Chi ha detto che a Singapore bisogna per forza partire davanti?

INTRODUZIONE
Come in ogni sport che si rispetti, la tappa di F1 di Singapore ha sfoderato ogni possibile variabile conosciuta in questa splendida disciplina: pioggia, crash, tante Safety car  come la storia del circuito impone. Per qualcuno è andata bene, per altri molto meno. Qualcuno dovrà pagare solo delle cene, qualcuno ha virtualmente perso il mondiale nel modo peggiore, di sicuro tutti gli appassionati di motori hanno perso il piacere di un tirato testa a testa fino alla fine. 150 metri e la gara perde 3 dei primi 4 piloti e il WDC prende uno scossone probabilmente decisivo in un annata dove finalmente contavano i millesimi.

PROLOGO
Ma cominciamo dall’inizio. Fantastiche le qualifiche a Singapore 2017!
Un’altalena di prestazioni,  piloti e macchine, asfalti che si gommano, muretti sverniciati pur di disintegrare il record della pista (Rosberg, 2016). Finalmente una tracciato che racconta le gerarchie tra piloti. Non più algide doppiette di marca, con Vettel che regola Raikkonen e le due RB staccate di 30 millesimi, Hamilton sistema 8 decimi a un Bottas che avendo già firmato guida la macchina, ma si guarda dal correre; Hulk sistema Palmer, Sainz Kvyat;
I favoriti del venerdì vedono volare via sogni e certezze, spazzati dal vortice d’aria della SF70H di un Vettel da leggenda. 3 decimi avanti, tre secondi sotto il record della pista. MB che traballano, scodano e non ne vengono a capo, nel caldo di Singapore.
Le premesse per una signora gara ci sono tutte: Vettel, le due RedBull, Raikkonen a proteggere sulle due Merceds di rincorsa in terza fila.

LA GARA
Non bastasse una griglia di partenza così anomala, le luci di Singapore illuminano le gocce di pioggia che disegnano le reti per polli che adornano il circuito; fa pure “freddo” rispetto al resto del Weekend. Ma si parte. Con la pioggia. A Singapore. Senza Safety Car. Viva l’America.
I Team si dividono anche sulla scelta gomme, metà con le intermedie, gli altri con le full-wet.. non servono nuove variabili per aumentare una tensione già alle stelle.
Basteranno appena 150 metri per trasformare i vincitori in vinti. E viceversa.
150 metri che hanno tre protagonisti principali, più una serie di comparse e vittime incolpevoli.

Proviamo ad analizzarli in soggettiva:

Sebastian Vettel
Si spengono i semafori; Gina si muove bene, ma poi pattina leggermente; una partenza non eccelsa, ma più che dignitosa, lo tiene davanti a Verstappen di più di mezza macchina. Sebastian allarga la sua traiettoria per portarlo fuori corda prima della curva, il suo vantaggio aumenta e alla fine gli passa davanti mentre alla sua destra non succede niente di rilevante. Non passano tre decimi di secondo che il muso della sorella sfigata di Gina gli si pianta nella fiancata distruggendo mezzo impianto idraulico. I liquidi finiranno sulle ruote posteriori provocandogli un testacoda e il ritiro pochi metri più avanti. Fin qui non sappiamo altro.

