MOTOGP 2020- GP DI STIRIA

MOTORSPORT IS DANGEROUS

Ce lo siamo detti tante di quelle volte ma non abbastanza perché gli sproloquiatori del senno di poi lo capiscano.

Domenica scorsa sulla testa del Motomondiale si è appoggiata la proverbiale “manina”: senza quella poco ci potevano fare le regole, le chicane in mezzo al rettilineo o le vie di fuga più grandi.

Purtroppo firme “altisonanti” si sono mosse usando caratteri per criticare il circuito piuttosto che la velocità di queste moto. La coerenza è però ormai una chimera, perché se leggiamo che il RedBull Ring non è oggi adatto alle velocità della Motogp è vero che non lo era neanche al primo anno del 2016 visto l’irrilevante aumento di prestazioni in questo lasso di tempo.

La via di fuga inadeguata….E’ la stessa dal 2016 e ne parliamo solo adesso? Le moto di Zarco e Morbidelli non sono arrivate ad insaccarsi al limite della stessa, ma hanno semplicemente attraversato la pista come tante altre volte abbiamo visto su circuiti diversi da quello austriaco. Questa volta è stato tutto molto più “scenico” e pericoloso, ma fa parte del rischio che i piloti stessi accettano scendendo in pista. E la dinamica sarebbe stata la stessa anche con le Moto2 o le Moto3, perché alla pista ed alla casualità non è che interessi molto se accade a 320 Km/h o 295….

La chicane per rallentare….. La scivolata di Bastianini in Moto2 è avvenuta in uscita da curva 1…. Che mi si spieghi l’utilità di una variante messa 500mt più avanti nell’economia di questo incidente..

Si deve lavorare per la sicurezza ogni giorno, perché se oggi abbiamo la fortuna di rivedere all’ultima dell’anno tutti i piloti che hanno cominciato la stagione è merito dell’enorme lavoro svolto negli anni. Ma è altrettanto vero che una dose di imponderabile, di incontrollabile, di imprevedibile è insito in ogni corsa motoristica e spesso è quello che muove questi ragazzi a vivere la loro vita sul filo della velocità dandogli sapore.

Se non siamo in grado di accettare ciò allora chiudiamo tutto il Motorsport nel più breve tempo possibile.

Capitolo stampa italiana. Titoloni sul rischio che Valentino ha corso, fiumi di parole e articoli scritti da chicchessia…E Vinales? Solo qualche menzione giusto per onor di cronaca e che ci fa sembrare razzisti verso gli spagnoli: sulla griglia di domenica mi inginocchierò davanti la TV gridando Spaniards Live Better..

Vale ha rischiato ma Maverick ha rischiato doppio perché, oltre la moto di Morbidelli dietro la schiena, s’è visto passare quella di Zarco a pochi centimetri dalla testa.. Ci va equità cari giornalisti. Che poi si faccia il tifo per i nostri italiani quando si corre ci sta, ma non di fronte al rischio. Mi auguro che i giornali abbiano venduto qualche copia in più e che i loro siti abbiano ricevuto più visite, altrimenti…

Torniamo agli aspetti sportivi del Round 2 di Spielberg che è meglio.

I valori li abbiamo visti lo scorso weekend.

Dovizioso è in dovere (e in potere) di fare il bis approfittando del momento opaco delle Yamaha e dell’assenza di Marquez. Sarebbe un colpo ben assestato al campionato dopo solo una settimana dall’addio dato a Ducati.

I rivali più accreditati dovrebbero essere Rins e Pol Espargaro osservando il ritmo tenuto domenica scorsa. Tra i due il più pericoloso è Rins perché ben più consistente del pilota Ktm. Peccato la caduta perché la sua Suzuki è sembrata molto in palla e lui ha ancora quel quid in più rispetto al suo compagno Mir arrivato secondo cinque giorni fa.

Policio è sempre piuttosto falloso seppur guidi una Ktm davvero ottima in questo frangente di campionato: deve migliorare la concentrazione per arrivare a far bene con il traliccio di tubi austriaco che attualmente vale di più dell’HRC che andrà a pilotare il prossimo anno. La mancanza di concentrazione sarà dovuta al dubbio di aver fatto la scelta giusta?

