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WEC 6 ORE DI MONZA 2023

Anche quest’anno sono riuscito ad andare a Monza a vedere la 6 ore. Di seguito un piccolo resoconto della gara da bordo pista.

La prima impresione è stata il pubblico, decisamente aumentato (a occhio c’era il doppio della gente), effetto Ferrari – Le Mans, cavallini rampanti ovunque.

Se l’anno scorso si presentò Peugeot, quest’anno è la volta di Isotta Fraschini. Sì avete letto bene, marchio rinato negli ultimi anni e che entrerà nel WEC dal prossimo anno; era in pista solo per dimostrazione.

Sabato mattina puntata veloce alla prima variante per vedere le prove libere, nel mentre scambio opinioni con una coppia di ristoratori del bolognese mi accorgo che le Toyota rispetto allo scorso anno escono molto meglio dalla prima variante, molto probabilmente saranno loro quelli da battere.

Tempo della fine delle FP3 e parte la gara del campionato F1 Academy (campionato femminile corso con Formula 4). Subito alla partenza si vogliono infilare alla prima variante in sei o sette in un posto dove al massimo c’è spazio per 2 auto, brutto incidente. L’auto di una pilota si ribalta sopra le altre e c’è un principio di incendio, questo dopo il ricordo alla partenza per Dilano Van’t Hoff. Per me, fresco delle immagini di un paio di settimane fa, vedere un’auto ribaltata con il pilota dentro e le fiamme che stanno per partire, è stata non proprio una passeggiata. Non riesco a descrivere cosa stavo provando in quel momento, pensavo solo “Muovi qualcosa!!! Muovi qualcosa!!!”. Bhé, quando ho visto muovere un piede mi ha pervaso un senso di “leggerezza”.

Dopo questa altalena di emozioni direzione paddock e poi pit walk.

Quì, grazie alla mia grande “timidezza”, mi fiondo subito alla Corvette. Primo punto mi complimento perchè hanno il più bel sound di tutte le auto in pista. E poi non potevo non stringere la mano a Nicky Catsburg, capace di vincere tre 24 ore ( una assoluta Ring, Le Mans e Spa di categoria) nel giro di un paio di mesi. Questo fa scatenare l’ilarità dei compagni, per primo Ben Keating “Yeah, sure, you are a Legend”. Di quella via mi incontro con un signore che avevo conosciuto l’anno scorso e che è riuscito ad andare a Le Mans. Oltre al suo entusiasmo per la vittoria Ferrari mi riporta la grande impressione proprio del rumore della Corvette a Mulsanne (e quello della Nascar su tutto il circuito, entrambi unici).

Mi muovo all’Ascari per le qualifiche, hanno tolto i salsicciotti interno curva in entrata. Le Gt partiranno con davanti le Dames, Kubica porta la sua auto in pole in LMP2, ma la cosa più sorprendente è vedere Fuoco a soli 0,017 sec da Kamui. Io non me lo aspettavo, un po’ per il BoP, un po’ perché effettivamente Toyota sembrava meglio di Ferrari.

Ah, Peugeot dopo le fritture dello scorso anno sono riusciti a fare quarti

Altro giro per il paddock dove incontro Jim Glickenhaus, che gentilmente si ferma a fare due parole e anche un selfie (l’unico che mi sono permesso in questo fine settimana), e Laurens Vanthoor con cui scambio un paio di battute sulla condizione della pista (scambio = io chiedo e lui risponde).

Direzione verifiche per fare un paio di foto ed incontro un signore (anche lui aspettava di fare la foto alla Ferrari) con cui parte una conversazione sulla F1 da fine anni ’80 a inizio ’90; questo è il bello delle corse.

Domenica mattina subito Pit walk e a Monza si comincia a sentire il caldo.

Ferrari inarrivabile, ci saranno state duecento persone davanti al box, io mi fermo dalle Porsche (che come l’anno scorso riempe di gadget i tifosi) e becco Gimmi Bruni e a uno come me non poteva altro che scappare una domanda.

“Quando hai cominciato a crederci a Daytona”

“A un’ora dalla fine, avevamo il passo giusto”

“Sopratutto negli ultimi metri” replico io “avete vinto di un paio di decimi; ma che n’hai regalato all’australiano?”