Max Verstappen
Max, Figlio di Jos, Terrore di tutte le partenze, Predestinato di Bernie, Cataclisma del Mercato Piloti, Volante di Dio, oggi ha un solo obiettivo, passare l’unica cosa che gli si para davanti. E meno male che ci sono ancora dei piloti con la carogna. Ma neanche lui parte granché: le simulazioni delle RBR in FP3 raccontavano di una nuova sostanza (che in un futuro commerciale avrebbe sostituito l’Attack), secernere dalle gomme del predestinato. Niente, oggi si pattina con le intermedie come un Vettel qualunque; ma non si molla, perché siamo qui a dare battaglia e poi anche quell’altro ha fatto un po’ schifo, si sa mai…
Nello specchietto di sinistra ( “ma come, ero io quello a sinistra?!£$$%” ) a Max appare una sagoma rossa guidata da uno che invece pattina benissimo fin dall’infanzia fiordica. La sagoma esce in un attimo dallo specchio e si palesa, brillante con muso e gomme anteriori davanti alla monoposto dell’olandese. Max pensa subito di estrarre il classico medio alzato, tipico delle casalinghe motorizzate. Ma non c’è tempo perché quello è puntato verso il centro pista e tocca spostarsi; Ma dove? Il crucco mi si vuole fare a destra e io dove ca@@….. buuuum…
Ora come si possa, da una situazione di corsa angelica e inappuntabile come quella appena descritta, passare così repentinamente dalla parte del torto, dovrebbe essere oggetto di seminari avanzati di comunicazione.
Verstappen con tutta l’ingenuità e la sincerità dei suoi19 anni dirà che lui doveva solo vincere la gara e che è quello che si gioca il mondiale che deve stare attento a non rimetterci… e tenersi a distanza e che quindi col cavolo che è lui che doveva frenare. Parafrasando, tra le righe c’è un “ancora non avete capito con chi avete a che fare?”… Ma comunque ci tiene a rassicurarci che è molto felice che almeno si sono ritirati tutti. Tiè.
Ciò nonostante, non importandoci in questo articolo sostanzialmente nulla dei pensieri dell’olandese al volante, chi scrive si sente piuttosto sicuro che le responsabilità di Max siano veramente scarse, comunque la si guardi.

Kimi Raikkonen
#quintodiquattro parte male al Venerdì, si becca mezzo secondo dal compagno al Sabato.
Ma parte benissimo di Domenica. Si trova Max nettamente più lento; c’è spazio a sinistra, si passa. Ma quello continua a venire verso di lui, lo vuole portare a muro? E Kimi stringe,  davanti con mezza macchina e il vantaggio che aumenta, lui frenerà pure… (“cacchio che partenza mi viene fuori…”) Ma quello non frena, non fre…
Kimi stringe la traiettoria in modo così inspiegabilmente forte che le sue ruote posteriori prendono l’olandesino e lo proiettano come un razzo nord coreano sulla fiancata del presunto compagno di squadra.
Al pari di Max anche Kimi guida gara per gara e il gioco valeva la candela.  Se non fosse che in questo gioco, in ogni situazione ci sono sempre una prima e una seconda guida; in ogni mondiale, in ogni gara, in ogni momento specifico della gara. E quando butti fuori il compagno di squadra è sempre male. Quando butti fuori il Leader della corsa compagno di scuderia è peggio di male. Quando il Leader della corsa è tuo compagno di squadra e in piena lotta per il mondiale piloti perché a causa tua il costruttori è andato, allora forse è il momento di farsi delle domande.
Ma il Finlandese è una lingua sottile e piena di sfumature.
Al 23esimo giro KR7 sembra pronto a darci la sua versione dei fatti.
“Ho preso un colpo…non ho visto”

Daniel Ricciardo
Il mio potenziale migliore amico, DR33, dimostra ancora una volta la sua capacità di stare fuori da controversie che non ha generato lui in prima persona. E quando è lui a generarle la spunta quasi sempre. Le gomme lo tradiscono, il cambio fa schifo, il motore Renault in mappatura di gara è uno troiaio, ma lui arriva secondo. Un’altro podio.

Lewis Hamilton
Che dire. E’ già così forte che un Natale anticipato non gli serviva proprio. Prima la pioggia, le basse temperature, il crash dei concorrenti e il conseguente sorpasso alla prima curva su Ricciardo. Secondo me stasera va in bianco.

Solito mostro..

Lap 5
Al termine della prima delle 3 Safety Car ci troviamo questa simpatica situazione: Ham+3, Ric +1, Hulk +4, Per +8, Pal+6, Bot 0 ,Van +2, Ocon +6, poi Sainz ,Mag, Kvy, Alo

Lap 9
Alonso non va più. NO Power. Maddai.
Ricciardo recupera un secondo a giro su Hamilton che denuncia problema alle gomme.

