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VERSTAPPEN CONTINUA A VINCERE A SILVERSTONE. LA MCLAREN RINASCE, LA FERRARI RITORNA MEDIOCRE.

“La nostra stagione inizierà a Silverstone”. Questo aveva detto l’ex-ferrarista Andrea Stella, che, come altri illustri colleghi, è andato a cercare fortuna altrove. E, a differenza dei proclami franco-maranellesi, questo si è rivelato corretto.

E così, in una qualifica disputata fra umido e asciutto, dietro Verstappen ci sono le due McLaren di Norris e Piastri, davanti alle due rosse. 

Al momento della partenza, nuvole scure incombono sopra il circuito. Allo spegnimento dei semafori, Versappen pattina e Norris parte a fionda e si insedia in prima posizione nel tripudio del pubblico inglese. per pochissimo Max non perde anche la seconda posizione a favore di Piastri.

Al giro 5, come ampiamente prevedibile, l’olandese si riprende la prima posizione e sembra potersene andare indisturbato. Dietro ai primi tre, già ben distanziati, ci sono Leclerc, Russell e Sainz, vicinissimi fra loro.

Al giro 17, le posizioni restano le stesse, e i distacchi non aumentano. I primi 3 sono racchiusi in 5 secondi, Leclerc e Russell seguono ad altri 5 sec.

Ed é proprio Charles a fermarsi per primo al giro 19 per montare le gomme a mescola più dura. Sembra una sosta alquanto anticipata, e, infatti, al giro 26 i primi non si sono ancora fermati e continuano a girare ad un ottimo ritmo, mentre Charles é nel traffico.

E proprio al giro26 si ferma Sainz. Al giro 29 é il turno di Russell, seguito da Piastri. L’inglese esce dietro a Leclerc, ma in 2 giri lo prende e lo passa in tromba.

Al giro 33, Magnussen si ferma con il motore in fiamme. Viene attivata la VSC, e ne approfittano Piastri e Leclerc per fare un pit stop. Viene poi mandata in pista la Safety Car e ai box ci vanno Verstappen, Norris ed Hamilton, con quest’ultimo che si ritrova in terza posizione davanti a Piastri.

Max e Lewis hanno montato la mescola più morbida, mentre le due McLaren la più dura. E questa differenza di mescola rende la ripartenza problematica per Norris, che deve difendersi dagli attacchi di Hamilton. I due ingaggiano un bel duello, ma quando le gomme di Lando vanno in temperatura, il suo connazionale deve desistere.

Al giro 44 Sainz perde 3 posizioni nel giro di poche curve. Perez lo passa, lo spagnolo va largo e perde il ritmo, e lo infilano anche Albon e Leclerc. Questa é l’ultima emozione di una gara a tratti molto noiosa.

Verstappen vince con pochi secondi su un raggiante Norris, e un soddisfatto Hamilton. Poi il bravissimo Piastri, Russell e Perez, che ha dormito per tutto il week end e si è svegliato solo negli ultimi giri.

Settimo Alonso, la cui Aston Martin sembra essere tornata nella mediocrità, ottavo un ottimo Albon, poi le due Ferrari di Leclerc e Sainz.

Ferrari che non ha confermato i miglioramenti visti in Austria, ed è ritornata ad essere anch’essa una macchina mediocre, se possibile pure peggio di quella che abbiamo visto ad inizio stagione.

Fra due settimane si va in Ungheria, su un circuito completamente diverso da Silverstone. Secondo il già citato Andrea Stella, il circuito influisce molto sulle prestazioni, e, probabilmente, non è così solo per la McLaren. Almeno avremo la curiosità di sapere chi sarà, questa volta, alle spalle dell’imbattibile Max.

P.S. all’inizio dell’articolo ho menzionato Andrea Stella, attuale team principal della McLaren, e fautore della rivoluzione organizzativa che ha contribuito ai risultati di oggi. Mi chiedo se, dopo la cacciata di Binotto, sia stato contattato anche lui per un ritorno a Maranello. Se è successo, è evidente che l’ingegnere italiano ne avesse avuto abbastanza dell’ambiente di Maranello, e questo la dice lunga sui motivi per i quali ogni anno a Maranello si rimanda l’appuntamento con il mondiale.

P.S 2
Sono curioso di leggere cosa scriveranno i vari siti e giornali che prima di ogni gara ci raccontano meraviglie degli aggiornamenti portati dalla Ferrari.

P.S 3
Da anni non si vedevano tante squadre diverse alternarsi sul podio. Ma solo sul secondo e terzo gradino, perchè il primo è e sarà costantemente occupato da Max. Se fra poche gare, quando il mondiale sarà andato in archivio, la Formula 1 emettesse una bella TD come quelle che abbiamo visto nello scorso decennio (rigorosamente a sfavore della Ferrari), potremmo sicuramente divertirci molto.

