La Ferrari ha scelto la continuità dunque, battezzando la monoposto che dovrà giocarsi il mondiale 2026, SF-26. Sull’argomento continuità si spera che ci si fermi alla coerenza del nome da dare alla nuova nata, perché se tutta la squadra di Maranello fosse continua anche in tutto quello mostrato l’anno scorso, allora avremmo un mondiale già bello che segnato. Infatti proprio nell’annuncio del nome abbiamo i primi segnali di discontinuità col passato, in cui non ci sono stati clamori o show creati ad arte, solo un semplice comunicato a mezzo social, come ormai si usa di questi tempi, con un brevissimo video di presentazione del nome della nuova nata appunto. Cha a Maranello abbiano imparato la lezione? Ad essere sinceri questo è tutto da dimostrare e, con un mondiale cosi lungo, avranno tutte le occasioni per far capire se la lezione, o per meglio dire la legnata presa nell’anno appena concluso, sarà servito a qualcosa. A differenza dell’anno scorso i segnali di sobrietà, di umiltà, ci sono tutti visto e considerato che nulla trapela come giusto che sia, dalla Gestione Sportiva e, del resto questo atteggiamento è stato adottato da tutti i team di F1, fosse solo che a Marzo inizierà il mondiale più nuovo ed incerto di sempre. Naturalmente i dubbi che aleggiano attorno alla Ferrari di Vasseur sono molteplici, perché parlando di continuità, il gruppo di lavoro che ha assemblato la SF-26 è lo stesso che si è permesso di perdere la bellezza di quattro decimi in un solo inverno, tra dicembre 2024 e marzo 2025! Le notizie che trapelano a riguardo della presentazione, parlano di un veloce shake down, per poi volare direttamente a Barcellona nella tre giorni (26 – 30 Gennaio: le squadre avranno a disposizione tre giorni di test su cinque totali) di test rigorosamente a porte chiuse, organizzati dai team della F1 stessi. Di fatto ne FIA e ne Liberty Media centrano nulla in queste prove, dove le squadre cercheranno di capire se le macchine si avvieranno e se gireranno. Da pochi giorni l’Audi ci ha tolto il dubbio a riguardo, mostrandoci che queste macchine possono girare e, soprattutto suonano meglio di quello che avevo immaginato, considerando che il cinquanta percento della potenza del motore deriva da una unità elettrica. Infatti la sorprendente Audi, nata dalle ceneri della Sauber, ha anticipato tutti mettendo Hulkenberg in pista (filming day), per verificare l’assemblaggio della monoposto. Evidentemente in quel di Ingolstadt c’era fame di conoscere immediatamente il lavoro svolto e, ciò sorprende non poco ad essere sinceri, visto e considerato che squadra e gruppo di lavoro sono completamente nuovi sebbene composto da persone esperte, a differenza di Cadillac, che parte completamente da zero. Questo anticipo, da parte di Audi, di scendere in pista in effetti un pensiero cattivo lo fa fare considerando chi la gestisce e, soprattutto se si considera che almeno una piccola notizia sia trapelata da Maranello (fonte Autoracer.it), che è quella che apparentemente la Rossa ha accusato un ritardo nell’omologazione del telaio della nuova monoposto. A quanto capito questo ritardo è dovuto a “scelte dell’ultimo momento”, da qui il pegno pagato in termini di tempistica. Se questa notizia debba essere presa come buona o cattiva non è dato sapere, perché solo all’interno delle mura della Gestione Sportiva sanno cosa stanno realmente facendo, di certo dalle parole di Vasseur si evincono due cose e cioè, cautela e timore. Vasseur infatti afferma, riguardo alla cautela nelle sue dichiarazioni: “Qui si tratta solo di scegliere una direzione da seguire. Quello che è definibile aggressivo è ritardare il più possibile magari lo studio di un disegno da produrre poi, ritrovandoti a finire di montare l’auto direttamente nei garage di Barcellona. In questo senso noi saremo il più aggressivi possibili perché presenteremo l’auto il 23 Gennaio a Maranello e, la finiremo di montare quindi il 22 Gennaio”. Beh alla faccia della cautela no? Se dovessi basarmi sulle parole del rubicondo Team Principal rosso, allora questo cambio di direzione intrapreso all’ultimo momento, causando quindi un ritardo, dovrebbe essere un buon segnale eppure, come ho detto poc’anzi, Ferrari dovrà dimostrare coi fatti lungo tutto i ventiquattro GP dell’anno che il passo, la mentalità, sia cambiata veramente. Di certo Vasseur non nasconde i suoi timori riguardo ad un argomento che ha sempre interessato la F1 e, ogni suo nuovo regolamento, che è quello delle potenziali zone grigie. Vasseur a tal riguardo infatti afferma: “E una sfida enorme per loro (la FIA) ed i team sono cresciuti molto in questi ultimi anni. Se qualcuno dovesse lavorare meglio e trovarsi così in vantaggio, buon per loro. Non ci sarebbe molto da dire. Se qualcuno però trovasse un’area grigia per essere più performante di altri, penso sarebbe pericoloso per la F1 e toccheremo un punto debole della FIA”. Dalle parole di Frederic più che timore si evince terrore, che qualche squadra possa aver trovato una falla regolamentare (potete giurarci che sarà cosi!) ed avvantaggiarsi da subito. Il fatto è che questo timore stride un po’ col discorso dell’essere aggressivi, vero è che allo stato attuale nessuno conosce i valori degli altri e, sebbene le voci non fanno altro che rincorrersi a riguardo delle prestazioni delle varie squadre, solo alla fine dei test in Febbraio potremmo avere una vaga idea di come tutti si saranno preparati. Non si dimentichi che proprio a Febbraio dell’anno scorso Ferrari già capì di aver cannato tutto, salvo poi mentire alimentando false speranze, per tutto il reto dell’anno.
La settimana scorsa su queste righe è stato spiegato, nel modo più semplice possibile, come funzionerà la simbiosi tra motore endotermico e quello elettrico. A questo fattore dovrà essere aggiunto e, quindi tenuto in forte considerazione, il fattore peso. Nel 2022 infatti la Ferrari di Binotto partì bene anche e soprattutto perché si presentò tirata come un tamburo, rispetto alla Red Bull di Verstappen, in termini di peso. Poi i bibitari dopo aver messo a posto l’affidabilità passarono alla cura dimagrante e, il mondiale prese un’altra piega. Allo stesso modo anche quest’anno il peso, soprattutto nelle prime gara, sarà fondamentale perché presentarsi con dieci chili in meno o in più, potrà fare non poco la differenza. Considerando che il pacco batteria è maggiorato rispetto a quello dell’anno scorso, il raffreddamento sarà fondamentale, perciò carrozzeria e masse radianti (peso!) avranno il loro ruolo determinante appunto. Chi è patito prima dovrebbe avere un vantaggio in tale senso e, alla fine ritorniamo sempre allo stesso punto: da quando Ferrari lavora a questo nuovo progetto? Si presenterà in quel di Melbourne preparata e soprattutto col peso in ordine rispetto agli altri competitor? Domande che non avranno risposta per almeno atri due mesi, quindi non resta che attendere fiduciosi e soprattutto speranzosi, perché alla fine se c’è una cosa che non manca ai ferraristi è proprio la speranza. Inutile dire che Vasseur e soci si giocano tutto quest’anno e, la Rossa mai come quest’anno è sull’orlo di un reset generale di tipo epocale… solo che questa è un’altra storia.
Vito Quaranta