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BASTIAN CONTRARIO: La croce

LA CROCE

Mi spiace, non ci sto ad addossare la croce solo sulle spalle del singolo, perché semplicemente non è giusto. C’è del marcio in questa F1 e di sicuro la parte andata a male non è Verstappen, almeno per quello che abbiamo visto domenica scorsa. Nel GP di Austria, che si è da qualche giorno concluso, si è consumato il misfatto che sta dando tanta visibilità alla F1 (dubito che ai “capoccia” del Sistema tutto ciò dispiaccia) e che era inevitabile che accadesse a questo punto e, tra l’altro, abbiamo già avuto modo di vedere nel 2016 tra Hamilton e Rosberg e, sempre tra Hamilton e appunto Verstappen nel 2021. Perché il punto è proprio questo: la disabitudine ai contatti “maschi” tra piloti che lottano realmente per la loro posizione, contatti che ormai sono merce rara, dato che siamo educati da anni a vedere campionati drogati in maniera smisurata, che si riflettono poi nel dominio di questo e quel pilota, che veleggia in solitaria per una intera gara con un vantaggio di un secondo al giro sui diretti avversari. Quante volte su queste righe ho detto che attualmente questo regolamento, in virtù del fatto che la curva di miglioramento si è praticamente appiattita, è una benedizione in tal senso? Quante volte ho ribadito il concetto che, con così tanti avversari così vicini tra di loro, la probabilità di lottare in pista a beneficio dello spettacolo aumentava esponenzialmente e, che proprio questo regolamento invece di azzerarlo così rapidamente facendo ricominciare tutto d’accapo magari proprio con l’inizio di un nuovo soporifero dominio, sarebbe stato meglio tenerlo per un altro po’?

Alla fine è successo l’inevitabile e cioè lo scontro tra i due “amici” Max e Lando, con quest’ultimo, che è stato quanto meno ingenuo nel credere che l’attuale campione del mondo gli potesse essere realmente amico anche in pista. Partiamo subito dall’episodio incriminato. Max, quando viene attaccato da Norris, si sposta? Assolutamente si. Di fatto l’olandese in pista fa quello che vuole e aggiungerei, che proprio questo atteggiamento spavaldo, arrogante agonisticamente parlando, gli ha permesso di divenire quello che è, ovvero campione del mondo. Con questo non sto affermando che sia giusto, perché se ci sono delle regole, queste devono essere rispettate. Vero è che questo è Verstappen e di certo non lo scopriamo oggi com’è realmente in pista. L’attuale campione del mondo vive per la vittoria, cosi è stato educato, ovvero a non guardare in faccia a nessuno, ed ingenuo (o dovrei dire fesso?) a chi crede il contrario e purtroppo, Lando, ha quanto meno peccato di ingenuità a riguardo. Le sue continue lamentele, mentre gli era dietro cercando di sopravanzarlo, è una roba che non si può ne sentire e ne vedere. Anziché pensare a come toglierselo dai piedi, ha preferito piangere per radio aspettando che arrivasse il miracolo dal cielo, che in questo caso si chiama Direzione gara che commina una penalità al campione. Ed è proprio in questa non azione da parte dei commissari di gara, che dibatto sul fatto che non è giusto addossare la croce solo ed esclusivamente sull’olandese. Come detto precedentemente, esistono delle regole (troppe!) le quali devono essere rispettate. I commissari nella loro infinita saggezza, in corso d’opera, hanno punito un inutile Perez senza pensarci nemmeno un secondo eppure è anche vero che il campione del mondo, parimenti, andava sanzionato già molto prima dell’episodio in questione (per via delle righe bianche oltrepassate… la F1 che guarda il millimetro; che tristezza), solo che nulla è stato fatto… non sia mai che si andava a rovinare la gara (di casa) della Red Bull, mentre nel frattempo il buon Norris si è beccato cinque secondi per abuso di track limit durante la gara. C’è del metodo nella perversione di come viene amministrata questa F1: si è alla continua ricerca di spettacolo per far dimenticare i decenni soporiferi che ci siamo sciroppati e, per giustificare il costo del biglietto aggiungerei e poi, ecco che cala la mannaia (non equanime e mortificante) della giustizia sportiva nel momento più esaltante della gara stessa, che poi è la plastica rappresentazione dall’essenza della F1, cioè il sorpasso. Ecco il vero problema, ecco dov’è il marcio: prima si è alla ricerca di qualcuno come Max, il quale ha fatto molto comodo negli ultimi anni di dominio della Mercedes e, poi lo si mette alla gogna per il suo comportamento che guarda un po’, proprio non gli vuole entrare nella testa che deve cedere la posizione perché “tanto ha più di settanta punti di vantaggio sul diretto avversario”! Scrivo questo perché la tragedia è che nel “ring” delle interviste, a Max glielo hanno anche fatto notare e, il campione da par suo ha risposto “Potrei stare anche a casa? Sono qui per vincere, non per arrivare secondo. Quando lotti per la vittoria, perché non puoi lottare duramente?”, frase che farei mettere nei libri di coaching che insegnano la motivazione e, a raggiungere una mentalità vincente. Credete che se Max non avesse avuto questa mentalità e quindi questo comportamento in pista, sarebbe riuscito a diventare campione del mondo contro Hamilton (quando ancora faceva male e paura, ora ad essere sinceri, non so cosa sia diventato il campione inglese) nel 2021? Parliamo di un ragazzo che è stato sbattuto alla Copse (tra meno di sette giorni si corre proprio a Silverstone tra l’altro) a più di duecento all’ora da un sette volte campione del mondo, giusto per mettere le cose in chiaro. Molti avrebbero perso la testa per questo, di certo non Max, visto che a Monza non ci pensò due volte a chiudere alla chicane, passando con le ruote sopra la testa del baronetto. Max è cosi, prendere o lasciare e, come ho sempre detto (ne dico troppe di cose!), se vuoi combattere contro di lui devi mettere in conto che prima o poi ci sarà il contatto, perché semplicemente non è nel suo DNA accettare di perdere così facilmente… almeno non a parità di mezzo. Sia chiaro, qui nessuno vuole l’auto scontro, solo che la vera F1 è questa: corpo a corpo, logoramento di nervi portando l’avversario alla pazzia se necessario, per poi farlo sbagliare e se poi non sbaglia, pazienza… “o passo io o passi tu se proprio non vuoi cedere”. Ribadisco il concetto, “il pesce puzza dalla testa” e quindi, se proprio si deve addossare la croce su qualcuno, quel qualcuno è proprio la Federazione che lascia correre ed interpreta il regolamento a seconda di come ne conviene la propria virtù.