“Io ?!?!”

” No, io! T’ha fatto vince’ la 24 hr sulla riga, mica il circuito sotto casa mia! Saltavi alto un metro”

Persona stupenda. Menzione d’onore a Frijns che prende un ragazzino che guardava e lo porta davanti la macchina dentro i box per fargli fare la foto, ho strinto la mano anche a lui. Ha tutto il mio rispetto.

er la partenza volevo andare alla roggia, era strapiena, ripiego sulla prima variante e fortunatamente trovo 2 tipi di Milano che al mio cenno che chiede se c’è posto per uno mi fanno il cenno di salire, grazie.

Parte la gara, la fila dei numeri pari è più veloce e la Ferrari 51 si trova affianco alla Toyota 8 (lotterebbero per il campionato), Ferrari toccata e si gira. Impressionante la Peugeot sul rettilineo, svernicia la Toyota.

Dopo una ventina di minuti la Toyota 8, che era rimasta indietro dopo la collisione con Ferrari, in una manovra in cui sembra voler prendere la scia all’auto davanti prima dell’Ascari, stringe l’Aston GT all’esterno facendola ritirare. Risultato SC e 1 minuto di penalità. Alla ripartenza solita bagarre per le LMP2.
Dopo un’ora e mezzo di corsa si cominciano a delineare certe situazioni, le Dames han preso il largo in GT e Toyota è stabile prima in Hyper con Ferrari e Peugeot a inseguire. Però lo spettacolo è ancora sentire la Corvette GT, quel V8 ha un rumore davvero tutto suo.

Provo ad andare all’Ascari ma è piena allora opto per la merenda e cerco panino e birra che posso trovare alla prima variante.

Dopo mangiato decido, mio malgrado, di muovermi verso la roggia, e quì faccio la più grande scoperta del fine settimana, han tagliato quasi tutti l’alberi lungo il circuito dal lì fino a Lesmo 2 inoltrato. Quì comincia il calvario.

Faccio tutta curva grande sotto il sole e proseguo per la roggia, sempre sotto il sole (sono le 2.30-3.00). Provo a mettermi sulle tribune e non reggo. Ero al punto di vedere San Pietro sulla traversa come Fantozzi. Piano vado verso Lesmo e fortunatamente c’è ancora qualche albero. Lì mi fermo per un’oretta, ormai non più conscio di cosa sta accadendo in pista, se non ci fossero le lucine per vedere i primi 3 di classe, bona ugo!

Dopo una Safety car, a circa un paio di ore dalla fine, riesco a fare mente locale sulla classifica (con l’aiuto del cellulare e dei passanti). Siamo a Toyota-Ferrari-Ferrari-Peugeot in Hyper con strategie pit che ancora non ho capito come erano messe; LMP2 ormai sembra delineata con Jota davanti e dietro Alpine, WRT e United Autosport a darsi lotta; Gt che si è trovata con le Dames indietro, molto probabilmente causa pit sotto SC, ha 3 Porsche davanti (Dempsey-Iron Lynx- GR seguite da Corvette che punta a vincere già il mondiale). Da quì camminata per fare le foto dal ponte del Serraglio.

Il finale visto all’Ascari, In Hyper car dopo gli ultimi pit la situazione è Toyota-Ferrari-Peugeot e così finirà, con la Ferrari che pur sembrando per un paio di giri di poter recuperare si arrende a Toyota. In Gt non si muove nulla e finisce tutto come descritto sopra, con Corvette campione del mondo. Il bello all’ultim’ora sono le LMP2 con le auto dalla seconda alla quarta in pochi secondi, Alpine allunga ma WRT e United Autosport danno battaglia fino all’ultimo giro arrivando a meno di un secondo l’una dall’altra.

Nota di merito:  Primo podio WEC per Peugeot

Come sempre l’esperienza vale, anche se devo dire, ci fossero stati un paio di gradi meno sarebbe stato meglio (a un certo punto ho sentito Temperatura dell’asfalto 51°).

Organizzazione Monza meglio dello scorso anno.

Oh, ci si vede alla 6hr di Imola 2024. Già, il prossimo anno, avendo dovuto anticipare la gara italiana a prima di Le Mans, si son trovati con Monza chiusa causa restauro.