 

 

F1 2023 – GP INGHILTERRA – SILVERSTONE

Questo weekend la Categoria Regina torna in uno dei suoi templi più amati da appassionati vecchi e nuovi. Uno di quei tracciati che, proprio come l’appena visitato A1-Ring (ma pure Hockenheim e la nostra Monza) è rimasto semplicemente fantastico nonostante tutte le modifiche al layout. La prima arrivò in seguito ad uno dei più impressionanti incidenti della Storia della Formula Uno avvenuto nel 1973 e portò alla creazione della nota chicane prima del rettilineo del via. L’incidente in questione, provocato da Scheckter (che allora correva con gli occhi iniettati di sangue e la bava alla bocca, poi si rese conto che così l’unica cosa che avrebbe vinto era una visita all’obitorio al che si diede una regolata), costò la carriera al nostro Andrea De Adamich

Noi Rossi amiamo rammentare l’edizione 1977 per l’esordio nella massima Formula di Gilles Villeneuve in un weekend nel quale, con la terza Mclaren, si mise la seconda ufficiale alle spalle in prova ed in gara sarebbe tranquillamente arrivato a podio se non avesse perso due giri ai box per una spia malfunzionante che segnalava un inesistente problema al motore

L’edizione 1979 fu storica in quanto teatro della prima vittoria in F1 della Williams ad opera del compianto Clay il quale avrebbe compiuto 40 anni a settembre ma il cui piede destro non accennava minimamente ad alleggerirsi (anzi). Fece sensazione il fatto che sul podio dovette brindare “analcolico” per il volere dello sponsor (munifico) Saudi Airlines senza il quale, è bene dirlo, Williams sarebbe rimasta una midfielder senza futuro

L’edizione 1981 passò alla storia per la carambola innescata da Gilles nelle fasi iniziali della gara. L’Aviatore inserì erroneamente il correttore di assetto mentre stava affrontando la chicane prima del rettilineo del via perdendo il controllo della già instabile 126CK innescando così un vero e proprio demolition derby. Curiosamente passò miracolosamente intatta la Mclaren Mp4/1 di Wattie che poi andò a vincere la gara a 5 anni dal suo primo e fino ad allora unico successo in un GP ma, soprattutto, segnando la prima vittoria di una F1 col telaio in fibra di carbonio

L’edizione 1990 era e resta cara a noi Rossi per il ritorno alla vittoria in terra d’Albione che mancava da decenni interi (fatto salvo il trionfo di Gilles alla ROC di Brands Hatch nel 1979) ad opera di Prost che così si issò in testa al Mondiale. Il Leone, che stava dominando la gara, dovette ritirarsi per un problema al motore e sull’onda emotiva del momento annunciò il suo ritiro dalla F1 a fine anno. Come sappiamo le cose sarebbero andate molto diversamente

L’edizione 1994 passò alla storia per il primo tentativo di deregulation al regolamento sportivo con il Kaiser che venne fatto restare in pista nonostante la bandiera nera esposta (per aver “superato” Hill nel giro di formazione, regola questa che sparì (presumibilmente per vergogna) da lì a poco) terminando secondo. La bravata costò alla Benetton due GP di squalifica (Monza ed Estoril) che  assieme alla squalifica di Spa per via del pattino troppo consumato (su un cordolo durante un testacoda in gara….) lasciò il Mondiale fin troppo aperto rispetto alla piega che aveva preso

Il semiasse rotto nell’edizione 1997 costò al Kaiser gara (stava dominando nel nulla) ed a conti fatti il titolo. Ovviamente Hakkinen, che stava andando a vincerla al posto suo, ruppe il motore così Jacques ebbe l’ennesima botta di fortuna di quell’anno. Si parla sempre di Jerez ma nel 1997 il  Mondiale si decise in UK

Le edizioni 1998 e 1999 son state talmente inflazionate di articoli e commenti che trovo eufemisticamente ridondante aggiungerne altri. Passo quindi direttamente all’edizione 2008 con Massa che ci delizia coi suoi 5 testacoda in gara che vanno ad aggiungersi alle prelibatezze al volante di Melbourne e Sepang. Tre zeri in classifica che decisero il Mondiale molto più del bocchettone di Singapore ed il famigerato ultimo giro/curva di Glock ad Interlagos

Passiamo dritti a 10 anni più tardi quando il layout attuale è già in uso da un pò e Sebestemmio nostro, gagliardo e tosto, prima vince una delle migliori gare della sua carriera (usando il DRS in curva quando nessun altro ci riusciva) salvo poi uscirsene con un Team Radio degno della Magnum di Champagne stappata da Galliani negli spogliatoi di Istanbul alla fine del primo tempo della Finale di Champions’ League del 2005 tra Milan e Liverpool. La sua carriera in Ferrari di fatto finì la gara dopo ad Hockenheim. Brrrrrrrr

Si passa con garbo e leggiadrìa all’edizione 2021 quando l’Inclusivissimo ed Inginocchiatissimo prova a mandare Max a guardare le margherite dal lato del gambo (notare come gli sportivissimi Britons accolgono la cosa, ma di sicuro siamo peggio noi italiani vero?)

