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LA FERRARI DOMINA AD AUSTIN. PUNTO.

Dopo la pausa autunnale, la F1 riprende dal Texas, ed è subito polemica. Qualcuno (la McLaren) ha spifferato alla FIA che la rivale per il titolo utilizza un trucchetto per cambiare l’altezza del vassoio in parco chiuso, cosa vietatissima dal regolamento e dal suo spirito.

Il delegato FIA e il suo tirocinante, in diretta mondovisione controllano e sigillano la brugola relativa. Questo trick doveva permettere alla Red Bull di andare bene sia in qualifica che in gara. E, infatti, Max fa la pole della garetta, e la vince pure, e poi manca la pole della gara vera solo perchè Russell decide di distruggere gli upgrade contro le barriere.

Garetta che ci offre un gusto duello fra i due ferraristi e una totalmente inutile prova di forza di Sainz ai danni del compagno. I due ferraristi si ritroveranno poi a partire appaiati in seconda fila.

Si spengono i semafori e i primi quattro scattano tutti benissimo. Ma c’è uno più furbo degli altri, e si chiama Charles. Verstappen attacca Norris, che gli ha lasciato un portone aperto, e lo porta largo. Leclerc, che probabilmente aveva già capito in anticipo cosa sarebbe successo, si infila indisturbato portandosi al comando. Max deve poi difendersi anche da uno scatenato Sainz, portatosi al terzo posto. Al terzo giro, quando Leclerc è ampiamente al sicuro dal DRS, Hamilton finisce ingloriosamente la sua gara nella ghiaia, e viene fatta uscire la safety car.

Si riparte al giro 5, con Max molto aggressivo, ma Leclerc ne ha di più e si mette a distanza di sicurezza. 

Sainz prova a stare vicino a Max, ma la sua macchina ha un problema e il distacco sale ad 1.5 sec. Per fortuna dello spagnolo, le cose si sistemano, ma ormai l’olandese è fuori portata.

Al giro 13, Charles ha già  5 secondi di vantaggio su Verstappen, con Sainz a 1.7 e Norris a ben 3 secondi dallo spagnolo.

Al giro 22 la Ferrari fa rientrare Sainz. Verstappen non si difende dall’undercut, e, ovviamente, nemmeno Leclerc lo fa, dall’alto degli ormai 10 secondi di vantaggio.

Al giro 26, Max rientra ai box, e ne esce ampiamente dietro a Carlos. Al giro successivo, si ferma anche Leclerc.

Le due McLaren non si fermano e, anzi, iniziano a girare più veloci di quelli che si sono fermati. Al giro 31, Leclerc raggiunge Piastri che non oppone resistenza. Contemporaneamente, si ferma Norris, che rientra in pista molto lontano da Verstappen. Al giro successivo è il turno di Oscar.

Con gomme nuove Lando e Oscar viaggiano 1 secondo al giro più veloce rispetto a Verstappen e Leclerc. Poi si calmano, e torna in cattedra la Ferrari, con i due piloti che, al giro 40, sono i più veloci in pista.

Al giro 44, Norris raggiunge Verstappen, e il duello inizia al giro 47.   Al giro 52 Lando tenta all’esterno di curva 12 e sorpassa Max passando per la via di fuga. L’olandese, che a sua volta è uscito dalla pista, vuole la posizione indietro, e l’inglese non gliela dà. L’incidente viene investigato, e il pilota delle McLaren si becca 5 secondi di penalità.

Finisce così con una splendida doppietta Ferrari, 18 anni dopo l’ultima negli USA. Seguono Verstappen, Norris, Piastri, Russell, Perez, Hulkenberg, Lawson, subito a punti al ritorno, e un grande Colapinto.

Tolta l’ala flessibile alla McLaren, tolto il trick alla Red Bull, la Ferrari domina. E’ sicuramente un caso. Vedremo in Messico, fra una settimana.

P.S. A Norris mancano solo i baffetti, e poi il clone del Leone è completo. 

P.S. 2 Le strategie della McLaren le fanno Topolino e Paperino.

P.S. 3 La Ferrari non porterà a casa nessun titolo quest’anno, ma la responsabilità non sarà, per una volta, della macchina.

P.S. 4 Hamilton che si qualifica in ultima fila senza avere avuto un problema specifico, e poi la insabbia dopo 3 giri, è qualcosa che deve far riflettere. Soprattutto la Ferrari che lo ha ingaggiato pagandolo profumatamente, per mandare in Williams uno che proprio scarso non è.

