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MotoGp2019- Gp Italia- Immenso Petrucci

Grande, grande e poi ancora grande Danilo Petrucci.
Oggi Danilo ha spiazzato chiunque avesse in mente cosa scrivere sul Gran Premio d’Italia immaginando una nuova probabilissima vittoria di Marquez dopo quanto mostrato nelle prove e nelle qualifiche.
Ed invece il pilota “operaio” ha costretto tutti a reinventare daccapo i loro commenti al GP, lasciando di stucco il pubblico assiepato sulle colline toscane ed anche quello appeso alla TV.
Danilo è stato grande. La sua è la vittoria del sudore e delle lacrime. Sudore per una carriera cominciata e proseguita in una maniera differente rispetto ai suoi colleghi più blasonati. Lui è la dimostrazione che la forza di crederci aiuta tantissimo, anche quando non hai un background che parte dalle classi minori con i classici step che vanno dalla Moto3 per arrivare nella classe regina.
Il suo percorso è stato diverso ed oggi sublimato con la più bella vittoria che potesse ottenere. Non ci sono state cadute o problemi tecnici altrui a spianargli la strada, e nemmeno condizioni atmosferiche favorevoli ad aiutarlo.
Oggi Danilo è semplicemente stato il più bravo di tutti. E si è messo dietro entrambi i piloti con le più serie ambizioni di titolo.
La gara è partita con il solito ritmo “controllato” che ha consentito la formazione di un gruppone che ha regalato qualche giro di battaglie spettacolari. Nel gruppone anche Rins e Miller hanno partecipato allo show, insieme a Pecco Bagnaia fin quando le Ducati Pramac non sono andate per campi. A tre quarti di gara i tre del podio hanno cominciato a staccarsi rendendo evidente che la vittoria era esclusivamente affar loro.
Danilo ha spento il cervello ed ha acceso il cuore. Non ha pensato di accodarsi al suo compagno di team per fare da spettatore privilegiato della battaglia Dovizioso/Marquez. Petrux ha semplicemente ascoltato il suo cuore ed ha capito che quella poteva essere un occasione splendida da non farsi sfuggire. Sono cominciate le staccate a vita persa in entrata della San Donato col gambone aperto quasi ad ostruire il passaggio agli altri due compagni di lotta. All’inizio dell’ultimo giro è entrato terzo alla San Donato uscendo primo e credendoci sino alla linea del traguardo sulla quale ha preceduto un sempre irresistibile Marc Marquez ed Andrea Dovizioso. Lo spagnolo ha provato a cambiare le regole della fisica entrando a vita persa con moto di traverso inclinata oltre i 45 gradi sia alla Casanova Savelli che alla Scarperia Palagio pur di guadagnare qualche metro. Però oggi si è dovuto inchinare a Danilo e le sue manovre gli hanno solo permesso di difendersi da Dovizioso.
Vittoria per Danilo inequivocabile ed indiscutibile. Conferenza stampa con gli occhi rossi e tutto il Mugello a rendergli merito. Non sarà un fuoriclasse, ma una vittoria in MotoGP battendo Marc Marquez resterà tatuata nella sua memoria ed anche in quella degli appassionati dello sport. Non sarà un fuoriclasse ma una gara di MotoGP non la vinci a caso…

