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Mercedes doppietta di gomma, Ferrari continua a sprecare

Corsi e ricorsi storici. Correva l’anno 2013, una vettura fantasma portata da una bisarca fantasma e guidata da un pilota fantasma, percorre 1000 km fantasma, e al GP successivo risolve tutti i suoi problemi con le gomme. Quella macchina era colorata d’argento e a farne le spese fu una vettura rossa, con una blu a guadagnarci come effetto collaterale.
5 anni dopo la storia non si ripete, o, almeno, questa è la versione ufficialissima. Dopo tre gran premi con una Ferrari in formissima e una Mercedes in chiara difficoltà, il fornitore di gomme porta pneumatici diversi. Per carità, la scelta è stata avallata dalla FIA, tutto è stato fatto in regola, cosa volete che siano 0.4 mm di battistrada. E’ stato fatto per diminuire il fastidioso blistering che tutti i team, chi più chi meno (e, lo ripeto, chi più chi meno), avevano riscontrato con le gomme 2018 già dai freddissimi test invernali di Barcellona.

Quindi la (comoda) prima fila Mercedes con gomme gialle non ha ufficialmente assolutamente niente a che fare con questo cambiamento delle condizioni al contorno.

Alla partenza, Seb scatta bene e si preoccupa ancora una volta di chiudere il suo compagno. Riesce però a prendere la seconda posizione davanti a Bottas, che ha un’indecisione in curva 2 di cui però Raikkonen non approfitta. Dietro si scatena l’inferno. Grosjean in coda al suo compagno Magnussen viene preso alla sprovvista da un’indecisione di quest’ultimo, e perde la macchina nella velocissima curva 3. Il ragazzo è evidentemente molto nervoso, dopo l’andata a muro sotto SC a Baku e le diverse insabbiature nelle prove, e, anzichè fare ciò che sarebbe logico, e cioè pestare sul freno per bloccare l’auto, si comporta come se fosse da solo, e prova a rimettere dritta la vettura pestando forte sul gas. Il pattinamento è tale che non solo la sua Haas non si raddrizza ma continua ad andare indietro, e il fumo delle gomme rende la visibilità impossibile alla decina di auto che arrivano da dietro. Hulkenberg e Gasly fanno le spese del comportamento scriteriato di Romain, ed inevitabilmente viene mandata in pista la Safety Car.

Alla ripartenza non accade nulla, Hamilton guadagna progressivamente fino a 7 secondi su Vettel, con Bottas che segue il tedesco ad un secondo e mezzo, dando l’impressione di potere essere ben più veloce. In Ferrari tentano l’undercut, montano gomma media ma si ritrovano dietro a Magnussen. Nel frattempo Bottas segna ottimi tempi e supera virtualmente il tedesco rientrando poi per montare a sua volta le medie. Ma il pit stop è troppo lento, e all’uscita del box si ritrova Magnussen e Vettel di fianco, con quest’ultimo che riesce a superare il danese e a lasciarlo davanti a Bottas. Il quale se ne libera qualche giro dopo rimettendosi in coda a Seb alla solita distanza di sicurezza (aerodinamica) di 1.5 sec.

Hamilton, Raikkonen e le due Red Bull restano fuori, ma Kimi non fa in tempo ad effettuare il suo pit-stop perchè il motore lo abbandona prima. Una brutta tegola per la Ferrari che incassa due problemi di affidabilità nello stesso week-end, dopo 4 gare praticamente prive di guasti.

Lewis fa il suo pit-stop e si ritrova dietro a Verstappen. Le due Red Bull sembrano aspettare la pioggia, ma il sole fa capolino e, scoccata la metà gara, entrambi i piloti rientrano per montare le medie. A questo punto per loro la strategia è di sicuro ad una sosta, con gomme di 15 giri più nuove rispetto a quelle di Seb e Valtteri.

Come da tradizione ormai consolidata del mondiale 2018, si presenta una VSC, questa volta particolarmente inutile in quanto Ocon rimane in panne ma parcheggiato la sua Force India proprio davanti ad una postazione dei commissari. La Ferrari ne approfitta per montare medie nuove a Vettel, ma un pit stop particolarmente lungo lo fa rientrare in pista dietro a Verstappen. Il quale però, con la lucidità che lo contraddistingue in questo periodo, all’apparire della bandiera verde urta il doppiato Stroll, perdendo la bandella sinistra dell’alettone anteriore.

