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MOTOGP 2019 – RED BULL GRAND PRIX OF THE AMERICAS

Solito dominio INCONTRASTATO di MARC MARQUEZ e alle sue spalle giungono….

…tanto in Texas è casa sua, ed è dominatore incontrastato da sempre in tutte le classi, non gli gira male manco quando cade o gli si rompe la moto, possiamo chiuderla qui e passare alle altre categorie.

MOTO2

Baldassarri è quanto mai in palla e sarà qui a cercare la terza vittoria di fila, anche se il suo cammino sarà ostacolato dall’intramontabile Luthi, senza dimenticarci di Gardner e Schroetter. Sarebbe da preoccuparsi anche di Marquez Jr,ancora un vaolta atteso alla dimostrazione del suo reale valore.

Il team VR46 è zoppo con entrambi i piloti, visto che Marini è reduce dall’infortunio alla spalla, mentre Bulega si è dovuto sottoporre a un intervento alla braccia, causa sindrome compartimentale.

Gli altri Italiani sono ancora alla ricerca del giusto feeling con la nuova categoria, speriamo di rivederli presto nelle posizioni che contano.

MOTO3

Attesa la risposta di Fenati, che solitamente su questa pista ha sempre stupito e ottenuto ottimi risultati, anche se saranno da controllare i vari Masià e Arbolino. Il pilota Italiano ha iniziato a lavora con il mental coach di Lorenzo e pare averne tratto parecchi benefici, speriamo lo aiuti nella corsa al titolo.

MOTOGP

Non dovevo parlarne, ma…

…la gara di Austin solitamente ci si aspetta che sia pro Ducati, visto i lunghi rettifili, ma molto spesso invece diventa per lei ostica, riuscendo a far fare bella figura alla Yamaha. Attendiamo quindi di vedere le due case e relativi piloti, se ci forniranno uno spettacolo degno di quello Argentino.

Aspettiamoci una buona gara anche di Suzuki e Rins, mentre per Aprilia e Ktm, la strada e ancora molto incerta, sul piano prestazionale.

Orari TV

SKY SPORT MOTOGP HD

Domenica 14 aprile

18.00: Diretta Moto3 Gara
19.20: Diretta Moto2 Gara
21.00: Diretta MotoGP Gara

TV8

Domenica 14 aprile

20.00: Differita Moto3 Gara
21.20: Differita Moto2 Gara
22.30: Differita MotoGP Gara

LA GALOPPATA SOLITARIA NELLA PAMPA

Ordunque;

  • dalla prossima corsa si inizierà ad installare una zavorra di 10kg ,sulla moto di Marquez, per fermarne il suo strapotere. Tale zavorra potrà arrivare sino a un limite massimo di 50kg, dopo di che, nel caso di ulteriore dominio, gli verrà dato l’obbligo di passare per il long lap ad ogni tornata.
  • Rossi dichiara che è ora di mollare la massima serie, quando le cose girano bene. è sempre meglio salutare il gruppo quando si è vincenti.
  • Crutchlow dichiara che lo spostamento è stato provocato dall’erezione a causa dell’ombrelina, ma Spencer non ne ha voluto sentir ragione.
  • Lorenzo si narra che stia percorrendo gli ultimi giri, ha detto che la gara era solo un test e voleva capire bene la moto.
  • Iannone ormai più che a cannone, è diventato fermone (sempre rima fa)
  • Morbidelli, pare che abbia detto a Vinales; “Pesce d’Aprile”

Bon, dopo averla buttata sul ridere, dato che mi frullano ancora le palle per la gara della F1…

Gara favolosa, se ci dimentichiamo del buon Marc Marquez, che sto anno fa tutto bene dal venerdì fino alla domenica, dominando come pochi fanno. Comprensibile l’auto elogio che si è dato prima di tagliare il traguardo, ieri era davvero imbattibile.

La gara degli umani invece è stata una piacevole battaglia fra Rossi, Dovizioso, Petrucci, Rins, Miller, Morbidelli e Vinales. gli ultimi due purtroppo fuori gara, per un contatto nell’ultimo giro. è stato bello vedere sorpassi e contro sorpassi, duelli come se ci si dovesse giocare una vittoria, con dei corpo a corpo molto duri, ma mai pericolosi o scorretti. Bello, ce ne vorrebbero ogni domenica. A spuntarla è stata l’intramontabile Rossi, che a fine gara aveva ancora l’entusiasmo del ragazzino.

