IL PUNTO DELLA REDAZIONE

L’anno scorso il GP del Canada rappresentò un punto di svolta (iniziato in Spagna) in negativo per la Rossa, gettando alle ortiche tutto quello che di buono aveva conquistato e, contestualmente iniziò una furiosa rincorsa che la portò a lottare per il titolo costruttori fino all’ultima gara. Quest’anno la rincorsa è iniziata dal primo GP e, sebbene il secondo posto sia stato già raggiunto, l’amaro che questa posizione lascia è ancora più aspro della sconfitta rimediata ad Abu Dhabi nel 2024. Tante cose sono andate storte e tante sono cambiate a partire proprio dalla coppia di piloti, in luogo del quale a differenza di quella precedente, a portare punti e soprattutto risultati costantemente è solo il monegasco, mentre Hamilton che avrebbe dovuto compiere il miracolo, fino ad ora non ha fatto altro che deludere (lampo cinese a parte). Molti si chiedono quale sia il reale problema di questa attuale e, si spera momentanea, débâcle del pluri campione inglese e proprio questi molti, hanno anche terminato le giustificazioni visto e considerato che dopo nove GP, tutte le scuse alle quali ci si poteva aggrappare sono finite e, le dichiarazioni post race nel GP iberico scorso sono equivalse alla resa incondizionata dello stesso campione. Ci si chiede quale possa essere il rimedio, la soluzione a questa disfatta e, a favore dell’inglese arriva dall’altra parte del mondo un salvagente lanciato dall’inossidabile Juan Pablo Montoya, che rilascia una dichiarazione non solo opinabile, addirittura che lascia non pochi strascichi nella tifoseria del monegasco.

Solo la settimana scorsa avevo scritto che “il giorno in cui Hamilton risorgerà, contestualmente quel giorno coinciderà con la caduta di LeClerc, perché il campione inglese sarà riuscito a portare completamente la squadra dal suo lato”. Montoya in una recente intervista dichiara: “La Ferrari al momento non è concentrata su Lewis e sarà interessante vedere se, all’improvviso, con la macchina della prossima stagione terranno più in considerazione i bisogni di Hamilton rispetto a quelli di LeClerc. Secondo me, se vorranno essere competitivi nel 2026, la base della monoposto dovrà essere disegnata più per Lewis che per Charles. Perché le macchine che vanno incontro ai desideri di LeClerc sono in grado di vincere magari una o due gare all’anno, ma non il titolo”. Il fortissimo pilota colombiano, ormai senza freni inibitori continua: “Sotto la leadership di Lewis invece, quando le macchine sono veloci, allora trovano molto in fretta la direzione e lui è sempre bravissimo a indicare quello che serve per migliorare. Penso che in Ferrari l’ambiente sia molto politico e molto complesso e, questo abbia sorpreso Hamilton. Credo che Lewis si aspettasse che, considerando chi è, a Maranello avrebbero fatto tutto quello che lui desiderasse. E un po’ tutti ovviamente ci aspettavamo questo, ma l’ego delle persone è sempre una cosa complicata con cui avere a che fare”. Rispetto molto Montoya e lo considero un campione mancato (la sua unica sfiga è stata quella di capitare nello stesso periodo Schumacher), solo che quando questi grandi manici parlano, non si rendono conto evidentemente che le loro dichiarazioni possono prestare il fianco come si suol dire.

Non mi risulta che Maranello abbia concepito una monoposto solo per LeClerc, nel periodo in cui per compagno ha avuto Sainz, eppure lo spagnolo delle gare le ha vinte anzi dirò di più, nello sciagurato 2023 l’unico GP non vinto dalla Red Bull, fu conquistato proprio dallo spagnolo! Già solo questo basterebbe a zittire Montoya solo che, come lui anche io sono senza freni inibitori e, vorrei ricordare a lor signori che sin dall’annuncio della venuta di Hamilton, venne sbandierato ai quattro venti che il campione inglese aveva lo stesso stile di guida del monegasco e, quindi Charles ne avrebbe giovato ulteriormente. Sorrido inoltre al fatto che la Rossa debba andare incontro alle esigenze di Hamilton, come progettualità della monoposto, nemmeno lo stesso monegasco fosse un Perez (con tutto il rispetto per il messicano) qualunque. Ferrari non è la Red Bull e non può permettersi di lottare con un pilota solo per non parlare del fatto che, se è stato preso un campione del calibro di Hamilton, è proprio quello di avere due fuori classe per attaccare in ogni curva e fare mambassa degli avversari ad ogni GP. Siamo giunti alla vigilia del decimo appuntamento stagionale e, siamo già alla soluzione finale che è quella di castrare Charles (il quale ricordate è artefice del suo destino e quindi responsabile comunque di tutto quello che sta accadendo e soprattutto di quello che eventualmente succederà a riguardo) in favore di Lewis, al fine di salvargli la faccia e quindi la carriera. Le mie parole dunque non solo non sono state peregrine addirittura, con presunzione, sono state profetiche: sia chiaro che è tutto da dimostrare se Ferrari arriverà a realizzare ciò che Montoya auspica (ed io ne dubito) eppure è un fatto che Hamilton non può permettersi un’altra stagione come quella che attualmente sta vivendo e, soprattutto proprio perché è un fine politico, già da ora starà tessendo le sue trame per cercare di farsi venire la squadra incontro. Parliamoci chiaro, Hamilton è venuto nel paese del Lambrusco perché credeva di trovare una Rossa finalmente pronta e, soprattutto più facile da condurre al fine di tentare il colpaccio e, sono certo che non si sarebbe mai aspettato di trovare una squadra che in quattro mesi di pausa invernale ha perso un decimo al mese! Di certo ha fatto male i conti riguardo al suo giovane, incazzato e soprattutto affamato compagno di squadra. Vedremo come evolverà questa stagione per Hamilton, perché sarà già indicativa di come svilupperà (almeno dal punto di vista dei giochi di potere interni) la prossima.

