MOTOGP 2020-GP SPAGNA JEREZ DE LA FRONTERA- POST GP

CRAC MARQUEZ – GIOIA QUARTARARO

Doveva essere un giorno memorabile per il motociclismo, il giorno dello scontro tra il Re e la NextGen della MotoGP. Un giorno che tante volte abbiamo vissuto, pensiamo ad Austin 2013 o Estoril 2008 per citarne due “recenti”.

Ebbene così non è stato. Tutti, compreso me, aspettavamo lo scontro tra Fabio e Marc ed invece lo spagnolo ha pensato bene di regalarci una gara delle “sue”. Dopo pochi giri scivola alla 4, perde l’anteriore ma…la salva col gomito ed incredibilmente rimane in piedi nella sabbia. Il gruppo lo scalza e si ritrova 16°.

Comincia un rimonta furiosa che lo porta a 5 giri dalla fine incollato al 2° posto di Vinales. La rimonta era completa ma nella stessa curva in cui ad inizio gara aveva compiuto il miracolo, gli Dei del motociclismo decidono che era il momento del calvario.

Highside bruttissimo, anteriore che gli spezza il braccio (omero) e gara (stagione⁉️) finita.

Quartararo vince il GP in un weekend dominato a tratti ed offuscato dalla grandezza di Marquez e della sua impresa incompiuta. Vinales chiude secondo e sul gradino più basso del podio finisce Dovizioso che scalza Miller nelle battute finali.

Ottima la gare delle KTM, a tratti molto veloci e costanti. Mi chiedo perché Pol abbia scelto di andare via…

MOTO2 – Vittoria di Jorge L…Luca Marini

Si. Sembrava di vedere in pista Jorge Lorenzo. Gara brutta e noiosa, il Pilota che scappa in testa e martella un giro dopo l’altro tempi stratosferici.

Luca Marini ha trionfato in modo spettacolare sulla pista di Jerez, confermando le buone sensazioni dello scorso anno. Un Pilota cresciuto tantissimo dal punto di vista sportivo e pronto, a mio avviso, a vincere il Mondiale.

2° posto per il Jap Nagashima che è saldamente in testa al Mondiale mentre al 3° posto chiude Jorge Martin.

 

MOTO3 – FALANGE SPARTANA

Sembrava di essere alle Termopili. Per tutta la gara si è avuta l’impressione di trovarsi di fronte l’esercito di Serse contro le falangi Spartane. Arenas, Arbolino ed Ogura erano gli Spartano mentre tutto il resto era una carica continua ed indomabile…

Celestino Vietti e Darryn Binder da un lato, McPhee, Fernandez e Migno dall’altro. Una gara piena di sorpassi condita dalla bella prestazione anche di Jeremy Alcoba ed a tratti (fino alla caduta) di Deniz Oncu.

Ultimo giro non adatto ai malati di cuore, trionfa il più furbo di tutti. Vince ancora Albert Arenas che bissa il successo del Qatar e guida la classifica Mondiale a punteggio pieno.

 

Si correrà già settimana prossima sempre ad Jerez e sicuramente non ci saranno Marquez e Rins. Sentiamo possano rientrare presto.

 

Immagine in copertina (tratta da MotoGP.com) dedicata al Pilota che ha fatto emozionare milioni di appassionati. Torna presto Fenomeno…

Francky

 

JEREZ DE LA FRONTERA PRE-GP

Dopo tutte le parole al vento fatte in questi mesi “FINALMENTE” è l’unica che mi sentirei di usare per introdurre la stagione che parte.

E “FINALMENTE” abbiamo anche finito di assistere alle cazzate sulla Playstation perché, se è vero che le 4 ruote in virtuale a qualcuno sono pure piaciute e in parte riescono a “somigliare” molto alla lontana al reale, credo che le serate con i piloti smanettare sul jopypad siano state davvero tristi (per non dire terribili) per coloro che hanno avuto il fegato di seguirle.

Finalmente riascolteremo i protagonisti narrare di fatti veri e non del nulla cosmico. Finalmente li rivedremo lanciati nella mischia come nell’immagine di sopra.