Dovi è stato concreto ed ha cercato di massimizzare il risultato, su un tracciato in cui solitamente la sorte gli gira le spalle. Bene vedere Petrucci e Miller li nella lotta, a solita dimostrazione di quanto sia buona la D16. Ma bello è stato avere anche le tre M1 a giocarsela, una moto che per una volta pareva ben messa in staccata, percorrenza e trazione. Paga ancora un pò la potenza massima rispetto alle Ducati e prima di esultare, aspettiamo Jerez.

Inqualificabile la penalizzazione inflitta a Crutchlow, è del tutto ingiusto un ride trought a un pilota che ha spostato la moto di 1 cm e 1/2, nell’istante i cui si è acceso il semaforo rosso. La partenza non  stata anticipata, se proprio per assurdo dovevano dargli una penalità, potevano dargli un long lap, ma non devastargli la corsa così. SENZA SENSO!!!

Capitolo Lorenzo, attendiamo prima di emanar sentenze, visto che non è ancora al 100% fisicamente, seppur lui non stia usando questa cosa come giustificazione, ma sti ammettendo le difficoltà nel trovare il setting giusto e aver usato ancora troppo poco la Honda. (Per me tornerà ad essere il solito Lorenzo)

In moto2 arrivata la seconda vittoria di Baldasarri, che pare aver trovato una competitività simile a quella di Morbidelli del 2017, speriamo quindi che sia di ottimo auspicio per la stagione. Vierge, il poleman, spegne la moto al via e torna mestamente a piedi al box, Luthi si ritrova a terra, dopo un contatto con Binder. Il podio lo chiudono Gardner e Schrotter.

In moto3 arriva la prima vittoria per Masià, davanti a Binder e Arbolino. Buona la gara degli Italiani. Toba diventa leader di classifica.

