BASTIAN CONTRARIO XX: Men on fire

Lando è caldo, è carico, è l’uomo giusto al momento giusto, Lando è il “man on fire” del momento e, persino il team radio di Verstappen (“your man..”) lo conferma. McLaren quello voleva e quello ha ottenuto e cioè, far recuperare punti su Oscar da parte di Norris appunto… missione compiuta come si suol dire. La domanda che attanaglia tutto il mondo che segue la F1, tranne che per i tifosi del veloce quanto fragile pilota inglese, è tutta farina del suo sacco? Il dubbio è planetario a giudicare dai fischi ricevuti all’interno dello stadio. Come mai quei fischi, come mai questa ostilità nei riguardi di Norris? Ebbene la risposta a questa annosa domanda è da ricercare in seno alla sua stessa squadra e, alla politica (poco trasparente) che persegue ormai da tempo, attraverso le famigerate “papaya rules”. Chi vi scrive, che di dubbi ne ha tanti, è fermamente convinto che la squadra di Brown e Stella non abbia assolutamente boicottato Piastri, eppure di rimando sempre chi vi scrive è altrettanto convinto che la stessa McLaren ha fatto di tutto per far recuperare terreno al proprio pupillo che allevano da ormai sette anni. I segnali, durante la stagione, ci sono stati tutti come in Ungheria, per non parlare del GP di Monza e, se proprio vogliamo dirla tutta, proprio la ripresa dalle vacanze ha coinciso con un calo drastico dell’ormai ex leader del mondiale Piastri. Oscar non vince dall’estate appunto e, indipendentemente dagli errori commessi (in un mondiale cosi lungo bisogna metterli in conto) lungo il percorso, ciò che salta all’occhio è il cambio di direzione preso dall’australiano, il quale francamente non sembra più nemmeno lui. Prendendo ad esempio quanto visto proprio in Messico lo scorso weekend, è quanto meno inspiegabile il distacco abissale rimediato da Piastri nei riguardi del “man on fire” Norris. La giovane promessa della McLaren proprio quest’anno ha dimostrato che la sua forza era nella qualifica, insegnamento preso proprio da Verstappen, il quale l’anno scorso su questo aspetto ci ha vinto il suo quarto titolo. Il miglioramento da parte di Oscar in questo campo, gli ha permesso di surclassare e, in alcuni frangenti, far perdere la testa al suo compagno tanto da condurre il mondiale per più di mezza stagione. Allora mi chiedo cosa sia accaduto, dov’è finito l’Oscar “on fire” che abbiamo visto per tre quarti di stagione? All’improvviso ha disimparato a stare in pista? Non ho alcun problema nell’accettare che Norris sopravanzi il suo compagno, eppure mi pongo più di un dubbio quando vedo che a parità di macchina, l’australiano rimedia un ritardo di più di mezzo secondo… una enormità! In gara Oscar ha dovuto sudare sette camice e ben undici giri, prima di riuscire a superare Tsunoda che, con tutto il rispetto per il pilota nipponico, tutto è tranne che un fulmine di guerra specie sulla RB-21. Nell’attuale F1 sorpassare, quando si è in scia, è un vero dramma ed Oscar dietro il compagno di Max questa tragedia l’ha consumata tutta, salvo venirne fuori per trovarsi dalla padella alla brace finendo dietro Russell. Il sorpasso ai danni dell’inglese della Mercedes è stato fatto di rabbia, d’istinto, lo stesso istinto che gli ha consentito di essere fino a poco tempo fa leader del mondiale. Quella manovra a mio giudizio è stato un segnale, un avviso a tutta la squadra e cioè che dal Brasile in poi, visto che l’australiano non ha più nulla da perdere, attaccherà a testa bassa costi quel che costi. Chi sarà il “man on fire” di questi ultimi quattro appuntamenti? Se ci dovessimo basare sui valori espressi fino ad ora, se anche in terra carioca dovessimo vedere quello che è successo domenica scorsa, allora Piastri sarà tagliato fuori e, Max sarà tenuto in ballo solo dalla matematica. Eppure (c’è sempre il trucco!) i papaya stanno giocando col fuoco come si suol dire, perché nonostante il dominio di Norris e, la gara affannata del campione olandese, proprio quest’ultimo nonostante tutto ha ulteriormente ridotto il gap in classifica. Siamo proprio sicuri, in caso la lotta si facesse serrata, che McLaren abbia puntato sul cavallo giusto? Perché qui si sta profilando uno scenario pazzesco che è quello che McLaren, per far recuperare Norris in classifica, ha dato la possibilità di far guadagnare terreno ad un altro “man on fire” che è Verstappen. Ad essere sinceri credevo (l’ho scritto la settimana scorsa) che in Messico, uno dei tre contendenti si sarebbe fatto fuori, invece è intervenuto un elemento imprevedibile che ha rimandato tutto in Brasile fra quindici giorni, ed è la Ferrari di LeClerc.