Senza scorrere i piloti in uno sterile elenco gli Yamahisti devono risorgere dal torpore, chi per una ragione chi per un’altra, che li ha investiti appena usciti dalla Spagna. Fabio e Maverick devono tirar fuori gli attributi per stare lassù. Se per il secondo ci sono delle attenuanti per lo scorso round (frizione, Cit Stoner) per Fabio ce ne sono meno perché è apparso abbattuto e “lamentoso”: è più facile raggiungere la vetta che restarci.

No Marquez no Honda.

Incoraggianti i piccoli progressi Aprilia alla quale un pilota come Dovizioso sarebbe necessario come l’aria per respirare. Con Suzuki e Ktm migliorate al punto di poter lottare per la vittoria, con l’ultimo step di Aprilia potremmo arrivare a sei potenziali Case in grado di vincere almeno una gara. Roba da leccarsi i gomiti solo a pensare a due/tre anni fa. E a pensarci bene forse non è mai successo.

Speriamo che Massimo Rivola abbia il numero di Dovizioso…e che lo usi.

La pioggia prevista al sabato e alla domenica sarebbe una variante per sparigliare le carte. Anche lo scorso weekend le previsioni erano identiche ed abbiamo visto come è andata.

 

Moto2

Con Luca Marini balzato in testa al Mondiale ci si aspetta un’altra gara combattuta. Lo scorso GP Martin è stato bravissimo ad evitare che l’italiano si avvicinasse troppo ma questa domenica la musica potrebbe cambiare. Una RedBull Ktm Kalex Triumph ha vinto in Austria…..non ci credo che l’abbia potuto scrivere, eppure è giusto..

 

Moto3

Quando sei già in testa al Mondiale e vinci una gara con 49 millesimi sul secondo piazzato e 1’177 sul decimo…. Bravo Albert, il vantaggio in classifica è ampiamente meritato ma te la faranno sudare anche questo weekend. Ogni commento tecnico è superfluo visti i distacchi cronometrici.

 

Buone Gare a tutti

(immagine in evidenza tratta da Motorbox.com)

 

Salvatore V

F2 SPAGNA 2020 – BLUES FOR THE RED SUN

La lotta per il mondiale andata in onda a Barcellona si conclude a sorpresa con un pareggio tra i principali contendenti, malgrado Ilott abbia dominato qualifiche e due terzi di Feature Race. Ma proseguiamo con ordine.

[COURTESY OF RACINGELITE.COM]

Le prove libere evidenziano un elevato degrado delle gomme, ma anche valori piuttosto ravvicinati: tra il primo (Dan TIcktum) e l’ultimo intercorrono solo 1.3 secondi.

[COURTESY OF CRASH.NET]

Le qualifiche vivono del duello per la pole tra UniVirtuosi e Prema. Grazie anche a una strategia alternativa (segnare il tempo prima di tutti gli altri) alla fine la spunta Callum Ilott, che estende di altri quattro punti la leadership in campionato su Robert Shwartzman, che lo marca a uomo in seconda posizione a 183 millesimi. Per il pilota Prema è la migliore qualifica in F2 (suona strano ma finora l’ex leader di campionato non si era mai qualificato nella Top5). Terza l’altra UniVirtuosi di Guanyu Zhou, mentre in quarta posizione si inserisce (ormai non più a sorpresa) Felipe Drugovich, che precede Mick Schumacher, che non è riuscito a migliorarsi nel secondo tentativo. Sesto uno Yuki Tsunoda in costante crescita; si registra il crollo delle ART, con Marcus Armstrong nella solita 19a posizione e Christian Lundgaard, secondo in campionato, solo 14°. L’italiano Luca Ghiotto è stato relegato in 20a posizione dal cedimento della barra antirollio anteriore nel corso delle qualifiche. Continuano le sofferenze di Matsushita; l’esperto teammate di Drugovich non va oltre il 18° tempo.

