance in più di poter lottare per la vittoria.

immagine da motorsportpassion.altervista.org

Al momento è forte la sensazione che gli anglo-tedeschi non abbiano fatto mostrato il 100% del loro potenziale per cui, alla bisogna, potrebbero agevolmente ripristinare le distanze.

Quasi certamente si assisterà alla mortificazione delle abilità dei piloti su un tracciato “old style” come quello di Suzuka, soprattutto in qualifica. Sarà la PU a determinare quando e come spingere. Sarà così fino a fine stagione sperando in una svolta per l’anno prossimo ma è comunque una cosa difficile da mandare giù.

*immagine in evidenza da suzukacircuit.jp

Rocco Alessandro

IL PUNTO DELLA REDAZIONE

Continua a tenere banco, in questa F1 completamente stravolta a causa del nuovo regolamento, il quattro volte campione del mondo Max Verstappen. Infatti l’olandese, assieme al suo equipaggio, vince la quattro ore del Nurburgring e poco importa se qualche ora dopo tutto il suo team sia stato squalificato per aver utilizzato un treno di gomme in più. Max nella sua carriera non ha solo affinato il suo talento in termini di guida, ha anche imparato a comunicare nel migliore dei modi, che è quello di usare i fatti al posto delle parole. Indipendentemente dal risultato finale, la vittoria di Max è stato un segnale potente, forte e diretto al cuore di Liberty Media e, a tutto il carrozzone elettrificato. Max allo stato attuale non ha più nulla da dimostrare e si può persino permettere di sputtanare la categoria che tanto gli ha dato e, che nel contempo egli stesso ha contribuito a rendere ancora più grande. Il messaggio che il campione ha lanciato è stato quello che egli, se necessario, un’alternativa l’ha già trovata e che per divertirsi non esiste solamente la F1, F1 che evidentemente non riconosce più e, che non perde occasione per denigrare come con “Almeno qui (serie NSL2) non devo gestire nulla”…alè. Come ho già detto tempo fa, il buon Max ha ricevuto un’educazione vecchia scuola agonisticamente parlando e, le mezze misure non gli si addicono cosi come il politicamente corretto evidentemente. Le critiche ricevute ovviamente fanno parte del gioco e, se c’è una falla nelle lamentele del campione, quella è proprio l’attuale posizione che occupa con la sua Red Bull. Infatti molti, se non tanti, possono sempre affermare che egli si lamenta delle attuale regole proprio perché non sta vincendo, o comunque non riesce a competere per la vittoria. Critica di tale portata, neanche a farlo apposta, gli è arrivata direttamente da Mario “Piedone” Andretti che lo ha risposto per le rime, dicendogli che bisogna adeguarsi ai cambiamenti. Tralasciando il “leggerissimo” conflitto di interessi che il nostro Piedone ha con la Cadillac, il punto debole dove attaccare Verstappen rimane proprio la sua attuale posizione in griglia. Che grande segnale, vero ed inequivocabile sarebbe, se l’olandese andasse via veramente dall’attuale F1. Inutile dire che questa mia provocazione non cela nessun odio recondito che vuole fuori il campione, se mai è il contrario e, sebbene caso mai accadesse ciò non cambierebbe praticamente nulla, di certo il sistema stesso accuserebbe il colpo nel punto al quale più tiene che è quello della credibilità. Perdere un campione come Max, ritenuto a furor di popolo come il migliore di tutti i tempi, sarebbe un colpo non da poco per questa F1 elettrificata. Siamo nel campo della fantasia ovviamente eppure considerando che quest’anno, ADUO permettendo, ormai è già archiviato (siamo solo a due gare!) almeno per la Red Bull, mi chiedo quanto possa resistere per davvero il nostro quadri campione.

