Qual è la differenza tra Vasseur e Wolff? La risposta sarebbe ovvia e scontata se ci si soffermasse sul fatto che, il primo non ha ancora vinto nulla, ed il secondo ha praticamente vinto tutto eppure (c’è sempre il trucco), preferirei soffermarmi sull’aspetto comunicativo, perché è quello che fa veramente la differenza tra i due Boss e, soprattutto tra i due team. Mercedes in questo nuovo ciclo regolamentare semplicemente non c’ha capito nulla e, le poche vittorie raccolte in questi anni (dal 2022 a questo 2025 ancora in corso ndr), lo stanno a dimostrare. Di fatto i crucchi argentati sono passati dal gareggiare da soli, allo stare addirittura a vedersela con quelli del centro gruppo. Addirittura proprio quest’anno, i tedeschi della stella a tre punte, sono stati costretti a fare un passo indietro sulla sospensione posteriore nuova che fu introdotta ad Imola. Ciò che mi fa sorridere a denti stretti è il “candore” di come Toto parli di progetto sbagliato e che questa sospensione debba essere buttata nel cestino. Ve lo immaginate il rubicondo francese che va davanti le telecamere e dice la stessa cosa? Apriti cielo! Eppure se Ferrari si trova in questa perenne situazione di aspettative continue, è proprio a causa della stessa Rossa che comunica in maniera criptica, comunicazione che non fa altro che sollevare dubbi e quindi speranze infondate per il futuro. Di fatto Vasseur invece di spiegare cosa sia successo in Ungheria per davvero, accusa un “malore al telaio” in maniera del tutto candida appunto, dichiarando tra l’altro che vuole ancora vincere delle gare quest’anno! Mi sfugge il senso del significato della dichiarazione visto e considerato che Ferrari, almeno fino ad ora, non ha vinto proprio un bel nulla ed anzi, ha beccato anche una doppia squalifica andando cosi a segnare un record del quale ne facevamo volentieri a meno. Continuo a sentire la litania che la squadra di Maranello si comporta nel modo al quale siamo abituati “perché è Ferrari e non si può permettere diversamente”, eppure sono giunto alla conclusione che se la Rossa si trova in questa condizione, è proprio perché si adagia su questo liet motive che la sta facendo scivolare nella mediocrità. McLaren nel 2022 era ultima in classifica, resosi conto che con quel progetto non sarebbero andati da nessuna parte hanno azzerato tutto e, in corso d’opera, hanno rifatto la macchina per poi sfruttare i GP a disposizione come banco di prova vero e, il risultato del loro passo indietro è sotto gli occhi di tutti. Ferrari questo non lo ha fatto “perché è Ferrari” ed anche i suoi di risultati sono sotto gli occhi di tutti! Davvero mi chiedo fino a quanto ne vale la pena di perseverare su questa politica del nulla, perché sebbene la Rossa sia gloriosa è pur sempre vero che quella gloria appartiene al passato e, hai voglia ad aggrapparsi a dei risultati del passato appunto, ottenuti comunque con persone che ormai nemmeno ci sono più in squadra.
