PICCOLI TALENTI. CRESCERANNO?

Benritrovati. Molti di voi seguono la F2 e un suo sottoinsieme la F3, ma pochi hanno un’idea di cosa accada nel ginepraio delle categorie minori. Questo articolo vuole pertanto essere un piccolo vademecum per segnalare i giovani piloti che si sono messi più in luce in questo 2020. Poichéil karting è un mondo a parte, tratterò solo di piloti che corrono nelle monoposto, .

NAVARRA (ESP), Jul 16 – 19 2020 – F4 Spanish Championship round 1 at Circuito de Navarra. Kas Haverkort #27, MP motorsport. © 2020 Klaas Norg / Dutch Photo Agency.

Sull’onda di Max Verstappen, da qualche anno il mondo kartistico olandese sta offrendo della mercanzia interessante; per fare qualche nome, Richard Verschoor, Bent Viscaal (entrambi in F3), Rinus VeeKay (attualmente il rookie of the year nella Indycar). In attesa di sapere il loro destino, la nuova stella è quella di Kas Haverkort. Dopo aver conquistato numerosi trofei nei kart, quest’anno il pilota classe 2003 corre anche nella F4 spagnola (le varie F4 nazionali sono le serie che introducono i kartisti al mondo delle monoposto). L’inizio finora è stato magistrale: tre vittorie e due pole position nella prima tappa (non sono stati molti i piloti in grado di vincere le prime tre gare della loro vita in una monoposto), solo un secondo posto a Le Castellet (per via di un guasto nella gara-2), ma torna alla vittoria, seppur con altri due ritiri, a Jerez. Questo significa che gare in cui non ha incontrato problemi  non ha mai fatto peggio di secondo. Dovesse vincere la F4 al debutto, probabilmente passerà alla F3 internazionale, come ha fatto il suo conterraneo Verschoor, ipotizzo sempre con MP Motorsport (è un team olandese che ha ramificazioni in tutte le serie minori – F2 compresa).

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L’italiano Gabriele Minì è un protegé di Nicolas Todt, e sapete cosa significa. Una stellare stagione di esordio 2019 nel campionato mondiale kart gli è valso un test con la Prema a Misano (nei quali è risultato il più rapido) e un biglietto di partecipazione nel campionato italiano F4, considerato uno dei più competitivi (fateci caso: molti piloti di F1 conoscono l’italiano). Le prime tre gare nella serie sono coincise con tre pole position e una vittoria (a contorno: un secondo e un quarto posto, arrivati quasi esclusivamente per colpa di cattive partenze) e in generale è apparso il più completo dei piloti. Dopo un secondo weekend un pelo opaco a Imola ma un terzo  decisamente consistente a Spielberg, attualmente è in testa con quaranta punti di vantaggio sullo sfidante Francesco Pizzi (anche lui un pilota interessante: al debutto con le monoposto ha vinto tutto quello che era possibile vincere nella UAE F4, la F4 saudita, sebbene non sia un campionato così probante). Contemporameante ha anche partecipato a due round della ADAC F4 (la F4 tedesca); neanche a dirlo, pole e vittoria al debutto, altre due pole e altri tre podi (più un ritiro). A causa dell’assenza nel round inaugurale al Lausitzring  Minì è solo settimo in campionato, ma da quando è arrivato è stato il pilota che ha conquistato più punti. Correre per la Prema in queste categorie è un boost significativo, ma IMHO tra pochi anni ne sentiremi parlare

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A differenza di quelli ivi menzionati, Juju Noda è già balzata agli onori delle cronache. Malgrado abbia soli 14 anni e sia una ragazza (precisazione un po’ sessista ma doverosa) ha già all’attivo diversi record, di precocità e di piste, sebbene questo sia il primo anno in cui partecipa a un campionato a ruote scoperte -per via dei vincoli di età- e la scelta è caduta sulla F4 danese. Il suo debutto è stato ottimo (anche se si è mostrata più veloce sul giro singolo che in gara) e credo che la giovane sia del buon materiale, ma a differenza di altri qui presentati non mi sbilancio; le ragioni sono molteplici: la F4 danese è un campionato poco competitivo (credo il peggiore delle F4), dove sono più le macchine di F5 (vicine come prestazioni in qualifica ma inferiori in gara), e dove anche gli altri piloti di F4 sono rookie; inoltre lei è da anni che guida F4, sia pure in contesti “informali”, quindi ha un vantaggio di esperienza significativo; last but not least, il padre Hideki è stato un pilota che ha corso anche in F1. Insomma, sospendo il mio giudizio fino a quando correrà in campionati più significativi.

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Su di lui invece mi butto: il diciottenne David Vidales sarà il prossimo Fernando Alonso. Se avesse avuto il budget probabilmente avrebbe debuttato nelle monoposto già da qualche anno -e avrebbe potuto, visto che nel 2016 fu notato dalla Ferrari Driver Academy; al contrario si è specializzato nei kart a marce, dove è apparso come uno dei migliori al mondo. Dopo qualche test con la Campos in F3, ha debuttato IN Formula Eurocup, un campionato più vicino alla F3 che alla F4, a differenza degli altri piloti esaminati finora. Dato l’ambiente competitivo (tra i piloti figurano persone già inserite in academy, come Caio Collet e Paul Aaron), il suo debutto appare come uno dei migliori dell’ultima decade: pole nella primissima qualifica e due vittorie (discretamente dominate) nelle prime due gare in monoposto. Norris fece un debutto simile, per capirci. Nelle quattro gare successive ha messo a segno tre podi e, malgrado abbia debuttato solo nel secondo round e corra per un team di seconda fascia, è pienamente in lotta per il mondiale. Neanche a dirlo, è costantemente il migliore dei rookie. Il problema principale di Vidales è che la Spagna, malgrado l’onda di Alonso e di Sainz jr, non è un paese che riesce a supportare i suoi piloti; la sua unica speranza è che, se continua a far benissimo in Formula Eurocup, la Renault (o qualche altro team di F1) decida di accoglierlo nella sua academy.

Lorenzo Giammarini, a.k.a. LG Montoya

[Immagine di copertina tratta dal sito Thechequeredflag.co.uk]

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