 

Landerio

LE MANS 24 HOURS 2023 – A CENTURY RACE

Cent’anni fa la prima edizione di una corsa divenuta leggendaria che ha sempre provato la resistenza delle macchine e dell’uomo. In questi cento anni ne sono successe di cose: dalle innovazioni tecnologiche alla guerra mondiale, dalle gesta memorabili alle giornate più tristi della storia dell’automobilismo.

Oggi, a questo appuntamento con la storia di un mito, non vuole mancare nessuno. Nella classe regina delle Hypercar ci sarà una pletora di costruttori che hanno un legame profondo con Le Mans.

La Ferrari torna ufficialmente dopo 50 anni dall’ultima volta e lo fa in grande stile presentandosi con le 499P clamorosamente in prima fila. La Toyota quest’anno avrà vita molto più difficile dopo aver dominato, ma anche tenuto in vita, la categoria negli ultimissimi anni. Porsche è al ritorno con le 963, con un’eredità pesantissima di 19 vittorie assolute da onorare al meglio, e non sarà per nulla semplice. La Cadillac sbarca dagli States in Francia dopo oltre 20 anni dall’ultima poco fortunata esperienza; saranno ben 3 le Cadillac-Dallara in gara, a dimostrare che gli americani sono determinati e vogliono provare a lasciare un segno nella 24 ore. Le Peugeot 9X8, controverse già di per sé con il loro concept unico, proveranno a difendere i colori dei padroni di casa, come fecero molti anni fa contro le dominanti Audi. Purtroppo, questa macchina tanto rivoluzionaria sembra essere un salto nell’ignoto troppo profondo e pure a Le Mans, dove tutti l’attendono, non sembra riuscire ad esprimere le sue doti migliori che avranno pur convinto il costruttore francese ad adottare delle forme e un design così particolare. Glickenhaus e Vanwall coronano il sogno di essere presenti pure essendo micro-costruttori ed avere comunque la possibilità, anche se ormai esigua, di poter confrontarsi al massimo livello con dei veri e propri colossi dell’automobilismo mondiale.

La qualifica dell’Hyperpole ci ha consegnato una 499P velocissima sul giro secco e nei lunghi rettilinei, un po’ come era lecito attendersi alla luce delle altre qualifiche dei round precedenti. La Toyota all’apparenza è lontana, ma bisogna considerare che la bandiera rossa è uscita proprio nel momento dell’attacco al tempo dei giapponesi, che quindi sulla performance pura sarebbero stati più vicini alla pole, forse inserendosi fra le Ferrari. Inoltre, come già in diversi appuntamenti, la superiorità schiacciante delle Toyota si è manifestata soltanto nella gara, quindi ancora una volta è tutto da scoprire.

Le LMDH appaiono ancora un passo indietro rispetto alle LMH Ferrari e Toyota, infatti sia la Cadillac che la Porsche faticano di più ad abbassare i tempi, ma bisognerà vedere il passo in gara valutandolo nei doppi e tripli stint. La Peugeot, pur essendo una LMH, è attualmente nella terra di nessuno: è chiaramente dietro a Cadillac e Porsche e ovviamente più performante di Glickenhaus e Vanwall.

In classe LMP2 come sempre sarà una battagli tiratissima in quanto ormai sono tutte Oreca07 e la differenza possono farla solo team e piloti. In pole partirà IDEC Sport con la #48 capace di precedere di circa un decimo di secondo il team JOTA #28 e la macchina del WRT dove correrà e prenderà il via Robert Kubica.

La LMP2 rappresenta quello che è sempre stato nel DNA di Le Mans, ossia permettersi di competere con un prototipo anche avendo un budget limitato, per cui è la classe per i veri appassionati e alcuni gentlemen che si vogliano mettere in gioco alla guida dei prototipi. Non mancano comunque gli equipaggi formati da piloti assolutamente professionisti, che si giocheranno al vittoria finale di classe.