Uno bravo adesso prenderebbe in rassegna tutte le case e tutti i team per farne un articolo di introduzione lungo quanto la Divina Commedia: non lo farò, perché non sono bravo e pure  certo di annoiare ancora. BASTA, che sia data voce ai motori!

(immagine tratta da formulapassion)

Sono passati troppi mesi dall’ultima volta in pista ma i rapporti di forza saranno gli stessi del 2019. Con line-up immutate dovremo attendere l’anno prossimo venturo per vedere realizzati tutti quei cambiamenti auspicati (ed in parte già definiti) che dovrebbero metter sale al campionato.

Il favorito d’obbligo indovinate chi è? I bookamkers accettano solo scommesse in cui incassano loro.. Marquez parte alla conquista dell’ennesimo titolo “aiutato” dalla sequela di gare che si correranno in territorio spagnolo, manco ne avesse bisogno.. Battute a parte l’annata è quella che è, questo il calendario che sono riusciti a metter insieme e va benissimo così..

Avremo due gare a Misano e mancherà l’appuntamento storico sulle colline del Mugello: in Toscana si sono fatti ammaliare dalle sirene della Formula 1 sciogliendo i dubbi che in un primo momento erano venuti agli appassionati notandone l’assenza in calendario. Purtroppo la F1 mangia tutto quello che c’è intorno e noi appassionati di due ruote patiremo l’assenza dell’appuntamento più bello della stagione.

Scriverò un ovvietà, certo, ma sarà un campionato “strano” il cui claim sarà “non cadere”: in un campionato corto il minimo errore potrebbe immediatamente tagliare fuori chiunque dalla lotta per il bottino grosso compreso Marc, il quale ha però l’attitudine a cadere nei giorni in cui non si fanno i punti o vittorie.

Per portarsi avanti con il lavoro Dovizioso è caduto col cross fracassandosi una clavicola. L’italiano più “accreditato” non dovrebbe pagar troppo l’accaduto perché (operato d’urgenza.. e non dite che in Italia la Sanità non funziona) è tornato ad allenarsi dal giorno dopo per tenere in forma muscoli e riflessi. Gli allenamenti del pilota sono ormai senza la moto vera, quindi dovrebbe cambiar poco. Magari ci sta pure che abbia  “scontato” una delle cadute annuali nelle quali qualsiasi pilota inevitabilmente incappa.

Non sarà presente in griglia Andrea Iannone. Colpito dalle vicissitudini sul doping, la sua squalifica è ancora oggetto di discussione sulla durata e Gresini lo sostituirà con il collaudatore Bradley Smith almeno per i primi due appuntamenti di Jerez. Mi sanguinano gli occhi a leggere certe notizie su Andrea, perché per tanti versi aveva del potenziale sconfinato da poter incanalare nel polso destro piuttosto che in tutte quelle vicende extra sport in cui è finito. Peccato.

Buona parte dei piloti correranno da “separati in casa” come vuole la moda del momento anche tra le 4 ruote: Lorenzo (che è sempre avanti..) riposerà addirittura da “separato al box” in quanto le voci di un suo ritorno a mangiare il ragù alla bolognese continuano ad essere alimentate: il manager di Dovizioso non ha escluso addirittura un anno di stop per il suo assistito. In questo momento storico il manubrio più “battagliato” par essere quello dell’Aprilia al quale si sono proposti sia Zarco che Cal.

Policio Espargarò è già stato ufficializzato in HRC e Marquez jr indirizzato a prendere il posto di Crutchlow da Lucio Cecchinello.

Ancora in stand By le notizie sul contratto di Rossi/Petronas che potrebbero essere ufficializzate proprio nel weekend di Jerez

Che si accendano le miscele nei cilindri e che si vedano ruote fumanti, le impennate di Miller per “sghiaiare” la moto, il gomito di Marc usato come le rotelle della bici dei bambini.

Basta ragazzi, basta parole che mi sono “tediato” da solo figuriamoci voi che avete letto.

FINALMENTE…..

PS. Quasi dimenticavo…..ci sono anche la Moto2 e la Moto3: guardatevele senza troppe parole vuote.. Ne riparliamo a gare finite.

 

Buon Mondiale a tutti

 

(Immagine in evidenza tratta da wikipedia)

Salvatore V.