P.S. 5 A proposito di Williams, Colapinto ha dimostrato che non sempre il valore di un pilota si può misurare in relazione al compagno di squadra. Dipende da quanto quest’ultimo è scarso. E lo stesso discorso lo si può fare per Lawson.

P.S. 6 La penalità data a Russell è vergognosa.

P.S. 7 Verstappen corre con un regolamento tutto suo e può fare quello che vuole (vedi la partenza). Non da ora. Gli altri no. E anche questo è vergognoso.

P.S. 8 Austin è una pista meravigliosa. Quando vince la Ferrari ancora di più.

P.S. 9 Clean air is queen.

P.S. 10 Vive la France.

P.S. 11 (serio) Questa doppietta Ferrari è stata un raggio di luce per la mia regione, in uno dei week-end più neri della sua storia. Che possa restare anche questo trionfo nella memoria di chi ha passato una notte di paura e una giornata passata a spalare il fango e a svuotare abitazioni, cantine e garage dagli oggetti rovinati dall’acqua.

NORRIS DOMINA A SINGAPORE. VERSTAPPEN TIENE DURO.

Quelli della notte. Di Singapore. Non sono rossi, fra uno spreco e l’altro. Ma sono Norris e Verstappen, che occupano la prima fila, seguiti dalle due Mercedes, come al solito in altalena.

Si spengono i semafori, e Norris questa volta parte bene, riuscendo a rimanere davanti a Verstappen. La partenza non riserva grandi emozioni, e la prima parte della corsa è uguale a quelle degli anni scorsi, un lungo trenino di auto distanziate da pochi secondi.

Quest’anno, però, il treno è un po’ più lungo, con la locomotiva Norris che dopo 17 giri ha già 11 secondi di vantaggio su Verstappen, il quale ne ha altri 9 su Hamilton.

Le due Ferrari, accreditate di un ottimo passo gara, si trovano imbottigliate in 8a  posizione con Leclerc e in 12a con Sainz, pagando una qualifica piena di errori.

Al 18° giro Hamilton è il primo dei leader a fermarsi, essendo partito con gomme soft. Gli altri restano in pista, con Norris che incrementa ancora il suo vantaggio nei confronti di Verstappen.

Bisogna aspettare fino al giro 28 per vedere Russell fermarsi. Ma l’inglese si trova a 40 secondi da Norris. E Leclerc riesce finalmente a superare Hulkenberg ma si trova ad un minuto da Norris. Per il suo ingegnere di pista, al quale stava manifestando tutta la sua frustrazione, “la gara inizia adesso”.

Al giro 30 si ferma Verstappen. L’olandese esce dietro a Leclerc, ma gli basta un giro per passarlo. Contemporaneamente, Norris va lungo e sfiora la barriera con l’ala, perdendo diversi secondi. Si ferma subito ai box per cambiare le gomme e controllare, ma non sembrano esserci danni gravi.

Al giro 37 si ferma Lerclerc. Charles rientra in 8a posizione, dietro anche al suo compagno di squadra. Manca solo Piastri, al momento in seconda posizione. La sua sosta avviene al giro 39. L’australiano esce subito dietro ad Hamilton, che riesce però a superare subito.

E, al giro 46, passa anche Russell, prendendosi il podio. Nel frattempo, Leclerc, con pista libera, inizia letteralmente a volare, mettendo in mostra il potenziale che la sua macchina non ha potuto esprimere oggi.

Al giro 48, Norris, che guida la gara con un vantaggio di 24 secondi su Verstappen, sfiora per la seconda volta le barriere. Questo lo sveglia dal torpore in cui era evidentemente piombato, e segna il giro più veloce. Che gli verrà poi tolto dal Ricciardo all’ultimo giro.

Finisce così con Norris vincitore dominante, davanti a Verstappen, Piastri, Russell che è riuscito a contenere la rimonta di Leclerc. Poi Hamilton, Sainz, Alonso, Hulkenberg e Perez.

Ora ci sono ben 4 settimane di pausa, prima di riprendere ad Austin. Mancano 6 gare alla fine, ma è già possibile affermare dove andranno i due mondiali.

P.S. dopo la vittoria di Monza e la buona prestazione di Baku, già si parlava di una Ferrari in lizza per il mondiale costruttori. Ma quando la macchina va, non funziona tutto il resto. E per il mondiale, eventualmente, ci si penserà l’anno prossimo. O quello successivo. 