Saluti

Davide_QV

MOTOGP 2019 – Gp Motul de la Republica de l’Argentina-Termas de Rio Hondo

Secondo appuntamento stagionale e prima gara dopo le polemiche post-Losail.
La pista argentina presenta caratteristiche diverse rispetto al Qatar. Si tornerà a correre nel pomeriggio, quindi con condizioni più usuali rispetto al debutto. Fondamentale sarà la scelta delle gomme perché il circuito è storicamente difficile per la Michelin, ma fondamentale sarà anche il meteo che non promette bene soprattutto per la domenica di gara e potrebbe dare vita ad una gara “pazza”.
Il tracciato piace a Marc Marquez che resta il favorito per la vittoria considerando anche che Ducati non ha mai fatto risultati importanti in Argentina. Marc conta due vittorie nel 2016 e 2014. Nel 2015 si prese dentro con Rossi lottando per la vittoria avendo la peggio. Nel 2018 fece la gara peggiore della sua vita pur potendola vincere a mani basse visto il ritmo che aveva nel polso.
La gara dello scorso anno fu caratterizzata dagli errori organizzativi in partenza: i piloti cambiarono moto dopo essersi già schierati in griglia, e furono fatti partire tre file dietro a Jack Miller autore della pole che si era già schierato con la moto in configurazione “asciutto”. Di fatto fu annullato il vantaggio di Jack e si diede vita ad uno schieramento di partenza davvero bizzarro e inedito…..
Marquez spense la moto mentre era già allineato e fu spinto da un commissario con una procedura al limite del dilettantismo, ritornando al suo posto contromano mentre gli altri erano già schierati. Il Drive Through conseguente diede inizio alla furiosa rimonta ai danni di tutto e di tutti, ed ebbe il culmine nelle due entrate sciagurate su Espargaro prima e Valentino Rossi dopo. Altra penalità e gara rovinata per tutti e tre con le polemiche che portarono all’episodio della stretta di mano in Tv rifiutata da Rossi qualche conferenza stampa più tardi.
Alla fine nel 2018 la spuntò Cal Crutchlow andando in testa al Mondiale per la prima volta in vita sua. Fu comunque una gara anomala che vide un podio inedito completato da Zarco su Yamaha e Rins con la Suzuki. Gara opaca per tutte le Ducati tranne che per Miller finito a poco più di 4 secondi dal vincitore.
In ottica 2019 le incognite sui valori delle moto in pista sono ancora tante. Se Ducati pare in forma ma non in formissima (a detta di Dovizioso), Honda è cresciuta di motore ma deve ancora affinare qualcosa sulla messa a punto per poter dare quel feeling con l’anteriore che manca ai suoi piloti Marquez e Crutchlow. Lorenzo è ancora alle prese con i suoi problemi di adattamento che nella scorsa gara sono stati fermati dalle due cadute che hanno lasciato il segno ed il dolore. Jorge ha corso con una costola incrinata e dolorante su una moto che non ha ancora in mano ed alla quale non da ancora del tu.. Arriverà anche lui.
Capitolo Yamaha. La moto che sembrava volare nelle prove del Qatar con Vinales si è dimostrata ancora un oggetto che non capiscono bene neanche al box. Purtroppo i problemi di trazione dello scorso anno non paiono risolti, e al sabato Rossi ha avuto grossi problemi soprattutto con la gomma anteriore che si deteriorava in maniera repentina. Alla domenica il risultato tra i due piloti in pista si è ribaltato creando ancor più confusione per la strada da seguire. Sembra essere tornati al 2017 quando Vinales partì a bomba con le sue vittorie mentre Valentino Rossi lanciava appelli di aiuto ad Iwata. All’epoca si scelse di seguire la strada di Rossi con il risultato che Maverick smise di vincere e furono addossate colpe a Rossi che invece erano da attribuire alla moto. Vinales è forte, ma spesso e volentieri va in confusione perchè riesce a guidare per qualche sprazzo ignorando quei problemi che Valentino invece evidenzia sin da subito. Cosa farà ora Yamaha? Lo vedremo.
Suzuki. Bella la prima stagionale di Rins ed anche quella di Mir al debutto. Dovizioso (dal suo posto in pista privilegiato) racconta di una moto molto scorrevole e veloce a centro curva che però manca ancora di potenza massima. Il rettilineo del Qatar ha confermato, e l’arrivo così a ridosso dei primi di Rins potrebbe anche essere dovuto al ritmo blando tenuto per tutta la gara da Dovizioso stesso. Analizzando il tempo totale di gara nel 2019 si è andati più lenti di circa 2,5 secondi, quindi il voler preservare le gomme può aver scombinato le carte in tavola in merito alle prestazioni assolute. La pista argentina ha un bell’allungo, ma ci sono anche diverse curve da percorrenza dove si potrà capire qualcosa in più su questa bella Suzuki.
Aprlia. I progressi da compiere sono ancora tantissimi in tutti i reparti e l’avvicinamento ai primi sta diventando troppo lungo per un marchio che ha lasciato un segno così importante nel motomondiale. Il reparto corse c’è ed i risultati dovranno cominciare ad arrivare a breve. Iannone è un buon pilota, forse non con l’attitudine a dare indicazioni precise per lo sviluppo, sicuramente troppo incostante anche caratterialmente, ma tutto il reparto corse dovrà fare uno sforzo maggiore per tornare al vetrice. Si auspica che l’arrivo di Massimo Rivola a capo dell’organizzazione possa fornire effetti almeno nel medio periodo.
KTM. Unica squadra con un concetto di telaio diverso dagli altri… Ducati abbandonò il proprio concetto snaturando la propria filosofia di fronte all’evidente mancanza di progressi. Forse sarà necessario anche per KTM? I risultati sono simili a quelli delle CRT di qualche anno fa e invece qui trattasi di squadra ufficiale più team satellite……urge soluzione.
Capitolo Piloti Italiani.
Sulle possibilità del Dovi non ci devono essere dubbi perché la moto è forte e lui ha sufficiente testa e velocità per stare sempre con i primi, dimenticandosi che possano esistere piste sfavorevoli.
Petrucci non è stato brillante nel primo weekend di gara né in pista né fuori con le sue dichiarazioni sibilline sull’appendice oggetto della discordia. Un professionista deve pesare le parole soprattutto se è un ufficiale. Sicuramente non è ancora entrato nel mood giusto, ma lo deve fare ed anche di corsa perché il suo posto è già assegnato e deve trovarsi una sella comoda per il 2020.
Valentino Rossi. Su di lui si sono scritte tante di quelle parole che è difficile trovarne di nuove…..Se a 40 anni lotti come un ventenne con una moto che non ti asseconda e contro dei giovani assatanati, bè meriti solo sconfinato ed immenso rispetto soprattutto perché sei il pilota Yamaha che arriva a 6 decimi della vittoria rimontando dal 14esimo posto in griglia. A Termas de Rio Hondo ha già vinto nel 2015 facendo a carenate con Marquez. Se la moto non si mangerà le gomme nei lunghi curvoni in appoggio lui resta una garanzia.
Pecco Bagnaia dovrà fare il suo debutto perché la prima gara terminata con le ali rotte da un contatto nelle prime curve non può essere giudicata. Le aspettative su di lui sono tante: è il miglior giovane talento che in questo momento abbiamo tra le file dei nostri, talento in cui crede tantissimo anche Ducati al punto di affiancargli Gabarrini ex ingegnere di Stoner e Lorenzo.
Franco Morbidelli ha un po’ deluso in Qatar ed è atteso alla riscossa sul suo compagno. In prova è finito dietro ad un debuttante seppur bravo. Il Morbido è uno di quelli che ci mette un po’ a comporre il puzzle ma alla fine lo compone bene.
Andrea Iannone. Per fortuna è scivolato nel giro di rientro… in una gara matta può sempre venir fuori perché solo in quella può sperare con la moto che porta in gara. Chissà… magari pioggia, ma ha davanti altri anfibi forti con moto migliori. Vederlo correre nelle retrovie dispiace, ma il talento non basta averlo, deve coltivarlo ogni giorno.
MOTO 2
Il nuovo motore Triumph piace ai piloti. Maggior potenza, più coppia ed un motore più “race” rispetto all’Honda degli anni scorsi. Sulla pista di Losail il tempo finale di gara si è abbassato di 25 secondi, sintomo che funziona a dovere e che le prestazioni sono aumentate in maniera sensibile.
Gli italiani partono come sempre tra i favoriti soprattutto Baldassarri che in Qatar ha messo a segno il primo colpo stagionale con molta freddezza e lucidità, visto che gli ultimi giri hanno registrato la rimonta esuberante di Luthi che ha esperienza da vendere e non bisogna mai dare per battuto. Aspettiamo Luca Marini che sul finire della passata stagione aveva fatto ben sperare e che a Doha è apparso al di sotto delle aspettative. In ogni caso i team hanno ancora necessità di trovare gli equilibri migliori visto l’importante cambio di motore. Tra i protagonisti bisogna tenere presente Alex Marquez che quando imbrocca la giornata giusta diventa un cattivo cliente. Probabile protagonista anche Enea Bastanini che ha ben figurato al debutto e che ha al suo fianco quel volpone di Giovanni Sandi che lo aiuta al box. Anche qui (come per Bagnaia) attendiamo il vero debutto di Bulega che si è fatto prendere dalla troppa foga alla prima uscita.
Lo scorso anno vinse Pasini ora passato al microfono degnamente (si sente un po’ la mancanza di Zoran Filic) mentre nel 2017 la vittoria fu di Morbidelli. La speranza è di vincere la terza di fila e sentire l’inno di Mameli anche quest’anno.