Ma questo non è sufficiente per consentire a Seb di raggiungere l’olandese, e la gara si chiude con una nettissima doppietta Mercedes, Verstappen sopravvissuto a se stesso in terza posizione, e Vettel quarto, per la terza volta di fila giù dal podio e per la terza volta di fila con un esame di coscienza da fare assieme alla squadra.

Seguono Ricciardo, autore di una gara anonima, Magnussen (unico vero pilota Haas in questo periodo), e poi, doppiati, Sainz, Alonso, il solito ottimo Leclerc e infine Perez a chiudere la zona punti.

Ai margini della zona punti c’è Stroll, e si tratta di un’ottima prestazione considerando che è arrivato a soli 5 secondi da Perez con una macchina inguidabile e due soli treni di gomme utilizzabili, visto che i fenomenali ingegneri Williams si erano portati dietro tantissime inutili gomme supersoft. Dietro di lui Ericsson, Hartley e Sirotkin sui quali non vale la pena spendere altre parole.

La superiorità della Ferrari, vista nelle ultime 3 gare, sembra evaporata in Spagna. E’ un effetto dei cambiamenti effettuati sulle gomme o è merito degli aggiornamenti portati dalla Mercedes? Non lo possiamo sapere con certezza, certo è che se i cambiamenti stessi non ci fossero stati non avremmo il dubbio, ed è proprio su questo che bisogna riflettere. Ciò detto, è dal GP del Bahrain, dove la Ferrari perse un possibile secondo posto con Raikkonen a causa di un errore ai box, che andiamo ripetendo che non si possono sprecare occasioni preziose se l’obiettivo è vincere il mondale. Oggi potevano starci comodamente un secondo ed un quarto posto, e si è raccolto solo un quarto posto. Se, come sembra, la Mercedes e Hamilton hanno ritrovato la bussola, tutti i punti persi verranno pesantemente rimpianti e il percorso verso il titolo si fa molto in salita, quando un mese fa sembrava quantomeno in pianura.

Come si è sentito ripetere spesso in questi giorni, Barcellona è una pista Mercedes, il che sembra sottintendere che non ci si debba preoccupare troppo. Ma la SF71H era e resta una gran macchina, e, come ebbe a dire Marchionne ad inizio anno, forse temendo ciò che si è poi visto, se non raccoglierà i risultati previsti non ci saranno scuse per nessuno. E, di conseguenza, fra due settimane a Monaco ci sarà solo un risultato accettabile per la Ferrari: la doppietta.

Test Barcellona 2 – Giorno 4

Benvenuti anche oggi all’analisi dei test a Barcellona: ultimo giorno di prove, ultima possibilità per squadre e piloti di incamerare la maggior parte di dati possibili in vista del primo GP della stagione. Dal punto di vista atmosferico, il meteo è stato clemente e ha agevolato anche quest’oggi il lavoro, permettendo di ottenere una quantità di dati costante necessari per lo sviluppo di queste monoposto in alcuni casi ancora “acerbe” e lontane dal loro reale potenziale.

Giornata al di sotto delle aspettative per Williams che ha cercato di far fare dei chilometri a Sergey Sirotkin e Lance Stroll: i due piloti titolari hanno preso in prestito mezza giornata che spettava a Robert Kubica, il quale l’ha messa a disposizione per migliorare lo scarso feeling dei piloti con la vettura. Stroll è sembrato messo peggio di Sirotkin, compiendo soli 27 giri…

Giornata non ideale per la Sauber con alla guida Leclerc. Un’uscita fuori pista ha fatto perdere molto tempo (e causato una bandiera rossa) ma nel pomeriggio si sono dedicati ai test sugli pneumatici, per la prima volta anche HyperSoft. Migliorato il feeling con il nuovo progetto e collezionati più dati, il team si sente preparato alla prima prova stagionale… 

Giornata solida e produttiva per Force India, con alla guida Ocon. 163 giri e programma simile a quello di ieri, provando vari setup focalizzati soprattutto nella comprensione delle mescole più morbide e long run. 1:18.967 il tempo ottenuto con le Hypersoft.

156 giri e Best time in 1:18.949 per Hartley e la Toro Rosso Honda, con numerosi long run e prove di setup. Interessanti le parole di Franz Tost e James Key che rivelano quanto importante sia stato sfruttare il layout della PU Honda (e la sua affidabilità, tanto da compiere 3.800 km nei test) per creare una vettura che sembra performante ma soprattutto facile da guidare. Positivi i giudizi dei piloti in vista del primo GP.

