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Bastian contrario: DOPPIA VELOCITÀ

 

 

Il GP d’Inghilterra va a concludere il tris di gare consecutive che abbiamo avuto tra giugno e l’inizio di luglio, con le squadre che hanno mostrato definitivamente i loro valori stilando cosi la classifica delle forze in campo che, a meno di stravolgimenti, cosi rimarranno fino alla pausa estiva. Il verdetto è stato imparziale ed impietoso, mostrandoci una F1 a doppia velocità sia tra diverse squadre e soprattutto all’interno degli stessi team. La vittoria di Lewis, nel giardino di casa sua, potrebbe distrarre (sebbene sia stata meritata senza dubbio) da ciò che abbiamo visto domenica scorsa e, che va a riassumere esattamente la realtà che stiamo vivendo. Ciò che più mi colpisce è appunto la doppia velocità di marcia che vi è all’interno di ogni singolo top team: perché se in F1 abbiamo sempre avuto le squadre migliori ed il così detto midfield, in seno ad ogni scuderia attualmente, c’è una parte di team che va più veloce in modo evidente rispetto all’altro.

McLaren è sicuramente l’esempio più eclatante a riguardo, dato che si ritrovano il reparto tecnico che di sicuro è più forte di quello corse. Se dovessimo paragonare i due dipartimenti a due monoposto, allora il reparto tecnico ha trenta secondi al giro di vantaggio su quello corse. Del resto proprio questi ultimi tre GP hanno dimostrato in maniera lampante che, chi sta in pista, non ha saputo massimizzare il potenziale della vettura sfornata in quel di Woking. Numeri alla mano, McLaren dopo Miami, ha regalato alla concorrenza (Red Bull di Verstappen… Perez non pervenuto) almeno tre GP. La MCL38 è indubbiamente la monoposto più stabile e più performante a differenza della RB20 (proprio qualche settimana fa dissi che Red Bull, in dipendenza della pista, oscilla tra la prima e la terza forza) e, sembrerà strano, ad oggi ha solo una vittoria che è appunto quella in America… pazzesco solo a pensarlo! Dopo Miami abbiamo avuto sei GP e coè Italia (in Emilia), Monaco, Canada, Spagna, Austria e appunto Inghilterra. La fortuna di McLaren (se così la possiamo definire), è che tutti questi appuntamenti non sono andati solo al campione del mondo, altrimenti il mondiale piloti (per quello marche è tutto ancora aperto), sarebbe già bello che finito. L’impressione è che forse nemmeno loro si aspettavano di essere cosi forti, certo è che chi sta in pista, non si è dimostrato affatto all’altezza rispetto a chi sta dietro il tecnigrafo e, l’errore eclatante di non “pittare” contemporaneamente ambo i piloti nel GP di domenica scorsa, è solo uno dei tanti esempi che potrei citare. In quel caso, senza girarci attorno, la squadra tutta se l’è fatta addosso e non c’ha pensato su due volte nel decidere chi sacrificare… capirai: pilota inglese, su vettura inglese in terra britannica, il povero Piastri nemmeno era quotato alla SNAI che avrebbe fatto quella fine. Peccato, perché il tempo perso ai box, sarebbe stato recuperato senza problemi in pista e, l’australiano avrebbe fatto vedere un’altra gara… di fatto alla voce “vittoria” manca solo lui ormai. McLaren allo stato attuale, dal punto di vista agonistico, è una squadra giovane ed impreparata a differenza di Red Bull o Mercedes le quali in tal senso, sono molto più scafate e da qui appunto la doppia velocità in seno alla scuderia inglese, la quale lentamente sta apprendendo, solo che per quando sarà preparata sarà già 2025.

 

Anche Red Bull non scherza in quanto a doppia velocità, visto che ormai corre con un solo pilota. Il buon Perez ormai è cotto a puntino, completamente lesso e, con lo svarione visto nello scorso weekend, dubito che arrivi alla pausa estiva a questo punto. Mentre il suo compagno da spettacolo e vince anche quando non dovrebbe, in quanto il mezzo non glielo consente, Sergio si ritrova invischiato in ogni sorta di casino mettendo la squadra paradossalmente nei guai dal punto di vista del mondiale marche. Sono perfettamente consapevole che il paragone con Verstappen sarebbe impietoso vero è, che da un pilota cosi esperto e considerando la vettura a sua disposizione, ci si aspetta il minimo sindacale che è quello di andare a punti sempre. Red Bull, considerando l’attuale livello di competizione che c’è in pista, è quanto meno in un dilemma non da poco perché sebbene il suo campione (da cui è disperatamente dipendente) è sempre li a massimizzare il risultato e, a metterci una pezza anche nelle giornate più storte, è anche vero che sulla lunga distanza (mancano ancora la bellezza di dodici GP… metà stagione in pratica) questo doppio senso di marcia, in termini di velocità agonistica, potrà essere dannoso e non poco. I bibitari presto dovranno prendere una decisione che non sarà semplice, anche perché è tutto da dimostrare che l’eventuale sostituto (Ricciardo… quello di adesso e non quello pre Covid) riesca da subito a proteggere le spalle di Max e quelle della squadra.

