Ci sono mai stati dubbi su George Russell? Ebbene si, di fatto il forte pilota inglese è uno dei più sottovalutati della sua generazione. Il povero (si fa per dire) Russell dopo un giusto apprendistato in Williams, è approdato in Mercedes con le speranze di far valere i suoi talenti e dimostrare chi fosse realmente. Purtroppo per lui l’anno del suo debutto, nella casa dalla stella a tre punte, è coinciso con la debacle tecnica della squadra in luogo del quale il regolamento 2022 non è stato centrato e, se proprio devo usare un epiteto forte, i crucchi non ci hanno capito mai nulla a riguardo! La vita è questione di tempismo (infatti ne sa qualcosa il mai domo Alonso) ed infatti, oltre a trovarsi in squadra nel suo peggior momento tecnico, il buon Russell si trova anche al centro di una bufera chiamata “Verstappen si può liberare”. Come ho detto il tempismo è tutto ed in questo il forte pilota inglese è stato proprio sfigato. Vero è che se c’è una cosa che contraddistingue un campione è il fatto che non si arrende mai, ed infatti il ragazzo non si è dato per vinto, anzi si è rimboccato le maniche iniziando a farsi valere proprio con un compagno molto scomodo quale è Hamilton. La differenza del confronto con Hamilton, rispetto a LeClerc, è che quest’ultimo deve duellare con il campione inglese “giocando in casa”, perché Ferrari è il giardino del monegasco. Russell di contro ha invaso il territorio dell’epta campione del mondo ed ha dovuto impegnarsi non poco per far capire che il futuro di Mercedes gli apparteneva. La missione è stata compiuta, visto i risultati, eppure i dubbi sono sempre dietro l’angolo ed ecco che risolto un problema ne esce un altro fuori, che appunto si chiama Max Verstappen. Il campione olandese è sempre stato il pallino fisso di Toto Wolff e, proprio per questo Russell si trova al centro di una trattativa che ormai sta sfiorando la telenovela, in quanto nonostante i risultati che l’inglese sta sfoggiando, ancora non è stato annunciato il suo sacrosanto rinnovo. Si vocifera che il suo contratto dovrebbe essere un “uno più uno” (anche se personalmente non lo credo) e, ammesso e non concesso che fosse vero, il ragionamento ed il dubbio che mi sovviene è il seguente: cosa accadrà se l’anno prossimo Russell dovesse laurearsi campione del mondo e, nel contempo la Red Bull motorizzata Ford, dovesse risultare un fiasco totale? Verstappen sicuramente si libererebbe e a quel punto Toto che farebbe? Appiederebbe il suo campione per mettere comunque sotto contratto Verstappen? O peggio, manderebbe via Antonelli per avere una coppia esplosiva come Russell e Verstappen? Come ho già scritto su queste righe, sebbene per noi appassionati sarebbe una vera goduria per gli occhi, sono del parere che entrambi gli scenari sono potenzialmente irrealizzabili e, il sogno Verstappen per Toto rimarrà tale, appunto un sogno. Premesso che gli scenari sono infiniti e, se la F1 ci ha abituato ad una cosa è proprio nei colpi di scena, è anche vero che se devo basarmi sulle probabilità ritengo che l’attuale coppia Mercedes dovrà convivere per un bel po’ e, il buon Max dovrà rivolgere il suo sguardo verso altri lidi. Se le voci riguardati il motore Mercedes risulteranno vere (chissà come mai in tal senso i dubbi sono minimi), il buon George avrà quello che si merita e cioè poter lottare per il mondiale, perché ormai è più che pronto. Il GP di domenica scorsa ne è una testimonianza a riguardo, visto che l’inglese di fatto non è mai stato inquadrato (da una regia comunque pessima) come si conviene per il pilota che domina dall’inizio alla fine. A chi i dubbi iniziano a venire, come Fantozzi quando trovò solo pane dentro casa sua, è ad Oscar Piastri: ormai McLaren nemmeno si nasconde più su chi vorrebbe realmente campione e, i team radio prima e l’atteggiamento dell’australiano dopo, ce lo confermano. Addirittura Piastri, leader del mondiale, non era nemmeno sul palco a festeggiare con la squadra il meritato secondo titolo marche (!), il che la dice lunga su che ambiente si è venuto a creare. Ormai