Ad ogni modo se Atene piange, Sparta non ride. Infatti è notizia proprio di questi ultimi giorni che il Team Principal della Red Bull, nella persona di Christian Horner, sia stato limitato dei suoi poteri esecutivi perché pare, anche chi lo appoggiava incondizionatamente, si sia rotto le balle dei risultati ottenuti sino ad ora. Queste indiscrezioni devono essere confermate eppure se ciò fosse vero, dichiaro che è ingiusto. Ebbene si, mi ritrovo a difendere il “playboy” Horner. L’attuale Red Bull, se si ritrova ad essere il riferimento in F1 da vent’anni a questa parte, è solo grazie a lui ed al suo lavoro di mettere assieme giorno per giorno i pezzi giusti per arrivare a creare quella macchina da guerra che l’attuale squadra bibitara è. Solo che i suddetti bibitari hanno fatto della vittoria il loro principale brand e, ciò stride non poco con la “sgasata” Ferrari la quale inanella sconfitte continue dal 2009 e, in un modo o nell’altro, tutto passa mentre in Red Bull, che hanno vinto fino all’anno scorso e che comunque si stanno giocando il titolo piloti anche quest’anno (nonostante le difficoltà del caso), apparentemente stanno tirando giù il mondo. La differenza tra chi vuole vincere e, chi dichiara di volerlo fare a mio modesto parere, è tutta qui. Quasi sicuramente sarà tutto un susseguirsi di smentite, davanti ai microfoni canadesi, eppure il buon Horner di certo non potrà dormire sonni tranquilli se la sua squadra non raddrizza la stagione prima della pausa estiva, anche perché i casini fatti in squadra (litigi furiosi con Jos Verstappen e scandalo sessuale) non sono stati dimenticati evidentemente. Siamo già al capolinea per Chris dunque? Difficile dirlo e comunque ancora prematuro eppure, come disse il reverendo M. L. King “I have a dream”: e se si stessero creando i presupposti affinché l’attuale Team Principal bibitaro facesse le valigie per prendere il posto del suo collega a Maranello caso mai anche il 2026 vada a meretrici? Prendere Horner sarebbe finalmente un segnale concreto e tangibile che a Maranello veramente vogliono vincere perché, non lo si dimentichi, la maggior parte di quelli che lavorano a Mylton Keynes li ha assunti lui e credo che in tanti lo seguirebbero. Vaneggio? Forse. Eppure preferisco un intrallazziere che non guarda in faccia a nessuno pur di vincere, ad uno che mangia gelati a favore di telecamere per aver agguantato il secondo posto nei costruttori più per demerito degli altri che per merito suo.

Buon GP del Canada a tutti.

Vito Quaranta

MARQUEZLAND – GP DI ARAGON

Non eravamo più abituati ad un dominio così. Ci eravamo dimenticati della sensazione di “imbattibilità” che soltanto i “Cannibali” ci avevano fatto provare. Al Motorland di Aragon il Pilota da corsa col numero 93 domina ogni sessione di prove, portando a casa una altro “Grande Slam” in carriera. È la vittoria numero 66 in MotoGP, a sole due dalle 68 di Giacomo Agostini.

Vince entrambe le gare e se nella Sprint aveva regolato Alex soltanto da metà gara in poi, nella gara domenica ha “leaderato come Jorge Lorenzo” dalla prima curva del circuito. Vince e convince portando a +93 il distacco su Francesco Bagnaia, mentre sono 32 i punti di vantaggio su Alex Marquez. Già dal terzo giro della FP1 si era capito che il weekend sarebbe stato a senso unico, con distacchi abissali nel primo turno di prove. Poi la pole position con il record della pista, la vittoria della Sprint ed in gara con il giro più veloce. Alex non può nulla e si prende in entrambe le gare il 2° posto.

BAGNAIA È RINATO!?

No. Bagnaia non è rinato, Bagnaia è lo stesso di inizio anno. Un Pilota mai competitivo, mai in testa ad un turno di prove, mai in grado di fare un giro veloce in gara. Neanche lontanamente paragonabile al Bagnaia che nel 2024 vinse ben 11 gare. In qualifica è praticamente sempre fuori dalla prima fila, durante le prove anche qui ad Aragon non sembrava mai in grado di impensierire i Piloti davanti. Oggi Bagnaia deve ringraziare la Ducati, perché è arrivato sul podio grazie alla magnifica gestione elettronica di Borgo Panigale con le Michelin. Durante le prove il suo passo non era da podio, ma questa Ducati è delicata con le Michelin e nella gara lunga riesce a sfruttarle meglio. Nella Sprint c’è molta più concorrenza ed infatti è arrivato addirittura fuori dalla TOP10. Bagnaia ha un grosso problema che non si è risolto oggi. Probabilmente il Mugello ed Assen potranno “nascondere” per un altro po’ questi problemi ma poi tornerà il Bagnaia del 2025. 

Quello che più mi lascia perplesso è la grande esultanza nel suo box per un risultato che è simile a quello di inizio anno, ancora dietro ad Alex e molto indietro rispetto a Marc.

DUCATI IN CRISI.

Dopo la vittoria Aprilia a Silverstone tutti gli addetti ai lavori hanno detto “Ducati non vince da due GP, cosa sta succedendo!?”…. Semplicemente gli ultimi due GP sono stati corsi in condizioni climatiche particoli. Ad Aragon la Ducati è tornata a dettate legge e solo il povero Pedro Acosta è riuscito ad inserirsi all’interno del gruppo Ducati (5 in Top6). Il talento della KTM merita una moto competitiva, io sono sempre più convinto che andrà a correre in VR46 nel 2026!

IL RESTO DEL MONDO.

Yamaha assolutamente in crisi nera, mentre è stato molto buono il weekend della Honda HRC con Joan Mir che è entrato in TOP10 ed ha fatto un ottima gara. Chi aveva un ottimo passo era la Aprilia, ma purtroppo Bezzecchi ha sbagliato la qualifica. In gara la Aprilia di Marco aveva un gran ritmo e sia nella Sprint che in gara ha effettuato un gran recupero.

Dopo 8 GP questa è la situazione in classifica. Praticamente mancano 3 GP (Mugello, Assen e Sachsenring) per il giro di boa del Mondiale (11/22). I punti di distacco di Bagnaia sono 93, mai in carriera era stato così lontano dalla vetta (91 nel 2022). Bagnaia dovrà dare delle risposte al Mugello, sia sul Mondiale 2025 ma anche sul suo futuro perché io sono convinto che lui stia meditando di andare in una delle due squadre Giapponesi. Non sottovalutiamo Alex Marquez al Mugello che sarà probabilmente libero dalla lotta tra Marc e Pecco. Il Mugello sarà il primo matchpoint nel Ducati Lenovo Team.