Ritornando alla realtà resta da capire invece quanto resisterà McLaren, la quale ormai ha creato un vero e proprio caso con il motore Mercedes. Da regolamento (fonte Autoracer.it) il team cliente deve ricevere dalla casa madre lo stesso motore e lo stesso software, di certo non il modo di come deve essere utilizzato o meglio, ottimizzato rispetto al pacchetto utilizzato dallo stesso team cliente. In tal senso sono gli ingegneri del team che acquista il motore che devono darsi da fare ed evidentemente, per farlo funzionare al meglio secondo le proprie esigenze. Toto&Soci hanno trovato l’escamotage perfetto per evitare di rimanere fregati nuovamente dalla McLaren, visto che quest’ultima l’anno scorso li ha lasciati in mutande, sebbene un motore Mercedes sia arrivato  nuovamente sulla vetta più alta del campionato Costruttori. Andrea Stella che è un Team Principal di consumata esperienza, a differenza di Newey che ha già abbandonato il suddetto ruolo, ha usato le parole giuste quindi volte alla distensione sebbene l’incazzatura è ai massimi livelli. Dai campioni del mondo ci si attendeva di sicuro una partenza migliore e, il fatto che in Cina ci sia stato un doppio ritiro in maniera ignominiosa (singolare come l’anno scorso il doppio ritiro, sebbene in circostanza completamente differenti, sia successo in Cina proprio a Ferrari), la dice lunga su quanto sia tesa l’aria a Woking. Ad ogni modo dubito che i papaya rimarranno a guardare e, sebbene allo stato attuale la classifica piange amaro per loro, sarà solo questione di tempo (e di PU) affinché riprendano la rincorsa… al secondo posto della classifica Costruttori. Perché inutile nasconderlo, il mondiale 2026 è ormai già segnato (mi assumo la responsabilità di quello che scrivo) e, con buona pace dei tanti professionisti del settore che hanno sempre detto (giustamente) che bisognava aspettare dai cinque ai sei GP per capire le reali forze in campo, all’alba del terzo GP che si svolgerà in Giappone domenica prossima, già sappiamo quale sarà il film che vedremo. Infatti considerando l’attuale potenziale messo in campo da tutte le squadre, il poco tempo dunque per intervenire e, la pausa forzata a causa della guerra in Medio Oriente, dubito fortemente che McLaren riuscirà ad insidiare Ferrari cosi come quest’ultima difficilmente riuscirà a stare davanti ad AMG nell’appuntamento nipponico.

Infatti c’è da tenere in considerazione il fatto che la vittoria ottenuta da Kimi ha sbloccato definitivamente il giovane italiano, togliendogli un peso dallo stomaco non di poco conto. Ora i due alfieri di Toto si spingeranno l’uno con l’altro, proprio come Hamilton e Rosberg nel 2014 e, i due Rossi al momento non possono che restare a guardare sperando che si tocchino. Tutto questo con buona pace di chi ha osannato i continui scambi di posizione tra Hamilton e LeClerc in Cina, perché quelli non erano sorpassi (persino il paragone Villeneuve Pironi ho dovuto sentire!) sia chiaro! La Ferrari potrà solo raccogliere le briciole al momento perché, sebbene abbia uno dei migliori telai del lotto, allo stato attuale la PU fa la differenza (specie in questo momento iniziale del mondiale) e Ferrari deve recuperare non poco terreno rispetto ai diretti avversari. Tant’è vero che sotto il cofano dell’attuale SF-26 è montato la “versione aggiornata” del motore 2025 e, quello nuovo verrà montato in dipendenza dell’ADUO e dei progressi che la stessa Rossa compirà: questo vorrà dire che avranno il motore nuovo tra Monza 2026 e i test di F1  del 2027… per la serie “tutto è in cantiere”. Trovare le parole giuste in tutto questo marasma regolamentare è veramente difficile ad essere sinceri, anche perché la stessa Ferrari che tanto aveva puntato su questo regolamento si ritrova ad inseguire  e, nel contempo dovrà fare attenzione agli avversari diretti (Red Bull e McLaren) i quali ora sono in affanno è vero, eppure il mese di stop forzato che dovremo osservare, è oro per tutti i team che sono in difficoltà e sarà una ghiotta occasione per poter tentare di colmare il gap prestazionale. Quindi ogni eventuale sorpresa è rimandata a Miami, nel frattempo godiamoci, nel prossimo GP, le partenze a cannone delle Ferrari per essere acciuffate in pochi giri da chi ha già di sicuro segnato le sorti di questo nefasto ed elettrico mondiale.

Buon GP del Giappone a tutti.

