BASTIAN CONTRARIO (III): Il potenziale

Il GP del Giappone che si è svolto domenica scorsa è stato foriero di potenziali espressi e non espressi. In una pista vera e probante, ancora più di quella cinese, il pilota, l’uomo, l’essere umano che prevale sul mezzo esce fuori e, tra una “Spoon” ed una “130R”, il potenziale di ognuno viene manifestato ai massimi livelli mentre, com’è successo per qualcun altro, rimane totalmente nascosto.

Il GP del Sol Levante, edizione 2025, rimarrà uno dei più belli di sempre per Max Verstappen. Qualcuno potrebbe dire che c’è pur sempre quello del Brasile, ed in effetti è cosi, vero è che con un pilota come lui exploit del genere stanno divenendo quasi la normalità. L’attuale RB-21 non vale la MCL-39 e, tra una battuta e l’altra, ci ballano quasi due decimi di differenza. Là dove non arriva il mezzo ecco che la lacuna viene colmata dal pilota e, su una pista probante e vera come quella di Suzuka, emerge una verità assodata da un lato e impietosa dall’altra: Max Verstappen è ormai in quella che chiamo la “Schumacher zone”, mentre i piloti McLaren (con tutto il muretto), non valgono l’olandese e chi ha alle spalle. Dopo tre GP ci si aspetta un divario in classifica già significativo tra i papaya ed i bibitari, considerando la differenza di mezzo, mentre invece il distacco tra Max e Lando (quest’ultimo primo in classifica), è di un solo misero punto. Il potenziale della MCL-39, a detti di molti non è ancora stato espresso al massimo, ebbene dichiaro che il muretto McLaren capitanato da Andrea Stella e Zak Brown, facesse bene a liberarlo tutto per cercare di portare più grano possibile in deposito, altrimenti saranno dolori se i bibitari chiuderanno il cerchio sulla guidabilità della loro vettura. Potenzialmente la squadra di Woking ha perso il suo primo GP perché il minimo che avrebbe potuto fare, durante la gara era lo “swap” tra i due piloti, altrimenti verrebbe da chiederci cosa diavolo li hanno a fare due piloti che giocano entrambi in attacco contro un solo avversario? Nella peggiore delle ipotesi, se Piastri non fosse riuscito a sorpassare Max (e dubito che comunque ci sarebbe riuscito!), poteva sempre restituire la posizione al compagno il quale a sua volta, ha perso il GP al sabato. Ho già detto più volte e non finirò mai di ripeterlo che, se Verstappen l’anno scorso ha vinto il mondiale, è stato soprattutto perché ha sempre disputato delle ottime qualifiche portando più fieno in cascina che poteva, massimizzando quindi tutti i risultati possibili. “Il mondiale è lungo”, questo è il mantra che dopo già tre GP messi in archivio sento sempre ripetere e, forse al momento cosi la pensano al muretto arancione. Prima o poi tutti dovranno prendere delle scelte, piloti compresi in pista, poi vedremo quando sarà lungo veramente questo campionato.

Chi la sua scelta l’ha già presa, visto e considerato che il potenziale proprio non vuole venire fuori, è Charles LeClerc che nelle sue dichiarazioni post race ha lanciato strali, anche se in modo pacato come si conviene ad un ragazzo educato e soprattutto pilota della Ferrari. Il buon Charles, sconfessando completamente le dichiarazioni del suo Team Principal (la comunicazione Ferrari è ciò di più assurdo che si possa concepire attualmente in un top team: Frederic, Charles e Lewis dicono esattamente tre cose diverse l’uno dall’altro!), ha detto che ora sa quale direzione prendere nel decidere il set up della vettura, andando cosi a sbugiardare chi, durante tutto l’inverno, ha affermato che il monegasco ed il suo compagno di box hanno lo stesso stile di guida. Il suddetto stile per un pilota è come una impronta digitale e, sebbene magari a due piloti piaccia un anteriore preciso, non significa necessariamente che debba essere anche uguale. Evidentemente in Ferrari inizia a montare quel nervosismo d’annata in cui già si sente l’odore dell’ennesima stagione fallata. Vasseur ha detto che prima di portare correttivi, bisogna estrarre tutto il potenziale possibile, quello stesso potenziale che Charles ha detto che non c’è (alè!). Questa è solo una delle tante dichiarazioni del rubicondo Team Principal nostrano che mi danno da pensare non poco, non tanto su cosa ci faccia realmente a capo della Beneamata, quanto sul fatto che se crede veramente a ciò che dice. Ammesso e non concesso che la Rossa di Vasseur riesca ad estrarre tutto questo fantomatico potenziale dalla SF-25 e, ammesso che riescano a portare i correttivi necessari e soprattutto per tempo ciò significa che dopo la squadra italiana, per colmare il gap che nel contempo si è venuto a creare, le deve semplicemente vincere tutte! Per carità sono sempre speranzoso che la Rossa, al massimo per l’appuntamento spagnolo, riesca a portare un pacchetto “alla McLaren” e cioè che valga tra i quattro e cinque decimi, di modo che grazie ai piloti che si ritrova le possa vincere realmente tutte. La domanda è proprio questa: Ferrari sarà in grado di riuscirci? Se ci riesce nel frattempo che divario si sarà creato tra la stessa Rossa e la capolista? Domande che atterriscono non poco se si pensa all’attuale situazione e, che purtroppo non lasciano sperare nulla di buono per il futuro. Certo Ferrari, caso mai riuscisse a sbloccare il potenziale che Vasseur decanta, potrebbe pensare a delle vittorie di tappa, solo che dopo quanto visto l’anno scorso questi risultati vanno stretti come un pantalone che si cerca di indossare dopo le feste natalizie.