 

Francky

 

P.S.

https://x.com/FranckyHawk29/status/1931693758925471883?t=kHxQSLuz5cA1y5mbf_A2Ng&s=19

 

 

LE NON PAGELLE DI BARCELLONA 2025

Finalmente si torna su un circuito “vero” e finalmente torniamo ad assistere ad una gara “vera” con ritmi, strategie, sorpassi a farla da padrone. Il tema del week end era valutare l’entrata in vigore delle nuove TD che imponevano ali rigide e vedere che effetto che fa… Ebbene, non solo non hanno apportato alcun cambiamento ma in alcune riprese con telecamere montate sull’anteriore delle vetture a me è parso di vedere le ali che continuavano a flettersi, magari non tanto come nei precedenti GP ma neanche nella misura quasi impercettibile che ci si poteva aspettare. Quindi? A che è servito?

In realtà, che le ali siano cambiate mi pare comunque un fatto. Se è vero che i rapporti relativi tra le vetture non sono stati mutati dalla TD (a parte forse Williams) è invece vero che le vetture sono state decisamente più lente rispetto allo scorso anno laddove, com’è quasi naturale che sia, in tutti gli altri GP della stagione hanno mostrato netti miglioramenti cronometrici. Ciò significa, banalmente, che queste ali flessibili erano usate da tutte le squadre e che davano effettivamente benefici nel tempo sul giro. L’effetto più interessante è stato vedere il lavoro sugli assetti che ha dovuto forzatamente considerare caratteristiche diverse su cui cercare di far leva per cercare la prestazione. In questo senso, McLaren ha trovato il modo di scaricare l’impostazione aerodinamica generale della vettura senza patirne troppo e, anzi, potendo giovare di una velocità in rettilineo che, in ottica gara, sarebbe stata utilissima. Ha potuto farlo perché, evidentemente, la qualità del corpo vettura nel trasmettere in modo efficiente la potenza alle ruote in tutte le condizioni di pista, è abbondantemente la migliore del lotto. In direzione contraria si è mossa Ferrari che invece ha caricato parecchio l’assetto cercando prestazione nella parte guidata del circuito che con le vecchie ali forse non si sarebbe potuta permettere. RBR è come sempre difficilmente giudicabile visto il divario tra i piloti che però sembra essersi ampliato: Tsunoda ultimo in qualifica non è un bel segnale. Mercedes continua ad essere parecchio incerta e non ha dato la sensazione di aver provato soluzioni particolari. Evidentemente non sanno che pesci pigliare per dare una sterzata alla stagione. La mia personalissima sensazione è che le squadre di seconda fascia abbiano patito il cambio imposto dalla TD più di quelle di prima fascia. Williams, in particolare, è “tornata nei ranghi” con prestazioni sia in qualifica che in gara estremamente deludenti ed in ogni caso decisamente lontane da quelle mostrate in stagione fino ad oggi. Loro dicono che se lo aspettavano, che il Montmelò non era un circuito a loro favorevole e così via ma credo sia più plausibile supporre che siano arrivati tardissimo a lavorare sulla nuova impostazione da dare alla vettura con le nuove direttive e che già dalle valutazioni al simulatore avevano visto che avrebbero faticato.  Nelle previsioni, pardon, nelle profezie che ho scritto a seguito dei test pre-stagionali avevo lodato Williams ma espresso qualche dubbio sulla capacità di sviluppo: ecco qui ne abbiamo un primo segno. È anche possibile che sino a Montecarlo si siano concentrati al massimo su quello che avevano per prendere quanti più punti possibili senza farsi distrarre da nulla. Staremo a vedere. Al contrario di Williams, Sauber pare abbia tratto qualche beneficio ma sappiamo che a Barcellona hanno portato anche altri tipi di aggiornamenti quindi non saprei dire se il passo avanti mostrato rispetto alle ultime gare sia conseguenza di una migliore sagacia nel valutare gli effetti della TD o se sarebbe avvenuto ugualmente grazie ad aggiornamenti positivi: probabilmente una combinazione dei due.

Ma bando alle ciance e vediamo come si sono comportati i piloti.

PIASTRI voto 10

Semplicemente magnifico. Week end in testa sin dalla FP2 in tutte le sessioni, peraltro con crono strepitosi se confrontati con quelli di Lando. In particolare, il dominio in qualifica ha sancito l’eccellenza raggiunta da Oscar che se qualcosa aveva da pagare nei confronti di Lando negli scorsi due anni era proprio sul terreno della velocità pura. Quest’anno si è molto migliorato in questo aspetto e Barcellona ci dice che ormai è lì con lui, con in più il vantaggio di non avere il “braccino” che ogni tanto penzola dall’abitacolo di Landino nostro. Per quanto riguarda la gara anche qui è stato semplicemente eccezionale: sappiamo tutti che a Barcellona chi parte in pole è il pilota più a rischio dal momento che la prima curva è lontanuccia ma il nostro buon Oscar ha eseguito in modo perfetto e si è lasciato dietro i due suoi principali antagonisti senza rischiare nulla. Da lì in avanti l’esecuzione è stata perfetta in tutte le situazioni di gara. Non ha tentennato quando si è appalesata la strategia sorprendente di Max e la ripartenza da SC nel finale è stata da manuale (ha fatto il fastest lap della gara proprio in quel giro). Che gli si può chiedere di più?

NORRIS voto 7

Nonostante tutto un buon risultato per Landino nostro che a onor del vero in passato non aveva mai fatto vedere granché su questo circuito. Per lui è comunque preoccupante il distacco rimediato da Piastri in tutte le sessioni del week end: quest’anno, in queste proporzioni, non si era ancora visto. La partenza non è eccezionale e si fa sorprendere da Max. Impiega tredici giri per averne ragione ed a quel punto è a oltre 5 secondi da Piastri. Il resto della gara lo passa a stare attento a non permettere il ritorno strategico di Max, dosando il ritmo in modo opportuno. Quando durante la SC vede Max mettere le bianche capisce che il gioco è fatto e chiude senza patemi al secondo posto.