Vito Quaranta

BASTIAN CONTRARIO (II°): La scommessa

Toto Wolff quando ha annunciato che Andrea Kimi Antonelli, per tutti Kimi senza Rakkonen (sul podio cinese anche lo scambio di persone ci siamo dovuti sorbire) avrebbe guidato per Mercedes, ha semplicemente messo i suoi attributi sul tavolo del consiglio di amministrazione della casa con la stella a tre punte. Infatti sebbene il pluridecorato Team Principal sia anche uno degli azionisti della stessa Mercedes, ciò non significa che egli abbia il cosi detto posto fisso. Se c’è un lavoro infatti nel mondo dove la certezza del posto non esiste quello è proprio la F1 e, le vicissitudini di Horner, lo dovrebbero aver insegnato ormai. Con questo voglio dire che il buon Toto si è presentato ai nastri di partenza del nuovo ciclo regolamentare con ben quattro anni di digiuno (senza contare il 2021 che almeno in quell’anno sono stati protagonisti fino alla fine) e, il suo collo era non poco a rischio se non avesse portato risultati. Questa premessa era doverosa perché fa capire con quale spirito ha dovuto affrontare le non poche perplessità, a riguardo dell’ingaggio dell’imberbe pilota italiano e, di quanto abbia veramente rischiato, facendo forse una delle scommesse più importanti della sua vita. Eppure già l’anno scorso qui sul Blog del Ring affermai che in Mercedes non lavorano degli scappati di casa e, l’aver vinto tutti quei titoli mondiali e, aver lavorato con uno come Hamilton, qualcosa devono averlo imparato. Se Kimi è stato scelto e promosso direttamente nella squadra maggiore, senza passare per la Williams, è perché Toto&Soci hanno capito e visto che in Kimi evidentemente c’era qualcosa di speciale e, farlo debuttare l’anno scorso in un momento di transizione dove la stessa Mercedes già sapeva che non avrebbe vinto nulla, proprio perché stava aspettando il 2026, è stata la mossa geniale che gli ha consentito di trovarsi proprio dov’è ora. Tutto il 2025 è servito a Kimi per capire cosa significa veramente la F1, quindi a conoscere squadra, metodo di lavoro, colleghi, piste e, soprattutto pressione. Quella stessa pressione che lo ha schiacciato appena arrivati in Europa e, dalla quale ha dovuto imparare a rialzarsi tanto da finire il campionato in crescendo. Ribadendo un concetto ormai stantio, considerando il lungo cammino che attende il nostro connazionale, Kimi non era una pippa prima e non è un campione ora, semplicemente è un ragazzo di diciannove anni che sta maturando la sua esperienza e, che lentamente sta prendendo le misure dell’immane lavoro che lo attende. Perché con la gara disputata domenica scorsa Antonelli, sebbene abbia acceso animi ed entusiasmi, è anche vero che ora si dovrà guardare le spalle in quanto ha aperto definitivamente gli occhi al suo compagno, nonché diretto avversario per la corsa al titolo. Sia chiaro che George Russell è il naturale candidato, se non il solo, alla rincorsa al titolo considerando la sua indubbia velocità nonché esperienza, vero è che la partenza di Antonelli ha dimostrato la fame e la cattiveria agonistica dell’italiano: dopo il giro di formazione Kimi ha posizionato la sua W-17 con il muso puntato verso la traiettoria del compagno, semplicemente perché sapeva benissimo che il suo vero avversario era proprio lui, cosi come sapeva che Ferrari allo start avrebbe passato tutti, ed infatti lascia sfilare Lewis senza forzare. Inutile dire che questa freddezza è il frutto non solo dell’esperienza maturata l’anno scorso bensì, anche perché il ragazzo si è preparato col suo ingegnere di pista Bono non lasciando nulla al caso. Scommessa vinta dunque, perché in gara si è svolto il solito copione con le Mercedes che hanno dettato la loro legge e, Kimi si è tolto uno dei pesi più grandi della sua giovane vita che è quello di vincere il suo primo GP. Vedremo fra quindici giorni come saprà contenere la certa reazione del suo famelico compagno, Intanto grazie Toto (non avrei mai immaginato di scriverlo!) per aver riportato dopo una generazione (delta temporale non casuale visto che tutto l’intero patrimonio nazionale di piloti è stato bruciato nel decennio 90 – 2000 ed ecco appunto l’attesa ventennale) un italiano sul gradino più alto del podio e, soprattutto complimenti per aver vinto la tua scommessa.

