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La versione di Seldon: Monza e ricorsi

La Formula 1 è per molti un’enciclopedia di passione. Alcuni, senza andare sul web, ricordano pure i diversi sponsor di una vettura anche di decenni or sono. Nutro per loro un’immensa invidia, io che ricordo solo tracce dei GP, linee generali. E’ sempre stato il mio modo di ricordare questo sport. Certo, ci sono eventi che mi hanno colpito e che ricordo meglio. Quello di domenica è sicuramente uno di questi ultimi. Se volessimo potremmo risparmiare vagonate di Bytes e non registrare questo GP di Monza appena concluso. E chi se lo scorda?

Di Charles si è cominciato a parlare anche troppo per i miei gusti. Un campione ha bisogno di spazi silenziosi in cui eliminare le tossine. E qui casca l’asino, essere in Ferrari ed essere un pilota di questi tempi significa diventare extra-social. D’altronde non poteva essere altrimenti per un “NON campione del Mondo” che appunto guida una Ferrari non eccezionale e che tuttavia al suo primo anno vince più del caposquadra. O ex caposquadra!

C’è il sospetto che se Carletto Magno avesse avuto una W10 Lewis sarebbe finito a 20 secondi…….Il ragazzo è sulla buona strada per acchiappare un tifo trasversale, spero (e credo) meno monocramatico e uterino di altri sulle tribune, ma più vero, più sentito.

Ma parliamo di Lewis!Il campione del Mondo in carica ha dimostrato per l’ennesima volta che se vuoi diventare il prossimo campione devi prima batterti con lui e sconfiggerlo. Ed è un’impresa tutt’altro che semplice! Sono convinto che al momento, complice lo stato mentale poco brillante di Vettel, solo altri due a parità di macchina possono rivaleggiare col nero. A parità di macchina ho detto! Domenica non era così, anche se Charles lo ha fatto sembrare tale. Il nero è stato sugli scarichi del monegasco per 42 giri, e qui andrò a fare due considerazioni.

La prima è che Charles, ed è per questo che lo si celebra, ha resistito alla pressione di un mastino come Lewis che guidava una macchina con una leggera superiorità. E durante questo lungo tratto di gara gli attacchi di Lewis sono stati tutto sommato pochi grazie alle caratteristiche della SF90 che nei rettilinei è obiettivamente velocissima e difficile da avvicinare. Ma la guida quasi perfetta di Charles specie nella percorrenza della parabolica, di certo non un tratto a favore della rossa, ha fatto la differenza.

L’altra considerazione, questa volta pro Lewis, è che quest’ultimo ha guidato in aria sporca tutta la gara, e in questa condizione la tenuta e il degrado ne risentono negativamente. Nonostante ciò non ha mollato l’osso neppure per un giro, e ha fatto un solo piccolo errore a gomme usurate, e nell’unico serio tentativo di sorpasso. Notevole! E ha stancato il ragazzo.

Quello che è successo verso la fine, quando Bottas con gomme fresche gialle si avvicinava al suo compagno merita però un punto di vista più “cattivo” di quanto raccontato. Cioè, quando ad un certo punto in molti si aspettavano un invito a Lewis a lasciare strada al compagno per andare a caccia di Charles, questi sbaglia la staccata, zigzaga tra gli ostacoli alla variante, e viene passato dal compagno. Mi sono ricordato di un episodio qualche anno fa con Rosberg.

Insomma, com’è come non è, l’inseguimento rabbioso di Lewis mi ha ricordato un altro inseguimento rabbioso di 14 anni fa. Ma non voglio portare troppo in là le similitudini, perchè poi si finisce per ragionare come quando arrivò  Vettel, nella quale occasione qualcuno si affannò a far notare come la temperatura e l’umidità dell’aria, la posizione della luna, i pianeti allineati al suo debutto fossero tutti simili o uguali a quelli presenti al debutto di Shumacher. Quindi sicuramente altri 5 titoli mondiali…..! Vediamo se quel qualcuno ora si impegnerà a trovare le similitudini con l’addio di Alonso……

Detto ciò, in quel GP di S.Marino del 2005, Shumacher, recuperate un po’ di posizioni, a 13 giri dalla fine si incolla al posteriore di Alonso e della sua Renault, e pur con una macchina più performante e dopo aver provato a passare in tutti pertugi del circuito si arrende all’asturiano.

Questi due episodi hanno in comune due giovani che si difendono, e due campioni (totale 12 (tra poco 13) mondiali!!!!!) con una macchina e una determinazione difficili da arginare. Entrambi gli episodi per me rappresentano uno scatto generazionale. Perchè il momento è giusto, perchè i protagonisti sono giusti, perchè le motivazioni dei giovani sono più forti. La fame di chi non ha ancora vinto niente è insaziabile, quella di chi ha vinto tutto è attenta.

La conclusione, molto vicina o meno vicina in fondo la conosciamo. E tale sarebbe anche se il protagonista del futuro fosse un altro….ma questa è un’altra storia, speriamo bella.

Seldon

 

 

Immagine in evidenza da: motorsport.com e pilotiemotori.blogspot.com

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