LECLERC voto 8

Avrei dato un voto anche più alto al buon Charles se non fosse che la strategia scelta in anticipo di tenersi due gomme gialle nuove (anziché due rosse) per la gara e costringerlo ad un solo tentativo in Q3 non mi pare sia stata granché. L’idea era di giocare con l’undercut in tutti i pit potendo, per l’appunto, contare su gomme gialle che altri non avevano. Nemmeno pensavano, probabilmente, che avrebbe potuto fare una partenza così eccezionale che l’avrebbe proiettato in una posizione ambiziosa che avrebbe certamente giovato di una strategia meno conservativa. Ad ogni modo, il nostro parte come un fulmine superando Antonelli e dopo poche curve anche Russell. Si attacca ad Hamilton costringendo il team a sancire lo “swap” che arriva con forse un paio di giri di ritardo. Capisco tutto ma se le strategie erano state concordate sin dal sabato non capisco perché abbiano tentennato ben due giri prima di dare l’ordine. La possibilità di attaccare Max viene vanificata dalla scoperta che quest’ultimo adotterà una strategia a tre soste: niente undercut dunque. Poco male perché la posizione di Hamilton e il suo ritmo lo tiene abbondantemente al riparo da qualunque possibile attacco da dietro. Nel finale si giova di una SC finalmente a lui favorevole e alla ripartenza può contare su gomme migliori di quelle di Max. Sorpasso con brivido perché a 300 all’ora si sfiorano in rettilineo. Nel dopo gara c’è stato qualche tentennamento sulla sua manovra ma tutti i replay, per quanto evidenzino effettivamente il leggero spostamento a sinistra di Leclerc e lui stesso lo abbia confermato in varie interviste, non mostrano qualcosa meritevole di penalizzazione. Rimane il mistero di questa Ferrari che continua a provare assetti per capire quanto può effettivamente dare (il famoso “potenziale” di Vasseur) ma che alla fin dei conti non la vede capace di poter puntare al bersaglio grosso. Che stiano continuando a provare qui a Barcellona è stato ancora più evidente in quanto nei tre-quattro giri percorsi insieme Leclerc e Hamilton facevano traiettorie diversissime: segno non solo di uno stile di guida diverso ma anche di assetti diversi. Che quello di Charles fosse particolarmente carico, per non dire massivamente carico, è confermato indirettamente anche dalla pessima prestazione mostrata dopo la SC in cui, nonostante il divario di gomme ha rischiato di farsi riprendere da Max e poi (dopo il patatrac) da Russell: probabilmente a serbatoio vuoto la vettura si è alzata di quel tanto che bastava per fargli perdere grip. Lo stesso Charles, parlando con Piastri e Norris nel retropodio, conferma che tra l’inizio e la fine della gara il bilanciamento della vettura è radicalmente cambiato/peggiorato. La coperta pare cortissima dalle parti di Maranello.

RUSSELL voto 7.5

Giorgino aveva le ali un po’ spuntate a Barcellona per via di una W16 che continua ad essere enigmatica nei suoi comportamenti. Ciononostante il nostro sfodera una qualifica da urlo con un crono in Q3 identico (!) a quello di Max (a un solo decimo da Norris, peraltro) ma che lo pone in quarta posizione perché lo ha fatto qualche secondo dopo l’olandese. Gli riesce anche una eccellente partenza, cosa per lui abituale, che però non riesce a concretizzare perché si ritrova bloccato dietro a Norris e deve forzatamente far passare Hamilton. Non può nulla contro Leclerc poche curve dopo ed è costretto a remare dietro ad Hamilton per un po’ di giri fino a che le rosse non alzano bandiera bianca. Con le gialle il suo ritmo è identico a quello di Lewis e mette ad una certa distanza il suo imberbe compagno di squadra il quale, pur non sfigurando, non riesce a replicare il suo ritmo: che stesse prendendo appunti? A metà gara è sempre a quel secondo e mezzo, due, da Hamilton che evidentemente non riesce a colmare. Ma dopo la pessima chiamata del muretto Ferrari su Lewis riesce a passarlo e, soprattutto, a distanziarlo. Quando arriva la SC causata da Antonelli non gli par vero sapere che Max monta le bianche e sa di poter giocarsela sino in fondo. Quando Leclerc passa ne approfitta anche lui per provare a infilarsi alla 1 ma si tocca con Max che decide di andare largo sul corridoio all’esterno della curva e gli rientra davanti. Gran bagarre con il muretto e alla fine Max si decide a dargli la posizione. Solo che lo fa… alla Max! e avviene il curiosissimo scontro tra i due in curva 4. Poche curve dopo Max ridà la posizione, stavolta senza intoppi, e si lancia alla caccia di un sorprendentemente lento (per le ragioni ipotizzate sopra) Leclerc: la rincorsa non riesce ma il quarto posto, per nulla scontato per come si era messa la gara, è suo. Continua la sua ottima annata ma bisogna che in Mercedes si sveglino perché avere giorgino così in forma e non dargli un mezzo adeguato è un vero peccato.

HULKENBERG voto 9.5

Gli avrei anche dato un 10 se non fosse che in qualifica non brilla non riuscendo a passare il primo taglio. Sauber porta qualche aggiornamento che evidentemente fornisce buoni riscontri visto che Bortoleto (7.5) va vicino a qualificarsi per il Q3. Ad ogni modo, il nostro è costretto a partire dalla quindicesima casella (non la sedicesima perché Stroll decide di non partecipare alla corsa). Lo scatto al via è strepitoso lasciando sul posto un paio di avversari. Entra in curva 1 scontrandosi con Albon il che paradossalmente gli consente di entrare nel corridoio esterno alla curva e di superare un altro paio di macchine compreso il suo compagno di squadra che aveva tentato la stessa mossa (l’avevano concordata prima?). Successivamente si attacca ad Alonso (in duello con Hadjar) con il quale mette in scena un duello d’altri tempi che lo vede vincitore. Non pago decide di fare un mega undercut pittando già al nono giro. Il ritmo è eccellente tant’è che più avanti si ritrova già abbastanza comodamente nei punti in nona posizione a poca distanza da Hadjar. Fosse finita così sarebbe già stata una gran gara ma il bello arriva con la SC causata da Antonelli. Qui infatti il nostro, come tutti, monta le rosse e dalla ripartenza in poi si mangia prima Hadjar e poi addirittura Hamilton, entrambi a parità di gomme rosse. La penalità comminata a Max fa il resto ed ecco che il nostro raggiunge la miglior posizione in gara dai tempi in cui guidava la Force India. Chapeau!

HAMILTON voto 5

Inizialmente ero tentato di dare un voto ancora peggiore, suggestionato anche dal sorpasso subito da Hulkenberg nel finale, ma la splendida partenza è tutta a suo merito e la pessima chiamata del secondo pit che gli ha fatto perdere la posizione su Russell non era certo colpa sua. Ma rimane comunque, quella di Lewis, una prestazione insufficiente se guardiamo alla differenza di ritmo patita nei confronti di Charles anche e soprattutto considerando che correva con strategia di gomme migliore. Impalpabile alla ripartenza da SC, il sorpasso subito da Hulkenberg è forse più figlio di una vettura squilibrata nell’assetto a serbatoio scarico, così come accaduto per Charles, che non di un suo demerito. Sta di fatto che il sorpasso che non volevamo vedere l’ha subito. Merito di Hulk, certamente, ma non è questo che ti aspetti da un sette volte campione del mondo…

HADJAR voto 8

Ancora una volta il buon Isack mostra il suo talento. E lo fa su una pista vera, con il (relativo) cambio di impostazione tecnica che avrebbe potuto, da rookie, metterlo in difficoltà. Accede per l’ennesima volta in Q3 (stavolta con qualche patimento in più) ma poi parte male. Riesce tuttavia a gestire ottimamente il ritmo e la strategia che è seconda solo a quella di Hulk quanto a sagacia. Nel suo secondo stint non avevano fatto una buona chiamata e ha dovuto remare per riprendersi la posizione. Bravo!