Tanta fiducia in casa Haas per le prestazioni della vettura e per l’affidabilità che ha permesso a Grosjean di compiere ben 181 giri oggi. Dalle parole del francese e del suo team principal Steiner si evince che sono pronti ad analizzare i dati e iniziare la caccia ad un posto di rilievo nel middle field. Sarà così?

Solo 45 giri per un problema al cambio ma terzo posto assoluto nella classifica dei tempi odierna per Carlos Sainz e la Renault con gomme HS. Sia i piloti, sia il team principal sono convinti di avere una macchina maneggevole e ben bilanciata. Sarà la 4° forza in campo in lotta con McLaren a Melbourne?

L’ennesimo stop nella mattinata anche del giorno finale dei test non lasciava ben sperare per la McLaren, costretti a fermare la MCL33 in curva 7, come già accaduto due giorni fa. I problemi accusati al turbo della power unit Renault hanno richiesto la sostituzione del motore. L’asturiano quindi ha avuto nel pomeriggio una tabella di marcia molto serrata, che si è conclusa con un bel tempo di qualifica con HS in 1:17.784. In McLaren dicono di avere nascosto del potenziale… vediamo cosa ne vien fuori fra 2 settimane!

1:18.327 è il tempo con cui ha chiuso al quarto posto, ma utilizzando pneumatici Pirelli a mescola Supersoft, Daniel Ricciardo e la sua RB14. Giornata molto positiva con non molti giri all’attivo ma tante prove di setup, soprattutto dopo aver notato che Ferrari è davanti nelle simulazioni del passo gara. Dal team avvertono: abbiamo ancora da tirar fuori.. ma pensare che gli altri abbiano dato il massimo mi sembra poco realistico. E nel frattempo Helmut Marko fa sapere che Ricciardo ha il contratto in scadenza quest’anno .. tanto per aggiungere un po’ di pepe alla già piccante pre-season 2018. 

Sornione come non mai il team campione del mondo 2017 e anche 2018 per plebiscito popolare dopo questi test di Barcellona. Ovviamente parlo di Mercedes che, pur non avendo mai provato il giro di qualifica, ha già spaventato tutti per il passo gara mostrato (anche se solo e soltanto con gomma media) e per i sorrisi di Hamilton ai giornalisti, simbolo di una estrema fiducia nel mezzo. E, mentre già si comincia a fare la lista delle cose in cui sono superiori rispetto agli altri team, io propongo un paio di immagini delle gomme posteriori dopo i run di oggi con SS e Hard, non certo di bel aspetto nonostante tutti assicurino che non c’è la minima preoccupazione. Sarà questa l’unica àncora di salvataggio per avere qualche battaglia in pista?

Ultima nell’analisi di oggi e ultima anche nella classifica dei Costruttori 2018 secondo qualche tifoso, è la Ferrari. Come ho scritto spesso ormai, ogni giorno quando si parla di Rossa ne sentiamo una nuova e si passa dalla vittoria a mani basse alla disperazione più totale nemmeno in 24h. Peccato che le cose non stiano esattamente così. Nonostante i tempi della race simulation non siano stati infatti così esaltanti oggi con Kimi (che pare abbia girato con mescole usate però), la SF71H è una macchina che mi ispira fiducia, forse perchè figlia “cresciuta” della tanto amata SF70H, forse perchè sia il team, sia i piloti, mostrano una tranquillità e degli atteggiamenti (come alzare il piede in alcuni punti del circuito ieri ad esempio) che quasi sembrano inspiegabili e mal si sposano di fronte a un gap che si attesterebbe a poco meno di mezzo secondo da Mercedes, così com’era all’ultimo GP del 2017. E quindi domanda sorge spontanea: siamo davvero davanti a una grande macchina o davanti a una SF16H, tanto buona in teoria ma completamente inadatta in pratica? A Melbourne l’ardua sentenza…

Questa SF71H non sarà mica tutto fumo e niente arrosto…

Questo è l’ultimo resoconto dei test 2018… alla prossima!!

