IL PUNTO DELLA REDAZIONE

Siamo giunti dunque al momento della verità con l’inizio di questa settimana, Il momento tanto atteso, atteso sin dall’anno scorso oserei dire. Nel weekend di questa settimana, in quel di Melbourne, si disputerà il primo GP di questo mondiale che ha già fatto discutere non poco, a causa del famigerato trucco motoristico della Mercedes, avvelenando il “prestagione” tanto da far aumentare l’hype e le aspettative, sia nei riguardi della stessa Mercedes che a riguardo di tutto il mondiale. Nella fase dei test svoltasi in Bahrein (in luogo del quale tutti sono stati molto fortunati, considerando lo scenario geopolitico attuale) chi ne esce da favorito? Fino ad ora non mi sono mai dilungato volutamente su Ferrari, la quale ha solo da tacere (cosa che stanno facendo grazie a Dio!) e tutto da dimostrare eppure, dopo la sei giorni nel deserto e, considerando i numeri che ne sono usciti fuori, è impossibile non spendere delle parole sulla Rossa.

Già i numeri, croce e delizia di questa F1 la quale, se dovesse essere spiegata solo attraverso le cifre, avremmo una realtà che sarebbe totalmente diversa da quella che conosciamo. Infatti se dovessimo basarci su quanto abbiamo visto nei test del Bahrein, numeri alla mano, la Ferrari praticamente ne esce da prima forza! Addirittura il miglior tempo, voluto ed ottenuto, da uno scatenato LeClerc ha fatto sognare non pochi fan oltre che far versare fiumi d’inchiostro per gli inevitabili titoloni  del caso. Tutto l’atteggiamento avuto da Ferrari durante la fase invernale è stata sobria e parca, come ci si aspettava e come giusto che fosse considerando la legnata presa l’anno scorso. Ad essere sinceri non capisco perché sparare quel tempo: la Rossa come si muove fa parlare di se, sia in quanto Ferrari e, soprattutto qualunque cosa faccia nel bene e nel male, fa comunque danni. Dopo un inverno di silenzio assoluto, sparare quel tempo ha avuto un eco enorme, quasi a dire “Ci siamo, ci possiamo giocare il mondiale”… ed ecco che ci ritroviamo punto e accapo. Perché parliamoci chiaro, segnare il giro più veloce con una vettura completamente nuova, fa volare la fantasia non poco alzando l’asticella delle aspettative, con l’inevitabile delusione ancora più cocente, caso mai dovesse andare tutto a meretrici. Charles lo voleva quel tempo, allora mi chiedo quanto sono sicuri in Ferrari del lavoro svolto? Lavoro che ci restituisce la fotografia di una vettura nata bene, la quale ha addirittura stupito per alcune innovazioni tecniche che ha portato (ala reverse e pinna sul diffusore), ed era da tempo che la stessa Ferrari non faceva più scuole in tal senso e, qui è innegabile la mano di Serra, unico vero pezzo pregiato del tanto pubblicizzato mercato, pardon “turn over”, di Vasseur. Solo viene da chiedersi quanto vale realmente questo lavoro? Perché come detto all’inizio di questo scritto i numeri non sempre raccontano la vera verità. Ferrari è stata l’unica ad aver sparato il tempo e, soprattutto è stata l’unica squadra ad essersi sparata una simulazione gara con temperature dell’asfalto che superavano i quaranta gradi, condizioni difficili sebbene non estreme, evidentemente per cercare di capire la bontà del progetto, perché nonostante tutta la tecnologia che si ha a disposizione, per fortuna, il verdetto che da la pista ancora nessun simulatore lo riesce a fornire. Come detto la Rossa ha ben figurato in condizioni del genere e, sebbene molti abbiano già iniziato a festeggiare dopo il “tempone” di LeClerc, il sottoscritto si ferma qui. Perché la realtà, quella che veramente ci interessa, dice ben altro… c’è sempre il trucco.