Sono senza mezzi termini a riguardo e, dico di proposito “di LeClerc”, perché è lui il “man on Fire” della Rossa, lui e nessun altro. Charles con le sue prestazioni leonine sta tenendo a galla tutta la baracca e, in questa stagione disastrosa paradossalmente, sta disputando il suo mondiale migliore in termini di maturità ed intelligenza tattica. Il perché la Ferrari si sia messa ad andare forte, tanto da guadagnare il secondo podio consecutivo (risultato pressoché impossibile fino a qualche GP fa), lo sanno solamente in Ferrari e, mi auguro che lo sappiano veramente perché hanno iniziato ad essere competitivi (!), fatto sta che il monegasco non si è lasciato pregare e, appena ha fiutato il vento che ha iniziato a girare per il verso giusto, non si è lasciato scappare l’occasione. Che Ferrari abbia iniziato a girare forte lo dimostra persino Hamilton, tanto da conquistare per la Ferrari da quando è nel team, il miglior piazzamento (in qualifica) della stagione in quel del Messico. Purtroppo il buon Lewis si è rovinato in partenza con le sue mani: davvero è importante cercare di capire se avesse ragione o meno? Che motivo c’era di essere cosi arrembante, per una volta che centra un buon risultato al sabato da quando è in Ferrari? I dieci secondi di penalità sono troppi? Purtroppo Hamilton non ha ancora capito, mi sembra, che la squadra per la quale corre politicamente vale poco o nulla, a differenza di quando stava in Mercedes e, certe manovra in Rosso le paghi tutte. Purtroppo per lui tanto “on fire” non mi sembra, perché in un modo o nell’altro il risultato a casa lo porta solo il suo compagno, il quale è a sette podi a zero a suo favore: che Charles sarebbe stato in vantaggio su Lewis ne ero certo, vero è che nemmeno immaginavo un risultato cosi ignominioso per l’inglese, il quale mi pare evidente che è in astinenza da risultati e, quella manovra in partenza (nella quale Charles gli ha fatto vedere chi comanda) dimostra tutto il suo malcontento. Ferrari se continuerà ad essere cosi performante, come mostrato negli ultimi due appuntamenti, ha la possibilità concreta non solo di accontentare il suo Presidente, conquistando il secondo posto nei costruttori (sigh!), addirittura rischia di essere l’ago della bilancia nella lotta mondiale tra Norris, Piastri e Verstappen. Sono certo che Mercedes non starà a guardare solo che proprio quest’ultima, per la prima volta, si è trovata nell’imbarazzo di dover decidere cosa fare proprio con Russell, il quale in questo weekend messicano è stato malmenato malamente dal suo giovane compagno, il nostro connazionale Kimi Antonelli. Kimi a buon diritto è stato il “man on fire” in casa Mercedes e, per la prima volta finisce davanti al suo fortissimo compagno. L’italiano non è un campione ora come non era una pippa prima, semplicemente sta percorrendo la sua strada della maturazione e, lentamente sta emergendo il suo talento sul quale Mercedes ha tanto investito. La lotta per il secondo posto nei costruttori di base interessa poco, dal punto di vista sportivo, ciò che sarà interessante da osservare nella lotta tra Ferrari e Mercedes è, come prime e seconde guide si comporteranno per far primeggiare le loro rispettive squadre. Certo, considerare Hamilton una seconda guida potrebbe sembrare sacrilego, eppure la pista se ne frega dei risultati del passato, l’unica cosa che conta è il presente e, il “man on fire” al quale siamo stati abituati al momento, è solo un lontano ricordo.

Vito Quaranta