Robert Shwartzman (RUS) PREMA Racing; Callum Ilott (GBR) Uni-Virtuosi Racing; and Mick Schumacher (GER) PREMA Racing at the start of the race.
15.08.2020. FIA Formula 2 Championship, Rd 6, Barcelona, Spain, Saturday.
– www.xpbimages.com, EMail: requests@xpbimages.com Copyright: XPB Images

Come pronosticabile, il leitmotiv della gara è la gestione delle gomme. Tra i primi l’unico con gomme dure è Schumacher jr, che è anche il pilota che ha lo spunto migliore in gara, passando dalla quinta posizione alla testa della gara nell’arco di poche centinaia di metri. In curva 1 arrivano appaiati in tre: Schumacher, Ilott e Shwartzman; in qualche modo ne escono indenni e la spunta il russo, seguito dall’inglese e dal tedesco; dietro le posizioni rimangono invariate. Marcus Armstrong prosegue il periodo miserabile insabbiandosi in curva 4 per un sorpasso azzardato. Viene chiamata la SC e, ripartiti, Shwartzman va subito in sofferenza con le soft, tanto che all’ottavo giro subisce il sorpasso di Ilott. Rientra al termine dello stesso giro, ma il leader del campionato para l’undercut rientrando il giro dopo. In testa si ritrova quindi Schumacher jr, con 2.5 secondi di vantaggio su Drugovich, che prosegue su ottimi tempi malgrado sia ancora sulle soft (si fermerà al 12° giro). Ilott è 30 secondi dietro al tedesco ma dimostra di avere un passo imprendibile e, malgrado il traffico di chi ancora si deve fermare al 23° giro gli è in scia. Shwartzman non riesce a essere altrettanto risoluto e, dopo aver perso tempo dietro a Matsushita, subisce anche il sorpasso di Drugovich nel corso del 24° giro. La Prema di Schumacher ormai non sta più in pista ed il tedesco è costretto a fermarsi, malgrado ciò lo condanni a tredici giri con le soft. Proprio quando Ilott vola indisturbato verso la vittoria, che assesterebbe la mazzata finale sul campionato, Gelael e Alesi jr si scontrano alla Caixa; il pilota francese resta bloccato sopra un cordolo, e la Safety Car fa il suo secondo ingresso.

La neutralizzazione sconvolge la gara: la maggior parte dei piloti si ferma per una seconda sosta (come Ilott, Shwartzman e Zhou); chi era ancora su gomme dure sfrutta la SC per effettuare la prima sosta (è il caso di Mazepin e Matsushita); alcuni temerari scelgono invece di non fermarsi per la seconda sosta, come Tsunoda, che pertanto alla ripartenza si ritrova a guidare il gruppo, con Ilott il primo degli inseguitori. Drugovich è costretto a effettuare la sosta con un giro di ritardo (a causa della piazzola già occupata da Matsushita) quindi scivola in nona posizione.

Alla ripartenza si innescano furiose battaglie: Ilott cerca l’affondo su Tsunoda, ma il timido tentativo viene rintuzzato e anzi gli si ritorce contro quando viene sorpassato all’esterno di curva 4 da Matsushita. L’inglese prova a rispondere, ma finisce largo in curva 7 e viene passato anche dal diretto avversario Shwartzman. Dopo appena un giro dalla bandiera verde Roy Nissany va a muro, costringendo Bernd Maylander agli straordinari. Malgrado manchino ancora cinque giri, il cronometro incombe: resta il tempo solo per un ultimo giro. Basterà per dar vita a furibonde battaglie. Matsushita riesce dove Ilott aveva fallito e ruba la leadership a Tsunoda, con Shwartzman che lo segue a ruota; subito a seguire Ilott cerca di replicare la manovra subìta in curva 4, ma gli va male anche stavolta e incassa il sorpasso di Mazepin, Zhou e Schumacher (riuscirà a risorpassare almeno il tedesco) e conclude sesto. Per rendere l’idea di quanto sia stato convulso quest’ultimo giro, meno di cinque secondi hanno separato il terzo dal tredicesimo; in particolare, i piloti dalla sesta all’undicesima sono racchiusi in in 1.2 secondi (!!!).

[COURTESY OF AUTOSPORT.COM]

A spuntarla, dopo un’ora e un giro, è dunque Nobuharu Matsushita, alla prima vittoria stagionale; e pensare che fino a quel momento non era andato oltre il settimo posto! Non che sia stata solo fortuna la sua: originariamente avrebbe dovuto percorrere uno stint di cinque giri più breve, invece grazie a una ottima gestione delle gomme lo ha prolungato fino a beneficiare della SC. Lo seguono sul podio Shwartzman (che recupera punti importanti sul leader) e Zhou (che ottiene il podio grazie a una penalità di 5 secondi su Mazepin), mentre la piazza d’onore spetta a Tsunoda. Solo quinto Ilott, che spreca così il break point. Sesto Schumacher, non senza rimpianti (se avesse atteso un giro in più avrebbe beneficiato del pitstop gratuito). Settimo Drugovich, anche lui penalizzato dalla SC. Conclude la “reverse grid zone” Ghiotto, eccellente a rimontare dalla terz’ultima posizione. Lundgaard, ora di nuovo terzo in classifica, conclude appena fuori dai punti in 11a posizione.

