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NORRIS VINCE AD ABU DHABI. PAPAYA SUL TETTO DEL MONDO.

La stagione più lunga della storia si conclude in quel di Abu Dhabi con ancora un titolo da assegnare, come non accadeva dalla sceneggiata del 2021.

Ma, questa volta, non serve il Latifi di turno perchè la Ferrari si ricorda del 2010 e si complica la vita da sola. La SF-24 su questo circuito è un filino meglio della F-10, ma ci pensano le batterie a tirare il pacco e a far beccare a Leclerc 10 posizioni di penalità sulla griglia. E lui fa il resto facendosi annullare il tempo nel Q2. Risultato: partenza dall’ultima posizione, con McLaren in prima fila e fine virtuale delle speranze mondiali.

Ma ci pensa Max a rendere il pomeriggio frizzantino. Come al solito, parte a fionda e si butta all’interno di Piastri, il quale, chissà perchè, si dimentica che il suo obiettivo di oggi è portare a casa la macchina intera. Inevitabile il contatto con testacoda di entrambi. E’ l’olandese a prendersi la penalità di 10 secondi, definendo gli steward “stupidi idioti”, giustamente peraltro. Piastri precipita in fondo al gruppo, prendendosi poi a sua volta una penalità di 10 secondi per avere tamponato Colapinto.

Resta così solo Norris a difendere il vantaggio McLaren, con Sainz alle calcagna e Leclerc che recupera 11 posizioni nel solo primo giro (!).

Al giro 20 Norris conduce con 4 sec. su Sainz, e 17 su Russell che ha Charles in scia.

Al giro 21 Leclerc si ferma per quello che sarà l’unico pit-stop della giornata. Al giro 26 si ferma Sainz, seguito subito dopo da Norris e Russell, che esce dietro al monegasco.

Al giro 36 si ferma Hamilton e Leclerc si ritrova quindi terzo.

A 10 giri dalla fine Norris ha 6 sec. di vantaggio su Sainz e 26 su Leclerc. Ma non ci sono più soste da fare, e la gara finisce con i tre in queste posizioni e la McLaren campione del mondo costruttori a 26 anni di distanza dall’ultimo titolo. Seguono Hamilton, che termina la sua carriera in Mercedes con un sorpasso all’ultimo giro sul compagno di squadra Russell. Poi Verstappen, Gasly, Hulkenberg, Alonso e Piastri.

E’ festa in casa McLaren, ed è anche l’ultimo giro di giostra per tanti. A partire da Sainz, destinato a finire nell’anonimato, Hamilton, che ne prenderà il posto in Ferrari, Perez, che termina la sua carriera in Red Bull e in F1 con un’altra prestazione orribile (testacoda da solo al primo giro e poi bruciata la frizione un’altra volta, come in Qatar). Zhou e Bottas, che non rimpiangerà nessuno, Magnussen, che pure non verrà sicuramente rimpianto dai suoi colleghi. E Colapinto, che è passato dall’essere idolo delle folle e dei team manager al non avere un sedile per l’anno prossimo, e difficilmente lo troverà quest’inverno.

Appuntamento a marzo 2025, per una stagione che si presume sarà molto combattuta. Grazie alla FIA e alla FOM per avere permesso tutto questo.

P.S. c’è un uomo italiano dietro la rinascita della McLaren. E’, ovviamente, Andrea Stella. Che è talmente umile da avere più volte dato il merito a chi l’ha preceduto per avere investito sulle risorse e portare la squadra dove è oggi. Ma ha ovviamente grandi meriti. Perchè, non dimentichiamolo, il risultato è stato ottenuto con due piloti giovani che si presentavano all’inizio della stagione con 0 GP vinti in carriera. E, grazie anche a lui, sono cresciuti tanto arrivando all’obiettivo per la squadra.

P.S. 2 Uno come Andrea Stella in Ferrari non può trovare posto. 

P.S. 3  Ferrari che ha tanto da recriminare. 14 punti sono pochi, la lista delle occasioni sprecate è enorme. Coi se e coi ma non si va da nessuna parte. Ma il muso lungo di Leclerc la dice lunga.

P.S. 4 Il primo giro di Charles è per tutti quelli che pensano che i mancati risultati della Ferrari dal 2019 siano dovuti al “predestinato” non all’altezza.