In tutto questo delirio agonistico dov’era Ferrari? La Rossa era sulla soglia a guardare, con un Charles completamento risucchiato dal gruppo, a causa sia di una monoposto che non lo asseconda più in qualifica e, sia perché con la testa inizia a “volare”: troppo nervosismo (comprensibile), troppi grilli per la testa che iniziano a cantare all’unisono, dato che ormai ha capito che Monaco è stata una parentesi se non una illusione e, che anche quest’anno purtroppo è andato. Nel contempo, a salvare la faccia alla Beneamata e, al suo Team Principal (prima quando Ferrari affondava, la croce era di Binotto, oggi la croce è di tutto il team… potere della narrazione!), c’è un inossidabile Sainz, il quale va a confermare quello che ho sempre affermato (ci risiamo!) e cioè, che Ferrari ha la migliore coppia del lotto: se manca l’uno c’è l’altro e, lasciatemelo dire, è di una tristezza infinita dover sentir dire da un pilota come lui “Lasciatemi godere questo momento perché non so se l’anno prossimo si ripresenterà l’occasione”. Detto ciò è proprio questo connubio, rappresentato da Charles&Carlos, che sta tenendo a galla (fino a quando?) la Scuderia in vetta alla classifica costruttori. Certo, di questo passo, saremmo scavalcati da McLaren e chissà forse anche da Mercedes, di sicuro quando succederà sapremo a chi addossare la croce.

Vito Quaranta

 

RUSSELL VINCE A SORPRESA IN AUSTRIA. LANDO FURIOSO.

Red Bull Ring. Una delle tante gare di casa di Verstappen. Risultato scontato, si direbbe.

E, infatti, l’inutile garetta del sabato e le qualifiche sono a senso unico.

Allo spegnimento dei semafori, come al solito, Verstappen parte a fionda e alla fine del primo giro ha più di un secondo di vantaggio su Norris e Russell. Dietro, Leclerc paga duramente una bruttissima qualifica venendo risucchiato dal gruppo e toccato poi da Piastri che gli rompe l’ala anteriore costringendolo ad una fermata ai box.

Le due Mercedes lottano duramente per il terzo posto, con Hamilton che passa Russell che, però, si riprende subito la posizione.

Al giro 11 Max ha già 5 secondi di vantaggio su Norris, che a sua volta ha 3 secondi di vantaggio su Russell, che ora è seguito da Sainz.

Il primo dei primi a fermarsi è Hamilton, al giro 22. Al giro successivo è il turno di Sainz e Russell. Al giro 24 si fermano anche Max e Lando.

Dopo la sosta, il vantaggio di Verstappen è salito a 7 secondi. Su di lui incombe una possibile penalità di 5 secondi, a causa di una presunta unsafe release in occasione del pit-stop. Penalità che, ovviamente, non gli verrà data.

Al giro 47 Russell effettua la sua seconda sosta. Al giro successivo è il turno di Sainz. Al giro 51 si fermano anche Verstappen e Norris. Ma Max ha un problema, e il suo vantaggio evapora completamente.

Al giro 55 Lando attacca una prima volta, Max, ovviamente, chiude la traiettoria e l’inglese inizia protestare via radio denunciando un cambio di traiettoria.

Al giro 59 Lando si infila all’ultimo, ma va largo e deve ridare la posizione. Ci riprova al giro 63, questa volta va largo Max e resta davanti. A regola, dovrebbe ridare la posizione, ma, ovviamente, non lo fa.