 

Di doppia velocità ne sa qualcosa Mercedes la quale ha dato uno schiaffo morale (al sottoscritto innanzitutto) a tutti i detrattori che ne avevano decretato già la fine. Per onestà intellettuale, mi preme sottolineare che sono stato sempre convinto che con Allison al comando dello staff tecnico, sarebbero riusciti a venirne fuori. La verità è che queste monoposto, sebbene siano a fine ciclo regolamentare, sono complicatissime (a maggior ragione che non ci sono test… solo che questo vale per tutti) e, basta un nulla per esaltarne le potenzialità o incasinare tutto, proprio come ha fatto la Ferrari di Vasseur. Infatti le migliorie apportate dal buon Allison non sono eclatanti, non è stato necessario rifare la macchina bensì, una volta capito il problema, è stato sufficiente (per modo di dire!) apportare delle soluzioni che in casa AMG si chiamano “nuova ala anteriore” che ha portato quella stabilità tanto agognata, tanto da mettere in condizione ambo i piloti di poter vincere e, Mercedes, è già alla seconda vittoria consecutiva. A mio giudizio il mondiale piloti è comunque segnato perché Verstappen ha troppo vantaggio sui diretti rivali e, la sua intelligenza tattica nel massimizzare anche quando non si può vincere, lo mette in condizioni di stare comunque sereno, vero è che se questa Mercedes confermerà quanto fatto vedere in questi ultimi appuntamenti, può far male e non poco.

L’ultimo (in tutti i sensi) top team che va a doppia velocità è la nostra Beneamata Ferrari, la quale domenica scorsa, ha dimostrato di aver perso bussola, rotta e persino destinazione. Al di la del chiederci come sia stato possibile involvere nel modo che tutti noi vediamo ogni maledetta domenica (il cronico problema estivo dello sviluppo a Maranello si presenta puntuale), per capire l’attuale situazione della Rossa basta osservare il tipo di strategia che hanno affibbiato a LeClerc, che è stata quella di “scommettere” (si, avete letto bene!), sull’arrivo della pioggia. Premesso che non immaginavo che in F1 si lavorasse per botte di culo, è anche vero che, chi sta li in pista la realtà dovrebbe saperla leggere. Magari qualcuno potrebbe difendere la suddetta strategia, affermando che se l’avessero azzeccata sarebbero stati dei geni… vero! Vero è anche, che quando ci si prende un rischio, questo debba essere calcolato anziché affidarsi al caso, dimostrazione ne è che c’è un video dei team radio dei due rossi, in cui a Carlos dicevano una cosa (no pioggia) e a Charles l’esatto contrario… dire che nella Ferrari di Vasseur si procede a doppia velocità è un eufemismo e, con l’annuncio ufficiale della dipartita di Cardile a mio avviso le cose non possono che peggiorare. Intanto il partente e “disoccupato” Sainz salva la faccia alla Scuderia per la seconda volta di seguito, dicendo che ci vuole tempo per migliorare e, la prima guida Charles, va davanti ai microfoni a dire che l’ennesima gara “è stata buttata nel cesso”alè… doppia velocità in tutto, comunicazione compresa.

 

Vito Quaranta

 

 

IL RE E’ TORNATO. HAMILTON VINCE A SILVERSTONE.

Per una giornata storica, che ha visto il ritorno alla vittoria, con tanto di pianto finale, di colui che detiene quasi tutti i record della Formula 1, nonchè il completamento di una “traiettoria” che ha visto la Mercedes risorgere dopo due anni passati fra concetti sbagliati, saltellamenti incorreggibili e conseguenti anonime lotte nelle retrovie, per una giornata così, dicevo, la fredda cronaca non serve. Passiamo quindi direttamente ai p.s.

P.S. quando ho visto Verstappen farsi passare da tutti, ad inizio gara, e senza opporre resistenza, ho pensato: “questo ha in serbo qualcosa”.

P.S. 2 e, infatti, lo ritroviamo secondo. “Ci fossero stati altri due giri.. “(cit.)

P.S. 3 non potevamo non aspettarci la scena madre finale. E vengono a fagiolo, per questo, le parole del mitico Landerio, che mi ha fatto compagnia per tutta la giornata in quel di Imola: “questo bisognerebbe metterlo in frigo fra una gara e l’altra, e tirarlo fuori solo per correre”.

P.S. 4 una squadra vincente, con un pilota assassino, avrebbe vinto le ultime 4 gare. E il pilota in questione dopo i fatti di Spielberg non avrebbe ritrattato le doverose frasi del dopo gara. E, invece, anche oggi ci hanno riservato pit-stop ritardati e tappetini rossi. Dopo l’Austria avevo scritto che Norris assomiglia sempre di più a Mansell (a parte il tappeto rosso, s’intende, e l’attaccamento al muro degli avversari), oggi aggiungo che la McLaren assomiglia sempre di più alla Williams del 1991.

