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NORRIS VINCE AD INTERLAGOS E IPOTECA IL MONDIALE. ANTONELLI SPLENDE.

Ad Interlagos piove (quasi) sempre. Per fortuna. E spesso fa freddo. E, col freddo, la McLaren va più piano, la Mercedes va più forte e la Ferrari va come sempre, così così.

La garetta si disputa con la pista umidiccia, e in queste condizioni si vede subito chi è sul pezzo e chi non lo è. Fra questi ultimi c’è anche Piastri, che viene fregato dall’acqua portata in pista dal suo compagno di squadra davanti a lui, e va a sbattere.

Norris guadagna così 8 punti in classifica, e Antonelli si porta a casa un ottimo secondo posto. E l’ordine viene mantenuto anche nelle qualifiche, coi due a dividersi la prima fila, con Leclerc terzo e la SF-25 che migliora sempre molto dopo le sprint. Piastri è dietro di lui mentre Verstappen è completamente disperso, fuori in Q1 e con una partenza dalla pit-lane come opzione migliore per cambiare assetto e motore.

Partenza senza emozioni per la parte anteriore della griglia, mentre dietro Bortoleto sbatte per la seconda volta in due giorni, ed Hamilton, dopo essere sprofondato ancora di più nei bassifondi, riesce a tamponare Colapinto in accelerazione.

Esce la SC per togliere i detriti. Si riparte al giro 5 e Piastri attacca Antonelli in modo aggressivo, ma il bolognese resiste. I due si toccano e Andrea colpisce Leclerc, che è costretto al ritiro.
Per Piastri arrivano 10 secondi di penalità, sui quali si potrebbe discutere.

Al giro 22 si ferma Antonelli, la cui auto non ha subito danni, unico dei primi partito con gomma soft.
Al giro 30 è il turno di Norris. L’inglese esce dietro Verstappen, autore della solita magnifica rimonta. L’olandese non oppone peró resistenza, e lo fa passare dopo nemmeno un giro.

Piastri si ferma al giro 39 e sconta la penalità, ovviamente perdendo molte posizioni.

Al giro 48 si ferma Antonelli per la sua seconda sosta, imitato dal suo compagno Russella al giro successivo.

Norris, tornato leader, si ferma al giro 51, e Max diventa si porta così al comando del GP.  Lando esce anche dietro a Piastri. Che, peró, viene fatto fermare subito. Il dubbio è, a questo punto, se Verstappen possa o meno arrivare fino in fondo, fregando tutti e diventando il primo pilota della storia a vincere una corsa partendo dalla pit-lane.

Ma così non sarà, e al giro 55 Max si ferma. Con la gomma soft riesce facilmente a riprendersi il podio ai danni di Russell. Ma con Antonelli l’operazione non riesce perchè Andrea se lo tiene dietro per gli ultimi 5 giri.

Finisce così con Norris che porta a casa l’intero bottino brasiliano, davanti al bravissimo Antonelli e al solito incredibile Verstappen. Seguono Russell, messo in ombra dal compagno per tutto il week-end, Piastri, Bearman, Lawson, Hadjar, Hulkenberg e Gasly.

Fra 2 settimane si correrà in quel di Las Vegas, per la seconda americanata dell’anno, e la prima di 3 gare a distanza di una sola settimana, che decideranno un campionato che, al momento, sembra avere preso una direzione ben precisa.

P.S. Probabilmente Norris vincerà un solo mondiale, come Rosberg. E, come Nico, per farlo ha dovuto lavorare sulla propria mente. Entrambi hanno avuto il merito di dichiararlo pubblicamente, prendendosi anche delle critiche da chi non capisce che ammetterlo non è una debolezza, ma una grande forza.

P.S. 2 Colui che la mente molto ben focalizzata, ieri non andava da nessuna parte, e oggi, dopo avere ribaltato la macchina, senza una foratura avrebbe vinto, facendo sembrare gli altri, ancora una volta, degli stupidi.

P.S. 3 Chi invece non c’è proprio più con la testa è Hamilton, capace di tamponare Colapinto in pieno rettilineo. 

P.S. 4 Ed è in buona compagnia, visto che il suo TP ha avuto il coraggio di definire il week-end positivo, visto che c’era il passo ed erano tutti vicini. Ma sono finiti a zero, e il fatto che Leclerc sarebbe stato in grado di stare con Mercedes e Verstappen è tutto da dimostrare. Fatto sta che ora la Ferrari è al quarto posto nel mondiale costruttori. In F1, perchè nel WEC hanno vinto entrambi i mondiali.