MOTO3
I ragazzini scatenati della Moto3 daranno come al solito spettacolo. Fare un pronostico è sempre azzardato vista la quantità di sorpassi che ogni domenica ci regalano. Il rettilineo dalla parte opposta della pista sarà determinante al fine di poter mantenere con le scie i ranghi compatti e serrati e permettere a chiunque di tirare fuori dal cilindro il sorpasso determinante per la vittoria. Bella la vittoria di Toba la scorsa gara, vittoria che ha fatto tornare alla memoria i successi nelle classi minori di tutti quei giovani piloti giapponesi simpatici degli anni passati. Vedremo se Fenati avrà il ritmo del Qatar che gli avrebbe permesso di arrivare molto più avanti se solo non si fosse impaurito per il warning. Purtroppo non corre ancora rilassato ed una bella vittoria potrebbe rinfrancarlo, soprattutto perché la gara successiva sarà sulla “sua” pista di Austin.
Buona gara.

Il Gran Premio in TV
Sky Sport Motogp canale 208

Venerdì 29 marzo 2019
ore 13:00 prove libere 1 Moto3
ore 13:55 prove libere 1 Moto2
ore 14:50 prove libere 1 Motogp
ore 17:15 prove libere 2 Moto3
ore 18:10 prove libere 2 Moto2
ore 19:05 prove libere 2 Motogp

Sabato 30 marzo 2019

ore 13:00 prove libere 3 Moto3
ore 13:55 prove libere 3 Moto2
ore 14:50 prove libere 3 Motogp
ore 16:35 qualifiche Moto3
ore 17:30 qualifiche Moto2
ore 18:25 prove libere 4 Motogp
ore 19:05 qualifiche Motogp

Domenica 31 marzo 2019

ore 14:40 warm up Moto3
ore 15:10 warm up Moto2
ore 15:40 warm up Motgp
ore 17:00 gara Moto3
ore 18:20 gara Moto2
ore 20:00 gara Motogp

TV8 canale 121

Sabato 30 marzo 2019

ore 18:00 qualifiche Moto3
ore 19:00 qualifiche Moto2
ore 20:30 qualifiche Motogp

Domenica 31 marzo 2019

ore 17:30 gara Moto3
ore 19:00 gara Moto2
ore 20:30 gara Motogp

Saluti

ICEMANKR7

La Motogp che verrà..