P.S. 5 Poco fa ho visto Leclerc festeggiare con la coppa in mano. Si trattava però di Arthur. Nel medesimo istante, io, poco distante da lui nella pit-lane di Imola, guardavo sullo smartphone suo fratello arrancare nelle retrovie a Silverstone. E mi sono chiesto se gliene fregasse qualcosa (di suo fratello, intendo).

P.S. 6 Penso che il suddetto fratello avrebbe certamente preferito guidare una LPM2 ad Imola, oggi, e lottare per qualcosa di importante.

P.S. 7 Il che mi ha fatto immediatamente anche pensare che quella di oggi potrebbe essere una delle ultime vittorie di Hamilton.

P.S. 8 Ormai è chiaro che il pacchetto di aggiornamenti Ferrari è da buttare via. Peccato solo che una settimana fa sia Vasseur che Charles ripetessero che la strada era giusta e che valeva la pena continuare. Ci ha pensato Sainz a dire come stavano le cose, e, ovviamente, aveva ragione. Il che getta un’ombra sinistra sulle scelte future della gestione attuale.

P.S. 8 in ogni caso, la Ferrari ha fatto il giro più veloce…

P.S. 9 … e, aggiungo, una macchina fatta fra Maranello e Parma, è arrivata a pochi secondi da Carlos. Visto che la Haas ha un budget che è circa la metà di quello Ferrari, qualche domanda è giusto farsela.

P.S. 10 Vive la France

F1 2024-GRAN PREMIO DI GRAN BRETAGNA

Nemmeno il tempo di finire le discussioni post Spielberg che la F1 deve scaricare il materiale a Silverstone.

Trovarsi a Sstone è un po’ come trovarsi nell’Emilia Romagna del Regno Unito. Sarà gara di casa per la maggior parte dei teams a prescindere dalla bandiera issata sull’asta di poppa.

Nei paraggi del circuito c’è anche la nuova Factory che gli Andretti hanno acquistato per preparare lo sbarco in Normandia. Vista la vicinanza ci potrebbe stare che il geometra neoassunto Alpine andasse a farci una chiacchierata per capire se può vendere qualche ramo d’azienda francese.

Si preannuncia quindi un weekend gustoso con tutti i top in cerca di risposte, vendette, conferme.

La grande delusa degli ultimi Gp, la Mc Laren, respirerà più di tutti gli altri l’aria di casa e sarà il team più atteso del fine settimana. E’ opinione comune che le monoposto arancioni siano quelle più in forma ad oggi e che la pista dovrebbe essere loro favorevole. Toccherà a Norris capitalizzare quanto nelle sue mani e quanto i suoi uomini attendono da lui. Curioso pensare che un anno fa sulla stessa pista cominciò la rimonta di Woking dopo un inizio 2023 degno di una qualsiasi Stake F1 Team (non la chiamo Sauber, non abbiatemene).

Il nostro eroe Lando troverà sulla sua strada un Max Verstappen ancora più leader in campionato che quando si tratta di “dare strada” raddoppia la larghezza della propria RBR.

Gli austrobritannici stanno soffrendo e la riprova arriva anche dai piccoli grandi errori commessi domenica scorsa. Un paio di Pit lenti (il secondo quasi fatale) e l’errore di non aver comunicato a Verstappen che Norris era penalizzato mentre lui si preoccupava di “proteggere” il comando del Gran Premio. Per chi scrive resta un errore anche se Max, con ogni probabilità, avrebbe mantenuto la stessa condotta di gara a prescindere vista la sua indole (e le su dichiarazioni).

Che dire…. Per LM è un bel mondiale: anche AMG si è seduta la tavolo dei vincitori di tappa portando a quattro il numero delle monoposto diverse vincenti nell’arco della stagione e non per eventi fortuiti o fortunosi.

Mercedes ha sopravanzato la Ferrari quanto a prestazione sia in qualifica che in gara (quello che era il punto forte della SF24 sino a qualche settimana fa). Russell sta performando meglio di Hamilton (in maniera netta) da inizio stagione, ma ciò non basterà a far venire dubbi a chi ha voluto l’eptacampeao in rosso per il 2025.

Dopo Abu 2021 le uniche due vittorie Mercedes sono marchiate George Russell. Da allora non si ricorda un weekend in cui Hamilton abbia dato davvero l’impressione di poter vincere la gara.

E mentre gli altri cercano rivincite o conferme, dalle parti di Maranello si cerca invece la retta via che hanno smarrito. Quelli bravi dicono che gli aggiornamenti di Imola e poi Spagna hanno raggiunto gli obiettivi prefissati ma che addirittura si è andati oltre con il carico aerodinamico generato al punto che lo stesso ha messo in crisi il reparto sospensivo. Il troppo carico genera nuovamente il porpoising sconfitto o gestito meglio dagli altri nel 2022. A questo punto le soluzioni sono due. O si mette mani a molle ed ammortizzatori oppure si ingaggia Toto Wolf che si inventa una direttiva ad hoc e si torna competitivi. Si è persa buona parte di quell’equilibrio che ha portato a dei risultati sorprendenti sino a qualche gara fa e che, visto il 2023, non erano scontati. I piloti ci sono, ma devono dargli una monoposto decorosa.