[COURTESY OF AUTOSPORT.COM]

Nel corso dell’ultimo giro Sean Gelael si scontra con Jack Aitken; malgrado l’incidente sembrasse di poco conto, l’indonesiano ha subìto la rottura di una vertebra. Il pilota sta bene, ma dovrà saltare i prossimi appuntamenti del mondiale.

[COURTESY OF INSIDERACING.COM]

Ghiotto parte dal palo nella Sprint Race, ma per via di uno scatto a rilento la sua leadership dura solo qualche decina di metri. Felipe Drugovich ne approfitta e senza farsi pregare impone fin da subito il proprio ritmo. Il distacco sale rapidamente a 8 secondi, da lì in poi il brasiliano si limita a gestire le gomme e conquista la seconda vittoria stagionale con una prestazione immacolata. Malgrado un graining furioso nella prima metà di gara che lo porta a difendersi da Ilott, il vicentino mantiene la posizione e ottiene pertanto il secondo podio stagionale. Dietro la gara è più movimentata.

Felipe Drugovich (BRA) MP Motorsport.
16.08.2020. FIA Formula 2 Championship, Rd 6, Barcelona, Spain, Sunday.
– www.xpbimages.com, EMail: requests@xpbimages.com Copyright: XPB Images

Schumacher è il più lesto dei primi tre al via, ma non trova lo spiraglio giusto e viene anzi superato da Ilott in curva 3. Più avanti nella gara l’inglese prova a superare l’italiano con la stessa manovra, ma Ghiotto tiene e l’inglese si trova con le gomme strapazzate senza aver conquistato niente. A sei giri dalla fine le coperture presenteranno il conto, e Ilott scivola fuori dalla zona punti (beneficerà di una penalità a Lundgaard per agguantare almeno il punticino dell’ottavo posto). Se Atene piange, Sparta non ride: Zhou fora dopo un bloccaggio importante per difendersi da Matsushita; il pitstop aggiuntivo significa la 14a posizione finale, dietro a Shwartzman, anch’egli costretto alla strategia a una sosta da un consumo importante delle coperture. La strategia in realtà avrebbe portato frutti, se la sosta fosse stata anticipata. L’unico dei top team a far segnare punti importanti è stato pertanto Schumacher jr, terzo alla bandiera a scacchi. Seguono poi Tsunoda, Matsushita e l’ottimo Mazepin, in rimonta dalla tredicesima posizione.

[COURTESY OF LIVEGP.COM]

Come anticipato, in classifica si registra un pareggio quasi esatto: Ilott e Zhou conquistano 15 punti ciascuno, Shwartzman e Schumacher jr 18. Battuta d’arresto per Lundgaard, che resta a secco. Il sophomore inglese resta saldo in testa a 121 punti, con 18 lunghezze di vantaggio sul rookie russo, a sua volta 16 punti davanti al danese della ART, fermo a 87. La lotta per il terzo posto è più serrata, con Lundgaard, Tsunoda, Schumacher jr, Zhou e Mazepin racchiusi in 12 punti. Con i pasticci in gara-1 e la strategia sbagliata in gara-2 Ilott ha sprecato l’occasione di ammazzare il campionato. Le circostanze particolari però non capitano ad ogni gara, e se i rapporti di forza restano questi non vedo molte possibilità per i suoi sfidanti. Ci rivedremo in Belgio.

Lorenzo Giammarini, a.k.a. LG Montoya

[Immagine di copertina tratta da F1.com]

 

 

 

 

 

LE MERCEDES E VERSTAPPEN DOPPIANO TUTTI A BARCELLONA

A causa di una visione della gara un po’ distratta da parte di chi scrive, questo sarà un resoconto anomalo per una gara che, a quanto pare, di anomalo non ha avuto proprio niente ma, anzi, ha confermato i trend di questa stagione 2020 (quella sì, anomala) che, probabilmente, ci porteremo dietro anche nel 2021 (e tanti auguri).

