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MOTOGP 2018 – PRAMAC MOTORRAD GRAND PRIX DEUTSCHLAND

Marquez land

Si potrebbe già finire qui la intro, visto che con ottima probabilità la motogp sarà vinta dal dominatore incontrastato su questo circuito.

  • in 125 nel 2010
  • in moto2 nel 2011/12
  • in motogp nel 2013/14/15/16/17

Visto il suo stato di forma, è ancora meno credibile che quest’anno possa interrompersi la tradizione.

Alle ore 16.00 ci sarà la conferenza stampa di Dani Pedrosa, in cui stavolta si dovrebbe fare definitiva chiarezza sul suo destino. Molto quoto il probabile annuncio del suo ritiro, anche a fronte del fatto che

Ed ecco giunto il giorno in cui Dani Pedrosa ha annunciato che a fine stagione si ritirerà dalle competizioni, anche perchè il nuovo team satellite Yamaha sta puntando su Morbidelli e Quartararò. Non mi è ancora chiaro il perchè il Francese sia così quotato e con molte persone convinte del suo potenziale, visto che doveva essere il nuovo fenomeno delle due ruote, mentre invece ha mancato tutti gli obiettivi, vedremo.

Pedrosa, un pilota che ha rivoluzionato la guida della motogp, costringendo tutti ad imparare a piegare e raddrizzare la moto più rapidamente, ma che la sfortuna, tradotta in cadute con fratture, è finita per non fargli ottenere i risultati meritati. Non è stato un fenomeno, ma un bravissimo pilota. Mai sopra le righe (eccezion fatta contro il Sic), mai pericoloso e sempre onesto. Non potevi odiarlo 😉

Valentino Rossi sembra molto probabile dia il ben servito a Galbusera, decidendo che per le due prossime stagioni possa avere al suo fianco Yamaha ha dato notizia che Ramon Forcada, l’ex capo tecnico di Lorenzo e attualmente al fianco di Vinales, resterà nell’orbita Yamaha, molto probabilmente al servizio di Morbidelli. Maverik ha già deciso di interrompere la collaborazione prima della gara di Le Mans, ed al momento è alla ricerca di un nuovo tecnico, avendo già ricevuto picche da Cazeaux, il suo ex tecnico in Suzuki.

Per la gara, Suzuki e Ducati potrebbero riservarci grosse sorprese, mentre Ktm ancora attende il nuovo portentoso motore.

Mancando altre cose di grosse interesse di cui parlare, godetevi il sount del Triumph 3 cilindri per la moto2 😉

ORARI TV

SKY

Domenica 
8:40-9:00 – Warm-Up Moto3
9:10-9:30 – Warm-Up Moto2
9:40-10:00 – Warm-Up MotoGP
11:00 – Gara Moto3
12:20 – Gara Moto2
14:00 – Gara MotoGP

TV8

Domenica 
19:00 – Gara Moto3
20:20 – Gara Moto2
21:30 – Gara MotoGP

 

Saluti

Davide_QV

IERI HA CORSO DUE VOLTE LA MOTO3???

Scusate l’enorme ritardo, ma ieri ho avuto solo il tempo di pranzare vedendo la motogp e son ricasato tardissimo…tuttavia, meglio tardi che mai. (arrampicata sugli specchi modalità attivata!)

Io della gara di ieri posso solo dire S T R E P I T O S A ! ! ! Una delle gare più belle di sempre, una gara che non si vedeva da una vita in Motogp, con 7/8 piloti a giocarsi i posti del podio e con almeno 5 di essi possibili vincitori.

Ieri non è mancato nulla di nulla, dalle staccate cattive, le rimonte da dietro, le carenate, i sorpassi in punti impossibili, i tentativi di fuga, le divagazioni fuori pista, pareva quasi come se fosse l’ultima corsa della vita di ogni uno di quei piloti.

Citare tutto ciò che è successo è praticamente impossibile, dovrei scrivere un romanzo di seicento pagine, ma il vedere come Marquez entrava a tutti nella prima S, era sesso puro, tanto che Rins ha deciso di imitarlo, con annessa carenata e lo Spagnolo quasi che finisce per prati.

Vedere Rossi e Lorenzo prendersi dentro a 240 km/h, invece è stato da brivido lungo la schiena, come il saltare in piedi per i sorpassi di Vinales sulle curve veloci prima dell’ultima staccata. Ultima staccata, quel punto dove non si sa come, Vinales stacca su Dovi, ma uscire daventi è l’Italiano! Epico.