F2 STIRIA 2020 – REPEATER

Come il titolo suggerisce, anche la F2 ha corso di nuovo sul Red Bull Ring usando la denominazione “GP di Stiria” per salvare la facciata. Il weekend in sé però è stato abbastanza diverso dal precedente, merito anche della pioggia che ha tormentato la giornata di Sabato.

[COURTESY OF CRASH.NET]

Come nel Gp d’Austria, il più veloce nelle libere è stato il giapponese Yuki Tsunoda su Carlin, ma questa volta riesce a concretizzare la velocità e ottiene così la prima pole al secondo appuntamento di F2. Per quanto aiutato dalle circostanze -il giro migliore di Zhou, secondo a 4 centesimi, è stato rovinato da Schumacher jr- è comunque un risultato molto interessante per uno che fino al 2019 aveva corso solo  in Giappone, anche perché per trovare il secondo rookie bisogna scendere in quinta posizione con Shwartzman. In mezzo Ilott, terzo (anche lui a un soffio, 8 centesimi, dalla pole), e Ghiotto, quarto. A seguire il gruppetto dei rookie; Schumacher è solo nono (che ha saltato le libere per un incidente), mentre al vecchio rivale Ticktum va ancora peggio, 15o. In DAMS faticano a capire come trasferire abbastanza energia sulle gomme, e questo incide in negativo soprattutto in qualifica e nelle partenze.

[COURTESY OF REDBULL.COM]

Come per la F1, anche in F2 hanno dovuto affrontare una pioggia torrenziale; basti pensare che Markelov si insabbia addirittura nel giro di schieramento. La Feature Race, prevista per le 17.30, inizialmente venne posticipata di qualche minuto per la pioggia torrenziale, dopodiché si inizia dietro la SC; tempo 4 giri ed esce la bandiera rossa: troppa acqua in pista. La corsa sembrava destinata a essere rimandata alla Domenica mattina (la sprint race sarebbe stata cancellata), ma dopo tre quarti d’ora di attesa le condizioni migliorano, abbastanza per permettere ai piloti di tornare in pista.

Yuki Tsunoda (JPN) Carlin.
11.07.2020. FIA Formula 2 Championship, Rd 2, Spielberg, Austria, Saturday.
– www.xpbimages.com, EMail: requests@xpbimages.com Copyright: XPB Images

Dopo un giro dietro la SC, si riparte: Tsunoda mantiene la testa della corsa con autorevolezza, Zhou regge botta e contiene il distacco a un secondo e mezzo; Ilott è leggermente più indietro, a tre/quattro secondi, mentre il resto del gruppo è più attardato. Nei primi giri sono tutti piuttosto cauti, e gli unici a movimentare la gara nelle prime posizioni sono Aitken e Shwartzman, che passano un Ghiotto poco in palla con le gomme. Al quattordicesimo giro iniziano i pit stop, inaugurati proprio da Aitken e Ghiotto, in crisi con le coperture. Malgrado la wet race, permane l’obbligo di fermarsi almeno una volta a cambiare le coperture, che peraltro da regolamento devono essere da bagnato pesante, motivo per cui tutti cercano di farle durare il più possibile e di passare ai box solo se hanno perso tutto il grip. Drugovich intanto accusa problemi ai freni: dopo due giri con i dischi incandescenti è obbligato a fermarsi ai box liberare le bocchette di raffrenddamento. In questa fase si distingue Lundgaard, che del gruppo degli inseguitori è il più veloce, tanto che dall’ottava posizione sulla griglia lotterà a un lungo con Aitken, quarto. Come capita con la pista che va asciugandosi, finisce per essere più conveniente girare con le gomme già rodate, tanto che Schumacher jr, fermatosi al ventesimo giro, dopo il pit esce davanti a Ghiotto, fermatosi sei giri prima, che prima della sosta era due posizioni avanti.  Attende due giri in più il suo teammate Shwartzman, e ciò gli frutta il terzo posto dopo la sosta, davanti a Ilott e dietro a Zhou e Tsunoda, che continuano. Dopo la sosta (24o giro) Zhou diventa ben presto preda del russo del team Prema e alzerà il ritmo in maniera notevolissima: sul traguardo arriverà a venti secondi dal vincitore. Dopo la gara il cinese confesserà di aver puntato su un set up più orientato sul bagnato e quindi ha sofferto particolarmente l’asfalto quasi asciutto dell’ultima parte di gara.

