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La Mercedes domina (ancora) in Cina, Ferrari (ancora) bocciata

Tre doppiette Mercedes nelle prime 3 gare. Meglio del 2014, quando solo la legge dei grandi numeri impedì alla casa tedesca di vincere tutte le gare. All’epoca erano le prime gare con un nuovo e rivoluzionario regolamento, che le malelingue volevano scritto dalla FIA a 4 mani con la casa tedesca.

Sono passati 5 anni, e siamo ancora qui. Due frecce d’argento vanno via alla partenza e nessuno le raggiunge più. Gli avversari si arrabattano fra team order discutibili e strategie diversificate ma il risultato non cambia. In controtendenza con la battaglia che si era vista nei due anni scorsi, ricordando però che la battaglia stessa è comunque finita a diverse gare dal termine del campionato.

Abbiamo cominciato dalle conclusioni, giusto per ricordare a tutti quelli che continuano a dire frasi del tipo “ogni gara è diversa dall’altra”, “il campionato finisce ad Abu Dhabi”, “la gara è domenica”, che la realtà dei fatti, alla fine, è, se non sempre, quasi, una macchina grigia guidata spesso da un pilota nero che taglia (meritatamente) il traguardo per prima. E così sarà presumibilmente fino alla fine di questa sesta stagione ibrida. Sperando che, dopo, la pancia dei tedeschi sia piena e ci sia, finalmente, spazio anche per gli altri, anche se non se lo meritano.

Tutto ciò premesso, veniamo alla cronaca, anche se c’è poco da dire. Qualifica dominata dalla Mercedes, ma con Bottas davanti ad Hamilton, e alle due Ferrari con Leclerc di poco dietro a Vettel. Red Bull in terza fila con Gasly staccatissimo da Verstappen.

Alla partenza la fila di destra parte decisamente meglio, e Hamilton passa Bottas per involarsi verso la vittoria. Il problema, per la Ferrari, è che Leclerc passa Vettel, e già si presume che qualcosa verrà chiesto al monegasco. Cosa che, dopo qualche timido accenno, avviene perentoriamente al giro 11, quando il tedesco viene fatto passare davanti, ma non dimostra di essere più veloce, e non solo fa scappare Bottas, ma fa pure avvicinare Verstappen. Questa manovra costa 6 secondi a Leclerc, ma, quel che è peggio, lo porta su una strategia differente mirata a disallineare i suoi pit con quelli delle Mercedes per provare a rallentarle.

Strategia della disperazione, che in qualche occasione abbiamo visto fare lo scorso anno anche ai tedeschi, spesso riuscendo perfettamente nell’impresa. Cosa che non succederà oggi per la Ferrari.

Il primo a fermarsi è Verstappen al giro 18, Vettel risponde al giro successivo, esce di poco davanti all’olandese il quale in fondo al lungo rettilineo tenta la stessa manovra di un anno fa, buttandosi all’interno. Fortunatamente Sebastian mantiene la lucidità, lo fa passare incrociando la traiettoria e ripassandolo per tenersi la terza posizione che porterà fino al traguardo. E’, questo, il momento più interessante di un gran premio altrimenti piuttosto noioso.

Le due Mercedes rientrano subito dopo ma il vantaggio che avevano le mantiene saldamente davanti. Leclerc viene invece mantenuto in pista ancora per molti giri, per attuare la strategia sopra descritta.

Non succede null’altro fino alla seconda serie di pit-stop, inaugurata ancora una volta da Verstappen che tenta un undercut su Vettel, ma la Ferrari risponde immediatamente. Questa volta il margine è ampio e il tedesco non corre alcun rischio. Subito dopo la Mercedes fa entrare i propri piloti contemporaneamente, ma al rientro in pista Bottas si ritrova dietro a Leclerc. Il finlandese perde però pochissimo tempo dietro al monegasco, e la strategia Ferrari che mirava a far riavvicinare Vettel non riesce. Con Verstappen a debita distanza da Vettel, ma molto più veloce di Charles, la Ferrari decide di farlo rientrare per tentare una rimonta sull’olandese, contando su gomme più fresche. Ma il distacco accumulato è troppo elevato.