Ma poi come non restare increduli a tre moto appaiate sul rettifilo opposto, che arrivano alla staccata assieme nella gara a chi stacca dopo, che fa a pari con il “Stacco dopo io, no io!” di Rossi e Dovi, finendo per andare larghi entrambi, perdendo la speranza di fare podio.

Ieri poi persino Jorge si è messo a fare dei gran bei duelli corpo a corpo con Marquez, Dovi e gli altri, tranne poi finire dietro nel finale di gara, non avendo il ritmo per lo step ulteriore che ha fatto il 93 e un pelo meno gli altri (che forse abbiano cambiato tutti serbatoio? 😀 )

Lo Spagnolo ha quasi ucciso definitivamente il campionato e forse questo non aver nulla da perdere da parte di tutti, ha reso possibile una corsa simile e possiamo solo alzarci in piedi ad applaudire ognuno di questi centauri.

Grazie MARC, Grazie Alex, Grazie MAVERIK, Grazie ANDREA, Grazie Vale, Grazie Cal e Grazie Jorge!

La moto2 ha rivisto il dominio di Bagnaia, mentre la moto3 ha visto il trionfo di Martin, riportando i favoriti per il titolo nei posti del podio più alti.

Saluti

Davide_QV

MOTOGP 2018 – MOTUL TT ASSEN

Assen , la cattedrale delle due ruote, laddove la passione per la moto, diventa qualcosa di mistico e non c’è mai una volta in cui la gara si possa definire noiosa.

Il tracciato è sempre stato uno di quelli molto favorevoli al campione di Tavullia, che lo scorso anno ha colto il suo decimo successo nel gp d’Olanda (8 in motogp, 1 in 250 e 1 in 125) . Tuttavia, dal 2005 a oggi, Rossi vince qui solo negli anni dispari, eccezion fatta per il 2011 (parentesi Ducati), chissà se la tradizione verrà rispettata?

Quanto scritto, non vuole essere l’ennesima lode al 46, ma il punto di collegamento ai problemi di Yamaha, che con la gara di Domenica, arriverà a una stagione completa senza vittorie, visto che quella di Valentino è stato l’ultimo trinfo per la casa dei tre diapason. Il precedente record negativo andò dalla vittoria di Biaggi a Sepang 2002, fino alla storica vittoria al debutto di Rossi a Welkom nel 2004.

A Iwata però non stanno fermi, seppur senza ancora aver trovato la quadra, visto che l’elettronica alle volte pare dare dei buoni riscontri, per poi far perdere nuovamente la bussola ai suoi due piloti. Ma è di questi giorni la voce insistente del team satellite Yamaha, che dovrebbe prendere il posto di Marc VDS, avendo come due alfieri Pedrosa e Morbidelli.

Per Pedrosa di parla di una M1 factory in tutto per tutto, mentre ancora non pare chiara la versione che dovrebbe avere Morbidelli, ma nelle prossime ore dovrebbe esserci qualche dichiarazione di Yamaha a riguardo.

Favoriti d’obbligo sono Marquez e Lorenzo, con le speranze di un Dovi redivivo che si fanno abbastanza limitate, visti i risultati delle ultime gare. Suzuki potrebbe stupirci, mentre Aprilia pare essere finita in un vicolo cieco, con molti addetti che stan salutando la baracca, causa dissidi interni, ma non fasciamoci la testa, se han scommesso su Iannone, magari han qualcosa in serbo.

Moto2 e Moto3 saranno da guardare e vedere se porteranno a nuove conferme, con un Bagnaia chiamato a far rivedere il suo valore, ma come lui, anche Martin deve dimostrare che il pronostico a suo favore, per la conquista del titolo, era corretto. Tuttavia nella classe minore faremo il tifo per Bezzecchi e i nostri Italiani

Gli orari per la gara in TV sono:

SKY

Domenica 1 luglio
11:00: Moto3 Gara
12:20: Moto2 Gara
14:00 MotoGP Gara

TV8

Domenica 1 luglio
15:30 Moto3, Gara (diff.)
17:30 Moto2, Gara (diff.)
19:00 MotoGP, Gara (diff.)