GASLY voto 7.5

Voto dato sulla fiducia perché il buon Pierre è stato in modalità “stealth” per tutto il week end. In qualifica quasi nessuno si è accorto che è entrato in Q3 e in gara non è praticamente mai stato inquadrato. Alla fine si ritrova in una insperata ottava posizione che, visto il momento negativo di Alpine, porta un bel po’ di sollievo.

ALONSO voto 7.5

Week end rollercoaster per il buon Fernando che fa un miracolo nel portare la AM in Q3 (peraltro con tempi eccezionali considerato il mezzo). La sua partenza è dignitosa ma non eccezionale e probabilmente stava impostando una gara di controllo per prendere i primi punti della sua stagione quando commette un errore banale in curva 4 finendo sulla ghiaia. Perde posizioni ma non il coraggio e di lì in avanti è una lunga rincorsa che tra ritmo e sorpassi lo fa rientrare nei punti proprio in ultimo. Indomito!

VERSTAPPEN voto $\int_{-\infty}^{\infty} e^{-x^2} , dx \cdot \int_{-\infty}^{\infty} e^{-y^2} , dy = -\frac{1}{2} \log(1)$

Come si fa a dare un voto al buon Max? Di tutti i piloti impegnati a Barcellona è quello che più ci ha fatti divertire. Nel bene con la spettacolare prestazione in gara durante la quale sfodera un’inedita quanto sorprendente strategia che lui asseconda da par suo con giri da qualifica per tutto il tempo e con il solito straordinario controllo. Gustosissimo lo scambio di battute con Lambiase a metà gara in cui proseguono il siparietto sul cambio cominciato a Monaco: ora è un cambio da 1973? No dai, 1974, risponde Max. Nonostante la strategia geniale e tutto il suo impegno la rincorsa non riesce e capisce che deve accontentarsi del terzo gradino del podio. La SC, tuttavia, arriva a scombinare i piani in casa RBR e la pur geniale Hannah Schmitz, stratega che da anni non ne sbaglia una, va in confusione e fa pittare Max per mettergli le… gomme bianche?! Guardando la gara in diretta sono rimasto sorpresissimo da questa decisione. Con pochi giri rimasti, 6/7 per la precisione, gomme relativamente nuove (non dimentichiamo che aveva pittato tre volte) e sapere che Max è un fenomeno anche nel difendersi oltre che nell’attaccare perché non lasciarlo fuori e lasciare che siano le McLaren a conquistarsi la posizione? È assai probabile che almeno una sarebbe passata ma magari avrebbe impiegato qualche giro il che avrebbe reso difficilissimo il sorpasso della seconda. E se anche fossero passate entrambe di certo non avrebbe perso altre posizioni. Alle peggio, dunque, sarebbe arrivato terzo da terzo che era prima della SC sicché rimanere fuori era, secondo me, la scelta obbligata date le circostanze. L’errore viene pagato carissimo perché con le bianche l’hanno trasformato in carne da macello tant’è che l’unico team radio reso pubblico (dopo il pit e prima della ripartenza) vede Max già con l’embolo pronto a scoppiare (non oso immaginare gli altri TR). Alla ripartenza ha uno scarto spaventoso entrando in rettilineo che ancora non riesco a capacitarmi di come sia riuscito a controllare la vettura per non girarsi in mezzo alla pista. In questo modo favorisce il sorpasso di Charles non senza un brivido per un leggero contatto a metà rettilineo. Si scontra con Russell in curva 1 e tenta la furbata di passare nel corridoio esterno. Litiga con Lambiase per non ridare la posizione ma poi glielo impongono e anche qui rilevo un errore: l’impatto con Russell in curva 1 non era da penalità e, alla peggio, l’avrebbero dovuta dare a Russell, no? Quindi perché obbligarlo a ridare la posizione? A questo punto Max abbozza e tenta una furbata in curva 4: rallenta per far passare Russell ma poi dà un colpo di gas per provare a reinfilarlo all’interno. Peccato che Russell non fosse ancora davvero passato e si ritrovano appaiati in curva. Sembra che Max la perda per un attimo e non riesce a evitare l’impatto, che risulta anche un poco ridicolo e financo grottesco. I due riescono a rimanere in pista ma a quel punto Max deve ridare la posizione (stavolta sacrosanto) e lo fa in modo “normale”. Giunge quinto al traguardo ma la manovra su Russell alla 4 gli costa una penalità di 10 secondi che lo fa precipitare in decima posizione. E gli è anche andata bene perché se avessero giudicato volontario il contatto (e per come è Max non mi sento di escluderlo del tutto) avrebbe preso bandiera nera e squalifica per il prossimo GP. È un vero peccato questo risultato oltre che un brutto colpo per le ambizioni mondiali: la gara era stata eccellente e non meritava di finire così. Ma tant’è: scopriamo che il fantasmagorico Max è sempre prono alla boiata sesquipedale se gli scende la catena. Il che, beninteso, va a suo totale demerito perché se nel finale di campionato dovesse ritrovarsi in lotta per il titolo allora i punti che ha buttato via oggi li pagherà carissimi.

NOTE DI MERITO

Bortoleto batte un colpo: approfitta di una Sauber rinfrancata dagli aggiornamenti facendo un’ottima qualifica. Anche in gara va abbastanza bene e arriva vicino alla zona punti.

NOTE DI DEMERITO

Ocon ha fatto pietà. Punto. Ho sempre detto che questo pilota mi è indecifrabile ma se è giusto incensarlo quando fa bene (come in Brasile 2024 che ancora sbrilluccica nel mio retrocranio) credo lo sia altrettanto criticarlo, anche ferocemente, quando fa male. E a Barcellona è stato evanescente. Vero che Haas è parsa particolarmente in difficoltà ma almeno Bearman ci ha provato.

