LE NON PAGELLE DI MONZA 2025

Monza, (lo scrivo? Lo scrivo!) il “Tempio della Velocità”, dove dal 1922 si celebra il culto della velocità pura e dove ogni pilota che si rispetti deve prima o poi fare i conti con l’ebbrezza dei 350-360-370 chilometri orari e l’anno prossimo, stando a Toto, ai 400… magari veleggiando in lift&coast, chi lo sa? Trasuda tradizione, questo circuito, con i suoi lunghi rettilinei e le sue curve veloci, e le antiche paraboliche ancora chiaramente visibili: la prima che comincia di fatto dall’odierna uscita box e la seconda che “atterra” all’inizio del rettilineo ricongiungendosi con l’odierna “Alboreto” (ah! Caro Michele! Quanti ci manchi!). Posso scrivere la banalità? Essenza stessa del motorsport. Punto. E questo vale anche nella relativa noia di quest’anno in cui Max Verstappen ha riscritto i libri di storia stabilendo il record per la gara più veloce di sempre.

Le qualifiche, a differenza della gara, sono state una battaglia all’ultimo decimo, intensissima e combattutissima, con l’olandese che ha tirato fuori dal cilindro una di quelle prestazioni che ti lasciano senza fiato. Sarà il caso che i vertici FIA ne tengano debitamente conto: non voglio neanche immaginare una garetta Sprint al posto di qualifiche come queste. Mi è un po’ spiaciuto vedere le Ferrari che, in casa propria, con assetto ultrascarico e con l’ambizione di regalare una sorpresa ai tantissimi tifosi presenti, hanno scelto di non darsi la scia reciprocamente: strategia timida e contraddittoria che non ho per nulla compreso. Non so quanto sarebbe stata efficace ma cosa costava provarci?

La gara ha dimostrato che, nonostante le velocità da capogiro, sorpassare alla prima curva rimaneva un’impresa per nulla semplice: il livello raggiunto da questa generazione di vetture effetto-suolo ha di nuovo portato a disturbi in scia quasi come nella generazione precedente (vedi certe difficoltà viste all’Ascari). Ancora una volta Max ha dominato la scena con una prestazione da antologia. Le McLaren, teoricamente nel circuito a loro meno favorevole, hanno comunque dimostrato una velocità impressionante, confermando la bontà del pacchetto tecnico e che quest’anno non ce n’è per nessuno. La Ferrari sperava di dire la sua tra le mura amiche, ma è rimasta spiazzata sia dal ritmo delle McLaren che, soprattutto, da quello devastante di Max. Deludenti le Mercedes, ancora una volta protagoniste di una stagione incomprensibile: se della Ferrari si può dire che almeno ci prova, di questa Mercedes si capisce ancora meno della fisica quantistica.

1° – Max Verstappen (Red Bull) – Voto: ∞ (infinito)

Abbiamo finito aggettivi, parole, avverbi, sostantivi e perfino le interiezioni per descrivere questo fenomeno della natura. La Red Bull ha portato aggiornamenti e ha saputo adattarsi brillantemente alla situazione (geniale quella profilazione “a manazza” dell’ala posteriore fatta durante le prove), ma quando vedi Tsunoda praticamente doppiato e le McLaren tenute sempre a debita distanza, non puoi far altro che toglierti il cappello davanti all’olandese volante consapevole che solo lui avrebbe potuto guidarla in quel modo. Ha stabilito il record della gara più veloce di sempre e l’ha fatto sembrare una passeggiata. Semplicemente sovrumano.

2° – Lando Norris (McLaren) – Voto: 7,5 con sospiri

È sempre stato più veloce di Piastri durante tutto il weekend e anche in gara, ma ecco che arriva puntuale quella sensazione che ti accompagna ogni volta che lo guardi correre: non è mai focalizzato al punto giusto. Nonostante il buon risultato, rimane sempre quella sottile impressione di potenziale inespresso, di talento che non riesce mai a compiersi completamente. Velocissimo sì, vincente… temo che ormai l’abbiamo capito, no? Lo dimostra ancora una volta in partenza, abbattuto dalla prevedibile cattiveria di Max e incapace di comportarsi con sagacia tattica e infine “scherzato” dallo stesso Max che dopo avergli restituito la posizione se lo mangia in un nonnulla. Mah!

3° – Oscar Piastri (McLaren) – Voto: 8 ma senza fuochi d’artificio

Apparentemente meno brillante del solito, ma sempre lucido nei momenti che contano. La manovra con cui ha superato Leclerc a Lesmo 1, infilandosi all’esterno con una precisione chirurgica, è stata un piccolo capolavoro di opportunismo. Poi ha soprattutto badato a portare a casa la pagnotta che, dopo il problema di Norris a Zandvoort, pare sempre più succulenta. Sulla polemica “ridò la posizione sì, ridò la posizione no” con Norris arrivata nel finale di gara, cosa volete che vi dica? Dopo Ungheria 2024 era inevitabile che prima o poi avremmo assistito a qualcosa di simile in circostanza analoga. Piuttosto, il vero segnale che danno questi episodi è, secondo me, l’estremo potere che Stella ha sui piloti. Spassoso il commento di Max durante la gara su questa faccenda: really?!