Al giro successivo Verstappen chiude un’altra volta la porta in faccia all’inglese, i due però stavolta si toccano e bucano entrambi. Norris è costretto a ritirarsi, mentre l’olandese si ferma per sostituire la gomma e rientra in quinta posizione.

La quantità di detriti lasciati in pista dalla macchina di Lando è tale da costringere la direzione gara ad attivare la Virtual Safety Car.

Si riprende quando mancano 4 giri alla fine, con Russell che ha un vantaggio di 3 secondi su Piastri, che aveva appena superato Sainz.

Le sorprese sono finite, e Russell vince così il suo secondo GP, davanti a Piastri, Sainz, Hamilton, Verstappen, Hulkenberg, Perez, Magnussen, Ricciardo e Gasly.

Prossima fermata: Silverstone. Nel 2021 assistemmo ad un duello all’arma bianca fra un olandese e un inglese. C’è la concreta possibilità di vedere il bis.

P.S. se riesci a passare davanti a Verstappen, e poi gli spalanchi la porta alla curva successiva, non lamentarti poi se non vinci. E se il giorno dopo la sorte ti consente di avere una nuova occasione, anzi, più di una, e finisce come è finita oggi, evidentemente devi ancora studiare un po’, se vuoi stare davanti al tuo ora ex amico fraterno…

P.S. 2 … considerando anche che hai la macchina migliore e che le due gare scorse le dovevi vincere.

P.S. 3 Il trionfo di Montecarlo è stato e resterà il punto più alto della stagione della Ferrari.

P.S. 4 Il che porta all’inevitabile conclusione che nulla è cambiato da quando c’era Binotto, che nulla aveva cambiato rispetto a quando c’era Arrivabene, che a sua volta non aveva risolto i problemi che c’erano con Domenicali. Aspettate pure Newey fiduciosi, mi raccomando.

P.S. 5 Perez che si fa buggerare da Hulkenberg con la Haas è lo specchio di quanto vale oggi la Red Bull. 

P.S. 6 E Verstappen è comunque arrivato davanti al compagno di squadra nonostante un giro fatto su tre ruote.

P.S. 7 Ad un certo punto fra penalità presunte, posizioni da ridare, proteste per cambi di traiettoria, non ci si capiva più nulla. Non c’era veramente motivo, per un duello come quello di  oggi, di mettere in discussione qualsiasi cosa. La pista è la pista, se uno esce c’è la ghiaia o ci sono i salsicciotti, si penalizza da solo. Se poi uno cambia traiettoria, l’altro si deve sviluppare. Come ai bei tempi, quando, però, un contatto poteva costare caro. Oggi non più, lasciateli correre che si divertono e ci divertiamo pure noi.

P.S. 8 Se Leclerc assomiglia sempre di più ad Alesi, Norris assomiglia sempre di più a Mansell. Alla fine lo fanno sempre fesso.

F1 2024 – GRAN PREMIO D’AUSTRIA

Seconda tappa del trittico di gare che va dal GP di Spagna a quello di Gran Bretagna. Si va in casa del team campione in carica che pero’ mai come nel recente passato, almeno dal 2021, vede le sue sicurezze messe a dura prova dagli avversari.

Il Gp di Spagna ha visto il ”solito” Verstappen vincere ma non e’ stata per niente una passeggiata, anzi si puo’ parlare piu’ di vittoria mancata da parte della McLaren e Norris.

immagine da rossomotori.it

Non e’ la prima volta che la McLaren non riesce a capitalizzare in una vittoria la superiorita’ vista in pista, indice di una squadra capace ma non ancora matura per diventare una serial winner.

E poi c’e’ sempre il fattore Max, che fa sempre la differenza, vieppiu’ quando vittoria e sconfitta sono cosi’ vicine tra loro.

L’A1 ring di casa Red Bull tra l’altro non sembra proprio il tracciato ideale per le ‘lattine’ per cui e’ lecito attendersi un’altro weekend con molti team in grado di lottare per il podio e la vittoria.

Chi potra’ emergere sul veloce e corto tracciato austriaco sara’ un bel rebus, reso ancora piu’ complicato dal fatto che questa sara’ tappa da gara sprint con weekend di gara rivoluzionato, quindi meno tempo per provare e meno margine per gli errori. Aggiungiamoci che e’ previsto anche un meteo poco stabile, quindi ancora piu’ complesso trovare la quadra tra qualifiche, gare corte e lunghe.

immagine da rossomotori.it

Ferrari arriva in Austria con molti interrogativi e qualche tensione di troppo. In Spagna non e’ andata male, gli aggiornamenti sono validi, peccato che qualcuno abbia fatto meglio, vedi Mercedes soprattutto, e in piu’ la Rossa continua a pagare una certa inconsistenza in qualifica che poi paga inevitabilmente in gara.

Tra Leclerc e Sainz c’e stata anche qualche parolina di troppo a fine gara, segno che in entrambi c’e una certa frustrazione piu’ che un conflitto interpersonale. Frustrazione che viene dal fatto che il moengasco non riesce a fare piu’ quella differenza in qualifica che prima gli veniva piu’ facile, mentre lo spagnolo e’ (era) ancora senza contratto per il 2025.