Colapinto è fantasmatico. Che sia perché, a causa dei tanti incidenti rimediati nelle ultime gare, è troppo prudente o perché è molto più scarso di quanto lasciava intendere l’hype che aveva generato lo scorso anno non lo so ma sta di fatto che anche oggi Alpine ha corso praticamente con una sola vettura.

Lawson, nonostante il risultato apparentemente decente, continua a giocare a fare l’autoscontro e che vi devo dire? Ormai ho capito che questo pilota non mi piace. Tra l’altro questa condotta di gara indecente gli impedisce di puntare alla zona punti quando ne aveva concrete possibilità visto il ritmo interessante che riusciva a sviluppare quando era in aria libera. E comunque si prende le piste da Hadjar.

Tsunoda sta precipitando sempre più: l’ultimo, mestissimo, posto rimediato in qualifica è sconcertante. In quanti avevano detto che andando in RBR si sarebbe giocato la carriera? Se continua così il rischio c’è.

NOTE CHE SE AVEVI LA BUA FORSE LO DOVEVI DIRE PRIMA

Stroll. Ecco, basta che scriva “Stroll” e avete già capito. Oltre a prendersi mezzo secondo da Alonso in qualifica (quest’anno 0-9 contro l’asturiano) pare, dicunt, che dia di matto nei box sfuriando a dritta e a manca e se ne vada lasciando tutti con un palmo di naso. Niente partecipazione al GP e figura catabolitica mondiale di AM che è costretta a rilasciare comunicati stampa e a giustificarsi con la direzione gara per non peggiorare la situazione. Ora, la scusa ufficiale è che Strollino ha la “bua” ai polsi e non può gareggiare e sembra pure che si debba operare. Ammesso che sia vero, com’è che non hanno valutato prima del week end questa situazione? Volete sapere come la penso? Pur consapevole di scadere nella dietrologia da bar di campagna mi spingo a dire che Strollino ha la “bua” davvero ma non lo ha detto a nessuno perché è consapevole che se lascia la sua macchina nelle mani di qualcuno questi potrebbe rendere molto meglio di lui. Già quando gli capitò l’infortunio, nel 2023, fece di tutto perché la sostituzione temporanea non accadesse e si scapicollò con i polsi ancora fasciati a correre al primo GP della stagione. Il punto è che se sale Drugovich (che mi pare essere il pilota di riserva) e fa gli stessi tempi di Alonso (oppure migliori: per quanto ci piaccia fernandello non possiamo dimenticare che ha quasi 44 anni) la sua posizione in squadra sarebbe pesantemente messa in discussioni nonostante sia paparino a mettere la “pilla”. E con Newey al lavoro pronto a tirar fuori una delle sue magie e Max (e non solo) che guarda dalla finestra la situazione per Strollino è veramente difficile. La seconda dietrologia da bar è che invece qualcosa a livello piloti sia già stato deciso, e a suo sfavore evidentemente, e che tutto questo esagerato nervosismo (vero o falso che sia) può essere interpretato proprio in questa prospettiva. Sta di fatto che quanto è capitato è veramente senza senso: non puoi mettere la squadra in queste assurde condizioni, a prescindere dai motivi.

Alla prossima!

MIT

BASTIAN CONTRARIO (IX) La rabbia

Ci vuole rabbia quando si vuole raggiugere un obiettivo, la sola volontà non basta per non parlare dei buoni propositi o, delle parole lanciate al vento tra un sorriso e l’altro a favore di telecamere. Alla fine del GP di Spagna le parole di Hamilton sono state lapidarie, disfattiste e arrendevoli, parole che lo stesso sette volte campione del mondo non ha mai profferito durante la sua lunga e vincente carriera, nemmeno nei (pochi) momenti bui che ha vissuto. Hamilton lentamente si sta rendendo conto di che cosa significa correre per Ferrari, questa Ferrari aggiungerei e, forse solo ora inizia a capire cosa hanno dovuto sopportare i campioni che lo hanno preceduto quando erano vestiti di rosso. Forse questo gli servirà a levargli dalle spalle quella spocchia che gli faceva guardare tutti dall’alto verso il basso, perché si sa, quando si vince dominando tutto sembra più bello, il problema è quando devi ricominciare d’accapo, soprattutto se hai già la pancia piena e non più vent’anni. Di Hamilton sono anche disposto ad accettare le sue gare incolori (dopo il GP cinese vi domandai, a voi che mi leggete, fino a quando Lewis avrebbe potuto campare di rendita sulla vittoria dell’inutile Sprint Race), di certo sono molto meno incline a leggere le sue dichiarazioni (fonte Autoracer.it) rilasciate immediatamente dopo la fine della gara iberica: “… il bilanciamento non è stato quello che volevo e ci è mancato il passo fin dall’inizio. Al momento non abbiamo una spiegazione, dovremo analizzare i dati e capire se c’è stato qualche tipo di problema”. Ancora: “Semplicemente non è stata una buona giornata. La strategia era buona. La squadra ha fatto un ottimo lavoro. Tutto qui, ho avuto una giornata davvero brutta e non ho niente da dire. E’ stato una giornata difficile, terribile. Non ha senso spiegarlo. Semplicemente non so cosa dire”. Infine il campione risponde cosi, a chi gli chiede se Ferrari risolverà gli attuali problemi: “Sono sicuro che non ci riusciranno, probabilmente la risposta è che sono solo io (riferito al problema)”. Quaranta milioni e passa di euro l’anno per sentire queste oscenità, soprattutto da colui il quale “avrebbe dovuto portare il Know How Mercedes” e innanzitutto “la mentalità vincente che alla Rossa manca”! Non ci sono attenuanti per il pluri campione del mondo nemmeno quella dell’apprendistato conoscitivo, per quanto riguarda l’utilizzo del motore Ferrari con annessi freni della Brembo (la quale azienda si è trovata costretta a rilasciare una dichiarazione pubblica in cui affermava che non ci sono problemi di materiali). Giunti ormai al nono GP chiaramente si può tirare una linea e, di sicuro le aspettative di chi credeva (beati loro!) che l’inglese avrebbe fatto il culo al monegasco, si sono sciolte come un gelato al sole d’agosto. Il suo atteggiamento stride e non poco se confrontato con quello di Alonso, che di rabbia in corpo ne ha da vendere e, proprio davanti al suo pubblico ha lottato come un ossesso per agguantare il suo primo misero punto dell’anno. Punto inutile, ai fini di una classifica che piange eppure, che dice tanto sulla voglia dell’asturiano di far capire che se mai avrà una macchina all’altezza, sarà pronto nuovamente a far sputare sangue a chiunque. Dov’è la rabbia di Hamilton? In Spagna l’inglese, agonisticamente parlando, ha raggiunto il punto più basso proprio nel momento in cui la Sauber “dell’odiato” Binotto, per mano e piedi di un indomito Hulkenberg, lo svernicia senza che lui possa reagire. Hamilton è un grandissimo campione (sebbene non lo digerisca) e le sue doti si sono viste proprio quando fece impazzire Vettel nel biennio 2017 – 2018, doti che esprimevano quella rabbia che oggi sembra aver totalmente dimenticato. A mio modesto giudizio con una macchina vincente, campioni come lui, ottengono quello che vogliono perché per lui appunto è facile come respirare aria solo (c’è sempre il trucco), che è proprio nelle difficoltà che emerge il campione e, purtroppo gli dice male come si suol dire, visto che proprio lo stesso Alonso ha dimostrato al mondo intero che cosa significa trasformare la rabbia in risultato nonostante guidi un catenaccio. Lo stesso Lewis, adeguandosi velocemente al mantra di Maranello, ha già detto che presto detterà i tempi di quando focalizzarsi definitivamente al 2026, in modo da avere una squadra e quindi una macchina pronta per il nuovo ciclo regolamentare. Per il suo bene e soprattutto per quello della Rossa glielo auguro, perché Dio non voglia che anche l’anno prossimo faccia la stessa fine, allora penso che terminerà la sua carriera macchiata non tanto dal fatto che non abbia vinto più, quanto per il fatto che ha perso senza lottare.