P.S. 5 Abbiamo criticato tanto l’Alpine in questi resoconti. Ma, questa volta, bisogna proprio dire “Vive la France” senza ironia. Ma, anche “Viva Cuneo”.

P.S. 6 La responsabilità del contatto al via non è di Max, ma c’è da chiedersi cosa cavolo sia passato nella sua testa per attaccare in quel modo qualcuno che si giocava il mondiale.

P.S.7 Lo “stupidi idioti” pronunciato sempre da Max dopo avere scontato la penalità è la sintesi perfetta dell’operato complessivo degli steward in questa stagione.

P.S. 8 Ho citato FIA e FOM che hanno consentito di riportare la F1 ad essere uno sport dove non vince sempre quello. Lo hanno fatto ad arte, con tutti i mezzi a disposizione (fra i quali anche i suddetti steward). E, come già accaduto nel 2021, cambiano il regolamento proprio sul più bello, quando si è creato l’equilibrio. E stavolta lo fanno inserendo norme che non capiscono nemmeno loro. Il rischio che solo una squadra imbrocchi la via giusta è molto alto. E succederà di sicuro.

P.S. 9 Buone Feste.

VERSTAPPEN DOMINA IN QATAR. LA FIA TIENE APERTO IL MONDIALE COSTRUTTORI.

Nella notte del Qatar la Ferrari si gioca le ultime possibilità di tenere aperta la lotta mondiale. La pista è una delle peggiori per la SF-24, ma in questo week-end ha un alleato nascosto, come direbbero gli inglesi. Ma questo lo vedremo più avanti.

C’è pure l’inutile garetta, a complicare le cose. E le monoposto rosse annaspano, come previsto, mentre la McLaren fa doppietta. Annaspa pure la Red Bull, che, però, ha risorse nascoste.

E, infatti, dopo solo 4 ore la RB20 torna la macchina di inizio stagione, e siccome Max è sempre lui, la piazza in pole, precedendo Russell e le due McLaren. Ma la FIA in questo week-end è in modalità interventista, e gli affibbia l’arretramento di una posizione (mai visto) per avere rallentato Russell nel suo giro di rientro. Non di Max, ma di George, e questo è straordinario.

Ma non c’è problema, allo spegnimento dei semafori l’olandese parte a fionda e si tira dietro Norris, relegando Russell in terza posizione. Leclerc passa Piastri mentre dietro Hulkenberg fa fuori Ocon e Colapinto, e Stroll pensa all’altra Williams colpendo Albon.

Safety Car inevitabile e si riparte al giro 5 con Piastri che sorprende Leclerc e si riporta in quarta posizione. Stroll butta fuori anche Lawson e si becca 10 secondi di penalitá. Il team decide che è meglio mandarlo a fare la doccia, per prevenire ulteriori guai.

Dopo 15 giri, ai ferraristi viene dato il via libera a spingere, ma i 4 davanti restano alla stessa distanza.

Il primo a fermarsi al giro 24 é Russell, incalzato da Piastri. Ma la sua sosta é lunga e rientra nel traffico inchiodandosi dietro ad Alonso.

Al giro 30 Albon perde uno specchietto, che si ferma proprio al centro del rettilineo principale. Viene esposta la bandiera gialla ma poi la direzione gara decide che il problema non esiste, e la toglie. Tanto è comunque bastato per fregare Norris, che la bandiera l’ha ignorata.

Ovviamente lo specchietto non si smaterializza per il solo fatto di essere in posizione pericolosa, e quando Bottas si sposta per farsi doppiare, lo prende in pieno, riducendolo in tanti piccoli pezzettini, che forano le gomme di Hamilton e Sainz. A quel punto, la direzione gara, avendo ottenuto il risultato voluto, quello di risvegliare la gara, fa uscire la Safety Car. Entrano ai box Verstappen, Norris e Leclerc, che riesce a superare Piastri che si era fermato al giro precedente.

La gara riparte al giro 39, con Verstappen che sbaglia e si fa affiancare da Norris ma lo tiene dietro. Leclerc difende coi denti la terza posizione. Perez e Hulkenberg si fermano e deve uscire nuovamente la Safety Car, che si fa da parte al giro 42, e la nuova ripartenza non riserva cambiamenti.

