Se a Monza c’è veramente stato un pilota che ha fatto sembrare stupidi tutti gli altri, Baku è il posto giusto per confermarlo.
E così sia.
Venerdì dominato dalle Ferrari, e sabato con Max che le suona a tutti gli altri, con Leclerc e Piastri nel muro, e Norris e Hamilton non pervenuti. Spazio per gli altri, a partire da Sainz secondo e Lawson terzo.
Si spengono i semafori e Piastri vuole a tutti i costi rendersi la vita difficile. Parte in anticipo, poi fa entrare l’antistallo e si fa sfilare da quasi tutti. Quindi la mette a muro prima di completare il primo giro, sbagliando completamente una frenata. La gara se la guarderà da bordo pista su uno smartphone, e probabilmente sarà comunque soddisfatto.
Esce la safety car e, in pratica, le emozioni finiscono qui.
Al giro 18 si ferma Antonelli, bloccato in quarta posizione da Lawson, terzo. Probabilmente, gli hanno evitato lo scambio di posizioni con Russell, che lo seguiva. Al 20° è il turno di Leclerc, e al 21° di Lawson, che esce davanti a Kimi ma viene superato al successivo passaggio sul traguardo.
Norris è ora in quinta posizione ma sembra non avere passo.
Verstappen comanda indisturbato con 7 secondi su Sainz e 11 su Russell. Max, con 27 giri sulle gomme, fa segnare il giro più veloce.
Al giro 28 si ferma Sainz.
Al giro 37 si ferma Hamilton, autore fino a questo momento di una gara mediocre. Al giro successivo è il turno di Norris. Ma la McLaren pasticcia ancora, e non riesce a recuperare la posizione su Lawson e Leclerc.
Si fermano poi Tsunoda e Russell, con quest’ultimo che esce davanti a Sainz, prendendo così la seconda posizione. A questo punto manca solo Verstappen, che si ferma al giro 41.
Norris supera Leclerc e si porta in settima posizione, che terrà fino al traguardo.
Con i primi 4 ben distanziati, gli ultimi giri trascorrono ad osservare il trenino per la quinta posizione, con Lawson seguito da Tsunoda, Norris e Hamilton.
Ma con queste auto ovviamente non si supera, e la gara finisce con Verstappen ovvio vincitore, davanti a Russell, Sainz, Antonelli, Lawson, Tsunoda, Norris, Hamilton, Leclerc e Hadjar.
Fra due settimane c’è Singapore, l’unica gara che Max non ha mai vinto. Con 7 gare lunghe e 3 sprint da correre, e 69 punti da recuperare, l’olandese non può essere considerato fuori dalla lotta per il titolo. Anche perchè gli avversari sono Norris e Piastri.
P.S. gli hanno fatto la guerra per un anno e mezzo, con le prestazioni della Red Bull che calavano progressivamente. Si è data la colpa all’abbandono di Newey e di altri tecnici di primo piano. Ma dopo che il manager super-pagato è andato via, la squadra sembra rinata. A conferma del fatto che, quasi sempre, quando un’organizzazione non funziona bisogna cambiare i vertici. Anche quelli che l’hanno portata molto in alto.
P.S. 2 a maggior ragione, questo vale per chi la squadra non l’ha portata in alto e si ostina a dire che tutto va bene e che “il venerdì si è visto quanto vale la squadra.
P.S. 3 Vanzini considera Arrivabene il tema principal più forte di quelli arrivati dopo Domenicali. E, infatti, oggi non ha lesinato le grandi critiche al team sia durante la cronaca che nell’intervista al team principal. Matteo Pittaccio si sta già scaldando con le cronache della F2.
P.S. 4 lo swap mancato sulla linea del traguardo è stato patetico.
P.S. 5 Sainz terzo, Antonelli quarto, Hamilton ottavo. Punto.
P.S. 6 Colapinto che la sbatte guardando il compagno nella via di fuga e non essendo in un giro veloce è la dimostrazione di come, in un mondo che ambisce alla perfezione, la disperazione e la fame di soldi facciano fare scelte destinate al sicuro disastro.
P.S: 7 e, in tutto questo, il leader italiano della F2, serie propedeutica alla F1, dice che la vittoria nel campionato non cambierà il suo futuro. Ergo, per lui le porte della F1 per il 2026 sono chiuse, se ne parla, forse, per il 2027. Ma, più probabilmente, per mai.
P.S. 8 e, sempre in tutto questo, abbiamo il giovane bolognese, messo su una Mercedes per tappare un buco e, contemporaneamente, sperare di fare Bingo, essere talmente in difficoltà che, dopo due settimane di voci di un Wolff piuttosto insoddisfatto, quest’ultimo ha pensato bene di presentarsi assieme al giovane pupillo a spiegare, in buona sostanza, che hanno un “deal” per il quale o fa dei risultati oppure lo lascia a piedi perchè “questo è un mondo molto duro”. C’era bisogno che ce lo spiegasse ai microfoni di Sky?
P.S. 9 e, per chiudere il discorso, credono tanto in lui, che quando George gli è arrivato dietro hanno pensato bene di mandarlo ai box anzitempo per non avere l’imbarazzo di chiedergli di lasciare la posizione, facendogli così perdere il podio.
* immagine in evidenza dal sito www.formula1.com