MASIA SINDACO DI ARAGON, È CACCIA APERTA – MOTO3 TERUEL GP

Si è ufficialmente aperta la caccia nel Mondiale Moto3. Jaume Masia bissa il successo di Aragon e rivince sulla pista iberica portandosi a casa ben 50 punti ed entrando di diritto nella corsa al Titolo.

Ben quattro i Piloti racchiusi in soli 24 punti, con il leader del Mondiale Albert Arenas fregato a due curve dal traguardo dal talentino del team Leopard, astro nascente del Motociclismo Iberico. Il 23enne di Girona, Pilota del Team Aspar non vince una gara da agosto, dal GP di Austria sul Red bull Ring. Da allora soltanto un podio nelle successive 7 gare, con un trend negativo rispetto a Celestino Vietti Jaume Masia. Piú defilato nella corsa al Titolo il giapponese Ai Ogura che sembra aver perso lo smalto dei giorni migliori. Durante la gara è sempre nelle retrovie e non riesce più a scaldarsi dalla 10^ posizione, troppo poco per puntare al Mondiale.

Celestino Vietti è a soli 20 punti dalla vetta del Mondiale. Foto MotoGP.com

Completano il podio Ayumu Sasaki e Kaito Toba rispettivamente 2° e 3°, battuti in volta da Masia che a loro volta tolgono punti preziosissimi ad Arenas (4°) e Vietti (5°). Il Pilota di Ciriè arriva alle spalle di Arenas non riuscendo a concretizzare nel finale di gara, guadagnando però punti su Ogura.

Chiudono la Top10 il britannico McPhee (6°) fresco di rinnovo con il Team Petronas Moto3, Deniz Oncü (7°) sempre più convincente nella parte alta del gruppo, Darryn Binder (8°) che affiancherà McPhee nel Team Petronas Moto3 nel 2021, Ai Ogura (9°) e Tony Arbolino (10°) che dice addio (non matematicamente) al Mondiale perdendo molti punti e portandosi adesso a – 36.

Classifica Mondiale Moto3. Fonte MotoGP.com

Nel Mondiale comanda Arenas con 157 punti, davanti ad Ogura (-19), Vietti (-20) e Masia (-24). Rimangono 3 gare (Covid permettendo), la doppia di Valencia e Portimao. Sul circuito Valenciano favorito d’obbligo il pilota di casa Masia che, sulle ali dell’entusiasmo e con un motorone Honda di tutto rispetto, proverà a ribaltare la classifica Mondiale.

P.S. Dalla fondazione avvenuta nel 2014, il Team Leopard ha disputato 6 Campionati del Mondo vincendo nel 2015 (Kent), 2017 (Mir), 2019 (Dalla Porta). In ogni stagione ha lottato per il massimo risultato, con costanza e grande capacità dei suoi tecnici. 3 Titoli Mondiali in 5 stagioni non sono pochi, tutto ciò che hanno guadagnato e vinto lo hanno fatto in pista, non davanti le telecamere.

 A buon intenditore poche parole…

Foto MotoGP.com

 

Francky

 

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NEL SEGNO DI SAM – MOTO2 TERUEL GP

MOTO2 – TRIPLETTA DI LOWES

Ve lo ricordate quel Pilota in sella alla RS GP Aprilia di qualche anno fa che arrancava in MotoGP⁉️ Era Sam Lowes. Arrancava nelle posizioni di fondo classifica e più volte mi ripetevo che quella moto non valorizzava un Pilota capace di detronizzare nientemeno che Kenan Sofuoglu in Supersport. Sam Lowes fu retrocesso dopo un solo anno in MotoGP ed ha dovuto ricostruire tutto da capo.

Ieri ha vinto una gara straordinaria, comandando dall’inizio alla fine e prendendosi la testa della classifica Mondiale.

 

Semplicemente imprendibile con un ritmo gara da paura, nulla hanno potuto Fabio Diggianantonio ed Enea Bastianini. In netta crisi Luca Marini che sembra aver perso completamente la bussola, forse anche a causa di qualche problema fisico e del probabile passaggio in MotoGP nel Team Avintia. Altro errore per Marco Bezzecchi che cade nuovamente. Per il Pilota che lottó fino all’ultima curva per il Mondiale Moto3 con Martin e Diggianantonio questo week-end di Aragon è stato un autentico dramma. Due cadute e addio Mondiale.