Arriva la mazzata per Lando, al quale viene affibbiato uno stop and go di 10 secondi. L’ inglese rientra in ultima posizione e rimonterà fino alla decima posizione.

Gli ultimi giri passano con Sainz che tenta inutilmente di passare Gasly per la sesta posizione. 

Finisce così con un magnifico Verstappen che vince davanti a Leclerc, Piastri, Russell, Gasly, Sainz, Alonso, Zhou (!), Magnussen e Norris.

Fra una settimana, ad Abu Dhabi, Ferrari e McLaren si giocheranno il mondiale. L’ultima volta è successo nel 2008. Per la Ferrari, su quella pista ci sono solo brutti ricordi, e i punti da recuperare sono 21. Ma non dimentichiamoci che la F1 deve essere un intrattenimento, prima ancora che uno sport, e le possibilità per tenere il risultato in ballo fino all’ultimo giro ci sono. Il riferimento al 2021 è puramente voluto.

P.S. ieri abbiamo preso tutti in giro il buon Checo per la partenza da uomo col cappello la domenica mattina al semaforo di via Colombo davanti all’Ipercoop. E abbiamo rincarato la dose quando si è giustificato dicendo “dovevo aprire il gap con quelli davanti”, cosa apparentemente senza senso. E, invece, un senso l’aveva eccome. Aveva il compito di provare quelle soluzioni che hanno trasformato la RB20 da carriola inguidabile a macchina per fare la pole. Tanto è vero che ad un certo punto gli hanno pure cambiato l’ala davanti senza un apparente motivo.

P.S. 2 Vanzini é convinto che la Ferrari dovesse cambiare le gomme nel momento in cui la Safety Car é passata in corsia box. Ora è anche un grande stratega, oltre che nazionale di sci e meteorologo.

P.S 3 pare che la penalità a Norris sia corretta rispetto ai precedenti. Vero, ma il mio riferimento al ruolo della FIA è riferito al fatto che con uno specchietto in mezzo alla pista va messa subito almeno una Virtual Safety Car. E, invece, hanno messo e tolto, messo e tolto la bandiera gialla. Con buona pace di tutte le menate sulla sicurezza. 

P.S. 4 Fatto sta, che l’unico che c’è cascato è Norris, che ha anche rischiato di tamponare Hamilton in pit-lane. Delle 4 squadre in lotta per la vittoria, la McLaren è quella che ha i piloti complessivamente più deboli da un punto di vista mentale e della costanza (Max vale per due, ovviamente). Vedremo ad Abu Dhabi quanto questo peserà sul risultato finale del mondiale costruttori.

P.S. 5 Binotto aveva detto due mesi fa che le prestazioni della Sauber dovevano migliorare. Ed è successo.

P.S. 6 Stroll deve starsene a casa. Punto.

P.S. 7 Inizio a pensare che le Williams abbiano un’attrazione per gli oggetti fissi o mobili.

P.S. 8 Di solito quando uno inizia a licenziare tutti i suoi collaboratori più validi, non dura a lungo. Il nuovo Balestre non ha connazionali fra i piloti a difenderlo. Ma ha grandi investitori dalla sua parte. Quindi resterà dov’è a lungo. Russell e soci dovranno farselo piacere.

P.S. 9 Ocon appiedato con effetto immediato. Vive la France.

LA MERCEDES DOMINA A LAS VEGAS. VERSTAPPEN EGUAGLIA VETTEL E PROST.

Las Vegas non è un luogo fatto per la Formula 1. Lo dice la storia. Per la quarta volta si corre nella capitale del Nevada, la seconda nel circuito della “strip”, di notte e con meno di 10° di temperatura. Ma è molto spettacolare, e va bene così a tutti.

Lo spettacolo si vede non solo fuori dalla pista, ma anche dentro, con qualifiche molto tirate che vedono Russell in pole con Sainz di fianco, e Colapinto che aggiunge un altro milione di euro alla voce “costi per riparazioni” del bilancio 2024 della Williams.

Allo spegnimento dei semafori, il “buono spunto”, anzi, buonissimo, è di Leclerc, che, come accaduto ad Austin, sfrutta molto bene le scaramucce davanti a lui e si porta in seconda posizione dietro Russell.

