NORRIS DOMINA IN MESSICO. VERSTAPPEN SI AVVICINA ALLA VETTA.

In Messico vince chi parte terzo. Generalmente. Ma non sempre. Quest’anno ovviamente no.

Perchè in terza posizione si qualifica Hamilton, in seconda Lerclerc e in pole ci va Norris, di gran lunga il più veloce nelle qualifiche. Che vedono Verstappen e, soprattutto, Piastri in grande difficoltà.

La partenza è da antologia, con 4 macchine affiancate alla prima curva. Ovviamente non ci si sta, e le due più esterne, Leclerc e Verstappen, vanno per prati. Entrambi ridanno la posizione ma Charles non la ridà al compagno, che protesta.

Mentre Norris scappa via, Verstappen tenta il sorpasso su Hamilton, che ovviamente non lo agevola. I due danno vita ad una pantomima che fa perdere a Max la posizione su Bearman, mentre Lewis rientra in pista non seguendo la linea imposta dalla direzione gara, e si becca 10 secondi di penalità.

Nel frattempo, il leader del mondiale, Piastri, si ritrova in nona posizione, dietro a Tsunoda, che riesce a superare solo al decimo giro.

Al giro 20, Norris veleggia indisturbato, con 8 secondi di vantaggio su Leclerc, Hamilton terzo a 6 secondi dal compagno, e Bearman quarto (!) a 4 da Lewis.

Al giro 24 Hamilton effettua la sua sosta, e sconta la penalità, sprofondando in quattordicesima posizione.

Al giro successivo si fermano Bearman, salito in terza posizione, e Piastri. Ancora un giro ed è il turno di Russell.

Al giro 30 si ferma Leclerc, il cui distacco dal leader è salito a 17 secondi. Leader che rientra per la sua unica sosta al giro 35.

L’ultimo a fermarsi è Verstappen al 38° giro, ma si ritrova in ottava posizione, dietro anche ad Hamilton.

Al giro 42, dopo tanto sbraitare, Russell si fa dare la quarta posizione da Antonelli. Entrambi sono sotto attacco da parte di Piastri. L’inglese aveva spergiurato di potere attaccare Bearman, poco davanti al trio, ma così non sarà.

Nel frattempo, Verstappen, unico con le gomme soft, viaggia 1 secondo al giro più veloce rispetto a tutti gli altri, e si riporta su Hamilton, che passa senza problemi. 

Ma, inaspettatamente, tutti quelli davanti a Max, da Bearman in giù, effettuano una seconda sosta, grazie alla quale Piastri supera Antonelli. Questo consente all’olandese di portarsi in terza posizione, a 12 secondi da Leclerc, al quale recupera 1 secondo al giro.

Al giro 61, Piastri passa di forza Russell che, come detto, non è riuscito ad attaccare Bearman. E Antonelli reclama immediatamente la posizione, che George, da vero gentleman, gli restituisce prontamente.

Al penultimo giro, Verstappen tenta l’attacco a Leclerc, ma esce la Virtual Safety Car per spostare la macchina di Sainz fermatasi nelle ultime curve. Quando la VSC viene tolta, è troppo tardi, e finisce così con Norris che vince con oltre 30 secondi di vantaggio su Leclerc, Verstappen e uno strepitoso Bearman. Seguono Piastri, Antonelli, Russell, Hamilton, Ocon e Bortoleto.

Mancano 4 gare lunghe e 2 sprint alla fine, e, a questo punto, con Norris tornato in vetta, la lotta per il campionato è aperta  più che mai. Si ripartirà da Interlagos fra 2 settimane. Un luogo che tante volte, in passato, ha deciso il mondiale. 

P.S. Oggi Norris ha indubbiamente dominato, ma la gara straordinaria l’ha fatta Verstappen, terzo con una macchina che venerdì e sabato non andava da nessuna parte. Ed esce da una gara difficoltosa con un divario dal leader ulteriormente ridotto.

P.S. 2 E’ veramente bastato “migliorare l’esecuzione” per far rinascere una SF-25 che prima di Austin era letteralmente una carriola? I casi sono due: o hanno trovato qualcosa che non ci racconteranno mai, oppure si erano dimenticati qualcosa, e anche in questo caso non ce lo diranno mai.

P.S. 3 La traiettoria di Piastri ricorda molto quella di Hamilton nel 2008. Una seconda parte di stagione con la paura di vincere. A Lewis andò bene, grazie a Piquet e a Glock (si, lo so, Timo non lo face apposta, al contrario di Nelsinho). Ma Piastri è australiano come Webber, il suo manager, quindi…

P.S. 4 L’urlatore riesce a perdersi il duello fra Lewis e Max mentre commenta la partenza, e poi incolpa la regia internazionale di essersi persa le immagini, cosa ovviamente non vera perchè nel riquadro si vedeva tutto, ma lui guardava da un’altra parte.

P.S. 5 Il sette volte campione del mondo si è beccato, per la seconda volta in poche gare, una inutile penalità, Chissà se ha inserito anche questo, come punto di miglioramento. nel suo dossier.

P.S. 6 Bearman è comunque arrivato davanti al suddetto sette volte campione del mondo. Ed è della Ferrari.

P.S. 7 Ed è appena il caso di ricordare che il conto dei podi fra Leclerc ed Hamilton è di 7 a zero.

P.S. 8 Il piagnisteo di Russell è stato abbastanza ridicolo. Non occorre aggiungere altro.

P.S. 9 So chi vincerà il mondiale, ma non lo dico.

* Immagine in evidenza dal sito www.formula1.com