Procediamo per punti:

  1. Bravissimi come al solito Lewis e Max, capaci di tirare fuori il massimo del mezzo che hanno a disposizione. Non è una novità, ovviamente, con loro si va sul sicuro. Da segnalare i team radio particolarmente prolissi dell’olandese.
  2. La bravura di cui al p.to precedente la si misura dal rendimento dei compagni di squadra. Bottas riesce a perdere posizioni al via e poi non approfitta dei problemi con le gomme ampiamente segnalati da Verstappen. Albon si becca un giro da Max, e non è la prima volta che capita. C’è da chiedersi se quelle gomme bianche montate in un primo pit anticipato siano state una scelta sua o del team ad uso strategia per Max.
  3. Come recita il titolo, i primi 3 hanno doppiato tutti gli altri. Roba da anni 80, quando si usavano i motori turbo e a funzionare bene erano solo 2 (McLaren e Ferrari). Alla faccia di chi auspica un bel livellamento delle prestazioni. Ce lo possiamo scordare, ma del resto il livellamento non fa parte del DNA della F1 (per la verità nemmeno la percentuale assurda di gare vinte dalla Mercedes da quando è partito l’ibrido, ma questa è un’altra storia).
  4. La Ferrari è nel caos più totale, e lo testimonia lo spegnimento improvviso della macchina di Leclerc, e il simpatico team radio in cui Adami informava Vettel che con quel set di gomme rosse ci doveva fare 36 giri (per non parlare della pioggia prevista al 50° giro). Alla fine il tedesco, con una prestazione solida (?) ha portato a casa nientemeno che un settimo posto, Qualcuno ha già iniziato a dire che è la dimostrazione che il pilota è ancora forte. Meno male.
  5. Il ruolo di terza forza che avrebbe dovuto essere della Ferrari è stato chiaramente ereditato dalla Racing Point, oggi quarta con Stroll e quinta con Perez. Quest’ultimo si è beccato una penalità, altrimenti sarebbe arrivato davanti al compagno. Non male per uno al rientro dopo avere contratto il COVID 19.
  6. Da segnalare la prestazione opaca di Norris, segno che il ragazzino ha bisogno di acquisire maggiore continuità. Quella che invece sembra avere Sainz, del quale però si dice che sia solo un “onesto pilota” (e, di conseguenza, un perfetto secondo per Leclerc).
  7. Chissà se il nuovo AD della Renault, De Meo, è contento delle prestazioni del team di F1. Essendo uomo appassionato di corse, c’è da chiedersi se la poltrona di qualcuno al quale ultimamente è spuntata una folta chioma, non sia in pericolo (e sarebbe anche ora). C’è da scommettere che quel qualcuno quest’anno non sarà costretto a farsi alcun tatuaggio.
  8. Sarebbe bello trovare chi spiegasse come mai la Haas porti ancora in pista i suoi due piloti, che oltre a non contribuire a  risollevare le sorti di un team allo sbando, sono specialisti nel trovarsi sempre in mezzo a situazioni ridicoli (Magnussen ieri, con la collaborazione di Ocon che non pare un genio, e Grosjean oggi).
  9. Così come sarebbe bello trovare qualcuno che  spiegasse il perchè l’Alfa Romeo continui a far correre Giovinazzi e il perchè Raikkonen continui a correre.
  10. Il prossimo tris di gare prevede nientemeno che Spa, Monza e Mugello. In passato, anche nelle stagioni più buie, chissà perchè a Monza la Ferrari sfoderava sempre prestazioni monstre. Per la verità anche negli ultimi due anni, poi qualcuno ha iniziato a lamentarsi…

MOTOGP AUSTRIA -DOVIZIOSO E GLI DEI DELLE MOTO – POST GP

Chiamatelo come volete … GP degli DEI, GP di P.Pio, GP di Fracazzi da Velletri….

Oggi erano tra noi, erano in Pista con i Piloti. Se l’incidente in Moto2 è stato brutto quello in MotoGP è stato tremendo.

Valentino Rossi andrà a piedi a Lourdes ad accendere un cero alla Madonna, poi si recherà in Scandinavia per onorare gli Dei Norreni.

Oggi ha avuto un segno.

MOTOGP – Dovi lascia e vince

Aspettavano tutti lui. Ha annunciato il divorzio da Ducati (gli hanno concesso l’onore delle armi) e va a vincere per la terza volta sul circuito in Austria davanti a Miller e Mir.

