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MOTOGP 2019- GoPro British Grand Prix Silverstone Circuit

Inghilterra e Silverstone, sinonimi di motorsport e gare in pista, di clima piovoso.
MotoGp 2018: corsa cancellata per impraticabilità della pista causa pioggia. Detta così fa ridere, eppure lo scorso anno è accaduto veramente…
Parliamo di Silverstone, non di un circuito esotico martoriato da una perturbazione monsonica.
Silverstone, non una pista magicamente apparsa dal nulla in pieno deserto arabico…. A distanza di un anno faccio ancora fatica a pensare che sia successo.
Intendiamoci, è stato giusto non far correre i piloti perché c’erano delle pozze degne dell’acqua alta in piazza San Marco a Venezia. E’ stato giusto pensare alla loro sicurezza visto che le avvisaglie con l’incidente di Tito Rabat erano state chiarissime. Ciò che è imbarazzante è che sia successo a Silverstone dando luogo ad un pomeriggio inverosimile.

immagine tratta da crash.net

Lo scorso anno ha quindi vinto la pioggia. Se volessimo tornare indietro nel tempo potremmo parlare della vittoria di Dovizioso nel 2017, o di quella di Vinales nel 2016, o di quella di Rossi nel 2015.. E già, perché il marziano non vince in terra britannica dal 2014, quindi la sua voglia di riscatto sarà alle stelle.
Gli eventi dell’anno scorso hanno obbligato a rivedere il manto stradale ed i relativi sistemi di smaltimento dell’acqua, quindi i team ed i piloti si troveranno condizioni inedite non avendo avuto l’opportunità di provare le Michelin su questa pista dopo i cambiamenti. Ciò obbligherà tutti ad un lavoro supplementare necessario ad individuare la gomma adatta per la gara tra le mescole che i francesi porteranno. Di certo la tradizionale suddivisione tra gomme Hard, Medium e Soft non ha più la valenza di un tempo perchè fondamentale per la scelta sarà il fattore temperatura dell’aria e dell’asfalto. Anche a Spielberg la gomma soft di Dovizioso era messa meglio a fine gara rispetto alla medium montata da Marquez, quindi il range di temperatura di utilizzo ricopre, come in F1, un ruolo determinante nell’economia dell’intera corsa. Staremo a vedere chi sarà più bravo ad interpretare il tutto nella speranza di vedere una battaglia simile a quella austriaca invece della noia degli ultimi GP.
I favoriti saranno i soliti, ovvero Marquez e la Ducati con l’incognita Yamaha che in Austria, pur non lottando per la vittoria, ha sensibilmente migliorato i tempi totali del 2018 sulla pista che in teoria doveva essere la più ostica per la casa dei tre diapason. Evidentemente ci stanno capendo poco anche loro e la mancanza di linearità dei risultati rischia di confonderli ulteriormente seppur Valentino & Co. continuino a predicare di essere sulla strada giusta.
Finalmente Jorge Lorenzo tornerà in sella alla sua RCV. Sarà arduo vederlo competitivo dopo tutto il tempo in cui è stato fermo, ma sarà importante capire il suo atteggiamento e la sua motivazione dopo le voci di mercato delle scorse settimane. Il Mondiale ha bisogno di un Lorenzo forte almeno quanto ne ha bisogno Giorgio stesso. Continuerà a riposare invece Mir che sarà sostituito da Guintoli sulla seconda Suzuki.
Voci di mercato: Miller riconfermato in Pramac con moto 2020 e Zarco che abbandona KTM per le ragioni che ben ha illustrato ma che ad oggi è ancora senza manubrio per l’anno prossimo. Lui ha preteso una KTM ufficiale e si aspetterebbe ancora una moto ufficiale ma, a meno di grossi stravolgimenti, i giochi paiono fatti per tutti i team più importanti. Trovo sensato che ogni pilota pretenda il massimo, che si senta il migliore di tutti altrimenti non avrebbe senso corresse. E’ pur vero che se lui è un top rider senza aver ancora vinto una gara della massima serie, allora più top rider di lui ci sono i vari Crutchlow, Petrucci, Miller, Rins, tutta gente che almeno una volta una gara l’ha finita prima di ogni altro. In taluni casi possono anche esserci circostanze più o meno favorevoli, ma una gara mondiale non la vinci mai solo per caso.. lui ancora non c’è riuscito.
Tra chi pretenderebbe di più troviamo anche il nostro Andrea Iannone che comincia ad esternare i suoi mal di pancia per la scarsa competitività di Aprilia. Avrà pur ragione perché le prestazioni della moto di Noale continuano a restare molto al di sotto delle aspettative di chiunque, però il buon Andrea sapeva ciò a cui andava incontro e forse non sarebbe ancora il caso di lamentarsi pubblicamente quando lui stesso non è il benchmark per il compagno di marca. Ha la fortuna di essere nell’orbita di Carlo Pernat che in qualche modo lo piazzerà da qualche parte se si dovesse rompere il rapporto con Aprilia. Chissà…. potrebbe essere utile alla Ducati in SBK per vincere un mondiale e rilanciare se stesso per il futuro.
Moto2
Bastianini sarà presente in pista seppur con due microfatture al piede per le quali deve ringraziare Marini.
Marquez Jr dovrebbe avere vita abbastanza semplice a consolidare la propria leadership di campionato, anche perché l’aver rinnovato ancora per un anno con la stessa squadra potrebbe dargli serenità. Chissà quando e se mai riuscirà a fare il salto della quaglia nella classe superiore….Confidiamo in una bella gara dei nostri che però hanno perso buona parte dello smalto di inizio campionato.