E’ notizia recentissima che alla fine lo spagnolo abbia firmato per Alpine, in coppia con Gasly che ha rinnovato il suo contratto. Chissa’ che questo non gli dia maggiore serenita’.

La frustrazione ha poi due origini ben definite, McLaren e Mercedes. Se per McLarene era lecito aspettarsi una lotta serrata considerando come si era chiuso il 2023, assolutamente inaspettata le scoppole prese dalla squadra di Brackley il cui 2024 sembrava un altro ‘anno della marmotta’ in stile 2023.

immagine da quotidianomotori.com

Invece la Mercedes e’ migliorata parecchio fino a stare stabilmente davanti alla Ferrari sia in Canada sia in Spagna. Com’e’ lontano il trionfo monegasco…

La vigilia del gp austriaco ha regalato grosse novita’ sia per Aston Martin sia Alpine, come gia’ visto. In Aston rinnovo del contratto per Stroll, ben oltre il 2026. Alonso si e’ gia’ detto molto felice, avra’ di sicuro i suoi buoni motivi…

Alpine come detto avra’ nel 2025 la coppia Sainz/Gasly con il gran capo Briatore a coordinare il tutto. Non mi dilunghero’ troppo sul rientro di Briatore, faccio solo notare che il suddetto si e’ reso protagonista di una frode sportiva accertata ed e’ stato all’epoca bandito dalla F1. Considerando lo stato dell’arte penso che questo dica gia’ tutto.

Tornando al Gp, sara’ davvero un weekend frenetico in cui chi azzecchera’ prima l’assetto avra’ maggiori chance di fare bene. Fondamentali su questo tracciato frenata e power unit, con tante staccate e ripartenze e una gestione del raffreddamento piu’ complicato data l’aria piu’ rarefatta. Pirelli portera’ le gomme piu’ morbide a disposizione dato l’asfalto poco esigente in termini di degrado.

Una grana in piu’ per la Red Bull potrenne arrivare dalla sua PU, gia’ in difficolta’ in Canada e con grosse probabilita’ di dover smarcare una quinta PU con conseguente penalita’. Il tracciato austriaco da questo punto di vista non aiutera’ e questo potrebbe fare il gioco dei suoi avversari.

Intanto sul fronte della sorella minore crescono le quotazioni di Lawson, prodotto del vivaio Red Bull, che minaccia seriamente il posto di Ricciardo. Il team junior dovrebbe essere solo l’anticamera del passaggio al team principale, cosa che a Ricciardo ormai e’ preclusa. A meno di una svolta nella sua deficitaria stagione, si attendono tempi difficili per ‘the honey badger’.

*immagine in evidenza da redbullring.com

Rocco Alessandro

LE NON PAGELLE DI BARCELLONA 2024

Arrivati al Montmelò ti aspetti che venga fuori la solita gara noiosa e con il risultato scontato come è accaduto assai spesso nella sua storia recente. E invece?

E invece ecco una gara assai tesa in cui tutti i protagonisti si sono dannati l’anima per conseguire il miglior risultato a loro disposizione (con esiti non in tutti i casi pari alle aspettative) e con l’incertezza che ha regnato sovrana sin quasi alla fine.

Strategie, sorpassi, momenti complicati, persino qualche polemica Barcellona ha finalmente regalato una corsa assai godibile in tutte le sue fasi. Mi ha sorpreso in particolare la possibilità di sorpasso sul rettilineo principale che prima del 2023 non era molto agevole. La cancellazione della chicane in luogo dell’ultima curva già l’anno scorso ci aveva regalato qualche emozione, però solo nelle retrovie perché il dominio di Max e della sua RBR non aveva consentito di avere le palpitazioni che quest’anno invece lo start dava per sicure.

Prima di parlare dei piloti qualche breve considerazione su cosa ci ha detto la pista che a detta di tutti i tecnici è quella più indicativa sulle qualità che le monoposto si porteranno da qui a fine stagione. Ebbene, quel che è saltato all’occhio è stata la conferma della ritrovata competitività di Mercedes che piazza entrambe le vetture in seconda fila in qualifica e in terza e quarta posizione in gara. Il Canada, dunque, non è stata un’effimera illusione. Bene per lo spettacolo e per l’incertezza da qui a fine anno. Barcellona ci dice anche che McLaren sembra aver raggiunto l’apice della forma tecnica, che Ferrari ha ancora “molto pane da mangiare” non avendo confermato le buone cose che si erano viste a Imola, che RBR se non avesse Max sarebbe in grossa difficoltà, che Alpine l’abbiamo data per morta troppo presto e che a Faenza purtroppo hanno portato aggiornamenti da gambero. Insomma, c’è tanta carne al fuoco e la sensazione è che tutti i team stiano lavorando alacremente per migliorare le vetture o, quantomeno, per provarci.

Tutti i piloti, in questo turbinio di aggiornamenti e modifiche, cercano di barcamenarsi meglio che possono e non sempre con esiti efficaci il che, dato che ci si aspetta diversi cambi di casacca per l’anno prossimo, sembra fornire ulteriori indicazioni sulle loro capacità di adattamento. Staremo a vedere.

