Non paghi di avere dato a disposizione delle squadre solo pochi giorni di test a fronte di un cambio di regolamento epocale, la F1 aveva piazzato la seconda gara ad una sola settimana di distanza dalla prima, infilandoci pure l’inutile garetta.
Pertanto, chi ha problemi, e sono in tanti, se li tiene, chi non li ha continua a dominare.
E, infatti, le qualifiche della garetta dimostrano impietosamente la superiorità delle Mercedes. Russell se la porta a casa, davanti alle due Ferrari che per un po’ lo infastidiscono, mentre Antonelli parte ancora una volta malissimo e arriva solo sesto.
Ma il bolognese si rifà in qualifica, agguantando la sua prima pole, davanti a Russell, messo in difficoltà da un problema elettrico. Le Ferrari seguono con il solito distacco di qualche decimo.
Le McLaren occupano la terza fila, sembrano essersi un po’ riavvicinate ma la domenica non si schierano sulla griglia, così come Albon e Bortoleto. Ben 4 macchine fuori ancora prima che la gara cominci, mai successo.
Solita partenza a fionda delle due Ferrari, con Hamilton che supera Antonelli, e Leclerc che supera Russell. Ma dopo soli 3 giri le due Mercedes ritornano davanti. Incredibilmente, le due Alpine seguono in quinta e sesta posizione.
Al giro 10 si ferma Stroll e viene attivata la Safety Car. I primi cinque effettuano la loro (unica) sosta, gli altri no, e Colapinto si ritrova così in seconda posizione davanti ad Ocon, con Russell quarto.
Si riparte al giro 14, e Antonelli scappa via, mentre Russell si fa superare da Hamilton e Leclerc. L’inglese è in difficoltà a scaldare le gomme dure. Le due Ferrari sono in palla e Lewis si riporta sulla coda di Andrea, mentre Leclerc si prende la terza posizione.
Al giro 25 Leclerc soprende Hamilton superandolo di forza. Lewis viene attaccato anche da Russell, ma riesce a tenerlo dietro. Il trio perde due secondi da Antonelli, primo indisturbato, in un solo giro.
Non è finita, perchè i due ferraristi si superano e risuperano nel giro successivo, e il distacco da Andrea sale di altri due secondi. Russell pone poi fine alla diatriba passando Hamilton. Due giri dopo si riporta in seconda posizione, superando anche Leclerc. Ma Antonelli è già a 8 secondi di distanza.
Al giro 36, mentre le due Mercedes viaggiano tranquille, Leclerc commette un errore in fondo al rettilineo lungo, e Hamilton ripassa davanti. Ovviamente il monegasco non ci sta, ripassa davanti e i due ingaggiano nuovamente un duello curva per curva con l’inglese che torna davanti, questa volta definitivamente.
Al giro 53 Andrea si distrae un attimo, blocca le gomme in fondo al rettilineo principale e va lungo. Il suo ingegnere gli ricorda che, mancando 3 giri alla fine, è meglio portarla a casa.
E così fa, e dopo esattamente 20 anni, un italiano vince un gran premio di Formula 1, dominandolo dall’inizio alla fine. Seguono Russell, Hamilton, al primo podio con la Ferrari, Leclerc, Bearman, Gasly, Lawson, Hadjar, Sainz e Colapinto. Notte fonda per i nuovi arrivati Audi, Honda e Cadillac.
Fra due settimane si correrà in Giappone. Poi un mese di stop, a causa dell’annullamento dei due GP in medio oriente. Lo passeremo parlando di ADUO.
P.S. ancora una volta Toto ha avuto ragione. Quanti dubbi abbiamo avuto tutti sull’opportunità di mettere un diciottenne su una Mercedes. Da quell’incidente a Monza nelle FP1 ad oggi sono passati poco più di 18 mesi. Nei quali abbiamo assistito ad un percorso di crescita fatto di alti e bassi, come è giusto che sia. Ma in Mercedes hanno continuato a dirci “vedrete”. E oggi abbiamo visto. E tanto.
P.S. 2 Russell ora sa di avere un grosso problema in casa. Che, a differenza di lui, è cresciuto mangiando tortellini. E, di conseguenza, è più simpatico, anche, e soprattutto, ai suoi colleghi.
P.S. 3 La dimensione del problema di George la dà anche la felicità di Wolff a fine gara. Non credo che lo abbiamo mai visto così in questi ultimi 12 anni.
P.S. 4 Andrea a vincere la prima gara ci ha messo lo stesso tempo impiegato da chi ha sostituito ad ottenere il primo podio con la Ferrari.
P.S. 5 Il TP di Maranello ci conferma che la Ferrari è indietro di 3-4-5 decimi rispetto alla Mercedes. Come lo scorso anno, quindi. L’unica differenza è che ora non ci sono in mezzo Red Bull e McLaren, che manco arrivano in fondo (e, a volte, nemmeno partono).
P.S. 6 L’ala “macarena” è quindi un’arma di distrazione di massa. La SF-26 è un’ottima macchina in curva, ma le manca un po’ di motore, e solo la FIA ora può colmare il gap, altrimenti assisteremo alla ripetizione del 1984 e del 1988.
P.S. 7 Recuperare grazie all’ADUO sarà ArDUO (lo so, questa è troppo facile).
P.S. 8 Fino a quando i due piloti Ferrari incroceranno le ruote con simpatia e allegria?
P.S. 9 Il paragone con il duello Villeneuve-Pironi di Imola 1982, ripetuto all’infinito, è qualcosa di inaccettabile. Vanzini è tornato quello di una volta, e sono molto contento di questo.
P.S. 10 in qualifica Russell si è ritrovato con il cambio bloccato in prima. L’hanno dovuta riavviare 3 volte per farla tornare a funzionare. Si erano installati gli aggiornamenti e hanno dovuto ripristinare l’ultimo stato funzionante.
P.S. 11 Non avrei mai pensato di vedere un casalecchiese vincere un GP. 45 anni fa, sognavo di essere io, quel casalecchiese. Ma su una Ferrari.
P.S. 12 Non avrei nemmeno mai pensato di potere essere felice per una vittoria dell’odiatissima Mercedes.
P.S. 13 l’ultimo: a Casalecchio ci sono le imdicazioni per andare a Maranello, non per andare a Stoccarda. Ma se vai a Maranello, ti indicano loro la strada per (vincere grazie a) Stoccarda.