Moto3.
Anche in Austria abbiamo avuto un vincitore diverso a rimarcare quanto siano instabili gli equilibri in questa serie e quanto spettacolo ci regali tutte le domeniche. A Spielberg ha vinto Fenati scatenando tutta una serie di discorsi sulla redenzione, sulla voglia di rinascere, sulla seconda possibilità eccetera eccetera. Ebbene, chi vi scrive sarà anche scettico, freddo, insensibile, dissacrante e quant’altro volete… però in moto ci è andato e ci continua ad andare tuttora: il gesto dello scorso anno a Misano continuo a non riuscire a perdonarlo. Posso capire l’errore di foga in una staccata, capisco la voglia di rivalsa nei confronti di chi ti ha fatto perdere tempo, ma non accetto un fallo di reazione di quella portata perché avrebbe potuto avere conseguenze impensabili. L’anno scorso non fu Manzi ad essere fortunato, ma Fenati stesso.. Questo non cambia il mio giudizio sull’atleta che è forte, semplicemente non riesce più ad appassionarmi nonostante sia italiano ed io molto campanilista. Vogliate perdonarmi.
Buone gare a tutti.

Dirette Sky Sport MotoGP HD
Venerdì 23 agosto
10:00-10:40 – FP1 Moto3
10:55-11:40 – FP1 MotoGP
11:55-12:35 – FP1 Moto2
14:15-14:55 – FP2 Moto3
15:10-15:55 – FP2 MotoGP
16:10-16:50 – FP2 Moto2
Sabato 24 agosto
10:00-10:40 – FP3 Moto3
10:55-11:40 – FP3 MotoGP
11:55-12:35 – FP3 Moto2
13:35-14:15 – Qualifiche Moto3
14:30-15:00 – FP4 MotoGP
15:10-15:50 – Qualifiche MotoGP
16:05-16:45 – Qualifiche Moto2
Domenica 25 agosto
10:00-10:20 – Warm-Up Moto3
10:30-10:50 – Warm-Up MotoGP
11:00-11:20 – Warm-Up Moto2
12:20 – Gara Moto3
14:00 – Gara MotoGP
15:30 – Gara Moto2

Immagine in evidenza tratta da motociclismo.it

Salvatore Valerioti

Brno 2019- La Moto3, la Noia2, la NoiaGP

Di solito si comincia un articolo dall’evento clou della giornata che come tutte le domeniche dovrebbe essere la MotoGP. Uso il condizionale perché il titolo dà il senso del pathos che la gara ha regalato agli spettatori che ormai sanno come andrà a finire già dal giovedì..
E giust’appunto voglio cominciare dalla gara dei ragazzini perché quella riserva sempre emozioni, sorprese, spettacolo al quale spesso non diamo il risalto che merita. Tutti ammucchiati per 20 giri, uno di fianco all’altro con gli occhi iniettati di sangue e la voglia di non mollare un centimetro Any Given Sunday. E ne è venuta fuori un altra bella gara dove i tatticismi lasciano spazio al cuore ed alla follia, dove non si riescono a contare i sorpassi totali perché ci si annoia ad annotarli perché si perderebbe l’opportunità di guardarli. Alla fine l’ha spuntata Canet che ha fatto una gara intelligente limitandosi a stare ammucchiato nel gruppo da 15 ed uscendo fuori al momento opportuno per vincerla davanti a due italiani, Lorenzo dalla Porta e Tony Arbolino.
Gara fantastica del ragazzo Leopard che, partito diciassettesimo, ha rimontato con serenità da veterano fino a giocarsi la vittoria perché ha fame e voglia. Altra menzione di giornata va a Niccolò Antonelli che è partito dal box per risorgere a pochi giri dalla fine sino al secondo posto. Purtroppo sul finale aveva finito gomme ed anima, ed il suo splendido rimontone si è concretizzato in un misero quinto posto che ha fatto comunque scendere la lacrimuccia a papà Simoncelli. Peccato che l’abbia spenta lui sulla griglia, perché questa poteva vincerla senza quell’errore.