La gara del midfield sarà la solita di sempre. In rialzo le azioni Alpine ed Haas. In forte ribasso quelle Aston Martin che stanno facendo venire la depressione anche ad uno tosto come Alonso. Le sue ultime prestazioni sono state inguardabili, di sicuro non degne di uno come lui. Finire dietro al figlio del capo non gli fa bene, quindi urge darsi una mossa.

Gli altri? Al di la dei punti ottenuti a Spielberg la stagione di Ricciardo e delle Vcarb Cash App (o come si scrive) è deludente. Portano in pista la RB23 ed in proporzione stanno facendo peggio di ciò che faceva la Racing Point quando schierava delle AMG replica.

Per quanto riguarda la Williams c’è attesa per capire se al box sarà presente la mamma di Logan.

In Stake sono curiosi di sapere con che rapporti montati Bottas farà il consueto giro del circuito in bicicletta.

 

  1. (Non me ne volere Piero, mandami Iban).

Sostituisco io estemporaneamente (ed indegnamente) il nostro Alessandro Rocco per quest’occasione in altre faccende affaccendato. Si tornerà alla normalità già dalla prossima. Buona gara a tutti.

 

 

Salvatore Valerioti

 

Immagine in evidenza tratta da X

LE NON PAGELLE DI AUSTRIA 2024

Confessatelo: state ancora ridendo dopo lo spettacolare finale del Gran Premio d’Austria, vero?

Penitenziagite! (cit.)

Non si gode delle sventure altrui!

(Ma che ci possiamo fare?)

L’eccitante finale di Zeltweg conferisce all’Austria la palma provvisoria del GP più spettacolare della stagione (e non ce ne lamentiamo). Certamente, va detto, si tratta di uno spettacolo un po’ anomalo per quanto, anche questo va detto, non si tratti di qualcosa di inedito. Quante se ne sono viste di queste “cornate” tra piloti nella quasi ottuagenaria storia della Formula 1? Il duello all’ultimo sang… no, il duello all’ultimo bullone tra Norris e Verstappen visto nel finale di questo Gp entra di diritto nella storia, se non della Formula 1 tutta, quantomeno di questa stagione.

E dire che la corsa sembrava destinata alla solita conclusione con Max sostanzialmente perfetto in tutte le sue fasi e gli altri dietro ad arrancare tra un errore, un’occasione mancata, imprecisioni, strategie azzardate e tutto quanto il campionario ci ha riservato in queste ultime due stagioni.

Invece il buon Lando, sia pur in modo sconclusionato, confuso, ingenuo e raffazzonato decide di regalarci il cardiopalma del duello finale. Sapete che vi dico? Non importa.

Non importa se non è riuscito, se alla fine lui è stato quello che ci ha rimesso di più, se la penalità data a Max è del tutto ininfluente, se per l’ennesima volta ha sprecato una buona occasione per portare a casa il massimo risultato e così via. Non importa perché erano due anni che aspettavamo di capire cosa avrebbe fatto Max se messo seriamente sotto pressione. E finalmente abbiamo avuto la risposta: sotto tutta quella mirabolante perfezione cova ancora il (poco) sacro fuoco dell’ormone adolescenziale.

E a cosa dobbiamo questa epifania?

Ad un bullone. Quel bullone della posteriore destra di Max che durante il pit del 51° giro non voleva svitarsi e che ha costretto il lollypop man di RBR a tener fermo Max qualche secondo in più per far accomodare Lando nel suo box. Ciò ha consentito il riavvicinamento tra i due e il duello finale dagli esiti che sappiamo.

Come anomala è stata la conclusione della gara così anomale saranno le non pagelle. Inciampo anche io su quel bullone e stavolta mi escono dei voti (anomali anche quelli: che credevate?)

Tanto mi sono invise la mini-garetta del sabato e le relative qualifiche che, come sempre non ne parlo e non ne tengo conto in queste valutazioni.