Lap 11
Falso allarme, Hamilton sta una favola.
Kvyat a muro. Maddai.
Siamo ancora sotto Safety e tutti vanno sulle intermedie
Bottas ora è 3, Sainz 4
Massa usa vandorne da paracarro per linsegnargli quanto è dura la vita o solo perché il suo ferro da stiro motorizzato mercedes non curva sull’asciutto, figuriamoci se piove.

Lap 14
SC Hamilton dimostra di non odiare Seb in particolare, ma che quando è sotto SC fa il bullo anche con Riccio.
Tutti passano Ocon come atto voluttuario. Massa, Magnussen. Poi i due cominciano a fare a sportellate per divertirci come fossero a una gara di monster trucks nel fango.
Intanto il mini campionato sauber vede Ericsson davanti a Wehrlein

Lap 21
Hamilton migliora i tempi un po’ infastidito da uno strano sorriso involontario che gli si disegna in volto nonostante l’imbottitura del casco lo limiti leggermente.

Lap 25
Il primo cuore impavido è magnussen che mette le viola, ma la gomma slick è già fradicia prima di finire la pit lane!

Al Lap 26  si capisce, che la RB è ancora la macchina del venerdì..

Lap 29
Dopo Bottas, anche Ricciardo che lo precede di 16 secondi va sulle slick uscendo dietro Palmer ormai secondo prima del pit che lo riporterà settimo, ma LH44 ormai con le intermedie fa tempi simili alle US

Lap 30
LH, si protegge su Ricciardo… Ultra Soft
Pirelli aveva dato le slick possibili sull’1.52, ma i team se ne fregano e cambiano le gomme sull’1.59.

Lap 38
Safety Car per un Ericsson che si intraversa in rettilineo perdendo il retrotreno e quindi l’ennesima illusione di un Ricciardo vicino ad Hamilton, ma la sua RedBull sa bene che non è venerdì.

23 minuti al termine delle due ore
La SC se ne va e Ricciardo saggia l’overboost tipico delle ripartenze Mercedes, prendendo da Hamilton 4 secondi in un giro scarso, mentre Bottas ora sembra intenzionato a lavorare per il quarto d’ora mancante così da guadagnare un secondo posto piuttosto che tenersi un terzo completamente regalato..

10 minuti dalla fine (più recupero?)
Ci lascia il primo renault (Hulkemberg) mentre Hamilton, che ormai sente la fine del GP, comincia ad avere allucinazioni vedendo qualcosa di rosso sulla sua anteriore sinistra.

Last Lap
Passerella Hamilton.
meritatissima.

EPILOGO

Sainz fa una splendida gara e finisce ai piedi del podio, primo dei normali. Perez con 8 posizioni in due curve si assicura la quinta piazza davanti  all’incredibile trittico Palmer-Vandoorme-Stroll.

Ore 20.30
La FIA dice che si è trattato di un incidente. Maddai.

Ah, il mondiale piloti è quasi chiuso.

2017 FORMULA 1 SINGAPORE AIRLINES SINGAPORE GRAND PRIX

La F1 terminata la stagione europea fa rotta verso Singapore ad iniziare il ciclo di sette gare finali che determineranno il campione del mondo 2017.

Singapore è un circuito anomalo per tanti motivi, in primis per le condizioni climatiche particolari dovute alla localizzazione in una baia tropicale e poi per l’orario notturno in cui si svolge la gara.

L’alta umidità ambientale conseguente si traduce in scivolosità del tracciato e amplifica le difficoltà di fare lavorare in modo ottimale le gomme. Il raggiungimento delle temperature ideali di utilizzo e soprattutto la relativa stabilizzazione spesso restano una chimera per le vetture non in grado di generare un adeguato carico aerodinamico. Occorre ricordare che le gomme, nel nuovo dimensionamento e nella formulazione stagionale rappresentano comunque un punto interrogativo costante e comune a tutti i team per la mancanza di dati di confronto con il passato.

Ad aggiungere ulteriori variabili al problema le previsioni meteorologiche danno maltempo con pioggia per il venerdì ed il sabato e bel tempo per la domenica di gara. Il rischio è quindi, come a Monza, che ci si trovi a correre in condizioni mai testate nelle prove libere.