La scorsa edizione vede la prima, e finora unica vittoria di Sainz in Ferrari (ed in F1) grazie alla nota chiamata dal box per il pit che taglia fuori Lole dalla vittoria. L’episodio o, pure meglio, quello che ne seguirà sarà l’inizio della fine per Binotto in Ferrari (galeotto fu il ditino mostrato al Montecarlino) ma pure per la Ferrari stessa che da quella gara ad oggi non ha più vinto. E difficilmente ci riuscirà quest’anno se Verstappen non incontrerà imprevisti, senza poi contare che il pessimo momento di forma di Perez pare stia passando e che quindi le RB davanti dovrebbero tornare ad essere due.

Buon GP a tutti

BASTIAN CONTRARIO: PER UN PUGNO D’AVANZI

Questo mio pensiero, prima di essere sciorinato, necessita di una doverosa premessa riguardante quanto abbiamo visto nel GP austriaco, tra venerdì e domenica. La Federazione si ostina a farci ingoiare in gola, a forza e a furia di slogan, il format della sprint race, la quale, neanche a farlo apposta, ha subito un’ulteriore modifica regolamentare a riguardo delle gomme da utilizzare, in quanto l’organizzatore si è reso conto che così come aveva concepito l’ultima sprint (sigh!), non andava bene e quindi ha operato nuovi cambiamenti. Cambiamenti che non hanno portato a nulla di nuovo e non tanto perché, qualunque sia lo scenario, a vincere è sempre Max (il quale a questo punto, arriverebbe sul gradino più alto del podio anche bendato e con mani e piedi legati), quanto perché il format così com’è concepito non aggiunge nulla di nuovo, anzi semmai, toglie, visto e considerato che la sprint, come dico da quando l’hanno messa dalla prima volta, non è altro che uno spoiler di quello che succede il giorno dopo. Solamente la provvidenziale pioggia del sabato ha ravvivato il gioco e rimescolato le carte, lasciando quell’incertezza del finale… tranne per Verstappen si capisce. Non paga, la stessa Federazione si è ostinata a martellare i piloti, e noi da casa, sugli zebedei con la regola dei track limit: la F1 è la massima espressione dello sport che deve osare dentro e soprattutto fuori la pista, è lo sport in cui superare i limiti della stessa pista, del mezzo e delle proprie capacità è un must! Ormai il nostro amato sport, con queste regole da codice stradale, sta diventando qualcosa in cui non mi riconosco più e la classifica, aggiornata fino al giorno dopo il GP, a causa del fatto che i commissari hanno dovuto controllare più di MILLEDUECENTO (!) infrazioni, non è stato altro che la ciliegina su una torta farcita di sterco che ci vogliono far ingollare a forza. Il mio (non credo solo il mio) augurio è che la FIA si ravveda e quanto meno elimini questa bestialità dei limiti di pista… perché chiedere di eliminare anche la sprint race mi rendo conto che appartiene alla categoria dei miracoli.

Il GP d’Austria, per fortuna, ha dato altri spunti su cui concentrarsi (a Dio piacendo!) ed, udite udite, questi argomenti li ha dati proprio la Beneamata. La Ferrari domenica scorsa era dichiaratamente seconda forza in pista, il che, considerando tutti i presupposti di inizio stagione e, quello che hanno mostrato Aston e AMG col suo recupero, è davvero una gran bella notizia. Evidentemente gli aggiornamenti portati funzionano e sicuramente una pista probante come quella di Silverstone darà conferma su quanto visto in Austria, sia stato o meno un fuoco di paglia. Inevitabilmente con una monoposto competitiva (rispetto ai normali e non rispetto all’UFO che pilota Max), i piloti possono dire la loro e a quanto pare il muretto anche. Domenica scorsa la Ferrari ha lottato per un pugno d’avanzi, perché attualmente il convento questo passa. In una situazione del genere, dove non si ha nulla da perdere e forse tutto da guadagnare, ci si aspetta che una squadra reagisca con cattiveria ed osi senza starci troppo a pensare. Non per Ferrari evidentemente, la quale per mano di Vasseur, ha preferito “andare sul sicuro” ed operare una duplice scelta: congelare le posizioni e sacrificare Sainz.