Mi spiace dirlo eppure in questo stillicidio di potenziale inespresso i piloti hanno una responsabilità enorme: sono stati Charles e d Hamilton a dire che si sarebbero giocati il mondiale, sono stati (anche) loro ad alimentare illusioni e speranze. Certo, non potevano dire diversamente visto i risultati dell’anno precedente potrebbe dire qualcuno eppure, cosi come Vasseur ha accusato stampa e tifosi nell’aver creato tali aspettative con quel “Abbiamo fatto solo una foto”, allo stesso modo i piloti Rossi avrebbero potuto tranquillamente mantenere un profilo basso. Se loro hanno festeggiato e affermato certe parole è perché evidentemente la squadra gli ha dato delle certezze e quindi si sono fidati ciecamente. A tal proposito è qui che cade la responsabilità dei piloti, soprattutto di Charles: proprio perché ormai è in squadra da sette lunghi anni, dovrebbe aver imparato nel capire come funziona in Ferrari, per non parlare del suo esperto compagno che avrebbe dovuto portare il suo know how per migliorare definitivamente la squadra, ed invece non riesce nemmeno a raggiungere il ragazzino che l’ha sostituito. Bastava avere un profilo, non dico umile, almeno più basso e già questa realtà, questo potenziale inespresso, sarebbe stato più accettabile se non altro per rassegnazione. Alla fine sarà il solito rincorrere e come sempre sarà già un successo se la Rossa riuscirà ad uscire da questo guano per conquistare qualche vittoria di tappa. Vedremo in Bahrein, con gli aggiornamenti (programmati da tempo, è bene specificarlo) cosa accadrà.

Chi il potenziale l’ha trovato e lo sta esprimendo in maniera intelligente è il nostro Kimi Antonelli nazionale, il quale è già entrato nella storia per essere divenuto il più giovane pilota di sempre ad aver condotto un GP da leader, sebbene solo per una decina di giri. Come ho già scritto in passato, l’unica vera nemica di Antonelli è la fretta: se il ragazzino avrà la pazienza di assorbire più nozioni possibili nel nuovo mondo che sta vivendo, penso che si toglierà non poche soddisfazioni. Riflettevo sul fatto che quando fu Verstappen a detenere il record di Kimi, si sprecarono fiumi di parole a riguardo, mentre persino noi stessi italiani ne parliamo poco di quanto accaduto. La differenza tra il pluri campione ed il giovane pilota Mercedes a mio giudizio è tutta nella bandiera di appartenenza: la F1 anglofona mal digerisce i nostri colori evidentemente. Per fortuna che c’è Toto (ebbene si, alla fine mi sono ridotto pure a tesserne le lodi!) che pensa a proteggerlo ed a farlo crescere bene. Certo che vederlo a ridosso di uno come Russell, a fine GP su una pista a lui sconosciuta, non credo sia stato un bel segnale per il futuro per il pilota inglese… penso che faccia bene anche lui a trovare ed esprimere tutto il potenziale che ha per le future gare.

Buon Bahrein GP a tutti.

Vito Quaranta