Va da sé che le NON PAGELLE non potevano che cominciare dall’inossidabile…

MAX VERSTAPPEN

Meraviglia delle meraviglie, il buon Max continua a stupire per velocità, resistenza, abilità e financo per QI “motorsportistico” che nei suoi primi anni di carriera pareva latitare assai. Che la sua velocità continui a essere fantasmagorica lo dimostra il giro monstre della qualifica che, pur non garantendogli la pole position, relega il povero Perez a distanze siderali. Resistenza e abilità le ha dimostrate in occasione della partenza in cui non si è affatto intimidito dalla manovra di Norris ed anzi ne ha approfittato per sopravanzarlo. Il QI è saltato fuori nel cercare praticamente subito il sorpasso a Russell per frapporlo tra lui e Norris e poi, più avanti in gara, quando sorpassa Piastri (messo lì apposta da McLaren per provare a rallentarlo) tra le curve 6 e 7 dove il giovane australiano non se l’aspettava. Ancora una volta riesce “schumacheristicamente” a gestire il miglior ritmo possibile in ogni fase della corsa il che ha costretto gli altri team, McLaren con Norris in primis, a cercare strategie più rischiose per cercare di sopravanzarlo, senza riuscirci. Bravissimi anche i suoi strateghi a indovinare le gomme rosse per l’ultimo stint che gli hanno consentito di tenere alla giusta distanza Norris. Gli aggettivi per descrivere queste prestazioni li ho finiti da tempo quindi mi limito a notare l’entusiasmo che ha mostrato una volta sceso dalla vettura in pit lane dopo l’arrivo il che la dice lunga sull’impegno che ha profuso per tutta la gara e sul fatto che oggi riteneva assai complicato il riuscire a vincere. Che altro dire? Chapeau!

NORRIS

Che si può dire di Landino nostro in questa gara? Anzi di tutto il suo week end? Benissimo e malissimo allo stesso tempo! La pole position è stata strepitosa, considerando il mostro di velocità che è riuscito a battere. La partenza è stata gagliarda: il suo scatto è stato buono ma non perfetto, ha provato giustamente a intimidire Max ma alla fine ne è uscito sconfitto. La genialata di Russell non avrebbe influito molto se, come Max, l’avesse sorpassato anche lui nei primi giri e invece non ne è stato capace. Ed è qui che ha perso la gara. Quegli 8 secondi che alla fine del primo stint pagava da Max non erano sufficienti per parificare le strategie e i suoi sono stati costretti a inventarsi due overcut dagli esiti assai incerti. E’ poi andato bene, con ottimo ritmo, ma ciò non è stato sufficiente contro il Max di oggi. A posteriori, ci si chiede se per l’ultimo stint non sarebbe stato meglio pittare subito dopo Max per non perdere ulteriore tempo e provare a contestargli la vittoria a parità di gomme o, al contrario, se non fosse stato il caso invece di ritardarlo ulteriormente (diciamo un pit a 15 giri dalla fine anziché a 20) per avere le rosse più fresche a fine gara. Cronometro alla mano non credo che sarebbe cambiato alcunché. Se avesse pittato insieme a Max avrebbe probabilmente guadagnato qualche decimo nei 4-5 giri successivi e poi qualcosa in più ma nulla che avrebbe consentito di arrivare a tiro DRS. D’altra parte se avesse pittato intorno al 50esimo giro sarebbe uscito plausibilmente intorno a 14-15 secondi di distacco il che non sarebbe stato sufficiente a recuperare perché avrebbe dovuto girare 1 secondo al giro più veloce di max per tutti i 16 giri rimanenti: impossibile. La delusione è tanta: quel primo stint è stato pessimo e lì, come detto poc’anzi, ha perso la gara contro Max. Per il resto tutto benissimo perché non si è perso troppo d’animo e ha comunque portato a casa la seconda posizione che lo porta alle spalle di Max in classifica mondiale superando Leclerc e si porta a casa anche la perla del duello al cardiopalma vinto contro Russell al 35° giro. Se a questo aggiungiamo che ha dato le piste al talentuoso compagno di squadra non si può definire negativo il week end di Lando quindi, nonostante tutto, gli affibbiamo un bel OTTIMO in pagella e poi gli tiriamo un po’ le orecchie.

HAMILTON

La rediviva Mercedes che si era vista a Montreal si conferma in modo forse un po’ inaspettato anche in quel di Barcellona e il buon Lewis ritorna finalmente sul podio dopo Messico 2023. Ottima la qualifica che lo porta al terzo posto in griglia sopravanzando giorgino il che non è poco considerando che è solo la seconda volta che ci riesce nel 2024. Non ottimale, invece, la partenza che lo vede soccombere allo scatto sia alla geniale partenza di Russell che a Leclerc e Sainz. Riesce però a raddrizzare subito il tiro perché riesce a tenere l’interno alla 1 per impedire a Sainz di sopravanzarlo definitivamente e poi tiene in modo magistrale l’esterno alla curva 2 di fianco a Leclerc per poi infine sopravanzarlo all’interno della 3. Avrebbe addirittura l’abbrivio per provare a superare Norris alla 4 ma sarebbe stato troppo difficile e desiste. Di lì in avanti la sua gara è sostanzialmente perfetta nel senso che tiene in tutti gli stint il miglior ritmo che poteva. Simbolico il sorpasso su Sainz al 19° giro. È forse l’unico al quale “funziona” l’overcut strategico che gli consente di sopravanzare Russell con un facile sorpasso al 52° giro e assicurargli la terza posizione (quei team radio in cui si lamentava di una presunta pessima strategia erano palesemente ad usum delphini). Non c’è molto altro da dire se non che meglio di così non poteva fare. Bravo!