RUSSELL: 10^82

Ma come mai, vi chiederete, questo voto così fantasmagoricamente alto (dicunt che il numero di atomi nell’universo osservabile sia per l’appunto approssimativamente calcolabile in 10-alla-82) per uno che ha vinto fortunosamente grazie al ciocco a pochi giri dalla fine dei due che stavano menando le danze? Ebbene, la fortuna c’entra poco in generale nelle cose della vita, figuriamoci in uno sport così tecnico e così regolamentato come la Formula 1. Certo, non è come negli scacchi in cui il fattore C è totalmente azzerato ma non ci va molto lontano. Pensateci: se non si fosse dannato l’anima per fare il terzo tempo in qualifica (che poi era il quarto ma Piastri ha fatto track limits, vabbè: ne parlo alla fine), non avesse resistito così strenuamente agli attacchi di Lewis nei primi giri, se non si fosse impegnato allo spasimo con il ritmo migliore che poteva avere in tutti gli stint (e i suoi hanno evitato l’errore strategico di Barcellona), se non avesse difeso decimo su decimo la sua posizione dal rientrante Piastri oggi non lo saluteremmo affatto quale trionfante vincitore del GP, no? Questo è. Vince chi taglia il traguardo per primo. Se la stavano giocando quei due là davanti e poi si sono scornati malamente? Peggio per loro. Ciò non intacca di un epsilon il merito di giorgino perché era lui, e non altri!, ad essere lì ad approfittarne. Grande!

PIASTRI: 6,022*10^23

A Piastri va la costante di Avogadro: un bel numerone anche qui. Sostanzialmente il motivo di tale sgargiante valutazione ricalca quello di giorgino: anche lui, e non altri, era lì ad accalappiare il podio dopo il patatrac là davanti. Il giovane australiano ha zoppicato un po’ in qualifica perché 3 decimi di distacco da Norris sono oggettivamente troppi per lui, anche e soprattutto in considerazione che il giro dura poco più di un minuto (sempre al netto dei discutibili track limits). Tuttavia, si è riscattato molto bene in gara con la straordinaria perla del sorpasso a Perez al 7° giro in cui resiste all’esterno della curva 6 in un modo che nessuna legge della fisica riesce a spiegare. Non pago al giro 48 fa un sorpasso geniale ad Hamilton: alla fine del rettilineo che porta a curva 3 aspetta la linea drs per inserirsi all’interno. In questo modo, in uscita è lui ad avere DRS e non l’eptacampeao il che gli consente di resistere abbastanza comodamente al suo ritorno. Nel finale di gara, poi, regola Sainz e si getta all’inseguimento di Russell che non riesce solo grazie all’ostinata tenuta di quest’ultimo. Bravissimo!

SAINZ: 7.342*10^22

Sainz si merita il corrispondente della massa lunare in kg. Si può attribuire tale massa a quella dei suoi attributi, necessaria per zittire la pur brava intervistatrice a fine gara e lanciare nell’etere il malinconico messaggio d’amore alla rossa così mitigando il gretto paragone andrologico con un lunare romanticismo che, lo confesso, mi ha fatto venire i lacrimoni!

Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
Silenziosa luna?
Sorgi la sera, e vai,
Contemplando i deserti; indi ti posi.
Ancor non sei tu paga
Di riandare i sempiterni calli?

Non me ne voglia Leopardi per questa irriverente citazione ma lo sguardo del nostro Carlos, in occasione di quella commovente dichiarazione, era davvero lunare. Tornando con i piedi per terra, anzi, sul circuito, i 22 zeri anziché i 23 di Piastri sono giustificati in negativo soltanto dal gradino più basso del podio e in positivo dalla grande solidità mostrata lungo l’arco della gara. Bravo!

HAMILTON: -23,142.

Fa freddo nell’abitacolo di Lewis, tanto freddo, direi che siamo intorno ai 23 gradi sottozero che, guarda caso, è una temperatura che assomiglia ai secondi presi in gara da Russell. E perché, di grazia? Dopo la bella prova di Barcellona non ti aspetti che un campione del suo calibro, in un circuito ove conta tanto l’esperienza e la precisione di guida, le prenda così sonoramente dal compagno di squadra. E invece è andata esattamente così. Titubante in qualifica e in gara, dopo i primi giri assai aggressivi, va in retromarcia fino alla fine. In tutta franchezza non mi viene molto altro da dire.

