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FORMULA ONE SEASON REVIEW: 1983

Fu così che arrivò il 1983. Avete presente la sensazione di aver perso l’inerzia per riuscire a mettere le mani su qualcosa che desideravate? Beh, un ragazzino di 11 anni si sentiva così all’inizio di quell’anno ripensando al WDC sfuggito nel 1982 grazie ad una tragedia ed un dramma. Di male in peggio si passò da un gioiello come la 126C2 in mano a Gilles e Didier ad un rutto come la 126C2B a fondo piatto e senza minigonne (la Federazione abolì effetto suolo e skirts a fine 1982) data in mano a Gianni e Pinotto. I quali, ad onor del vero, mettendo assieme le loro caratteristiche migliori facevano quasi un Pilota degno di tal nome (uno aveva un pò di sensibilità nel collaudare, l’altro era un buon racer) ma comunque distante anni luce dal duo che iniziò il Mondiale 1982. Per la serie:”misteri buffi made in Maranello” vi presento la Brabham BT51:

(IMMAGINE DA MOTORSPORT IMAGES)

Che ci azzecca la BT51 con la Ferrari? Semplice: la BT51 era l’unica vettura ad effetto suolo già pronta per correre il Mondiale 1983 assieme alla vera 126C2B, con minigonne e cambio longitudinale, che venne fatta fuori dalla tagliola della Federazione col già citato ban tardivo delle wing cars ed imposizione del fondo piatto per il 1983. Morale della favola: Brabham e Ferrari vengono penalizzate da suddetto ban e devono ripartire da un foglio bianco per presentarsi a Rio con una vettura conforme ai nuovi regolamenti. Il problema è che Gordon Murray partorisce al volo questo gioiello qua partendo da zero che vincerà al debutto in  Brasile:

(IMMAGINE DA XSPIRIT.IT)

Mentre Ferrari, con la reattività di un bradipo gravido, fa debuttare la 126C3 solo a SStone peraltro con un solo esemplare disponibile affidato a Tambay, ai tempi davanti ad Arnoux in classifica del WDC. Favorisco foto della cassapanca portata da Ferrari in Brasile:

Per dirla alla Pizzul o quasi:”fu tutto molto bello”. Il ban dell’effetto suolo non inficiò il trend di prevalenza assoluta che le motorizzazioni turbo stavano prendendo su quelle aspirate. Mclaren a metà stagione si disinteressò completamente del Mondiale in corso per concentrarsi unicamente sullo sviluppo del V6 Tag Porsche per la stagione successiva. Si dimostrerà una scelta oltremodo lungimirante. Honda fa capolino grazie ad un Team di F2 che cortesemente fornisce un telaio sul quale viene installato il loro V6 biturbo e fatto sgrossare lontano dalle luci della ribalta che conta ossia dalle parti del fondo dello schieramento. Entro fine stagione il V6 Honda debutterà sulla Williams col neoarrivato Laffite. Anche questo finirà per essere un sodalizio vincente entro pochi anni. Che altro dire? Ah, giusto. Verso metà stagione due ragazzotti di belle speranze fanno un test di gruppo (presente pure il coriaceo Martin Brundle) a SStone sulla Mclaren aspirata di quell’anno. Si chiamano Senna e Bellof. In modi diametralmente opposti entreranno entrambi nella leggenda del Motorsport

THE 1983 BRAZIL GP: JACAREPAGUA

(IMMAGINE DA WASTEGATE.COM)

Pole di Keke, vittoria di Nelson. I due Rossi si qualificano terzo e sesto ma la cassapanca è degna del loro talento al che chiudono solo quinto e decimo. Il WDC in carica va a fuoco al refuelling e scappa dall’auto salvo esser rispedito dentro a calci da Patrick Head Chiuderà secondo ma verrà squalificato per via del teatrino ai box. Sua Santità e Laffite completano il podio una volta ratificata la squalifica di Keke.

THE 1983 USA WEST GP: LONG BEACH

(IMMAGINE DA PINTEREST)

Col senno di poi (di parecchio dopo eh) penso che avessero attaccato degli elettrodi ai genitali di Keke prima del via. Il duo Rosso più o meno inspiegabilmente fa un lock up in  prima fila con le due cassepanche, Rosberg è subito dietro. Quel che farà in gara è roba che nemmeno Verstappen ai giorni d’oggi riuscirà a fare con le due Rosse nella stessa gara. Al via parte fortissimo ma urta Arnoux piegandogli la sospensione anteriore e rendendogli la cassapanca (ancora più) inguidabile. Prima della fine del primo giro mentre insegue il poleman Tambay si produce in un 360 in pieno rettilineo dal quale si riprende come se avesse bevuto un bicchiere d’acqua. Poi il capolavoro: non potendo avvicinare Tambay per via della potenza del turbo Ferrari approfitta di un’epica dormita del francese in staccata all’hairpin, il quale sta talmente largo che pare un giro di prove libere e non  la gara con uno attaccato dietro, per tuonargliela contro e costringerlo al ritiro. Lui continua ma la manda definitivamente in barriera due curve dopo. Finirà con una doppietta Mecca Wattie/Sua Santità dopo che erano partiti 22mo e 23mo (letto bene). Al terzo posto chiude Arnoux grazie soprattutto ai tantissimi ritiri. Si torna in Europa.

THE 1983 FRENCH GP: LE CASTELLET

(IMMAGINE DA GPINSIDER.COM)

Le due Rosse si qualificano undicesima e quarta e chiudono quarta e settima in un GP che dimostra la loro pochezza tecnica di fronte alla concorrenza più agguerrita. Vince il poleman Prost davanti a Piquet ed a Cheever. Già, Cheever. Un anno intero, questo, su una macchina da titolo e, se ben rammento, nemmeno un giro percorso in testa. Quando si dice il talento eh. Rosberg e Laffite chiudono quinto e sesto in quella che è a tutti gli effetti una resa degli aspirati nei confronti delle motorizzazioni turbo. Si torna ora ad Imola dopo i noti fatti del 1982

THE 1983 SAN MARINO GP: IMOLA

(IMMAGINE DA PINTEREST)

Questa è una gara che fa il paio con Monza 1988. Tambay parte terzo dalla piazzola che fu quella di Gilles nell’ultimo GP corso in vita sua. I tifosi nella notte avevano dipinto una bandiera canadese sulla stessa. Patrese, appena passato Tambay nelle fasi conclusive della gara, pensa bene di tuonarla in uscita dalle Acque Minerali senza nemmeno provare a fare la curva. La sua uscita di strada verrà accolta da un tripudio della folla con la quale farà pace solo 7 anni dopo. Vince così la Rossa numero 27 con un anno di ritardo davanti a Prost ed al poleman Arnoux.

THE 1983 MONACO GP: MONTECARLO

(IMMAGINE DA LAT IMAGES)

Di questo GP rammento una vittoria schiacciante di Keke partito con le slick su pista bagnata, Tambay che la porta a casa al quarto posto, Arnoux che sbaglia ogni cosa che fosse umanamente possibile sbagliare e si ritira. Piquet chiude guardingamente in seconda posizione col poleman Prost in terza. L’exploit di Imola non cancella la sensazione netta di star assistendo ad un Mondiale Ferrari corso con una vettura senza infamia e senza lode con due Piloti che di sicuro non hanno conigli dal cilindro da poter pescare.