Lo spagnolo ad inizio GP ne aveva di più del compagno, tanto che era a due decimi di distanza e la logica impone, in una situazione in cui appunto non si ha nulla da perdere, che il più veloce passi il più lento. Per la gioia di tutti i tifosi del monegasco (che ripeto senza posa, sono peggio dei tifosi del tedesco che ha vestito di rosso fino al 2020), il muretto ha dato un team order sotto forma di congelamento di posizioni prima e suicidandosi dopo con quell’inutile doppio pit, in cui naturalmente ne ha pagate le conseguenze chi stava dietro e cioè lo spagnolo. Per carità, Charles rimane sempre Charles ed è una spanna sopra Carlos eppure lo spagnolo, domenica scorsa, aveva molta più birra del compagno (almeno all’inizio) e la sua rimonta e lotta senza quartiere con Perez (sorvolo sulla premiazione di Lando come “pilota del giorno”… sigh!), lo stanno a dimostrare. Sono felici i tifosi di Charles, alla fine giustizia è stata fatta e visto che in questi giorni ricorre il primo anniversario del dito di Binotto puntato al viso “innocente” del monegasco, questa vendetta ha un sapore ancora più dolce. Ad essere sinceri c’è ben poco da dire riguardo a quanto accaduto. Il muretto di Vasseur, il quale è stato chiamato (prima che i quattro che sono stati chiamati a loro volta prima di lui e che hanno gentilmente rifiutato) anche per questo, ha preferito puntare su Charles, sacrificando Carlos ed un potenziale doppio podio (se avessero lasciato passare lo spagnolo all’inizio, con molta probabilità non ci saremmo trovati nella condizione di lottare con Perez nel finale), pur di dare la possibilità di far conservare la seconda posizione al monegasco. Per quei pochi che mi leggono sia chiaro,  non ho nulla contro LeClerc, solo (c’è sempre il trucco), che a differenza dei tanti tifosi ad oltranza (prima parlavano tedesco, ora monegasco… con accento bavarese, visto che i tifosi del tedesco sono saliti sul carro di Charles), non ragiona a senso unico e per quanto voglio bene ai nostri piloti, la squadra viene prima di tutto. Davvero la Ferrari si può permettere di sacrificare un potenziale doppio podio in favore di uno solo? Davvero la Rossa può permettersi attriti all’interno della squadra e tra piloti stessi per un misero podio? L’anno scorso si litigava per una vittoria, quest’anno per un pugno d’avanzi, gli stessi avanzi che la stratosferica RB19, per mano (e piedi) del cannibale Verstappen, ci lasciano ogni domenica. Ormai il dado è tratto, la scelta è stata compiuta e sebbene il mondiale lo può vincere un solo pilota ed inevitabilmente ogni squadra deve puntare sul suo cavallo vincente, è anche vero che per Ferrari questo non era il momento di arrivare a tanto. Cosa comporterà questa scelta? Dove porterà? L’anno scorso Binotto ha puntato il “ditino” contro LeClerc, il quale si sentiva derubato di una vittoria, almeno lì c’era stata una scelta che veniva comunque giustificata con una bandiera appesa all’ingresso della Gestione Sportiva. Domenica scorsa che giustificazione hanno usato con Sainz? Per i tifosi (di LeClerc), lo spagnolo corre solo per battere il compagno, si concentra solo su di lui (cose da pazzi quello che devo leggere!), come se fosse un peccato capitale. Chiedo venia, cosa si desidera in un pilota? Che faccia lo zerbino e stia zitto e muto? Contro chi dovrebbe lottare Sainz di grazia? Contro le imprendibili Red Bull che comunque vada non c’è partita? Ovvio che egli si concentra sul compagno, come giusto che sia.

Domenica in Inghilterra vedremo dal comportamento in pista come ha digerito la decisione del muretto, perché da qui non si scappa: o farà il cavalier servente (come la tifoseria auspica) oppure si “metterà di traverso” e cercherà di lottare per stare davanti al compagno. La tragedia, a mio modesto modo di vedere, è che questa si tratti di una preoccupazione più dei supporter del monegasco che di LeClerc stesso, il quale, ha ben altri pensieri per la testa, uno su tutti per quanto tempo rinnovare con Ferrari. Forse la scelta operata domenica scorsa da parte del muretto di Vasseur è proprio rivolta in questa direzione, facendogli capire che egli avrà sempre la priorità per la squadra. Auguri monsieur Frederic, perché fino all’anno scorso, nonostante i mille problemi, i piloti andavano d’accordo, ora che sono stati messi in condizioni di stare l’uno contro l’altro per un pugno d’avanzi, vedremo quanto dura l’armonia in squadra e come verrà gestita.

 

Vito Quaranta

MIT’S CORNER: LE NON-PAGELLE DI AUSTRIA 2023

Sarebbe bello poter commentare il GP dell’Austria con la consueta verve (peraltro presunta ma conto sul vostro buon cuore).

Sarebbe bello poter divagare sullo stato di grazia assoluta raggiunto da Max e paragonarlo a quello dei grandi del passato citando di quel periodo di Senna o  di quell’altro di Schumacher e giù giù nei meandri del tempo andando a ripescare il dominio di Jim Clark nel 1965 o persino quelli di Fangio 1954 e Ascari 1952.

Sarebbe bello intrufolarsi nei dettagli analitici dei crono dei protagonisti e rilevare che Ferrari ha convinto oltre le aspettative (ma già Silverstone, circuito assai diverso da Canada e Austria, sarà banco di prova non indifferente), che McLaren ha finalmente azzeccato un aggiornamento e che la cautela con cui avevo ammonito di giudicare la Mercedes di Barcellona è stata decisamente opportuna.

Sarebbe bello dire che il GP è stato molto divertente proprio perché, dietro al fenomeno, se le sono date di santa ragione un po’ tutti quanti, con il solo Leclerc a far valere il proprio talento al di sopra della bagarre.

Sarebbe bello anche ironizzare a più non posso sui track limits infiniti che hanno caratterizzato il gran premio anche molto tempo dopo la sua conclusione. E magari far notare che forse non è un caso che gli unici a non aver subito warning siano stati Max e Charles (forse anche Fernando ma non ne sono certo).