Passiamo alla Noia2……..
Si, la noia perché è stata una gara monotona dove Marquez Jr ha preso il comando senza che ci fosse possibilità di impensierirlo come negli ultimi tempi è ormai una costante. Alle sue spalle sono successe fondamentalmente le solite cose senza grosse emozioni, ovvero la caduta di Lowes, quella di Pasini, ed anche quella di Luthi che si allontana in campionato.
Per noi italiani un emozione però c’è stata: quella di vedere al secondo ed al terzo posto i due rookies Digiannantonio e Bastianini, il quale in rimonta è riuscito a sopravanzare Navarro all’ultimo giro regalandoci l’unico sussulto di tutta la gara. Malissimo Baldassari precipitato nelle retrovie ed ormai lontano dal titolo a meno di miracoli che ad oggi paiono improbabili.

Dulcis in fundo la NoiaGp….
Già…la noia. Ormai Marc ha deciso di uccidere il campionato lasciando agli altri il ruolo di “scomparse”. Il menu è sempre lo stesso: parte in testa, si lascia annusare i vapori dello scarico sino a circa metà gara e poi dà uno strappo degno del miglior Pantani sul Mortirolo fiaccando le gambe della concorrenza che lo vedono diventare sempre più un puntino davanti a loro, una chimera, una sirena che ti ammalia e che quando l’avvicini ti sfugge di mano. Anche oggi il copione è stato lo stesso, esattamente come nei posti dietro di lui. Dovizioso secondo è quasi sempre la prima Ducati. Miller terzo è quasi sempre la prima moto dei team “meno” ufficiali”. Zarco è sempre la prima KTM se si sono sdraiate tutte le altre. Valentino è la prima Yamaha quando la moto non funziona. Iannone è la seconda Aprilia che lotta con Abraham e Rabat che scendono in pista con pezzi di antiquariato. Vinales è quello che si eclissa perdendosi nelle retrovie senza darsi un perché…
Per restare nella normalità più assoluta Marc ha pensato di regalarci il suo pezzo forte con chiusura d’avantreno e botta di gomito per non cadere.
Purtroppo il livello di spettacolo è sceso in maniera evidente. Ai tempi del nostro Vale le vittorie erano sempre tante e straripanti come adesso, ma almeno Rossi sbagliava partenza o prove e doveva rimontare, rendendo le gare un minimo più interessanti. Marquez no.
Fa semplicemente un altro sport e lo ha dimostrato ieri con la pole realizzata annichilendo tutti con le gomme slick fingendo che non piovesse.
Carmelo Ezpeleta deve cominciare a riflettere, deve trovare un modo per rimescolare le carte in tavola come usava fare il buon Ecclestone appena fiutava che il suo gioiello iniziava a perdere attrattività. Non serve ostinarsi a tener dentro un Valentino che forse vorrebbe godersi i milioni sotto una palma, serve piuttosto spostare Marquez su un altra moto e dare vita ad un giostra di cambiamenti per restituire verve ad un campionato che si chiuderà ben prima dell’ultima gara.
La prossima domenica tutti al Red Bull Ring di Zeltweg. E’ una pista Ducati viste le vittorie degli ultimi anni, ma è pur vero che Marquez è sempre finito ad un soffio ed il suo stato di grazia attuale è ben superiore a quel soffio ed ai centesimi di distacco rimediati.
Alla prossima.

immagine in evidenza tratta dal sito sportfair.it

Salvatore Valerioti
@icemankr7

MotoGp 2019- Gran Premio di Germania

Back to back  da Assen al Sachsenring e i centauri del Motomondiale scendono in pista a distanza di pochi giorni.