THE 1983 BELGIAN GP: SPA FRANCOCHAMPS

(IMMAGINE DA FORMULAPASSION)

La seconda sliding door della carriera del povero Mandingo dopo Long Beach dell’anno prima. Si issa al comando al via non una ma due volte (il primo fu fatto ripetere), domina la gara fino al pit ove per via di problemi torna in pista sesto, segna il gpv e poi si ritira. Curiosamente sarà la sua penultima gara condotta in testa in carriera fino ad 8 anni dopo sulla stessa pista con la Jordan. Non avrà sorte migliore purtroppo. Vince il poleman Prost davanti a Tambay e Cheever, Piquet deve rallentare per problemi al suo propulsore BMW. Problemi che verso fine campionato verranno risolti con una benzina legale quanto delle analisi del sangue di un ciclista di testa del gruppo al Tour de France

THE 1983 USA EAST GP: DETROIT

(IMMAGINE DA MOTORIONLINE.IT)

“Il complesso del semaforo”. Il GP di Detroit 1983 passò alla storia per due aneddoti riguardanti il dinamico (sic) duo Ferrari. Il primo coinvolgeva Tambay il quale rimase fermo in griglia sulla terza piazzola. Il Vecchio lo bollò dicendo che aveva per l’appunto “il complesso del semaforo”, cosa che lo aiutò a cannare altre partenze tipo quella dalla pole in Sudafrica. Il secondo riguarda Arnoux che parte dalla pole, domina la gara passando indenne dal pit col refuelling, salvo poi doversi ritirare per un problema ad un iniettore. Nove punti in meno pesantissimi nell’economia del WDC per il quale fini per trovarsi a lottare dopo che sempre il Vecchio gli diede una tenera sveglia minacciando di licenziarlo a stagione in corso. La gara finì nelle capaci mani di Alboreto che siglò l’ultima vittoria della gloriosa storia della Tyrrell. Secondo si classificò Rosberg e terzo Watson.  Nessuno dei tre era in lotta per il WDC cosa questa che fece pensare al GP di Detroit come ad una gara di mera transizione

THE 1983 CANADIAN GP: MONTREAL

(IMMAGINE DA F1-FACTS.COM)

Cara vita, fai pure con comodo che tanto non c’è fretta. O quasi. Il 1983 regalò una vittoria ad Imola alla Ferrari numero 27 ed una vittoria a Montreal a quella numero 28. Piccolo particolare, erano due cose che sarebbero servite come l’aria un anno prima. Non nel 1983. Arnoux domina la gara dalla pole con Cheever secondo e Tambay terzo. Si torna in Europa con con Tambay a soli due punti da Prost nel WDC, Piquet in crisi ed Arnoux in ripresa dopo le “carezze” prese dal Drake prima della trasferta Nordamericana

THE 1983 BRITISH GP: SILVERSTONE

(IMMAGINE DA PINTEREST)

Debutta la 126C3. Curiosamente venne cassata la sua aerodinamica “a freccia” simil BT52 (vedasi foto qua sotto) in favore di quella a guisa di cassapanca tipica della 126C2B.

(IMMAGINE DA AUTOSPRINT)

Il risultato è che di fatto diventa arduo distinguere le due Ferrari in gara con l’unico esemplare di C3 disponibile dato a Tambay in quanto davanti ad Arnoux nel WDC. In qualifica il duo Rosso monopolizza la prima fila con la C2B davanti alla debuttante C3. In gara invece vanno entrambe in crisi di gomme chiudendo terzo e quinto. Vince Prost davanti a Piquet, Alain allunga imperiosamente nel WDC

THE 1983 GERMAN GP: HOCKENHEIM

(IMMAGINE DA LA F1 IN DIRETTA)

Tempo di dargli la sua C3 e Renatino la porta alla vittoria. Alla sua maniera, ossia senza sapere manco lui come c’è riuscito (come diceva tutto il paddock da quando cominciò a vincere delle gare nel 1980). Tambay vanificò la pole con un ritiro in gara che segnò il passaggio di consegne tra lui ed Arnoux nella corsa (ammetto che ridacchio all’idea) al WDC. Piquet entra ai box per ritirarsi facendo cenno ai meccanici di cambiargli le gomme, gliele cambiano e lui esce dall’abitacolo. Saranno stati i fumi della benzina illegale in arrivo che gli regalerà il Mondiale. Ottimo secondo posto di De Cesaris con Patrese terzo. Solo quarto il leader del Mondiale Prost. Ora tutti in Austria

THE 1983 AUSTRIAN GP: ZELTWEG

(IMMAGINE DA LAT IMAGES)

Penso a questa gara e tutto quello che ricordo è una gara dominata da Tambay, partito in pole, fino al doppiaggio di J.P.Jarier. Il quale, complice un’indecisione via l’altra da parte di PT che manco un rincoglionito cronico, riesce nell’impresa di fargli perdere non una, non due, non tre ma QUATTRO (letto benissimo) posizioni prima di venir sorpassato a pugno levato dal francese. Il quale, ad onor del vero, piglia e risorpassa tutti riportandosi in testa. E venendo tradito dal turbo Ferrari, che lo costringe al ritiro e con ogni probabilità all’addio alla corsa al WDC. Vince Prost davanti ad Arnoux e Piquet, il trio in lotta per il Mondiale

THE 1983 DUTCH GP: ZANDVOORT

(IMMAGINE DA YOUMEDIA.COM)

Il trappolone di Piquet a Prost che a conti fatti decise il Mondiale 1983. La pole va a Patrese ma davanti è lotta tra Piquet e Prost. Nelson si accorge che il suo motore sta esalando gli ultimi respiri ed allora, vedendo Prost particolarmente vicino in staccata alla Tarzan, decide di lasciargli la porta sì sufficientemente aperta ma anche sufficientemente in ritardo perchè Alain potesse completare regolarmente il sorpasso. Infatti Prost perde la sua Renault in staccata, entra in collisione con la BT52 del Carioca ma se quest’ultimo aveva comunque i metri contati in gara per i già citati problemi al motore per lui il ritiro significano 9 punti certi in meno che, come già detto, finiranno per fargli perdere il Mondiale. Ed il “bello” è che Prost dovrà pure scusarsi con Piquet nel weekend del GP successivo a Monza. La gara segna la più bella vittoria della carriera di Arnoux, partito decimo, ed anche la sua ultima vittoria in F1 però. Cosa che ai tempi sarebbe sembrata impossibile, eppure…. Tambay completa la doppietta Ferrari con Watson terzo. Sua Santità porta al debutto in gara il Tag Porsche sulla sua Mecca. Faranno strada

THE 1983 ITALIAN GP: MONZA

(IMMAGINE DA F1GRANDPRIX.COM)

Monza, terra d’emozioni. O quasi. Anche quest’anno la vittoria resta una chimera per la Ferrari che si piazza al secondo posto con Arnoux alle spalle di Piquet col 4L BMW turbo reso imbattibile dalla già citata benzina irregolare. Cusiosamente al poleman Patrese suddetto BMW saltò invece per aria, sicuramente un depistaggio per non dar troppo nell’occhio con quanto stavano facendo sulla BT52 numero 5. Cheever chiude terzo con Tambay quarto. Il ritiro di Prost significa che prima della penultima prova Mondiale a Brands Hatch la classifica dice Prost 51, Arnoux 49, Piquet 46. La Ferrari che ha fatto 7 pole e vinto 3 delle 13 gare finora disputate non conquisterà nemmeno un punto (UNO) nelle ultime due gare rimanenti. Un naufragio che, ovviamente, costerà il WDC ma non il WCC per via dei due Teams rivali nettamente sbilanciati su un Pilota solo. A fine anno il Vecchio ride di nuovo insomma, i Tifosi meno

THE 1983 EUROPEAN GP: BRANDS HATCH

(IMMAGINE DA PINTEREST)

