Il comunicato ufficiale Alpine (fonte Autoracer.it) recita: “Il team BWT Alpine Formula One annuncia che Oliver Oakes si è dimesso dal suo ruolo di Team Principal. Il Team ha accettato le sue dimissioni con effetto immediato. A partire da oggi, Flavio Briatore continuerà a ricoprire il ruolo di Consulente esecutivo e ricoprirà anche le mansioni precedentemente svolte da Oliver Oakes.” Queste sono le parole scritte dalla Alpine per salutare definitivamente il loro giovanissimo (il più giovane del Paddock) Team Principal che, sebbene siano state improvvise e si sono prestate ad ogni sorta di speculazione, arrivano inevitabilmente dopo i casini finanziari che il fratello ha combinato. Non mi interessa entrare nel merito della faccenda, anche perché ci sono delle indagini in corso ne, tanto meno, voglio spendere parole sullo stesso Oliver dato che pare sia partito (?) per Dubai in luogo del quale evidentemente, non vuole appunto far parlare di se. Quello che mi preme è discutere di tutta la melma che c’è in F1.
Chi ha i capelli che iniziano a diventare bianchi (beati coloro i quali i capelli ancora ce li hanno!) non scopre nulla di nuovo a riguardo perché il mondo della F1, soprattutto da quando hanno iniziato a girare assieme alle monoposto in pista tanti miliardi, sempre questa è stata. Molto probabilmente, per i tanti giovani che si sono affacciati a questo sport e, che tanto stanno a cuore a liberty Media e soci, questo invece può rappresentare un’assoluta novità e magari chissà, anche un motivo di crescita visto e considerato che gli stessi che ci fanno la morale ogni giorno con “la trasparenze delle regole”, sono gli stessi che poi commettono questi illeciti. Sia chiaro, non tutti nell’ambiente della F1 sono di questa fatta, vero è che il più pulito li dentro ha la rogna e, proprio la presenza di Briatore all’interno della stessa F1 prima e, come capo della stessa Alpine dopo, mi da non pochi pensieri. Vorrei ricordare infatti, a tutti coloro i quali mi leggono, che l’attuale Team Principal in pectore della Alpine è stato bandito a vita (!) dal mondo della F1, perché nel lontano 2009 organizzò a tavolino un incidente di proposito con uno dei suoi due piloti (Piquet jr), per poter sfruttare artatamente la Safety Car che in maniera matematica sarebbe entrata immediatamente dopo, per poi far vincere l’altro suo pilota di allora (Alonso). Fatti noti a tutti e che evidentemente si preferisce dimenticare per mera convenienza, eppure Briatore lentamente si è avvicinato nuovamente al suo mondo, ci è rientrato dalla porta di servizio poi, ed ora si ritrova nuovamente al comando di una squadra. Perché è un dato di fatto che con quel “… ricoprirà anche le mansioni precedentemente svolte da Oakes” la Alpine ci fa capire che ora Briatore ha il potere assoluto sulla squadra. Fermo restando che lo stesso manager italiano non potrà ricoprire questa carica per molto tempo, fosse solo per l’età che ha, resta il fatto che a maggior ragione per quanto accaduto mi chiedo in maniera ancora più forte, cosa ci faccia Briatore in F1! Com’è possibile una cosa del genere? Qual è la credibilità di tutto il carrozzone, visto e considerato che lo stesso sistema lo aveva preso in castagna ed allontanato in seguito? Trovo tutto ciò sconcertante e, sebbene vogliano farci passare tutto questo per normale, di fatto di normale non c’è nulla. Le dimissioni clamorose dell’ormai ex Team Principal Alpine, arrivano con una coincidenza spietata con l’annuncio di Colapinto al posto di Doohan e, con il susseguirsi delle voci (attualmente del tutto infondate), dell’abbandono di Horner in Red Bull con lo stesso Oakes che lo vuole come potenziale sostituto! Tempo fa scrissi che le notizie riguardanti la F1 corrono veloci tanto quanto le monoposto che stanno in pista, di certo ormai abbiamo raggiunto questo livello prestazionale con quanto è accaduto in questa ultima settimana. Sebbene non creda alle voci dell’avvicendamento di Horner (che ho riportato solo per dovere di cronaca), resta comunque l’incredibile coincidenza del licenziamento del capo del muretto Alpine e dello “swap” avvenuto tra i due piloti (Doohan/Colapinto). Inutile dire che Alpine, per bocca dello stesso Briatore, si è affrettata subito a sottolineare che i due avvenimenti non sono assolutamente collegati e, vogliamo anche credergli fino a prova contraria, resta il fatto che la venuta dell’argentino è un’operazione targata appunto Flavio Briatore perché è lui che l’ha fortemente voluto, sia per i positivi riscontri che la pista ha dato e sia e soprattutto per la grosse dote di sponsor che l’argentino porta con se. Fa sorridere che anche lo stesso Colapinto sia in prova per cinque gare, visto che a differenza del suo predecessore, praticamente il sedile se l’è comprato (anche in ciò non v’è nulla di nuovo) da un lato e, comunque (si dia a Cesare ciò che è di Cesare) conquistato dall’altro. Alpine pare sia un progetto con crescita prepotente, visto che dall’anno prossimo monterà i motori Mercedes (se le voci a riguardo dei nuovi propulsori sono vere, allora non potrà che migliorare) e non importa che una casa ufficiale (si scrive Alpine si legge Renault) monti sulle sue monoposto un propulsore di una casa costruttrice avversaria, perché tutto questo è concepito nello stile di chi attualmente la sta risollevando da terra. Passeranno gli anni e, nonostante ciò, non finirò mai di rimanere basito d’innanzi a storie come queste che con lo sport centrano veramente poco.
Le vicende fumose che riguardano il manager italiano vanno a braccetto con l’attuale Presidente della FIA, il quale più passa il tempo e più continua a farsi amici nel paddock (il selfie pubblicato da Brown, in cui si ritrae con i suoi due piloti a fine Miami GP, è emblematico: dietro il trio si era messo proprio Sulayem, il quale evidentemente sperava di essere ritratto anche lui, mentre invece il CEO McLaren ha posizionato il cellulare affinché egli non venisse ripreso… master class!) e soprattutto sta cercando di gettare le basi per un suo dominio assoluto in seno alla stessa Federazione. Infatti egli ha nominato come suo consulente speciale (“Advaisor”) l’avvocato Shaila Ann Rao: a molti forse questo nome dice poco, eppure la preparata signora (può esercitare sia in Francia che in Inghilterra ci fanno sapere gli amici di Autoracer.it) era prima l’avvocato di AMG, la stessa che contribuì a far istituire la famosa DT039 che affossò definitivamente la F1 – 75 nel 2022. Corsi e ricorsi storici come vedete, anche nel breve periodo evidentemente. Se Ben riuscirà ad instaurare il suo regime, questo al momento non è dato sapere visto che sembra (quante voci!) che uno dei suoi oppositori in fase di votazione, possa essere proprio Carlos Sainz Sr che non so quanto ne sappia di politica, di certo di problematiche di pista qualcosa ne capisce eccome. Come dite? Poi ci sarebbe il conflitto di interessi perché in pista c’è il figlio? Mi pare di avervelo detto che il più pulito ha la rogna no?
Buon GP di Imola (o dell’Emilia Romagna?) a tutti.
Vito Quaranta