IL PUNTO DELLA REDAZIONE

Fin dove vuole spingersi la F1 di Domenicali? Sebbene il “prodotto F1” non è di proprietà del manager italiano, vero è che è lui il Boss che ci mette la faccia, è lui che parla ai microfoni, ed è a lui che ci rivolgiamo. L’attuale F1, sebbene economicamente stia attraversando un periodo florido, è altrettanto vero che è funestata da una sciagura chiamata “Sprint Race”. Ritorno su questo argomento perché recentemente il buon Domenicali, si è espresso nuovamente a riguardo di questo fallimento obbrobrioso (fonte Autoracer.it): “Dobbiamo chiederci se è possibile fare ancora più Sprint e se la formula della griglia invertita è giusta, come in F2 e F3 (!). Penso che arriveremo a discuterne seriamente con i team”. Il manager, citando la MotoGP (che dal punto di vista amministrativo è divenuta un tutt’uno con la stessa F1… e purtroppo si vede!), infine conclude: “Le Sprint sono necessarie e sono il futuro. Tutti i weekend? Non dico di no, ma tra sei di oggi e ventiquattro gare in calendario ci sono comunque mezze misure possibili”.

Singolare come il potere agisca sulla mente di chiunque lo provi: ti da alla testa, ti inebria come un dolce liquore e, semplicemente ne vuoi sempre di più; manie di grandezze comprese. Iniziamo col dire che il format della Sprint è un fallimento totale e purtroppo non ci sono altre parole per poterlo definire. Spacciato come spettacolo salvifico, che avrebbe rivitalizzato il weekend di gara e, che avrebbe aggiunto brio e nuovi spunti argomentativi, in realtà già dalla sua prima comparsa si capi che il suddetto format in realtà, altro non era che lo spoiler di quello che avremmo visto nelle qualifiche e nelle gare ufficiale. Ad essere mortificata in toto è stata proprio la qualifica, perché sebbene una gara ufficiale si dipana lungo trecento chilometri (quindi necessariamente la Sprint Race per ovvi motivi deve essere più corta), la qualifica non la puoi cambiare salvo imporre la sciocchezza dell’obbligo di utilizzo della mescola ad ogni eliminatoria. Di fatto tutto il pubblico del mondo vede in anticipo quello che avrebbe mirato con stupore in un weekend regolare. Aggiungo che oltre al danno vi è anche la beffa, perché ogni squadra attraverso questo format, ha la possibilità di “prendere le misure” come si suol dire, capire dove ha sbagliato in quella fase così delicata, andando ad apportare i giusti correttivi per migliorarsi nel momento che conta, ovvero durante la qualifica e la gara ufficiale, andando a togliere quel poco di sorpresa che ci sarebbe potuto essere. Le prove libere, come una FP2 o una FP3, non saranno mai indicative al 100% in quanto molti giocano ancora a nascondino in quel frangente, mentre in una qualifica tutti danno il massimo come giusto che sia ed ecco appunto lo spoiler di cui sopra. Domenicali&Co. se fino ad ora non hanno aumentato, nel calendario, questa discutibile prova sportiva è solo perché il “vox populi” ha fatto sentire il suo potere (questo dovrebbe far riflettere non poco su argomenti molto più seri), altrimenti la F1 si sarebbe ampiamente adeguata a quello che già stiamo assistendo in Moto GP. L’intenzione di Liberty Media è sempre stata quella di trasformare il circus della F1 in un wrestling tipicamente americano, dove l’artificio la fa da padrona e, quindi le masse possano essere intrattenute al sedile degli spalti fino alla fine. Sebbene l’attuale governance della F1 sta facendo di tutto per indottrinare le nuove generazioni a questo nuovo tipo di F1, l’errore più grande che stanno commettendo, è proprio quello di accostare la parola “intrattenimento artificioso” alla categoria regina dei motori su quattro ruote: la F1 è e, gioco forza sempre sarà, uno sport di nicchia dove sebbene il sorpasso che ti fa saltare dalla sedia piace a tutti, vero è che questo sport non è solo sorpassi e ruotate, bensì anche tecnica e magari lotte a distanza, quando non ci sono vetture che dominano. Il fatto che Domenicali, nonostante la legnata presa da parte del popolo della F1 non molli l’osso a riguardo, la dice lunga a cosa mira il Sistema F1 stesso. Non oso proprio immaginare cosa possa essere un mondiale di F1 con addirittura dodici (le famose “mezze misure” di cui il manager parlava) Sprint Race nel bel mezzo del weekend, con tutto quello che ne consegue dal punto di vista del lato tecnico. Infatti non dobbiamo dimenticare l’assenza di test durante la stagione, quindi tra un GP e l’altro, le prove libere sono divenute cruciali a riguardo. Ormai le squadre pianificano i loro aggiornamenti in funzione del calendario tenendo conto non solo del tipo di pista (portare aggiornamenti a Monaco non serve a nulla!), bensì anche se ci sarà questo tipo di format, visto e considerato che con una sola ora di prove libera risulta difficile testare gli upgrade portati. Davvero le squadre sono disposte ad accettare questo compromesso? Fino a quando il cuore pulsante della F1, che poi saremmo noi appassionati, continuerà a battere per uno sport che inizia veramente ad essere difficile da seguire come una volta.