In ottica campionato il risultato è favorevole per Marquez che guadagna qualche punto su Andrea Dovizioso autore di una gara concreta ma al quale è mancato quel piccolo guizzo per star davanti allo spagnolo.
Celebrato Petrucci e celebrata la sua consistente Ducati la gara degli altri è stata per tanti (troppi) in chiaroscuro.
Rins è stato buon quarto dopo aver provato a mettere le sue ruote davanti a tutti nella prima parte di gara. Purtroppo non aveva il ritmo ed il motore per stare insieme ai tre del podio. Le due Ducati Pramac sono state in evidenza per tutta la prima parte di gara fin quando entrambi i portacolori non sono scivolati per eccesso di foga. Crutchlow con la seconda Honda ha fatto una gara onesta, vicino ai primi ma mai con la reale possibilità di lottare.
La grande delusione del weekend sono state un altra volta le Yamaha. Opache le ufficiali sin dalle prove soprattutto con Valentino, anche le Petronas sono scomparse presto, complice una caduta nei primi giri di Morbidelli ed una gara nelle retrovie sia per Quartararo che per Vinales. I passi avanti che parevano essere stati compiuti non sono stati sufficienti per dare competitività ad una moto che sta diventando un vero rebus. Valentino è stato autore di prove travagliate ancora una volta, ed è stato obbligato a partire dal fondo del gruppone con tutte le conseguenze che ne vengono fuori, ivi compresa la foga di recuperare ed il maggior rischio di finire in terra come regolarmente è accaduto.
Lorenzo…Jorge non è mai realmente esistito in gara. Ha cominciato ad alzare la mano verso il team durante il weekend, chiedendo un aiuto sulla moto.. Probabilmente sta cominciando a “pestare qualche callo” anche a Marquez che si è premunito di mettere le mani avanti invitandolo a non lamentarsi. Stanno cominciando anche in Hrc le schermaglie verbali alle quali abbiamo già assistito sia in Yamaha che in Ducati, purtroppo. Con questa Ducati Lorenzo sarebbe stato un serio problema per Marquez. Forse in Honda sono stati bravi ad intuire che ingaggiandolo avrebbero preso due piccioni con una fava..
KTM continua a recitare il ruolo di comprimaria insieme ad Aprilia, seppur qualche lampo austriaco ogni tanto si intravede, contrariamente a quanto accade in Aprilia dove di luce non se ne vede da un pezzo.

Lo sport, quello che si è visto in pista e non sulle tribune…al solito le nostre piste sono popolate da persone che comprano il biglietto senza sapere il vero significato della parola “sport”, parola che assume un significato ancora più profondo quando si parla di Motorsport. Purtroppo dobbiamo ancora sprecare del tempo e delle parole per coloro che fischiano ed ululano contro qualcuno che rischia la propria vita per amore della competizione. I fischi a Marc Marquez NON ci stanno. Marquez altro non è che la versione spagnola del nostro Valentino dei tempi d’oro, ovvero un pilota sublime, furbo, dannatamente veloce e attualmente migliore di chiunque altro. Merita solo applausi.


(il pilota operaio)

MOTO2
Un Marquez doveva pur vincere ed alla fine ha vinto in Moto2.
Il fratellino di Marc pare aver ritrovato lo smalto di qualche anno fa ed ha infilato la seconda vittoria di fila dopo Le Mans tornando in lotta per il campionato.
Dagli italiani ci si aspettava qualcosa di più. Marini, brillantissimo secondo, ha perso il treno giusto lottando contro Luthi nel momento in cui Marquez davanti provava a dare lo strappo che alla fine si è rivelato decisivo per la vittoria. Bene Lorenzo Baldassarri alla fine quarto e quindi non troppo penalizzato per la lotta in campionato. Partiva dalla quindicesima posizione ed ha fatto una gara grintosa. Bene anche Bastianini sempre concreto in questo suo primo anno da rookie, benino Pasini, male Bulega.

MOTO3
Vedere la danza delle piccole moto sulle colline e nelle curve toscane è sempre un grande spettacolo per gli occhi. La pista permette diverse traiettorie nelle esse e nelle curve del Mugello, ed i ragazzini non si fanno mai pregare a prenderle tutte e sempre contemporaneamente. Tony Arbolino vince la sua prima gara in carriera davanti ad Dalla Porta ed a Masia. Il quarto e quinto posto di Antonelli e Foggia completano un risultato splendido per i nostri ragazzini.

Su nove posti sul podio oggi gli italiani ne hanno conquistati cinque.
Due medaglie d’oro, due d’argento ed una di bronzo….. Se fossero le Olimpiadi..Bravi gli italiani tutti ma soprattutto:

BRAVO BRAVO DANILO PETRUCCI

Salvatore Valerioti

Immagine in evidenza tratta dal sito “corrieredell’umbria.it”
Immagine articolo tratta dal sito “gpone.com”

MOTOGP 2019 – GRAN PREMIO d’ITALIA OAKLEY

MUGELLOOOOOOOOOOO….BUONGIORNOOOOOOO!!!!!

Scusate, ma è sempre un’emozione sentire il DIPI 😀

Dunque, tornando a noi…

Mugello, la casa degli Italiani, mmm no, diciamo l’unica e vera università delle moto, rimasta identica sin dalla sua costruzione, incredibile saliscendi, su cui si possono confrontare i tempi di ogni epoca, tanto da vedere che la pole della 500 del 1976, con Agostini, era di oltre 22 secondi più lenta di quella dello scorso anno, fatta da Rossi.

