Premessa… Quartararo ed anche Mir meritano la copertina. Lo meritano tanto. #NextGen
Gara dalle mille emozioni.
Fabio Quartararo vince in Spagna, il Catalunya Circuit è uno dei suoi preferiti e si vede. Trionfa in Spagna davanti a Mir e Rins.
Dovizioso e Zarco entrambi a terra. Foto MotoGP.com
Chiude quarto Morbidelli davanti a Miller.Pronti via e Dovizioso viene buttato fuori da un incolpevole Zarco. Il francese perde l’anteriore e travolge Dovi.
Sembrava la giornata perfetta per Valentino Rossi, l’errore di Morbidelli lo aveva portato a soli 7 decimi da Quartararo. Annusava la vittoria. Sentiva l’odore della preda.
Valentino Rossi cade mentre era all’inseguimento di Fabio Quartararo. Dejavú di LeMans 2017. Foto MotoGP.com
Un altro errore gli preclude le chance di vittoria. Chiusa di anteriore e GP finito.
La sensazione è che questo Valentino (post 2016) ogni volta che spinge per la vittoria commetta un errore. Sin da LeMans 2017.
Il mattatore di giornata è ancora una volta il Maiorchino Joan Mir. Gara entusiasmante per il Pilota Suzuki autore di una rimonta pazzesca.
Si rivede anche Alex Rins finalmente. Una gara altrettanto incredibile la sua che si prende un podio bellissimo strappandolo a Morbidelli.
Se Valentino ha commesso un errore devastante, non da meno è stato Vinales. Partenza disastrosa e gara tutta in salita. Arretrati fino alla 16^ posizione riesce a chiuderla in 10^ soltanto per le cadute di quelli davanti.
La classifica Mondiale si ridisegna forse definitivamente. Quartararo, Mir e Vinales sono i candidati al Titolo Mondiale. Un occhio lo darei anche a Morbidelli.
Classifica Mondiale
🥇 Quartararo 108
🥈Mir 100 (-8)
🥉Vinales 90 (-18)
Classifica Mondiale aggiornata. Fonte MotoGP.com
Scivola in quarta posizione Dovizioso, a 24 punti dalla vetta. Addirittura fuori la Top10 Valentino Rossi.
Un Mondiale pazzo che piano piano ( molto piano) trova i suoi padroni. Senza Marquez è dura.
MOTO2
Vittoria ed allungo nel Mondiale per Marini.
Sembrava un assolo di Luca Marini. Una gara in solitaria come spesso accade al Pilota dello SKYVR46. Invece si trasforma, negli ultimi giri in una bellissima battaglia tra lui ed il Pilota britannico Sam Lowes.
A 9 giri dal termine Lowes supera Marini e tenta l’allungo non riuscendoci. Bagarre bellissima negli ultimi 3 giri dove Marini rientra e si riprende la testa della gara andando a vincere in Calalogna.
Fantastico il 3° posto di Fabio Diggianantonio che chiude un weekend in crescendo. Bastianini e Bezzecchi chiudono in 6^ e 7^ piazza.
Bellissima la bagarre tra Navarro e Joe Robert per il 4° posto, mentre purtroppo non finisce la gara Jake Dixon. Il Pilota britannico, dopo un inizio in sordina, sembra aver trovato il giusto feeling con questa Moto2.
Classifica finale Catalunya GP. Fonte MotoGP.com
Luca Marini allunga nel Mondiale guadagnando tanti punti sui diretti rivali, considerando anche il ritiro di Jorge Martin.
Classifica Mondiale
🥇Marini 150 pts
🥈Bastianini 130 pts (-20)
🥉Bezzecchi 114 pts (- 36)
4️⃣ Lowes 103 pts (- 47)
MOTO3
Finalmente Darryn, Ogura leader del Mondiale.
Darryn Binder vince il Catalunya ho. Foto tratta dal sito MotoGP.com
Con buona pace dei perbenisti (quando non sono Piloti di casa) questa gara la vince Darryn Binder.
Si. Quel Darryn Binder. Quello che ogni gara viene bistrattato da alcuni “esperti del settore” (se possiamo chiamarlo così…).
È stata una maturazione lunga, Darryn è un Pilota che da sempre il cuore in ogni gara. Getta il cuore oltre l’ostacolo, come accadeva spesso in ogni gara qualche anno fa per tutti i Piloti.