Charles prova ad attaccare l’inglese al giro 4, ma George lo chiude, e il ferrarista si deve subito calmare perchè ha trattato male le sue gomme, e al giro 7 Sainz lo passa. Al giro successivo, deve cedere la posizione anche a Verstappen. Tale è il crollo che in Ferrari lo fermano al giro 9 per montare la gomma più dura. Norris, che lo seguiva, fa lo stesso, mentre Piastri si prende penalità per falsa partenza.

Anche le gomme di Sainz sono andate, e pure lui si ferma per cambiare le gomme, subito dopo essersi fatto passare da Verstappen.

Pure Max e Russell si fermano subito, con l’inglese che, a differenza, degli avversari, riesce a mantenere la posizione, continuando a guidare la gara.

Mentre Russell guida con 10 secondi di vantaggio, al giro 27 Verstappen si ferma una seconda volta. Dietro di lui, anche Sainz, ormai braccato da Leclerc, chiede a gran voce di fermarsi. Dai  box gli chiedono di far passare Leclerc, cosa che fa ma rischia di perdere la posizione da Hamilton. Subito dopo, si infila nell’ingresso box, con Lewis che lo segue, ma all’ultimo momento dai box gli dicono di stare fuori perchè non sono pronti, ma è troppo tardi e, oltre a perdere 3 secondi nella manovra, rischia pure di beccarsi la penalità. Lo spagnolo è giustamente infuriato.

Mentre Russell guida indisturbato, e Leclerc viene richiamato ai box, Hamilton raggiunge Verstappen e lo svernicia, portandosi così in seconda posizione dietro il compagno di squadra.

Al giro 33 anche George effettua la sua seconda sosta, mantenendo il comando.

Al giro 40, le due Ferrari si svegliano e raggiungono Verstappen. La RB20 non ha velocità di punta, e Sainz lo supera facilmente. Leclerc non riesce a fare altrettanto, e impiega 5 giri per portarsi in quarta posizione, con l’olandese che non oppone troppa resistenza.

Finisce così con una doppietta Mercedes dopo una gara dominata da Russell, e Hamilton autore di una grande rimonta dalla decima posizione rimediata in qualifica. Seguono Sainz e Leclerc, che hanno molto da recriminare, e Verstappen, che conquista così il suo quarto, meritatissimo, titolo. Poi Norris e Piastri, con una McLaren molto sottotono, Hulkenberg, Tsunoda e Perez.

Fra solo una settimana si correrà in Qatar, con annessa garetta. E resta da assegnare il campionato costruttori. Potrebbe esserci da divertirsi. ori non ha certo dimostrato di essere un fenomeno.

P.S. come già detto in passato, la Ferrari alla fine dell’anno avrà molto da recriminare. Anche oggi, come è accaduto altre volte durante la stagione, è stato gettato al vento un buon risultato a causa di indecisioni e strategie non proprio ottimali. Solo una manciata di punti guadagnati su una pista dove la McLaren era in crisi sono una miseria, e il mondiale costruttori diventa difficile da conquistare, con sole 2 gare rimanenti.

P.S. 2 la Red Bull senza Verstappen sarebbe al livello della sorellina povera di Faenza. Il quarto mondiale è esclusivamente merito suo.

P.S. 3 abbiamo passato settimane a sentir dire che Colapinto era conteso da tutte le squadre, pronte a stracciare contratti e a pagare fior di soldi alla Williams per averlo. Poi il buon Franco ha pensato bene di strafare, distruggendo macchine e reputazione. Sarebbe interessante capire il perchè di tanto entusiasmo attorno ad uno che nelle formule minori non aveva certo brillato. Ma forse la risposta la troviamo nei 5 milioni di dollari che ha pagato per avere il sedile della Williams.

P.S. 4 il botta e risposta fra GPDA e FIA, con tanto di scritta “we are all adults”, sfiora il ridicolo, da una parte e dall’altra. Pare che abbiamo trovato il novello Balestre, con la differenza che non ha preferenze per un pilota in particolare, ma, anzi, li ha tutti contro.