Per l’edizione dei 100 anni, torna dopo parecchio tempo il famoso Garage 56, che in questa gara sarà occupato da una vettura NASCAR, una Chevrolet Camaro ZL1, opportunamente modificata per una gara di durata. Come prima cosa sono stati ovviamente installati dei veri fari dato che la versione standard ne ha solo il disegno sulla carrozzeria, ma è tutto finto!! In qualifica questa belva da 750 HP è stata in grado di rifilare oltre 4 secondi alle GTE e vedremo in gara come si comporterà, soprattutto dal punto di vista dell’affidabilità. Da notare che non è la prima volta che le Nascar corrono la 24 Ore, infatti erano state ammesse ufficialmente alla fine degli anni ’70 per dare più partecipanti ad una griglia ridotta a causa della crisi energetica di quegli anni.

Questa Le Mans chiuderà l’era della classe GTE, che, come tutti sanno, verrà rimpiazzata dalle GT3 a partire dal prossimo anno. Per questo motivo, ogni team e costruttore ci tiene in maniera incredibile ad essere l’ultimo a trionfare con questo genere di vetture, quasi a far vedere che ne esce da vincente e non può essere più battuto la prossima volta. Questo obiettivo ce l’ha in primis la Corvette, che porta all’ultima Le Mans la C8R GTE e vuole maledettamente la vittoria per continuare la striscia vincente dei modelli della casa statunitense. Ovviamente Ferrari, Aston Martin e Porsche non staranno a guardare e daranno tutto quello che hanno per accendere una sfida emozionante in quest’ultima uscita delle GTE.

 

Durante l’avvicinamento a questa Le Mans, ci sono stati importanti annunci nel panorama endurance, come l’unveiling della nuova Alpine LMDh che correrà nel WEC dall’anno prossimo, la presentazione della Ford Mustang GT3 che sarà resa disponibile nei campionati dal 2024, il progetto WEC-ACO per la classe ad idrogeno dal 2026 e un prototipo Toyota alimentato proprio da idrogeno. Come ultima novità è stato rilasciato il calendario WEC del 2024 che cresce e si snoderà su 8 appuntamenti, fra cui alcuni avvicendamenti, come Imola al posto di Monza, e alcune novità assolute come la tappa inaugurale in Qatar.

Ora non ci resta che attendere le ore 16 di Sabato e metterci in silenzio ad ascoltare le note di R. Strauss in “Così parlò Zarathustra”, solo allora ci si rende conto che sta per iniziare qualcosa di imperdibile e storico, quasi solenne per come viene dato il via alla maratona automobilistica più famosa di tutte.

Le Mans nei secoli dei secoli

Aury

WEC 6 ore di Monza 2022

Finalmente sono riuscito ad andare a vedere il mondiale Endurance; Monza, il tempio della velocità, ma anche il circuito più vicino dove andare. Comunque aspettative buone, anche per l’esordio della Peugeot.

Il Sabato lo passo tra pit, camminando attorno alla parabolica, Ascari e prima variante

Di fronte ai box già dal venerdì (così ho sentito dire in Peugeot) hanno avuto il pieno davanti per vedere l’esordiente

Guardatela bene questa macchina, avrà una storia da raccontare.

Come l’auto “rosa” delle dames,

e queste due sopra a modo loro.

Giro per il retro box ed in ogni luogo che mi riesce entrare per scambiare due chiacchere con gli addetti ai lavori e con altri appassionati.

Notando all’Ascari che in ingresso le Gt saltano sui salsicciotti gialli ed i prototipi no, penso che sia per la maggior rigidezza dei secondi ma comunque lo chiedo ad un pilota; risposta “Anche, ma anche perché tocco sotto e  se gratto ne risente l’aereodinamica” (parola più parola meno).

Oppure senti alla Peugeout risponderti alla domanda “Perchè l’esordio a Monza e non il prossimo anno?” “Bhè, così noi abbiamo 3 gare in più rispetto alla concorrenza che entrerà il prossimo anno in vista di Le Mans”

In questo luogo voglio ringraziare il signore che sta a Monza, ma è di Genova (bella chiaccherata), che mi ha fatto compagnia mentre aspettavamo entrambi il momento di scattare questa foto

Sabato alle cinque e mezzo qualifiche 10 min per le gt e 10 min per i prototipi.

P1, quasi 1 sec alla Toyota

Ma la cosa sorprendente è stato vedere la 93 ferma tra la prima e la seconda di Lesmo, ed anche le Dames prendersi la pole in AM

Nel mentre mi scappa anche di fare conoscenza con 2 signori inglesi sulla sessantina che poi ritroverò al bar di Vedano e anche la domenica a pranzo.

