CALENDARIO PROVVISORIO F1 2021

Pubblicato il calendario provvisorio della prossima stagione 2021.

L’idea è quella delle 23 gare con ancora “in asterisco” Spagna e Brasile che devono confermare i propri contratti.

Slot del round 4 del 23-25 aprile ancora da assegnare.

Confermata Zandvoort e la novità di Jeddah.

Saltato il Vietnam e Miami?

Le date prevedono tutti weekend da tre giorni quindi pare scongiurata l’ipotesi del “weeke…” stile Imola.

Scomparsi, come prevedibile, i circuiti della passione come il Mugello, Imola e Portimao.

Con la contingente situazione mondiale  sarà “Formula 1 fantasy”?

 

(Immagini tratte dal web)

È DIVENTATO RE – MOTOGP GRAN PREMIO EUROPA 2020 POSTGP

Dite la verità, questa vittoria era attesa da tutti. Diciamocelo…vincere un Mondiale senza vincere una gara sarebbe stata (come diceva quel ragioniere) una cagata pazzesca. Non in MotoGP.

Certo nessuno ha vinto ancora niente e non si fanno proclami ma il Mondo intero aspettava Joan Mir. Ne avevamo bisogno noi tifosi, ne aveva bisogno la MotoGP, ne aveva bisogno Marc Marquez.

Abbiamo perso negli anni Rossi, Stoner, Pedrosa, Lorenzo ed i Piloti odierni, permettetemi di dirlo, non rasentano neanche un briciolo di grandezza di quelli lì. È rimasto solo Marquez. E serve qualcuno che sia un rivale VERO per Marquez. Un Pilota non una moto.

Joan Mir potrebbe essere l’antagonista perfetto. L’Eddie Lawson della situazione. Completamente opposto al suo rivale. Va piano in qualifica, è molto intelligente in gara e prende pochissimi rischi. Potrebbe essere una bella storia ed una bella rivalità sempre che Joan si dimostri all’altezza di Sua Maestà. Perché anche se diventi Re, c’è sempre qualcuno più Re di te. È quello lì è tanto Re.

https://twitter.com/lorenzo99/status/1325436761359740935?s=19

La gara è un tripudio Suzuki, una vittoria meritata anche per Davide Brivio capace di gestire al meglio il team. Nessuno me lo toglie dalla testa che abbia catechizzato a dovere i Piloti prima del via, “zero cazzate o il prossimo anno faccio correre Guintoli”.

Mir, Rins e Guintoli. Immagine MotoGP.com

“Il merito di questo risultato è soprattutto di Alex che ha sviluppato la moto lo scorso anno e di tutto il Test Team” cit. Davide Brivio

Le parole di Davide Brivio non lasciano nulla al caso ed aggiungo che il lavoro svolto dal Campione del Mondo SBK si vede tutto. Questa Suzuki parla anche Francese….

Rientro in pista amaro per Valentino, weekend difficile e motore KO in gara. Immagine MotoGP.com

Gara che vedeva il ritorno in pista di Valentino Rossi, apparso in netto ritardo e forse con la testa al 2021. Il motore della M1 (quello con le valvole giuste) lo lascia a piedi poco dopo l’avvio.

Medesima sorta per il contendente al Titolo Mondiale.

Quartararo sceglie la via più breve e si stende in contemporanea con Aleix vincendo quindi il primo posto nel sincronizzato uomini. Poco roba il francese, viste le valvole illegali utilizzate a Jerez credo che non meritasse assolutamente una chance per il Titolo. Crescerà.

Una doppietta fantastica per Suzuki davanti a Pol Espargaró. Ottimo 4°  Nakagami e 5° Miguel Oliveira. 6° e prima della Ducati Jack Miller ed ottimo 7° per Brad Binder. Chiudono la Top10 Dovizioso, Zarco e Petrucci. Soltanto 14 i Piloti arrivati al traguardo, Vinales chiude 13° prendendo solo 2 punti.

Classifica Mondiale. Immagine MotoGP.com

Il Mondiale MotoGP sembra ormai chiuso. Non è chiuso ma quasi. Sarà lotta per il Titolo di “Primo degli sconfitti”. In 9 punti ben 5 Piloti, con Rins e Dovizioso probabilmente i favoriti per il podio finale.

Appuntamento a domenica prossima, forse quella della corona.