Oppure scandagliare le sottili polemiche sui team order Ferrari magari facendo notare che, spassionato e personalissimo parere, Sainz nella prima parte di gara teneva agevolmente il ritmo di Leclerc solo grazie al DRS e che non appena, causa fatale (e inevitabile in quel contesto) doppio pit, si è staccato si è preso una dozzina di secondi in totale nei due stint (al netto della penalità di 5 sec) che sono pochi ma che ci sono.

Sarebbe interessante commentare la garetta del sabato e le sportellate tra Max e Checo in partenza.

Oppure lo spettacolare duello tra lo stesso Checo e Sainz nella gara vera.

E Norris? Che si permette una gara mostruosa non appena gli danno una macchina decente? Elargisce il più bel sorpasso (dei tanti!) di giornata con una finta strepitosa su Gasly al 45 giro. Sorpassi in abbondanza in questo GP dove però, complice un DRS leggermente meno efficace rispetto al passato, abbiamo visto i piloti sudarsi ogni metro per metterli a segno.

E Russell che le prende da Hamilton per il quarto GP consecutivo ma gli finisce davanti solo grazie alle penalità postume?

E che dire di Ocon che torna mr. Hyde facendo una gara ridicola passata più oltre i cordoli che dentro?

Nel paragrafetto dedicato a Stroll dovrei citare quei camera car in cui si vedeva chiaramente il ragazzo mollare il volante con la sinistra e fare qualche piccolo esercizio per rilassare il polso. L’episodio FORSE (magari lo fanno tutti – l’ho fatto persino io in una run di 15 minuti in un simulatore da centro commerciale…) conferma che l’infortunio ai polsi subito a inizio anno non è ancora stato del tutto assorbito.

Dovrei dire di Aston Martin che sembra in regresso: dalla possibile vittoria di Alonso a Montecarlo si è arrivati in Austria ad essere dietro a RBR, Ferrari, Mercedes e McLaren. E in Canada avevano pure portato aggiornamenti. Un caso? oppure si devono preoccupare?

Sarebbe bello, infine, commentare Bottas che si sdoppia da Verstappen con un sorpasso duro alla 3: vero è che Bottas era appena uscito dalla corsia box con gomme nuove e Verstappen avrebbe pittato proprio alla conclusione del giro ma l’episodio (forse sfuggito ai più) è stato un po’ straniante, e perciò divertentissimo.

Già.

Sarebbe bello.

Però come potrò farlo?

(E in realtà l’ho fatto, sia pur nei bits poco più che appuntuali che avete appena letto, quindi sì: sono ipocrita)

Perché quel maledetto Tubo mi ha morbosamente attirato tra ieri e stamani. Ho guardato il terribile incidente a Spa di Dilano Van’t Hoff un numero vergognoso di volte. Mi sono giustificato: “no, per carità. Lo guardo solo perché la dinamica deve far riflettere sulla sicurezza delle piste, del motorsport, nei gran premi, una terribile lezione, magari mando una mail alla FIA, bisogna essere costruttivi anche nelle tragedie…” e così via. Poi mi sono reso conto che attrazione e repulsione si accavallavano febbrilmente nel pigiare “riavvia il video”.

Cosa c’è che non va?

Quel povero ragazzo non l’avevo mai sentito nominare e che esistesse il campionato FREC lo sapevo solo grazie a qualche sporadica ricerca sulle formule minori fatta in off-season.

18 anni, santo cielo! Forse è quello! Avrebbe potuto essere mio figlio.

Me lo sono immaginato il percorso. Padre un po’ frustrato: da ragazzo andava forte sui go-kart ma al primo incidente si spaventò così tanto da non salirci più sopra. Che poi nei racconti si giustifica: “eh! si era infilata un vespa sotto la tuta e mi ha punto proprio nel curvone dopo il rettilineo! Non fosse successo allora niente incidente, avrei vinto quella gara e magari avrei fatto carriera!” bah!

Poi arriva Dilano, lo piazzi su un go-kart a 10 anni. È piccolino, per la sua età, quindi sfrutta il vantaggio del poco peso e vince qualche garetta. Poi lo metti su un mezzo un po’ più serio e vedi che continua a vincere. Gli stringi bene i punti di accesso della tuta: mica vuoi che si infili una vespa e gli punga l’avanbraccio in corsa anche a lui! Sta a vedere… Poi l padrone della squadretta in cui corre non va bene, sembra un impiegato, non ha spinta e non spinge il tuo ragazzo. Allora vai da un altro che ti dice: “voglio 35mila euro per farlo correre”. Ok, andiamo in banca e vediamo che si può fare. Litighi con la moglie ma alla fine l’hai vinta, Vai avanti, lo porti dappertutto, vince qualche manche, buoni piazzamenti, non sembra un fenomeno ma neanche una comparsa per far numero. Si passano bei week end si visitano posti nuovi, si mangiano salsicce alla griglia in quantità, si fanno risate e quasi quasi pensi che il tuo ragazzo si sia divertito abbastanza e che è meglio che ora si concentri sullo studio. Poi però un giorno si avvicina un tizio un po’ attempato, vestito con troppa approssimazione, i denti ingialliti dalle 40 Marlboro al giorno, capelli un po’ sporchi, Rolex al polso a far bella mostra di sé e ti chiede di fare due chiacchiere nel parcheggio del kartodromo. Ti porta accanto ad una 911 dell’88,  ci si appoggia sopra col gomito e si accende una paglia. “tuo figlio è forte! Io me ne intendo: sono quarant’anni che faccio il talent scout per i big. E come lui ne ho visti pochi. Non guardo i risultati ma come guidano, come affrontano le gare, come lavorano: tuo figlio ha la stoffa, credimi. Mi chiamo X: chiamami se vuoi cambiare vita” e porge il biglietto da visita. Mentre ti allontani frastornato da quell’incontro non fai caso al fatto che la 911 non l’ha aperta: ci si era solo appoggiato sopra.