Tranquilli tutti…si corre in Germania e la pista gira a sinistra quindi Sky manderà in onda una replica a caso degli ultimi sei anni, per cui tutti  liberi di andare al mare viste le temperature. Marquez vincerà nuovamente…….(magari gliela tiro pure). L’ultima volta che lo dissi stavo già pensando al post gara di Austin quando Marc  l’ha lanciò in terra per il gusto di spiazzare i commentatori!! Siamo realisti: per gli altri ci sarà ben poco da fare..può solo perderla lui.

Ormai i valori tecnici in campo sono ampiamente definiti, quindi eviterò di snocciolare il solito elenco di nomi di piloti, Case e buoni auspici che  risparmio a chi legge focalizzandomi invece su tre temi principali.

Primo. Jorge Lorenzo. Ahimè non ci sarà perchè costretto ad indossare il busto dopo l’ennesima capocciata tirata in terra già il venerdì di Assen. Quello che era un problema è diventato un problemone enorme. Chi scrive ha sostenuto sin da inizio anno che presto o tardi sarebbe arrivato, ma sta cominciando a ricredersi perchè le botte rimediate da Aragon 2018 ad oggi sono davvero tante e forse sufficienti per segare le gambe anche al maiorchino. Se cadi e prendi colpi a destra e manca quando sei già competitivo tutto è più semplice. Se non hai ancora trovato il limite della moto e di te stesso allora tutto è dannatamente più complesso. Non mi meraviglierei se la scintilla, quella luce negli occhi che regala i pochi decimi in più ai campioni di razza, si fosse spenta definitivamente a forza di raggi X ed abrasioni…non mi stupirei.

Secondo. Le Yamaha e Rossi. La moto difficile e complicata ha vinto ad Assen (con Marquez in piedi e non sdraiato ndr) ma ha anche visto i due Petronas nei primi cinque a fine gara. Valentino si è perso ancora una volta con il setup durante prove e qualifiche e poi è finito inghiaiato come un  Rossi qualsiasi tirato fuori dall’elenco telefonico. Storicamente quando le altre Yamaha van male lui emerge, mentre affonda quando van bene le altre. Sara un caso? Forse, ma forse che cominci davvero ad essere stanco? Può essere, e alcune voci in merito circolano. Però alla Dorna serve come il pane. Nonostante le vittorie a raffica Marquez è meno personaggio mediatico di Valentino e Carmelino lo terrà in sella sino a quando potrà. Mi auguro solo di vederlo vincere almeno una gara quest’anno, perchè non è un bello spettacolo assistere alle scene di un pluricampione che si toglie la ghiaia di dosso ogni domenica.

Terzo. Gestione piloti Ducati. Ci risiamo anche quest’anno, stessa spiaggia stesso mare con bagnanti diversi ma ci risiamo. Petrucci ha cominciato a far trapelare i suoi mal di pancia, come tutti i suoi predecessori da illo tempore. Quindi? Cos’ha Petrucci? Vuole serenità? Esattamente come tutti gli altri suoi “antenati”.  E Ducati ricasca nell’ennesimo errore di gestione delle risorse umane che spesso e volentieri ha portato a scompensi anche nei risultati. C’è un problema:  pur cambiando il fattore pilota il problema resta, quindi sarebbe il caso di intervenire sull’altro fattore coinvolto nell’operazione, ovvero il managment in toto o in parte. In poche parole: se un solo individuo “litiga” con tutti gli altri regolarmente, il problema non saranno gli altri ma l’individuo stesso (a voi individuarne il nome). Aspettiamo gli eventi futuri con la consapevolezza che la seconda rossa nazionale meriterebbe qualcosa di diverso.

 

Moto2

Dopo le cadute di Assen la classifica si è accorciata e la lotta resta serrata tra i soliti protagonisti. Qui si va piano e sarà interessante verificare le prestazioni del motore 2019 più ricco di coppia nonchè il gommone. Tra i cadetti c’è sempre da divertirsi

 

Moto3

Fare pronostici è al solito impossibile: L’unico pronostico certo è che assisteremo ad una gara in cui non ci capiremo nulla ad ogni curva. La pista si presta ed è l’ideale per tirar fuori l’estro dei ragazzini nelle traiettorie. Ecco, la considerazione più azzeccata che mi sento di fare è che il Sachs sia molto più adatta alle piccoline che alle altre due categorie. Speriamo la vinca Lorenzo Dalla Porta che è l’unico dei “veterani” che manca all’appello dei vincitori.