Molto spesso viene addirittura additato come Pilota scorretto, troppo irruento, pericoloso…
Vince una gara strepitosa, senza se e senza ma davanti ad Arbolino e Foggia. Colpo di scena alla curva 4 quando McPhee perde l’anteriore e travolge Arenas. Entrambi a terra e gara finita.
Top15 del Catalunya GP. Fonte MotoGP.com
Occasione non colta da Ogura che chiude soltanto 11° guadagnando la testa del Mondiale. Tutto il weekend ha lottato con la sua moto, perdendo ad occhio tanto sul rettilineo.
Classifica Mondiale
🥇 Ogura 122
🥈 Arenas 119
🥉 McPhee 98
4º Arbolino 95
5º Vietti 94
Immagine di copertina fonte MotoGP.com
Appuntamento a domenica 11 ottobre per la gara sul mitico Bugatti di LeMans.
Terza domenica di fila per il Motomondiale e via al round di Barcellona sul circuito del Montmelò.
Il circuito catalano ospita la MotoGp ad una settimana di distanza dalla gara del WSBK e i curiosi potranno far un sommario confronto tra i tempi che, per inciso sono i seguenti.
Pole SBK Rea 1’41.619
Miglior giro in gara1 Rea 1’42.797
Miglior giro in Superpole Race Bautista 1’41.828
Miglior giro gara 2 Davies 1’42.646
Lo scorso anno (era giugno) Quartararo fece la pole in 1’39.484 e Marquez girò in gara in 1’40.507
Vedremo l’incidenza della temperatura e delle nuove Michelin in questo weekend.
Partiamo da una considerazione venuta fuori dalla bocca di Fabio Quartararo lo scorso weekend, ovvero che la Suzuki è la miglior moto del momento. Delle 7 gare vinte sinora ben 4 sono andate alla Yamaha e con tre piloti diversi su 4 disponibili….Due vittorie a KTM con due piloti diversi ed una vittoria Ducati..
Non siamo in grado di giudicare quale possa essere la moto migliore dal divano. Possiamo guardare i numeri e farcene un’idea di massima leggendoli ed interpretandoli. Potremmo anche mettere insieme il calcolo delle pole ed anche il numero di giri condotti in testa da inizio mondiale? L’unica considerazione che viene fuori è che Fabio abbia pagato troppo la tensione del successo. Prima smetterà di pensare al resto, prima tornerà a fare quello che meglio gli riesce, prima tornerà a vincere: ad oggi la combinazione migliore con le gomme la sta cavalcando lui e non gli altri.
(immagine tratta da gpone.com)
Sul circuito spagnolo è d’obbligo considerare i nativi iberici come favoriti, esattamente come accade a casa nostra.
Il fattore campo ha sempre una sua valenza anche se il lungo rettilineo e le parole degli esperti dicono che sia una pista pro-Ducati. L’unico spagnolo in sella ad un’italiana è Titone Rabat: vuoi che sia lui il settimo vincitore di stagione?
Scherzi a parte Dovi deve darsi una svegliata. Ha perso un filotto di occasioni per sferrare il colpo decisivo alla stagione e allungare, proprio lui che è stato vicecampione per tre anni di fila. Vero che la gestione della sua uscita da Borgo Panigale ha avuto i soliti contorni antipatici, però quanto bello potrebbe essere andarsene lasciando un profumo di rimpianto nelle narici dei managers bolognesi? Provaci Andrea.
Sulla sua stessa moto ci sarà Pecco Bagnaia reduce da due weekend da leone sulle coste romagnole. Mi fermo a questo e non vado oltre: scaramanzia e tifo personale.
Insomma, possiamo dir tutto ed il contrario di tutto quest’anno, certi di essere smentiti dalla pista ed esserci lambiccati il cervello in analisi che non troveranno riscontro.
E in casa Honda? Ripeto da settimane “no Marquez no party”. Questa volta aggiungo un pezzetto. L’ultima RCV sta facendo a pezzi i piloti. Se di Marc già sappiamo, Lorenzo l’ha “usata” per scrivere l’epitaffio della propria carriera. Cal non fa un weekend sano dal 2019 e ne ha talmente paura che pur di non salirci riesce a sfasciarsi una caviglia nel paddock. Bradl fuori combattimento. Nakagami ha le ossa di gomma visto quanto è andato in terra. L’unico che resiste è Alex Marquez che deve aver capito che gli convien prendersela comoda, tanto è comunque fuori dal team ufficiale.