Chris Ammirabile

Fonte AutosprintLive

 

Test Barcellona 2 – Giorno 3

Ciao a tutti e benvenuti alla consueta analisi post-test. Oggi, penultimo giorno di prove, abbiamo avuto tanta attività in pista, complice anche temperature piuttosto stabili (anche se più fredde di ieri) che hanno facilitato il compito a team e piloti, e analizzeremo tutti i dati raccolti, come sempre team per team, partendo da quelli di fascia più bassa e giungendo ai top.

Giornata a due facce per la Williams, che ha girato al mattino con Kubica e al pomeriggio con Stroll, acquisendo ottime informazioni dal primo riguardo al setup attraverso varie prove di pneumatici (e anche un tempo tutto sommato decente, secondo Paddy Lowe si poteva anche andare più forte), e quasi nulla dal secondo, a causa dello scarso feeling con la FW41.

Giornata produttiva per la Force India: ben 159 giri per Sergio Perez, che ha provato vari setup focalizzati soprattutto nella comprensione delle mescole più morbide, aumentando la comprensione di una vettura che, come ogni anno, inizia in sordina per poi evolversi in modo preciso ed efficace (primi aggiornamenti attesi per Melbourne).

Giornata positiva per Sauber con alla guida Ericsson. In mattinata hanno compiuto test aerodinamici e provato le gomme più morbide; al pomeriggio si sono focalizzati sulla simulazione di gara. Secondo il pilota svedese la vettura si è comportata bene negli stint lunghi ed è un ottimo punto di partenza per migliorare in ottica Melbourne.

Giornata euforica per il team Toro Rosso Honda. Nonostante le battute dei malpensanti su un ipotetico cambio di una Power Unit al giorno per Honda, il team faentino ha compiuto ben 169 giri con addirittura il 3° tempo assoluto ottenuto con gomma HyperSoft. Gasly si è dedicato a varie prove di setup con poca/molta benzina per sistemare il bilanciamento della vettura nella mattinata, per poi occuparsi della simulazione di gara nel pomeriggio.

Finalmente un giovedì di test all’altezza per McLaren Renault e Stoffel Vandoorne. I problemi di affidabilità visti negli scorsi giorni oggi non si sono presentati e quindi si sono potuti dedicare alle simulazioni di qualifica e di gara come tutti gli altri team. Il pilota belga ha concluso in sesta posizione con 1’18.855  realizzato su pneumatici Hypersoft. 

Consistente la giornata per Renault, con alla guida sia Sainz che Hulkenberg. Entrambi hanno compiuto una buona somma di giri (quasi 150 totali) dimostrando l’ottima solidità della vettura. Anche per loro prove di qualifica con gomme HyperSoft e long run, dedicandosi alla comprensione di una monoposto che sembra nata bene. 

Giornata incredibile per Haas. Dopo aver mostrato già ieri di essere in crescita a livello di potenziale, oggi si sono davvero superati compiendo ben 153 giri ma soprattutto il 2° tempo assoluto con pneumatici SuperSoft (ben più duri di quelli utilizzati dai loro rispettivi concorrenti). Insomma la SF70H con PU e retrotreno della SF71H è una macchina che sembra promettere bene…

Analisi combinata oggi per Mercedes, Red Bull e Ferrari dato che i tre top team si sono dedicati ad attività simili, tranne che per la prova del giro di qualifica, fatto ieri dai primi due e oggi dal team di Maranello. 1.17.182 il nuovo record ufficioso della pista fatto con gomme HyperSoft da Sebastian Vettel, il quale ha anche alzato il piede sul rettilineo, facendo intuire che i tempi non sono l’obiettivo di questa giornata di test. In mattinata Mercedes si è dedicata, invece, alla simulazione della gara, compiuta poi da Ferrari e Red Bull nel pomeriggio. Ed ora arriviamo al clou di questa analisi, in quanto una grossa testata giornalistica tedesca, AMuS, ha scritto un articolo (copiato poi da un po’ tutti anche in Italia) nel quale, secondo loro, Ferrari avrebbe un ruolo subalterno alla lotta mondiale (che diventerebbe affare unico tra Mercedes e Red Bull), basandosi sui tempi della simulazione di gara e dai dati del GPS della Renault (non so quanto affidabile).  A questo proposito riporto i dati e li analizzerò brevemente con la logica, non conoscendo nessuno, ovviamente, la vera attività dei team in pista. Come si può notare, Ferrari per 2/3 di gara si mostra veloce quanto la Mercedes di Bottas, salvo poi alzare inspiegabilmente i tempi nell’ultimo stint. Perché inspiegabilmente? Il motivo è presto detto: nessuna vettura, a rigor di logica, con serbatoi scarichi e con gomme nuove,  fa gli stessi tempi di quando aveva 3/4 di serbatoio pieno e gomme usate di 20 giri. Ad avvalorare poi questa ipotesi c’è un improvviso 1.19.9, ben 2 secondi più veloce del tempo fatto al giro precedente. E ad avvalorare ulteriormente la mia ipotesi ci sono le parole di Seb “per ora la cosa importante è che sappiamo che la nostra auto sta lavorando nel modo che vogliamo, nel modo in cui ci aspettiamo”. 