 

Sky Sport MotoGP

Venerdì 5 luglio
9:00-9:40 FP1 Moto3
9:55-10:40 FP1 MotoGP
10:55-11:35 FP1 Moto2
13:15-13:55 FP2 Moto3
14:10-14:55 FP2 MotoGP
15:15-15:50 FP2 Moto2

Sabato 6 luglio
9:00-9:40 FP3 Moto3
9:55-10:40 FP3 MotoGP
10:55-11:35 FP3 Moto2
12:35-13:15 Qualifiche MotoE
13:30-14:00 FP4 MotoGP
14:10-14:50 Qualifiche MotoGP
15:05-15:45 Qualifiche Moto2
16:00 Superpole MotoE

Domenica 7 luglio
8:20-8:40 Warm-Up Moto3
8:50-9:10 Warm-Up Moto2
9:20-9:40 Warm-Up MotoGP
10:00 Gara MotoE
11:00 Gara Moto3
12:20 Gara Moto2
14:00 Gara MotoGP

Buone gare a tutti.

 

Salvatore Valerioti

immagine in evidenza tratta da gpone.com

MotoGp 2019 Dutch TT Assen

La carovana del motociclismo mondiale si sposta questo weekend nello storico circuito di Assen in Olanda. Evitando accuratamente di ripetere per l’ennesima volta che il tracciato non è più quello di un tempo, è altresì giusto ricordare che questa pista ha visto l’ultima vittoria di Rossi nella massima categoria nell’ormai lontano 2017. Due anni sono un lungo digiuno, anche se Valentino è stato a bocca asciutta anche per periodi più lunghi a cavallo della sua esperienza in Ducati ad inizio decade. Resta una pista che piace al Vale nazionale e che magari potrà esser gradita anche dalla sua Yamaha.
I temi sono ormai i soliti. Marquez in fuga in classifica generale su Andrea Dovizioso che in Spagna ha pareggiato la battuta d’arresto americana di Marc. 37 punti sono un’enormità considerata la forza dello spagnolo e il comportamento attendista dell’italiano fino ad oggi. Guardando la classifica mondiale Il Dovi ha solo 5 punti in più del tanto discusso Petrucci, per cui è assolutamente necessaria una svolta che permetta di spostare l’inerzia di un campionato ormai completamente dalla parte del pilota catalano.
Il mezzo tecnico che porta in pista è all’altezza di qualsiasi risultato. Il forlivese ha tutti gli strumenti necessari: il resto spetta a lui.
Rins e la sua Suzuki continuano il loro campionato estremamente consistente. Sempre a ridosso dei primi in gara e quindi pronti a cogliere ogni eventuale passo falso di chi sta davanti. Il tracciato dovrebbe essere favorevole alle caratteristiche della Suzuki quindi Alex avrà il compito di realizzare una buona qualifica per poter partire più avanti del solito, il che che aiuterebbe e non poco.
Jorge Lorenzo..Il solito discorso dedicato che è diventato un disco rotto per chi commenta…… Le appendici applicate al serbatoio comparse a Barcellona sembrano avergli restituito una parte del feeling necessario a guidare. Resta il dubbio: sono “psicologiche” o hanno un effettivo valore tecnico per il suo modo di stare in sella? In realtà la risposta poco importa se si rivelassero davvero utili a farlo tornar davanti. A Barcellona ha pensato bene di complicare la vita a tutti compreso se stesso, quindi questa risposta dovrà per forza venire fuori ad Assen con un fine settimana esente da errori. Il precedente in Ducati di metà 2018 concede la speranza a patto che però si dia una calmata. Osservata a freddo da mille angolazioni, la caduta “bowling mode” è meno sciagurata di quanto possa essere apparsa a caldo, ma è urgente e necessario che il maiorchino ritrovi lucidità: la smania di tornar davanti non è un buon viatico.

Immagine tratta dal sito gpone.com

E proprio a causa dello strike “lorenziano” a Barcellona non abbiamo potuto verificare in gara i timidi segnali di ripresa che si sono intravisti nel box Yamaha. Dopo prove finalmente decorose, la caduta al secondo giro ha impedito ai due ufficiali di verificare in corsa se i progressi sono tangibili durante tutta la gara o magari solo frutto di un exploit dovuto a particolari condizioni trovate in quel di Montmelò. Il pur bravissimo (ma pur sempre rookie) Quartararo non può essere il riferimento per una casa così blasonata che si ritrova in casa due piloti del calibro di Rossi e Vinales. Rossi ama Assen, quindi non resta che completare la tre giorni senza le consuete perdite di tempo in lotta con il setup.