Chi di rabbia ne ha tanta è “il solito” LeClerc e, chi ne ha pure troppa, è l’attuale campione del mondo Verstappen. Charles con il suo exploit salva la faccia ed il deretano al suo Team Principal (pare che il Presidente abbia chiesto risultati), il quale da par suo la rabbia non sa proprio cosa sia, tutt’altro, il rubicondo capo del muretto Rosso è sempre positivo e, con il raggiungimento della vetta al secondo posto nei costruttori era felice come una Pasqua, tanto da mangiare un bel gelato nemmeno la sua squadra avesse vinto il GP. Precisiamo subito che, se questa Ferrari è riuscita a ritornare lentamente al minimo di classifica, non è stato tanto per merito suo quanto per demerito degli altri: infatti Red Bull ha deciso scelleratamente di correre con un pilota solo (Perez starà ridendo non poco immagino) mentre Mercedes si ritrova, nell’ultimo anno di utilizzo di questi motori, alle prese con i suoi propulsori appunto che fumano che è una bellezza. Era solo una questione di tempo che la Rossa si risollevasse e, la rabbia del monegasco, è sicuramente il propellente, il boost indispensabile per questa rimonta alla quale abbiamo assistito. Fino a quando la rabbia di Charles non si tramuterà in disperazione o peggio in rassegnazione, proprio come è capitato al suo compagno di box, la Ferrari e quindi Vasseur potranno dormire sonni relativamente tranquilli. Ormai a Maranello contano i giorni per montare sulla SF-25 i correttivi che dovrebbero consentirgli di poter addirittura lottare per la vittoria, resta solo da capire quanta rabbia sia stata messa nel raggiungere questo obiettivo. Di certo Verstappen, come dicevo poc’anzi, di rabbia ne ha messa pure troppa e, gli è andata male. Adoro Max, lo considero alla pari se non addirittura più forte di Schumacher (mi assumo le responsabilità di quanto affermo con annessi insulti!) eppure nessuno è perfetto a questo mondo e, il difetto più grande che l’olandese ha, è che quando gli si chiude la vena non vede e non capisce più nulla andando a rovinare tutto quello che di buono fa vedere in pista. Prima si afferra con Charles, solo che con il monegasco si è trattenuto perché sa che tipo di animale sia il monegasco e, poi con Russell (i due non sono esattamente amici) ha finito quello che aveva iniziato. Indipendentemente dall’incidente dovuto alla dura chiusura che l’olandese ha eseguito sul suo avversario, rimane il fatto che Verstappen tutto è tranne che un pazzo (il botto alla Copse lo subì lui se non erro… all’epoca chi eseguì la manovra la rabbia ce l’aveva eccome!), quindi ritengo inutile e sterile la polemica della volontarietà quasi omicida che si è scatenata ai suoi danni, a cominciare proprio dallo stesso Russell che a favore di telecamere durante le interviste, per poco non piangeva. Verstappen alle dichiarazioni dell’alfiere Mercedes ha risposto che avrebbe portato dei fazzoletti la prossima volta… non c’è nulla da fare, nella vita ci vuole rabbia!

Non posso non concludere questo mio scritto senza menzionare la McLaren ed il suo weekend perfetto. La Spagna è stata attesa da molti con la bava alla bocca, perché si credeva che la DT018 avrebbe castrato i papaya e riaperto il mondiale. Una squadra che notoriamente ha un grosso vantaggio, proprio come la McLaren, è anche abbastanza scaltra da usare il suddetto vantaggio per trovare le opportune contromisure, ad eventuali ostacoli che potrebbero azzopparla. Risultato? Non è cambiato nulla e, proprio il Team Principal italiano dei papaya Andrea Stella (quando vanno via da Ferrari diventano tutti geni… incredibile!) ce lo spiega, dicendo che molti hanno usato la flessibilità delle ali per trarre dei vantaggi aerodinamici, portando di fatto degli aggiornamenti. La McLaren è un pacchetto completo che ha fatto dell’aeroelasticità una delle tante armi e non la sola arma. Stella a dicembre, con serafica calma e, con tanta rabbia dentro, disse che avrebbero provato ad annoiare il mondiale e così è stato. I papaya in Piastri hanno trovato il proprio profeta, il quale, sebbene stia in F1 da metà del tempo rispetto alla permanenza di LeClerc, è ad una sola vittoria nel raggiungere proprio il monegasco. Le statistiche iniziano a dare ragione all’australiano che lentamente inizia ad innervosire sempre di più il fragile Norris. Con il passo falso della Red Bull in Spagna, Max inizia ad allontanarsi e, quando il mondiale sarà esclusivamente una faccenda tra Oscar e Lando, le regole del gioco cambieranno (papaya rules) e, sicuramente ci sarà chi sarà arrabbiato a fine gara e, chi userà proprio quella rabbia allo spegnimento dei semafori, per gioire alla bandiera a scacchi.

Vito Quaranta

PIASTRI DOMINA A BARCELLONA. VERSTAPPEN FURIOSO.