A proposito di scommessa mi chiedo cosa ci faccia Ferrari seconda forza. Infatti sebbene da un lato le prestazioni della Rossa, considerando lo strapotere teutonico e il disastro degli altri top team siano più che lodevoli e, di certo non scontate, mi domando appunto dove sia finito “l’obiettivo 2026” pronunciato dal Presidente della Rossa a fine dicembre del 2022, mentre smantellava definitivamente una squadra che era arrivata seconda nel mondiale Costruttori con una Red Bull dominante. Anche Ferrari ha fatto la sua scommessa quattro anni fa, puntando tutto su questo regolamento osceno, dunque mi chiedo per quale motivo non c’è la Rossa al posto della Mercedes? Essere attualmente seconda forza assoluta, in questo mondiale completamente stravolto, equivale ad un mezzo fallimento al momento, fallimento che diverrà totale se a Maranello non troveranno la soluzione per raggiungere Toto&Soci. Infatti sebbene il rubicondo Team Principal dichiari “Sappiamo cos’è che ci manca”, nel frattempo dobbiamo accontentarci delle briciole e, assistere al duello fratricida tra i due rossi che lottano non tanto per la posizione quanto per l’orgoglio: Charles per far capire chi comanda in pista e Lewis per dimostrare che vale lo stipendio che prende. Il sette volte campione del mondo alla fine riesce a conquistare il suo primo podio in Rosso (impiegando lo stesso tempo che è occorso al nostro Kimi per vincere la sua prima gara!) solo perché il suo team mate sbaglia una frenata, altrimenti sarebbe stato a guardare anche stavolta. I festeggiamenti sui social sono scattati d’ufficio eppure ripeto, cosa c’è da festeggiare allo stato attuale? In questo momento la Ferrari di Vasseur ha perduto malamente la sua scommessa e, il distacco che c’è attualmente coi diretti avversari, è praticamente quello dell’anno scorso che aveva nei riguardi di McLaren, con la differenza che ora se la Rossa è avanti a tutti è più per demerito degli altri che non per merito suo. Infatti McLaren è stata affondata dal teutonico propulsore (pare che Andrea Stella sia incazzatissimo con Toto) ed al momento non sono pervenuti, mentre Red Bull è alle prese con la mancanza di esperienza nella gestione della PU, visto che si sono fatti tutti in casa. Fino a quando durerà questa situazione? Ferrari dovrà dimostrare di saper sviluppare una volta e per tutte, solo che forse sarà troppo tardi per quando (e se!) ci riuscirà.

A proposito di incazzature il nostro Max non si risparmia mai a fine GP e, dopo la fine della seconda gara, il disco non cambia sputtanando il Sistema (“Chi si entusiasma per queste gare non capisce nulla“… alè!) senza remora alcuna. Il Campione dice che avrebbe detto lo stesso anche se avesse vinto e, considerando il soggetto, per quale motivo non dobbiamo credergli? La F1 ha perso senza se e senza ma la sua scommessa sull’elettrico, dimostrando con questo regolamento che lo sport su quattro ruote è ben altra cosa che fare i ragionieri per gestire l’energia che si ha propria disposizione. I sorpassi che abbiamo visto sulla pista cinese e, soprattutto quelli tra i due Rossi, altro non sono che scambi di posizione dovuti sempre per lo stesso motivo, che è quello di avere o meno la batteria carica. Verstappen (di fatto la maggioranza dei piloti se ne lamentano!) ha ragione da vendere quando critica questa Formula E steroidizzata, semplicemente perché il modo di guidare e di combattere è innaturale e, va contro ogni principio che ha contribuito a rendere grande questo sport. Dal GP della Cina a mio modesto giudizio, è scattato quello che chiamo “piano della rana bollita”: infatti poiché questa pista è stata meno severa per quanto riguarda la ricarica della batteria, unito alla “distrazione” della vittoria di Kimi e , alla battaglia tra i due ferraristi, il Sistema cercherà di sfruttare a suo vantaggio questi episodi per vendere il prodotto come meglio può, cercando di far abituare lentamente il grande pubblico a codesto sconcio. Il mese di stop che ci aspetta dopo il Giappone tra l’altro, dovuto alla disastrosa situazione geopolitica del Medio Oriente, è oro per questa F1 elettrificata che già a partire da questa settimana aprirà un tavolo di confronto per cercare di capire come poter salvare capre e cavoli. A riguardo sono molto pessimista che cambi qualcosa e, sono quasi certo che questa sarebbe la mia unica scommessa che vincerei.