P.S. 2 Vanzini che sospetta che Alonso non attacchi Hulkenberg perchè ha una Ferrari dietro (riguardatevi il giro 24) è un insulto a chi paga il canone per ascoltare i deliri suoi e di qualche altro soggetto che lo accompagna. Vale anche per la MotoGP, dove si ascoltano stupidaggini simili, tutte figlie della linea editoriale rossa.

P.S. 3 sarà un sollievo per il box Mercedes non dovere più sentire l’anno prossimo i lamenti di Lewis sulle gomme.

P.S. 4 venerdì Verstappen non andava da nessuna parte. Oggi è arrivato secondo, anche se a mezzo minuto. Il suo quarto mondiale sarà tutto merito suo, non della macchina o della FIA.

P.S. 5 L’ala della McLaren era regolare per la FIA ma non per la Red Bull. E, di conseguenza, la dovrà cambiare.

P.S. 6 Per la prima volta nella storia, non si è vista la Safety Car a Singapore. La sostituzione di Sargeant ha dato i suoi frutti.

P.S. 7 Hulkenberg è come le obbligazioni, un investimento senza rischi.

P.S. 8 Probabilmente non rivedremo più Ricciardo in gara, ma speriamo di rivederlo come commentatore, così continuerà a portare un po’ della sua allegria contagiosa. Mi immagino già le interviste a Vasseur. Buone per Zelig.

PIASTRI FREGA LECLERC E VINCE A BAKU. SAINZ E PEREZ DISPERATI.

Trionfo a Monaco, poi il nulla. Trionfo a Monza, e poi cosa succederà?
Il calendario riserva a Leclerc la sua terza gara di casa, quella dove è riuscito a fare tre pole di fila senza mai vincere. Come a Monaco.
E il sabato arriva la quarta, con Sainz terzo a confermare che la Ferrari pare avere trovato il bandolo della matassa. Fra di loro Piastri (come a Monaco), mentre Norris è relegato al fondo della griglia, e Verstappen è pure dietro Perez.
Con le Mercedes non eccezionali, e un circuito dove si può passare in un solo punto, la strada sembra spianata per Charles.

Allo spegnimento dei semafori, il monegasco scatta benissimo, mentre Piastri è più lento ma riesce a mantenere la seconda posizione. Perez riesce invece a sopravanzare Sainz, così come Verstappen riesce a portarsi davanti a Russell ed accodarsi al ferrarista in quinta posizione.

Dopo 10 giri, Leclerc ha già 3 secondi di vantaggio su Piastri, che inizia a lamentarsi delle gomme posteriori. L’unico che non sembra soffrire con le coperture è proprio Charles. 

Al giro 13 si ferma Verstappen, che aveva accumulato 5 secondi di ritardo da Sainz, e ben 7 dal compagno di squadra. Al giro successivo, si ferma anche Russell, che lo seguiva in sesta posizione. E, di conseguenza, un giro ancora dopo, Perez.

Il messicano si ritrova dietro a Norris, che lo blocca quanto basta per consentire al compagno di squadra di fare la sua sosta e rimanere davanti.

Al giro 17 si ferma anche Leclerc, e rientra di pochissimo davanti a Piastri e Perez. Per sua fortuna, in mezzo c’è Albon. Il vantaggio su Piastri, a questo punto, è di soli 1.3 sec., quando prima del pit-stop era di 6.

E infatti al giro 20 l’australiano passa di prepotenza grazie al DRS ma con una staccata favolosa in curva 1. Il monegasco si attacca alla coda dell’australiano, con Perez che, a sua volta, lo segue da vicino,.

Per una decina di giri, Charles segue come un ombra Oscar, e alla 29a tornata prova a tornare davanti, ma il pilota della McLaren si difende bene. L’australiano, in questa fase, sembra avere un passo inferiore a quello del pilota Ferrari.

Leclerc ci riprova al giro 33, ma, di nuovo, Piastri chiude la porta. I due escono lentissimi da curva 1, e Perez si accoda.

Per 14 giri i primi due viaggiano letteralmente incollati, ma a 4 giri dalla fine le gomme di Leclerc sono finite, e, mentre Piastri se ne va, Perez attacca Leclerc, gli passa davanti ma il ferrarista con una staccata impossibile tiene la seconda posizione. I due escono lentissimi da curva 1 e Sainz riesce a passare il messicano. Ma non resiste alla tentazione di mettere le ruote di fianco a quelle del compagno di squadra, lasciando la porta aperta a Checo, che si infila. Nel successivo rettilineo, lo spagnolo si sposta impercettibilmente a sinistra non pensando di avere l’avversario all’interno, ed entrambi finiscono contro il muro.