P.S. 5 speriamo che il novello Balestre non abbia sentito lo spettacolare team radio finale di Leclerc. Se ne riporta di seguito la trascrizione, opportunamente censurata:
Yeah, I did my job, but being nice fucks me over all the f***ing time, all the f***ing time. It’s not even being nice, it’s just being respectful. I know I need to shut up, but at one point it’s always the same, so…oh my f***ing god.
F***ing pick up what the f***you want. And the radio is on, I am sorry.

P.S. 6 Charles può stare tranquillo che l’anno prossimo non si dovrà più lamentare di accordi non rispettati, perchè Lewis è un signore…

P.S. 7 … e dovrà preoccuparsi di Sainz solo in fase di doppiaggio.

P.S. 8 a proposito di Lewis, quando la macchina va, è tutt’altro che uno pronto per la pensione. Quando non va, dai box devono sorbirsi i suoi lamenti, ma penso che in Ferrari se ne faranno una ragione.

VERSTAPPEN MAGNIFICO AD INTERLAGOS. NORRIS SBAGLIA TUTTO.

Interlagos e pioggia sono sinonimi, esattamente come Montecarlo e Safety Car. Si salva solo la garetta, dominata dalle McLaren con Norris vincitore grazie al favore di Piastri.

Ma, subito dopo, l’acqua inizia a cadere copiosa, e le qualifiche si disputano, con pista ancora bagnata, la mattina della gara, in un festival di bandiere rosse e con le prevedibili sorprese, prima fra tutte Verstappen che non passa il Q2. 

La pole va a Norris, con Russell di fianco e le due ex-Toro Rosso subito dietro, con in mezzo Ocon.

Prima che si spengano i semafori, Stroll, i cui meccanici avevano riparato l’auto incidentata durante le qualifiche, va a sbattere, e la partenza viene ovviamente abortita. Norris, però, non ha studiato il regolamento e, una volta arrivato in griglia, riparte per un altro giro. Lo seguono Russell, Tsunoda e Lawson, mentre gli altri aspettano che la direzione gara li autorizzi, inevitabilmente, a fare pure loro un altro giro. Tutti e 4 vengono messi sotto investigazione da parte della direzione gara.

Lo start viene dato nuovamente dopo 15 minuti, e Norris spreca per l’ennesima volta la pole, facendosi superare da Norris. 

I primi 20 giri vedono Verstappen rimontare come una furia fino alla settima posizione, ma arrivato dietro a Leclerc la sua avanzata si ferma. 

Il primo a fermarsi per mettere gomme intermedie nuove è Leclerc, al giro 25. Subito dopo, Hulkenberg si inchioda in curva 1, e viene attivata la Virtual Safety Car. Il tedesco riesce però a ripartire, e proprio mentre Russell e Norris si fermano, la VSC viene tolta e, in questo modo, non traggono nessun vantaggio.

La pioggia è aumentata tantissimo, e al giro 29 i piloti chiedono a gran voce la bandiera rossa. Russell procede in modo estremamente prudente, e Norris lo supera. Subito dopo viene fatta uscire la Safety Car. In questo momento, in testa alla gara c’è Ocon, seguito da Verstappen e Gasly. 

Al giro 32, Colapinto dà il colpo di grazia al bilancio 2024 della Williams, distruggendo la seconda monoposto nel giro di poche ore. Albon, infatti, aveva disintegrato la sua Williams durante il Q3, quando aveva la possibilità di partire nelle prime file, e non ha potuto prendere il via.

Inevitabile la bandiera rossa, con conseguente grande favore per i primi 3, che possono usufruire così di un pit-stop gratis.

Si riparte con 36 giri ancora da percorrere e tutti con gomme intermedie. Piove meno, ma l’acqua sulla pista è tantissima. Norris va lungo e si fa superare da Russell. Ocon rifila un secondo al giro a Verstappen, e lo distanzia rapidamente. 

Al giro 40 Sainz la sbatte per la seconda volta nella giornata, e viene attivata la Safety Car.

La gara riparte dopo 3 giri, e Norris combina l’ennesimo disastro, facendosi passare da Leclerc, che passa pure Russell, e andando lungo alla prima curva, precipitando in settima posizione. Nel frattempo, Verstappen, con un’altra staccata micidiale, passa Ocon e si porta in testa.  