P.S. 5 Avevo dubitato del mio concittadino. Ma le ultime due gare hanno spazzato via ogni dubbio. Sempre davanti al compagno, sempre secondo dietro al solo Norris, una sola sbavatura in occasione della ripartenza dalla SC, che ha maliziosamente corretto stringendo Piastri. Ed è stato pure fortunato, il che, per un pilota italiano, è una grande novità. Così come lo è il fatto che la fortuna sia abbinata ad una grande forza mentale, che lo ha fatto migliorare nel corso di un anno che avrebbe potuto distruggerlo, e le premesse affinchè ciò avvenisse c’erano tutte. E, invece, sta andando sempre meglio. Russell lo ha capito, e si stanno già vedendo le conseguenze.

P.S. 6 Nei mesi scorsi si sono sprecati i confronti fra la freddezza di Piastri e quella di Kimi (quello vero). A giudicare dal numero di volte che ha sbattuto la sua McLaren, forse tanto freddo non è.

P.S. 7 Il continuo citare Ayrton Senna ha stancato (l’avevo già scritto tempo fa).

* Immagine in evidenza dal sito www.formula1. com

NORRIS DOMINA IN MESSICO. VERSTAPPEN SI AVVICINA ALLA VETTA.

In Messico vince chi parte terzo. Generalmente. Ma non sempre. Quest’anno ovviamente no.

Perchè in terza posizione si qualifica Hamilton, in seconda Lerclerc e in pole ci va Norris, di gran lunga il più veloce nelle qualifiche. Che vedono Verstappen e, soprattutto, Piastri in grande difficoltà.

La partenza è da antologia, con 4 macchine affiancate alla prima curva. Ovviamente non ci si sta, e le due più esterne, Leclerc e Verstappen, vanno per prati. Entrambi ridanno la posizione ma Charles non la ridà al compagno, che protesta.

Mentre Norris scappa via, Verstappen tenta il sorpasso su Hamilton, che ovviamente non lo agevola. I due danno vita ad una pantomima che fa perdere a Max la posizione su Bearman, mentre Lewis rientra in pista non seguendo la linea imposta dalla direzione gara, e si becca 10 secondi di penalità.

Nel frattempo, il leader del mondiale, Piastri, si ritrova in nona posizione, dietro a Tsunoda, che riesce a superare solo al decimo giro.

Al giro 20, Norris veleggia indisturbato, con 8 secondi di vantaggio su Leclerc, Hamilton terzo a 6 secondi dal compagno, e Bearman quarto (!) a 4 da Lewis.

Al giro 24 Hamilton effettua la sua sosta, e sconta la penalità, sprofondando in quattordicesima posizione.

Al giro successivo si fermano Bearman, salito in terza posizione, e Piastri. Ancora un giro ed è il turno di Russell.

Al giro 30 si ferma Leclerc, il cui distacco dal leader è salito a 17 secondi. Leader che rientra per la sua unica sosta al giro 35.

L’ultimo a fermarsi è Verstappen al 38° giro, ma si ritrova in ottava posizione, dietro anche ad Hamilton.

Al giro 42, dopo tanto sbraitare, Russell si fa dare la quarta posizione da Antonelli. Entrambi sono sotto attacco da parte di Piastri. L’inglese aveva spergiurato di potere attaccare Bearman, poco davanti al trio, ma così non sarà.

Nel frattempo, Verstappen, unico con le gomme soft, viaggia 1 secondo al giro più veloce rispetto a tutti gli altri, e si riporta su Hamilton, che passa senza problemi. 

Ma, inaspettatamente, tutti quelli davanti a Max, da Bearman in giù, effettuano una seconda sosta, grazie alla quale Piastri supera Antonelli. Questo consente all’olandese di portarsi in terza posizione, a 12 secondi da Leclerc, al quale recupera 1 secondo al giro.

Al giro 61, Piastri passa di forza Russell che, come detto, non è riuscito ad attaccare Bearman. E Antonelli reclama immediatamente la posizione, che George, da vero gentleman, gli restituisce prontamente.

Al penultimo giro, Verstappen tenta l’attacco a Leclerc, ma esce la Virtual Safety Car per spostare la macchina di Sainz fermatasi nelle ultime curve. Quando la VSC viene tolta, è troppo tardi, e finisce così con Norris che vince con oltre 30 secondi di vantaggio su Leclerc, Verstappen e uno strepitoso Bearman. Seguono Piastri, Antonelli, Russell, Hamilton, Ocon e Bortoleto.

