IL PUNTO DELLA REDAZIONE

Ferrari si muove in nome della continuità e soprattutto della sobrietà: mi riferisco alla SF-25, perché è cosi che è stata chiamata la nuova monoposto di Maranello, che disputerà il prossimo campionato del mondo che tra quasi un mese inizierà in Australia. Rapido ed indolore senza nomi altisonanti o commemorativi, che come è da tradizione, portano pure sfiga tra l’altro. Colpisce, come ho anticipato, anche l’assenza di clamore nell’annunciare il nome della nuova Rossa: un semplice messaggio audio video dove compare il logo “SF-25” con anticipazione dei colori, che vedremo fra qualche settimana, nella mega presentazione delle livree a Londra (pare che sarà una Ferrari più scura, anche se non si arriverà alla tonalità della SF-1000). Sembra che la Ferrari di Vasseur si stia muovendo in maniera quasi nascosta senza fare troppo rumore: vedremo innanzitutto se allo shake-down della neonata rossa ci saranno fanfare, tribune e cori da stadio, di sicuro al momento è evidente il profilo basso che il Team Principal rosso ha deciso di seguire. Mossa saggia la sua, visto e considerato le innumerevoli batoste e promesse disattese, che tutto il popolo ferrarista si sta sciroppando da quasi un ventennio ormai. La posta in gioco è enorme e, sebbene ci sia ottimismo tra i ranghi di Maranello, è anche vero che la cautela in questo momento è un’ottima politica. Certo l’arrivo di Hamilton stride con quest’atteggiamento, eppure sebbene la Rossa da un lato non può nascondersi, dall’altro cerca di calmierare ogni tipo di entusiasmo. Come già detto in passato, paradossalmente la Ferrari di Vasseur, ha più probabilità di giocarsi il mondiale quest’anno che non l’anno prossimo, visto che sarà un autentico salto nel buio per tutti. La Rossa ha concluso il mondiale 2024 in crescendo grazie ad un inarrestabile LeClerc e, con l’arrivo di Hamilton, non si fa altro che confermare che a Maranello non hanno altra via se non quella di alzare l’asticella della competitività.

A proposito di livelli prestazionali in crescendo, è importante dire che questo è avvenuto non solo perché in Ferrari riuscirono a capire i casini che commisero con gli aggiornamenti portati in Spagna, rimediando prontamente, bensì perché la stessa Rossa si è adeguata allo sfruttamento particolare dell’ala anteriore la quale, come McLaren insegna è stata adattata ai nuovi standard operativi, in maniera tale che potesse flettere a seconda dei diversi carichi a cui era sottoposta. Con le attuali monoposto trovare il giusto compromesso di aderenza, alle diverse velocità, è un esercizio di dubbia facilità e, la flessione dell’ala anteriore, è stato un aiuto preziosissimo nel raggiungere l’equilibrio necessario per poter affrontare ogni tipo di pista. L’argomento “ali che flettono” è di strettissima attualità perché la FIA, tanto per cambiare, sta ancora facendo discutere di se: in effetti si può dire che l’entourage di Ben Sulayem non vuole farsi mancare nulla e sta facendo incazzare proprio tutti! Mi riferisco al fatto che dopo che uscì fuori lo scandalo (non si può parlare in che questo modo visto che quell’ala era palesemente illegale) dell’ala posteriore dei papaya in quel di Baku, la stessa Federazione intervenne intensificando le prove di staticità prima e annunciò in seguito, che per il 2025 non ci sarebbe stato un ulteriore inasprimento delle suddette prove. Va da se che quando l’organo principale di controllo fornisce determinate rassicurazioni in merito, tutte le squadre si organizzano di conseguenza, ed invece è notizia di qualche giorno fa (fonte Autracer.it) che quasi sicuramente, a partire da Maggio (GP di Spagna), la FIA introdurrà una nuova direttiva (anche se sarebbe più preciso dire che aggiorna quella già esistente) ove la flessione delle ali anteriori non verrà tollerata entro oltre un certo limite, il cui valore è di sicuro più alto (quindi maggiormente severo) rispetto a quello a cui era stato fissato inizialmente. La Federazione ha giustificato questa azione perché in questo modo “i valori verranno maggiormente livellati al fine di avere gare più eque”.

Premesso che le parole FIA ed “equo” non possono essere scritte nello stesso pensiero, vero è che cosi facendo si rischia se mai di ottenere l’esatto contrario visto e considerato che i progetti 2025 sono ormai finiti e quindi, tutti i team evidentemente dovranno riadattare la vettura (comportamento) ai parametri di un’ala che praticamente dovrà essere rifatta. Sebbene un top team potrebbe avere le risorse per ottemperare a questo problema, è anche vero che un team minore sicuramente incontrerà maggiori difficoltà, specie in regime di Budget Cap, per non parlare che questo 2025 è l’ultimo anno di questo regolamento e, la stragrande maggioranza delle squadre arrivate ad un certo punto del loro percorso agonistico, tenderanno ad abbandonare l’attuale monoposto per concentrarsi anima e corpo alla sfida che li attende con l’avvento del nuovo regolamento. Pare che tra tutti i top team, che più si sono lamentati di questa nuova Direttiva, sia stata proprio la Red Bull la quale a sua volta, ne viene da un anno di grosse difficoltà tecniche e questo nonostante abbiano portato a casa il mondiale piloti (Verstappen oltre il mezzo). Per Red Bull il problema principale era innanzi tutto di corpo vettura e quindi mancata correlazione dei dati (Verstappen durante il 2024 lo disse chiaramente che avevano capito dov’era il problema solo che sarebbe stato risolto con l’inizio dell’anno nuovo). Risolto questo avrebbero potuto montare l’ala (flessibile) che più si adattava alla nuova monoposto. Con questo ulteriore inasprimento delle prove di staticità, dopo che la Federazione si è rimangiata la parola quindi, capirete che i bibitari si potrebbero trovare nuovamente nelle peste come si suol dire. Chi di Direttiva colpisce di direttiva perisce mi verrebbe da dire, visto e considerato che fu proprio grazie alla famosa DT039 (voluta da Toto&Co.) che la Red Bull del 2022 prese letteralmente il decollo e la Rossa (di Binotto) venne azzoppata definitivamente. La Federazione dal canto suo se vuole stare al passo (marginalmente) con i team in campo, non ha altri mezzi se non usare queste strategie di dubbio gusto sportivo, visto e considerato che le squadre di F1, rispetto alla Federazione stessa, sono avanti anni luce. Inutile dire che questa iniziativa da parte dell’ex Ferrari (tutti noi li abbiamo mandati via!) Tombazis, sportivamente parlando, è stata un’autentica pugnalata per non dire scorrettezza visto non solo le tempistiche dell’emanazione della suddetta DT e, soprattutto perché erano state date rassicurazioni in merito al fatto che non ci sarebbero stati inasprimenti nelle stesse verifiche. Chi si avvantaggerà di tale azione? Inutile dire che sicuramente sarà la McLaren la quale, visto che è stata la prima che ha sfruttato codesto concetto, sicuramente avrà già anche il rimedio per sopperire a tale inasprimento. Ferrari? Fino adesso la Rossa oltre a tenere un basso profilo non ha fatto altro che osare: sul progetto dell’anno scorso (sviluppi anticipati) e soprattutto su quello di quest’anno (pull-rod anteriore)… chissà che non sappia stupirci positivamente.

PS

Un sentito ringraziamento ai ragazzi di Autoracer.it fonte inesauribile di ispirazione per i miei articoli.

Vito Quaranta