Mentre Ferrari infatti spremeva la sua SF-26 in ogni condizione, la diretta avversaria cioè Mercedes, operava altri tipi di scelte ed una di queste, che dovrebbe far molto preoccupare, è quella di non simulare il passo gara (specie con le mescole più dure) con stint lunghi come quelli di Ferrari. Un atteggiamento del genere porta a due conclusioni: o Mercedes ha avuto difficoltà nel gestire il programma di simulazione oppure questi sono cosi sicuri di loro, che non hanno sentito la necessità di scoprire le loro carte. Come si suol dire “Ai posteri l’ardua sentenza”, che poi codesti posteri non devono aspettare nemmeno più di tanto, visto che la prima opportunità per scoprire le carte della Mercedes le avremo tra qualche giorno. Sebbene AMG abbia “cotto” due motori e, sebbene alcuni esperti del settore giornalistico pongano enfasi su questo aspetto, aumentando immotivatamente le aspettative proprio su Ferrari, ritengo che i problemi avuto da Mercedes rientrino nella normale fase di esperienza di una macchine e quindi di un pacchetto giovanissimo. Il fatto che la squadra di Toto non abbia sentito assolutamente l’esigenza di spingere sul giro secco e, addirittura di frazionare i long run fa capire il loro stato di forma e, aggiungo che durante i test la Mercedes si è preoccupata di simulare penalità da scontare ai box e cambiare anche l’ala anteriore, di fatto l’impressione che AMG ha dato è quella che stava preparando già la stagione europea!

In questo delirio di entusiasmo e aspettative, ci si dimentica troppo spesso di un aspetto chiamato fattore McLaren. I campioni del mondo, loro si che hanno lavorato nel silenzio più assoluto e, il sottoscritto continua a chiedersi come non si possa tenere in considerazione il fatto che questa squadra sarà sicuramente della partita. Anche i papaya non hanno fatto rumore durante i test, addirittura presentandosi con una monoposto sebbene raffinata all’anteriore, sovrappeso e depotenziata. Infatti è noto che la McLaren si è presentata a Barcellona all’ultimo momento e, i sei giorni bahreniti sono serviti a sgrossare la vettura in vista del primo appuntamento della stagione eppure, proprio in Australia la squadra di Andrea Stella si presenterà ai nastri di partenza non solo con gli aggiornamenti del caso, addirittura già con la prima cura dimagrante effettuata e, soprattutto con l’ultima specifica di motore fornitagli da Mercedes. Infatti sebbene siano circolate voci, durante i test, che il fornitore diretto di propulsori avrebbe potuto avere un vantaggio prestazionale rispetto ai clienti, è anche vero che oggi giorno certi giochetti almeno sulla carta siano vietati, quindi di fatto la McLaren è da considerare a buon diritto una reale minaccia per la lotta al titolo, fosse solo che attualmente hanno uno dei migliori staff tecnico ingegneristici del mondiale e, dubito fortemente che si sano rimbambiti nel giro di un inverno. Il dubbio che attanaglia i papaya è proprio il passo gara visto che è stato notato un anomalo degrado sulla distanza, vero è che non bisogna dimenticare che l’eccesso di peso incide non poco sulla negatività delle prestazioni.

Il dubbio che attanaglia Red Bull infine è solo il suo motore: premesso che il reparto Power Train ha fatto un lavoro “allucinante”, usando le parole di Wachè, è anche vero che nessuno si può improvvisare (questa attuale Honda lo dimostra) ed inevitabilmente soprattutto all’inizio i bibitari potrebbero pagare dazio verso i motoristi più esperti. L’unica certezza per Mekies&Soci è la presenza di Verstappen che solo lui vale due decimi!

Il GP d’Australia ci dirà chi avrà lavorato meglio e, sebbene non sarà indicativo di una stagione intera, almeno potrà già chiarire alcuni dubbi sul potenziale delle squadre e su quello di questo regolamento, che sebbene venga spacciato per fantastico, sembra già essere ai titoli di coda con le potenziai modifiche che dovranno essere apportate per salvare capre e cavoli.

Buon GP d’Australia a tutti.

Vito Quaranta