Mancano 4 gare lunghe e 2 sprint alla fine, e, a questo punto, con Norris tornato in vetta, la lotta per il campionato è aperta  più che mai. Si ripartirà da Interlagos fra 2 settimane. Un luogo che tante volte, in passato, ha deciso il mondiale. 

P.S. Oggi Norris ha indubbiamente dominato, ma la gara straordinaria l’ha fatta Verstappen, terzo con una macchina che venerdì e sabato non andava da nessuna parte. Ed esce da una gara difficoltosa con un divario dal leader ulteriormente ridotto.

P.S. 2 E’ veramente bastato “migliorare l’esecuzione” per far rinascere una SF-25 che prima di Austin era letteralmente una carriola? I casi sono due: o hanno trovato qualcosa che non ci racconteranno mai, oppure si erano dimenticati qualcosa, e anche in questo caso non ce lo diranno mai.

P.S. 3 La traiettoria di Piastri ricorda molto quella di Hamilton nel 2008. Una seconda parte di stagione con la paura di vincere. A Lewis andò bene, grazie a Piquet e a Glock (si, lo so, Timo non lo face apposta, al contrario di Nelsinho). Ma Piastri è australiano come Webber, il suo manager, quindi…

P.S. 4 L’urlatore riesce a perdersi il duello fra Lewis e Max mentre commenta la partenza, e poi incolpa la regia internazionale di essersi persa le immagini, cosa ovviamente non vera perchè nel riquadro si vedeva tutto, ma lui guardava da un’altra parte.

P.S. 5 Il sette volte campione del mondo si è beccato, per la seconda volta in poche gare, una inutile penalità, Chissà se ha inserito anche questo, come punto di miglioramento. nel suo dossier.

P.S. 6 Bearman è comunque arrivato davanti al suddetto sette volte campione del mondo. Ed è della Ferrari.

P.S. 7 Ed è appena il caso di ricordare che il conto dei podi fra Leclerc ed Hamilton è di 7 a zero.

P.S. 8 Il piagnisteo di Russell è stato abbastanza ridicolo. Non occorre aggiungere altro.

P.S. 9 So chi vincerà il mondiale, ma non lo dico.

* Immagine in evidenza dal sito www.formula1.com

VERSTAPPEN VINCE ANCORA IN TEXAS. LA MCLAREN ORA HA PAURA.

La garetta del sabato. Poco considerata, ma spesso foriera di soddisfazioni per chi guarda.

Soprattutto se si può gustare una spremuta di papaya con un po’ di kiwi. Sì, perchè questo è ciò che abbiamo visto in curva 1, quando Piastri si dimentica di essere nel mondo reale e chiude su Hulkenberg come se non ci fosse, e fa fuori se stesso e il compagno di squadra (sull’episodio ritornerò in uno dei PS). Per la soddisfazione di Verstappen, che vince la mini-contesa e accorcia di 8 punti l’enorme distacco che lo separa dai due alfieri della McLaren.

Dopodichè Max si becca pure la pole, davanti a Norris e Leclerc, con una SF-25 che in Texas sembra essersi un po’ svegliata. E Piastri si ritrova lontano.

Allo spegnimento dei semafori, Leclerc, unico a montare la gomma soft, parte divinamente e, con una traiettoria particolare in curva 1, supera Norris, che, pur partito meglio, non ci pensa lontanamente ad attaccare Max, il quale se ne va indisturbato.

Al giro 7, Sainz urta inspiegabilmente Antonelli spedendolo nella ghiaia. Per lo spagnolo la gara finisce lì, ed esce la virtual safety car.

Al giro 13 le gomme rosse di Leclerc sono finite. Norris è troppo prudente e non lo attacca con convinzione. Passeranno altri 8 giri prima che Lando riesca a superarlo, ma Verstappen è già a 10 secondi.

Al giro 22 Charles viene richiamato ai box. Con gomma nuova a mescola media, il ferrarista inizia a volare, e si riporta virtualmente davanti a Norris.

Al giro 31 si ferma Piastri per montare gomma soft. Al giro 33 è il turno di Norris, che infatti esce dietro a Leclerc.

Al giro 34 si ferma anche il leader.

Ora tutti i primi hanno gomma soft tranne Charles che ha gomma media. E, infatti, Norris lo raggiunge in fretta. Ma dopo averlo seguito per alcuni giri, la mescola più morbida si scalda troppo. E Lando deve lasciare momentaneamente perdere.