Siamo in terra spagnola potrebbe essere la volta di Joan Mir? In effetti lo spagnolo sta andando forte, soprattutto nei finali di gara. Deve imparare a mettere insieme la prima fase per star subito davanti, altrimenti diventa troppo difficile anche per lui. In casa Suzuki stiamo perdendo Rins: offuscato dal compagno pare aver perso la bussola ed a parte qualche sprazzo non si è ripreso dall’incidente di inizio stagione.
(immagine tratta da gpone.com)
Da diversi Gp non parliamo più di Aprilia. Stanno facendo un lavoro molto oscuro con la speranza di fare il balzo il prossimo anno grazie alle libertà regolamentari sul motore delle quali possono usufruire.
Il team Gresini non merita di stare li in fondo e sarebbe opportuno che pensassero di accaparrarsi quel Dovizioso attualmente “Unemployed” come scritto sulla tuta. Il forlivese ha le competenze e l’esperienza necessaria per fare un percorso simile a quello di Dani Pedrosa artefice dei tanti progressi della KTM. Massimo Rivola ci dovrebbe seriamente pensare…magari lo sta già facendo. Vero è che stiano apspettando l’appello sulla questione Iannone e che i due piloti si amavano quanto due suocere acide. Però il tempo scorre..
(immagine tratta da Gpone.com)
Moto2
Bastianini è balzato in testa al campionato perché è stato bravo a sfruttare la gara atipica di domenica scorsa. Durante le interviste da l’impressione di essere molto sicuro del fatto suo e che le voci della sua promozione nella classe maggiore gli abbiano fatto bene piuttosto che distrarlo come spesso accade. Le voci parlano di lui In Avintia insieme al suo rivale più forte Luca Marini. Vuoi mai che alla fine sto campionato lo vince Bezzecchi che resterebbe in Moto2?
Sono sempre loro i tre indiziati principali per la vittoria. Piloti come Luthi e Baldassarri competitivi ad inizio 2019 sono spariti a centrogruppo.
(immagine tratta da corsedimoto.com)
Moto3
Arenas ha dilapidato tutto il suo vantaggio sulle riviere romagnole. Il giapponese Ogura lo segue in campionato a due soli punti nonostante non abbia ancora vinto una gara contro le 3 dello spagnolo. Come si diceva ad inizio stagione ogni passo falso può costar carissimo: in gare dove nessuno dei ragazzetti molla un centimetro e non regala niente, la regolarità che ad oggi ha avuto Ai sta premiando. Se si mette anche a vincer le gare saranno dolori per tutti.
Celestino Vietti è ormai una garanzia se non lo tirano in terra. A Misano ha rischiato anche troppo ma ha portato a casa un bel podio . La vittoria potrebbe aver rinfrancato una volta per tutte anche Fenati: deve cercare un posto in Moto2 perché sulla Moto3 non ci stà più, è troppo grosso. Romano è stato nel “giro di Valentino” e sta avendo una seconda possibilità importante nel team di Biaggi ovvero alla corte dei piloti italiani più vincenti degli ultimi 25 anni. Che non sperchi questa opportunità perché non ne avrà altre.
3 GARE – 3 VINCITORI DIVERSI – 6 PILOTI A PODIO SU 9 POSTI DISPONIBILI.
Avete letto bene⁉️ ⬆️ Rileggetelo. Questo è il Mondiale Superbike, il Mondiale Signore e Signori. Non un Campionato Nazionale, il Campionato del Mondo.
Potremo dilungarci su regolamenti, format di gare e quant’altro ma il risultato è che non vince più sempre lo stesso, non vince sempre la stessa moto bensì il risultato finale è un’incognita ogni gara.
Unico neo⁉️ La copertura TV lascia a desiderare. (Vorrei dire altro ma mi trattengo contando fino a….). Se non hai il videopass praticamente quest’anno è difficilissimo…
Rea e la ZX10-RR trionfano in Gara1. Immagine WorldSBK.com
Il gara 1, sul circuito sconosciuto alla maggior parte dei Piloti, trionfa nettamente Rea, davanti alle Ducati Ufficiali di Redding e Davies.