Quindi, a mio parere, questa SF71H può essere due cose soltanto (parafrasando le parole di Marchionne): o una gran vettura (permettendo ai tecnici di mascherare chiaramente i propri i tempi qua e là) o una gran ciofeca, capace di prendersi 1 secondo (badate bene.. 1 secondo!) al giro da Mercedes in gara e, secondo AMuS, talmente lenta in qualifica da spaventare Binotto e Arrivabene, visti a parlare “preoccupati” in Haas dopo il tempo fatto oggi. Sicuramente Mercedes e Red Bull sono avversari temibili ma diciamo che di esagerazioni ne abbiamo lette abbastanza in questi test…

Chris Ammirabile 

 

Tempi e giri per Pilota, fonte AutosprintLive

Test Barcellona 2 – Giorno 2

Buonasera e benvenuti alla consueta analisi della giornata di test conclusasi con condizioni atmosferiche ottime, sole e clima mite, che hanno favorito l’attività in pista. E oggi qualche team ha scoperto anche le carte in tavola…

“Ultimo” team di giornata è la Sauber: non per demerito sicuramente dato che hanno completato ben 160 giri con Charles Leclerc. Giornata soddisfacente in cui hanno potuto finalmente dedicarsi al setup, compiendo numerosi long run. Gradualmente il team sta migliorando e si sentono fiduciosi per i tanti dati raccolti in vista degli ultimi 2 giorni di test. Unica macchia un testacoda in prossimità della bandiera a scacchi per aver montato le gomme Hard blu che ci dimostra quanta difficoltà si trovi a mandarle in temperatura. La vedremo mai ai GP (insieme alla Superhard)?

Molta tranquillità in casa Force India per i 130 giri completati da Esteban Ocon.  Non sono emersi particolari problemi di affidabilità sulla VJM11 e il team si è potuto dedicare all’acquisizione di dati lavorando poi su setup e degrado gomme, che sembra essere superiore al 2017 con le nuove mescole Pirelli.

Giornata non perfetta per Williams, alle prese con problemi tecnici: noie sulla PU per Stroll e problemi elettrici per Sirotkin che lo hanno tenuto fermo circa un’ora. I due piloti sembrano piuttosto indietro nella lista dei tempi, ma hanno la scusante (soprattutto Sirotkin) di aver lavorato molto sui long run.

A metà classifica troviamo la Haas: Romain Grosjean è davanti alla Rossa di Kimi Raikkonen di 5 millesimi di secondo. Il francese ha percorso solo 78 giri per un problema di perdita liquido dal radiatore, ma nel team sono soddisfatti del lavoro (anche, a quanto pare, dei freni).

Addirittura 190 giri percorsi oggi dalla Renault con Nico Hulkenberg che al pomeriggio ne ha compiuti 102 per recuperare il tempo perso ieri, effettuando anche una simulazione di gara, mentre Carlos Sainz ha lavorato di più sul setup ed effettuato una serie di long run, ottenendo il settimo tempo con la gomma Medium (che si mostra ancora migliore della Soft).

57 giri e tanta voglia di crescere per McLaren Renault con Fernando Alonso. Ancora barbecue di cofani nonostante stiano aprendo feritoie ovunque, rendendo chiaro ormai il fallimento della filosofia size-zero, tanto bella da vedere ma inutile nel motorsport, in cui bisogna avere anche affidabilità. 1’19”856 il suo tempo con la HyperSoft, pagando quasi 2 sec da Red Bull con UltraSoft. Fernando continua però ad essere ottimista dichiarando “siamo pronti già per Melbourne”. E si vede…

Macina chilometri invece, ironia della sorte, la Toro Rosso-Honda, completando 119 giri, nonostante qualche problemino dovuto a dei setup estremi che hanno destabilizzato la vettura (causando un paio di testacoda). Brendon Hartley ha ottenuto il quinto tempo di giornata utilizzando le Hypersoft, davanti a McLaren. Al mattino test meccanici e aerodinamici, svolgendo poi nel pomeriggio le prime simulazioni di passo gara e di qualifica.