A 8 giri dalla fine, l’inglese si riporta negli scarichi del ferrarista. Al giro 51 ci prova in curva 1 ma Charles incrocia e gli ripassa davanti. Sul lungo rettilineo successivo, però, la manovra gli riesce e si prende definitivamente la seconda posizione.

Finisce così con Verstappen che vince anche la gara lunga, davanti a Norris, Leclerc, Hamilton, un anonimo Piastri e un altrettanto anonimo Russell. Seguono poi Tsunoda, al miglior risultato stagionale (!), Hulkenberg, Bearman e Alonso. 

Fra una sola settimana si va in Messico. Dove Max avrà l’occasione di accorciare ulteriormente le distanze. 

P.S. le papaya rules sono talmente ridicole che due persone capaci, equilibrate e coerenti come Zak Brown e Andrea Stella hanno dovuto andare davanti alle televisioni e accusare in modo anche offensivo Hulkenberg per l’incidente nella partenza della gara sprint.
Tutto questo per non dover dire la verità, e cioè che Piastri o è mentalmente devastato, oppure è un genio del male capace di combinare un disastro pur di fare fuori il suo compagno, visto che per lui è solo un vantaggio. Compagno che, sorprendentemente, si è allineato alla versione della squadra, anzichè fare quello che avrebbe fatto un vero campione, e cioè criticare pesantemente l’avversario per mettergli pressione.
Le accuse erano comunque talmente ridicole che Brown ha dovuto tornare davanti ai cronisti per dire che si era sbagliato, che Nico non aveva alcuna responsabilità.

P.S. 2 è comunque evidente che a Piastri sia venuto il braccino. Bisogna vedere quanto durerà, considerando che la rimonta di Verstappen ha dell’incredibile, e se continuerà con questo ritmo, con 5 gare lunghe e 2 corte a disposizione, il mondiale se lo scorda.

P.S 3 il simpatico Fred è talmente in difficoltà che si è dovuto scomodare pure il Presidente a difenderlo. Il che vuol dire, ovviamente, che stanno già pensando al sostituto.

P.S. 4 ma, comunque, il CEO è contento del risultato. Terzo e quarto posto. Per la Ferrari. Sottolineo.

P.S 5 qualcuno ha capito perchè la regia internazionale alla fine della gara abbia inquadrato Antonelli, tredicesimo, accompagnandolo fino alla bandiera a scacchi, anzichè mostrare l’arrivo degli altri concorrenti che gli stavano davanti, come usava fino a poco tempo fa?

P.S. 6 e, a proposito di Andrea, c’è da chiedersi cosa volesse fare Sainz quando l’ha buttato fuori strada

P.S. 7 Austin è un gran bel circuito.

P.S. 8 segnalo che mancano 4 mesi ai primi test con le nuove monoposto “agili” e stanno ancora discutendo il regolamento. L’ultima “perla” è la possibilità di viaggiare con le ali aperte sotto la pioggia e in regime di safety car e virtual safety car. Chissà quanti watt pensano di risparmiare, in questo modo.

* Immagine in evidenza dal sito www.formula1. com

RUSSELL DOMINA A SINGAPORE. MCLAREN CAMPIONE DEL MONDO.

Singapore, terra di Safety Car e di eventi sorprendenti. Quasi sempre. 

Dalla Ferrari ci avevano fatto sapere che contavano su Singapore per lottare là davanti. Venerdì, davanti c’erano, effettivamente. Ma il sabato no. La pole la fa Russell, con una Mercedes ritrovata, davanti a Verstappen, tornato in corsa per il mondiale. E Norris, come al solito, ha qualcosa che non gli quadra, e si classifica quinto, dietro al suo compagno di squadra.

E le Ferrari? Ultime dei top team, of course, con Hamilton stranamente davanti a Leclerc.

Si spengono i semafori e Russell saluta la compagnia. Lo rivedranno solo al traguardo.

Norris si ricorda che il suo mental coach gli ha detto di credere in se stesso, e si butta all’interno della prima curva, con il compagno-rivale sulla destra, e l’altro rivale, per il titolo, davanti. Riesce a toccarli entrambi e a danneggiare l’ala anteriore, ma almeno guadagna la terza posizione.

Dopodichè non succede praticamente più nulla, in una gara giocata sugli undercut e nell’attesa di una safety car che non arriverà mai, perchè, evidentemente, la necessità di risparmiare rende i piloti estremamente prudenti o, se vogliamo, molto abili a prevenire urti disastrosi contro il muro.