Jack Miller ci dimostra ancora una volta che (IMHO) NON È ASSOLUTAMENTE il Pilota sul quale puntare per il Mondiale. Lo dimostra la sua terribile ultima Curva, in cui si è fatto infilare incredibilmente da Mir andando lungo frenando tardi.

Ottima la gara di Joan Mirò che centra un podio capolavoro e dando non poco filo da torcere al suo compagno di box. Scivolano Rins, Pol Espargaró e Oliveira quando erano nella TOP5.

Ringrazia Rossi che chiude in 5^ posizione (porta sempre a casa la pagnotta rischiando pochissimo per mano sua).

Chiude 4° Brad Binder, ancora una volta miglior Pilota KTM in gara.

Delude Quartararo. Arriva lunghissimo alla 3 nella prima parte di gara andando per Campi e prima dell’interruzione era ultimo. Beneficia della ripartenza ed arriva 8°.

Vincere quando sei il Signor Nessuno è facile, ne abbiamo visti tanti e Quartararo è l’ultimo di una lunga serie. Confermarsi quando sai di essere il Pilota da battere è tutta un’altra storia. Ed i risultati lo dimostrano.

In tutto ciò chi ringrazia sentitamente è proprio Marc Marquez. Resta da vedere il risultato del prossimo GP in Austria e soprattutto se e come rientrerà a Misano.

🥇Andrea Dovizioso

🥈Joan Mir

🥉Jack Miller

Nel Mondiale la situazione dopo 4 gare è la seguente:⬇️

 

Moto2 – Che spavento. La prima di Jorge…

Gli Dei oggi sono stati benevoli, Bastianini in uscita dalla 1 perde il controllo della sua Triumph e viene sbalzato in pieno rettilineo. Tutti fortunatamente scansano lui, purtroppo Syharin centra in pieno la sua moto.

 

In discesa a gas spalancato potete immaginare quale sia stato l’esito. Volo pazzesco e fortunatamente il Pilota viene messo in ambulanza cosciente…

La gara riparte con 13 giri da compiere con il capoclassifica Bastianini che non parte.

Subito fuori Nagashima (duro colpo in classifica) e Gardner. Davanti fuga per Martin e Marini che lasciano a spasso il gruppo.

A 5 giri dalla fine lo strappo decisivo di Jorge Martin che si invola in solitaria alla 1^ vittoria in Moto2 e la 9^ in carriera. Un crescendo di prestazioni per il Pilota Spagnolo che sicuramente sarà uno dei Piloti da battere per il Mondiale.

A podio Luca Marini e Marcel Schrotter.

Classifica Mondiale

🥇Luca Marini 78 PTS

🥈Enea Bastianini 73 PTS (-5)

🥉Jorge Martin/Sam Lowes 59 PTS (-19)

 

Moto3 – Rumble in the J….RING

Volevo scrivere “Rumble in the Jungle”… È stata una battaglia senza esclusione di colpi la gara della Moto3, più del solito.

Battaglia sin dall’inizio che ha visto i primi 15 Piloti prendersi a carenate, track limits warning, staccate al cardiopalma. È successo di tutto.

Ha vinto Albert Arenas. Ha vinto il Pilota più intelligente di tutti quest’anno, magari non sarà il più talentuoso (IMHO) ma ha un intelligenza tattica PAUROSA ed un sorpasso all’ultima curva SEMPLICEMENTE FANTASTICO.

Sul traguardo arrivano Arenas, Masia ed Ogura. Il giapponese viene penalizzato per eccesso nei track limits (insieme a Binder e Vietti) e pertanto il podio…⬇️

🥇Albert Arenas

🥈Jaune Masiá

🥉John McPhee

Non pervenuti purtroppo gli Italiani.

Classifica Mondiale Moto3

🥇Albert Arenas 95 PTS

🥈John McPhee  67 PTS (-28)

🥉Ai Ogura             65 PTS (-30)

 

Appuntamento domenica prossima sempre in Austria…

 

✍️Francky

 

F1 2020 – GRAN PREMIO DI SPAGNA

E’ bastata una gara storta da parte della Mercedes per dare fiato alle trombe di un campionato “riaperto”. Con queste (false) aspettative supportate dai media si arriva alla terza gara consecutiva e alla sesta complessiva del mondiale 2020.