Il  layout di circuito cittadino rende il tracciato anche particolarmente critico per l’impianto frenante non tanto per l’intensità (le staccate sono veramente poche) ma piuttosto per la continuità di impiego in condizioni non ideali di raffreddamento. Siamo destinati pertanto a vedere impianti frenanti piuttosto sovradimensionati.

Al motore il tracciato non richiede molto in termini di potenza massima essendo l’acceleratore aperto a pieno regime solo per il 40% del tempo di giro. Sono molto più importanti le caratteristiche di erogazione di coppia nelle innumerevoli accelerazioni e su questo le attuali PU sono praticamente imbattibili, forti della coppia idealmente costante della MGU-K. Purtroppo però questo fa a cazzotti con il poco tempo che la MGU-H ha a disposizione per dare il suo contributo alla ricarica delle batterie e ciò obbliga gli ingegneri alla ricerca di un certosino equilibrio nell’integrazione della potenza elettrica alla potenza meccanica del termico.

Come per tutti i circuiti cittadini il cambio è l’organo meccanico più sollecitato con le cinquemila cambiate necessarie a percorrere i 61 giri e di riflesso questo potrebbe comportare qualche problema fisico ai piloti.

Comunque come anticipato, su questa pista la ricetta normalmente consiste nell’adottare assetti con un elevato carico aerodinamico a facilitare l’inserimento in curva e migliorare la trazione in uscita. Sfortunatamente questo apre anche il capitolo consumi che può diventare un problema piuttosto importante.

Tecnicamente è un bellissimo rompicapo.

In questo contesto che cosa ci possiamo aspettare e cosa si aspettano i vari team da questo Gran Premio?

Se oggi fosse ancora il 31 Agosto, cioè il giovedì di apertura del GP d’Italia, saremmo qui a parlare di Singapore come di un gran premio in cui la Ferrari, forte dell’altissimo carico generato, dovrebbe solo consolidare la sua posizione in classifica, una sorta di operazione formale senza possibilità di sorprese se non in presenza di eventi accidentali e casuali. In realtà Monza ha messo un bel po’ di agitazione nei tifosi ferraristi per la gara anomala a fronte della prova di forza della Mercedes. Anche la contemporanea ricorrenza del 70esimo anniversario con l’umiliazione inferta dai tedeschi con il giro in parata ha giocato negativamente sul morale della tifoseria.

Però la mia sensazione è che in Ferrari, escluso il presidente ma a partire da Vettel e Binotto, sappiano perfettamente che Monza è una pista anomala e che il risultato è stato negativo soprattutto per i buoni auspici del precedente gran premio del Belgio responsabili delle migliori prospettive attese. Ferrari ci sarà, eccome.

Allo stesso modo ci sarà sicuramente Mercedes con un Hamilton presentatosi in formissima al rientro dalla pausa estiva e con il team a voler dimostrare la ottime caratteristiche del progetto anche su una pista che anestetizzerà parzialmente la potentissima PU. E anche Bottas, pur nel ruolo di scudiero servente, troverà il modo di festeggiare il freschissimo rinnovo annuale. Occorre anche ricordare che l’anno scorso fu Rosberg a trionfare nella baia.

La ininfluenza di una PU potentissima mette anche la RBR su un piano decisamente spregiudicato per questo gran premio, tanto da spingere Ricciardo a sbilanciarsi su velleità da pole position. Spregiudicatezza che non mancherà anche a Max Verstappen che ha qui una delle (poche) possibilità di pareggiare il conto delle vittorie stagionali con il compagno. Speriamo spregiudicato e attento, vista la lunga sequenza di incidenti.

In questo quadro già piuttosto ricco potrebbero inserirsi, a giocare il ruolo di outsider, anche le Force India con un Ocon reduce da una eccellente prestazione a Monza e un Perez con la canna fumante da svariati gran premi.