Finisce così con Piastri davanti a Leclerc, terzo Russell che, dopo una gara anonima, finisce sul podio. Quarto Norris, rimontato dalla 17a posizione, poi Verstappen, alle prese con mille problemi, Alonso, Albon, Colapinto, già a punti alla sua seconda gara, Hamilton, e Bearman, anche lui alla seconda gara e di nuovo a punti con una scuderia diversa.

Il circus riparte per Singapore, dove si correrà fra una sola settimana, con la McLaren che torna in testa al mondiale costruttori dopo oltre un decennio. E sembra destinata a rimanerci.

P.S. in settimana è stata ufficializzato il passaggio di Newey alla Aston Martin. Contento Alonso, che ora potrà avere “la macchina degli altri” come regalo di compleanno. Per tutti gli altri, “non è un uomo solo che fa la differenza”. Ma i soldi sì, e Stroll ne ha messi veramente tanti.

P.S. 2 Alla fine dell’anno, sicuramente alla Ferrari rimpiangeranno l’errore fatto dopo la gara dominata a Monaco, quando hanno trasformato una buona macchina in una vettura mediocre. Ma rimpiangeranno anche le occasioni perse, come quella di oggi.

P.S. 3 E’ meglio un pilota che paga 0.5M$ a gara e fa danni per altrettanto una sì e una no, o uno che paga cifra analoga ma sta costantemente davanti al compagno di squadra alla seconda gara?

P.S. 4 la gara di oggi, tutta la gara, anzi, tutto il week-end dall’inizio alla fine, partenza compresa, sono la migliore spiegazione possibile del perchè in Ferrari hanno tenuto Leclerc e non Sainz. D’altra parte è stato proprio lui a dichiarare che “su questa pista ha sempre fatto fatica”.

P.S. 5 al contrario, Checo Perez va bene solo su questa pista, al punto da far sembrare Verstappen un debuttante. E non c’è da meravigliarsi se appena vede un buco ci si infila incurante delle conseguenze. Al di là dell’imperdonabile errore strategico di Sainz, la responsabilità dell’incidente è tutta sua.

P.S. 6 in McLaren hanno sicuramente già capito con chi torneranno a vincere il mondiale piloti. L’anno prossimo.

P.S. 7 Clean air is queen

P.S. 8 viva il carbonio e la sua flessibilità. E anche la FIA che stavolta ha deciso di tenere aperto il campionato non vietando una soluzione di dubbia regolarità, esattamente come faceva quando la Mercedes dominava, in quel caso per NON tenere aperto il campionato.

P.S. 9 Vive la France

LECLERC FREGA LE MCLAREN E TRIONFA A MONZA. VERSTAPPEN SPROFONDA.

A Monza, le macchine sono diverse. Basta guardare le ali posteriori. Ma, quest’anno, anche il circuito è diverso, con l’asfalto rifatto ma, soprattutto, i cordoli appiattiti che tanto hanno fatto arrabbiare i piloti.

Non sono però diversi, rispetto a quanto si è visto nelle ultime gare, i risultati delle qualifiche, con la McLaren davanti, Mercedes e Ferrari subito dietro, e Red Bull in affanno.

Si spengono i semafori e le due macchine arancioni partono bene ma non benissimo. Russell per non tamponare Piastri va lungo alla prima variante. Si arriva alla Roggia, e Piastri piazza un attacco violento al compagno di squadra e lo passa, facendogli perdere la posizione anche su Leclerc.

I primi 10 giri trascorrono con il ferrarista a meno di un secondo dall’australiano, e Norris terzo fuori dalla zona DRS.

Al giro 14 Norris, che si stava avvicinando a Leclerc, viene fatto entrare per tentare l’undercut su Leclerc. L’inglese entra come una furia ed esce nel traffico. Al giro successivo si ferma anche il monegasco, che esce però dietro Lando. 

Anche Piastri viene fatto rientrare, e, in questo modo, riesce a mantenere la posizione sul compagno di squadra.

Al giro 20 si ferma Sainz, e in testa alla gara si trovano le due Red Bull, partite con gomme dure e probabilmente orientate a fare una sosta sola.