La Motogp che verrà..

Finalmente la sentenza del Tribunale sportivo di Ginevra è arrivata: la vittoria di Dovizioso in Qatar è stata confermata così come è stata dichiarata conforme alle regole l’appendice del forcellone Ducati, fatto ben più importante.
Il tutto apre scenari nuovi nell’ambiente rompendo quegli equilibri che sino a ieri avevano regolato i rapporti tra le Case e con la Federazione stessa.
Riassumendo brevemente l’accaduto, tutto è nato da un’ interpretazione differente data a Ducati e ad Aprilia per il cucchiaio montato per raffreddare la gomma posteriore Ducati, dispositivo che avrebbe effetti aerodinamici secondo la tesi di Aprila e degli altri costruttori che hanno sporto il reclamo ufficiale.
Il delegato tecnico Danny Aldrige ha approvato il dispositivo Ducati e bocciato invece un dispositivo analogo di Aprilia, adducendo proprio le suddette motivazioni aerodinamiche.
Da qui la protesta ufficiale che si è tramutata in ricorso al Tribunale Sportivo di Ginevra vista la risposta negativa avuta dai Team al termine della gara.
Ed è proprio il ricorso a Ginevra che segna la differenza rispetto al passato. Non si è riusciti a trovare il consueto accordo tra le parti come sempre accaduto, quindi la situazione è precipitata decretando di fatto una spaccatura sul fronte dei Costruttori. Di fatto l’avvento di Massimo Rivola a capo di Aprilia (detentore di competenze e background di F1) ha dato un contributo importante al susseguirsi degli eventi. Il mondo delle moto è per tanti versi più “semplice” della F1 e quanto oggi rivendicato dai team è una scrittura più chiara delle regole nonché il maggior controllo dell’applicazione ed interpretazione delle stesse. Secondo i reclamanti la Federazione ed il delegato tecnico non avrebbero gli strumenti per dimostrare l’effetto aerodinamico del dispositivo Ducati, quindi non sono in grado di far rispettare tutte quelle regole che si possono prestare ad interpretazione. Fin qui l’aspetto meramente formale di quanto accaduto.
La realtà forse è ben diversa… Ducati è sempre stata all’avanguardia rispetto agli altri in campo aerodinamico. Fu la prima ad introdurre le alette e le carene anticonvenzionali che negli ultimi anni abbiamo visto e ciò ha costretto gli altri Costruttori ad adottare soluzioni simili. Il reparto corse di Borgo Panigale è sempre stato molto attivo il che ha permesso di avere un vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza, vantaggio che gli altri Team vorrebbero ridimensionare puntando sull’incremento dei costi che tali studi comportano.
Naturalmente il quartier generale Ducati a voce del suo Direttore Generale Dall’Igna ha mal digerito la protesta, invitando senza mezzi termini gli altri Team ad occuparsi delle loro moto piuttosto che puntare il dito contro le innovazioni da lui fortemente volute, ed arrivando anche a minacciare a sua volta una protesta contro le ali adottate da Honda perché ritenute pericolose…..
Lo scenario che ad oggi si apre potrebbe essere quello di un reclamo ad ogni fine corsa da parte di qualsiasi concorrente, con un successivo ricorso ai tribunali e il risultato di non avere mai una classifica certa alla fine delle gare…
Solo il prossimo futuro sarà in grado di darci risposte.
Al momento la risposta migliore di tutte l’aveva data proprio Marquez a caldo: Oggi Dovizioso è stato più forte di me! E fine delle discussioni.

Saluti

ICEMANKR7

2019 WSBK – GP THAILANDIA

La stagione 2018 del WSBK ha consacrato definitivamente la Kawasaki e Johnny Rea nell’olimpo della Superbike. Rea con 71 vittorie è diventato il pilota più vincente di sempre scalzando dalla prima posizione il mito “King” Carl Forgarty, fermo a 59 vittorie.