VERSTAPPEN: 1.67*10^-27

Il voto è la media tra la solita perfezione mostrata in qualifica (che giro!) e in gara fino al secondo pit e il casino che ha combinato dopo. Ne è venuto fuori un numero che corrisponde alla massa del protone in kg. Non è granché vero? Suvvia! È pur sempre la particella elementare più… positiva! Alla fine, nel marasma dello spettacolare duello con Norris è quello che oggettivamente ne esce vincitore nel mero senso dell’essere arrivato al traguardo e aver comunque fatto più punti del diretto (diretto?!) inseguitore e di non portarsi penalità nel prossimo Gran Premio. Per certi versi è un peccato perché Max stava facendo il suo fino a quando quel bullone non si è inceppato durante il secondo pit. Il giro monstre in qualifica ha veramente dell’incredibile: su un circuito da 1.04 ha dato ben 4 decimi a Norris, secondo in griglia, e quasi un secondo ad un Perez che era comunque arrivato in Q3. Quando fa così gli aggettivi si perdono nell’aere eterno. Della perfezione in gara fino al secondo pit ho già detto e della vittoria nella battaglia con Norris pure. Ma è proprio qui che vengono in aiuto espressioni idiomatiche quali “vittoria di Pirro”. Quella inutile, quanto puerile, espressione di machismo “formulaunistico” ha riportato alla mente il Max dei primi tempi, tanto esaltante quanto sconclusionato che al sottoscritto ad un certo punto (mi pare nel 2018 quando ha avuto ragione di Ricciardo solo nell’ultima parte di stagione nonostante tutto il team remasse contro sorrisone) ha anche fatto venire qualche dubbio sulla sua futuribilità da CdM. Non solo. L’errore compiuto da Max in occasione del fattaccio è un errore che anche la versione giovane dell’olandese non avrebbe commesso. In pratica, dopo essersi inserito all’interno di curva 3 ha poi allargato in modo totalmente gratuito e, soprattutto, inutile finendo per cozzare contro la McLaren. La mossa è stata stupida perché in curva 3 non è fisicamente possibile tenere l’esterno con vantaggio di scorrevolezza: è una curva ad angolo. L’avrei capito, per dire, in curva 4 dove un tentativo del genere, per quanto difficile è purtuttavia possibile. La mossa è stata, dunque, poco intelligente, poco sagace, poco utile. Nemmeno può esser scambiata per difesa da duri in quanto, palesato l’errore tecnico, non è certo per questa mossa che i suoi futuri avversari penseranno di non attaccarlo. La memoria è corsa allo Schumacher duro e falloso in situazioni analoghe ma anche alla stessa motivazione: tanto era abituato il grande Schumy a condurre davanti che non aveva più la sensibilità per il corpo a corpo. Che sia lo stesso per il buon Max? Non sarebbe possibile, dopo due anni e mezzo di dominio assoluto (meritatissimo!) che abbia perso un poco della straordinaria sensibilità in questo frangente che piaccia o meno aveva fino al 2021? In definitiva, dunque, assistiamo al primo vero momento di debolezza da parte di Max da molto tempo a questa parte. Non significa nulla, per carità, ma con il caos interno al team (leggo di nuovi litigi tra Horner e Jos) e le sirene tentatrici di nuove avventure sempre in agguato non va sottovalutato. Staremo a vedere.

(NORRIS)

E Lando? Ho già scritto, più sopra, che ha fatto benissimo a provare anche se alla fine è quello che ci ha rimesso di più. Però va anche detto che i tentativi non sono stati molto lucidi. Un paio di volte ha tentato l’impossibile, preovando l’infilata in curva 3 pur essendo troppo lontano. Con la vettura che si ritrova, con le gomme più performanti e con ben quindici giri da affrontare in duello non vi nascondo che avrei preferito vedergli tenere una migliore e più intelligente condotta in quel frangente. Mi ha anche sorpreso perché landino nostro ha mostrato in passato non soltanto grande velocità ma anche ottima sensibilità nel corpo a corpo. Credo si sia lasciato prendere dall’affanno e non era proprio il caso. Gli rimane il merito di aver portato allo scoperto la facilità di occlusione venale dell’olandese.

HULKENBERG: 217+36=253

Sommando i Gp corsi alla sua età otteniamo il fantasmagorico voto del buon Hulk che porta ai piani alti e nei punti una Haas che stava andando male assai. E lo fa con decisione perché si mette dietro nientepopodimeno un Perez che pure lo aveva pressato negli ultimi giri. Battaglia anche la sua con Checo (certo uno che non la manda a dire nei duelli) vinta con forza e merito a suon di ruote bloccate nell’ultimo giro. Che dire? Bravissimo!

PEREZ: 1,616*10^-35 + l’attenuante=0,7

Inizialmente avevo messo la lunghezza di Planck quale voto per il nostro. Nota come la misura più piccola possibile mi pareva il modo giusto per interpretare pagellisticamente la gara del messicano. Dopo una partenza grintosa (pure troppo: chiedere a Leclerc) e un bel duello con Piastri e considerato che RBR sembrava essere giunta in Austria con aggiornamenti positivi, mi aspettavo un Checo ben più in palla di quanto si è visto poi. Da qui il misero voto. Poi, giusto prima di pigiare il tasto “pubblica” per il presente articolo, quando ho scoperto che proprio nel duello con Piastri ha avuto dei danni, ho deciso di dargli le attenuanti del caso. Il voto rimane basso ma non il più basso possibile, suvvia. Null’altro da dire (anche se ce ne sarebbe, oh se ce ne sarebbe!)

MAGNUSSEN: 136

Anche il buon Kevin gode dei progressi Haas e contribuisce al salto quantico in classifica del team con un ottavo posto da applausi. Bello il duello casalingo, in uscita dal primo pit di Hulk quando nessuno dei due voleva frenare per primo alla curva 3 e finiscono entrambi lunghi. In quell’occasione è lui a uscire davanti ma nel finale deve cedere al ritorno di Hulk (e di Perez).

RICCIARDO: 7

Voto scolastico ma positivo per sorrisone. Dopo le due ultime, tremende, gare ritrova il sorriso per i punti insperati, per una migliorata competitività della vettura e per aver messo dietro il furetto giapponese. Meglio di così!