Un biglietto da visita?!

Ci pensi troppo. Cioè, due ore non sono tante in una vita normale ma sono troppe lo stesso! Senna, Mansell, Prost, Schumacher! Ma quanti soldi hanno fatto quelli là?! Due ore, giusto il tempo di tornare a casa, mettersi a cena con la famiglia e raccontare della gara di Dilano e poi vi mettete tutti davanti alla tv. Ad un certo punto ti alzi e dici che vai a gettare la spazzatura. Tua moglie ti guarda e lancia la frecciatina: “e cos’è sta novità?! Mi devo preoccupare? Stai bene?!” fai una risata, prendi il sacco nero ed esci. Ma quanto pesa?!, pensi e subito dopo averlo gettato nel cassonetto prendi il cellulare e chiami Tizio. Ti tremano un po’ le mani mentre componi il numero. “salve sono il padre di Dilano, il ragazzo i kart, oggi…” – “sì, sì non si preoccupi, l’ho riconosciuta. Tra un mese sarò al weekend di Vattelapesca. Voi ci sarete?” “sì, certo” non era in programma ma figurati se mancheremo.

Comincia così. Dilano ha un colpo di fortuna. Era secondo a 3 secondi dal primo, irraggiungibile, ma poi quest’ultimo si gira stupidamente a due giri dalla fine e Dilano vince rintuzzando gli attacchi degli inseguitori. Il padre del ragazzo che si è girato mentre era primo  bestemmia tutti gli angeli del cielo, non lo si tiene. Nel retrobox rimprovera il figlio in modo violento, non è un bel vedere, no. Vola anche uno schiaffo. Il ragazzo piange. Uno dei meccanici lo porta via ma gli altri danno man forte al padre e continuano a inveire contro di lui mentre si allontana. Ma io no, io Dilano non l’ho mai rimproverato, mica sono come quello là!. pensi. Tizio, dopo le premiazioni, si avvicina e ti fa un sacco di complimenti. Grandissima gara, bravissimo! Dilano è già grandicello come età ma non la dimostra: è ancora assai minuto e sembra un bambino. Sicché a Tizio scappa il classico scompigliamento di capelli. Dilano è infastidito ma non ci fai caso. Quindi? Quindi Tizio presenta Tizio2. Stavolta nessuna Porsche. Andate dietro nel parcheggio, Tizio2 apre una Yaris Verso del 2003 e tira fuori una cartella di documenti. Papà, vado a giocare a calcetto con gli altri mentre parli, ok? Vai, Dilano, vai, divertiti che qui la cosa si fa interessante. Mentre scartabellano con i documenti Tizio e Tizio2 sbracano sulle loro conoscenze: sponsor, squadre, formule, Germania, Italia, UK  e dicono che hanno un ragazzo brasiliano per le mani che sarà futuro campione del mondo. Ti viene un Ma vah? Un ragazzo brasiliano futuro campione del mondo?! “ehm…” borbotti, be’, lottando con Dilano, s’intende, aggiungono i due, e non ci pensi più. Stando a loro praticamente avevano rinunciato ad un pranzo a Montecarlo con Horner, Wolff e Domenicali solo per venire a vedere Dilano nel week end di Vattelapesca. Ma si, dai, ci sta che millantino un po’. Praticamente gli hanno tracciato tutta la carriera fino in Formula 1. Sono convincenti. Sì. E poi stravedono per Dilano. Questi sembrano sapere il fatto loro. Si vede che ci tengono ai ragazzi. Del resto sono stati loro ad aiutare Jos con suo figlio, no? Cioè, non hai ben capito in che modo l’abbiano fatto ma parlano di Jos come fosse il vicino di casa. Va bene millantare ma non fino a questo punto, no? Fatto sta che dopo un’ora e mezza di discorsi se ne escono con un bel “serve mezzo milione, duecentocinquanta li mettiamo noi e gli altri duecentocinquanta li metti tu.”

Ah!

E dove li trovo? “E dove li trovo duecentocinquantamila euro?!”. Già, dove li trovi? Mica crescono sugli alberi. Mi spiace, dicono, in questo mondo funziona così. Devi fare sforzi, devi trovare sponsor, mica glie ne frega qualcosa ai team se il pilota è forte. Loro guardano solo al denaro. Ma il tuo ragazzo è forte, fidati, una volta fatto il primo investimento tutto il resto è in discesa. “sì ma come li trovo?!”, ripeti. Cercati degli sponsor, dicono, li scaricano dalle tasse. “ma non siete voi quelli che conoscono gli sponsor?” sì infatti noi ci mettiamo gli altri due e cinquanta, no?