RUSSELL

Luci ed ombre per giorgino in quel di Barcellona. Perde sia pur di soli due millesimi il confronto con l’eptacampeao in qualifica: poco male visto il suo score stagionale assai positivo. La sua partenza dalla quarta posizione in griglia è assolutamente strepitosa, di quelle che non si vedevano da anni. Oltre allo scatto eccezionale che mette subito dietro il compagno di squadra, infatti, il buon George approfitta in modo eccellente della scia dei due davanti che si stavano scornando con cattiveria e con due rapidi scatti del volante entra all’esterno di curva 1 con l’abbrivio sufficiente per superarli entrambi. WOW! Purtroppo per lui questo, pur straordinario, acuto rimane l’unico bel ricordo del week end. Infatti deve cedere la prima posizione a Max dopo soli due giri (in quell’occasione non mi è parso perfetto in difesa). Tiene bene nel primo stint ma poi non può nulla contro il ritmo di Norris. Già nel secondo stint si vedeva che faceva fatica a tenere dietro Hamilton ma si rende comunque protagonista del bellissimo duello con Norris a metà gara. Decide di fare undercut su Lewis ma poi gli montano le gomme bianche che non riesce a domare e deve cedere ogni speranza di podio. Alla fine, vista la ritrovata competitività di Mercedes, deve comunque essere soddisfatto ma se escludiamo le perle estemporanee della partenza e del duello con Lando non possiamo essere contenti della sua ondivaga condotta di gara. Rimandato.

LECLERC

Poche luci e molte ombre in casa Ferrari. Il buon Charles in qualifica fa il suo ma non è sufficiente: la prima fila è lontana ben 3 decimi. Non se l’aspettava. Il momento più difficile, paradossalmente, lo vive nel duello inaspettatamente duro avuto con Sainz nei primi giri quando stava perdendo da Hamilton e non riuscivano a staccare Gasly (Gasly!). Nel dopogara questo ha generato non poche polemiche ma non ci sorprendiamo: con Sainz in uscita è difficile pensare che in situazioni analoghe lo spagnolo faccia lo scudiero. Non c’è molto da dire sul resto della sua gara perché copia la non ottimale strategia di Norris e guida spesso da solo. Nell’ultimo stint è decisamente più veloce di Russell (che però aveva le bianche) ma lo raggiunge soltanto all’ultimo giro e non può tentare il sorpasso. In generale il suo ritmo è stato comunque migliore di quello di Sainz il che ci dice che si è impegnato assai ma la sua espressione post-gara (anche al netto della polemica con Sainz) era di quelle parecchio deluse. Forse gli aggiornamenti portati da Imola in avanti non sono così buoni come sembravano all’inizio. Bene ma non benissimo.

SAINZ

Idem come per Leclerc con l’aggravante di non essere riuscito a tenere lo stesso ritmo. Il duro sorpasso dei primi giri nei confronti del monegasco è parso un po’ gratuito. Certamente, visto che il sedile Mercedes 2025 (al quale probabilmente sta puntando) sembra lontano, è normale che lo si veda lottare con chi, come Charles, è più quotato nel paddock. Ma se a mosse di quel tipo, pur comprensibili, si fa seguire un resto di gara così scialbo la probabilità che riesca nei suoi intenti si abbassa sempre di più. Niente altro da dire.

PIASTRI

Con un Norris così in palla è chiaro che il week end di Oscar va giudicato piuttosto negativamente. In qualifica arriva in Q3 ma poi fa pasticci e non realizza tempi validi: il nono posto in griglia arriva solo grazie alla penalizzazione di Perez. Non è un fulmine in partenza ma riesce comunque a sopravanzare Ocon.  Per il resto non viene molto inquadrato quindi mi è difficile esprimermi più di tanto. L’unica volta che si vede è quando ritarda il suo primo pit nel tentativo del team di tenere a freno Verstappen e rendere efficace l’overcut di Norris. Ebbene, si fa sorprendere praticamente subito e non oppone resistenza vanificando così il tentativo. A dir il vero è forse più merito di Max che demerito suo ma l’episodio va comunque messo nei minus del suo GP. Visto cosa ha fatto Norris con la stessa vettura non c’è molto di cui esser felici. Rimandato.