[COURTESY OF F1.COM]

Ma proseguiamo con ordine. Tsuonda e Matsushita ancora non si fermano: se per il secondo è un azzardo strategico (oltretutto, malgrado sia partito quasi ultimo e non sia stato mai inquadrato dalle telecamere, ha avuto uno dei passi migliori della gara, ma una foratura lo mette fuori dai giochi), per il leader della corsa diventa chiaro dopo qualche giro che si tratta di un guasto alla radio. Dopo diversi giri di segnalazioni disperate, il giapponese rientra solo al 26o passaggio, tre giri dopo il diretto rivale Zhou. Il tempo perso a trascinarsi sulle wet usate e una sosta lenta lo spediscono in quinta posizione, ma il nipponico non si perde d’animo e si lancia in un’avvincente cavalcata per recuperare il terreno perduto. Gli ultimi dieci giri sono al cardiopalma: Tsunoda si libera in fretta dei comprimari e recupera furiosamente su Shwartzman, che ha ereditato la leadership; in terza posizione Zhou è in crisi con le gomme e perde quasi due secondi al giro, così che Ilott, Lundgaard (che è riuscito a passare Aitken) e Schumacher jr si mettono alla caccia dell’ultimo gradino del podio. Tsunoda arriva a portata di Shwartzman ma non riesce a concretizzare, anche perché forse ha bruciato le gomme nella rimonta troppo impetuosa dei primi giri; dietro Lundgaard finisce nella ghiaia durante un attacco a Ilott e abbandona la pugna (finirà solo sesto), Schumacher jr al penultimo giro passa l’inglese ma perde in volata il confronto con Zhou, che si difende meravigliosamente bene nel corso dell’ultimo giro. Per Shwartzman è la prima vittoria in carriera; la dedicherà al padre, scomparso questa primavera di Covid-19. E sì che ha rischiato seriamente di non correre: nei giri dietro la SC nel primo segmento di gara ad un tratto ha accusato un problema tecnico che lo ha rallentato e gli ha fatto perdere posizioni su posizioni; quando sembrava costretto a parcheggiare la macchina a bordopista è uscita la bandiera rossa, che gli ha permesso di riguadagnare la pitlane e quindi di recuperare le posizioni perdute, oltre che a far riparare il guasto.

Robert Shwartzman (RUS) PREMA Racing.
11.07.2020. FIA Formula 2 Championship, Rd 2, Spielberg, Austria, Saturday.
– www.xpbimages.com, EMail: requests@xpbimages.com Copyright: XPB Images

Oltre ai già citati Tsunoda, Zhou, Schumacher jr, Ilott, Lundgaard, seguono Armstrong, Ticktum (bravo a recuperare dall’ottava fila; scatterà in pole domenica, per via dell’inversione della griglia), Aitken (scomparso dopo il pit a causa della rottura della barra antirollio) e Gelael. Gare da incubo per Ghiotto, 11o, che finisce le gomme prima di tutti in entrambi gli stint, e Daruvala, 12o, che, oltre ad essere stato surclassato dal compagno di squadra, butta i punti alle ortiche uscendo di pista nel finale. L’ottimo livello del parco partenti è sottolineato anche dal fatto che, malgrado la pioggia a tratti monsonica, si sono registrati pochi errori degni di nota, e Markelov è stato l’unico ritirato.