Bezzecchi era virtualmente in testa al Mondiale domenica scorsa. Con due cadute consecutive ha detto addio ai sogni di gloria. Successe lo stesso nel 2018

Enea Bastianini insegue Lowes a soli 7 punti. Foto MotoGP.com

Chiudono la Top5 Gardner Navarro. Il neo acquisto Ducati Jorge Martin (Pramac 2021) ha chiuso in 6^ posizione mentre il britannico Jake Dixon (7°) ha battuto nelle fasi finali Augusto Fernandez (8°). Chiudono la Top10 Marcos Ramirez Joe Roberts.

Luca Marini soltanto 11°. Perde ben 23 punti da Lowes. Foto MotoGP.com

Chiude solamente 11° Luca Marini che vede sfumare tutto il vantaggio accumulato nel corso del Mondiale. C’è da chiedersi quale sia il motivo di una crisi inaspettata. Quest’anno era davvero l’anno giusto per suggellare almeno con un Titolo Mondiale il molto probabile passaggio nella Ducati clienti del Team Avintia al fianco di Bastianini.

Fonte MotoGP.com

Sam Lowes comanda la classifica Mondiale con 178 punti, davanti a sole 7 lunghezze as Enea Bastianini. A -23 Luca Marini mentre Bezzecchi a 48 punti di distanza può quasi dire addio alle speranze di Titolo.

Strano a dirsi ma dovesse vincere il Mondiale Moto2 avremo un Campione del Mondo che rimarrà senza una sella per la MotoGP mentre gli eventuali “sconfitti” avranno un posto nientemeno che in Ducati (Martin in Pramac, Bastianini in Avintia e Marini probabilmente anche in Avintia). Lo sappiamo bene… Sam viene dalla manovalanza del Motociclismo, la sua storia personale mi piace tantissimo perché è un eroe dei due mondi.

Sam Lowes in sella alla CBR600RR. Foto BBCnews.com

Grazie alla vittoria del Campionato Supersport BSB 2010 e poi del Mondiale Supersport 2013 (battendo un certo Sofuoglu) è riuscito ad approdare al Motomondiale. Niente CEV, niente Sponsor di rilievo, soltanto tanto tanto manico. 

Mancano 3 appuntamenti alla fine del Mondiale con soli 7 punti tra Lowes e Bastianini. Sarà grandiosa.

Saluti

Francky

 

 

 

 

 

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92 AND COUNTING: LEWIS HAMILTON ENTRA NELLA STORIA IN PORTOGALLO

Era abbastanza ovvio che il sorpasso sarebbe avvenuto subito. In neanche due settimane Hamilton ha prima eguagliato e poi superato Schumacher, issandosi, probabilmente per sempre, al primo posto in una delle due parti di albo d’oro che contano di più, quella del numero di vittorie (per l’altra basterà aspettare solamente un anno).

Come spesso gli succede, Lewis è riuscito a far sembrare complicata una giornata che avrebbe dovuto essere molto semplice, visto il mezzo che guida. In qualifica si inventa un improbabile secondo tentativo col quale strappa la pole al compagno di squadra, stranamente molto veloce su una pista completamente nuova. E, in gara, gioca di rimonta.

Si spengono i semafori e succede di tutto. Con le gomme fredde e un po’ di pioggia, i due Mercedes e Leclerc, partiti con la mescola media, faticano molto e capiscono in fretta che è meglio essere prudenti. E così Sainz si porta in testa mentre Verstappen si urta con un arrembante Perez. Raikkonen con un avvio spettacolare risale fino alla sesta posizione, e Leclerc sprofonda in ottava.

L’anomalia dura poco. La pioggia si è fermata subito, le gomme sono entrate in temperatura e al 6° giro Bottas, che aveva superato al primo giro il compagno Hamilton, si riporta in testa.  Passano solo due giri, e all’ottavo si ristabilisce l’ordine naturale delle cose, con Hamilton e Verstappen in seconda e terza posizione.

Chi ha montato la mescola più morbida inizia ad avere difficoltà già dopo 13 giri. Verstappen informa il suo box che l’anteriore sinistra é morta, ma riuscirà a farla durare ancora per un po’.

Al giro 19 Stroll sbaglia la misura nel sorpasso su Norris e lo urta maldestramente. Entrambi si devono fermare ai box e per loro le speranze di un piazzamento a punti svaniscono.