PEREZ

Un bel 4 in pagella non glielo leva nessuno. Arriva in Q3 per il rotto della cuffia dove poi, però, si prende 7-decimi-7 dal compagno di squadra arrivando pure dietro a Gasly e deve pure scontare tre posizioni in griglia per colpa della simpatica porcata fatta in quel di Montreal quindi anche stavolta niente primi dieci alla partenza. In gara non si vede praticamente mai. Il suo ritmo è tutt’altro che irresistibile nonostante la strategia su tre soste fatta apposta per permettergli un ritmo migliore. Alla fine riesce comunque a riprendere e superare le Alpine per pochissimo. Si prende un minuto da Verstappen: ancora tre giri ed era costretto alle bandiere blu. Male, anzi, malissimo!

GASLY e OCON

Alpine conferma i progressi già visti negli ultimi GP. Centra la Q3 con entrambe le vetture con Gasly che si piazza davanti a Perez e ad un solo decimo dalle Ferrari: tanta roba se pensiamo dov’erano fino a 3 GP fa! In gara Gasly fa un primo stint eccezionale sempre a ridosso delle Ferrari. Dopo il primo stint però entrambi gli Alpine non riescono a migliorare granché il proprio ritmo e consentono un facile ritorno a Piastri e verso fine gara anche a Perez. Non ho visto con che gomme hanno corso nei due stint sicché non so se è un problema legato alle bianche o proprio non ne avevano di più. Fatto sta che ancora una volta portano entrambe le vetture a punti e per loro è gran cosa.

NOTE DI MERITO

Meriti molto relativi oggi.

Bottas aveva fatto delle ottime qualifiche ma poi si è perso in gara.

Hulk non arriva a punti ma dopo il primo stint è riuscito a stare dietro a Ocon con una certa facilità ed è stato l’unico altro non doppiato dopo i primi dieci.

NOTE DI DEMERITO

Aston Martin sempre più indietro rispetto alle loro ambizioni. Ora, poi, con il ritorno di Alpine la cosa sta assumendo proporzioni che virano verso il ridicolo considerando il budget che hanno a disposizione.

La lista dei demeriti si allunga con Racing Bulls che nelle scorse gare se la stava cavando bene ma qui in Spagna portano aggiornamenti che li mandano dritti dritti nelle ultime posizioni. Malissimo!

Sargeant sempre più giù: finisce ultimo e questa non sarebbe una notizia ma arrivare addirittura doppiato di due giri…

 

Ci vediamo in Austria!

 

 

BASTIAN CONTRARIO: non c’è due senza… quarto

Ormai da tempo immemore è risaputo che il circuito del Montmelò, considerato una galleria del vento a cielo aperto, è la pista più adatta e quindi completa per verificare la bontà di una monoposto e degli aggiornamenti portati. Se questo è vero, allora la Ferrari di Vasseur si deve fare due domande su quanto visto domenica scorsa in Spagna, perché già il Canada aveva dato segnali di allarme e appunto in Spagna ci sono state le tristi conferme… non c’è due senza… quarto infatti. Parafrasando il famoso film dell’inossidabile coppia formata da Bud Spencer e Terence Hill, come poc’anzi detto, sono già due GP di fila che siamo quarta forza ed infatti già in nord America avevamo visto prestazioni “da gambero” da parte della Rossa in cui decisamente non era in palla (risultando appunto come quarta forza), prestazione che è stata tristemente confermata per la seconda volta consecutiva sulla pista iberica.

Il male della Rossa, a livello mediatico e non solo, è stato evidentemente quello di aver vinto troppo (!) e soprattutto molto in fretta. Mi rendo conto di affermare una cattiveria eppure, considerando quello che gli altri top team stanno dimostrando, sarebbe stato molto più rinfrancante che la Ferrari avesse dimostrato di crescere in maniera importante verso la fine di questa stagione, in McLaren style, in maniera tale da essere di buon auspicio per l’anno che ne sarebbe seguito. Come scrivo da tempo immemore su queste righe e, che ho ribadito prima che iniziasse questo lunghissimo campionato, la vera sfida della Rossa si sarebbe dovuta combattere sul terreno degli sviluppi, vero tallone d’Achille di Maranello. Se Ferrari avesse dimostrato, affermai, di portare avanti un concreto programma di sviluppi coerenti (in termini di crescita e competitività) lungo tutto il campionato, allora avremmo avuto la prova che in Gestione Sportiva (anche se ora non si chiama più cosi… sigh) hanno trovato veramente il bandolo della matassa per poter uscire fuori dal guano che ci attanaglia da praticamente vent’anni. Invece arriva Barcellona e quindi l’estate, ed ecco che la Ferrari (di Vasseur) come ogni anno, soffre dell’atavico problema che credevamo aver sconfitto. In Primis mi verrebbe da dire in tono volutamente polemico, che tutto quello che stiamo vedendo ora, succedeva anche con il predecessore del francese quindi forse mi viene il “leggerissimo sospetto”, di indole fantozziana, che il problema non era proprio lui. In secundis vorrei poter dire alla “quinta scelta” del Presidente, di cui egli è particolarmente fiero, che condurre una squadra come Ferrari non è esattamente la stessa cosa di come quando stava in Sauber. Il Team Principal francese a mio dire, lentamente, sta mostrando la sua vera natura di “cerchiobottista” come si suol dire, in maniera tale da potersi trovare sempre in piedi dopo ogni caduta. Il sipario di dubbio gusto (del quale sia chiaro non mi scandalizzo affatto) che abbiamo visto prima in pista tra Charles e Carlos e, poi fuori nel cosi detto “ring”, dove se le sono date di santa ragione a suon di dichiarazioni nemmeno troppo velate, è stato un chiaro segnale che la migliore coppia del lotto lentamente sta scoppiando. A tal proposito voglio congratularmi con il Presidente in quanto unico responsabile di tutto questo: del resto già a Monaco abbiamo visto tutta la “gratitudine” di Sainz nei riguardi di John nel momento in cui si rifiutò di abbracciarlo, vero è che verrebbe da chiedermi e soprattutto da chiedervi, cosa vi aspettavate dopo il trattamento riservato allo spagnolo? Che avrebbe fatto da scendi letto al compagno per tutto il resto della stagione, per di più nel suo GP di casa? Per il sottoscritto è un normale contatto di gara ed il bello, è che persino il “cerchiobottista” non ci ha visto nulla di eclatante, andando a dare così una terza versione completamente diversa da quella dei suoi alfieri! Ecco che in queste dichiarazioni il buon Frederic preferisce prendere le distanze dalla schermaglia dei suoi due piloti e quindi trovarsi appunto in piedi… non male! Inizia a farsi dura per monsieur Vasseur il quale a mio dire, ha solo iniziato a mostrare la sua vera natura, la quale “esploderà” completamente l’anno prossimo quando arriverà il campione delle folle oltre che di mondiali, Hamilton. Resta da vedere se anche con l’arrivo dell’inglese, ci ritroveremo come quarta forza dopo un inizio col botto, oppure saprà dare quella spinta necessaria per fare meglio.