Torni a casa con quel residuo dubbio che gli altri duecentocinquantamila forse non è che siano proprio necessari. Ti riprometti di chiedere in giro. Ma non lo fai. O quantomeno non lo fai con la giusta mentalità. Chiami tutti i team del piccolo campionato cui stai partecipando, ti fai dare nomi, numeri di telefono, indirizzi email. Lunedì sei già pronto davanti al pc: spari più di 120 email alle aziende della città. Passi la settimana a pigiare “invia-ricevi” su Outlook. Passa una settimana. Poi un’altra. Poi un’altra ancora. Rilanci le email, provi al telefono ma i centralini ti rimbalzano. Poi un giorno arriva una risposta. E’ positiva. Prendi la email e la rilanci ad un altro: “visto che l’azienda X ha già accordato la sua sponsorship forse è il caso che vi aggiungiate anche voi”.  Funziona. Diecimila qui, quindicimila là, ottomila da quegli altri e dopo un po’ sommi tutto e trovi quasi centomila pronti per essere investiti. Ne mancano ancora parecchi. Vai in banca: impegno la casa forse centocinquantamila me li danno. Te li danno. Chiami Tizio1 e Tizio2 e guarda un po’? loro sono già pronti con i loro duecentocinquantamila, dicono. Il contratto c’è, cioè, insomma, pare che debbano passare anche da un Tizio3 e poi un Tizio4 ma alla fine è fatta.

“Dilanoooooooooooo”. Dopo la telefonata chiama il figlio che era in camera a studiare: domani c’è il compito di matematica a scuola. Feste, giubilo, esultanze. Dilano è in una formula! WOW!

Dilano comincia a camminare a 20 centimetri da terra. È in una formula! Non lo si tiene più. Lo vedi felice come non mai! E anche tu non ti tieni più:  il mio ragazzo è in una formula!.

Poi passano due anni e arriva FREC – Spa 2023.

Buongiorno, padre di Dilano, mi chiamo MIT, è il 3 Luglio 2023 e sto scrivendo della morte di tuo figlio.

…

…

…

 

E poi? Cosa c’è che non va?

Forse c’è che se l’incidente fosse stato su un circuito minore forse non ci avremmo fatto molto caso. Minuto di silenzio e via. Triste, certo, ma la vita va avanti.

Forse c’è che se non fosse stato così simile all’altrettanto terribile incidente di Hubert non ci avremmo fatto molto caso. Minuto di silenzio e via. Triste, certo, ma la vita va avanti.

Il Tubo rilancia il filmato: non si vede nulla per lo spray che sollevano le vetture quindi forse c’è che hanno dato bandiera verde, dannazione! In Formula 1 hanno dato bandiera rossa per molto meno!

Poi sorge il dubbio. Non sarà che è Spa ad essere pericolosa in sé? Più di altri circuiti? Non è che ci mettono una chicane in mezzo al Radillon?! Non è che ci tolgono Spa?!

Oh! Che dubbio meschino! Ecco cosa c’è che non va!

Attrazione e repulsione, di fronte al terribile schianto, sono quasi normali – normale reazione di fronte all’insondabile mistero della morte che fa parte del nostro essere vivi. Figuriamoci se non può esserlo a maggior ragione per chi è appassionato di Formula 1 e della sua storia. No, fin qui è normale. Ma quel dubbio? Quello è normale?

Ecco cosa non va: è normale anche quello. Dal dubbio supremo al dubbio meschino. La storia e le storie si intrecciano continuamente (anche quelle romanzate come quella sopra, sia chiaro) e ci sta tutto. Anzi quasi tutto. Dove quel quasi va inteso come quel piccolo lasso di tempo che forse dovremmo dedicare a guardarci intorno e a chiederci perché la morte ci spaventa, sì, ma a volte anche perché non è, solo, la morte.

Ma non voglio lanciare messaggi troppo accorati. Non ho la verità in tasca e, anzi, forse la Verità, quella con la V maiuscola, forse manco esiste.

Quindi?

Nulla. Dico solo che siamo umani, che tutto scorre.

Panta Rei.

Dilano Van’t Hoff (2004-2023)

 

Metrodoro il Teorematico

VERSTAPPEN ANNICHILISCE GLI AVVERSARI IN AUSTRIA. SI RIVEDE LA FERRARI.

Nel gran premio di casa della Red Bull cosa ci si può aspettare di diverso da un Verstappen dominante? Ovviamente nulla, e, infatti, l’olandese la piazza in pole al venerdì, seppur di poco davanti alla Ferrari di Leclerc improvvisamente rinvigorita da una ala anteriore “che la fa volare” (cit.).
Il week-end prevede gara sprint e relativo shoot-out, e questa volta Leclerc non vola, a causa delle condizioni umidicce alle quali non riesce ad adattarsi. E il dominio di Verstappen prosegue, al ritmo di 1 secondo al giro rifilato a tutti, compreso il compagno di squadra Perez sistemato fra curva 3 e 4 dopo aver mandato nell’erba il caposquadra.

La partenza non riserva troppe emozioni, e dopo solo un giro la gara è già neutralizzata a causa dei soliti detriti seminati in curva 1 conseguenti alle battaglie nelle retrovie. 