Non molti sanno che nel marzo 1983 si corse la ROC di F1 a Brands Hatch. Ferrari corse con una sola vettura, una 126C2B (la nota cassapanca) affidata alle “capaci” mani di Arnoux. In gara Arnoux si ritirò quando, fermatosi per la quinta volta a cambiar le Goodyear che continuavano a distruggersi, il Team rimase senza gomme fresche da montargli. Con questo promettentissimo antefatto la Ferrari si presenta a Brands Hatch per il GP di Formula uno col suo Pilota di punta a soli due punti dalla testa del Mondiale. Ovviamente va tutto a puttane come da programma, le Goodyear piantano in asso Arnoux mentre sta sputando l’anima in quinta posizione cercando di restare attaccato a Cheever (sic) in quarta mentre davanti Piquet e Prost son scappati lontano. Testacoda e nono posto finale. Purtroppo il povero Elio non concretizza la pole dopo essere passato attraverso un contatto con Patrese prima mentre erano in lotta per la leadership ed un ritiro poi. Mansell con l’altra Lotus-Renault chiuderà terzo dietro ai già citati Piquet/Prost. La Classifica Mondiale dice Prost 57, Piquet 55 ed Arnoux 49 prima dell’ultimo GP in Sudafrica. Renè avrebbe bisogno di vincere con Prost fuori dai punti e Piquet non meglio di quarto. Non ci andrà nemmeno vicino

THE 1983 SOUTH AFRICAN GP: KYALAMI

(IMMAGINE DA TWITTER.COM)

C’è una Ferrari in pole! Peccato sia quella sbagliata del neo-licenziato Tambay il cui posto verrà preso da Michele Alboreto nel 1984. Magari però ci scappa una vittoria di commiato, dai. Come no: il complesso del semaforo (cit) colpisce ancora e dopo la prima curva PT è già terzo. Finirà ritirato, proprio come Arnoux che parte quarto e non è mai in gara finchè non si ritira mentre è in nona posizione. Con sommo gaudio di Piquet e della sua benzina illegale Prost si ritira per un problema al turbo Renault, a questo punto gli basta un quarto posto per portare a casa il WDC al che si piazza terzo in  tutta tranquillità. Vince Patrese davanti a De Cesaris ma i più attenti non avranno dimenticato che la gara sarebbe stata vinta facilmente da Sua Santità, che stava andando a prendere Patrese in testa, se l’affidabilità non l’avesse tradito. Fu l’alba di un 1984 di dominio per la Mp4/2 motorizzata Tag-Porsche, ma questa è un’altra storia

(IMMAGINE IN EVIDENZA DA TWITTER.COM)

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FORMULA ONE SEASON REVIEW: 1982

Voglia di parlare di quest’annata infame saltami addosso. La Federazione bandì i correttori di assetto in voga nel 1981 ripristinando però minigonne fisse da 6cm e pattini da 2cm, cosa che risigillò le F1 a terra anzichè, assieme al ban dei correttori di assetto, lasciar bandite le skirts e gli slides in modo da avere vetture che non strisciassero per terra. E che non potessero venir scollate dalla stessa con una traiettoria ascendente tipo tappo di Champagne…….. Ferrari si presentò al via della stagione con una vettura, la 126C2, che per la prima volta presentava un telaio a nido d’ape al posto del vetusto traliccio di tubi. Opera del compianto Harvey Postlethwaite che si avvaleva di un  giovane consulente esterno per alcuni disegni. Di nome faceva Adrian “Qualcosa”, chissà se farà poi strada in F1. Il Team vincitore del WDC nel 1981, la Brabham, si presenta al via del Mondiale con poche idee ma ben confuse: fresca di accordo con la BMW per la fornitura del loro quattro cilindri in linea (mono)turbo fa gareggiare entrambi i piloti con la vettura sovralimentata al Season Opener in Sudafrica. Rivelatasi ovviamente acerba viene saggiamente scelto (LOL) di farla sgrossare a Piquet e far invece correre Patrese sulla BT49D aspirata. Con la quale vince a Monaco mentre Nelson non si qualifica col turbo a Detroit. Col senno di poi avesse corso tutto il Mondiale con la Brabham aspirata il Carioca rivinceva il titolo col braccio fuori dall’abitacolo tipo milanese imbruttito in tangenziale est tra Forlanini e Rubattino. Vabbè. L’annata vide il ritorno all’attività di Sua Santità accordatosi con la Mclaren-Ford ove ad attenderlo trova il suo ex compagno in Brabham nel 1978 ossia Johnny-boy Watson. In Williams a fine 1981 ci fu un tristissimo balletto ad opera di Jones e Lole. Finito il Mondiale 1981 l’Aussie si ritira, da lì a poco lo fa anche Lole che si dice completamente svuotato. Jones lo viene a sapere e dice a Williams che ci ha ripensato e vuole correre nel 1982. Nel mentre Sir Frank per non saper nè leggere nè scrivere mette sotto contratto Keke Rosberg mentre il cicì-cocò degli altri due termina quando Lole si decide (si fa per dire, tempo un paio di gare e userà l’alibi della guerra delle Malvinas per l’addio definitivo alla F1) a correre inducendo così Jones a mollare la presa. Qualcuno ha detto “asilo”?

23/01/1982 SOUTH AFRICAN GP: KYALAMI

(IMMAGINE DA PINTEREST)

Lo sciopero dei Piloti. L’ironia della sorte che costringe Sua Santità a dividere un tragico letto matrimoniale con Patrese, contro il quale s’era scagliato assieme ad Hunt per sue presunte responsabilità nell’incidente del povero Ronnie a Monza 4 anni prima (Riccardo fu completamente scagionato). Che dire? Beh, che fu un’alzata di testa inimmaginabile non solo oggi ma anche solo 10 anni dopo Kyalami 1982. Molti di loro rischiarono il posto coi loro TP infuriati. Uno degli oggetti del contendere fu la sicurezza, per inciso una clausola vessatoria nella Superlicenza per via della quale i Piloti si impegnavano a non far causa per qualsivoglia motivo agli organizzatori dei GP. Assieme ad altre “amenità”. Alla fine venne perso il solo giovedì (si correva di sabato in S.A), entrambe le sessioni di qualifica vennero effettuate il venerdì e si corse regolarmente il sabato. Pole di Arnoux e “vittoria” di Prost. Chi non sa nulla di questo GP si chiederà il perchè del virgolettato. Il Nasone era in testa, bucò, cambiò gomme e tornò in pista. Bucò di nuovo, perse un giro intero, rientrò che era fuori dai punti. Rimontò furiosamente e vinse. Ai tempi se ne parlò come di una cosa assolutamente normale o quasi, il tempo che è sempre galantuomo ci insegnò che Alain aveva fatto un’impresa degna di un posto d’onore nella Storia della F1. Reutemann si classificherà secondo in quello che sarà il suo ultimo podio (ed i suoi ultimi punti) in F1, terzo Arnoux. Le Ferrari si qualificarono terza e sesta ed in gara si ritirarono entrambe per problemi di affidabilità quando occupavano posizioni da podio. La 126C2 era nata bene, ora toccava solo svilupparla.