Al massimo, si è vista qualche bandella a penzoloni, ma di sorpassi che contano, davanti, neanche a parlarne.

Con Russell lontano, Norris prova negli ultimi giri a prendersi la seconda posizione a danno di un Verstappen vittima dei problemi della sua Red Bull, ma il pensiero al titolo lo fa desistere da tentativi troppo aggressivi, e terzo resta.

I sorpassi si sono visti nelle retrovie, ma si può parlare di scambi di posizione fra auto che viaggiavano con gomme dall’utilizzo completamente diverso. 

Non vale nemmeno la pena fare la cronaca, e su questo la F1 dovrà riflettere.

La classifica finale, quindi, vedere Russell vincitore davanti a Verstappen, Norris, Piastri, Antonelli, Leclerc, Hamilton, Alonso, Bearman e Sainz, rimontato dall’ultima posizione con una strategia estremamente intelligente.

La McLaren si laurea campione del mondo per la decima volta, la seconda consecutiva, con alla guida uno di cui non si potranno mai lodare abbastanza le grandi dote umane e professionali, Andrea Stella. Uno che sta bene dov’è, perchè qui da noi, dove è cresciuto professionalmente, sarebbe finito stritolato.

Fra due settimane, ad Austin, inizierà la volata finale per il titolo piloti, che ormai è ristretta ai due soli piloti McLaren.

P.S. Sesta e settima. Dovevano stare davanti alla Mercedes. Per di più con un grave problema di affidabilità nel finale. Vergognosi.

P.S. 2 E il team principal che davanti alle telecamere il sabato dice “siamo solo ad 1 decimo dalla McLaren”. Ed evito di commentare l’assurda intervista rilasciata a Sky dopo la gara, dove è arrivato ad accusare i piloti per la prestazione del week-end.

P.S. 3 Leclerc, invece, dice che le modifiche alla macchina fatte il venerdì (per non consumare il plank) l’hanno resa inguidabile.

P.S. 4 E l’altro pilota che dice che non sono bravi nel gestire il programma del week-end.

P.S. 5 Con questa situazione, i 21 anni fra il titolo piloti di Scheckter del 1979 e quello di Schumacher del 2000 verranno superati perchè torneranno a vincere, se va bene, nel prossimo decennio.

P.S. 6 Le immagini dell’ala anteriore della Mercedes sono inquietanti. La FIA probabilmente guarda da un’altra parte perchè fa comodo un finale di stagione con vincitori diversi.

P.S. 7 L’undercattone rappresenta l’ulteriore abbassamento del livello di un commento indecente e irrispettoso nei confronti di chi paga un abbonamento. Speriamo che i ripetuti attacchi alla dirigenza Ferrari, che oggi hanno a loro volta raggiunto un livello record (basso), con il doppio invito a radunare i magazzinieri alle 7 di mattina e a giustificare loro le prestazioni ignominiose, si risolva con un licenziamento in tronco cui sarebbe bene facesse seguito quello della attuale dirigenza di Maranello. Ovviamente non succederà nessuna delle due cose.

P.S. 8 E’ appena il caso di far notare che Fernando Alonso è arrivato ottavo guidando una carriola e dopo una gara in cui gli è successo di tutto, ed è stato autore di alcuni team radio spettacolari. Speriamo che corra per altri 10 anni.

* immagine in evidenza dal sito www.formula1. com

MAX DOMINA ANCHE A BAKU. PIASTRI IN BAMBOLA. FERRARI MEDIOCRE.

Se a Monza c’è veramente stato un pilota che ha fatto sembrare stupidi tutti gli altri, Baku è il posto giusto per confermarlo.

E così sia.

Venerdì dominato dalle Ferrari, e sabato con Max che le suona a tutti gli altri, con Leclerc e Piastri nel muro, e Norris e Hamilton non pervenuti. Spazio per gli altri, a partire da Sainz secondo e Lawson terzo.

Si spengono i semafori e Piastri vuole a tutti i costi rendersi la vita difficile. Parte in anticipo, poi fa entrare l’antistallo e si fa sfilare da quasi tutti. Quindi la mette a muro prima di completare il primo giro, sbagliando completamente una frenata. La gara se la guarderà da bordo pista su uno smartphone, e probabilmente sarà comunque soddisfatto.

Esce la safety car e, in pratica, le emozioni finiscono qui. 