Vito Quaranta

E’ TROPPO GIOVANE. ANZI NO. ANTONELLI DOMINA IN CINA.

Non paghi di avere dato a disposizione delle squadre solo pochi giorni di test a fronte di un cambio di regolamento epocale, la F1 aveva piazzato la seconda gara ad una sola settimana di distanza dalla prima, infilandoci pure l’inutile garetta.

Pertanto, chi ha problemi, e sono in tanti, se li tiene, chi non li ha continua a dominare.

E, infatti, le qualifiche della garetta dimostrano impietosamente la superiorità delle Mercedes. Russell se la porta a casa, davanti alle due Ferrari che per un po’ lo infastidiscono, mentre Antonelli parte ancora una volta malissimo e arriva solo sesto.

Ma il bolognese si rifà in qualifica, agguantando la sua prima pole, davanti a Russell, messo in difficoltà da un problema elettrico. Le Ferrari seguono con il solito distacco di qualche decimo.

Le McLaren occupano la terza fila, sembrano essersi un po’ riavvicinate ma la domenica non si schierano sulla griglia, così come Albon e Bortoleto. Ben 4 macchine fuori ancora prima che la gara cominci, mai successo.

Solita partenza a fionda delle due Ferrari, con Hamilton che supera Antonelli, e Leclerc che supera Russell. Ma dopo soli 3 giri le due Mercedes ritornano davanti. Incredibilmente, le due Alpine seguono in quinta e sesta posizione.

Al giro 10 si ferma Stroll e viene attivata la Safety Car. I primi cinque effettuano la loro (unica) sosta, gli altri no, e Colapinto si ritrova così in seconda posizione davanti ad Ocon, con Russell quarto.

Si riparte al giro 14, e Antonelli scappa via, mentre Russell si fa superare da Hamilton e Leclerc. L’inglese è in difficoltà a scaldare le gomme dure. Le due Ferrari sono in palla e Lewis si riporta sulla coda di Andrea, mentre Leclerc si prende la terza posizione.

Al giro 25 Leclerc soprende Hamilton superandolo di forza. Lewis viene attaccato anche da Russell, ma riesce a tenerlo dietro. Il trio perde due secondi da Antonelli, primo indisturbato, in un solo giro.

Non è finita, perchè i due ferraristi si superano e risuperano nel giro successivo, e il distacco da Andrea sale di altri due secondi. Russell pone poi fine alla diatriba passando Hamilton. Due giri dopo si riporta in seconda posizione, superando anche Leclerc. Ma Antonelli è già a 8 secondi di distanza.

Al giro 36, mentre le due Mercedes viaggiano tranquille, Leclerc commette un errore in fondo al rettilineo lungo, e Hamilton ripassa davanti. Ovviamente il monegasco non ci sta, ripassa davanti e i due ingaggiano nuovamente un duello curva per curva con l’inglese che torna davanti, questa volta definitivamente.

Al giro 53 Andrea si distrae un attimo, blocca le gomme in fondo al rettilineo principale e va lungo. Il suo ingegnere gli ricorda che, mancando 3 giri alla fine, è meglio portarla a casa.

E così fa, e dopo esattamente 20 anni, un italiano vince un gran premio di Formula 1, dominandolo dall’inizio alla fine. Seguono Russell, Hamilton, al primo podio con la Ferrari, Leclerc, Bearman, Gasly, Lawson, Hadjar, Sainz e Colapinto. Notte fonda per i nuovi arrivati Audi, Honda e Cadillac.

Fra due settimane si correrà in Giappone. Poi un mese di stop, a causa dell’annullamento dei due GP in medio oriente. Lo passeremo parlando di ADUO.