Per gli stessi motivi della RBR (ma con possibilità decisamente inferiori) troviamo la McLaren in una delle poche opportunità di mettersi in evidenza quest’anno. Ma le velleità di Alonso & C. troveranno ostacoli sia in probabili penalità da scontare in griglia e, ipotizzo, in un clima poco propedeutico determinato dal divorzio ormai solo da rendere pubblico con Honda. Dubito possano giocare un ruolo di primo piano da qui alla fine dell’anno. Anche se per il futuro, la sfida di telaio (a parità di PU Renault) con RBR si profila avvincente per McLaren.

Gli altri team temo possano giocare ruoli solo da comparsa: Renault, Williams, Haas non ritengo possano entrare in Q3. Sauber vabbè, ci vediamo nel 2018.

Sul fronte Toro Rosso sarà interessante valutare come l’annuncio del matrimonio con Honda influenzerà l’approccio ai GP finali di questa stagione ed anche, Sainz sarà della partita o sarà sostituito da Gasly? E ancora salterà sulla Renault di Palmer già a Singapore?

Torniamo alla lotta per il vertice. Nell’economia del campionato il passato importa solo per la situazione attuale che ha determinato. E la situazione attuale pone la Ferrari alla pari della Mercedes per la sfida del titolo piloti (stendiamo un velo pietoso sul campionato costruttori “sacrificato” ad una logica di line up discutibile).

Resta da valutare la strategia di squadra, in parole povere che aiuto possono attendersi dai rispettivi compagni i due duellanti? Di Bottas ho detto. Raikkonen è imprevedibile ma il calcolo delle probabilità è dalla sua parte nella legge dei grandi numeri.

Dimenticavo. Singapore soffre dei problemi di tutti i circuiti cittadini in termini di larghezza della carreggiata e di disponibilità di vie di fuga. Pertanto la safety car è piuttosto probabile e frequente a tal punto che, senza ricordare fatti eclatanti del passato che hanno permesso di battezzare puttanodromo il circuito, le strategie dei vari team sono influenzate apertamente da questa probabilità. In pratica una sana dose di fortuna sarà ben gradita, come sempre.

Se avete qualche spicciolo in tasca investitelo in popcorn: lo spettacolo si prospetta interessante da qui ad Abu Dhabi.

Il vostro Aviatore di fiducia(?).

I PILOTI IN FUGA….O IN VIA DI FUGA???

L’immagine di copertina non è sbagliata, tranquilli che parliamo di motogp, ma oggi, va dato spazio anche al grandissimo ORGOGLIO NAZIONALE, che risponde al nome di ANTONIO CAIROLI!!!!

Nel solito silenzio nazionale dei media, il pilota di PATTI, porta a casa il suo NONO TITOLO IRIDATO del motocross, dimostrando ancora una volta chi sia il più forte, in una stagione quanto mai dominata, arrivando ad un solo titolo dalla leggenda EVERTS. 9 VOLTE GRAZIE TONY!

Ma torniamo al Motomondiale, che ha visto le tre classi sfidarsi in un circuito quanto mai zuppo d’acqua, nonché teatro di molte cadute, anche importanti nella classifica iridata, vedendo coinvolti molti piloti della pattuglia tricolore.

Marquez ha dimostrato come sempre di non sapersi accontentare, andando a vincere la gara nell’ultimo giro, su un Petrucci ancora una volta super convincente. Dovizioso ha guardato più al portarla a casa, chiudendo la corsa in una ottima terza posizione, mentre Vinales, che non si è mai trovato a suo agio con le condizioni di bagnato, chiude con un decoroso quarto posto. Incredibili i numeri fatti dai primi 3 sull’acqua da Marquez e Petrucci, che si sono presi un paio di bei rischi, ma a cadere son stati altri. Uno su tutti, Lorenzo, artefice di una gran partenza, capace di portarlo ad aver un vantaggio di 4 secondi sugli inseguitori, finendo poi a buttare via tutto, con una caduta in uscita dalla curva 6. Dietro poi non son mancati i piloti finiti in ghiaia, compreso Crutchlow, Espargarò, Baz e molti altri, eppure quelli che si son rialzati, son riusciti a fare meglio di un Pedrosa opacissimo e inefficace in pista.