Molti si aspettavano, compreso me, un risultato di rilievo da parte di Redding. Rea non aveva mai corso su questo tracciato, il che la dice lunga sulla differenza tra il Pilota Kawasaki e quello Ducati.
Chaz Davies sempre più in forma su questa V4 tanto da cominciare ad impensierire Scott.
Van Der Mark e la Yamaha R1M trionfano nella SP Race. Immagine WorldSBK.com
Nella Superpole Race i Piloti ci regalano una gara completamente diversa. Ritorna “Magic Mike” che vince davanti a Rea ed al privatissima Baz.
Yamaha quest’anno aveva puntato tutto su Toprak Razgatioglu, Van Der Mark (futuro BMW) si toglie un bel po’ di sassolini dalle scarpe.
Ottima la 5^ posizione del’Americano Gerloff, sulla Yamaha GRT. Un prospetto interessante per il panorama SBK.
Delude tantissimo Redding, solamente 8° che perde altri punti preziosi da Rea.
Chaz Davies ritorna alla vittoria in Gara 2. Immagine WorldSBK.com
In gara 2 ritorna al successo Chaz Davies. Il Pilota Ducati sembra sempre più a suo agio sulla V4 dopo aver domato egregiamente la vecchia bicilindrica negli anni passati.
Vince una gara d’autorità davanti a Van Der Mark ed alla rivelazione Garrett Gerloff. Il texano di Spring corona il sogno di salire sul podio nel suo primo anno di Mondiale con una moto privata. Tanta roba.
Giù dal podio Jonathan Rea. Strano da dirsi ma in realtà ha nuovamente messo dietro il rivale per il titolo Redding. Il Pilota Ducati è arrivato 6° dietro la S1000RR di Sykes, perdendo altri punti.
Questo doveva essere un weekend ad appannaggio di Scott Redding. Perché? Conosceva la pista a menadito avendoci corso dal 2008 al 2018. Invece ha perso altri punti preziosi. Adesso è a -51.
🥇Jonathan Rea 290
🥈Scott Redding 239
Classifica Mondiale. Fonte WorldSBK.com
Mancano due round alla fine del Mondiale. 124 punti in palio. La battaglia è più aperta per la Classifica Costruttori⬇️
🟢Kawasaki KRT 435 🔴 Ducati Aruba 427
IMHO – Rea verrà incoronato Re in Francia, entrando definitivamente nell’Olimpo del Motociclismo vincendo il 6° Titolo Mondiale consecutivo
Mettetelo a fuoco. Bagnaia fu capace di portare la Mahindra (in Moto3) a lottare per la vittoria.
Lo scorso anno persi la voce dicendo “attenzione fatelo adattare alla Ducati, ha avuto difficoltà Jorge Lorenzo figurarsi lui”.
Grazie Pecco. Grazie lo stesso, nonostante la caduta.
MOTOGP- VINALES PRESENTE!
Vinales è il presente ed il futuro di Yamaha. Ad Iwata non devono dimenticarlo.
Pronti via… Dopo 4 giri cade subito Valentino Rossi che dice cosi addio al Mondiale (semmai fosse stato in lizza, non a mio avviso aldilà della classifica). Cadono anche A.Espargaro che travolge Morbidelli, cade anch Binder.
Addio ai sogni di gloria, un errore alla 4 costa la gara ed un eventuale lotta al Titolo per Rossi. Immagine MotoGP.com
Un duro colpo per Morbidelli e Rossi in ottica Mondiale.
La gara diventa un monologo. Dopo l’uscita di scena di Miller (problema tecnico) c’è l’assolo di Bagnaia.
Va in testa e saluta tutti. Malissimo il team Ufficiale Ducati, con Dovizioso e Petrucci mai in partita. Sembra quasi che Ducati li abbia mollati, puntando su Bagnaia.
Con il 1° ed il 2° posto cristallizzato da Bagnaia e Vinales, dietro è bagarre tra Pol Espargaró e Quartararo per il podio.
A 7 giri dalla fine lo shock. CADE BAGNAIA. Si chiude l’anteriore e spalanca le porte a Vinales che fino a quel momento (impressione mia) lo aveva tenuto a bagnomaria.