l’obiettivo principale della squadra è stato realizzato (i tempi cambiano e purtroppo non è detto che cambino in meglio: prima le squadre si scannavano per far vincere il mondiale al proprio pilota, ora ci si concentra sui Costruttori… sigh), quindi non rimane che espletare la formalità del titolo piloti. Vero è che questa formalità inizia ad essere più onerosa di quanto previsto, visto e considerato che i papaya è da qualche GP che non vincono più e, sebbene questo al momento è tutto a vantaggio di Oscar considerando che a spartirsi il gradino più alto del podio è Max ed ora anche Russell , è anche vero che l’australiano deve iniziare a darsi una sveglia e bella grossa anche, sia perché la sua stessa squadra ha atteggiamenti alquanto dubbi nei suoi riguardi e sia perché Norris, con la manovra fatta ai danni del suo compagno, ha capito che il risultato se lo deve andare a prendere in pista. La chiave del successo per Oscar, se vuole l’iride, è proprio nel punto dove tanto è migliorato e cioè nella pole. L’australiano deve ricominciare a martellare al sabato mettendo le cose in chiaro propri in qualifica, in modo tale che poi non ci saranno dubbi in seguito. Sono del parere che gli ultimi sei appuntamenti, saranno molto velenosi e soprattutto avvelenati da infinite polemiche, a causa della gestione dei due galletti, da parte del team di Andrea Stella e Zak Brown.
Ad averceli i problemi del duo papaya da parte di Vasseur, invece il rubicondo Team Principal Ferrari è alle prese con ben altri problemi i quali ormai sono principalmente di tipo comunicativo. Ferrari allieverebbe non di poco i suoi problemi e, soprattutto toglierebbe un bel po’ di pressione dalla squadra, se si limitasse a dire semplicemente la verità su quanto sta accadendo. Invece il Team Principal francese continua a girarci attorno, toccando ormai corde imbarazzanti, in luogo del quale prende il venerdì come metro di paragone (cose da pazzi!) per poi glissare sulle scialbe prestazioni del sabato e su quelle pessime della domenica. I dubbi cosi non vengono chiariti, se mai vengono alimentati perché quando dobbiamo sentire affermazioni che piste come Baku, Singapore e Las Vegas, sono potenziali circuiti “amici” della Rossa, l’appassionato medio inevitabilmente si illude e non poco, specie in una stagione cosi avara di risultati. Tutti quelli che si prendono il disturbo di leggere le mie righe, sanno benissimo come sono andati a finire i primi due appuntamenti “amici” e, statene certi che non vi saranno dubbi a riguardo di come andrà a finire anche l’appuntamento del Nevada. La SF-25 è una vettura nata male e, a nulla sono valsi i correttivi apportati perché è nell’insieme che la monoposto non funziona. Proprio AMG ha dimostrato (ora c’è anche un altro ex Ferrari, oltre che a Allison, mi riferisco a Simone Resta) che se si lavora in un certo modo, la soluzione può arrivare: Singapore doveva essere una pista ostica per Mercedes, date le temperature, ed invece l’epilogo del GP ci dice altro a differenza di quello che ha detto a Ferrari. Le polemiche sul volere il licenziamento di Vasseur sono inutili quanto sterili, perché fino a ieri si invocava la stabilità, come giusto che sia e, continuità c’è stata anche se il rinnovo è arrivato in ritardo perché evidentemente i vertici, nemmeno il 2026 volevano aspettare per cambiare e, solo i piloti con il loro avallo hanno salvato (fino a quando?) la situazione e quindi le chiappe di Fred. Vasseur ha plasmato la sua squadra, con una triade tutta francese a capo del gruppo, ora si cavalca fino in fondo con questa organizzazione e, non abbiate dubbi a riguardo, se Ferrari cannerà il 2026 il primo a pagare in corso d’opera (ovvero durante la stagione) sarà proprio Vasseur. Citando il fù Luciano De Crescenzo: “Solo gli imbecilli non hanno dubbi. – Ne sei sicuro? – Non ho dubbio.” chiamatemi pure imbecille, perché se Ferrari non si presenterà puntuale all’appuntamento 2026 si ricomincerà tutto d’accapo, come successo negli ultimi diciotto anni e, a tal proposito, non ho dubbi.
Vito Quaranta