Immagine tratta dal sito insella.it

Speriamo che il Gran Premio olandese possa anche essere l’occasione per il riscatto dei nostri piloti giovani dopo le prestazioni inconcludenti della Spagna. Sia Bagnaia che Morbidelli dovranno cominciare a cadere meno. Se è vero che un pilota deve oltrepassare il limite per poterlo conoscere e dominare, è anche vero che le scivolate cominciano ad essere un po’ troppe per entrambi. Il Morbido sta prendendo paga da un Quartararo sorprendente che continua ad incantare in termini di prestazione assoluta e che lo sta ridimensionando, mentre Pecco ha l’assoluta necessità di finire qualche gara per il suo morale.
Per Aprilia e KTM l’attesa continua. Espargarò proverà a partecipare al Gp nonostante le due microfratture rimediate nel Gp di casa provando a passare i controlli medici giovedì.

Moto2
Alex Marquez scende in pista con lo scontato ruolo di favorito dopo l’infilata di vittorie degli ultimi tre appuntamenti. E’ in testa al mondiale seppur di poco avanti al sempre regolare Luthi. Dopo un inizio stagione non brillantissimo all’indomani della gara di Jerez è riuscito a dare una svolta trovando la quadratura del cerchio all’interno del suo box e mostrando di aver digerito sia il nuovo motore Triumph che il gommone posteriore. Al contrario Baldassarri è scivolato in classifica generale sino al quarto posto compiendo il percorso inverso rispetto allo spagnolo, preceduto anche da Navarro e con 23 punti di distacco dalla vetta. Il conto delle vittorie è 3 a 3 con Marquez, però le battute d’arresto si pagano a caro prezzo in un campionato tiratissimo come quello della Moto2.

Moto3
Inizio mondiale con sette vincitori diversi su sette gare. Sta tutto in questa frase il riassunto dello spettacolo che va in onda ogni domenica. La classifica però vede Canet in testa con un margine di ben 23 punti
sul primo dei tre italiani che lo inseguono, ovvero Dalla Porta, Antonelli e Vietti. Curiosamente né Lorenzo e né Celestino compaiono tra i nomi dei sette vincitori di inizio 2019, quindi è prevedibile ed auspicabile una loro vittoria quanto prima in virtù del fatto che ne posseggono le potenzialità.
Buone Gare.

LA PROGRAMMAZIONE SU SKY SPORT MOTOGP HD
Giovedì 27 giugno
17.00: Diretta Conferenza Stampa MotoGP
18.00: Paddock Live Show
Venerdì 28 giugno
08.50: Paddock Live
09.00: Diretta Moto3 Prove Libere 1
09.55: Diretta MotoGP Prove Libere 1
10.55: Diretta Moto2 Prove Libere 1
13.00: Paddock Live
13.10: Diretta Moto3 Prove Libere 2
14.05: Diretta MotoGP Prove Libere 2
15.05: Diretta Moto2 Prove Libere 2
16.00: Paddock Live
18.00: Paddock Live Show
Sabato 29 giugno
08.50: Paddock Live
09.00: Diretta Moto3 Prove Libere 3
09.55: Diretta MotoGP Prove Libere 3
10.55: Diretta Moto2 Prove Libere 3
12.15: Paddock Live
12.35: Diretta Moto3 Qualifiche
13.30: Diretta MotoGP Prove Libere 4
14.10: Diretta MotoGP Qualifiche
15.05: Diretta Moto2 Qualifiche
17.30: Conferenza Stampa Post-Qualifiche
18.00: Paddock Live Show
Domenica 30 giugno
08.30: Paddock Live
08.40: Diretta Moto3 Warm Up
09.10: Diretta Moto2 Warm Up
09.40: Diretta MotoGP Warm Up
10.30: Paddock Live
11.00: Diretta Moto3 Gara
12.20: Diretta Moto2 Gara
13.15: Paddock Live Gara
13.30: Grid Pre-Gara MotoGP
14.00: Diretta MotoGP Gara
15.00: Zona Rossa
15.45: Paddock Live Ultimo Giro
19.00: Race Anatomy
LA PROGRAMMAZIONE SU TV8
Sabato 29 giugno
11.30: Studio MotoGP
12.35: Diretta Moto3 Qualifiche
13.15: Studio MotoGP
14.10: Diretta MotoGP Qualifiche
14.45: Studio MotoGP
15.05: Diretta Moto2 Qualifiche
15.45: Studio MotoGP
Domenica 30 giugno
10.00: Studio MotoGP
11.00: Diretta Moto3 Gara
12.00: Studio MotoGP
12.20: Diretta Moto2 Gara
13.30: Studio MotoGP
14.00: Diretta MotoGP Gara
15.00: Studio MotoGP