P.S. ancora una volta Toto ha avuto ragione. Quanti dubbi abbiamo avuto tutti sull’opportunità di mettere un diciottenne su una Mercedes. Da quell’incidente a Monza nelle FP1 ad oggi sono passati poco più di 18 mesi. Nei quali abbiamo assistito ad un percorso di crescita fatto di alti e bassi, come è giusto che sia. Ma in Mercedes hanno continuato a dirci “vedrete”. E oggi abbiamo visto. E tanto.

P.S. 2 Russell ora sa di avere un grosso problema in casa. Che, a differenza di lui, è cresciuto mangiando tortellini. E, di conseguenza, è più simpatico, anche, e soprattutto, ai suoi colleghi.

P.S. 3 La dimensione del problema di George la dà anche la felicità di Wolff a fine gara. Non credo che lo abbiamo mai visto così in questi ultimi 12 anni.

P.S. 4 Andrea a vincere la prima gara ci ha messo lo stesso tempo impiegato da chi ha sostituito ad ottenere il primo podio con la Ferrari.

P.S. 5 Il TP di Maranello ci conferma che la Ferrari è indietro di 3-4-5 decimi rispetto alla Mercedes. Come lo scorso anno, quindi. L’unica differenza è che ora non ci sono in mezzo Red Bull e McLaren, che manco arrivano in fondo (e, a volte, nemmeno partono).

P.S. 6 L’ala “macarena” è quindi un’arma di distrazione di massa. La SF-26 è un’ottima macchina in curva, ma le manca un po’ di motore, e solo la FIA ora può colmare il gap, altrimenti assisteremo alla ripetizione del 1984 e del 1988.

P.S. 7 Recuperare grazie all’ADUO sarà ArDUO (lo so, questa è troppo facile).

P.S. 8 Fino a quando i due piloti Ferrari incroceranno le ruote con simpatia e allegria?

P.S. 9 Il paragone con il duello Villeneuve-Pironi di Imola 1982, ripetuto all’infinito, è qualcosa di inaccettabile. Vanzini è tornato quello di una volta, e sono molto contento di questo.

P.S. 10 in qualifica Russell si è ritrovato con il cambio bloccato in prima. L’hanno dovuta riavviare 3 volte per farla tornare a funzionare. Si erano installati gli aggiornamenti e hanno dovuto ripristinare l’ultimo stato funzionante.

P.S. 11 Non avrei mai pensato di vedere un casalecchiese vincere un GP. 45 anni fa, sognavo di essere io, quel casalecchiese. Ma su una Ferrari.

P.S. 12 Non avrei nemmeno mai pensato di potere essere felice per una vittoria dell’odiatissima Mercedes.

P.S. 13 l’ultimo: a Casalecchio ci sono le imdicazioni per andare a Maranello, non per andare a Stoccarda. Ma se vai a Maranello, ti indicano loro la strada per (vincere grazie a) Stoccarda.

F1 2026 – GRAN PREMIO DI CINA

La nuova stagione di F1 è partita ed è già ora di pensare a dei correttivi. Il primo Gp in Australia ha conclamato tutta una serie di storture e problemi che erano stati ampiamente preventivati sia a bocce ferme che nei test pre stagionali.

Sembra incredibile che chi ha redatto i regolamenti e ha il dovere di farli rispettare abbia avuto una così scarsa lungimiranza e attenzione, a meno che il tutto non fosse voluto ovviamente per rimescolare ampiamente il mazzo di carte a disposizione, accontentare chi negli ultimi anni ha perso e creare uno show artificioso in cui solo chi è un appassionato “newcomer” può giudicare come bello da seguire.

E già tempo di riunioni e correttivi perchè quello che si è visto in Australia è stato largamente imbarazzante: auto piantate allo start, centinaia di sorpassi decisi dagli algoritmi di ricarica batterie e non dalle capacità dei piloti, un nuovo (vecchio) team dominante e velocità in curva e rettilineo al limite del comico.

immagine da f1grandprix.motorionline.com

Siamo ufficialmente passati alla versione “videogioco” della F1, tra l’altro una poco realistica e molto arcade, mancano solo le indicazioni delle traiettorie ottimali da seguire in curva. Magari è solo questione, come in molti hanno detto, di un layout particolarmente sfavorevole della pista di Melbourne ma pensare, come detto da Leclerc, che ormai le staccate in frenata non faranno più la differenza lascia pensare e male.