Charles commette un errore, e si fa ripassare da Russell. Il ferrarista è in grande difficoltà e viene braccato da Norris, cui Piastri, penalizzato di 10 secondi per una precedente collisione, ha ceduto la posizione.

Gli ultimi giri non riservano sorprese, e Verstappen torna così a vincere, ridicolizzando gli avversari, davanti alle improbabili Alpine di Ocon e Gasly. Seguono Russell, Leclerc, Norris, Tsunoda, Piastri, Lawson e Hamilton.

Fra due settimane si correrà a Las Vegas. Il campionato piloti è di fatto finito oggi, mentre per quello costruttori ci potrebbe essere ancora un po’ di lotta. A chi sbaglia di più.

P.S. Verstappen ha capito che d’ora in poi non gliene verrà fatta passare una. Se la penalità inflittagli dopo la garetta era sacrosanta, lo scherzetto di mettere bandiera rossa subito dopo che lui era uscito dai primi 10 e prima che finisse il giro, è parsa una mossa studiata ad arte. E un bel segnale che, dopo l’impunità concessagli a partire dal 2021, con relativi favori che gli sono valsi pure quel mondiale, ora i santi in paradiso li ha qualcun altro.

P.S. 2 ma Max non ha bisogno di santi in paradiso, e oggi ne è la dimostrazione. A memoria, non ricordo nessuno che sia riuscito a vincere una gara completamente bagnata partendo così indietro.

P.S. 3 la Ferrari poteva sperare nel titolo costruttori. Ma se non si approfitta delle condizioni pazze e la si mette a muro, le speranze vanno all’anno prossimo.

P.S. 4 un week-end di potenziale dominio da parte della McLaren si è trasformato in un disastro a causa della dabbenaggine dei due piloti e di chi li gestisce. Il mondiale costruttori lo vinceranno, ma per quello piloti non c’è speranza nè per quest’anno nè per il prossimo, a meno che non mettano in pista una macchina che dà 1 secondo tondo alla Red Bull.

P.S. 5 in condizioni difficili, ma poi neanche tanto, fra il giro di ricognizione e il primo giro, si è visto chi non merita di stare  sulla griglia. Il riferimento e a Stroll, di cui abbiamo già parlato, e a Perez, giratosi completamente da solo durante la prima tornata.

P.S. 6 il sette volte – quasi otto – campione del mondo ha disputato la seconda gara di fila nelle retrovie, a battagliare con i giovanotti di belle speranze e a lamentarsi della macchina. Sono abbastanza sicuro che  in Mercedes stiano contando le gare che mancano alla fine del campionato. 

P.S. 7 almeno si spera che il campionissimo sia un po’ più continuo nel rendimento rispetto al matador, il quale è stato capace di passare dalla modalità “oggi non mi batte nessuno” a quella “oggi la sbatto due volte” nel giro di una settimana.

P.S. 8 prima o poi ci spiegheranno perchè la Red Bull ha buttato via un anno con Ricciardo, e, anche, come mai ora si parli di mettere Colapinto sulla macchina di Perez. Quello tosto ce l’hanno già. Forse è troppo tosto?

P.S. 9 vive la France, oggi più che mai.

P.S. 10 attendiamo dalla sempre tempestiva FIA le decisioni a proposito delle pressioni delle gomme Mercedes, regolate quando non era permesso, e, soprattutto, del pasticcio di Norris & c. in partenza.

 

SAINZ DOMINA IN MESSICO. VERSTAPPEN PUNITO.

La nuova F1, quella delle gare combattute e delle penalizzazioni a go-go, tranne che per Verstappen, sbarca in Messico che, giova ricordarlo, è una pista ubicata a 2200 metri d’altezza e l’aria è più rarefatta.

E’ passata solo una settimana da Austin e la musica non cambia. Le due Ferrari se la giocano con Max e Lando, i cui rispettivi compagni di squadra sono lontani dalla lotta, questa volta molto lontani, visto che Piastri e Perez non passano la Q1.

E la pole la fa Sainz, che sembra incredibilmente in palla, forse perchè non vuole sprecare le ultime occasioni che ha, in carriera, per vincere.