21/03/1982 BRAZILIAN GP: JACAREPAGUA

(IMMAGINE DA PINTEREST)

2 mesi dopo il Season Opener in Sudafrica il Circus si ritrova compatto (o quasi) a Rio per il GP del Brasile. I Team inglesi inventarono uno stratagemma veloce veloce da leccarsi le orecchie per arginare lo strapotere dei Turbo: correre sottopeso. E non di qualche kg ma di qualche decina, prontamente recuperati grazie a miracolosi rabbocchi di liquidi in appositi serbatoi una volta che le vetture tornavano ai box per le verifiche tecniche di rito. Fu così che, un mese dopo la gara, la Federazione accolse l’appello di Renault e Ferrari e squalificò Piquet (temporaneamente tornato sulla BT49D aspirata) e Rosberg, classificatisi primo e secondo, dando la vittoria al poleman Prost con Watson secondo e Mansell terzo. Gilles si qualificò secondo, condusse nelle fasi iniziali della gara fino ad uscir di pista nel tentativo di arginare gli attacchi delle fin troppo snelle Brabham/Williams di Piquet/Rosberg che lo tallonavano. Didier si qualificò ottavo e, grazie alla squalifica del dinamico duo del quale sopra, chiudendo al sesto posto arpionò il primo punto stagionale per la Ferrari. Nota statistica: Prost dopo due GP aveva 18 punti, ossia solo 26 in meno di chi finirà per vincere il Mondiale dopo altre 14 gare. Cioè, in parole povere, non riuscì a racimolare 26 punti nelle 14 gare successive. Meno di 2 punti a gara. Fa riflettere eh

04/04/1982 USA WEST GP: LONG BEACH

(IMMAGINE DA ITALIAN ROAD.COM)

Dopo la puntatina in Brasile il Circus fa tappa ad LA County per il Gran Premio di Long Beach. La gara passerà alla Storia per vari motivi. In primis la prima (ed ultima) pole position del compianto Andrea “Mandingo” De Cesaris sull’eufemisticamente splendida Alfa 182 di Ducarouge. In secundis per la protesta Ferrari contro i “manini” dei Team inglesi (vedasi la questione del sottopeso in Brasile ancora sub judice quando si corse in California) sfociata nel Vecchio che ordinò a Furia di far correre due 126C2 palesemente irregolari la domenica e con Furia che fece installare due profili alari posteriori i quali, singolarmente presi, rispettavano le misure regolamentari ma, installati “a sbalzo”, avevano invece una corda complessiva di quasi il doppio. La cosa fu ininfluente per Didier, qualificatosi nono e poi ritiratosi, costò invece il terzo posto finale a Gilles che si era invece qualificato settimo e venne squalificato dopo il podio. Dulcis in fundo la gara fu vinta da Sua Santità al terzo GP dopo il suo rientro alle corse. Uomo di classe, prima del via andò da Mandingo e gli disse di non agitarsi perchè non lo avrebbe attaccato alla prima curva e così fece, con Andrea che prese indisturbato la testa della gara. Più dietro si capì che era la giornata di Sua Santità quando Bruno Jack O’Malley, in preda probabilmente ad un attacco di entusiasmo tipicamente bresciano nei modi e nella grazia, cannò completamente il braking point nell’attacco al tornantino ad Arnoux facendolo fuori all’istante e sfiorando appena invece il Santo. Il quale completò la rimonta su De Cesaris, vinse la gara con Rosberg secondo e Patrese terzo dopo la squalifica di Gilles. Prossima tappa il GP di San Marino ad Imola. Allegria……..

25/04/1982 SAN MARINO GP: IMOLA

(IMMAGINE DA YOUMEDIA FANPAGE)

Già che solo degli Amish Hardcore non sanno cosa accadde quel giorno cercherò invece di raccontare i risvolti meno noti della giornata. Come noto i Teams FOCA non parteciparono al GP, lasciando i soli Teams legalisti a contendersi la gara. Poichè la cosa si tradusse in soli 15 partecipanti alla gara, con esclusivamente quattro di loro (ovvero le due Renault in prima fila e le due Ferrari in seconda) a poter vincere la competizione, venne fatto un accordo sottobanco tra i due Teams in oggetto al fine di fare artificiosamente spettacolo: le quattro vetture turbo in questione si sarebbero superate e risuperate a vicenda per due terzi di gara  senza che nessuno tra loro impedisse mai un sorpasso a brutto muso. Nell’ultimo terzo di gara invece “tana libera tutti” con gara vera e vinca il migliore. Il caso volle che all’ultimo terzo di gara ci arrivarono solo le due Ferrari, il poleman Arnoux ruppe appena prima mentre Prost ancora prima di lui. Primo Pironi, secondo Villeneuve, terzo Alboreto. Gilles che dopo la gara dice a Piccinini (se commento il suo operato quel giorno mi becco una querela, ma ne varrebbe la pena) “cercatevi un altro Pilota”, il Vecchio che due giorni dopo dice a Gilles:”basta che a vincere sia una Ferrari”. L’ultima lettera dell’alfabeto è Z come Zolder

09/05/1982 BELGIAN GP: ZOLDER

(IMMAGINE DA CIRCUS F1)

23/05/1982 MONACO GP: MONTECARLO

(IMMAGINE DA F1SPORT.COM)

La Ferrari si presenta a Monaco solo con la numero 28 di Didier. La prima chiamata che il Vecchio fece fare per la 27 fu ad Alan Jones, che declinò. Venne fatta un’azione di forza per portar via subito Alboreto dalla Tyrrell ma, per tutta risposta, il Boscaiolo rispose che Michele sarebbe restato dov’era fino all’ultimo giorno del 1983 ovvero la sua scadenza naturale del contratto. Venne sondato il terreno con Derek Warwick che misteriosamente rifiutò. Quando poi parecchi anni dopo si ritirò dalla F1 senza mai aver vinto una gara ripensai alla cosa e mi scappò un sorriso cattivo ma gustato appieno. Tornando al GP in oggetto inizio in salita per Didier che nelle Qualifiche del giovedì è solo tredicesimo. Il sabato va meglio e riesce a partire quinto mentre Arnoux piazza la prima storica pole Turbo sul principato. Anche di questa gara si sa tutto, la pioggerellina finale prima fa stampare il Leader Prost contro il rail dopo la chicane all’uscita del Tunnel, poi manda Patrese in testacoda al Loews regalando a Pironi la Leadership della gara. Riccardo farà un capolavoro riuscendo a non spegnere il motore nell’occasione e riprendendosi la vittoria una volta che Didier, poi comunque classificato secondo, si ferma sotto al Tunnel a mezzo giro dalla bandiera a scacchi per problemi di pescaggio di benzina e De Cesaris, classificato poi terzo, si ferma ancora prima sulla salita verso il Casino. Prima meritata vittoria del Padovano in F1, si salta nuovamente oltreoceano ora

06/06/1982 USA EAST GP: DETROIT

(IMMAGINE DA F1 DIMENSION.COM)

Debutta in F1 il GP di Detroit che sarà sempre teatro di gare durissime sia per i piloti che per la meccanica delle auto. Watson si qualifica 17mo ma, con una gara capolavoro, riesce ad imporsi davanti a Cheever ed a Pironi. Non pervenuto il poleman Prost mentre Sua Santità anni dopo ammise che non riuscì a far sua la gara perchè non era abbastanza in forma per sopportare l’enorme fatica fisica della stessa. Cosa che capì perfettamente quando Johnny-boy lo passò in tromba risalendo dalle retrovie. Una curiosità: il Campione del Mondo in carica Nelson Piquet non riesce a qualificarsi per via di tremendi problemi al turbo BMW. Una settimana dopo vincerà in Canada a Montreal dando ai tedeschi la loro prima vittoria in F1, sia pure come motoristi.