La gara si trascina noiosamente per gli ultimi 10 giri, senza grandi emozioni nemmeno nelle retrovie, e Hamilton mette così il suo sigillo sul gran premio numero 1000, davanti a Bottas, Vettel, Verstappen, Leclerc e ad un inesistente Gasly, autore del giro più veloce solo per avere cambiato le gomme a due giri dalla fine.

La Formula 1/2 viene vinta da Ricciardo, doppiato e finalmente autore di una buona prestazione. Poi il sempre solidissimo Perez, l’altrettanto solido Raikkonen, e l’ancora ottimo debuttante Albon, che ha saputo raddrizzare il week-end dopo il grande botto di ieri.

Fuori dai punti le due Haas, che hanno perso competitività, separate da Stroll che, non sorprendentemente, non riesce a mantenere il livello di prestazione del compagno di squadra. Poi Sainz, con una McLaren non competitiva (anche se comunque penalizzata dal doppio botto iniziale causato da Kvyat), Giovinazzi ancora molto deludente, e le due Williams, che al momento sono le uniche protagoniste della terza categoria.

Fra due settimane si va a Baku, circuito molto discusso caratterizzato da un lunghissimo rettilineo e da una parte misto-lenta molto lunga. Da quello che si è visto in Cina, con una Ferrari veloce sul dritto ma in difficoltà nel misto, la musica non dovrebbe cambiare di tanto. Ma Toto Wolff e Lewis Hamilton dicono che quest’anno i rapporti di forza cambiano ad ogni gara (a loro fa comodo vederla in questo modo), quindi possiamo sperare in una gara combattuta.

P.S. la premessa così “decisa” non pretende di essere “definitiva”, ma è comunque la proiezione futura di ciò che si è visto negli anni recenti. Con un avversario così forte (soprattutto economicamente), determinato ed esperto, o parti molto bene o non lo raggiungi più. 

* immagine in evidenza dal profilo twitter @MercedesAMGF1

6 HOURS OF SHANGHAI

Metà della Superseason se ne è andata decisamente come previsto, con la Toyota a dominare sugli impotenti team privati, con l’eccezione di Silverstone, dove con la doppia squalifica dei giapponesi c’è stata gloria pure per la Rebellion. L’Endurance Committe prima della gara a Shanghai ha emesso una nuova revisione dell’EOT per cui alle LMP1 private sarà concesso di utilizzare circa il 10% in più di energia per giro, nella speranza di avvicinare il gruppone alle TS050 Hybrid. Dal punto di vista della classifica al Fuji c’è stata la reazione della Toyota #7 che con Kobayashi, Conway e Lopez ha trionfato nel tracciato di casa davanti ai compagni Alonso, Nakajima e Buemi, ancora leader in campionato. L’equipaggio della Rebellion #3 era prima del Fuji quello più vicino al duo Toyota, ma un’incidente rovinoso in regime di SC ha arrestato il loro buon filotto di risultati. Inutile dire che tutti si aspettano un nuovo duello fra le ibride nipponiche, con il resto a giocarsi l’ultimo gradino del podio come se fosse la vera vittoria.