Salvatore Valerioti

immagine in evidenza di proprietà di Skysport.it

MotoGp2019- Gp Italia- Immenso Petrucci

Grande, grande e poi ancora grande Danilo Petrucci.
Oggi Danilo ha spiazzato chiunque avesse in mente cosa scrivere sul Gran Premio d’Italia immaginando una nuova probabilissima vittoria di Marquez dopo quanto mostrato nelle prove e nelle qualifiche.
Ed invece il pilota “operaio” ha costretto tutti a reinventare daccapo i loro commenti al GP, lasciando di stucco il pubblico assiepato sulle colline toscane ed anche quello appeso alla TV.
Danilo è stato grande. La sua è la vittoria del sudore e delle lacrime. Sudore per una carriera cominciata e proseguita in una maniera differente rispetto ai suoi colleghi più blasonati. Lui è la dimostrazione che la forza di crederci aiuta tantissimo, anche quando non hai un background che parte dalle classi minori con i classici step che vanno dalla Moto3 per arrivare nella classe regina.
Il suo percorso è stato diverso ed oggi sublimato con la più bella vittoria che potesse ottenere. Non ci sono state cadute o problemi tecnici altrui a spianargli la strada, e nemmeno condizioni atmosferiche favorevoli ad aiutarlo.
Oggi Danilo è semplicemente stato il più bravo di tutti. E si è messo dietro entrambi i piloti con le più serie ambizioni di titolo.
La gara è partita con il solito ritmo “controllato” che ha consentito la formazione di un gruppone che ha regalato qualche giro di battaglie spettacolari. Nel gruppone anche Rins e Miller hanno partecipato allo show, insieme a Pecco Bagnaia fin quando le Ducati Pramac non sono andate per campi. A tre quarti di gara i tre del podio hanno cominciato a staccarsi rendendo evidente che la vittoria era esclusivamente affar loro.
Danilo ha spento il cervello ed ha acceso il cuore. Non ha pensato di accodarsi al suo compagno di team per fare da spettatore privilegiato della battaglia Dovizioso/Marquez. Petrux ha semplicemente ascoltato il suo cuore ed ha capito che quella poteva essere un occasione splendida da non farsi sfuggire. Sono cominciate le staccate a vita persa in entrata della San Donato col gambone aperto quasi ad ostruire il passaggio agli altri due compagni di lotta. All’inizio dell’ultimo giro è entrato terzo alla San Donato uscendo primo e credendoci sino alla linea del traguardo sulla quale ha preceduto un sempre irresistibile Marc Marquez ed Andrea Dovizioso. Lo spagnolo ha provato a cambiare le regole della fisica entrando a vita persa con moto di traverso inclinata oltre i 45 gradi sia alla Casanova Savelli che alla Scarperia Palagio pur di guadagnare qualche metro. Però oggi si è dovuto inchinare a Danilo e le sue manovre gli hanno solo permesso di difendersi da Dovizioso.
Vittoria per Danilo inequivocabile ed indiscutibile. Conferenza stampa con gli occhi rossi e tutto il Mugello a rendergli merito. Non sarà un fuoriclasse, ma una vittoria in MotoGP battendo Marc Marquez resterà tatuata nella sua memoria ed anche in quella degli appassionati dello sport. Non sarà un fuoriclasse ma una gara di MotoGP non la vinci a caso…