13/06/1982 CANADIAN GP: MONTREAL

(IMMAGINE DA FORMULAPASSION)

03/07/1982 DUTCH GP: ZANDVOORT

Questa gara passerà alla storia come la vittoria più schiacciante della Ferrari 126C2. Didier si qualifica “solo” quarto, preceduto dal duo Renault (poleman Arnoux) e da Piquet. La domenica però non ce n’è per nessuno, la Rossa ed il Parigino sono una combinazione semplicemente perfetta e, come detto, si producono in una vittoria che annichilisce la concorrenza. Didier si porta ad un solo punto in classifica mondiale dal leader Watson. Sugli altri due gradini del podio, staccatissimi, Piquet e Rosberg. Sulla 27 orfana di Gilles debutta Tambay, buon sesto in prova ma solo ottavo in gara. Si dimostrerà largamente impreparato per la 126C2, anche e soprattutto dal punto di vista fisico.

18/07/1982 BRITISH GP: BRANDS  HATCH

(IMMAGINE DA LAT IMAGES)

Un circuito fantastico non può che produrre gare fantastiche. L’edizione 1982 non farà eccezione in tal senso, vincerà Sua Santità precedendo Didier (che diventa Leader del Mondiale Piloti) e Tambay, al primo podio in carriera. Sforunatissimo il poleman Rosberg, alla prima partenza al palo della sua carriera, che non partì affatto al palo ma ultimo per un problema al giro di formazione. Rimontò furiosamente ma finì per doversi ritirare. Warwick sulla modesta Toleman-Hart si issò fino alla seconda posizione salvo poi doversi anch’egli ritirare per un problema di affidabilità. Con questa vittoria del Santo son ben quattro i Piloti ad aver vinto due GP nelle prime 10 gare del Mondiale, con i due alfieri della Brabham ad averne vinta una a testa.

25/7/1982 FRENCH GP: LE CASTELLET

(IMMAGINE DA F1i.COM)

E fu così che la Brabham si inventò il refuelling. Oggi come oggi è roba da ridere ma allora pareva quasi fantascienza. L’idea di base era semplice: far partire le due vetture (ora entrambi i Piloti correvano col turbo BMW) con metà del carburante necessario per la distanza di gara, fare un pitstop a metà distanza per caricare il resto del carburante necessario assieme a gomme fresche. Il piano era semplice, accumulare nella prima metà di gara un vantaggio notevolmente superiore al tempo necessario per il pit richiesto, fermarsi, ripartire in testa ed allungare ulteriormente grazie alle gomme fresche (a questo punto il carburante era pari per tutti). Se ben rammento per vedere il primo pit dovemmo aspettare Zeltweg, al Castellet le due Brabham ruppero ben prima di metà gara così come Patrese ad Hockenheim mentre in Germania a Piquet pensò….Salazar LOL. Al Castellet pole e vittoria di Arnoux in barba agli ordini di scuderia che gli dicevano di far passare Prost (secondo) messo meglio nel WDC. A Renè dissero di cercarsi un altro Team per il 1983 già nel dopogara. Terzo Didier davanti a Tambay. Il Parigino si porta a 39 punti con un vantaggio di 9 su Watson. Nell’anno del Mondiale dell’Italia di Calcio già si pregusta l’iride anche per la Ferrari. Sarà così, ma solo nel WCC purtroppo.

08/08/1982 GERMAN GP: HOCKENHEIM

(IMMAGINE DA FORMULAPASSION)

Hai fatto il miglior tempo il venerdì. Sabato diluvia, lo sai che nessuno andrà nemmeno vicino ad avvicinare il tuo tempo. Sai che la pole è tua, sei in testa al Mondiale e guidi la vettura nettamente più forte di tutte. Goodyear ti da da testare delle gomme da bagnato estremo di nuova concezione e tu fai dei tempi talmente buoni che il migliore degli “altri” è tipo 6 secondi più lento di te. Eppure continui, giri sempre più forte con visibilità zero. Inseguendo un fantasma. Inseguendo il suo fantasma. Quel giorno guidi come faceva lui e, quando Daly si sposta per superare Prost, tu pensi si stia levando di traiettoria per darti strada salvo trovarti davanti Alain che procede lentissimo. Lo centri, decolli, buio. La tua carriera in F1 finisce qua Didier. 5 anni dopo complice un incidente in una gara di Off-Shore staccherai il biglietto per andare a spiegarti con Gilles in cielo.

15/08/1982 AUSTRIAN GP: ZELTWEG

(IMMAGINE DA MOTORSPORT IMAGES.COM)

Con buona pace della recente panzana de “le quattro settimane di sosta ad Agosto servono per le ferie delle maestranze” nel 1982 il GP d’Austria si corse il 15 Agosto. Esaurita la vena polemica questa gara segnò la fine delle speranze Mondiali di Prost, il cui propulsore spirò a pochissimi giri da una meritatissima vittoria. A dire il vero fu un’ecatombe di motori turbo questa gara, l’unico a finire nei sei fu Tambay, quarto, che avendo bucato all’inizio del secondo giro sui detriti delle due Alfa incidentatesi si ritrovò quasi a due giri interi dal Leader quando ripartì dopo la sosta ai box per cambiar gomme. Le due Brabham completarono il loro primo refuelling di sempre per poi issare entrambe bandiera bianca per noie meccaniche. La gara come sappiamo vide il primo successo in carriera del povero Elio, che vinse sul filo di lana precedendo di un nulla il rimontante Rosberg. Terzo finì Laffite, un buon risultato di un’annata opaca. La classifica recita Pironi 39, Rosberg 33, Watson 30 con tre gare da disputare. Basterà la prossima a spegnere ogni residua speranza di WDC Rosso

29/8/1982 SWISS GRAND PRIX: DIJON PRENOIS

 

 

(IMMAGINE DA MOTORSPORT IMAGES)

Nella vita se ne vedono tante. Se tifi Ferrari se ne vedono ancora di più. Nel 1982 riuscimmo a vedere un Pilota messo sulla Ferrari ad effetto suolo migliore della Storia della F1 che finì miseramente messo KO dalla forza G che questa generava. Con buona pace di Tambay e della scemenza del “massaggio sbagliato fatto alle Hawaii durante la pausa estiva”  il suo collo da dopolavorista degno giusto della bocciofila locale non reggeva la DF della C2 al massimo del suo sviluppo, punto. Vidi foto in rete di lui che a Digione girava col casco legato con delle catene al corpo vettura della C2. Surreale. Si qualificò nono e diede forfait per la corsa, levando ogni ostacolo tra Keke ed il titolo. Manco a dirlo (quasi come la ragazza carina che ti piace da adolescente che finisce con certezza matematica a far del petting con lo stronzo più patentato del gruppo) la gara la vince Rosberg, sarà il suo unico successo dell’anno. Sarà l’unico Mondiale della Storia della F1 vinto da un Pilota con una sola vittoria all’attivo. Secondo chiude il Poleman Prost e terzo Sua Santità. A due gare dalla fine Rosberg è in testa al Mondiale con 42 punti contro i 39 di Didier ed i 30 di Watson. Quel collo a Tambay glielo avrei strozzato con le mie mani, altro che balle

12/09/1982 ITALIAN GP: MONZA

(IMMAGINE DA PINTEREST)

A Monza la numero 28 viene affidata ad Andretti, leggasi un pensionato in servizio attivo. Sì, la mette in pole (come si chiama la terza Grazia dopo Grazia e Graziella? Ecco) salvo poi arrancare come da copione in gara chiudendo terzo. Tambay inspiegabilmente sta bene, corre ed arriva secondo. Si impone Renè Arnoux, fresco di contratto Ferrari per il 1983. Keke arriva ottavo dopo aver perso l’ala posteriore (!!!) e Watson chiude quarto: fa 42 punti contro 33 il che significa che se al Season Finale al Caesar Palace Wattie vince con Rosberg out il titolo è suo per maggior numero di vittorie. Almost but not quite