Un’altra giornata positiva per la Mercedes senza intoppi . Ben 175 giri (90 per Hamilton, 85 per Bottas), per un totale di 815 km. E anche con tempi ottimistici, con Hamilton secondo ed Bottas terzo, rispettivamente a tre e cinque decimi, entrambi su mescola Ultrasoft, rispetto all’Hypersoft del giro del leader Ricciardo. Sia al mattino al pomeriggio si sono concentrati su run brevi e più lunghi, completando test aerodinamici, prove di pit stop e simulazione di qualifiche e gara. Hamilton è già al settimo cielo, Bottas predica calma, sottolineando come ancora le gomme morbide non lavorino al top.

Decisamente una buona giornata per Red Bull: 165 giri completati, pari a 768 km (indicando un alto indice di affidabilità di Renault) e primo tempo assoluto, seppur con gomme iper-morbide. Numerosi long run e simulazioni di gara con quasi tutte le mescole, dimostrando come a livello di telaio siano già messi molto bene, tanto da preoccupare Mercedes, secondo Lauda. Ricciardo invece più sornione: “Siamo ancora dietro Mercedes, ma meno dello scorso anno… se avete qualcosa da scommettere per il mondiale..”

A carte coperte ancora la Ferrari, che ha girato con entrambi i piloti per un problema gastrointestinale di Kimi Raikkonen in mattinata. Long Run ancora su Medie e Soft  per Vettel e Soft e SuperSoft per Kimi a quanto pare ancora carichi di benzina. Le info dalla pista sono chiare (confermate anche da Lauda e da Ricciardo): non si sa dove si trova Ferrari, dato che continuano a “nascondersi”. In realtà cercano di acquisire la maggior quantità di dati possibile, date le enormi novità sulla monoposto. Stranamente oggi non hanno compiuto aero test sul diffusore… indice che è chiara la strada da seguire. Da sottolineare un paio di cose: in primis il tempo è arrivato in un long run di 13 giri con gomma soft per Seb, quindi non comparabile con le prove di qualifica di Mercedes e Red Bull (eppure stare a 1.5 sec con 3 mescole di svantaggio non è per niente male…); in secundis ottima velocità (addirittura superiore a Mercedes) allo speed trap (mantenuto fino in fondo al rettilineo) che indica sia il gran lavoro compiuto sul fronte efficienza, sia che Mercedes sta ancora giocando con la potenza (e anche Ferrari) …

A domani con l’analisi della 3° giornata!

(fonte AutosprintLive)

Chris Ammirabile

Test Barcellona 2 – Giorno 1

Bentornati Ringers e benvenuti al consueto resoconto della giornata di test appena trascorsa: soleggiata dal mattino al pomeriggio con temperature primaverili (asfalto circa 25 gradi di media e aria intorno ai 15°) quindi condizioni ideali per testare finalmente le nuove vetture 2018, reduci da una settimana di relativamente scarsa comprensione dovuta all’asfalto gelido.               

Calimero di giornata, ironia della sorte anche nel day-two del 2017, è la McLaren. Le Power Unit cambiano ma i problemi restano, dato che dopo un nuovo “bruschettamento” del cofano motore (dovuto evidentemente alla natura del bodywork.. non alle staffe di fissaggio come è stato detto la settimana scorsa), Vandoorne è rimasto fermo ai box per un problema elettrico (batteria e relativo blackout). A poco quindi sono servite le feritoie comparse sul cofano per migliorare l’evacuazione del calore. A peggiorare il quadro si aggiunge la necessità di girare per non diventare gli ultimi tra i motorizzati Renault…

Undicesimo crono di giornata pur utilizzando le gomme supersoft per Marcus Ericsson e la Sauber C37. La macchina certamente non brilla per bilanciamento (dovuto al progetto completamente diverso dal precedente) ma oggi, con 120 giri all’attivo, si è compiuto un ottimo lavoro per migliorare la comprensione del pacchetto, come confermato dallo stesso pilota svedese. Nel long run del pomeriggio, c’è da sottolineare, la vettura elvetica ha girato più veloce della Williams, simbolo che potenziale ce n’è… 

Giornata impegnativa per Force India: il team inglese nei 93 giri si è focalizzato su test aerodinamici e di setup, non senza problemi: Perez, alla guida, è stato autore di un dritto sporcando la pista e rovinando il fondo che è stato sostituito. Interessanti le sue parole a fine giornata: “Pirelli è stata piuttosto aggressiva con le mescole e questo dovrebbe dare molte più opzioni strategiche ai team nel corso dei GP”. 