In ottica campionato il risultato è favorevole per Marquez che guadagna qualche punto su Andrea Dovizioso autore di una gara concreta ma al quale è mancato quel piccolo guizzo per star davanti allo spagnolo.
Celebrato Petrucci e celebrata la sua consistente Ducati la gara degli altri è stata per tanti (troppi) in chiaroscuro.
Rins è stato buon quarto dopo aver provato a mettere le sue ruote davanti a tutti nella prima parte di gara. Purtroppo non aveva il ritmo ed il motore per stare insieme ai tre del podio. Le due Ducati Pramac sono state in evidenza per tutta la prima parte di gara fin quando entrambi i portacolori non sono scivolati per eccesso di foga. Crutchlow con la seconda Honda ha fatto una gara onesta, vicino ai primi ma mai con la reale possibilità di lottare.
La grande delusione del weekend sono state un altra volta le Yamaha. Opache le ufficiali sin dalle prove soprattutto con Valentino, anche le Petronas sono scomparse presto, complice una caduta nei primi giri di Morbidelli ed una gara nelle retrovie sia per Quartararo che per Vinales. I passi avanti che parevano essere stati compiuti non sono stati sufficienti per dare competitività ad una moto che sta diventando un vero rebus. Valentino è stato autore di prove travagliate ancora una volta, ed è stato obbligato a partire dal fondo del gruppone con tutte le conseguenze che ne vengono fuori, ivi compresa la foga di recuperare ed il maggior rischio di finire in terra come regolarmente è accaduto.
Lorenzo…Jorge non è mai realmente esistito in gara. Ha cominciato ad alzare la mano verso il team durante il weekend, chiedendo un aiuto sulla moto.. Probabilmente sta cominciando a “pestare qualche callo” anche a Marquez che si è premunito di mettere le mani avanti invitandolo a non lamentarsi. Stanno cominciando anche in Hrc le schermaglie verbali alle quali abbiamo già assistito sia in Yamaha che in Ducati, purtroppo. Con questa Ducati Lorenzo sarebbe stato un serio problema per Marquez. Forse in Honda sono stati bravi ad intuire che ingaggiandolo avrebbero preso due piccioni con una fava..
KTM continua a recitare il ruolo di comprimaria insieme ad Aprilia, seppur qualche lampo austriaco ogni tanto si intravede, contrariamente a quanto accade in Aprilia dove di luce non se ne vede da un pezzo.

Lo sport, quello che si è visto in pista e non sulle tribune…al solito le nostre piste sono popolate da persone che comprano il biglietto senza sapere il vero significato della parola “sport”, parola che assume un significato ancora più profondo quando si parla di Motorsport. Purtroppo dobbiamo ancora sprecare del tempo e delle parole per coloro che fischiano ed ululano contro qualcuno che rischia la propria vita per amore della competizione. I fischi a Marc Marquez NON ci stanno. Marquez altro non è che la versione spagnola del nostro Valentino dei tempi d’oro, ovvero un pilota sublime, furbo, dannatamente veloce e attualmente migliore di chiunque altro. Merita solo applausi.


(il pilota operaio)

MOTO2
Un Marquez doveva pur vincere ed alla fine ha vinto in Moto2.
Il fratellino di Marc pare aver ritrovato lo smalto di qualche anno fa ed ha infilato la seconda vittoria di fila dopo Le Mans tornando in lotta per il campionato.
Dagli italiani ci si aspettava qualcosa di più. Marini, brillantissimo secondo, ha perso il treno giusto lottando contro Luthi nel momento in cui Marquez davanti provava a dare lo strappo che alla fine si è rivelato decisivo per la vittoria. Bene Lorenzo Baldassarri alla fine quarto e quindi non troppo penalizzato per la lotta in campionato. Partiva dalla quindicesima posizione ed ha fatto una gara grintosa. Bene anche Bastianini sempre concreto in questo suo primo anno da rookie, benino Pasini, male Bulega.

MOTO3
Vedere la danza delle piccole moto sulle colline e nelle curve toscane è sempre un grande spettacolo per gli occhi. La pista permette diverse traiettorie nelle esse e nelle curve del Mugello, ed i ragazzini non si fanno mai pregare a prenderle tutte e sempre contemporaneamente. Tony Arbolino vince la sua prima gara in carriera davanti ad Dalla Porta ed a Masia. Il quarto e quinto posto di Antonelli e Foggia completano un risultato splendido per i nostri ragazzini.

Su nove posti sul podio oggi gli italiani ne hanno conquistati cinque.
Due medaglie d’oro, due d’argento ed una di bronzo….. Se fossero le Olimpiadi..Bravi gli italiani tutti ma soprattutto:

BRAVO BRAVO DANILO PETRUCCI

Salvatore Valerioti

Immagine in evidenza tratta dal sito “corrieredell’umbria.it”
Immagine articolo tratta dal sito “gpone.com”