Si riparte al giro 4, e Verstappen scava subito un solco fra sè e le due Ferrari, con Leclerc davanti a Sainz che si attacca agli scarichi del compagno, facendo notare al proprio box di essere più veloce. A buon intenditor, poche parole, ma a Charles viene comunicato di stare tranquillo perchè non ci sarà battaglia.

Al giro 15 il motore della Haas di Hulkenberg esala l’ultimo respiro, e viene attivata la Virtual Safety car. Questo avviene quando i primi tre sono già transitati davanti all’entrata dei box, e non riescono ad approfittarne subito per un pit-stop a metà prezzo.  I due ferraristi lo fanno al giro successivo, con un doppio pit-stop lento. Leclerc riesce a mantenere la seconda posizione, mentre Sainz sprofonda in sesta e si lamenta con il proprio box per il trattamento ricevuto.

Lo spagnolo inizia a rimontare a suon di giri veloci, e in soli 3 giri si riporta in terza posizione, sverniciando nell’ordine Norris, Hamilton e Perez.

Al giro 21, viene data bandiera bianco-nera ad Hulkenberg, che è fuori gara da diverso tempo.

In questa fase della gara, Leclerc è più veloce di Verstappen, che, infatti, si ferma al giro 25 per montare la gomma più dura e provare ad andare fino in fondo. Leclerc si ritrova così al comando, e l’olandese esce in terza posizione subito dietro a Sainz, ma gli basta un giro per passare lo spagnolo. Che poi si becca pure 5 secondi per avere superato per più di tre volte i limiti della pista.

Al giro 35 Verstappen passa senza alcuna fatica Leclerc e si riporta al comando. Il ferrarista sembra non opporre alcuna resistenza, d’altra parte sa che non può in alcun modo tenere il ritmo, ed è inutile tentare di resistere. E, infatti, dopo il sorpasso tira i remi in barca, vittima di un degrado maggiore di quello preventivato. 

Al giro 47 viene fatto fermare Sainz, e a quello successivo è il turno di Leclerc. I ferraristi si trovano terzo e quarto dietro Verstappen e Perez. Per entrambi è prevista un’ulteriore sosta, che l’olandese compie al giro 50, e il messicano a quello successivo.

La seconda guida Red Bull si ritrova in quinta posizione a pochi secondi da Norris e Sainz, sui quali inizia velocemente a recuperare. Al giro 56 passa agevolmente l’inglese, mentre lo spagnolo gli rende la vita difficilissima e gli  servono 3 giri per guadagnare la terza posizione. Quando ci riesce, ne mancano solo 10 alla fine, e Leclerc è già troppo lontano. 

La gara sembra finita così, con Verstappen comodamente primo, ma all’olandese manca qualcosa. Il giro più veloce è infatti in mano al compagno di squadra, e la cosa non va bene. La squadra accetta di farlo fermare ai box per montare la gomma da qualifica, correndo un rischio sproporzionato rispetto al misero punticino che potrebbe guadagnare. Quando torna in pista, Leclerc è solo a 3 secondi, Max ha il tempo di preparare il giro veloce come se fosse in Q3, perdendo un altro secondo, e poi, ovviamente, piazza la tornata record proprio all’ultimo giro.

Un esempio di arroganza sportiva senza precedenti, per suggellare la 42a vittoria con la quale supera Ayrton Senna nella classifica di tutti i tempi. Al secondo posto un ritrovato Leclerc con l’altrettanto ritrovata Ferrari.  Terzo Perez, che ha raddrizzato una pessima qualifica, mentre Sainz, quarto, può recriminare per la penalità che gli ha fatto perdere il podio. Quinto un ottimo Norris, sesto Alonso, sempre in ombra per tutto il fine settimana, così come le Mercedes di Hamilton e Russell, tornate ad essere una “bad car”, per usare le parole di Toto Wolff. Chiudono la zona punti Gasly e Stroll.

Fra solo una settimana il circus sarà a Silverstone, dove Verstappen potrà continuare il suo dominio e, possibilmente, la Ferrari confermerà di essere ritornata la seconda forza, per farci sperare in una seconda parte del mondiale un po’ più divertente.

P.S. la gestione dei track limits è ridicola. Non dico altro, perchè non è, purtroppo, la cosa peggiore fatta dagli uomini FIA in questo week-end.

P.S. 2 senza Verstappen, il mondiale sarebbe combattutissimo, essendo difficile capire chi è la seconda forza. Prima abbiamo avuto l’Aston Martin, poi si è rivista la Mercedes, e, ora, sembra la Ferrari quella più in forma. E Perez sarebbe in lotta con loro, essendo chiaramente molto inferiore a Max. Ma, purtroppo per lo spettacolo, c’è Max e, forse, stiamo vivendo il dominio più importante della storia della Formula 1. A fine anno faremo i conti, ma la strada è quella.

P.S. 3 chi prevedeva che su un circuito diverso da quello canadese la Ferrari sarebbe tornata a soffrire (anche il sottoscritto) pare abbia sbagliato di grosso. O, forse, si riferiva alla Mercedes.