Proprio questo aspetto inoltre, è strettamente collegato a quello che è in divenire da qui a qualche mese ormai. Da Gennaio 2026 verranno messe a terra le monoposto di nuova generazione, dove la potenza dell’energia elettrica sarà uguale a quella erogata dal motore endotermico (con benzina sostenibile si capisce… e proprio il tipo di benzina che sarà usata farà la differenza) e, in luogo del quale le lamentele da parte dei piloti, ormai si sprecano.  A cosa sta pensando Liberty Media? O per meglio dire, cosa sa che noi non sappiamo? Forse sa che ci saranno due, se non addirittura tre scuderie che riusciranno a giocarsi il mondiale? Fosse cosi allora ci sarebbe un’orgia di combattimenti in pista, visto e considerato che qualifiche e gare sarebbero raddoppiate, eppure quanto sono affidabili le informazioni che le squadre forniscono? Perché come dice Tombazis (fonte Autoracer.it): “Non tutti i team e produttori di motori sono altrettanto trasparenti con i loro dati. Alcuni sono piuttosto reticenti su ciò che fanno. Altri sono molto aperti e ci supportano con suggerimenti… Ciò significa che non possiamo cambiare nulla dall’oggi al domani. Ma nel complesso c’è accordo su come risolvere i problemi”.

Premesso che le dichiarazioni del Tomb sono una continua contraddizione di quello che egli stesso dice (questo stralcio di dichiarazione ne è un esempio: “alcune squadre non sono trasparenti, ma, collaboriamo tutti!”), vero è che nel suo veicolare ci da un’informazione preziosissima che è appunto quella che non tutti dicono la verità. Benvenuti in F1, dove girano interessi miliardari ed il più pulito ha la rogna! Per quale motivo una squadra di F1, che ha lavorato meglio degli altri, dovrebbe aiutare tutti a migliorare? Magari questo sarà possibile solo dopo aver fatto incetta di vittorie, perché no? Del resto quanto accaduto dal 2014 in poi ha insegnato molto. Infatti l’anno prossimo il rischio di rivivere proprio quell’epopea (per Toto e compagni, di certo non per noi) è molto seria, ed ecco che in questo scenario, la Sprint Race non solo sarebbe mortificante, addirittura andrebbe a uccidere quel poco di buono che in questa F1 ancora rimane. Per questo Domenicali, che stupido non è e, che non parla mai a caso, ha parlato anche di quell’oscenità che se possibile, è anche peggio del format Sprint, che è la griglia invertita… cosa sa Domenicali che noi ancora non sappiamo? Non resta che aspettare il 2026, ormai manca poco.

Vito Quaranta