Non ripeteremo qui il detto “la macchina che va bene a Barcellona va bene dappertutto”. Perchè sarebbe come dire che le restanti gare del campionato 2025 le vincerà tutte le McLaren.

Barcellona era una tappa attesissima, perchè entrava in vigore la nuova direttiva tecnica che limita la flessibilità delle ali. Alcuni avevano previsto stravolgimenti, casualmente quelli che ne avevano bisogno. E, ovviamente hanno avuto torto.

Piastri e Norris monopolizzano la prima fila, davanti ai soliti Verstappen e Russell.

Piastri parte bene, Norris no e si fa passare da Verstappen. Peggio fa Russell che ai fa passare da entrambe le Ferrari, con Hamilton davanti a Leclerc.

Al giro 7 Leclerc si incolla a Hamilton ma non riesce a passarlo. Questo consente a Norris di aumentare il suo vantaggio sul duo rosso. Charles ne ha di più e dai box ordinano a Lewis di farlo passare.

I secondi di distanza da Norris ora sono però 6, e il monegasco, dopo avere perso un secondo al giro dietro al compagno, gira sui tempi dei primi.

Al giro 12 Norris raggiunge Verstappen, il quale si arrende subito all’inglese, e anticipa poi la fermata ai box, al giro 14.

Al giro 17 si ferma Hamilton, imitato dal compagno al giro successivo.

Al giro 21 è il turno di Russell, e al 22 Norris, che rientra molto dietro Verstappen. Al giro successivo si ferma Piastri. E pure lui si trova dietro Max.

Il quale al giro 30 effettua la sua seconda sosta. Sembra che l’olandese sia su 3 soste e il problema, per le McLaren, é che sta girando 1 sec. al giro più veloce. Di questo passo recupererà la sosta in più.

Al giro 41 Leclerc effettua la sua seconda e ultima sosta, imitato da Russell al giro successivo. 
Le McLaren non si fermano e, anzi, Piastri fa vedere che se vuole può andare più forte.

Al giro 48 Verstappen effettua la sua terza sosta e monta gomma rossa. Norris previene l’undercut imitandolo al giro successivo, e anche Piastri fa lo stesso dopo un altro giro.
Terminate le soste, i distacchi fra i primi 3 ai sono ridotti molto. Ma le due McLaren ristabiliscono velocemente le distanze.

Sembra finita, ma al giro 55 Antonelli parcheggia la sua Mercedes nella ghiaia ed esce la Safety Car. Si fermano tutti ai box per montare gomme nuove. Ma Verstappen può montare solo gomma bianca, mentre Leclerc, dietro di lui, monta gomma rossa.

Si riparte quando mancano 6 giri. E Max paga duramente le gomme più dure, perdendo la macchina all’ultima curva e facendosi passare da Leclerc e, quasi, da Russell.

Mentre le due McLaren vanno via indisturbate, a Max viene chiesto di ridare la posizione a George per taglio della chicane. L’olandese è infuriato, sembra volere far passare l’inglese ma poi gli rifila una incomprensibile ruotata, beccandosi 10 secondi di penalitá che distruggono una bellissima gara.

Finisce così con Piastri meritatamente vincitore, davanti a Norris, Leclerc, Russell, Hulkenberg (!), Hamilton, Hadjar, Gasly, Alonso e Verstsappen.

Fra due settimane si correrà in Canada, luogo dove solitamente Safety Car e/o pioggia non sono mai mancate. E’ l’unica speranza per divertirci un po’.  Assieme, ovviamente, a Max Verstappen.

P.S. Flessibilità ridotta del 25%. Un cambiamento molto piccolo, dal punto di vista tecnico, come ha confermato Andrea Stella. Perchè, quindi, c’è stato qualcuno che ha alimentato false speranze?

P.S. 2 I risultati di Tsunoda alla guida della Red Bull sono pure peggio di quelli di Lawson. Come ampiamente previsto, la promozione è stata per lui un disastro.  E, probabilmente, Perez se la ride.

P.S. 3 A Miami il mio giovane concittadino aveva stupito tutti. Poi è arrivata la gara di casa, e improvvisamente il rendimento è crollato. E’ vero, ha avuto due guasti, ma finchè stato in gara la distanza dal compagno è stata notevole. Era inevitabile che, prima o poi, i 18 anni si facessero sentire. Speriamo che la settimana di pausa gli serva per analizzare la situazione e ritornare ai livelli che gli competono.

P.S. 4 Ferrari paga 40 M€ un pilota che, al momento, sembra più una vecchia gloria che un pilota in grado di combattere. La prestazione di oggi di Lewis è stata imbarazzante. Costantemente più lento di almeno mezzo secondo al giro rispetto al compagno (facendogli pure perdere il treno all’inizio della gara), sempre a questionare le strategie, come se si fosse messo in macchina senza parlare con nessuno, e, alla fine, pure superato da una Sauber. Avrà sicuramente mille scusanti, ma una non ce l’ha: il fatto che col suo stipendio e il suo passato non si può permettere né di sembrare scarico né di essere in polemica con la squadra. E, in questo momento, dall’esterno si vedono entrambe le cose.

P.S. 5 Al contrario, c’è un Alonso che non ha vinto i suoi titoli solo perchè non ha avuto le sue stesse macchine sotto il sedere, e, pur guidando un catenaccio, non va in polemica con la squadra e sputa sangue per artigliare il suo primo punto stagionale.

P.S 6  A Verstappen hanno aggiornato il cambio con la versione del 1974. Ma che ne sa lui di come funzionavano le cose in quegli anni?

P.S. 7 Sono proprio curioso di vedere se penalizzeranno Leclerc. Perchè se la penalità di 10 secondi a Verstappen per la ruotata a Russell ci poteva stare (dal replay è abbastanza chiaro che gli sia scesa la catena) non ci stava per nulla il ridare la posizione per il taglio di chicane, visto che l’altro senza di lui la curva non l’avrebbe fatta. E, nel caso di Charles, si è sì spostato sulla sinistra, ma prima di lui Max lo aveva gentilmente accompagnato verso destra. 

P.S. 8 Sentendo Vasseur che si mostra soddisfatto dell’esito del trittico dicendo che hanno migliorato molto da Miami e rimarcando che ora sono secondi nel campionato costruttori, mi ha fatto pensare al 1984, quando la Ferrari era ugualmente seconda a distanza siderale da una McLaren dominante come quella di oggi. Ma il Drake non era contento, e dalla stampa specializzata piovevano critiche. Oggi invece va bene così, a tutti.