Saluti

Davide_QV

TT Isle of Man 2018

Un’isoletta sperduta nel mare d’Irlanda, una bella giornata di sole, chiacchere e birra appoggiati ad un muretto. Poi, si sente un sibilo che diventa sempre più forte e insistente. L’attenzione viene immediatamente rapita e ci si affanna per scorgere l’arrivo di quello che si sta aspettando da tutta la mattina. Il motivo di tanta attesa si palesa e scompare in un attimo, giusto il tempo di scorgere una macchia di colore che sconvolge l’aria e fa tremare l’asfalto, inebetendo con l’assordante rombo di un motore 4 cilindri da 1000cc e più di 200 cv lanciato in sesta marcia quasi al limitatore. Tutto questo uno, due, svariate volte, così in successione da non rendersene neanche conto. Apparizioni che lasciano affascinati e sgomenti allo stesso tempo.

Questo è il motivo per cui il TT Isle of Man richiama centinaia di migliaia di appassionati delle due ruote e del motorsport su questa isoletta che ospita la “Most exhilarating race in the world” come amano chiamarla i britannici. Uno spettacolo unico al mondo, e hanno ragione!

La gara si svolge su un circuito ricavato da strade cittadine dell’isola di Man, lo Snaefell Mountain Course, della lunghezza di 37,73 miglia (60,72 km) e conta 99 edizioni dal 1907. Circuito estremamente veloce e pericoloso, media sul giro a più di 200 km/h tra marciapiedi, pali della luce, case, muretti di campagna e alberi. Tappa del motomondiale fino al 1977, quando fu ritenuta troppo pericolosa, conta tra i suoi vincitori nomi famigerati come Hailwood (14),Agostini (10), Phil Read (8), Surtees (6), Fogarty (3).

Oltre alla velocità estrema anche la morte è una presenza quasi fissa al TT, tanto da contare un totale di 257 morti dalla prima edizione, 2 solo in quella del 2018. Nonostante ciò e forse anche per questo motivo, la gara mantiene immutato il suo fascino e anzi, lo accresce di anno in anno, tanto che gli sponsor aumentano e anche il volume d’affari complessivo.

L’edizione 2018 è stata stupefacente grazie ad un eccezionale settimana di sole e caldo che ha garantito le condizioni perfette per gareggiare e che ha permesso di battere praticamente tutti i record sul giro per ogni categoria di moto in gara, con quattro protagonisti annunciati che non si sono fatti attendere: Micheal Dunlop, Dean Harrison, Peter Hickman e Micheal Rutter.

La settimana di gare prevede:

Sabato 2 Giugno: RST Superbike TT Race (6 laps) – Locate.im Sidecar TT Race 1 (3 Laps)

Lunedì 4 Giugno: Monster Energy Supersport TT Race 1 (4 Laps) – RL360º Superstock Race (4 Laps)

Mercoledì 6 Giugno: Monster Energy Supersport TT Race 2 (4 Laps)-SES TT Zero Race (1 Lap) – Bennetts Lightweight TT Race (4 Laps)

Venerdì 8 Giugno: Locate.im Sidecar TT Race 2 (3 Laps) – PokerStars Senior TT Race (6 Laps)

Partiamo dalla prima gara, la Superbike TT race su 6 giri, che si è sviluppata attorno al duello tra due piloti, Harrison (Kawasaki ZX-R10) e Dunlop (BMW 1000RR) e che, causa ritiro dovuto a noie meccaniche, ha visto prevalere Dunlop ,al 16esimo successo al TT con Conor Cummins (Honda Fireblade)e James HIllier, staccatissimi a completare il podio.

Michael Dunlop

Seconda gara, la Supersport TT race su 4 giri. Pronti via e subito Dunlop (Honda) a menare le danze con in scia Harrison (Kawasaki), Hickman (Triumph) e Hillier (Kawasaki) a seguire. Rimarrà il solo Harrison a provare a contendere la vittoria a Dunlop, invano. Con 11 secondi di margine Dunlop vince il 17esimo TT davanti ad Harrison e Hickman che quasi acciuffa il secondo posto dopo un ultimo giro monstre in cui mangia 20 secondi di distacco ai primi due. Segnatevi questo nome perché il suo TT è appena iniziato…

Terza gara la Superstock TT su 4 giri, dedicata alle moto derivate di serie con poche modifiche ammesse. Anche qui solito copione con Harrison (Kawasaki), Dunlop (BMW) e Hickman (BMW) a dettare il ritmo e a infliggere distacchi pesanti a tutti gli altri. Il resto della gara è un duello tra Hickman e Dunlop con quest’ultimo che nulla può contro il quarto giro capolavoro di Hickman che arriva ad un decimo dal record assoluto sul giro e vince il suo primo TT. Una gara vissuta a ritmi vertiginosi come raramente si è visto al TT.