Ma Max viene chiamato subito dopo, e, oltre a riservargli una sosta lunghissima, gli rimontano gomme dure, il che significa che si dovrà fermare un’altra volta.

Al giro 32, Norris arriva lungo alla Roggia, e perde 2 secondi in un colpo, facendosi raggiungere da Leclerc. Al giro successivo, effettua la sua seconda sosta. A questo punto, Piastri ha 5 secondi di vantaggio su Charles. 

Al giro 39, a Piastri viene chiesto se pensa di riuscire ad arrivare in fondo senza fermarsi. L’australiano risponde di no e viene fatto fermare subito. In testa si ritrovano così le due Ferrari, con Leclerc e Sainz a 10 secondi.

Il muretto rosso decide di non fermare i due piloti, e, quando mancano 8 giri alla fine, Piastri raggiunge Sainz e lo supera, ma ha Leclerc a 12 secondi. Da recuperare in 7 giri.

Purtroppo per lui, il ferrarista si è tenuto qualcosa in tasca, e Oscar non riesce a recuperare. 

Finisce così con un altro miracolo di Leclerc, dopo il terzo posto di Zandvoort. Lo seguono Piastri, Norris, Sainz, Hamilton, Verstappen, Russell, Perez, Albon, Magnussen (?).

Fra due settimane si andrà a Baku. A questo punto è chiaro che la Red Bull può attivare la modalità “emergenza”, perchè il mondiale costruttori è in serio pericolo. Dispiace…

P.S. in un podcast di qualche giorno fa, David Coulthard ed Eddie Jordan hanno tirato fuori le solite storie dei commissari che a Monza chiudono un occhio per la Ferrari, e dei motori da 3.4 litri che si vedevano qualche decennio fa. Per i britannici è sempre la Ferrari che frega, loro invece non fanno mai niente perchè “quello che sul regolamento non è vietato, si può fare”. Però fu la Ferrari, qualche anno fa, ad essere bastonata perchè “aveva fatto qualcosa che non doveva fare”. Prima di allora, solo a Tyrrell era capitato di essere penalizzato in modo peggiore (squalifica dal campionato nel 1984). Detto questo, è evidente che oggi Leclerc montasse il “gommino”, esattamente come Marquez ad Aragon.

P.S. 2 fatto sta che una macchina ma, soprattutto, un motore, che per 2 anni e mezzo ha sverniciato tutti, improvvisamente si ritrova ad essere il più lento della griglia. Come si fa a non pensare che sia calata qualche mannaia? Ma è calata “un pochino”, visto che l’auto è comunque lì davanti e non nei bassifondi, come accadde alla Ferrari nel 2020. Forse per non scontentare il popolo olandese.

P.S. 3 contestualmente, il motore Mercedes è ritornato davanti, questa volta con 4 macchine

P.S. 4 premesso che sono felicissimo di vedere un pilota che abita dalle mie parti correre in Formula 1, credo che quanto sta accadendo attorno ad Antonelli sia sempre frutto della solita ricerca dei click. Il venerdì volevano fare notizia con il diciottenne che arriva e svernicia tutti. Lo stava facendo, in effetti, l’ha fregato solo la pista sporca. Ma è ovvio che NON gli avessero detto di stare calmo. In un ambiente come quello si pianifica tutto, anche la possibilità di andare a sbattere. E, il giorno dopo, l’annuncio in pompa magna con la F1 che per tutta la mattina ha fatto un post ogni mezz’ora, a raccogliere un sacco di like, soprattutto dai giovanissimi, che è il mercato che interessa. E cosa di meglio che mettere un loro coetaneo sulla macchina migliore? Detto questo, il ragazzo è veramente in gamba, basta sentirlo parlare. In alto ci arriverebbe comunque, anche senza l’endorsment di Toto e di Stefano. 

P.S. 5 Clean air is queen. Vale per Piastri ma anche per Leclerc.

P.S. 6 la vittoria di oggi è per tutti quelli che pensano che Leclerc non sia quello che è: un grandissimo pilota, che non ha avuto la stessa fortuna di altri sui colleghi di mettere il sedere su una macchina che fosse vincente per più di 5 gare di fila.

P.S. 7 da notare la bandiera a scacchi “particolare” sventolata da Del Piero

P.S. 8 Prima Montecarlo e poi Monza. Stagione salva.