Domenica mattina pit walk con sessione autografi e consueto scambio di battute con chiunque passi, anche Jim Glickenhaus. Devo dire per quanto riguarda la cordialità con gli estranei (leggasi gente che viene lì a rompere nel mentre lavori) AF Corse molto bene, molto disponibili anche i piloti, Toyota mi ha un po’ deluso sembrano quasi inavvicinabili (quanto meno lo è stato per me). Trovo anche il temp di scambiare due parole con un ingegnere della Peugeot, di seguito il dialogo (tradotto liberamente dall’inglese):-Che è successo ieri in qualificha? -Problemi. -Quello l’ho visto anche io! La macchina era ferma. -Problemi al sistema. -Che sistema? Meccanico, idraulico, pneumatico oppure (sottolineando bene) elettrico? -Ah, non te lo posso dire. -Allora provo con una domanda a cui mi puoi rispondere, avete risolto oppure oggi avrete lo stesso problema? -Il problema sembra risolto.  Bene penso io (la 93 dopo 10 minuti di gara sarà ferma)

Partenza rigorosamente vista alla roggia

Mentre mi sto spostando alla prima di Lesmo l’Aston di TF Sport perde il dietro in ingresso roggia, taglia di lato sui salsicciotti e si cappotta fino a schiantarsi in uscita curva con il pilota fortunatamente illeso

La gara riprende con Glickenhaus che salta, era prima anche con un bel vantaggio scontando anche una penalità, sembra una turbina (par che di domenica le turbine non siano tanto affidabili). Si ritrovano a lottare per la prima posizione in LMP le Toyota e l’Alpine mentre le Peugeot accusano problemi. In Gt avanti le Ferrari AF Corse con la Corvette.

Sulla via per il serraglio (4hr di gara) sono già alcuni giri che le Toyota e l’Alpine sono in battaglia. Ad un certo punto sento dire che in un tentativo di sorpasso l’Alpine e la n°7 si toccano con il risultato che la Toyota deve rientrare ai box (noto mentre mi passa davanti che ha il passaruota posteriore dx ciondoloni), risultato Alpine 1a e poi la coppia giaponese, con Ferrari-Corvette-Ferrari-Porsche vicine in Gt.

Ultima parte di gara vista all’Ascari, dove la tribuna avrebbe dovuto essere chiusa (il perché se lo sono domandati in molti, e molte tribune erano chiuse), ma è stata aperta per volere popolare (le persone hanno semplicemente spostato la transenna)

Ultimi minuti di gara spettacolo in Gt Ferrari e Porsche lottano per il 3° e 4° posto sembra con grandi staccat6one alla prima variante fino a che la Ferrari non la spunta prospettandosi un finale Ferrari-Corvette-Ferrari; ma le corse sono le corse e a 2 giri dalla fine entrambe le Ferrari devono fermarsi per un riabbocco veloce, sono senza benzina, ne approfitta Corvette vincendo davanti alla coppia rossa.

Vincitore di giornata è l’Alpine dopo la scornata con le Toyota (che effettivamente sembravano in affanno, non so se problemi di gomme, trazione o elettrico)

L’esperienza vale, incontrando anche persone per scambiare due parole che alla fine siamo tutti lì per le corse.

 

Nota di demerito all’autodromo di Monza, varie tribune chiuse e bar chiusi. Organizzazione molto al disotto delle aspettative.

 

Landerio

LE MANS 24 HOURS 2021

89^ edizione della super-classica di durata, una delle gare più famose del panorama mondiale, “THE BIG ONE” come la chiamano tutti gli appassionati e addetti ai lavori. Anche quest’anno la gara si tiene in un periodo diverso dal consueto mese di Giugno; ciò che cambia sono certamente le condizioni meteo e la durata delle ore notturne, come accaduto l’anno scorso con lo svolgimento a Settembre.