La stagione 2019 si apre con una serie di novità che promettono di rendere più interessante la contesa per il titolo:

  • Ducati presenta la sua prima moto a 4 cilindri, abbandonando il bicilindrico desmodromico, il mitico “pompone” che ha identificato un’era di corse in moto e creato una foltissima schiera di sostenitori accaniti.Questi ultimi probabilmente avranno vissuto l’evento un po’ come il lutto di una persona cara, tanto era forte l’identificazione con questa filosofia di intendere le due ruote ma ormai era giunto il tempo di un cambiamento radicale per avere la possibilità di lottare ad armi pari con le 4 cilindri nipponiche “addomesticate” dall’elettronica e contro un regolamento che penalizzava fortemente il due cilindri di Borgo Panigale. La V4 Panigale è stata voluta fortemente da Gigi Dall’Igna, modellata sullo scheletro progettuale della sorellona che corre in MotoGP e affidata a Chaz Davies e, new entry dalla MotoGP, Alvaro Bautista.

  • Il ritorno del team ufficiale Honda, affidata a Camier e Kiyonari, con l’obiettivo di fare esperienza e con la volontà di tornare a vincere con una nuova moto in fase di progettazione che sembra sarà creata secondo “l’esempio” Ducati, ossia una moto factory creata a partire dall’utilizzo in pista e poi omologata per la strada, con un costo che sarà ben più alto di quello a cui la Honda ha abituato negli ultimi anni.
  • Tom Sykes passa da Kawasaki al team ufficiale BMW. Nuova sfida per l’ex campione del mondo che si era visto “brutalizzato” da Rea negli ultimi 4 anni. Marco Melandri invecem trova in extremis un sedile sulla Yamaha del tea GRT Racing.
  • L’abbandono dell’MV Agusta che resta a competere nel mondiale Supersport.
  • L’introduzione di una sprint race, la “Superpole Race” che sarà disputata la domenica mattina sulla distanza fissa di 10 giri, con 12 punti al vincitore, 9 al secondo, 7 al terzo, 6 al quarto e poi a scalare fino al nono classificato. Inoltre la griglia di partenza delle prime tre file di gara2 sarà determinata dall’ordine di arrivo della superpole race.

I risultati del primo appuntamento della stagione a Philipp Island hanno rilanciato fortemente le ambizioni di una Ducati vogliosa di riprendersi il titolo. Tre vittorie di Bautista senza appello, con il campione uscente Rea giunto tre volte secondo ma staccato e mai davvero in lotta per la vittoria. Evidentemente l’esperienza di Bautista in MotoGP si è fatta sentire riuscendo a estrarre fin da subito il potenziale della V4. E pensare che lo stesso Bautista nei test, abituato alla potenza della MotoGP, si era sorpreso della relativa scarsa spinta del nuovo motore V4…

In difficoltà Chaz Davies, alle prese con problemi fisici e ancora lontano dal’essere in simbiosi con la moto. Positivo l’esordio di Leon Haslam come compagno di team di Rea, due volte a podio e di Melandri, a podio in gara 1. Yamaha si è dimostrata terza forza con buone speranze di avvicinarsi a Ducati e Kawasaki mentre Honda paga lo scotto dell’inesperienza e sa di dover lavorare ancora molto sulla moto. Esordio così così per Sykes che li lamenta di una BMW ottima di telaio ma deficitaria di motore.

Secondo GP di stagione in Thailandia, sul circuito di Buriram. Nel 2018 una gara a testa per Rea e Davies, ultima occasione in cui il nordirlandese ha mancato il podio. La pista sembra essere adatta sia a Kawasaki che Ducati, con quest’ultima che dovrà dare delle conferme dopo il trionfo australiano su una pista storicamente amica della rossa di Borgo Panigale. Dal canto suo Rea sarà ansioso di rivendicare il suo ruolo di pilota “alfa” che Bautista ha messo in dubbio. Davies dovrà cominciare a fare sul serio pena l’uscita prematura dalla lotta per il mondiale.

Di seguito gli orari del GP di Thailandia (ora locale Italia):

  • Venerdì 15/03

Prove libere SBK 04:30/09:00

Supersport 05:30/10:00

  •  Sabato 16/03

Prove libere 3 SBK/Supersport 05:00/05.35

Superpole SBK/Supersport 07:00/07:40

SBK Gara 1 10:00

  • Domenica 17/03

Warm Up SBK/Supersport 04:00/04:25

SBK gara superpole 07:00

Supersport gara 08:15

SMK Gara 2 10:00

Rocco Alessandro