Al giro 18 si ferma Antonelli, bloccato in quarta posizione da Lawson, terzo. Probabilmente, gli hanno evitato lo scambio di posizioni con Russell, che lo seguiva. Al 20° è il turno di Leclerc, e al 21° di Lawson, che esce davanti a Kimi ma viene superato al successivo passaggio sul traguardo.
Norris è ora in quinta posizione ma sembra non avere passo.

Verstappen comanda indisturbato con 7 secondi su Sainz e 11 su Russell. Max, con 27 giri sulle gomme, fa segnare il giro più veloce.

Al giro 28 si ferma Sainz.

Al giro 37 si ferma Hamilton, autore fino a questo momento di una gara mediocre. Al giro successivo è il turno di Norris. Ma la McLaren pasticcia ancora, e non riesce a recuperare la posizione su Lawson e Leclerc.

Si fermano poi Tsunoda e Russell, con quest’ultimo che esce davanti a Sainz, prendendo così la seconda posizione. A questo punto manca solo Verstappen, che si ferma al giro 41.

Norris supera Leclerc e si porta in settima posizione, che terrà fino al traguardo.

Con i primi 4 ben distanziati, gli ultimi giri trascorrono ad osservare il trenino per la quinta posizione, con Lawson seguito da Tsunoda, Norris e Hamilton.

Ma con queste auto ovviamente non si supera, e la gara finisce con Verstappen ovvio vincitore, davanti a Russell, Sainz, Antonelli, Lawson, Tsunoda, Norris, Hamilton, Leclerc e Hadjar.

Fra due settimane c’è Singapore, l’unica gara che Max non ha mai vinto. Con 7 gare lunghe e 3 sprint da correre, e 69 punti da recuperare, l’olandese non può essere considerato fuori dalla lotta per il titolo. Anche perchè gli avversari sono Norris e Piastri.

P.S. gli hanno fatto la guerra per un anno e mezzo, con le prestazioni della Red Bull che calavano progressivamente. Si è data la colpa all’abbandono di Newey e di altri tecnici di primo piano. Ma dopo che il manager super-pagato è andato via, la squadra sembra rinata. A conferma del fatto che, quasi sempre, quando un’organizzazione non funziona bisogna cambiare i vertici. Anche quelli che l’hanno portata molto in alto.

P.S. 2 a maggior ragione, questo vale per chi la squadra non l’ha portata in alto e si ostina a dire che tutto va bene e che “il venerdì si è visto quanto vale la squadra.

P.S. 3 Vanzini considera Arrivabene il tema principal più forte di quelli arrivati dopo Domenicali. E, infatti, oggi non ha lesinato le grandi critiche al team sia durante la cronaca che nell’intervista al team principal. Matteo Pittaccio si sta già scaldando con le cronache della F2.

P.S. 4 lo swap mancato sulla linea del traguardo è stato patetico.

P.S. 5 Sainz terzo, Antonelli quarto, Hamilton ottavo. Punto.

P.S. 6 Colapinto che la sbatte guardando il compagno nella via di fuga e non essendo in un giro veloce è la dimostrazione di come, in un mondo che ambisce alla perfezione, la disperazione e la fame di soldi facciano fare scelte destinate al sicuro disastro.

P.S: 7 e, in tutto questo, il leader italiano della F2, serie propedeutica alla F1, dice che la vittoria nel campionato non cambierà il suo futuro. Ergo, per lui le porte della F1 per il 2026 sono chiuse, se ne parla, forse, per il 2027. Ma, più probabilmente, per mai.

P.S. 8 e, sempre in tutto questo, abbiamo il giovane bolognese, messo su una Mercedes per tappare un buco e, contemporaneamente, sperare di fare Bingo, essere talmente in difficoltà che, dopo due settimane di voci di un Wolff piuttosto insoddisfatto, quest’ultimo ha pensato bene di presentarsi assieme al giovane pupillo a spiegare, in buona sostanza, che hanno un “deal” per il quale o fa dei risultati oppure lo lascia a piedi perchè “questo è un mondo molto duro”. C’era bisogno che ce lo spiegasse ai microfoni di Sky?

P.S. 9 e, per chiudere il discorso, credono tanto in lui, che quando George gli è arrivato dietro hanno pensato bene di mandarlo ai box anzitempo per non avere l’imbarazzo di chiedergli di lasciare la posizione, facendogli così perdere il podio.

* immagine in evidenza dal sito www.formula1.com