4° – Charles Leclerc (Ferrari) – Voto: 9 con commozione

Ha fatto tutto il possibile e anche di più, disputando una gara per certi versi eccezionale che ha reso ancora più evidente una verità amarissima: anche estremizzando il mezzo sulle caratteristiche specifiche di Monza, di più proprio non si poteva fare. Ha guidato con il cuore in gola davanti ai suoi tifosi, ma la realtà tecnica è stata impietosa. Prestazione da incorniciare che avrebbe meritato ben altro epilogo. E un po’ di commozione permettetemela perché queste gare, considerate le ambizioni del monegasco, son di quelle che danno molto da pensare sul suo futuro in rosso. La sensazione che il 2026 sia l’ultima spiaggia per lui a Maranello sale sempre più…

5° – George Russell (Mercedes) – Voto: 8,5 e standing ovation

Stoico e solido come una roccia scozzese sotto la tempesta. Ha guidato sopra i problemi di una Mercedes sempre più incomprensibile, dimostrando ancora una volta la maturità straordinaria raggiunta in questi anni. Mercedes è praticamente l’unica vettura che ha sofferto di degrado gomme e ciononostante lui ha tirato fuori dal cilindro una prestazione di carattere che vale quanto una vittoria.

6° – Lewis Hamilton (Mercedes) – Voto: 6,5 senza entusiasmi

Tutto sommato non è andato male, ma la sensazione è che anche senza la penalità in griglia di partenza non avrebbe saputo fare molto di più.  Visti i problemi di Russell mi aspettavo che l’avrebbe raggiunto. Non so se poi l’avrebbe superato, vista la bravura raggiunta da Giorgino nel 2025, ma almeno mettergli pressione. Suvvia!

7° – Alexander Albon (Williams) – Voto: 8,5 e applausi

Eccellente sotto tutti i punti di vista, sia dal punto di vista strategico (quella strategia bianca-gialla si è rivelata perfetta) sia per la velocità pura dimostrata in pista. E’ da qualche GP che Williams mostra buone cose quindi non mi spingo a dire che il buon Alex abbia trasformato l’acqua in vino ma gli applausi ci stanno tutti. Bravo!

8° – Gabriel Bortoleto (Kick Sauber) – Voto: 8 e mazzi di fiori

Da applausi a scena aperta! Come Hadjar, ha iniziato il mondiale molto in sordina, apparentemente eclissato dal più esperto Hulkenberg, ma da diverse gare sforna prestazioni molto belle e, soprattutto, consistenti. Il suo primo Monza in F1 è stato l’ennesima conferma di un talento che sta sbocciando proprio quando serve e se continua così, la rookie cup che sembrava già nelle mani di Hadjar, non è poi così impossibile da raggiungere.

9° – Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) – Voto: 6 con riserva

È sempre difficile giudicarlo con obiettività: rispetto ad altre uscite non sarebbe nemmeno andato male, ma continua a commettere errori, forse troppi per assolverglieli tutti nonostante la sua giovanissima età. “Il talento c’è” è la locuzione con cui cominciano tutte le risposte degli esperti, stimolati a dire qualcosa sul nostro Kimi, ma ad ogni sua ripetizione comincio a pensare che si stia pericolosamente sfiorando l’altrettanto inquietante locuzione preferita dei professori delle medie ai ricevimenti genitori (ma non la dico). E mi fermo qui perché ovviamente non ha senso infierire sugli errori commessi. Ha bisogno di un GP alla grandissima, da qui a fine stagione, per non rischiare di far pentire Toto e la scommessa che ha fatto su di lui. (eh… però poteva piazzarlo in un team di seconda fascia perché si facesse le ossa lo pensiamo tutti, vero?)

10° – Isack Hadjar (RB) – Voto: 7 e pacca sulle spalle

Partire dal fondo della griglia e riuscire ad acciuffare un punto è sempre un’impresa lodevole. Non è parso particolarmente in gran spolvero, ma se anche così riesce ad andare a punti la bella figura  che sta già facendo diventa ancora più interessante.

NOTE DI MERITO

Il record di velocità stabilito da Verstappen rimarrà negli annali come una delle prestazioni più impressionanti nella storia di Monza.

Peccato per la inconsueta rottura della sospensione di Fernandello nostro: la sensazione è che, ceteris paribus, avrebbe potuto trovarsi al posto di Albon nel finale.

NOTE DI DEMERITO

Ferrari (5) che non si dà la scia in qualifica a Monza è come andare a una cena di gala in tuta da ginnastica: tecnicamente si può fare, ma poi non stupirti se tutti ti guardano strano.

Sainz (5.5), tra sfighe e delusioni, non sta uscendo bene da questa stagione.

Bearman (5.5) troppo irruento e falloso (il che mitiga le perplessità che sta generando il nostro Kimi: spero che se ne tenga conto) ma ogni gara che passa dà la sensazione di averne più di Ocon (5) che pure sarebbe un pilota che molti, a differenza del sottoscritto, stimano.

Ha senso, dopo quel che ha fatto Max, dare demeriti a Tsunoda? sì: 5!

Nel disastro Alpine ho visto comunque un Gasly (peraltro appena rinnovato) ancora opaco (5) e un Colapinto (6) più in palla.

Stroll (4) dopo due GP decenti se non addirittura buoni torna nell’anonimato che gli è più consono.

Ci vediamo a Baku!