La 24 ore del 2021 rappresenta un punto di svolta, un nuovo inizio con la classe Hypercar. È l’alba di una nuova era e quest’anno si gettano solo le basi per una crescente competizione al vertice. Infatti, grazie alle nuove auto molto più economiche e sostenibili, e soprattutto alla convergenza raggiunta fra IMSA e ACO relativamente ai loro prototipi, un numero molto elevato di costruttori ha già annunciato il proprio ritorno alla lotta per la vittoria assoluta. Spiccano i nomi di Peugeot dal 2022 con la sua rivoluzionaria Hypercar, Ferrari con un ritorno storico, Porsche, Audi, BMW e Acura con potenziale interesse da Cadillac e Lamborghini.

La Le Mans di quest’anno sarà solo un primo assaggio del futuro, con le piccole Alpine e Glickenhaus a sfidare il colosso Toyota, che a Monza ha comunque mostrato ancora delle fragilità nella sua Hypercar. Ovviamente le due GR010 sono le grandi favorite, ma l’Alpine ha dalla sua un’affidabilità molto collaudata e la Glickenhaus ha mostrato grandi doti velocistiche a Monza, vedremo se la spunterà Davide o Golia…

La classe GTE-Pro è stata lasciata orfana dai campioni uscenti dell’Aston Martin, campo libero dunque al duello feroce fra Ferrari e Porsche che sono riuscite a rendere intense le precedenti gare anche con sole 4 vetture in classe. A Le Mans c’è l’atteso ritorno delle Corvette con il debutto della nuova C8R che ha già vinto molto nell’IMSA. Oltre alle sei vetture ufficiali sono presenti due Porsche private del Weathertech Racing e HubAuto Racing, che ovviamente sono gli underdog di categoria. In questa classe le favorite sono indubbiamente la Porsche #92 e la Ferrari #51, ma occhio alle Corvette sulla distanza.

L’anima e la presenza maggiore di vetture è come sempre data dalla LMP2, ormai quasi totalmente monopolizzata dalla Oreca; e dalla classe GTE-Am. In LMP2 la battaglia è serratissima e il fatto che contino solo il team e i piloti fa si che si abbia uno schieramento davvero ravvicinato dove le differenze sono in pochi centesimi. Per quello che si è visto in stagione, i team favoriti sono il United Autosports, il G-Drive e il team WRT dove correrà anche Robert Kubica. La GTE-Am è altrettanto nutrita di team privati con almeno un amatore in equipaggio, ci sono grossi contingenti di Porsche, Ferrari e Aston Martin ed è davvero arduo scommettere su un vincitore, data l’imprevedibilità della corsa.

Nella classe riservata alle nuove tecnologie quest’anno c’è spazio per una vettura portata in gara da ben due piloti paraplegici, seguendo l’esempio di Frederic Sausset e della sua incredibile impresa di 5 anni fa. Un motivo in più per seguire questi atleti che affrontano sfide quotidianamente, ma sono così innamorati dello sport da cimentarsi in una nuova avventura.

Pronti a vivere questa Le Mans d’Agosto? Magari molti saranno di ritorno dalle ferie questo week end e allora niente di meglio da fare che sintonizzarsi su Radio Le Mans (http://radiolemans.0157.org/nplayer.php) per ascoltarsi il commento in inglese. Come sempre la gara sarà trasmessa integralmente su Eurosport e forse si trova anche qualche streaming gratuito nel web…

Buona gara!

ORARI

  • Giovedì 19 Agosto h. 21:00 – Hyperpole
  • Sabato 21 Agosto h. 16:00 – Race start

ENTRY LIST E RACE INFO

http://fiawec.alkamelsystems.com/

LIVE TIMING

https://www.fiawec.com/en/live

 

Aury

IL RITORNO DEL RE

8 luglio 2020, ore 13: per citare uno scaltro Senatore semplice “first reaction: shock !”

La Renault, ora Alpine F1 Team, ha così ufficializzato il rientro di un grande Pilota (P volutamente maiuscola), Fernando Alonso.

La lunga storia d’amore tra Fernando Alonso e la Formula Uno non poteva certo finire quel 25 novembre 2018, con un insignificante undicesimo posto, doppiato dall’allora cinque volte Campione del Mondo Lewis Hamilton, guidando quella McLaren su cui aveva probabilmente riposto tutte le speranze per riscattarsi da cinque anni di matrimonio con Ferrari, caratterizzati da qualche gioia e da molti dolori.