GASLY: 7+

Il “più” è dovuto alla grinta extra messa nel duello che ha avuto con Ocon quando a metà gara si sono ritrovati a combattere alla curva 3: dopo che Esteban l’ha messo fuori pista non si è perso d’animo e l’ha rincorso come mia nonna da piccoli quando assaltavamo i barattoli di Nutella. Bravo!

NOTE DI MERITO

Forse ho avuto le traveggole ma mi è parso che Sauber, in gara (ma non in qualifica) non fosse più così lontana dalle altre. Non che mettersi dietro lo spento Alonso degli ultimi tempi sia un gran merito ma visto come stavano andando le cose…

NOTE DI DEMERITO

Qui ci sarebbe da scrivere un romanzo a là Dostoevsky ma mi limito a notare che l’unico a prendersi due giri di distacco è stato ancora una volta Sargeant.

Il beniamino Leclerc è senza colpe in gara ma non ne è esente in qualifica: l’errore nel giro decisivo della Q3 è tutto farina del suo sacco.

NOTE CHE I TRACK LIMITS VANNO ABOLITI

Vexata quaestio. Se si fa come in Austria che dipingono di blu il tratto oltre il cordolo per dare ai piloti la misura dell’infrazione e poi mettono ghiaia subito dopo allora che senso ha dare i track limits? Se tocchi la ghiaia sei fuori, certo, ma perdi anche tempo quindi mal te ne incolga: che senso ha avuto la punizione di Piastri in qualifica?

Inoltre, se i track limits e relativi warning servono per impedire ai piloti di trarre vantaggio da traiettorie non consone al disegno del tracciato allora che senso ha punire (vedi Norris) chi vi è costretto da manovre degli altri piloti?

La ratio, santo cielo, la ratio!

Ci vediamo a Silverstone!

BASTIAN CONTRARIO: La croce

LA CROCE

Mi spiace, non ci sto ad addossare la croce solo sulle spalle del singolo, perché semplicemente non è giusto. C’è del marcio in questa F1 e di sicuro la parte andata a male non è Verstappen, almeno per quello che abbiamo visto domenica scorsa. Nel GP di Austria, che si è da qualche giorno concluso, si è consumato il misfatto che sta dando tanta visibilità alla F1 (dubito che ai “capoccia” del Sistema tutto ciò dispiaccia) e che era inevitabile che accadesse a questo punto e, tra l’altro, abbiamo già avuto modo di vedere nel 2016 tra Hamilton e Rosberg e, sempre tra Hamilton e appunto Verstappen nel 2021. Perché il punto è proprio questo: la disabitudine ai contatti “maschi” tra piloti che lottano realmente per la loro posizione, contatti che ormai sono merce rara, dato che siamo educati da anni a vedere campionati drogati in maniera smisurata, che si riflettono poi nel dominio di questo e quel pilota, che veleggia in solitaria per una intera gara con un vantaggio di un secondo al giro sui diretti avversari. Quante volte su queste righe ho detto che attualmente questo regolamento, in virtù del fatto che la curva di miglioramento si è praticamente appiattita, è una benedizione in tal senso? Quante volte ho ribadito il concetto che, con così tanti avversari così vicini tra di loro, la probabilità di lottare in pista a beneficio dello spettacolo aumentava esponenzialmente e, che proprio questo regolamento invece di azzerarlo così rapidamente facendo ricominciare tutto d’accapo magari proprio con l’inizio di un nuovo soporifero dominio, sarebbe stato meglio tenerlo per un altro po’?