25/09/1982 LAS VEGAS GP: CAESARS PALACE

(IMMAGINE DA LIVEGP.IT)

Non che ormai contasse granchè col Costruttori già in tasca ma Tambay da il bis di Digione (si qualifica ottavo stavolta ma come allora domenica non corre) sempre per lo stesso motivo. Il pensionato in servizio attivo si qualifica settimo ed in gara chiude mestamente nella sabbia dopo un testacoda. Sì, la tragedia di Zolder ed il dramma di Hockenheim fan sembrare minima ogni altra cosa. Ma, vivaddio, che non si siano trovati due Piloti degni di tal nome da mettere sulla wing-car Ferrari migliore di sempre era e resta uno di quei misteri che devi semplicemente metterti via sennò oggi come allora ti incazzi come una bestia. Punto. Quinta pole della stagione per Prost che così eguaglia Arnoux. Splendido successo di Michele in gara, al suo primo successo in F1. Completa il podio Wattie, ottimo secondo in gara e terzo nel WDC per un terzo posto in meno di Didier finito a pari punti. Terzo posto per Cheever, che quell’anno corse bene solo negli USA. Nessuno di noi fu più lo stesso dopo il 1982. Sipario

(IMMAGINE IN EVIDENZA DA YOUTUBE)

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FORMULA ONE SEASON REVIEW: 1981

La stagione 1981 fu preceduta da varie controversie di altrettanto varia natura. Lo scontro di potere tra FISA e FOCA stava concretizzandosi sempre maggiormente e ci si dovette districare tra problemi diversi già a motori spenti. Il Glen non trovò i fondi per far parte del Mondiale, già l’edizione del 1980 fu confermata in extremis poche settimane prima della data per via del mancato ammodernamento del tracciato agli Standards di sicurezza richiesti. Suddetta edizione del 1980 resterà quindi il canto del cigno di Watkins Glen in  F1, un vero peccato aver perso un circuito da pelo del genere ma tant’è. In sostituzione del Glen venne messo in calendario il GP di Las Vegas organizzato nel parcheggio sul retro del Caesar Palace. Un paio di considerazioni al volo 1) suddetto GP era già tenuto in caldo nel 1980 in caso il Glen non ce l’avesse fatta e 2) Tilke aveva 25 anni ad inizio anni 80: siete malevoli a pensare che il Caesar Palace fu il primo tracciato da lui disegnato dopo la Laurea in Architettura. Però avete ragione: quanto a piattume e tutto il resto pareva proprio farina del suo sacco. Erano tempi diversi, d’inverno se ci si annoiava senza i GP ci si organizzava al volo e….questi erano i risultati:

A fine 1980 il neo WDC Alan Jones assieme a Bruno Jack O’Malley parteciparono all’Australian GP sul Calder Raceway. Un circuito dove Jones fece segnare la pole sui 36 secondi circa ed in gara le uniche due F1 presenti, ovvero la sua FW07 e l’Alfa 179 del Bresciano, dovettero fare un continuo slalom tra tutte le altre monoposto partecipanti. Delle F5000 con propulsore di derivazione di serie senza speranza alcuna quindi contro le F1 in oggetto. Jones (sorpresona!) vinse la gara “di casa”.

Passando a note meno ilari la FISA mise al bando l’effetto suolo imponendo un’altezza minima da terra di 6cm. Tempo tre gare e Gordon Murray trovò come aggirare la regola, tempo la gara dopo e la stavano aggirando pure tutti gli altri. Ma le vetture, rientrate ai box, superavano le verifiche quindi FISA contenta. In fin dei conti le pagliacciate si vedevano già 40 anni addietro, non trovate?

Tecnicamente il Season Opener 1981 avrebbe dovuto essere questo:

Invece il GP non fu omologato, i Team cosiddetti “legalisti” non erano presenti al contrario dei Team più vicini alla FOCA. Di fatto una situazione complementare a quella che si sarebbe vista ad Imola un anno dopo, con la differenza che Imola 1982 fu omologata mentre Kyalami 1981 no. Curiosamente in S.Africa nel 1981 vinse Lole che, manco a dirlo, con suddetta vittoria si sarebbe messo in tasca il WDC quell’anno. Fa pensare eh?

Sempre a proposito di controversìe, anno fertilissimo il 1981. Colin Chapman cala l’ultimo asso della sua vita, la Lotus 88:

(immagine da Youtube)

(immagini da Pinterest)

Due telai sovrapposti, col superiore che di fatto fungeva da enorme ala creando la massima deportanza possibile e l’inferiore che, a seconda del carico generato dal primo (e quindi anche dell’aumento della velocità) , si comprimeva a terra andando a creare il desiderato effetto suolo. Vettura bannata al volo dalla Federazione per l’ovvietà della “superficie aerodinamica mobile” rappresentata dal telaio superiore. Grosso sospiro di sollievo da parte di Elio e Nigel i quali, nei test precampionato a Laguna Seca, parlavano di una vettura che acquistava e (soprattutto….) perdeva deportanza improvvisamente e senza “avvertire”. Anche in curva….

Per finire con le premesse il 1981 vede finalmente il debutto “in pianta stabile” della Ferrari sovralimentata. Ho detto sovralimentata anzichè turbo perchè a Maranello furono portate avanti sia la soluzione turbocompressa con l’utilizzo di due turbine, una per ogni bancata del V6 da 1 litro e mezzo, che quella col compressore meccanico.  Quest’ultima se da un lato azzerava il ritardo di risposta del turbo dall’altro mostrò una fragilità talmente impressionante da convincere la Scuderia ad utilizzare esclusivamente il doppio turbo KKK. L’unità motrice di Maranello si posizionò praticamente subito al vertice per la potenza erogata, il problema della 126CK però era l’esser nata attorno al telaio della T5 (ossia della T4….) ovvero superato da tutti i punti di vista (un traliccio di tubi mentre debuttava il primo telaio al 100% in carbonio….). A detta dei tecnici della concorrenza la F1 di Maranello nel 1981 faticava a generare 1/3 della Downforce rispetto alla miglior concorrenza. Pensare che “qualcuno” riuscì a vincerci due gare. Di fila, su due circuiti lenti, col turbo che dava il suo calcio nella schiena a metà curva per via del lag. GILLES VIVE

15/03/1981 USA WEST GP: LONG BEACH

(immagine da Art and Genius)

Arriva finalmente il Season Opener 1981 “vero”: prima pole position in carriera per Riccardo Patrese ed ottima gara di testa finchè i valori in campo non emergono appieno e le due Williams di Jones e Lole assieme alla Brabham di Piquet chiudono ai primi tre posti. Ritiro per entrambe le Rosse con Gilles che, preso dall’entusiasmo di tutti quei cavalli dietro la schiena, canna clamorosamente il braking point alla prima staccata dopo il via vanificando una delle sue mostruose partenze che l’aveva portato  in testa dal quinto posto sulla piazzola.

29/03/1981 BRAZIL GP: JACAREPAGUA

(immagine da Motorsport Images)

Alea iacta est. In un GP eufemisticamente caotico (al bagnatissimo via mezzo schieramento si presenta con le slick (incluso il poleman Piquet) e poco dopo il verde si vedon vetture in senso contrario a quello di marcia, da capottarsi dalle risate) Lole se ne infischia dei Team Orders e dello Status di seconda guida per contratto e va a vincere davanti ad un furioso Jones (terzo un ottimo Patrese, inizio Mondiale straordinario per lui) che manco salirà sul podio. Frank Williams prenderà subito le parti dell’Aussie senza se e senza ma tant’è che a fine anno al Caesars’ Palace con Piquet Campione brinderà al primo WCC della Storia della F1 abbracciato ad un Jones che commenterà “ora quello là può giusto vincere le elezioni in Argentina”. Ma lo vedremo più tardi. Male le Ferrari, entrambe ritirate. Pironi sul bagnato sbaglia una staccata e tampona Prost che l’aveva appena doppiato. Già……..