Il gp d’Italia è da parecchi anni terra Spagnola in tutte le classi, con rare eccezioni di Dovizioso in Motogp, Iannone e Pasini in Moto2, Migno e Fenati in Moto3.

Incredibilmente, non è una delle piste dove Marquez ottiene grandi risultati, anzi, spesso autore di qualche caduta, ma non per questo ci si può illudere che non arrivi una ennesima sua vittoria.

Lorenzo solitamente qui ha sempre ottenuto grandissimi risultati ed è quello che ha vinto più spesso, che arrivi la riscossa in sella alla sua Honda, come fu lo scorso anno con la Ducati? Difficile crederci, ma non impensabile.

Rossi, Vinales, Morbidelli e Quartararò saranno li a sperare che ancora una volta la M1 ben si adegui al tracciato, come tendenzialmente è sempre stato. Possiamo aspettarci qualcosa di positivo da loro e se così non fosse, la stagione si farà davvero in salita per la casa di Iwata,

Dovizioso, Petrucci, Miller, Bagnaia e Pirro, tutti chiamati a regalare gioia ai propri tifosi, ma sopratutto a porre fine al filotto vincente di Marquez, se si vuol sperare in un mondiale ancora combattuto ed incerto.

Rins e Mir, due piloti da cui è difficile capire cosa aspettarsi su questa pista. In Francia ci sono state delle difficoltà, ma la guida di Rins e una Suzuki convincente, potrebbe portarlo nuovamente a podio.

Iannone ed Espargarò, mi verrebbe da stendere un velo pietoso, con l’Italiano che sta nuovamente spaccando un team, muovendo accuse sulla via di sviluppo scelta da Espargarò…forse sarebbe il caso di dar più gas e far vedere dei risultati convincenti.

Espargarò P. e Zarcò, anche qui una chiamata di riconferma prestazionale per il primo, mentre ora di dover mostrare il proprio valore per il secondo, che sta deludendo ogni aspettativa.

Moto2

Un campionato che vede Baldassarri sempre come favorito, ed un coriaceo Luthi sempre pronto a massimizzare il risultato. Da tenere sott’occhio il vero possibile rivale per l’Italiano, ossia Navarro, autore di 3 podi consecutivi.

Moto3

Fare un pronostico è impossibile, possiamo solo goderci la corsa e vedere chi la spunta, mancando, per ora, dei piloti che spicchino nella mischia.

ORARI TV

Sky Sport MotoGP HD

Domenica 2 giugno

11:00 – Gara Moto3
12:20 – Gara Moto2
14:00 – Gara MotoGP

Dirette TV8 e TV8 HD

Domenica 2 giugno

11:00 – Gara Moto3
12:20 – Gara Moto2
14:00 – Gara MotoGP

Saluti

Davide_QV

 

Mugello, la casa degli Italiani….mmm, NO!

Che weekend! Che gare!! Che spettacolo!!!

Il circuito più bello del mondo per le due ruote, ancora una volta ci ha regalato delle gare strepitose e nuove pagine di storia.

Oggi tutto giù il cappello davanti a uno Jorge Lorenzo che è tornato a correre alla sua maniera, quello di pilota imprendibile, quello di un pilota che quando è a posto e sente la moto sua, è praticamente impossibile batterlo. Pronti via, un martello giro dopo giro, sfiancando tutti gli avversari, portando la rossa a trionfare, proprio quando ormai pareva giunto il capitolo fine, quando nessuno ormai credeva in lui (io in primis, che ho usato parole anche spesso pesanti verso il Maiorchino) , ma oggi solo tanti e infiniti applausi. BRAVO!

Dovi ha corso una gara accorta, senza rischi e forse pensando alla classifica, sopratutto dopo la caduta di Marquez, che mette uno 0 in tabella. Lo Spagnolo stava per fare la sua ennesima caduta non caduta, ma alla fine è arrivato in ghiaia, risalendo in moto, senza però riuscire ad avere un ritmo che lo riportasse nei punti.

Intramontabile Rossi, dopo la pole di ieri, chiude una gara difficile a podio, con delle gomme che andavano e non andavano, con belle battaglie con Rins, Iannone e Petrucci, spuntate poi all’ultimo giro, riuscendo a dare l’ultimo tirone. é stato bello vederlo applaudire Jorge sul podio e dire al pubblico di osannare il vincitore. Le altre Yamaha han mostrato ancora una volta le difficoltà di questa M1.