Alla tornata successiva, Hamilton, che, si saprà dopo, ha approfittato della prima parte di gara per risparmiare carburante, supera di forza Bottas. Il finlandese é in difficoltà, mentre chi va forte é Leclerc che recupera su Verstappen. Il quale si ferma al giro 24 per montare la mescola media.

Al giro 29 si rivede qualche goccia, il che porta chi può a rimandare il proprio pit-stop. Ma la pioggia vera non arriva, e così alla 35a tornata Leclerc si ferma per montare la mescola più dura. Hamilton effettua il suo pit-stop 5 giri dopo, seguito dal compagno a quello successivo. Per entrambi la stessa scelta del ferrarista, anche se Bottas aveva chiesto di differenziare la strategia rispetto a Lewis, montando la mescola più morbida. Come spesso gli è capitato, non viene accontentato, evidentemente in Mercedes vogliono andare sul sicuro.

Nella seconda parte di gara non succede praticamente nulla per le prime 4 posizioni, a parte Hamilton che denuncia di avere i crampi. E così la gara finisce con Lewis che coglie la sua 92a vittoria, seguito a 25 secondi da Bottas, con Verstappen terzo e Leclerc quarto ad oltre un minuto.

Un po’ più divertente la battaglia per le posizioni dal quinto in giù, dove sono tutti doppiati. Perez si era riportato in quinta posizione nonostante il testacoda iniziale e il conseguente pit-stop aggiuntivo. Ma deve fare i conti con Gasly e Sainz, i quali riescono a passarlo negli ultimi due giri, piazzandosi così rispettivamente in quinta e sesta posizione, e relegando il messicano al settimo posto.

Ottavo si è classificato Ocon, autore di una buona gara, davanti all’incolore compagno di squadra Ricciardo, e ad un ancor più anonimo Vettel a chiudere la zona punti, poco davanti a Raikkonen che l’avrebbe meritata molto più di lui, vista la partenza e la macchina che guida.

Al dodicesimo posto si piazza Albon, il quale può già iniziare a preparare le valigie e a cercarsi un lavoro in qualche altra categoria. Lo seguono Norris, penalizzato dall’incidente con Stroll ma comunque sempre dietro al compagno di squadra, e Russell autore di una buona gara considerando il mezzo che guida. Poi Giovinazzi, che verrà confermato dalla Sauber nonostante prestazioni come quella odierna, e i due della Haas che hanno già ricevuto il benservito. Chiudono la classifica degli arrivati al traguardo Latiti e Kvyat.

Ora si va ad Imola. C’è la teorica possibilità che Hamilton raggiunga Schumacher a 7 titoli proprio nell’autodromo intitolato ad Enzo e Dino Ferrari, dopo averlo appaiato a 91 vittorie proprio nella sua terra natia. Sarebbe un’ulteriore suggestione, ma la matematica dice che, in condizioni normali, le probabilità non sono moltissime. E, forse, è meglio così.

P.S.: Portimao si è rivelata una pista bellissima, come era stato ampiamente anticipato. Dove l’asfalto è liscio e la pista è larga e pulita, queste macchine riescono a darsi battaglia, pur se è vero che il DRS ha molto aiutato. C’è da chiedersi come faranno i vertici della F1 a ritornare a correre su certe piste, quando la situazione sarà tornata nella normalità.

P.S.2: arrivare a 65 secondi dal vincitore con un pilota, e decimi doppiati con l’altro pilota, significa essere tornati nella direzione giusta. Auguri.

* Immagine in evidenza dal profilo Twitter @MercedesAMGF1

 

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MORBIDELLI VINCE, MIR VEDE IL MONDIALE – MOTOGP TERUEL POST GP

Morbidelli vince ad Aragon. Vittoria d’autorità. Peccato, sarebbe stato il giusto Campione del Mondo quest’anno senza la sfortuna che lo ha colpito. (Penso a Zarco che lo centra in Austria, ed al motore in fumo a Jerez).

Completano il podio Alex Rins e Joan Mir. I Piloti Suzuki confermano lo bontà di questa immensa moto che si sposa alla perfezione con questa carcassa Michelin.

Joan Mir ha guidato in modo molto intelligente. Partito a bomba, si è fiondato su Vinales e Quartararo. Non appena li ha superati si è messo lì ed ha aspettato il momento giusto per prendersi il terzo posto.

È paradossale. Yamaha non concederà una moto Factory 2021 a Morbidelli nel 2021, poiché ne dispone soltanto una e la affiderà a Valentino Rossi.