“Lottare” per arrivare tra i primi dieci senza avere mai speranze di vittoria o di podi per Piloti come Fernando diventa una frustrazione, per questo probabilmente decise di ritirarsi nel 2018, cercando soddisfazioni altrove: ha vinto due 24h di Le Mans e il Mondiale WEC; ha vinto la 24h di Daytona; ha partecipato al Rally Dakar; ha accarezzato il sogno, per ora accantonato, della Tripla Corona correndo la 500 Miglia di Indianapolis. Tuttavia per l’Asturiano il richiamo della Formula Uno è più forte che mai.

In Fernando coesiste la capacità di scegliere il momento e il posto giusto per sorpassare e far sì che l’avversario non possa attivare il DRS per rispondergli, come con Hamilton in Canada nel 2013, e un’innata propensione a compiere le scelte più autolesioniste possibili (a differenza del caro Lewis). Per questo motivo fin dai primi rumor sono sempre stata scettica riguardo alla possibilità di un suo ritorno.

Ritornare in Formula Uno per Fernando avrebbe senso solo se nel 2022 ci fosse una reale possibilità di giocarsi vittorie e mondiali. Correre per fare il “primo degli altri” non è mai stata la sua aspirazione, mi auguro che il progetto Alpine sia tanto ambizioso quanto il Pilota che la guiderà.

Nel 2021 sarà necessario “togliere le ruggini” dopo due stagioni di pausa. Considerando che è scontato dire chi sarà il vincitore del Mondiale 2021 (Lewis non fare scherzi !) ritengo che l’interesse si sposterà proprio nella midfield: se Aston Martin e Alpine fossero più o meno allo stesso livello ? Avremo finalmente lo scontro tra i due acerrimi avversari a “pari mezzo” ?

Fra i dubbi e le incognite riguardo al binomio Nando-Alpine vi è un’assoluta certezza: anche se quasi quarantenne Fernando ha ancora la stessa motivazione, se non maggiore, di quando ha esordito nella massima categoria, sarà questo il motivo per cui gli hanno permesso di partecipare ai test dei giovani ad Abu Dhabi ? Alle critiche su  questa decisione Fernando ha risposto: “Sono felice di vedere i miei avversari tanto preoccupati. Nel test ci saranno anche Robert Kubica e Sebastien Buemi, ma nessuno ne parla. Invece su di me si è parlato tanto, ma si tratta solo di recuperare il terreno perduto. Stiano pure tranquilli, non proveremo nessuno sviluppo”. È da queste dichiarazioni che improvvisamente capisci che per Fernando il 2021 è già iniziato e farà qualunque cosa per dimostrare di essere ancora il migliore e rodere così i fegati dei suoi detrattori.

Tra questi vorrei citare Johnny Herbert, che nel lontano 2016 suggerì a Fernando di ritirarsi perché, secondo lui, non era più motivato, paragonando le sue stagioni a quelle della “seconda carriera” di Schumacher (2010-2012). Fernando irruppe durante la diretta televisiva di Sky Sport per dirgli: “I was a world champion. You ended up as a commentator because you were not a champion, mate”, Herbert rispose timidamente: “Thanks very much, no, that’s good. I wasn’t world champion … Happy man”.

È anche per questo che la carriera di Fernando non può fermarsi ad Abu Dhabi 2018 con 1800 punti conquistati, come ci ha tenuto a specificare al suo ingegnere di pista Mark Temple che lo stava spronando in quella gara ad agguantare il milleottocentounesimo punto (MT: “There are 5 laps to go, last time round you were 6 tenths quicker than Grosjean. Gap to him is currently 5.6 seconds, theres a point here for grabs mate, let’s go get him. More performance, Multi C2, position 1 please.” ALO: “I have 1800 points” MT: “Well, for me, make it 1801”).

Fernando è così, o lo ami o lo odi, e chi ha la fortuna di amarlo come me non vede l’ora che possa arrivare in fretta marzo per ritornare ad avere quelle farfalle nello stomaco prima della partenza, per riaccendere vecchie antipatie, per ritornare a sentire quelle dichiarazioni poco politicamente corrette, con la speranza che qualcuno non lo scambi più per un bus turistico ! (“I’m losing tyre temperature like crazy because Alonso is taking a bus tour around Baku”, TR Vettel Baku 2016)

Bentornato a casa, “Nano”!

 

Francesca Zaio