Da segnalare la grande gara di Alex Marquez che tiene dietro Nakagami (per buona parte di gara) e le Ducati ufficiali.
Negli ultimi 4 giri è bagarre tra Pol Espargaró, Quartararo e Mir.
Joan Mirò regala ancora spettacolo negli ultimi giri. Immagine MotoGP.com
Mir scavalca prima Quartararo e poi Pol Espargaró, regalandoci emozioni uniche. Nella bagarre sbaglia Quartararo che si becca un long lap penalty.
La vittoria di Vinales fa rumore, ma il 2° posto di Mir fa ancora più rumore. È il favorito per il titolo Mondiale.
Vince Vinales davanti a Mir e Pol Espargaró, lo spagnolo della Yamaha eguaglia per numero di podi Crivillé.
Il Mondiale è cortissimo, finalmente però si è delineato in base ai Piloti più veloci di quest’anno ad eccezione di Dovizioso. Il Mondiale è affar di quei tre… Vinales, Quartararo e Mir, con buona pace dei “lettori di classifica”.
Classifica Mondiale. Fonte MotoGP
MOTO2 – La Bestia Romagnola
La Bestia vince a Misano. Immagine MotoGP.com
La pioggia fa impazzire Piloti ed organizzatori. Fino al momento dell’arrivo della pioggia in testa se la giocavano Bastianini, Marini, Bezzecchi, Xavi Vierge e Dixon.
Alcune gocce d’acqua cominciano a cadere e giustamente viene esposta la bandiera rossa. La logica vuole che si cambino le gomme….
No. Rientrano in pista con le stesse, nel momento della ripartenza arriva giù l’acqua. Tutto da rifare.
La ripartenza è una gara “sprint” di soli 10 giri in cui Enea Bastianini parte a “Bestia” e li molla sul posto imponendo un ritmo infernale.
In grave difficoltà il leader della classifica Marini che non riesce a replicare quanto fatto nella prima parte di gara.
Bastianini vince davanti a Bezzecchi e Sam Lowes portandosi a soli 5 punti dal leader della classifica Mondiale⬇️
🥇 Marini 125 pts
🥈Bastianini 120 pts
🥉Bezzecchi 105 pts
Mondiale più aperto che mai ed a trazione tutta Italiana.
MOTO3 – Il ritorno di Fenati
Romano Fenati vince a Misano. Foto MotoGP.com
IMHO – Vedere Fenati, mi fa incazzare a bestia. Tra i Piloti Italiani che corrono in Moto3 non esiste uno che abbia un unghia del suo talento.
A fine gara avrà percorso 5 km in più degli altri con tutte quelle traiettorie esterne
Vedere le sue traiettorie sul Santa Monica è stato qualcosa di esagerato. Il tweet di Elia è iconico e da il senso di quanto abbia fatto in pista Romano.
La gara è stata la solita “gangbang” di emozioni che solo la Moto3 sa regalare. Davanti sono rimasti i migliori a giocarsela.
I principali contendenti al Titolo sono rimasti per un po’ nelle retrovie e poi sono risaliti, alla fine davanti se la sono giocata in sei. Fenati, Ogura, Arenas, Vietti, Masia e Raul Fernandez.
All’ultimo giro Celestino inizia in testa ma viene superato al Tramonto da Arenas e successivamente al curvone da Masia. Tenta un disperato, quanto impossibile, attacco al carro su Masia. Gli tira una bella carenata aprendo la porta a Fenati che si infila ed è imprendibile nelle Misano andando a vincere.
Masia incolpevole ha molto da recriminare. Vietti con una sportellata gli ha compromesso vittoria e podio. It’s racing Baby.
Da tenere d’occhio il 7° posto di Deniz Oncu. Il figliolo di casa “Sofuoglu” è sempre più vicino alle posizioni che contano.
Avevamo detto che il doppio round sul circuito di Aragon avrebbe fatto pendere l’ago della bilancia del campionato verso uno dei due contendenti e così è stato.
Non sorprende che l’ago penda dalla parte del campione in carica Rea. Se si può riassumere in una sola caratteristica fondamentale il motivo del suo successo negli ultimi anni, forse si deve parlare di resilienza. Ovvero la capacità di un individuo di affrontare e superare un momento di difficoltà. Proprio quello che è successo al Motorland.