“Suzuki è la dimostrazione che il 4 in linea non è il problema” Valentino Rossi

IMHO Il problema è il post 2016.👋

Suzuki pronta a mettere a segno una “Triple-Crown”. È in testa a tutte le classifiche.

Classifica Costruttori e Team. Fonte MotoGP.com

 

P.S. 👇

https://twitter.com/AngyFra89/status/1324455142188634113?s=19

 

Francky

NON VUOLE VINCERLO NESSUNO. MOTO3 E MOTO2 A VALENCIA.

I rispettivi leader dei Mondiali oggi decidono di non prendere punti. Uno si fa buttar fuori con bandiera nera, l’altro sceglie di andar via d’anteriore.

Signore e Signori è il Mondiale 2020. Vediamo la MotoGP tra poco…

MOTO2 – Si riapre il Mondiale. Cade Lowes, Bastianini in testa.

Mi stavo addormentando durante la gara, a parte qualche sprazzo di bagarre non si è visto tanto. Ma il Motomondiale riserva sempre sorprese e cosa succede a 9 giri dal termine, quando Bezzecchi è in testa e Sam Lowes in controllo mentre Bastianini è 5° e Marini addirittura 9°⁉️

Curva 6, ad 8 giri dalla fine Sam Lowes perde l’anteriore. Ritiro e zero pesante. Immagine MotoGP.com

Sam Lowes la butta via. Sembra incredibile, in totale controllo della gara un errore che spalanca le porte della testa della classifica a Bastianini.

Davanti Bezzecchi prende la testa della corsa e non la lascia mai ritrovandosi, dopo la caduta di Lowes, Jorge Martin incollato agli scarichi della sua Kalex.

Dopo la caduta di Lowes avviene la rinascita di Marini che riesce a risalire fino alla 6^ posizione mentre Bastianini chiude 4°. Bene ma non benissimo per i due Piloti Italiani che non approfittano in pieno dello “zero” di Lowes.

Bezzecchi e Martin. Bagarre sfiorata per grandi meriti dell’Italiano. Immagine MotoGP.com

La vince Bezzecchi davanti a Martin e Gardner. Si accorcia notevolmente la classifica Mondiale che vede i primi quattro Piloti in soli 29 punti. 

Tutto apertissimo visti gli ultimi due round con l’incognita Portimao. Si dovrebbe correre a porte chiuse. Si dovrebbe….

Classifica Mondiale. immagine MotoGP.com

 

MOTO3 –Vince Raul Fernandez. Cadono Vietti e Masia. Sciagura Arenas…

Sembra la gara a chi butta via prima le speranze di lotta al Mondiale. Ci pensa Celestino Vietti ad aprire le danze che con un highside cade e dice addio alla gara. Poi tocca a Masia, McPhee ed infine bandiera nera per Arenas. Gli unici “illibati” rimangono Arbolino e Ogura.

Highside di Vietti che coinvolge Alonso Lopez ed indirettamente Arenas. immagine MotoGP.com

Nell’incidente viene coinvolto Arenas (un viaggio a Lourdes per lui sarei comodo) al quale viene danneggiato lo scarico.

Arenas rientra ai box, perde un giro e rientra in pista guarda caso proprio nel gruppetto di Ogura ed Arbolino. Nel tentativo di sdoppiarsi effettua delle manovre molto discutibili e si becca la bandiera nera.

Non commento il comportamento di Arenas. Fossi stato in pista con lui sarei entrato nel suo box per fargli capire due cosette.

Arbolino, Ogura e Sergio Garcia in bagarre per la 2^ posizione. Immagine MotoGP.com

La gara viene vinta da Raul Fernandez (Campione CEV 2018) che finalmente riesco era salire sul gradino più alto del podio e non mi meraviglierei se riuscisse a bissare anche domenica prossima.

Sergio Garcia (Estrella Galicia) chiude 2° dopo una bellissima bagarre con Ai Ogura e Tony Arbolino (partiva 17°). Chiudono la Top10 in 5^ posizione Binder (danneggiato da Arenas), 6° Carlos Tatay e 7° Stefano Nepa, poi Alcoba, Salac e Sasaki.

Un risultato importante per il Giapponese del Team Honda Asia che guadagna 16 punti su Arenas portandosi a sole 3 lunghezze dalla testa della classifica.