Bellissima la gara, ancora una volta, di Alex Marquez che è l’unico Pilota in pista oltre a Mir a provarci sempre, in chiaro stile Marquez. Perde l’anteriore a finisce nella ghiaia senza conseguenze per il fisico ma non per il morale. Honda si è mossa benissimo nello sviluppo della moto andando finalmente incontro alle esigenze dei suoi Piloti.

Se Honda avesse ascoltato le esigenze di Jorge Lorenzo, sviluppando anche una “sua” moto, paradossalmente oggi Alex Marquez lotterebbe sempre per il podio. Jorge avrebbe lottato per il Titolo.

Fonte MotoGP.com

4° un coriaceo Pol Espargaró su KTM e 5° Johan Zarco con Ducati. Chiudono la Top 10 un fantastico Oliveira 6°, poi Vinales, Quartararo, Lecuona e Petrucci.

Capitolo Ducati – Zarco in Top5 mentre Dovizioso, Petrucci, Bagnaia annaspano. Miller dovrebbe fare un viaggio a Lourdes e Rabat non ne parliamo…

Dovizioso era alle spalle di Quartararo, è stato attaccato da Aleix Espargaró e non ha capito più nulla. Errore prima del cavatappino e addio gara, dietro a Petrucci.

La Line-up Ducati Ufficiale del 2021 onestamente mi lascia perplesso. Da altre parti vedo fior di Campioni, in Ducati Miller e Bagnaia. Non si può puntare al Mondiale così. Spero di essere smentito.

Capitolo Yamaha. Quartararo non mi meraviglia, è tornato nell’anonimato dal quale era venuto e nel quale ci ha sempre abituato nella sua carriera (difatti NON È UN CAMPIONE DEL MONDO) . Lo ha fatto in Moto3, meno in Moto2 e lo sta facendo adesso. Ma Vinales⁉️ Vinales ha preso schiaffoni a due mani da Morbidelli. 15 secondi ragazzi… Fossi in Yamaha mi farei delle domande.

Fonte MotoGP.com

Joan Mirò vede salire a 14 i punti di vantaggio su Quartararo e ben 19 su Vinales. Morbidelli ha 25 punti da Mir, 11 da Quartararo e 6 da Vinales. 

Se Morbidelli chiuderà il Mondiale come prima Yamaha, ad Iwata decideranno di affidargli la M1 2021 con il massimo del supporto? Sarebbe ridicolo non farlo.

Sprofonda a – 28 Dovizioso, tanto ormai non ci crede neanche lui al Mondiale.

Fonte MotoGP.com

Il Motomondiale torna tra 14 giorni, covid permettendo, a Valencia per la doppia sul “Kartodromo” tanto caro a Valentino Rossi, il quale tornerà in pista e tenterà di vincere una gara in questo pazzo 2020 visto che è l’unico Pilota Yamaha a non aver vinto quest’anno, a fronte dei 6 successi dei suoi colleghi. Saluti

Francky

 

 

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F1 2020 – GRAN PREMIO DEL PORTOGALLO

Se è vero (va beh, diciamo che dipende dai punti di vista) che lo spettacolo di questa F1 2020 latita parecchio in pista, fanno da contraltare i nuovi circuiti entrati in questo calendario piuttosto atipico.

Dopo lo splendido Mugello e il ritorno del nuovo Nurburgring ora tocca al circuito di Portimao testare la capacità di apprendimento di piloti e team.

Come il Mugello, il circuito portoghese si caratterizza per sezioni in pendenza, scollinamenti e curve cieche che dovrebbero renderlo particolarmente gustoso per i piloti e particolarmente complicato per tecnici e ingegneri al fine di trovare il setup giusto tra parti veloci e le quelle in cui servirà tanto carico aerodinamico e meccanico.

immagine da f1ingenerale.com

In molti lo hanno già definito “old school”, sperando che le vie di fuga parzialmente asfaltate e il carico aerodinamico mostruoso delle monoposto non ne mortifichino troppo la difficoltà di trovare il limite.

Si torna in pista dopo due settimane dal Gp dell’Eifel che ha sancito, se mai ce ne fosse stato bisogno, la definitiva fuga e ipoteca di Hamilton nella corsa al suo settimo titolo iridato. Ora i punti su Bottas sono 69 a sei gare dal termine. Il dado è ormai tratto e si tratta di capire solo con quante gare di anticipo l’inglese chiuderà definitivamente la pratica.