P.S. 9 Camicioli prima scambia Nico Rosberg per David Coulthard, e poi definisce Vasseur “Harry Potter”. Ogni nazione ha i conduttori che si merita.

NORRIS VINCE IL GP D’OLANDO. VERSTAPPEN COMPRA UN BINOCOLO.

Paesi bassi. Oppure Olanda, Ma, soprattutto, Verstappenland, visto che da quando il circus è ritornato sulle dune di Zandvoort, il GP è sempre assomigliato ad un party privato della famiglia di Max. Ma quest’anno non c’erano le premesse per comprare lo champagne. 

La qualifica, infatti, vede Norris nettamente davanti a Max, con Piastri subito dietro. Ma allo spegnimento dei semafori, come al solito, Lando diventa Buzzanca e si fa fregare dall’olandese. Stesso discorso per Piastri, superato da Russell.

Per 17 giri, Norris se ne sta calmo ad 1 secondo di distacco, ma poi rompe gli indugi e, dopo un timido tentativo andato a vuoto, al giro 18 svernicia Max e passa al comando. Sorprendentemente, il padrone di casa non ne combina una delle sue, pur sapendo benissimo che la macchina arancione l’avrebbe rivista solo in parco chiuso.

Al giro 25 Leclerc tenta l’undercut su Piastri, che stava provando ad attaccare da diversi giri. L’australiano non si ferma, mentre Russell sì, ma perde la posizione su Charles. 

Al giro 28 si ferma Verstappen, che era precipitato a 6 secondi da Norris ed era pure a rischio di perdere la posizione dal ferrarista. Al giro successivo si ferma anche George.

L’ultimo a fermarsi, inspiegabilmente tardi, é Piastri al giro 33. L’australiano a questo punto é quinto dietro all’inglese della Mercedes.

A metá gara, Norris é al comando con 8 secondi di vantaggio su Verstappen e 13 su Leclerc.

Al giro 40 Piastri svernicia Russell e si riporta in quarta posizione. Va poi alla caccia di Leclerc che raggiunge dopo pochi giri.

Ma gli ultimi 30 non riservano altri sorpassi per le prime posizioni, e la gara finisce con Norris che rifila 20 secondi a Verstappen, Leclerc incredibilmente terzo a soli 4 secondi dall’olandese, e Piastri che ha molto da recriminare su partenza e strategia. Seguono un ottimo Sainz, Perez, Russell, Hamilton, Gasly e Alonso.

Prossima fermata: Monza. Dove la Ferrari porterà una grande quantità di aggiornamenti. Che, si spera, non facciano la fine dei precedenti.

P.S. gli inglesi chiamano le pause stagionali “silly season”. E di stupidaggini ne abbiamo sentite veramente tante, a partire dalla frenata asimmetrica vietata, che avrebbe trasformato la RB20 in una macchina mediocre. La cosa ha tenuto banco per 3 settimane e mezzo, per poi essere smentita con forza da “quelli che ne sanno”, oltre che, soprattutto, dai team avversari. Posto che, in effetti, il trick era troppo banale perchè centinaia di ingegneri potessero pensare di usarlo, nessuno ci ha spiegato come mai da Miami una monoposto dominante è diventata la terza, a tratti la quarta, forza. E’ molto probabile che la storia della frenata sia il classico specchietto per le allodole che nasconde qualcosa di ben più grave. Un po’ come la storia del flussometro nel 2019 per il motore Ferrari.

P.S. 2 Alla McLaren mancano solo da sistemare partenza e strategie, dopodichè le possono vincere tutte da qui alla fine. Avendo Stella come TP, c’è da star sicuri che lo faranno molto in fretta.

P.S. 3 In Ferrari “sono solo a pochi decimi”.

P.S. 4 ma davvero Sainz è convinto di avere fatto una buona cosa a firmare per una squadra che è talmente messa male da sbagliare di 3 mm la costruzione di un pezzo per il quale ha ricevuto pure gli ingombri al CAD, e da avere bisogno dei soldi di uno che gli sfascia 3 macchine, facendogli spendere ben più dei soldi che ha ricevuto?

P.S. 5 abbiamo visto saltimbanchi e maghi, a quando la sfilata di giraffe, elefanti e cammelli davanti alle macchine schierate?

P.S. 6 clean air is queen

P.S. 7 in Renault decidono di chiudere il programma di sviluppo del motore 2026 e di rivolgersi a Mercedes, ma non dicono niente ai dipendenti interessati. Vive la France (anche se chi comanda non è francese).