[COURTESY OF FORMULARAPIDA.COM]

La gara sprint è più lineare – che nel mondo del giornalismo sportivo è un eufemismo per evitare di dire “noiosa”. In partenza Lundgaard passa Armstrong per la seconda posizione (in virtà della griglia rovesciata), ma l’attenzione si concentra su Shwartzman, che, tradito dalla foga, dalle gomme fredde e da un leggero contatto con Zhou, si gira come un tordo alla prima curva. VSC per rimuovere la Prema incidentata, e alla ripartenza Lundgaard si ripete e sorpassa in curva 3 Ticktum (che soffre particolarmente le ripartenze), solo che stavolta ottiene la testa della corsa. La gara virtualmente finisce qui. Tsunoda si ritira (i Mecachrome colpiscono ancora), Schumacher jr sorpassa Armstrong e si mette a caccia di Ticktum, ma gli si attiva l’estintore di bordo (!!!) ed è costretto a ritirarsi. A parte qualche duello senza scambi di posizioni, per il resto della gara non succede molto. La Pirelli aveva portato gomme più morbide rispetto al GP d’Austria, ma questo non si è tradotto in una sprint race più eccitante, anzi.  Tutta l’azione significativa si è svolta nei primi giri, con molti piloti che restano in zona DRS senza averne per portare a termine un attacco. Alcuni piloti diranno che hanno faticato a mantenere le gomme nella giusta finestra di esercizio. Lundgaard domina il resto della gara e dopo 28 giri vince (e sì che aveva saltato i test) davanti a Ticktum, Armstrong (invero piuttosto incolore), Zhou, Ilott, Aitken, Gelael (due volte consecutive a punti! era accaduto solo una volta) e Mazepin. Ghiotto e Daruvala fuori dai punti anche stavolta.

La classifica resta corta, con quattro vincitori diversi nelle prime quattro gare, e solo due piloti ad aver segnato più di un podio. Shwartzman, malgrado lo zero di Domenica, è il leader con 48 punti, inseguono con 43 punti Ilott e Lundgaard. Malgrado le difficoltà della DAMS, quarto è Ticktum con 36 punti. Armstrong è quinto a 34 punti, davanti a Zhou con 27 punti. Tsuonda con 24 punti è l’ultimo dei front runner. Schumacher jr è malinconicamente 10o con 14 punti; oltre a non essere tutto questo fulmine di guerra, nelle rare occasioni in cui va forte è bloccato da ogni sorta di guasti. Domenica ptoeva finire secondo, ma un detrito staccatosi da una gomma colpisce l’interruttore, posto su un lato della scocca, e ciò attiva l’estintore di bordo, che si scarica nell’abitacolo. Curiosamente non è neanche la prima volta che accade: Gasly, Hockenheim 2016, e Aitken, Austria 2018, sono gli esempi più recenti. Uno è sfortunato con i guasti, l’altro spinna da solo; quella della Prema è veramente la coppia Ferrari del futuro. Menzione d’onore a Lundgaard e Ticktum, che oltre ad essere veloci sono stati anche costanti: sono gli unici di tutta la griglia ad essere andati a punti in tutte le gare, non hanno fatto nessun errore (o quasi), e sull’asciutto finora sono stati i migliori dei rookie.

[COURESY OF FORMULASCOUT.COM]

Non è facile fare previsioni. La Prema ha un pilota in testa  e un’altro più indietro di quel che dovrebbe, ma team e piloti devono imparare a essere più consistenti. La ART al contrario non sembra essere così rapida, ma finora è riuscita a concretizzare più degli altri, come dimostrano i due piloti in top5, che gli hanno garantito la leadership nel campionato costruttori. Forse i più veloci in assoluto sono UNIVirtuosi e Carlin, ma mentre la prima ha forse i piloti migliori del momento, sulla line up della seconda ho più di un dubbio. La terza fascia di velocità al momento è occupata da tre team: la MP Motorsport, che ha una discreta coppia piloti (Drugovich e Matsushita), ma come team finora non ha mai vinto niente, la neonata Hitech (Ghiotto e Mazepin), che ha almeno un pilota valido, ma che paga la gioventù della squadra e qualche guasto di troppo (a conti fatti il loro passo è un’incognita). La DAMS, la scuderia campione del mondo (sfatiamo un mito: se hanno vinto lo scorso campionato è perché la ART aveva in squadra un paracarro maximo, Mazepin, non perché effettivamente fossero più veloci) è un caso a parte: se i succitati problemi di set up gli hanno impedito di qualificarsi e di partire bene, in gara riescono a conservare le gomme più degli avversari, quindi la loro performance complessiva si colloca tra le (pessime) qualifiche e le (ottime) gare.