Standing ovation per uno Zarcò che spinge per tutto il rettifilo finale la sua Yamaha, giungendo stremato sulla linea del traguardo, fra le urla e gli applausi del pubblico, numerosissimo nonostante l’assenza di Rossi e la fastidiosa giornata di pioggia.

La classifica ora vede MM93 nuovamente primo a pari punti con AD04, mentre MV25 si trova staccato di 16 punti, tutto ancora può succedere, da qui ai prossimi 5 gp, che andranno a chiudere questa stagione fantastica. Dati alla mano, il favorito resta però lo Spagnolo della Honda.

In moto2 invece c’è stato un’altro 0 per il colui che è in vetta al mondiale, ossia Franco Morbidelli, caduto nelle prime fasi, mentre era primo. Una chiusa di anteriore in staccata, a cui non ha potuto porre rimedio e Luthi è stato subito lesto a non prendersi rischi, andando a chiudere al secondo posto la gara, dietro ad Aegerter, che ottiene la sua seconda vittoria nel motomondiale. Un dispiacere anche per tutti i colori Italiani, che son andati a terra tutti a uno a uno, compreso il Pasini che aveva fatto la quarta pole di fila, davvero un peccato. In ghiaia ci è finito pure Oliveira, ed ormai la lotta per il titolo è tutta per l’Italiano e il tedesco, divisi da soli 9 punti.

La moto3 ci ha regalato il trionfo di Fenati, pilota che normalmente non è  un fuoriclasse sul bagnato, ma che oggi ha saputo gestire alla perfezione la corsa, sapendo sfruttare anche gli errori dei rivali che lo stavano inseguendo. Mir chiude secondo, mantenendo un grosso vantaggio in classifica proprio su Fenati, dopo il colpo a vuoto di Canet con la caduta di oggi. Applausi per un bravissimo Di Gianantonio, ottimo terzo. Una gara costellata dalle cadute, con un Antonelli che fa il record di 3 cadute in una sola corsa, con piloti che riescono a chiudere nei primi 10, anche dopo essersi rialzati dalla via di fuga. Alla fine chiudono in 15, segno quanta sia stata dura la corsa.

Prossima tappa in Spagna, ad Aragon, teatro di splendide corse, dove Marquez ha sempre mostrato il suo valore, ma è un tracciato favorevole anche a Ducati, grazie al lungo rettifilo. Non diamo per spacciata la Yamaha, artefice spesso di belle gare su questa pista. Attendiamoci anche un Morbidelli voglioso di riscatto, che non può farsi sfuggire un titolo che si sta meritando.

Saluti

Davide_#mondialequantomaiaperto_QV

MOTOGP 2017 – GP TRIBUL MASTERCARD DI SAN MARINO E DELLA RIVIERA DI RIMINI

Misano, il circuito dedicato al grande e tanto compianto MARCO SIMONCELLI, quel 58 rosso che vedi ovunque mentre giri per il circuito, a ricordo di quel casco infinito di capelli, sulla testa di uno dei più piloti più amati di sempre del paddock, che riusciva a far sorridere chiunque, anche nei momenti più brutti e difficilil, oltre ad avere tantissimo manico sulla moto. SEMPRE NEI NOSTRI CUORI SIC!!!

Siamo tutti a conoscenza dell’assenza di Valentino Rossi, nel weekend di gara, dovuto all’infortunio occorsogli in allenamento, con una moto da cross, che ha provocato la rottura di tibia e perone della gamba destra, la stessa dell’infortunio al Mugello 2010. Il pilota di Tavullia ha già avviato il percorso di recupero post operatorio e cercherà di far di tutto per essere nuovamente in sella, forse già a Motegi. Della serie, mai domo!

Ma Vale non è il solo ad essersi infortunato, infatti è di questi giorni la notizia che anche Crutchlow si è procurato un grosso taglio alla mano sinistra, con conseguente recisione di un tendine. Il pilota è già stato operato, con i medici che han cercato di dargli la possibilità di correre, ma solo nei prossimi giorni capiremo se ce la farà o meno.