Non c’è due senza… quarto per Ferrari e di sicuro questo vale anche per McLaren, sebbene la squadra di Woking a differenza dei loro colleghi italiani, tutto erano tranne che quarta forza. Sempre il Canada ci ha dato segnali pericolosi a riguardo dei piloti papaya e cioè che forse non erano tanto all’altezza di poter fronteggiare il campione olandese. Del resto vi avevo avvisato già immediatamente dopo il GP del Giappone del 2023, dove in partenza Verstappen senza farsi tanto pregare, spostò a destra e a sinistra della pista i due alfieri della premiata ditta Brown/Stella per poter far capire a tutti chi comandava in circuito. Li si vide la troppa arrendevolezza dei due piloti papaya ed infatti, come diavolo si crede di vincere se si da la possibilità ad uno come Max di passare in testa già al secondo giro? La partenza del GP spagnolo è stata una pietra tombale, sia per il campionato e sia per le aspettative della stessa McLaren: la Red Bull per il secondo GP di fila si presenta in pista come squadra che decisamente non è più la prima forza e, a questo punto in dipendenza dei circuiti, le sue potenzialità oscillano tra il primo ed il terzo posto in questa classifica di comando. Chi di sicuro è costante e, certamente può dichiarare di avere la monoposto più a suo agio, è chiaramente la McLaren la quale (c’è sempre il trucco) ha bisogno di un pacchetto completo per poter ambire al risultato grosso, che poi è quello di vincere in modo costante. Pacchetto dato anche dai piloti i quali purtroppo non sono al momento all’altezza e, sebbene Norris almeno ci prova, Piastri inizia ad andare oltre la delusione. Come sia possibile stare addirittura dietro le Ferrari, con la monoposto che si ritrova questo lo sa solamente lui, certo è che i due ragazzi (soprattutto Lando) se non cambiano atteggiamento contro Verstappen, possono sperare di vincere solo se avranno una vettura di almeno mezzo secondo al giro più veloce. Combattere alla pari con il campione olandese, significa mettere in conto che prima o poi ci sarà il contatto… chiedere al futuro ferrarista Hamilton a tal proposito.

Allo stato attuale, i primi quattro top team (che lavoro monumentale che ha svolto l’inossidabile ex Ferrari James Allison!) sono raccolti in un fazzoletto e, mai come ora, i piloti faranno sempre di più la differenza a (quasi) parità di mezzo e, non è un caso che il campione olandese è il valore aggiunto di questa F1 e della stessa Red Bull, la quale come un cocainomane marcio, è totalmente dipendente da esso (la presenza di Perez in squadra è ormai a dir poco imbarazzante). La Red Bull vista in Spagna di certo non è quella del messicano e non è nemmeno quella di Verstappen: è un fatto che l’olandese, come la nazionale spagnola (quando gioca la Nazionale divento un becero ignorante!) che ha giocato contro i nostri azzurri, ha vinto non tanto perché lui è superiore, quanto gli avversari che sono stati totalmente manchevoli. Mi piacerebbe poter dire che di questa mischia ne faccia parte in modo costante anche Ferrari, evidentemente c’è da aspettare, sperando che se è vero che non c’è due senza… quarto, auguriamoci che non ci sia un terzo GP di fila dove questa volta, ci tocca essere addirittura quinta forza.

Vito Quaranta