Mondiale che ora si riapre un pò, seppur con un vantaggio ancora consistente di Marquez su tutti, ma la stagione è ancora lunga, tutto può accadere.

Moto2, altra gara da esaltazione, con duelli senza fine fra Oliveira, Baldassarri, Mir e Bagnaia, sorpassi senza fine, manovre incredibili alla Casanova Savelli e alle arrabbiate, da manici assoluti. Fino alla fine non si poteva sapere chi avrebbe vinto, ed alla fine l’ha spuntata meritatamente il Portoghese, davanti a Balda e Mir. Quarto posto per il leader di classifica, che oggi pareva averne un pò di meno, o forse non si prendeva rischi, dopo aver visto la caduta a metà gara di colui che stava dominando alla grandissima, ossia Pasini, che peccato per lui.

Moto3 che ha visto una gara a 3 per tutta la corsa, con Martin che si è portato dietro Digiannantonio e Bezzecchi. Il leader di campionato ne aveva più solo sul dritto, mentre le due moto di Gresini erano perfette sulle curve, bravo a rimaner sempre attaccato a loro e chiudere secondo, una gara zeppa di sorpassi e controsorpassi. Martin alla fine riesce ad avere la lucidità e non farsi fregare all’uscita dell’ultima curva, mentre Digia, si fa portare via la seconda posizione a pochi metri dal traguardo. Che rischio il momento della lepre che passa davanti a Martin, se la prendeva ora eravamo a leggere di una tragedia, perchè erano tutti e tre in pacchetto, andata bene così.

Nota di scolore, a quegli stupidi e idioti occupatori del prato, non è giusto definirli in altra maniera, dei poveri idioti che augurano la morte di un pilota, o che insultano chiunque di quelli che sta correndo, come sempre in Italia dobbiamo dare dimostrazione di stupidità…VERGOGNOSO!!! Fortuna che la sicurezza del circuito si è prodigata a far eliminare queste nefandezze!!

Saluti

Davide_QV

MOTOGP 2018 – GRAN PREMIO D’ITALIA OAKLEY

AL MUGELLO NON SI DORME!

è una frase abbastanza di rito, quella che echeggia fra le colline Toscane, ma mai come sto anno c’è una situazione di gran trambusto, sopratutto per quel che riguarda il mercato, legato anche alle sorti di Lorenzo e le beghe del team Marc VDS, ma partiamo dalla prima notizia bomba:

  • Marc VDS

Il team Belga si trova dentro una grossa problematica nei suoi vertici, con il direttore generale/ team manager, Michael Bartholemy, che è stato cacciato dalla squadra per una questione di giri strani di denaro. La situazione è già finita nelle aule di tribunale, ed ha provocato più di qualche grattacapo, con la scuderia che è arrivata in ritardo in circuito, visto che i mezzi e le attrezzature erano sotto sequestro da parte delle compagnie di leasing, che volevano ottenere rassicurazioni sulla copertura economica e su chi avrebbe gestito il team. Attualmente il patron Marc van der Straten, sta valutando quali siano le coperture finanziarie per la stagione 2019, ma pare molto probabile che ci sarà un ridimensionamento, restando solo in Moto2 e Moto3.

La situazione che si è generata nel team Marc VDS, diventa un serio problema per Morbidelli, che rischia di ritrovarsi appiedato per la stagione 2019. Il pilota Italiano ha già in mano un contratto da ufficiale Honda (fornitura, non team ufficiale), chissà che non possa però arrivare la sostituzione con Pedrosa in HRC, anche se pare molto improbabile, inoltre è da capire ora chi si renderà disponibile a gestire le Yamaha satellite.

  • Selle diponibili

Un’altra bomba di mercato è che quella di Suzuki, che ha usato la sua opzione per mettere sotto contratto Mir, il campione della moto3 2017, sottraendolo a Honda, decisione che porta Iannone a doversi trovare una moto per il 2019, ed ormai le selle buone sono poche.

La scelta del team Giapponese, crea qualche altro grattacapo per colui che pareva ormai certo su quella sella…

  • Lorenzo

Dato per assodato, che da questa gara, la situazione sia quella da separati in casa con Ducati, ora il penta campione del mondo si ritrova pure senza una sella di rilievo da occupare. Suzuki ha chiuso le porte, in Honda ufficiale non c’è interesse e il casino di VDS, crea ulteriori problemi.