Si arriva al circuito Barcellona che è un pò come la “casa lontano da casa” per gli anglotedeschi: nell’era ibrida 5 successi e un solo passaggio a vuoto nel 2016 quando Rosberg e Hamilton giocarono all’autoscontro.

Il circuito del Montmelò è un vero banco prova per le varie vetture, tanto da essere considerato dagli addetti ai lavori una vera e propria “galleria del vento” su pista. Proprio per questo motivo solitamente chi è veloce su questa pista lo è anche su molti altri tracciati del mondiale.

Il motivo di questa grande importanza per i costruttori è da attribuire ai tre settori che presentano caratteristiche piuttosto diverse tra loro; il settore 1, infatti, è formato dal lungo rettilineo del traguardo, una esse e un curvone verso destra entrambi molto veloci da percorrere quasi in pieno, almeno a serbatoi più scarichi; il settore 2 è composto da una serie di curve (due a 180°, una curva verso sinistra in dislivello e una curva veloce verso destra che si percorre in pieno (sempre a serbatoi scarichi); l’ultimo settore, il famosissimo “terzo settore”, incubo dei Ferraristi ormai da anni, è contraddistinto da curve lente e una sola curva veloce verso destra (che porta sul rettilineo principale). Serve quindi una gran potenza sul rettilineo (non necessariamente con punte di velocità altissime), un elevato carico (ecco a cosa serve la potenza) e un ottimo telaio, con una meccanica agile in entrata di curva e piantata a terra in uscita.

Charles Leclerc (MON) Ferrari SF1000.
Formula One Testing, Day 2, Thursday 20th February 2020. Barcelona, Spain.

Dal punto di vista degli pneumatici, alla luce di quanto appena descritto, è un circuito piuttosto neutro, forse leggermente front limited, ma in ogni caso, al netto delle differenze progettuali tra le monoposto, non è una pista che necessita di evidenti assetti “protettivi” sul consumo: bisogna essere efficaci sia sull’asse anteriore che su quello posteriore, solitamente prediligendo assetti più morbidi per agevolare il grip nel terzo settore senza soffrire troppo il rollio e sfruttare il carico aerodinamico (chi può) per avere stabilità nei curvoni veloci.

Per quanto riguarda l’usura dei freni non è un problema (rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni, come Austria e Ungheria), ma le forti decelerazioni (la più dura è quella alla curva 10 in cui i piloti arrivano a 328 km/h e azionano i freni per 3,04 secondi, con carico sul pedale del freno di 201 kg e decelerazione di 5,4 g) e le elevate temperature che si aspettano questo weekend spingono i team a varie soluzioni di dischi per migliorare la dissipazione del calore. Grazie ai dati fornitici da Brembo (che ringraziamo), sappiamo che ciascun pilota può optare fra sei diverse soluzioni di dischi anteriori: c’è l’opzione medium cooling con 800 fori, high cooling con 1.250 fori e very high cooling con 1.480 fori. Per ciascuna di queste è disponibile anche l’opzione con lavorazione sul diametro esterno, il cosiddetto “groove”. Nel caso del very high cooling i fori sono disposti su 7 diverse file, nell’ipotesi intermedia su 6 file e nella restante su 4 file: misurano 2,5 millimetri di diametro l’uno e vengono realizzati, uno alla volta, da un macchinario di precisione. Per completare i fori di un singolo disco sono necessarie dalle 12 alle 14 ore di lavoro ininterrotto. La tolleranza di lavorazione è di soli 4 centesimi.

Cortesia di autosprint.corrieredellosport.it

Ora, è difficile pensare ad una replica della gara della scorsa settimana, con una Mercedes che sembra aver più peccato di eccessiva sicurezza piuttosto che avere una problema reale di competitività in determinate condizioni.

Wolff si è affrettato a dichiarare che hanno capito i motivi dei problemi di blistering e quindi sono pronti per il caldo della catalogna. Insomma, i veri problemi per Wolff sono altri, quelli che si presentano al tavolo delle trattative per la firma del Patto della Concordia, e in parte alla querelle sul caso “copygate” che vede coivolta la Racing Point e di conseguenza Mercedes.

immagine da oasport.it

Se la deadline per la firma del Patto è stata posticipata di una settimana, proprio per avere più tempo per mettere tutti d’accordo (per tutti si intende Ferrari e Mercedes), il caso “copygate” si è gonfiato e sgonfiato come un palloncino, dato che, come i dieci piccoli indiani di Agata Christie, a tenere duro nell’appello alla decisione della Fia sono rimaste solo Renault e Ferrari.