12/04/1981 ARGENTINE GP: BUENOS AIRES

(immagine da LAT IMAGES)

E finalmente arrivò la farsa. Come detto nella prefazione (o “proemio”, se più vi aggrada) il regolamento tecnico 1981 prevedeva un’altezza minima da terra di 6cm.  Gordon Murray si inventa la trovata dell’utilizzo di sospensioni idropneumatiche che, ai box, supportavano il corpo vettura innalzandolo ai 6cm da terra regolamentari. In pista però, sotto effetto del carico generatosi all’aumentare della velocità, il corpo vettura si abbassava sensibilmente finendo per essere adeso all’asfalto, creando ancora più downforce ed avvicinandosi ai valori assoluti che si ottenevano l’anno prima col fondo sigillato a terra dalle minigonne. In pista ovviamente non si poteva misurare la distanza del corpo vettura da terra, ai box era di 6cm quindi la BT49C passava le verifiche. Non solo Piquet vinse il GP andando a passeggio, ma rischiò di vincerlo addirittura il suo compagno di squadra Hector Rebaque, fermato solo da noie tecniche. Lole si piazza secondo con Prost terzo al suo primo podio in carriera. Solo quarto il WDC in carica Jones.

03/05/1981 SAN MARINO GP: IMOLA

(immagine da LAT IMAGES)

Vi avverto: è una ferita sportiva ancora aperta dopo 38 anni e 1/2. Epica pole di Gilles, la domenica piove. Tempo di arrivare alla Tosa e non solo Gilles se ne sta già andando via ma Didier, partito sesto, gli è dietro con gli altri che faticano a tenere il passo. Dopo 15 giri con Gilles che ha fatto il vuoto senza nemmeno dar l’idea di forzare più di tanto l’Aviatore, probabilmente stanco di quella monotonia domenicale, prende come pretesto il fatto che ha smesso di piovere da pochi giri ed entra ai box per mettere le slick. Ovviamente tempo di affrontare il Tamburello in uscita dai pit e ricomincia a piovere, il nostro ripassa alle rain un paio di giri dopo ma tant’è, il “balletto” ai box assieme al tempo perso in pista gli costa quasi due giri. Chiuderà settimo ad un giro segnando un gpv inavvicinabile per tutti. Tornando al macello del doppio pit di Gilles uno pensa:”poco male dai, vincerà l’altro”. Come no: “l’altro” sbriciola una minigonna alla Variante Alta compromettendo l’assetto della già non eccelsa 126CK e diventando così facile preda di Piquet, che vincerà, il sempre ottimo Patrese, che chiuderà secondo e Lole, terzo. Didier chiuderà quinto e saranno gli unici due punti della giornata per una Ferrari che poteva mettersi in tasca una facile doppietta. Pensare che dopo la bandiera a scacchi l’anno dopo si ebbe la tentazione di pensare che era stato messo riparo al maltolto……..

17/05/1981 BELGIAN GP: ZOLDER

(immagine da race.it)

Weekend terribile. Durante le prove Lole investe ed uccide accidentalmente il meccanico dell’Osella Giovanni Amadeo. Prima del via un comitato di meccanici organizza una dimostrazione sulla griglia di partenza che ha come scopo la sensibilizzazione della Federazione e dell’opinione pubblica sulla pericolosità delle loro condizioni di lavoro ai box. Diversi piloti scendono dalle loro F1 e si uniscono a suddetta manifestazione, la cosa si traduce in un inevitabile ritardo del via della gara. I diritti TV “premono” ed i Team Principal rimettono a forza i loro piloti in macchina. Alcuni di loro anche in malo modo, come Ecclestone con Piquet. All’accensione del semaforo rosso Patrese si sbraccia perchè il suo motore si spegne, un meccanico Arrows salta il muretto e si reca in pista per provare a riaccendere il suo propulsore. Un vergognoso direttore di gara di nome Derek Ongaro da il verde col meccanico ancora in pista, il meccanico viene investito dall’altra Arrows di Stohr riportando “solo” la frattura di entrambe le gambe. La gara non fu fermata nonostante l’autoambulanza in pista, solo il gesto estremo di Pironi che si fermò nei pressi della stessa mosse a più miti consigli il direttore di gara. Follia pura. Al restart di una gara surreale si vedrà Jones mandare nuovamente a muro Piquet come a Montreal l’anno prima salvo poi finire a muro anche lui mentre era primo con una vita di distacco sul secondo. Vince il poleman Reutemann che, per ovvi motivi, non festeggerà sul podio. Secondo Laffite, terzo Mansell al suo primo podio in carriera.

31/05/1981 MONACO GP: MONTECARLO

(immagine da Motorsportblog.it)

“Oh, ragazzi, ne abbiamo vinte ancora eh!!!!”

Queste furono le parole di Furia dopo la bandiera a scacchi del GP di Montecarlo 1981. I ragazzi (a dire il vero mediamente più attempati degli attuali) del box piangevano. Piangevano di gioia: la Ferrari era tornata alla vittoria dopo un digiuno che durava dal Glen nel 1979. Ma non solo: la Ferrari aveva vinto il suo primo GP con una sua vettura Turbo. Sul circuito dove il luogo comune non era ancora che non si poteva sorpassare bensì che “i Turbo non possono vincere”. Inutile dire chi riuscì in cotanta impresa, l’Uomo senza paura nato nel Quebèc. Partì secondo e corse una gara insolitamente tattica per le sue caratteristiche. Stazionò fisso tra la terza e la seconda posizione arrivando anche a non ostacolare eccessivamente Jones quando lo attaccò al Mirabeau per non dover chiedere troppo alle sue gomme. Fu ripagato quando l’Aussie ebbe problemi di pescaggio di benzina  nel finale e l’Aviatore lo passò in troma sul rettilineo del via. E fu trionfo, col podio completato da Jones e Laffite. Gilles si fece tutta la gara in sovrasterzo col Turbo che picchiava dentro a metà curva. Il suo compagno di squadra chiuse buon quarto. A due giri di distacco però. GILLES VIVE      

21/06/1981 SPANISH GP: JARAMA

(immagine da Ferrari Club Riga)

Di questa gara si è detto talmente tanto che ogni commento è ridondante. Pole di Laffite, epica sesta e storica (sarà la sua ultima….) vittoria di Gilles. Jacquot e Johnny-boy Wattie completano il podio. L’aneddoto che pochi conoscono: ormai tutti usano lo stratagemma di Gordon Murray per farla in barba al regolamento sui 6cm di altezza minima da terra. Il problema è che, rientrato al box dopo la bandiera a scacchi, il correttore di assetto della 126CK di Gilles non funziona. La vettura deve entrare alle verifiche tecniche e non rispetta i 6cm di altezza minima da terra. Quando ormai tutti son convinti di incappare in un’inevitabile squalifica all’ultimo tentativo l’azionatore funziona e la vettura torna ai 6cm da terra regolamentari. Ed è festa grande sul podio, col Re di Spagna a complimentarsi col Re del Coraggio. GILLES VIVE

05/07/1981 FRENCH GP: DIJON PRENOIS

(immagine da stadiosport.it)

Si arriva all’inizio della stagione dei GP superveloci, la Ferrari ha il motore più potente in giro, il Ferrarista si lecca i baffi. E resta come al solito a bocca asciutta: nessun podio dal GP di Francia a tutte le cinque gare successive con nessuna delle due auto. Anzi, la Rossa sfoggia un’invidiabile passo da gambero: qualche volta fa pure capolino nelle prime file (non in Francia, sesta e settima fila qui) ma in gara resta nelle posizioni che contano solo nelle primissime fasi della stessa. A Digione la pole va al redivivo Arnoux ma è Prost a vincere la prima gara della sua carriera. Completano il podio Watson e Piquet, quest’ultimo trombato dalla sospensione della gara per pioggia e ripartenza con somma dei tempi.