Dorna non può permettersi che un pilota del suo livello, si ritrovi senza moto per la prossima stagione, ma sicuro Aprilia e Ktm non sono delle alternative valide al momento, resta quindi una possibilità di Petrobras che decida di supportare Jorge e creare un team satellite Yamaha. Gli interessi paiono esserci, ma resta il problema su chi gestirà la scuderia, oltre al fatto che avrà una M1, che non verrà seguita direttamente dal team ufficiale (che di sti tempi forse non è una cosa malvagia).

  • Cambi di tecnici

Vinales ha ormai deciso di chiudere il rapporto con Forcada, il suo capo tecnico, accusato di non lavorare secondo il metodo che preferirebbe il pilota, che è più votato a fare grossi cambiamenti di setting sulla moto, che non trovare la quadra con piccoli affinamenti, come proposto dall’esperienza di chi ha vinto più di qualche mondiale in Motogp. La situazione attuale della M1 sta facendo perdere la pazienza a Maverik, che si risparmia nelle parole di critica verso la casa di Iwata, per i problemi di sviluppo che ha la moto.

Il carattere del giovane Spagnolo, non sta rendendo facile la ricerca di un sostituto e sembra che già due tecnici abbiano rifiutato l’offerta di lavorare con lui. Il 2019 è ancora lontano, vediamo cosa accade.

  • M1 e cosa han detto i test

Pessime notizie dai test svolti a Barcellona (seppure i tempi ingannino) e Mugello, con la moto che non fa progressi. Le evoluzioni e modifiche apportate, non servono a risolvere i problemi di erogazione del motore e l’elettronica resta sempre troppo indietro nello sviluppo. Rossi non vuole arrendersi all’idea che questa possa essere solo una stagione transitoria per il 2019, seppure nei test, han capito che la soluzione di molti problemi, risiede nel motore. Piccolo problema, il regolamento non permette di portare una nuova specifica a stagione in corso, quindi quello è e quello resta.

  • Tridente rosso

Anche quest’anno ci sarà il buon Pirro sulla D16 come wild card. Sensazioni molto positive per Dovi e Petrux nei test del Mugello di qualche settimana fa, si può sperare, ma non son più concessi errori.

  • Regolamento

Dopo ciò che si è visto nella gara Argentina, la federazione e la Dorna hanno imposto nuove regole:

Piloti che cambiano moto prima del Warm Up Lap:

Se un pilota non va in griglia o lascia la griglia per cambiare le gomme (asciutto / bagnato), inizierà il warm up lap dalla Pit Lane, ma inizierà la gara dalla casella in cui si è qualificato, e dovrà scontare un Ride Through durante la gara.

Se non cambia le gomme, non subirà un Ride Through.ma dovrà partire dal fondo dello schieramento.

Piloti che cambiano moto dopo il Warm Up Lap:

Se un pilota entra nel Pit Lane dopo il Warm Up lap e cambiare le gomme (asciutto / bagnato), dovrà partire dalla Pit Lane e scontare un Ride Through. Se mantiene le stesse gomme, parte dalla Pit Lane, ma senza Ride Through.

Partenza di massa dalla corsia box:

Come concordato con i piloti, non è sicuro che più di 10 piloti possano iniziare la gara dalla pit lane.

Nel caso di più di 10 piloti in fila alla Pit Lane per la partenza della gara, sarà sventolata la bandiera rossa e una nuova procedura di partenza avrà luogo (avvio rapido).

Se meno di 10 piloti inizieranno la gara dalla Pit Lane, seguiranno la procedura corrente. Questa afferma che i piloti che arrivano all’uscita pit lane saranno indirizzati ad allinearsi in fila nell’ordine in cui arrivano, e non possono superare la linea di uscita della corsia. Ci saranno modifiche nei circuiti dove la linea è troppo vicina al semaforo della corsia box.

Un pilota ha ancora la possibilità di cambiare la moto senza alcuna penalità dopo aver visto le condizioni della pista durante il primo giro di allineamento, la Pit Lane è aperta per 5 minuti.

Moto spenta in griglia:

Se un pilota spegne la moto in griglia, non può tentare di riaccenderla (vedi Marquez) e deve essere riportato in Pit Lane.

Vi lascio con i soliti orari TV:

Sky

Domenica 3 Giugno
11:00 Gara Moto3
12:20 Gara Moto2
14:00 Gara MotoGP

TV8

Domenica 3 GIUGNO
11:00 Gara Moto3
12:20 Gara Moto2
14:00 Gara MotoGP

 

Saluti

Davide_QV