Questo Wolff lo sa benissimo e vi sto parlando di uno che, quando Mercedes dominava, c’era lui e l’attuale personale (almeno la buona parte) che or ora è in squadra. La differenza tra Toto e Frederic? Oltre a quella comunicativa, come citato prima, è anche quella della posizione di comando visto che il francese “è un dipendente”, mentre il team principal della casa tedesca è anche proprietario (con quote azionarie) di parte dello stesso team. Ciò comporta inamovibilità dalla squadra da parte di Wolff? Se c’è una cosa che il caso Horner ci ha insegnato o, per meglio dire ci ha ricordati, è che tutti sono utili e nessuno è indispensabile e, soprattutto che in F1 nessuno è al sicuro. Questo Wolff lo sa benissimo nonostante sia uno dei Boss dell’azienda ed è per questo che ha rischiato il tutto per tutto su due fronti, che è stato quello di mettere in squadra il giovane Kimi e, nel contempo, cercare di portare Verstappen in squadra prima di arrivare all’ovvio rinnovo di Russell che sarà annunciato a breve. Toto l’anno prossimo, con l’avvento del nuovo ciclo regolamentare, si giocherà molto in termini di reputazione e soprattutto di sicurezza della poltrona perché nonostante abbia vinto tutto, è anche vero che quelle vittorie appartengono al passato e, a differenza di Ferrari che campa di rendita sul nome, quel passato inizia a pesare. Ciò che dovrebbe far riflettere seriamente è che Mercedes non vince un mondiale da cinque anni (ultimo mondiale vinto nel 2020) e, questo lasso di tempo inizia già a pesare, mentre in Ferrari continuano a fare i giochi del chi rimane e chi resta… e così facendo l’anno prossimo inizia il diciannovesimo anno di digiuno! Mercedes è tornata indietro su i suoi passi, rimettendo la sospensione pre Imola e, proprio con questo passo indietro è riuscita a ritrovare competitività: questo in una squadra denota confusione eppure non vedo clamore in negativo, visto che quello che succede viene dichiarato senza tanti fronzoli. Cosi come viene detta la verità per ciò che sta succedendo a Kimi in questa fase iniziale della sua carriera: essere passato da una vettura prevedibile ad una decisamente più instabile (la sospensione posteriore portata ad Imola ha una finestra di funzionamento strettissima), soprattutto per un giovane pilota che non ha esperienze pregresse, è stata una legnata non da poco ed infatti ciò si è ripercosso sul rendimento e l’umore dell’italiano. La squadra ha fatto quadrato anche perché sarebbe stato assurdo il contrario: ingaggiare il giovane talento, nostro connazionale, proprio quest’anno aveva lo scopo di fargli apprendere il più possibile proprio perché in Mercedes sapevano che questo sarebbe stato un anno di transizione, specie dopo la dipartita di Hamilton e, soprattutto sarebbe stato l’ultimo anno di questo regolamento che, sebbene sia uno dei più enigmatici di sempre, sono certo che lo rimpiangeremo e non poco. Ormai Mercedes ha avviato il count down: con il GP d’Olanda, che segnerà la ripresa del mondiale immediatamente dopo la pausa estiva, mancheranno dieci GP al suo termine e sono certo che a Stoccarda li conteranno uno ad uno fino alla fine. Non dimentichiamo che l’unica squadra che non ha voluto apportare modifiche al regolamento 2026, quando ce n’è stata la possibilità, è stata proprio Mercedes e sebbene Wolff, a riguardo della presunta competitività della sua squadra per l’anno prossimo, dica che “Sono solamente pettegolezzi” è anche vero che il vantaggio di dire sempre come stanno le cose è proprio questo: che ti permette di dire anche una bugia di tanto in tanto e nessuno ci farà caso.
Ferrari? La squadra italiana è stata nel mezzo tra Mercedes che non voleva cambiare nulla e Red Bull (ai tempi di Horner) che voleva cambiare tutto. Questo cosa deve lasciar presuppore? Considerando quello che ha mostrato finora la Rossa di Vasseur è meglio non pensare al 2026, anno in cui anche il francese si giocherà tantissimo perché sebbene gli sia stata rinnovata la fiducia, è pur sempre vero che i dettagli del contratto, durata specialmente, non sono mai stati specificati. Continua in maniera pedissequa e coerente la comunicazione fumosa da parte della Rossa, dalla quale non si può che evincere che, se anche l’anno prossimo la Ferrari resterà alla porta a guardare, il buon Vasseur molto probabilmente farà le valige per far ricominciare nuovamente tutto d’accapo a tutta la squadra. Nel frattempo Ferrari ha problemi più immediati a cui pensare e sono quelli di cercare di capire se le difficoltà riscontrate in Ungheria siano state un fatto isolato o endemico: questo solo la pista ce lo dirà, perché se aspettiamo che la Rossa ci dica qualcosa, si fa notte come si suol dire.
Buon ferie a tutti voi.
Vito Quaranta