Allo spegnimento dei semafori, Verstappen parte meglio di Carlos, che cerca di affiancarlo in curva 1 ma, ovviamente, viene spinto fuori e deve accodarsi.

Dietro si toccano Tsunoda e Albon. Ritiro per entrambi e Safety Car.
Da segnalare Perez che, qualificatosi in penultima fila, riesce a beccarsi una penalità per errato posizionamento sulla griglia di partenza.

Si riparte al giro 7 e Sainz, con una manovra da antologia, passa Verstappen, che prova a difendersi duramente senza successo. Al giro successivo, Max viene attaccato da Norris, che lo passa ma viene buttato fuori, come al solito. L’inglese taglia ma sta davanti, ma l’olandese lo riattacca e i due vanno larghi, con Leclerc li supera entrambi.

Max si becca due penalitá, per un totale di 20 secondi, e questa é una notizia. Evidentemente le proteste dei colleghi sono servite a qualcosa.

Al giro 23 le due Ferrari comandano indisturbate, con Verstappen a 5 secondi e Norris a 6.

Al giro 27 Max si ferma e, scontando la penalità, precipita quindicesimo.

Al giro 31 é il turno di Norris, seguito, a quello successivo, da Leclerc. Ancora un giro ed é il turno di Sainz.

Al giro 40 le due Ferrari marciano tranquille al comando, con Norris a 5 secondi da Leclerc. Verstappen é risalito in sesta posizione, e davanti ha Hamilton ad 8 secondi.

A 10 giri dalla fine, complici i doppiati, Norris si porta ad un solo secondo da Leclerc. Ma non deve nemmeno tentare il sorpasso, perché il monegasco rischia di piantarla nel muro e deve fare passare l’avversario.

Ma non c’è più tempo per andare a prendere Sainz, che vince un GP dominato, davanti a Norris, Leclerc, Hamilton, Russell, Verstappen, Magnussen, Piastri, Hulkenberg e Gasly.

La Ferrari ha guadagnato un bel po’ di punti sulla McLaren e, con 4 gare e 2 sprint, si trova a 29 lunghezze, che non sono molti. Mentre per Norris le speranze di vincere il titolo si riducono, non solo per i punti da recuperare, ma anche perchè Verstappen gli ha fatto capire che è disposto a tutto pur di tenerselo dietro. E i commissari non saranno sempre così severi.

Fra solo una settimana si va in Brasile, e, visto che non c’è due senza tre, ci sono buone speranze di continuare a divertirci

P.S. Il BOP della FIA sta decisamente dando i suoi frutti. Meglio così o aggiungere peso a chi vince come fanno nel WEC? La differenza è che la zavorra viene dichiarata, ciò che ha fatto passare un’auto dal vincere 40 gare di fila a al non riuscire ad arrivare podio no.

P.S. 2 ma, visto che rallentare la macchina non basta, è giusto che intervengano anche sul pilota, che la smetta di prendersi certe libertà, così siamo sicuri sicuri di continuare a vedere uno spettacolo entusiasmante.

P.S. 3 L’avevo già detto ma lo ripeto: la Ferrari rimpiangerà a fine stagione il black-out avuto dopo Montecarlo, nel momento in cui la forma era al massimo.

P.S. 4 Oggi Fernando ha fatto 400. Questo record gli resterà probabilmente per lunghissimo tempo. E ha ancora tempo per stabilire qualche altro record, sperando che arrivi a godersi la macchina di Newey.

P.S. 5 in questo week-end la gang di Sky si è superata. Probabilmente il clima festoso del Messico ha peggiorato la situazione. Forse pensano di attirare i giovani con questa modalità di racconto. Ma non escluderei la possibilità che i giovani li seguano solo per farsi due risate.

P.S. 6 In una interessante intervista al podcast “High Performance”, Otmar Szafnauer, ex TP di Alpine, ha raccontato come funzionavano le cose nella squadra francese, dalla quale è stato allontanato lo scorso anno. Dal suo racconto, si capisce come mai la squadra francese si trovi nella situazione attuale. Vive la France.

P.S. 7 c’è chi supera Verstappen e chi non riesce a passare Russell che ha l’ala rotta. E c’è chi viene assunto dopo 3 anni che combina poco o niente, con uno stipendio da favola, e chi viene mandato via al massimo della forma.