La F1, nel suo danzare a 300 all’ora, nasconde un lato crudele. Talvolta in una frazione di secondo è necessario pianificare e portare a termine la propria mossa, sempre in bilico fra il successo e il fallimento. E’ in queste occasioni che risiede la legge di natura applicata al motorsport: i migliori, i più rapidi ad adattarsi alle condizioni esterne che si manifestano in un GP, emergono sugli altri e sopravvivono.
L’altra sera ero in redazione. Da solo. Gli altri erano già andati via. Ero lì, stanco e con il bicchiere quasi vuoto e con la testa che ciondolava un po’, quando squilla il telefono. Una voce gracchiante dall’altra parte, sicuramente una centralinista infelice, mi annuncia che in linea c’è il sig. Justin Trudeau; chiedo di attendere un attimo per consultare il mio libro del “Who’s Who in the World”, e accetto la telefonata. Continua la lettura di Formula 1 Grand Prix du Canada 2016→
Eccoci a discutere di un altro GP di Monaco, evento che considero IL GP per eccellenza: perché qui c’è l’essenza del mondo Formula 1, come storia, glamour, imprevedibilità, e – io direi di ricordarcelo eh – professionalità eccelsa del personale che con efficienza mantiene questo budello fra i muretti percorribile nonostante l’irruenza dei giovani sull’asfalto.
Non vi ammorberò con il resoconto del giov-erdì e sabato mattina perché le FP, diciamocelo, viste da fuori sono solo un riempitivo che mette sull’ottovolante gli umori dei tifosi. Per chi non lavora in un box (… ma inizio a temere, anche per quelli che lavorano in CERTI box) non c’è nulla da capire.
Ringers carissimi eccoci pertanto giunti alla kermesse monegasca la quale, come da tradizione, comincia domattina alle 10:00 con la prima sessione di prove libere alla quale seguirà la seconda alle 14:00; come di consueto, si proseguirà sabato alle 11:00 con la terza ed infine alle 14:00 per le Qualifiche.
Buongiorno Ringers! In leggero ritardo rispetto alle abitudini del Bring arriva la consueta “analisi” del Gran Premio, anche stavolta ricco di episodi interessanti e, mi tocca dirlo, storicamente indimenticabile. Ha vinto il neopatentato. Non voglio partecipare alla solita discussione sulla facilità di queste monoposto, guidabili (bene) anche da un diciottenne. Anche perché il ragazzo ha imparato prima a tenere in mano un volante e poi a camminare. E allora, non è che improvvisamente a fine anni ’90 è stata la gravità a diventare più difficile?
Vista la grande quantità di temi, andiamo in ordine cronologico dal venerdì alla domenica, tenendo presente un fattore che si è rivelato fondamentale nell’evoluzione del week-end, la temperatura.