Tornando ai normali eventi di corsa, in Honda c’è tranquillità, nonostante il motore andato in fumo a Silverstone, perché le unità non ancora punzonate sono 2 e quindi non vi dovrebbero essere problemi di sorta, per il proseguo di stagione. Marquez, dalla sua, fa dichiarazioni abbastanza da ragioniere,  spiegando che non cercherà la vittoria ad ogni costo, ma bensì puntando più a una costanza di risultati. Strano sentire certe parole da lui, ma la lotta con Dovizioso e Vinales è molto serrata e non permette altri zeri.

Vinales, il team Yamaha ha deciso di non portare alcun pilota al posto di Vale, quindi non potrà beneficiare di un compagno di box che vada a sottrarre punti ai suoi due rivali. Ma stiamo tranquilli, Silverstone ci ha dato conferma, che il campione Spagnolo è in palla, anche se la Yamaha ancora mostra qualche debolezza nell’usura delle gomme.

Dovizioso avrà tutta la spinta del pubblico, oltre a potersi avvantaggiare di due giornate di prove, fatte da Ducati, sul tracciato Romagnolo. Un ulteriore aiuto, potrebbe arrivare dalla Desmo16 ufficiale, messa a disposizione di Pirro, che si dice pronto ad aiutare il Dovi. Dall’altro lato del box rosso invece, Lorenzo ritiene sia ancora troppo presto pensare a ordini di scuderia nei suoi confronti, atti ad aiutare il leader di classifica nel raggiungimento del titolo iridato 2017.

In casa Suzuki, arriva l’accordo per il 2018 con Rins, che farà coppia con Iannone, mentre per Espargarò, si vocifera una porta aperta in Aprilia del team Gresini, facendo così coppia con Lowes.

In Moto2, da segnalare il ritrono in sella di De Angelis, che andrà a sostituire Schrotter, che è ancora infortunato allo scafoide.

Notizia di questi giorni,  è quella dell’avvio della vendita di telai clienti, nella Moto2, da parte di KTM, andando così a portare la sua presenza dai 2 esemplari attuali, ai 6 del 2018. I telai Austriaci paiono molto ambiti nel paddock, oltre ad essere molto efficaci nella serie di mezzo.

In Moto3, anche Misano vedrà la presenza di Masia, il debuttante stagionale, che sta stupendo tutti per la sua stoffa e capacità di essere subito con i migliori. Infatti il team di Caponera, lo ha messo rapidamente sotto contratto, per le stagioni 2018-19.

Nota di colore, sono le grafiche delle vide di fuga, che vengono riviste da Aldo Drudi, lo stesso personaggio che firma da anni le grafiche dei caschi di molti piloti, fra cui Rossi. I colori,richiameranno il territorio, le squadre e i piloti. Con il rosso Ducati, il giallo del sole e di Valentino Rossi, l’azzurro del mare e della Suzuki, il bianco delle spiagge, i colori fluo della Honda, tutto mescolato in forme curve, triangolari, lineari e circolari, che rievocano gli anni 70-80. E’ solo il primo di molti cambiamenti estetici, che interesseranno il circuito nei prossimi anni.

Chiudiamo con gli orari della gara, che sono identici sia su SKY SPORT MOTOGP, che su TV8.

Sabato 9 Settembre
12:35 | Qualifiche Moto3
14:00 | Qualifiche MotoGP (Q1 alle 14:10, Q2 alle 14:35)
15:15 | Qualifiche Moto2

Domenica 10 Settembre
11:00 | Gara Moto3
12:20 | Gara Moto2
14:00 | Gara MotoGP

Saluti

Davide_#SIC58_QV

Hamilton e la Mercedes dominano a Monza

“Sapevamo che sarebbe stata una pista difficile, lo abbiamo detto tante volte in questo week-end”. Così doveva essere e così è stato.
Mentre Hamilton andava ripetendo che gli sarebbe piaciuto fare doppietta proprio in casa del nemico, per dare un segnale forte. E anche questo è successo, la Mercedes è stata costantemente superiore alla Ferrari, con un divario medio in gara oltre il mezzo secondo al giro. Sul primo pilota, perché la seconda guida è arrivata molto più lontana, autrice di una gara che rende ancora più inspiegabile la riconferma per il 2018, a differenza della seconda guida Mercedes, sempre vicina al caposquadra dopo avere immediatamente fatto dimenticare la brutta qualifica di ieri.