18/05/1981 BRITISH GP; SILVERSTONE

(immagine da LAT IMAGES)

GP Storico in molti sensi Silverstone 1981: La Mclaren torna al successo dopo un digiuno che durava dal 1977. Prima vittoria del nuovo Management “Marlboro Project Four” ma soprattutto prima vittoria di sempre di una vettura dal telaio interamente in fibra di carbonio. Prima vittoria di una vettura disegnata da John Barnard. Per Johnny-boy Wattie è la seconda vittoria invece dopo un digiuno che durava da quasi 5 anni ossia da Zeltweg 1976. Seconda pole di fila per Arnoux, in gara le Ferrari si issano nelle posizioni di testa all’inizio poi Gilles aziona inavvertitamente il correttore di assetto mentre affronta la chicane prima del traguardo causando un epico incidente che vedrà coinvolti lui, Jones, De Cesaris. Piazza d’onore a Lole che allunga in classifica generale, terzo posto per Jacquot con la sua Ligier spinta da un aspirato vecchiotto, il Matra V12.

02/08/1981 GERMAN GP: HOCKENHEIM

(immagine da La F1 in diretta News)

I più non si ricordano cosa accadde in questa gara. Lole ebbe problemi col V8 Cossie in prova e, per tutta risposta, il Team per la gara gli montò un Cossie ancora più “decotto” che già si sapeva non ce l’avrebbe mai fatta a finire la gara ad Hockenheim. Come puntualmente accadde. Prost siglò la prima pole position della sua carriera ma in gara la spuntò Piquet che, approfittando del dramma sportivo di Lole (per lo psicodramma invece appuntamento in Nevada), accorciò di 9 punti in classifica generale. Secondo terminò Prost, terzo il sempre consistente Jacquot. Ferrari qualificate senza infamia e senza lode poi scomparse in gara.

16/08/1981 AUSTRIAN GP: ZELTWEG

(immagine da LAT IMAGES)

Terza prima fila stagionale consecutiva delle Renault con Renè al palo. Terzo Gilles che al via peraltro schizza in testa come fece nel 1979 salvo andar lungo alla chicane all’inizio del secondo giro, precipitare in classifica e finire per tuonarla alla Bosch Kurve. Pironi resiste al terzo posto finchè può salvo poi precipitare anch’egli fuori dai punti. Vince Laffite davanti ad Arnoux e Piquet che rosicchia altri due punti a Lole, finito quinto.

30/08/1981 DUCTH GP: ZANDVOORT

(immagine da Pinterest)

“Gilles fai il bravo in gara che hai su il motore con la specifica nuova di zecca e serve che faccia molti km” – Forghieri

Ovviamente Gilles la tuona alla prima curva, dopo una partenza alla “muoia Sansone e tutti i Filistei” dall’ottava fila finendo addosso alle due Alfa Romeo davanti a lui sul rettilineo del via. Si ritirerà anche Pironi dopo una qualifica poco brillante. La gara verrà poi vinta dal Poleman Prost davanti a Piquet e Jones. Lole, ritiratosi, si vede raggiunto da Piquet in Classifica Generale con tre soli GP ancora da disputare.

13/09/1981 ITALIAN GP: MONZA

(immagine da LAT IMAGES)

Nel secondo GP di casa le Ferrari si qualificano ottava con Didier e nona con Gilles. L’Aviatore si ritirerà subito per un problema al motore mentre Pironi la porterà a casa al quinto posto esattamente come ad Imola. Davanti il Poleman Arnoux si ritira e vince Prost, per la terza volta in stagione, davanti a Jones e Reutemann. Lole allunga di 3 punti su Piquet il quale rompe il motore all’ultimo giro venendo comunque classificato sesto. Curiosità: con la terza vittoria stagionale Prost, forte dei due secondi posti contro l’unico secondo posto di Piquet, unico ad aver vinto tre gare come lui in stagione, avrebbe vinto il Mondiale se si fosse corso col “Medagliere di Ickx” come regolamento sportivo.

27/09/1981 CANADIAN GP: MONTREAL

(immagine da Spunti di Sport)

Come per Jarama anche per Montreal 1981 i commenti sono superflui. Lo dico democraticissimamente alla mia maniera: quelli che invocavano la bandiera nera per Gilles quando l’ala anteriore gli impediva la visuale dovrebbero riflettere su come fosse possibile guidare un mostro, scritto con accezione negativa, come la 126CK sul bagnato senza muso ed ala. E tutti muti. Piquet vanifica la pole ma arpiona un fondamentale quinto posto mentre Lole chiude decimo: li separa un solo punto prima del Season Finale a Las Vegas. La gara va ad un ottimo Jacquot, al secondo successo stagionale, che arriva in Nevada con ancora la possibilità di spuntarla. Cosa che non gli era mai successa in carriera. Piazza d’onore a Wattie davanti all’Eroe del Quebec.

17/10/1981 LAS VEGAS GP: CAESARS PALACE

“Tormentato e tormentoso”. L’epica definizione che il  Vecchio diede di Lole. Già, Lole. L’uomo che fece sua la Nurburgring Nordschleife in F1 si gioca il titolo in un parcheggio di Las Vegas. Arriva e la mette in pole. Gilles, stranamente loquace per il suo solito, rilascia una strana dichiarazione nella quale dice che fa fatica ad immaginare come Carlos potrebbe perdere il mondiale. Accenna alla sua forma fisica perfetta, alla sua esperienza, etc. Mah. La gara è talmente surreale che è strano anche solo raccontarla. Lole parte in pole ma alla prima curva è già quarto. Piquet parte quasi altrettanto male scivolando da quarto a sesto. A Lole basterebbe arrivare davanti a Nelson o anche immediatamente dietro se Nelson arriva al massimo terzo: non ce la farà. Scivolerà all’ottavo posto mentre Nelson chiuderà quinto, ovvero lo stretto necessario per vincere il Mondiale di un punto, dopo che in gara si era issato fino al terzo posto. La gara la vince Jones davanti a Prost ed al redivivo Jack O’Malley che arpiona quello che sarà il suo primo ed unico podio in F1. Jones festeggia manco avesse vinto il Mondiale quando, invece, l’ha semplicemente perso il suo compagno di squadra reo di non aver rispettato il suo status di seconda guida. La Classifica finale recita Piquet 50, Reutemann 49, Jones 46. Nota ilare: se Jones rideva di sicuro non rammentava che, se non la piantava a muro in Spagna ed in Belgio mentre era in testa con una vita di vantaggio sul secondo, vinceva il Mondiale con grosso margine sia sul Carioca sia su Lole. E sarebbero stati due di fila in una decade che vedrà solo un Pilota riuscire in tale impresa. Ma questa è un’altra storia

(immagine da Road to Sport)

(immagine in evidenza da Alamy Stock Photo)

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