Ritirati tutti i team che inizialmente avevano preso parte alla protesta e che montano tutti una PU Mercedes o in procinto di utilizzarla, ovvero Williams e McLaren. Ci sta tutto, non si pestano i piedi a chi ti dà una mano a continuare a competere in F1, ma a questo punto c’è da chiedersi sul perché abbiano inizialmente deciso di unirsi a Renault e Ferrari.

Queste ultime continuano la loro protesta che vedrà l’epilogo al tribunale internazionale della Fia. L’impressione è che la Fia voglia proseguire su una linea “soft” nei confronti di Racing Point e di non prendere in considerazione di punire in qualsiasi modo la Mercedes.

immagine da newsabc.net

Ferrari cerca di recuperare “peso” politico facendo la voce grossa in questa protesta ma probabilmente dovrà accontentarsi di aver lanciato solo un avvertimento ai concorrenti anglotedeschi. Doveroso ma troppo poco e troppo debole.

Red Bull, zitta zitta, manda avanti gli altri team e cerca di capire cosa di buono può venire fuori per se stessa dalla vincenda, in tema di rapporto simbiotico con Alpha Tauri. In caso di nulla di fatto avrebbe via libera a fare dell’ex Toro Rosso una vettura gemella della Red Bull della casa madre.

Verstappen punta affinché ci sia un gran caldo al Montmelò che possa mandare in tilt nuovamente le Mercedes. Difficile che possa capitare per due volte di fila ma sarebbe già un ottimo inizio per loro.

Ferrari è in costante ricerca d’autore in questo periodo, sia in pista che ai tavoli della Fia. Incassata una ottima prestazione, viste le premesse, con Leclerc a Silverstone cerca di ripetere l’exploit in Spagna pur senza portare aggiornamenti e sperando solo che la monoposto reagisca positivamente alla temperature elevate previste. Per il desaparecido Vettel invece un nuovo telaio, che suona come un contentino per un pilota che è sempre più un corpo estraneo all’interno della squadra. Forse una fermata anticipata in questa stagione per poi ripartire nel 2021 più centrato non sarebbe una cattiva idea.

Ai tavoli FIA la situazione è alquanto interessante: La Formula 1 e la Federazione Internazionale stanno dichiarando ‘guerra’ al party-mode, la mappatura estrema che aumenta notevolmente le prestazioni in qualifica. L’obiettivo è quello di mettere fine agli escamotage messi in atto dai motoristi per aggirare il regolamento; certamente la meno colpita sarebbe la Ferrari, già “beccata” (o vittima di una imbeccata, dipende dal punto di vista) nel 2019 e disarmata per questo 2020. La più colpita sarebbe la Mercedes, con Helmut Marko che stima il vantaggio in Q3 dai 7 decimi ad 1 secondo al giro. I team sono stati informati dalla FIA che le nuove restrizioni saranno messe in atto dal Gran Premio del Belgio: ennesimo scellerato cambio in corsa per ravvivare un mondiale finito o Ferrari inizia a battere i pugni e inizia ad ottenere la par condicio?

McLaren si è un po’ smarrita dopo le ottime prestazioni iniziali. Soffre soprattutto sul passo gara e intorno a loro i concorrenti sembrano aver fatto un passo avanti che loro non hanno compiuto. La gestione del caldo al Montmelò sarà cruciale anche per loro.

Racing Point rimane con la spada di Damocle del caso “copygate”. Una stagione strana per la futura Aston Martin, data come protagonista del mondiale che non sta rispettando le attese di un potenziale maggiore di quanto visto in pista e coinvolta in una querelle legale in cui è ormai palese si scontrano interessi ben più grandi di loro. Una nota positiva c’è ed è il ritorno di Perez che, guarito dal coronavirus, può tornare in squadra e correre il GP di Spagna.

Williams e Alfa Romeo sono destinate a non lasciare il ruolo di cenerentole dello schieramento. Un peccato per due piloti come Russell e Raikkonen che avrebbero molto da dire con monoposto più competitive.

*immagine in evidenza da pekintours.com

Rocco Alessandro & Chris Ammirabile

Life is racing, all the rest is waiting