Classifica Mondiale. Immagine di MotoGP.com

 

Rimangono due gare. Probabilmente il Mondiale in tutte le categorie di deciderà sulle 15 curve dell’Autódromo Internacional do Algarve. 4653 metri di assoluta goduria motociclistica. 

 

Francky

MOTOGP 2020-GP D’EUROPA-VALENCIA

Il Mondiale entra in dirittura d’arrivo. Le prossime tre (forse) domeniche ci regaleranno il nome del Campione 2020. Il “forse” è legato alle incertezze che la pandemia ci sta regalando in questo anno tormentato. Se le due gare consecutive di Valencia si possono dare per certe, non si può dire altrettanto per l’ultimo appuntamento di Portimao. L’orizzonte temporale di 15/18 giorni sembra ormai “il lungo periodo”.

Non ci resta che aspettare, vivendo alla giornata come gli stessi piloti sono tenuti a fare.

In ballo per il bottino grosso dovrebbero esserci rimasti solo i primi quattro, anche quest’anno è meglio non sbilanciarsi.

Quindi non faremo nessun pronostico e nessuna indicazione di circuito adatto alle caratteristiche di una certa moto piuttosto che di gradimento di un particolare pilota.

Un finale di stagione così era nei sogni bagnati di ogni appassionato da molto tempo, ma di certo non lo erano le condizioni che ci hanno portati ad assistere a questo scenario. Pandemia, pneumatici, assenza di Marquez, tutti fattori intervenuti in un sol colpo….

Tant’è…. Mir, Morbidelli, Quartararo e Vinales sono i quattro che hanno le carte migliori per fregiarsi di quell’iride che con il marziano in pista no

L’ordine con il quale sono elencati è anche quello delle probabilità che hanno di vincerlo ad opinione di chi scrive.

Mir ha più punti ed è forte di una grande regolarità.

Morbidelli è quello con più slancio e con la serenità di averci solo da guadagnare.

Quartararo è quello probabilmente “preferito” dai francesi di Michelin e forse anche da Yamaha.

Maverick (7vite) Vinales è sulla carta quello con la maggior esperienza e potenzialità tecnica rispetto a tutti: ma è messo peggio del francese in classifica.

Il quinto in classifica Andrea Dovizioso nel frattempo si dichiara “più motivato”….. adesso… a tre gare dalla fine.. i commenti a voi.

Il toboga intitolato a Ricardo Tormo è una delle piste più “tormentate” e tortuose del Motomondiale. Solo il Sachsenring ha meno strada da percorrere con la moto dritta per sfruttarne tutta la potenza.

Infatti, per la prima volta nell’anno, Michelin porterà solo pneumatici asimmetrici: tutte e tre le mescole che equipaggeranno le Motogp avranno il lato sinistro più duro rispetto a quello destro. La pista ha molte curve lunghe a sinistra e poche curve a destra per giunta più “secche”. La necessità e quella di avere quindi un lato ato destro della gomma più morbido per andare più velocemente in temperatura ed uno sinistro più resistente alle sollecitazioni dei curvoni come il penultimo che tutti gli anni regala immagini memorabili a fotografi ed appassionati.

L’incognità sarà il meteo. Ad oggi ci sono buone probabilità di pioggia sia al venerdi che al sabato mentre il tempo mdovrebbe migliorare per le gare di domenica. Tali condizioni renderanno ancora più complessa la messa a punto delle moto e la scelta delle gomme per la gara regalandoci un altro fattore di incertezza del quale non sentivamo affatto la mancanza.

Se siamo sicuri che Marquez non gareggerà, ancora in dubbio la partecipazione di Valentino Rossi positivo all’ennesimo tampone Covid. Avrà tempo sino a sabato nel caso riuscisse a negativizzarsi, anche se sarebbe opportuno permettere al suo probabile sostituto di provare anche venerdì in vista del debutto. A tal proposito pare che Yamaha abbia scelto il giovane americano proveniente dalla WSBK Garret Gerloff che ha ben figurato quest’anno nel Mondiale delle derivate dalla serie.

A tenere compagnia a Rossi ci sarà Lecuona negativo al Covid ma confinato ad Andorra causa il fratello positivo.