Alla fine è successo l’inevitabile e cioè lo scontro tra i due “amici” Max e Lando, con quest’ultimo, che è stato quanto meno ingenuo nel credere che l’attuale campione del mondo gli potesse essere realmente amico anche in pista. Partiamo subito dall’episodio incriminato. Max, quando viene attaccato da Norris, si sposta? Assolutamente si. Di fatto l’olandese in pista fa quello che vuole e aggiungerei, che proprio questo atteggiamento spavaldo, arrogante agonisticamente parlando, gli ha permesso di divenire quello che è, ovvero campione del mondo. Con questo non sto affermando che sia giusto, perché se ci sono delle regole, queste devono essere rispettate. Vero è che questo è Verstappen e di certo non lo scopriamo oggi com’è realmente in pista. L’attuale campione del mondo vive per la vittoria, cosi è stato educato, ovvero a non guardare in faccia a nessuno, ed ingenuo (o dovrei dire fesso?) a chi crede il contrario e purtroppo, Lando, ha quanto meno peccato di ingenuità a riguardo. Le sue continue lamentele, mentre gli era dietro cercando di sopravanzarlo, è una roba che non si può ne sentire e ne vedere. Anziché pensare a come toglierselo dai piedi, ha preferito piangere per radio aspettando che arrivasse il miracolo dal cielo, che in questo caso si chiama Direzione gara che commina una penalità al campione. Ed è proprio in questa non azione da parte dei commissari di gara, che dibatto sul fatto che non è giusto addossare la croce solo ed esclusivamente sull’olandese. Come detto precedentemente, esistono delle regole (troppe!) le quali devono essere rispettate. I commissari nella loro infinita saggezza, in corso d’opera, hanno punito un inutile Perez senza pensarci nemmeno un secondo eppure è anche vero che il campione del mondo, parimenti, andava sanzionato già molto prima dell’episodio in questione (per via delle righe bianche oltrepassate… la F1 che guarda il millimetro; che tristezza), solo che nulla è stato fatto… non sia mai che si andava a rovinare la gara (di casa) della Red Bull, mentre nel frattempo il buon Norris si è beccato cinque secondi per abuso di track limit durante la gara. C’è del metodo nella perversione di come viene amministrata questa F1: si è alla continua ricerca di spettacolo per far dimenticare i decenni soporiferi che ci siamo sciroppati e, per giustificare il costo del biglietto aggiungerei e poi, ecco che cala la mannaia (non equanime e mortificante) della giustizia sportiva nel momento più esaltante della gara stessa, che poi è la plastica rappresentazione dall’essenza della F1, cioè il sorpasso. Ecco il vero problema, ecco dov’è il marcio: prima si è alla ricerca di qualcuno come Max, il quale ha fatto molto comodo negli ultimi anni di dominio della Mercedes e, poi lo si mette alla gogna per il suo comportamento che guarda un po’, proprio non gli vuole entrare nella testa che deve cedere la posizione perché “tanto ha più di settanta punti di vantaggio sul diretto avversario”! Scrivo questo perché la tragedia è che nel “ring” delle interviste, a Max glielo hanno anche fatto notare e, il campione da par suo ha risposto “Potrei stare anche a casa? Sono qui per vincere, non per arrivare secondo. Quando lotti per la vittoria, perché non puoi lottare duramente?”, frase che farei mettere nei libri di coaching che insegnano la motivazione e, a raggiungere una mentalità vincente. Credete che se Max non avesse avuto questa mentalità e quindi questo comportamento in pista, sarebbe riuscito a diventare campione del mondo contro Hamilton (quando ancora faceva male e paura, ora ad essere sinceri, non so cosa sia diventato il campione inglese) nel 2021? Parliamo di un ragazzo che è stato sbattuto alla Copse (tra meno di sette giorni si corre proprio a Silverstone tra l’altro) a più di duecento all’ora da un sette volte campione del mondo, giusto per mettere le cose in chiaro. Molti avrebbero perso la testa per questo, di certo non Max, visto che a Monza non ci pensò due volte a chiudere alla chicane, passando con le ruote sopra la testa del baronetto. Max è cosi, prendere o lasciare e, come ho sempre detto (ne dico troppe di cose!), se vuoi combattere contro di lui devi mettere in conto che prima o poi ci sarà il contatto, perché semplicemente non è nel suo DNA accettare di perdere così facilmente… almeno non a parità di mezzo. Sia chiaro, qui nessuno vuole l’auto scontro, solo che la vera F1 è questa: corpo a corpo, logoramento di nervi portando l’avversario alla pazzia se necessario, per poi farlo sbagliare e se poi non sbaglia, pazienza… “o passo io o passi tu se proprio non vuoi cedere”. Ribadisco il concetto, “il pesce puzza dalla testa” e quindi, se proprio si deve addossare la croce su qualcuno, quel qualcuno è proprio la Federazione che lascia correre ed interpreta il regolamento a seconda di come ne conviene la propria virtù.

In tutto questo delirio agonistico dov’era Ferrari? La Rossa era sulla soglia a guardare, con un Charles completamento risucchiato dal gruppo, a causa sia di una monoposto che non lo asseconda più in qualifica e, sia perché con la testa inizia a “volare”: troppo nervosismo (comprensibile), troppi grilli per la testa che iniziano a cantare all’unisono, dato che ormai ha capito che Monaco è stata una parentesi se non una illusione e, che anche quest’anno purtroppo è andato. Nel contempo, a salvare la faccia alla Beneamata e, al suo Team Principal (prima quando Ferrari affondava, la croce era di Binotto, oggi la croce è di tutto il team… potere della narrazione!), c’è un inossidabile Sainz, il quale va a confermare quello che ho sempre affermato (ci risiamo!) e cioè, che Ferrari ha la migliore coppia del lotto: se manca l’uno c’è l’altro e, lasciatemelo dire, è di una tristezza infinita dover sentir dire da un pilota come lui “Lasciatemi godere questo momento perché non so se l’anno prossimo si ripresenterà l’occasione”. Detto ciò è proprio questo connubio, rappresentato da Charles&Carlos, che sta tenendo a galla (fino a quando?) la Scuderia in vetta alla classifica costruttori. Certo, di questo passo, saremmo scavalcati da McLaren e chissà forse anche da Mercedes, di sicuro quando succederà sapremo a chi addossare la croce.

Vito Quaranta