Ancora in alto mare la Williams, con Sirotkin che ha girato al mattino e Stroll nel pomeriggio. Il pilota russo è stato penalizzato nel computo totale dei giri per un problema alla carrozzeria; il suo compagno canadese, invece, si è potuto dedicare a dei long run anche con gomma HyperSoft con tempi piuttosto preoccupanti, dichiarando, comunque, di sentire la vettura molto migliorata rispetto al 2017. Diamo fiducia…

Tempi simili in casa Renault, ma attività diverse per i due piloti: Nico Hulkenberg ha girato al mattino, ma è stato fermato da problemi al telaio che l’hanno costretto all’interno del box e a non compiere più di 48 giri. Diversa situazione invece per Carlos Sainz, che al pomeriggio ne ha completati invece ben 91, focalizzandosi sul setup seppur non favorito dal vento, come lui stesso ha dichiarato. 

Giornata molto produttiva per la Haas che rialza la testa con Kevin Magnussen (che ha completato 96 giri). Il danese ha fatto segnare un buon tempo ma qualche problema è emerso nel pomeriggio all’ERS, che ne ha limitato l’attività in pista. Tutto sommato però il potenziale sta venendo fuori e, al momento, sembrano stiano crescendo anche come mentalità, più positiva e dedita allo sviluppo.

Giornata agrodolce per il team faentino Toro Rosso Honda, che, nonostante anche oggi si siano mostrati veloci con il 5° tempo assoluto (con gomma Soft addirittura a 3 decimi dal tempo di Bottas sempre su Soft), sono incappati nel primo problema dei test, non alla PU ma al brake-by-wire. Gasly comunque si è mostrato molto contento della vettura e quasi con orgoglio ha dichiarato di non aver mai provato la qualifica…

Red Bull completa un abbondante numero di giri (130 per la precisione), sebbene un problema alla batteria abbia costretto l’olandesino Max Verstappen a fermare la vettura in curva 1, causando l’interruzione dei test. Il pilota olandese ha dichiarato di avere un buon feeling con la RB14 . E intanto Toto Wolff avverte: “sarà Red Bull la squadra da battere a Melbourne”. Ci dobbiamo davvero credere?

Giornata molto produttiva per Mercedes, che ha alternato alla guida Bottas al mattino e Hamilton al pomeriggio. Il team anglo-tedesco si è concentrato principalmente su long run, prediligendo la gomma Soft dopo una settimana dedicata alla mescola media e mostrando il motivo per cui, nonostante le temperature migliori, la Soft è una mescola piuttosto difficile da gestire. Durante i long run al mattino, Bottas ha accusato un vistosissimo blistering al posteriore, segno di un notevole scivolamento e conseguente surriscaldamento degli strati interni dello pneumatico. Nulla di preoccupante secondo alcuni, spiraglio di luce nella lotta mondiale per altri. Sarà davvero vulnerabile questa W09? 

Ultimi in questa classifica al contrario quindi primi nella graduatoria assoluta di giornata i ragazzi di Maranello e la SF71H, con la guida Sebastian Vettel. Anche loro, come Mercedes, anzi esattamente come Mercedes, si sono dedicati ai long run, addirittura con stesse mescole e stessi giri per buona parte della giornata. Questo ci ha permesso non solo di comparare i tempi degli stint (che troverete qui sotto, purtroppo non tutti) ma anche di paragonare lo stato delle gomme. Così come nel 2017 Ferrari si è mostrata più gentile sulle coperture, mostrando un leggero graining all’anteriore e molto meno blister di Mercedes. Giornata importante anche per l’affidabilità: ben 171 giri e quasi record per numero di tornate compiute da un singolo pilota in una giornata di test dell’era ibrida, che appartiene a Nico Rosberg con 172. Arrivati anche numerosi pezzi da Maranello non ancora tutti montati. Se il buongiorno si vede dal mattino…

A domani con il resoconto della 2° giornata!

(fonte AutosprintLive)

Chris Ammirabile