 

Moto2

L’inerzia della stagione è passata tutta dalla parte di Sam Lowes grazie allo slancio che ha preso nell’ultimo mese e mezzo. Luca Marini ha perso il pallino del discorso e si è messo in una condizione nella quale non ha più nulla da perdere: la speranza è che l’aver perso la pressione da leader gli possa permettere di correre con più serenità e recuperare quella velocità che ha avuto per buona parte della stagione. Dalla sua avrà l’aiuto del suo compagno Bezzecchi che si è tirato fuori dai giochi da solo.

Ne godrà il terzo incomodo Bastianini?

 

Moto3

Arenas, Ogura, Vietti e Masia in 24 punti su 75 disponibili da qui alla fine.

Lo spagnolo è favorito per punteggio, tranquillità e per fattore campo. Ma tra i ragazzini è sempre un terno al lotto. Masia si è svegliato all’improvviso facendo l’unica doppietta dell’anno sullo stesso circuito tra i cadetti e sarà presumibilmente l’ago della bilancia, forse colui che alla fine aiuterà proprio Albert Arenas a coronare un sogno.

Lo spettacolo non mancherà.

 

(immagine in evidenza tratta da gpdestinations.com)

 

Buone gare a tutti.

HAMILTON ONORA SE STESSO AD IMOLA. E LA MERCEDES FA 7 IN CASA DELLA FERRARI.

Correva l’anno 1980. La Formula 1 faceva il suo debutto ufficiale sul circuito in riva al Santerno. Chi scrive era presente, e ricorda distintamente piloti e macchine dell’epoca, dotate di effetto suolo ma con 500 cavalli e tanta tecnologia in meno, cimentarsi in un circuito veloce, stretto e difficile, che qualcuno definì un kartodromo.

In 40 anni di acqua sotto il ponte che porta al paddock ne è passata tanta. Il circuito ha cambiato faccia e gestione, e sembrava uscito dal giro che conta. Ma la catastrofe sanitaria di questo 2020 ha creato le condizioni per farlo rientrare, per la gioia dei piloti che hanno fornito, da subito, solo commenti positivi.

Il week-end distribuito su soli due giorni ha permesso di vedere tanta attività in pista il sabato mattina, e una qualifica interessante al pomeriggio. Con un po’ di sorpresa, Bottas agguanta la pole position con 1 decimo di vantaggio su Hamilton, con Verstappen terzo  e l’ottimo Gasly quarto.

E, quando si spengono i semafori, il finlandese se ne va indisturbato, mentre Max, dopo essersi posizionato sullo schieramento in modalità old-style, cioè un po’ a caso, riesce a sopravanzare Hamilton, il quale rischia di perdere la posizione anche su Gasly che per poco non lo tampona.

Dietro, Giovinazzi scatta in modo perfetto dall’ultima posizione e, complice un contatto fra Vettel e Magnussen, guadagna ben 6 posizioni, ponendo le basi per un ottimo risultato.

I primi 3 sono di un’altra categoria, e guadagnano un secondo al giro sul quarto che é Ricciardo. Al 9° giro si ritira Gasly a causa di una perdita di pressione al circuito dell’acqua. Al giro 14 pit-stop anticipato per Leclerc, che monta le gomme più dure. Il giro dopo si fermano anche Ricciardo, che lo precedeva, e Albon e Kvyat che lo seguivano. Ma le posizioni non cambiano.

Verstappen prova l’undercut e si ferma al giro 19. Ma Bottas copre la sua mossa e si ferma al giro successivo. Anche loro montano gomme dure. Hamilton invece tenta il colpo a sorpresa e prosegue, iniziando a marcare giri velocissimi.

Dopo il pit-stop, Verstappen sembra averne di più di Bottas, che ha il fondo danneggiato per avere raccolto un pezzo dell’ala di Vettel al secondo giro. Ma l’olandese non riesce ad avvicinarsi. Hamilton continua a volare, e, nonostante un gruppo di doppiati, decide di continuare. Una volta liberatosi di loro, torna ad andare forte e riesce ad accumulare il vantaggio su Bottas sufficiente per fare il pit-stop e rimanergli davanti.

Ma non ce n’era bisogno, perchè al giro 30 Ocon si ferma poco prima della variante alta in prossimità di un varco nel guard-rail. La direzione gara, per estrema precauzione, decide di attivare la Virtual Safety car per pochi secondi, che sono quelli necessari a rimuovere l’auto del francese, ma anche a permettere ad Hamilton di fare il suo pit-stop risparmiando una decina di secondi.

