IL PUNTO DELLA REDAZIONE

Dopo tre GP di fila, dove tanta carne a cuocere è stata messa sul fuoco, ci si aspetta un po’ di tranquillità eppure in questa F1, come più volte detto, tutto corre veloce; persino le notizie. L’avvenimento che più vorrei porre in evidenza è stata la riunione, che si è tenuta tra i costruttori giovedì scorso, per decidere cosa fare con le nuove regole che scatteranno dal 2026. Come ha detto lo stesso Toto Wolff, che si è visto per l’ennesima volta tirato in ballo in questa storia, è una barzelletta! Immaginatevi se ad Aprile del 2013 le squadre stessero ancora nel capire se dall’anno successivo, i motori turbo ibridi era necessario montarli o meno e, aperta parentesi, sarebbe stato meglio che non lo avessero mai fatto solo che questa è un’altra storia! Ebbene all’alba dell’inaugurazione del regolamento più sconvolgente che la F1 abbia mai visto, ci sono ancora discussioni nel cercare di capire qual è la soluzione migliore per accontentare tutti, dopo che sono stati già investiti centinaia di milioni di euro nel concepire questi nuovi propulsori, che a mio giudizio snatureranno definitivamente il nostro sport mutandolo in una “Formula E” più costosa e, per non parlare del fatto che il suddetto regolamento è stato concepito proprio per attirare nuovi costruttori. Infatti, sempre la settimana scorsa, è stata ufficializzata la notizia che Cadillac entrerà a rimpolpare la griglia del mondiale, portando cosi ad undici le squadre che si contenderanno il mondiale di F1. Mi chiedo come sia possibile ridursi cosi anche perché, ovviamente, questa riunione non ha portato a nulla, se non a quello di dividere le squadre con Ferrari nel mezzo che non prende una posizione chiara. Inutile dire che, se qualcuno sta cercando di guadagnare tempo, è perché evidentemente è in ritardo sul progetto per non parlare che se addirittura la stessa FIA (per mano del “padre e padrone” Ben Sulayem) ha parlato di riportare i motori aspirati, qualcosa in pentola bolle e mi sa che la cottura è andata oltre i tempi previsti. La squadra che principalmente ha fatto muro a riguardo è stata proprio la Mercedes di Toto e, se due più due fa quattro, allora viene naturale pensare che Mercedes si farà trovare pronta per la nuova sfida. Purtroppo i presupposti, affinché l’anno prossimo, ritorni ad essere un nuovo 2014 (del resto l’esempio citato prima non era casuale) ci sono tutti. Purtroppo i timori che l’anno venturo ci sia il rischio che una squadra possa dominare, dando più di mezzo secondo al giro al diretto avversario, è molto plausibile e questo sarebbe una mazzata, sportivamente parlando, che non so quanto farebbe bene (economicamente si capisce!) a tutto l’indotto F1. Una delle cose più oscene della quale sento parlare, in merito a questo plausibile sospetto, è quello di utilizzare un BOP e cioè un “Balance Of Performance”, che è un’oscenità solo a scriverlo! La F1 è (o almeno dovrebbe essere) la massima espressione della ricerca e, ridurre tutto ad un “volemose bene”, non solo sarebbe un insulto a tutti gli appassionati che ancora si ostinano a seguire questo carrozzone, addirittura sarebbe una vera e propria ingiustizia per chi ha lavorato bene. La stessa ingiustizia sportiva che accadrà in Spagna fra qualche mese: la famigerata “DT018”, che andrà a limitare la aereo elasticità delle ali (di fatto andando a colpire McLaren, che è la squadra che meglio ha lavorato in tal senso), è una delle tante “barzellette” che ci dobbiamo sorbire, visto e considerato che questa (ennesima) Direttiva Tecnica di fatto sarà una BOP ne più e ne meno, in modo da cercare di far acciuffare i papaya definitivamente (almeno da parte di Red Bull) e quindi, cercare di ravvivare un campionato che almeno sulla carta pare già deciso.

Le regole sono regole e, al di la del fatto che debbano valere per tutti (mantra con il quale tutti i Team Principal si ammantano ad ogni intervista!) mi chiedo, nel momento in cui votano le suddette regole, cosa diavolo stanno pensando i vari “capoccia” di ogni squadra se poi cambiano idea in corso d’opera? Come ho già detto su queste righe, il regolamento 2026 fu concepito quando si credeva che il mondo sarebbe divenuto totalmente elettrico, poi le cose sono cambiate (la domanda decide sempre) solo che ormai la frittata era fatta, per non parlare dell’incubo che è venuto fuori dalle prime simulazioni riguardanti queste nuove monoposto. Sono del parere che l’attuale sistema F1 abbia bisogno di uno scossone, abbia necessità di una autentica rivoluzione quindi, ammesso che questo regolamento sia un vero flop allora ben venga, perché la necessità di cambiare (non mi riferisco al regolamento) è davvero imperativa. Allo stato attuale queste sono solo illazioni basate sugli “umori” che si raccolgono nel paddock giorno per giorno, magari l’anno prossimo saremo tutti affascinati dal nuovo sound, figlio di un motore la cui potenza è data dal 50% di elettrico e, da un nuovo DRS che oltre ad essere posizionato sull’alettone posteriore lo troveremo anche su quello anteriore… tutto può essere nella vita. In tal caso tutti faremo ammenda, a cominciare dal sottoscritto, eppure provo ad immaginare cosa significhi avere una squadra che ha più di mezzo secondo di vantaggio e, soprattutto almeno un paio d’anni di tecnologia di vantaggio sulla diretta concorrenza, di fatto riportandoci nuovamente in un nuovo 2014 e, non pago, vedere come alcune squadre lotteranno per cercare di avere una BOP per poter colmare il gap prestazionale.

Del resto non ho di che preoccuparmi, sono del parere che il futuro agonistico della massima serie del motor sport sia assicurato e, questo non lo dico tanto per il fatto che in Aston Martin ritornerà il connubio Honda/Newey, quanto perché avremo una Ferrari finalmente preparata per cercare di vincere realmente il mondiale (l’anno prossimo spegneremo diciannove candeline di digiuno!). Infatti il Presidente della Rossa nel Dicembre del 2022, immediatamente dopo aver fatto a pezzi una squadra che era arrivata seconda nel mondiale costruttori (con una Red Bull dominante), disse con ben quattro anni di anticipo, che l’obiettivo della Beneamata era proprio il nuovo regolamento del 2026. Quindi non ho dubbi che l’anno prossimo la Rossa arriverà preparata all’appuntamento, tanto più con la coppia di piloti che si ritrova a cominciare proprio da Hamilton, il quale sta sfruttando questo anno sportivo per “imparare” a guidare una Ferrari… dico bene?

Non so cosa passa nella testa di chi comanda a Maranello, so solo che Ferrari nel non prendere una posizione netta a riguardo di questo argomento cosi spinoso, non lascia presagire nulla di buono e, nel contempo, ha due reparti che lavorano alacremente per ben due distinti obiettivi: farsi trovare pronta per l’anno prossimo appunto e risolvere i casini che hanno fatto quest’anno. Inutile aspettarsi qualcosa di miracoloso in questi prossimi appuntamenti perché i problemi congeniti della SF-25 non sono di facile soluzione per questo, come ho già detto, la Spagna per Ferrari rappresenterà la sua “dead line”. A Maranello ci credono, il pacioccone Vasseur continua a cantare “grosso potenziale da estrarre” e noi lo crediamo; cosi come dobbiamo credere al Presidente ed al suo “Obiettivo 2026”.

Buon GP di Miami a tutti.

Vito Quaranta