Vettel perde la leadership del mondiale, e se si guarda il conto totale delle vittorie si capisce che il distacco di oggi non è frutto del caso: 8 Mercedes, 4 Ferrari. Ma bisogna essere ottimisti. Lo devono essere soprattutto in Ferrari, perchè, come ripetono spesso i rossi, bisogna anche considerare dove erano lo scorso anno. All’inizio della stagione pochi avrebbero scommesso che dopo Monza Vettel sarebbe stato ancora ben in corsa per il titolo. Ma, si sa, l’appetito viene mangiando, e ora l’obiettivo è vincerlo, questo titolo. Dopo la gara di oggi è ancor più chiaro che servirà non solo che funzionino gli sviluppi portati gara per gara, ma anche avere Vettel al massimo della forma in ogni occasione. E anche Raikkonen, ovviamente. Sarà comunque durissima.

In questo week-end la Ferrari è stata la terza forza in pista, dietro anche alla Red Bull, che dopo avere fatto un secondo e terzo posto virtuali in qualifica, vanificati dalle penalizzazioni, ha poi mostrato in gara un passo notevole, consentendo a Ricciardo di arrivare quarto a poca distanza da Vettel (splendido il sorpasso su Raikkonen) e a Verstappen di arrivare decimo dopo un incidente iniziale che l’ha costretto ad una fermata supplementare. E’ molto probabile, che senza penalità, per la Ferrari ci sarebbe stata solo la possibilità di lottare per il quinto posto, e sarebbe stato piuttosto sorprendente considerando il (teorico) deficit di potenza della PU Renault rispetto alla Ferrari.

E proprio questo fa venire il dubbio su quali siano i reali motivi delle prestazioni viste in questo week-end. La Mercedes davanti ci poteva stare, ma il distacco della Ferrari è inatteso, e la prestazione Red Bull pure. Non può essere tutto spiegato solo con la differenza fra le PU, è evidente che di mezzo c’è uno sfruttamento delle gomme più o meno buono, e in questo la Ferrari è ovviamente stata la peggiore. E’ sperabile che nel prosieguo del campionato non si riproponga l’atavica allergia della rossa alle coperture italiane, che è già costata in passato vittorie e mondiali.

Dietro ai primi 3 team, da segnalare le ottime prestazioni di Ocon sesto e Stroll settimo. La somma degli anni dei due fa l’età di Raikkonen, e quest’ultimo ha dovuto lottare duramente per stare loro davanti. I due ragazzi sono stati molto intelligenti a non farsi prendere la mano, evitando duelli all’arma bianca e cercando di portare a casa quello che per loro era il migliore risultato possibile, resistendo anche al ritorno dei due compagni di squadra Massa e Perez, piazzatisi subito dietro di loro (con Massa che per la verità ha – logicamente – coperto le spalle a Stroll, più che impensierirlo).

Già detto di Verstappen che chiude i piazzati a punti, per le altre 5 squadre Monza è una gara da dimenticare in fretta. Renault e Haas sono state l’ombra di quelle viste a SPA. La McLaren no perchè se fosse stata l’ombra di se stessa sarebbe probabilmente andata meglio. La Toro Rosso non è praticamente mai esistita, mentre la Sauber non esiste dall’inizio dell’anno e quindi oggi non si è visto niente di nuovo.

Ora si va a Singapore, dove, a parere di chi scrive, la Ferrari si gioca una grossa fetta delle possibilità di portare a casa questo mondiale. E’ una pista sulla quale sia la vettura di Maranello che Vettel sono sempre andati benissimo, e quindi l’obiettivo minimo è compensare la doppietta di oggi relegando Hamilton al terzo posto (o più giù). Ma è anche una pista nella quale l’imprevedibile accade, e sarà indispensabile essere perfetti per centrare l’obiettivo.