Mi aspetto grandi cose per l’Ungheria – oltretutto è prevista pioggia per Venerdì e Sabato anche lì.

[IMMAGINE IN EVIDENZA TRATTA DA RACEFANS.NET]

Lorenzo Giammarini a.k.a. LG Montoya

 

 

 

ISTERIA FERRARI IN STIRIA. LEWIS TORNA A DOMINARE.

A volte si tocca il fondo e si inizia e risalire. Altre volte, al contrario, si inizia a scavare. La Ferrari torna dalla doppia gara in Stiria con la pala in mano dopo avere scavato una voragine le cui dimensioni riportano la mente ad un lontano passato. E tutto questo accade proprio mentre la rivale degli ultimi anni ritorna a distanze siderali da tutti gli avversari.

Già le prove del venerdì avevano mostrato che questo week-end si sarebbe tornati alla normalità. Quella di un Hamilton dominante, non solo grazie alla macchina. E le qualifiche, disputate in condizioni al limite della praticabilità, lo hanno confermato: Lewis in pole con 1.2 sec. di vantaggio su Verstappen, con un ottimo Sainz terzo e Bottas quarto. Ferrari già in grande difficoltà con Vettel decimo e Leclerc undicesimo, poi pure penalizzato di 3 posizioni in griglia. Gli aggiornamenti portati in fretta e furia non hanno funzionato, gettando la squadra in un evidente sconforto.

Pronti-via, e mentre i primi se ne vanno tranquillamente, nelle retrovie si materializza la catastrofe rossa. Un’ottimista Leclerc vede  in curva 3 un varco lasciato da Vettel e ci si infila. Peccato che quel varco fosse indispensabile per fare la curva, e quando Seb stringe, il giovane talento monegasco non può fare altro che saltare sul cordolo, finendo poi per fare la curva sulla macchina del compagno. Risultato: alettone distrutto per il  tedesco, fondo disintegrato per Charles, gara finita per entrambi.

Dopo l’inevitabile Safety Car,  Hamilton e Verstappen se ne vanno indisturbati, mentre Sainz tiene brevemente la terza posizione per poi cederla inevitabilmente prima a Bottas e poi ad Albon.

La gara prosegue senza grandi emozioni se non il duello fra Ricciardo e Ocon, con Daniel che si deve sudare la posizione fino a quando dal box non convincono il francese a farlo passare al giro 20.

Dopo 24 giri il quarto, Albon, é a quasi 28 secondi. Al giro 25 Verstappen apre il valzer dei pit-stop con un’entrata ai box che per un niente non è il replay di quella, mitica, di Coulthard ad Adelaide nel 1995. Per lui gomme medie.

Al giro 28 entra anche Hamilton che riesce a stare comodamente davanti a Max. Gomme gialle anche per lui.

La Mercedes tiene fuori Bottas fino al giro 34, fra le proteste del finnico che avrebbe preferito anticipare per non perdere troppo sul rivale olandese.

Passata metà gara inizia la rimonta delle due Mercedes rosa, in quel momento le più veloci in pista. Perez rimonta facilmente su Ricciardo e va alla caccia di Albon che naviga a mezzo minuto da Bottas. Il quale ha ormai preso Verstappen, in grande difficoltà con le gomme posteriori.

E, infatti, al giro 66 il finlandese passa Max in tromba, ma quest’ultimo lo ripassa in modo formidabile, per poi subire una seconda sverniciatura al giro successivo, alla quale non riesce a rispondere.

A due giri dalla fine, Perez prova ad attaccare Albon ma danneggia l’ala anteriore. Dietro di lui, c’è una bella lotta fra Ricciardo, Stroll, e Norris, con l’ inglese che li passa entrambi e all’ultima curva riesce anche a sopravanzare Perez, in difficoltà con l’ala rotta.

E così finisce con l’ennesima doppietta Mercedes, Verstappen terzo a mezzo minuto, e Albon quarto a 44 secondi. Ad oltre un minuto il solito fantastico Norris, davanti a Perez, Stroll e Sainz. Chiude la zona punti Kvyat.

Fuori dai punti Haas e Sauber, sempre nelle retrovie e in evidente difficoltà, così come la Williams, parsa comunque in grado di lottare con le avversarie, a differenza di quanto avveniva lo scorso anno.