Pista Ducati per eccellenza negli ultimi anni, con Redding vincitore in gara 1. Eppure l’inglese della Kawasaki ha saputo ribaltare la situazione, vincendo tre delle sei sfide a disposizione nel doppio appuntamento e andando sempre a podio. E inducendo all’errore un Redding evidentemente frustrato dalla capacità di Rea di essere sempre in gioco per la vittoria.
Ecco, un’altra caratteristica di Rea, comune a tutti i campioni degni di tale nomea. Non sbaglia praticamente mai, difficile che porti a casa zero punti. E anche quando sbaglia, come in gara 2 di Teruel, ha la fortuna di salvarsi sempre prima dell’irreparabile. Come i grandissimi.
immagine da sportmediaset.mediaset.it
Lo score adesso recita +36 su Redding, un bottino cospicuo che già potrebbe indurre ad una certa gestione di gare “difficili”. Niente è perduto per Redding ma per crazy Scott cresce la frustrazione di non riuscire sempre ad essere al livello di Rea.
Ora si va al Montmelò, sede di due giornate di test ad inizio Luglio. E non a caso i primi due tempi sono stati di Rea e Redding, con Rea che ha girato più forte di Marquez nella gara del 2019. In ogni caso sarà una sfida a due, nuovamente.
Redding deve sperare nel caldo, dato che proprio le condizioni più fresche di alcune gare ad Aragon lo hanno penalizzato dal punto di vista del grip. E sperare che la Ducati accolga il suo appello di aiutarlo in questa ultima parte del mondiale. Un appello che fece anche Bautista l’anno passato quando le cose si stavano mettendo male, e non è finita molto bene. L’inglese lamenta il fatto di dover forzare troppo la sua guida in certe condizioni che ultimamente si stanno presentando spesso, non riuscendo ad essere fluido come piacerebbe a lui.
Frustrazione aumentata dal fatto che Rinaldi sembra essere il pilota che, inaspettatamente, abbia trovato il bandolo della matassa per far funzionare bene la V4. Reduce da due weekend grandiosi ad Aragon, con qualifiche velocissime, podi e la prima vittoria addirittura in faccia a Rea, si candida come l’uomo nuovo del mondiale, da tenere d’occhio per il 2021.
Un momento magico per Rinaldi che è riuscito in una cosa che fino a poco tempo fa sembrava impossibile: soffiare il posto in squadra ufficiale a Davies per il 2021. Non c’è stata ancora nessun annuncio ufficiale ma tutto fa pensare che Davies, non proprio soddisfatto del rinnovo offerto da Ducati, possa migrare verso Yamaha Pata o Honda se Haslam non dovesse rinnovare.
immagine da riminitoday.it
Al solito si conferma una certa “disinvoltura” del management Ducati nei confronti dei suoi piloti. Di solito queste manovre fanno più male che bene ai diretti interessati, non mi aspetto niente di diverso questa volta, al netto della grossa chance che potrà avere Rinaldi.
Il resto della compagnia sembra invece aver tirato i remi in barca. Le Yamaha ufficiali e le BMW arrivano a Barcellona reduci da due brutti weekend, con scarsa competitività. Solo Honda con Bautista ha fatto segnare dei risultati degni di nota con podi ma anche cadute in gara che non hanno fatto felice in pilota spagnolo.
Tra le novità importanti al Montmelò, una è davvero grossa: Melandri lascia il team Barni e cede il posto a Samuele Cavalieri. Il ravennate, in pratica al suo secondo ritiro, lamenta uno scarso feeling con la moto, adducendo una motivazione che ha fatto sollevare le sopracciglia a diversi addetti ai lavori: è troppo piccolo e leggero per la V4 e non riesce a sfruttarla adeguatamente. Considerando che Bautista, che è anche più piccolo e leggero, ci ha vinto quasi 20 volte nel 2019 con la stessa moto, ci sembra una motivazione piuttosto risibile che non fa onore al suo passato di gran pilota.
Sostituzione in vista anche per il team Pedercini che vedrà il francede Debise sostituire l’infortunato Cortese.
*immagine in evidenza da gpone.com
Rocco Alessandro
Life is racing, all the rest is waiting
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