Lewis si ritrova così al comando con un bel vantaggio su Bottas, il quale ha il suo daffare a tenere dietro Max, tanto che al giro 43 arriva lungo alla Rivazza, e non può evitare di essere superato al successivo passaggio alla variante del Tamburello. Ma al 51° giro, poco prima della variante Villeneuve, l’olandese colpisce un detrito e buca la ruota posteriore destra, finendo nella ghiaia e terminando così la sua gara.

Esce la Safety Car, e Russel ne approfitta per rovinare un possibile arrivo a punti, il primo per lui, mettendo a muro la  sua Williams nel tentativo di scaldare le gomme dietro la SC. La gara riparte dopo ben 7 giri, necessari a far passare i doppiati (regola che si rivela ogni volta più stupida). 

Se la lotta per le prime due posizioni è ovviamente inesistente, quella per il gradino più basso del podio è entusiasmante. Alla ripartenza Albon, che navigava in quinta posizione, si fa fregare prima da Kvyat e poi da Perez, per poi girarsi come un pivello all’uscita della Villeneuve, ponendo fine alla sua gara e, probabilmente, alla sua carriera in Formula 1.

Kvyat supera subito anche Leclerc e si mette a caccia di Ricciardo e del sogno di un podio colto a 15 km dalla sede della ex-Minardi. Il monegasco della Ferrari deve difendersi anche dagli attacchi di Perez, il quale ha visto la sua terza posizione, guadagnata con una prima parte di gara ottima, vanificata da un pit-stop incomprensibile sotto SC.

Il circuito non dà però grandi possibilità di sorpasso, quando tutti hanno le gomme in temperatura, e dopo la lotta delle prime curve non succederà più nulla.

La gara finisce così con una doppietta Mercedes, che consente al team tedesco di guadagnare matematicamente il settimo titolo consecutivo cancellando il precedente record che deteneva assieme alla Ferrari, e proprio sul circuito che porta il nome del Drake e di suo figlio.

Al terzo posto un ancora ottimo Ricciardo su una Renault che si conferma la terza forza, per la gioia di Alonso, presente sul circuito in questo week-end. Lo segue un bravissimo Kvyat, la cui prestazione probabilmente non sarà sufficiente a mantenere un posto in Formula 1.

Al quinto posto Leclerc, che ha tratto il massimo dalla solita, difficile, SF1000, seguito da Perez che, come già detto, si è visto sfuggire il podio a causa di un errore macroscopico della sua squadra. Al settimo e ottavo posto le due McLaren di Sainz e Norris, bloccate nel traffico per tutta la gara, seguite dalle due Sauber di Raikkonen e Giovinazzi, che festeggiano il rinnovo del contratto con un’ottima gara.

Fuori dai punti Latifi, mai così vicino a cogliere un bel risultato, e Vettel, la cui buona gara è stata completamente rovinata da un pit-stop interminabile senza il quale sarebbe arrivato probabilmente settimo. Lo seguono Stroll, inguardabile e anche pericoloso, avendo investito un suo meccanico al pit-stop, Grosjean e Albon.

La prossima gara sarà ad Istanbul, in un altro bel circuito che fa il suo rientro nel giro del mondiale. Ci aspetta il quarto week-end di fila con un top record eguagliato o battuto. Perchè è molto probabile che Lewis colga il suo settimo mondiale proprio in Turchia, sulla pista sulla quale nel 2006 in GP2 si produsse in una prodigiosa rimonta, che face dire, a chi scrive, “è arrivato il nuovo Senna”.

P.S. a proposito del campione brasiliano, ho trovato stucchevole il continuo riferimento al fatto che Imola è il circuito su cui ha perso la vita. Hanno ceduto alla tentazione non solo Sky (e di questo non c’è da stupirsi, visto lo scarso livello giornalistico che offrono), ma anche la stessa F1 e un pilota che è sceso in pista con identici colori del casco. Oggi non c’era nessun anniversario da celebrare, e quel tragico week-end del 1° maggio 1994 è qualcosa da tenere ben a mente ma non è certamente un elemento che possa essere utilizzato per celebrare la storia del circuito di Imola, anche se gli stessi gestori, va detto, ne hanno fatto e ne fanno tutt’ora uso.

 

Life is racing, all the rest is waiting