Anche Verstappen è stato molto critico, affermando che con queste monoposto non si può fare più il mestiere del pilota propriamente detto. Saranno solo i mugugni di chi sa di non avere speranze di vittoria quest’anno? Sarà ma la maggioranza dei piloti la pensa più o meno come l’olandese.

Quali sono questi problemi? In primis delle qualifiche che hanno perso il loro valore fondamentale: quello di vedere le monoposto al massimo della loro velocità in pista. In una F1 che in questi anni ci ha abituato a gare domenicali in cui c’è sempre più da gestire e far durare il più a lungo possibile tutto ciò che scende in pista, la qualifica era rimasto l’ultimo aspetto in cui vedere davvero il pilota metterci del suo.  Ecco vedere il lift and coast anche in qualifica con l’aggiunta dell’impossibilità di aumentare il recupero di energia per questioni di sicurezza durante le fasi di clipping in rettilineo ha tolto anche l’unica occasione di vedere i piloti in versione full gas.

immagine da formulatecnica.it

Secondo problema: in Australia ci sono stati centinaia di sorpassi ma molti sono stati “decisi” dal software che gestisce l’energia del sistema ibrido durante il giro di pista. La coperta è sempre corta: se in una sequenza rettilineo-curva vai forte, nella successiva sarai in debito di energia e dovrai andare piano, ecco spiegati la serie di sorpassi e controsorpassi. Una cosa del genere è bella da vedere? Forse per chi non è esperto si , agli altri sarà sembrata una barzelletta, una roba da harlem globetrotters.

Terzo problema: caos partenza dato da monoposto piantate in griglia a causa dell’incapacità dei turbo di ricaricare sufficientemente le batteria per avere uno start decente. Anzi, molti piloti sono arrivati in griglia con la batteria scarica. Al di là degli errori di gestione del sistema PU/batteria è però imbarazzante che si arrivi a partenze come quelle viste a Melbourne in cui per poco non si è rischiato l’incidente grave. Anche in questo caso la pezza che è peggio del buco: la direzione gara ha “allungato” la procedeura di partenza concedendo 5 secondi extra a giri motore alti per permettere la carica delle batterie, mortificando chi, coma Ferrari, soffre poco del problema grazie ad una precisa scelta tecnica di montare un turbo più piccolo.

immagine da the-race.com

Dulcis in fundo: valutazione “fantasiosa” delle aree grigie del regolamento. In poche parole: Mercedes aggira il rapporto di compressione misurato a freddo della sua PU costruendo un motore più potente della concorrenza che permette di ricaricare meglio il sistema ibrido e sfruttare comunque una congrua quantità di cavalli nell’utilizzo del termico, con effetti a cascata su gestione carburante, gomme e ritmo gara. In poche parole; game, set, match. Siamo tornati al 2016. La FIA ha già cercato, spinta dalle proteste dei 2/3 della griglia di modificare la misurazione del rapporto di compressione eseguendolo a caldo ma solo da metà stagione in poi. Un’altra pezza che è peggio del buco.

Ovviamente Mercedes si guarda bene dal fornire ai suoi clienti l’intero potenziale della sua PU, mantenendo un vantaggio netto su tutta la concorrenza.

Insomma, tanti problemi e poche idee per risolverli, considerando anche che ci vorrà l’unanimità di tutti i team per apportare modifiche. Ci sarebbe da parlare anche del Gp di Cina, che potrebbe cambiare i valori in campo visti a Melbourne data la diversa conformazione della pista, azzardando una riduzione del gap tra Mercedes e gli altri team, tutto da verificare.

immagine da f1granprix.motorionline.com

In ogni caso, questa nuova F1 avrà bisogno di almeno 2/3 mesi prima di andare a regime e non è detto che ci saranno miglioramenti tangibili. Questo è stato il prezzo da pagare per attrarre nuovi costruttori, vedi Audi e Cadillac e per convincere Honda a rimanere facendo al momento una figura davvero pessima. Si è ulteriormente snaturato il DNA intrinseco della massima espressione motoristica a quattro ruote. Adesso ci chiediamo se ne sarà valsa la pena, tra poco persino la domanda non avrà alcun significato.

Rocco Alessandro