L’unico cruccio di Hamilton potranno essere solo eventuali (e, trattandosi di Mercedes, alquanto remoti) problemi di affidabilità della sua W11.

Cruccio, se così si può definire, è ancora la questione rinnovo del contratto per l’inglese. Ultime notizie danno il tutto in stand-by perchè “non c’è tempo per sederci e parlarne”. Giustificazione che sembra un pò buttata là, ma che non riesce a nascondere il fatto che tra il pilota e la dirigenza Mercedes ci deve essere qualche problema, non ultimo il fatto che anche Wolff è attualmente in scadenza e che Mercedes voglia ridurre gli investimenti nel settore F1, con potenziali ricadute sulla competitività della monoposto. Impossibile pensare che Hamilton lasci la Mercedes a fine 2020, ma apre la porta ad uno scenario in cui non rinnovi per più di un anno, con le conseguenze del caso in vista del 2022.

immagine da formula1news.co.uk

Anche in casa Red Bull ci sono manovre in atto e non solo quelle relative alla ricerca di un nuovo fornitore di PU a partire dal 2022. Si fanno sempre più insistenti le voci di un appiedamento di Albon a fine stagione. Il thailandese, ovviamente triturato da Verstappen, sta però deludendo anche come secondo pilota e il buon Marko ha già espresso la volontà di una “eventuale” sostituzione con Perez o Hulkenberg. Con l’ombra di uno Tsunoda già promesso all’Alpha Tauri.

Il mercato piloti è caldo anche per quanto riguarda la Haas. Sulla squadra statunitense si allunga l’ombra di Mazepin sr. che potrebbe portare capitali importanti e, ovviamente, il figlio Nikita su uno dei sedili disponibili. Entrambi gli attuali piloti faranno le valigie (i fornitori di carbonio per i telai sono già in depressione), con possibili new entry di giovani legati alla Ferrari Academy, tra cui ovviamente Mick Schumacher (in ballo anche per un sedile in Alfa Romeo), Shwartzman oltre ai già citati Sergio Perez e Hulkenberg.

immagine da ravenol-direct.uk

Altro pilota insospettabilmente sulla graticola è George Russel e il motivo è sempre quello: soldi. A differenza di Latifi (già sicuro per il 2021) e Perez (obbiettivo della nuova proprietà Williams), l’inglese non può contare su appoggi economici comparabili e potrebbe essere messo da parte. Per un 2021 al palo, il 2022 potrebbe essere favoloso. Il suo sponsor “umano” è pesante, Toto Wolff, fattore che potrebbe spingerlo più velocemente del previsto sul sedile di una delle Mercedes, considerando che sia Hamilton che Bottas non hanno un contratto per il 2022.

Che l’interesse dei team sia già puntato al 2021 lo dice il fatto che Mercedes ha interrotto da un pò gli aggiornamenti della W11 per concentrare risorse e uomini per la monoposto dell’anno prossimo.

Anche Ferrari si sta mettendo avanti coi lavori, avendo già passato il crash test addirittura per la monoposto del 2022. Per l’anno in corso, ufficialmente continuano gli aggiornamenti anche in vista della stagione 2021 mentre il responsabile dei telaisti Resta ha dichiarato che i token a disposizione per gli aggiornamenti saranno concentrati sulle modifiche al retrotreno della futura monoposto, area secondo Resta in cui è maggiore la possibilità di ridurre il gap prestazionale nei confronti di Mercedes e Red Bull.

Il tanto agognato nuovo simulatore invece dovrebbe essere pronto per i primi mesi del 2021, in tempo per sviluppare la monoposto a effetto suolo del 2022.

Molto bolle in pentola in vista del prossimo anno. Ammesso e non concesso che per l’inizio del campionato venturo l’emergenza Covid-19 possa essere solo un ricordo, sono tante le cose che possono ancora cambiare. Vedremo in questi mesi come si metterà all’opera il nuovo CEO Domenicali, il cui imperativo è risolvere la grana legata all’abbandono di Honda e alla richiesta di congelamento delle PU chiesta da Red Bull.

Al momento è più facile che qualche altro team lasci il circus piuttosto che se ne aggiungano altri. Il 2021 dovrebbe essere l’anno di una possibile rinascita, almeno nelle intenzioni, speriamo non diventi l’inizio della fine.

*immagine in evidenza da motorinews24.com

Rocco Alessandro

 

 

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