85 vittorie per Lewis. Il record assoluto di Michael è a -6.  Ieri l’inglese ha stabilito un altro record: 14 stagioni consecutive con almeno una pole. Tutte quelle che ha disputato. Questo sarà probabilmente l’anno in cui si isserà definitivamente in cima a tutte le classifiche.

E sarà, probabilmente, anche l’anno in cui la Ferrari toccherà uno dei punti più bassi nei suoi 70 anni di storia in Formula 1. Ma, come ha sempre fatto in passato, risalirà sicuramente. Quando qualcuno avrà il coraggio di prendere atto della situazione e di apportare gli opportuni cambiamenti. Il che non è detto che accada a breve.

Sicuramente non da qui ad una settimana, quando si tornerà in pista in Ungheria.

 

Immagine in evidenza dal profilo Twitter @MercedesAMGF1

RANDY KRUMMENACHER DICE ADDIO. – RESCISSO IL CONTRATTO CON MV AGUSTA

Questa non è una situazione piacevole, è una situazione che non avrei mai voluto che accadesse.

Il mio obiettivo era quello di competere per il Titolo Mondiale ma purtroppo non ci sono le fondamenta per andare avanti con questo progetto con MV Agusta.

Ho dovuto prendere questa decisione per preservare la mia integrità morale e professionale, oltre a quella fisica.

Durante tutta la mia carriera ho sempre perseguito la strada della correttezza, dando tutto me stesso per affrontare qualsiasi situazione, anche quello più difficili.

Questa volta però la decisione è stata necessaria.

Non posso dire altro sui motivi che mi hanno spinto a tale decisione ma li comunicherò a tempo debito.

 

Queste le parole del Campione del Mondo in carica della categoria Supersport, laureatosi nel 2019 in sella alla Yamaha R6 del Team Evan Bros.

Indubbiamente è uno shock non indifferente per tutto il movimento e soprattutto per la MV Agusta che puntava al Mondiale. Evidentemente qualcosa è andato “troppo” storto.

Auguro a Randy, un Campione vero, di tornare presto in pista.

 

P.S. Resta da capire quali siano le motivazioni che hanno spinto Randy ad una scelta così drastica…

Durissima la replica di MV Agusta…

Non avendo MV Agusta Motor S.p.a. alcuna relazione contrattuale diretta con il rider, avvierà un approfondita indagine sull’accaduto, riservandosi Sin da ora ogni diritto di intraprendere le necessarie azioni legali atte a tutelare l’immagine del proprio marchio e della propria reputazione.

Immagini WSBK.

F1 2020 – GP DI STIRIA

Si scrive GP di Stiria, si legge GP d’Austria pt.2. In tempi di Covid e di mancanza di location sufficientemente “sanificate” il circus della F1 rimane in terra austriaca per il secondo Gp stagionale sul Red Bull Ring.

Se tutto va come deve andare, ovvero con zero interventi della direzione gara pre e durante la gara, il gp di Stiria avrà presumibilmente un esito molto diverso da quello svolto il 5 Luglio.

Al di là del rocambolesco esito finale, il GP di Austria ha evidenziato principalmente questo:

  • Mercedes è ancora la macchina da battere e non di poco. Superiorità imbarazzante in qualifica e consistenti in gara al netto di errori di strategia e piccoli problemi di affidabilità che, onestamente, sembravano messi lì apposta per mascherare un palese dominio o per sedare gli ardori dei suoi piloti quando si fanno troppo vicini in pista.
immagine da motorbox.com
  • Red Bull bene ma non benissimo. Non sapremo mai cosa sarebbe successo con Verstappen in pista ma l’impressione è che Red Bull deve crescere ancora tanto per arrivare a contendere le vittorie alla Mercedes. Considerando anche che, con tutta probabilità, la Mercedes per buona parte della gara ha viaggiato di “conserva”.
  • Ferrari e tutti i suoi motorizzati malissimo. Distacchi abissali in qualifica, lenti con serbatoio pieno in gara e decenti sul passo gara solo a serbatoi scarichi. E Vettel/Leclerc come lo Yin/Yang.
  • Racing Point molto competitiva ma che ha già buttato all’aria la prima vera occasione da podio. Meglio mettere fieno in cascina ora perchè in futuro potrebbe essere molto più difficile.
  • Nel “gruppo B” McLaren e Norris sugli scudi. E anche Renault…se pensiamo alla PU montata sulla monoposto di Woking.