 

Dean Harrison

Quarta gara in programma il 6 Giugno, la Supersport TT race 2 su 4 giri. Solito quartetto che si dà battaglia fin dalle prime fasi con Harrison a comandare. Al termine del terzo giro Dunlop si stacca dal gruppo di testa e Il margine di sicurezza di Harrison sul secondo è tanto che gli basta amministrare nell’ultimo giro per chiudere al comando davanti a Hickman e Hillier, staccati rispettivamente di 18 e 30 secondi. Seconda vittoria al TT di Harrison che entra ufficialmente nel novero di quelli che contano.

 

Michael Rutter

Quinta gara in programma la lightweight TT race su 4 giri, per moto bicilindriche fino a 650 cc. I protagonisti cambiano con Lintin, McGee e Dunlop a guidare il gruppo al termine del primo giro, con splendido quarto Stefano Bonetti, pilota italiano più competitivo degli ultimi anni. A partire dal secondo giro Dunlop su Paton prende la testa della corsa e non la lascerà più fino al traguardo, completano il podio McGee su Kawasaki e Rutter sempre su Paton. Usufruendo di un paio di ritiri nell’ultimo giro si piazza quarto Stefano Bonetti su Paton, suo miglior risultato di sempre al TT. Nota di merito per la Paton, casa motociclistica milanese, che bissa il successo del 2017 nella stessa categoria.

Il vento delle moto elettriche spira anche al TT, tanto che una nuova categoria è stata aggiunta a partire dal 2010, la TT Zero, dedicata a moto elettriche che si sfidano su un unico giro. Categoria le cui medie sul giro si alzano di anno in anno tanto da arrivare alla ragguardevole media di 121.824, siglata da Micheal Rutter su Mugen, seguito da Daley Mathison su moto sviluppata dall’università di Nottingham, a 119.294 mph di media.

E dulcis in fundo, la regina delle categorie del TT, la gara più importante che chiude il programma, la Senior TT su 6 giri. E’ stata la gara più bella degli ultimi anni grazie ad un duello sul filo dei secondi tra Harrison e Hickman. Il primo giro si chiude con il dinamico duo Harrison/Hickman separati da un secondo e mezzo con Dunlop a seguire più staccato. Secondo giro con i primi due che dopo quasi 17 minuti hanno una differenza sul giro di…4 millesimi!! Terzo giro e quarto giro in altalena con Harrison che prima si vede aumentare e poi ridurre il vantaggio su Hickman a 1,4 secondi di distacco dopo 1h e 8 min di gara alla media di 131mph/h!!!! Nel quinto giro i due continuano a scornarsi sul filo dei decimi di secondo con Harrison che è più veloce di soli 5 decimi portando il vantaggio su Hickman ad un secondo e nove decimi all’inizio del sesto e ultimo giro. Giro che si rivelerà epico: Harrison allunga di qualche secondo nei primi tre settori del Mountain Course e sembra avere la vittoria in pugno ma Hickman nei restanti tre gli mangia tutto il vantaggio, inanellando parziali record e chiudendo con due secondi e un decimo di vantaggio su Harrison, entrambi sotto il record sul giro e con Hickman a segnare un mostruoso 16.42.778 a 135.452 mph/h! Il tutto condito con un record della corsa abbassato di 48 secondi…

Peter Hickman

Nelle gare riservate ai sidecar podio fotocopia nelle manifestazioni previste, con i fratelli Birchall a fare doppietta davanti a Holden/Cain e Reeves/Wilkes.

Un edizione del TT davvero da ricordare in cui Dunlop si è issato al terzo posto nella classifica dei più vincenti di sempre, dietro solo allo zio Joey Dunlop, “The King of the mountain” con 26 successi e John McGuinnes con 23 successi, quest’anno solo a far presenza a causa di un brutto incidente alla North West 200 del 2017 causa acceleratore bloccato della sua Honda. Hickman e Harrison si fanno definitivamente notare agli occhi del grande pubblico, rispettivamente con due e una vittoria, ottimi piazzamenti e una serie di record sul giro destinati a durare.