La classe senza dubbio più interessante da seguire è come sempre la GTE Pro, dove dopo la tappa del Fuji ha preso il largo in classifica il duo Porsche formato da Christensen-Estre, che hanno vinto con una buona strategia e ottima regolarità durante gli stint. Gara da dimenticare, nel risultato, per le Ferrari di AF Corse che sia per sfortuna che per errori dei piloti hanno raccolto solo un 4° posto, in un week end in cui c’erano i presupposti per fare doppietta senza troppa difficolta. Senza infamia e senza lode la performance Ford, mentre BMW e Aston si sono confermate ottime sul giro secco, ma ancora acerbe sulla gestione delle gomme nell’arco degli stint. Il BOP aggiornato per Shanghai prevede una riduzione di peso per tutte le vetture (5-6 kg) eccetto le Ferrari 488 EVO; inoltre le macchine di AF Corse perdono 10 mbar di boost su tutto il range di giri, mentre le Aston guadagnano 10 mbar. La one-off Corvette C7R avrà un BOP abbastanza in linea con le altre. C’è comunque motivo d’interesse e di curiosità, visto che sarà la prima volta che una Corvette ufficiale non sarà nella classica livrea gialla, ma sfoggerà l’appariscente colorazione argentata per promuovere la nuova serie “Redline” della muscle car. In più, a parte Le Mans, sarà probabilmente la prima gara fuori dal continente americano per i ragazzi di Doug Fehan.

Come in Giappone la gara sarà da “pazzi della notte”, perché scatterà alle 4 notte italiane….Eurosport farà veder le ore finali (2h e mezza circa). Purtroppo i vari siti di free streaming sono stati oscurati, ma è possibile che all’ultimo spunti qualche live su Youtube…..finché non lo chiuderanno. Ci si può abbonare gratis (30 giorni) su Motorsport e vedere tutto in diretta su Motorsport.TV. Fortunatamente ci sarà come sempre il fondamentale live timing!

SPOTTER GUIDE / ENTRY LIST:

 

Link LIVE TIMING:

http://www.sportscarglobal.com/LiveTiming.html

A questo punto non ci resta che svegliarci nel cuore della notte (o fare after fino alle 4)…..eheh, e seguire l’ultima gara per questo 2018.

Aury

2017 FORMULA 1 HEINEKEN CHINESE GRAND PRIX

Il sorpasso, questo sconosciuto. E’ innegabile che a Melbourne di sorpassi se ne siano visti pochi, e già prima dell’inizio del Mondiale piloti e ingegneri erano concordi nel dire che il nuovo regolamento abbia creato una condizione per la quale quello che dovrebbe essere il gesto supremo nello sport motoristico sia diventato impresa proibitiva o quasi.

Macchine più larghe, deportanza molto maggiore, frenate sempre più ritardate, grande perdita di carico in scia. Tutte cose ampiamente prevedibili, per un effetto opposto a quello che si voleva perseguire  con il cambio di regolamento precedente del 2009, che era stato fatto anche e soprattutto per diminuire l’effetto scia, imponendo quelle orribili ali anteriori larghe e posteriori alte e strette.

Ma allora perchè ora si è voluti andare in direzione opposta? I piloti sono stati unanimi nel dire che le nuove auto sono molto più divertenti da guidare, Alonso ha dichiarato che ora sono finalmente più veloci in curva rispetto alle GP2 e alle SuperFormula giapponesi, e questo è ciò che la gente si aspetta. Ma è proprio vero?

Forse chi guarda le gare in TV, ma anche dai bordi del circuito, fa fatica a valutare una differenza di 40 km/h in più in curva, mentre ciò che valuta benissimo, e che gradisce, è proprio il sorpasso.
Non quello finto, frutto di DRS e gomme che decadono improvvisamente, ma quello vero, cercato e imposto all’avversario rischiando anche più del dovuto. Evento molto raro nella F1 degli ultimi 20 anni, caratterizzata da un carico aerodinamico mostruoso generato dalla parte superiore dell’auto, il che dà luogo al suddetto odiatissimo (dai piloti) effetto scia, per il quale non appena si arriva dietro un avversario, se si è anche 2 secondi più veloci passargli davanti è di fatto impossibile.