Si ripartirà con una maggiore consapevolezza dei valori in campo e con situazioni da rimettere in carreggiata per qualcuno come Hamilton e Ferrari.

Il primo non può permettersi di concedere il bis a Bottas, soprattutto nell’ottica di un mondiale con poche gare. L’ultima volta di una partenza al rallentatore fu il 2016 e non portò proprio benissimo…

Ferrari invece ha compreso di essere ancora più lenta di quanto non immaginasse, ergo cercherà di anticipare i corposi (sic) aggiornamenti aerodinamici inizialmente previsti per il Gp di Ungheria, già in questo weekend. La domanda è: saranno efficaci e soprattutto sufficienti a compensare una PU che definire involuta è fare un complimento?

L’impressione è che il trick utilizzato nel 2019 fosse così consistente da mascherare i grossi limiti della SF90H e la sua assenza sta mortificando ogni speranza di competitività per quest’anno e anche il venturo. Considerando anche che l’attuale SF1000 è stata concepita cercando di recuperare il carico aerodinamico che la SF90H non aveva. Il tutto però potendo contare sulla “cavalleria” della PU 2019, poi la FIA ha deciso che forse non era il caso…

immagine da quotidiano.net

Binotto ci mette la faccia e ha già messo le mani avanti già dai test invernali ma una debacle tecnica di questa portata era difficile da immaginare. Ciliegina sulla torta un vertice aziendario al momento assolutamente assente e silenzioso, anche sul fronte degli evidenti malumori di Vettel. Auguri e soprattutto speriamo che Binotto abbia ben riposto nel taschino il santino di Maylander…

Variabile in più rispetto al weekend passato il meteo che prevede pioggia almeno al sabato, con ulteriore possibile sconvolgimento della griglia di partenza.

Sarà un Gp divertente viste le premesse anche se Hamilton e la Mercedes difficilmente concederanno il bis di errori e Leclerc non potrà sempre metterci una pezza da secondo posto.

Pronostico? Con una gara dallo svolgimento normale è quasi certa una doppietta Mercedes. Unica variabile Verstappen e la gestione pit e gomme della Red Bull. Ma in un’annata come questa dove l’eccezione è la regola ci si può aspettare di tutto. Anche che Hamilton non vinca il mondiale (eventualità molto improbabile) e Vettel non finisca la stagione (molto più probabile della precedente).

E per non farsi mancare nulla, ecco che si profila all’orizzonte della stagione 2021 il grande ritorno di Fernando Alonso.L’ufficialità è arrivata mercoledì e un personaggio e un pilota di tale spessore non può che fare bene a tutta la F1.

immagine da sport.sky.it

Questo limita ancora di più le possibili mosse di Vettel in ottica 2021. Proprio il sedile in Renault lasciato libero da Ricciardo poteva essere una buona soluzione per il tedesco. Ora di alternative valide ne restano davvero poche, forse nessuna. Ritiro o anno sabbatico? In ogni caso sarà dura per lui.

Se poi proprio vogliamo volare con la fantasia, si potrebbe pensare che Alonso possa prendere il volante della Renault già in questa stagione, spingendo Ricciardo ad anticipare il suo approdo in McLaren e di conseguenza l’arrivo di Sainz in Ferrari. Con Vettel che non finisce la stagione…

Che si sia suoi tifosi o meno sarebbe un epilogo davvero poco augurabile nei confronti del tedesco, che per titoli vinti (in Red Bull) e professionalità e abnegazione (in Ferrari) non si merita di scendere così in basso. Paradossale, quasi grottesco che la mossa di Alonso possa innescare un domino che porti il tedesco, il suo avversario più feroce ai tempi Red Bull e suo successore da titolo in Ferrari, ad una vacanza anticipata.

Non succede…ma se succede…

*immagine in evidenza da automoto.it

Rocco Alessandro

Life is racing, all the rest is waiting