Menzione d’onore per Ian Hutchinson,15 volte vincitore al TT e con record di 5 vittorie al TT 2010, presente ma ancora convalescente a causa dell’incidente subito all’edizione 2017 che gli ha procurato un femore rotto. A causa di questo brutto incidente ha perso 4 cm di osso che è stato recuperato fratturandogli chirurgicamente la tibia della gamba sinistra e allungandola con un distanziatore fissato esternamente. Ha dichiarato che correrà al TT finchè non sentirà più la magia che prova nel correre questa corsa. Non giudicate…questo è il TT Isle of Man.

Alessandro Rocco

Il serbatoio dei miracoli

Il gran premio di Catalogna è stato nettamente vinto da Jorge Lorenzo che ha preceduto, con distacco, Marc Marquez e Valentino Rossi. L’altro elemento significativo della giornata è che Andrea Dovizioso si è steso mentre sembrava essere parte attiva nella lotta per il podio assieme ai primi due.

Il gran premio dal punto di sportivo è tutto qui. Lorenzo dopo un paio di giri ha salutato tutti e se ne è andato, rincorso per un po’ da Marquez e guardato da lontano da Rossi. Dovizioso è caduto tutto solo salutando le speranze di campionato. Avevo premesso alla vigilia la necessità tassativa per lui che le cose NON prendessero questa piega. E invece…

La vittoria di Lorenzo al Mugello poteva anche passare in archivio come il ruggito di un leone ferito nell’orgoglio per il fallimento del progetto Ducati e per lo scaricamento ricevuto dall’amministratore delegato Domenicali.

La vittoria di oggi al Montmelò apre invece scenari che potrebbero essere pane per denti di drammaturghi famosi.

Sul fronte Lorenzo quello che aveva tutte le parvenze di un fallimento rischia ora di tramutarsi in una opera tragico comica fino alla fine dell’anno. Perché Lorenzo, dal Mugello, vive un momento magico in cui la moto da ostica è diventata docile e lo asseconda come se fossero un’unità atomica. Ma anche un pugno di ulteriori vittorie non cancellerebbe il rammarico di quello che non è stato, anzi amplificherebbe le recriminazioni per quello che avrebbe potuto essere. Diciamocelo, un campione come Lorenzo non può nascondersi dietro un serbatoio magico che dopo un anno e mezzo di delusioni si rivela essere la panacea per tutti i mali. L’unico modo per uscirne davvero a testa alta per lui sarebbe di vincerne tante da portare con sé in Honda anche il numero uno di campione del mondo. E bisogna ammettere che anche questo scenario oggi non è affatto utopistico.

L’ingegner Dall’Igna ha messo a disposizione dei suoi piloti una moto che oggi è al top delle prestazioni e salvo le due o tre piste che tradizionalmente potrebbero ancora essere ostiche sembrerebbe poter permettere la conquista del titolo.  In breve, da questo punto di vista Ducati ha mantenuto le premesse. Dove sta mancando è sicuramente dal punto di vista manageriale, le parole di Domenicali pre e post Mugello sono state clamorosamente inopportune e indicatrici di una mancanza assoluta di controllo. A partire dal modo in cui è stato scaricato Lorenzo per continuare con il contratto annuale(!)  di Petrucci. Quale ambiente si prospetta fino alla fine dell’anno in corso e per il 2019?  Sia chiaro che parlare dopo è di una facilità unica, ma sembra che oggi le ambizioni di Ducati rischino di essere mortificate non dalla mancanza di risorse ma dallo sperpero delle stesse.

In quest’ottica si inserisce Andrea Dovizioso che non contento del momento non fortunato che sta vivendo in pista, non contento della fiducia ricevuta da Ducati, improvvisamente dimentica di essere ancora “per strada”, dimentica l’umile lavoro (e l’intelligenza) che gli stava consentendo di arrivare dove gli altri arrivano per migliori doti naturali e si mette a parlare, parlare e togliere sassolini dalle scarpe che finiscono per diventare sistematicamente macigni sulla sua testa. Queste due cadute sono ferite che possono infettarsi fino a determinare una setticemia non più curabile, neanche con i soldi di un ricco contratto. Mi dispiace Dovi, ma devi tornare ai fatti, obbligatoriamente a dispetto di quel che è perduto.

Mi scuso, so che avrei dovuto parlarvi di più della gara e degli altri attori, so che dovrei parlarvi anche dei nostri ragazzini terribili che nelle classi inferiori stanno dando spettacolo approfittando anche della caduta dei “fenomeni” ma l’epilogo oggi mi ha amareggiato troppo.

Alla prossima.

Valther