Chi ha definito il nuovo regolamento, e quindi gli ingegneri delle stesse squadre, avrebbe forse dovuto ricordarsi di quando, a metà del decennio scorso, si era addirittura pensato ad un alettone posteriore col buco in mezzo, anzichè accontentarsi della presenza del DRS. Pensando anche che se non si riesce a stare attaccati all’avversario in curva, perchè a causa dell’effetto scia si perde buona parte del carico, anche avendo il DRS non si è in grado di superarlo in rettilineo. E questo a Melbourne si è visto benissimo.

Ora si va in Cina, dove la carreggiata è larga e c’è un rettilineo lunghissimo. Ma ci sono anche tante curve veloci, e il problema potrebbe ripresentarsi amplificato. Il rischio è che l’unica macchina facilmente sorpassabile sia la McLaren-Honda, la quale paga 30 km/h a tutte le altre e solo su quel rettilineo, secondo le simulazioni, perderà circa 7 decimi. E se veramente domenica prossima assistessimo ad una gara in cui i sorpassi si conteranno sulle dita delle mani, la situazione sarà tale da richiedere interventi immediati, pena il dovere sperare nella pioggia in tutte le gare per non annoiarsi.

La pioggia. Come mai quando piove ci si diverte di più? Per spiegarlo, facciamo un passo indietro. Noi che abbiamo alle spalle tanti GP (visti), diciamo spesso che negli anni ’80 le gare erano più divertenti. Che cosa le rendeva tali, se di fatto spesso si assisteva a due macchine bianco-rosse che partivano prima e seconda e arrivano in quest’ordine, e per di più la regia non inquadrava mai le battaglie nelle retrovie (che pure c’erano ed erano col coltello fra i denti)?

L’elemento accattivante era qualcosa che ora non c’è più, e cioè l’incertezza, che era poi essa stessa la ragione per la quale spesso avvenivano i sorpassi. Un problema tecnico, un assetto non perfetto che portava a perdite di prestazione durante la gara e quindi alla rimonta di chi stava dietro, tutte cose che nella F1 della perfezione (perchè tale diventa, quando a lavorarci sono 1000 persone e i soldi spesi sono centinaia di milioni di euro), vengono escluse a priori, e quando si vuole che tutto sia esente da errori, anche il risultato finale lo è. Ma quando piove, le certezze costruite a suon di simulazioni, più che di test nelle free practice, spariscono. La tanto vituperata regola del parco chiuso costringe ad andare in pista con una macchina della quale non si conoscono gli esatti comportamenti nelle nuove condizioni. E questo è sufficiente per regalarci gare entusiasmanti.

Tornando alla Cina, dovremmo forse sperare che piova, come è accaduto già diverse volte da quando, nel 2004, si è cominciato a correre a Shanghai, e abbiamo sempre visto gare divertenti. Se vogliamo però capire se l’ordine dei valori che abbiamo visto a Melbourne, con una Ferrari davanti alla Mercedes a confermare la supremazia vista nei testi di Barcellona, sia veritiero, dovremo sperare in una gara asciutta. I tedeschi ed Hamilton avranno una gran voglia di rifarsi, in teoria il circuito è molto più adatto alla “lunga” W08 che alla “corta” SF70-H, al contrario di Melbourne. E’ fuori discussione che, se vedremo la rossa ancora davanti a giocarsela, le prospettive per il mondiale saranno concrete. Ma c’è anche il rischio che si materializzino quei 5 decimi di vantaggio che la Mercedes era sotto sotto convinta di avere prima di Melbourne. Speriamo ovviamente di no, anche perchè diversamente sarà solo noia.

P.S. Giovinazzi sarà di nuovo in pista al posto di Wehrlein. Nel giro di poco più di un anno, Antonio si è trovato dalla F3 alla F1, con in mezzo una stagione incredibile in GP2. Il destino gli ha riservato una seconda grande occasione inaspettata, se confermerà la consistenza vista a Melbourne potrebbero aprirsi scenari interessanti, visto che è il terzo pilota Ferrari e che sarebbe un peccato restasse a guardare per il resto della stagione…