Archivi tag: RAM-MARCH

FORMULA ONE SEASON REVIEW: 1983

Fu così che arrivò il 1983. Avete presente la sensazione di aver perso l’inerzia per riuscire a mettere le mani su qualcosa che desideravate? Beh, un ragazzino di 11 anni si sentiva così all’inizio di quell’anno ripensando al WDC sfuggito nel 1982 grazie ad una tragedia ed un dramma. Di male in peggio si passò da un gioiello come la 126C2 in mano a Gilles e Didier ad un rutto come la 126C2B a fondo piatto e senza minigonne (la Federazione abolì effetto suolo e skirts a fine 1982) data in mano a Gianni e Pinotto. I quali, ad onor del vero, mettendo assieme le loro caratteristiche migliori facevano quasi un Pilota degno di tal nome (uno aveva un pò di sensibilità nel collaudare, l’altro era un buon racer) ma comunque distante anni luce dal duo che iniziò il Mondiale 1982. Per la serie:”misteri buffi made in Maranello” vi presento la Brabham BT51:

(IMMAGINE DA MOTORSPORT IMAGES)

Che ci azzecca la BT51 con la Ferrari? Semplice: la BT51 era l’unica vettura ad effetto suolo già pronta per correre il Mondiale 1983 assieme alla vera 126C2B, con minigonne e cambio longitudinale, che venne fatta fuori dalla tagliola della Federazione col già citato ban tardivo delle wing cars ed imposizione del fondo piatto per il 1983. Morale della favola: Brabham e Ferrari vengono penalizzate da suddetto ban e devono ripartire da un foglio bianco per presentarsi a Rio con una vettura conforme ai nuovi regolamenti. Il problema è che Gordon Murray partorisce al volo questo gioiello qua partendo da zero che vincerà al debutto in  Brasile:

(IMMAGINE DA XSPIRIT.IT)

Mentre Ferrari, con la reattività di un bradipo gravido, fa debuttare la 126C3 solo a SStone peraltro con un solo esemplare disponibile affidato a Tambay, ai tempi davanti ad Arnoux in classifica del WDC. Favorisco foto della cassapanca portata da Ferrari in Brasile:

Per dirla alla Pizzul o quasi:”fu tutto molto bello”. Il ban dell’effetto suolo non inficiò il trend di prevalenza assoluta che le motorizzazioni turbo stavano prendendo su quelle aspirate. Mclaren a metà stagione si disinteressò completamente del Mondiale in corso per concentrarsi unicamente sullo sviluppo del V6 Tag Porsche per la stagione successiva. Si dimostrerà una scelta oltremodo lungimirante. Honda fa capolino grazie ad un Team di F2 che cortesemente fornisce un telaio sul quale viene installato il loro V6 biturbo e fatto sgrossare lontano dalle luci della ribalta che conta ossia dalle parti del fondo dello schieramento. Entro fine stagione il V6 Honda debutterà sulla Williams col neoarrivato Laffite. Anche questo finirà per essere un sodalizio vincente entro pochi anni. Che altro dire? Ah, giusto. Verso metà stagione due ragazzotti di belle speranze fanno un test di gruppo (presente pure il coriaceo Martin Brundle) a SStone sulla Mclaren aspirata di quell’anno. Si chiamano Senna e Bellof. In modi diametralmente opposti entreranno entrambi nella leggenda del Motorsport

THE 1983 BRAZIL GP: JACAREPAGUA

(IMMAGINE DA WASTEGATE.COM)

Pole di Keke, vittoria di Nelson. I due Rossi si qualificano terzo e sesto ma la cassapanca è degna del loro talento al che chiudono solo quinto e decimo. Il WDC in carica va a fuoco al refuelling e scappa dall’auto salvo esser rispedito dentro a calci da Patrick Head Chiuderà secondo ma verrà squalificato per via del teatrino ai box. Sua Santità e Laffite completano il podio una volta ratificata la squalifica di Keke.

THE 1983 USA WEST GP: LONG BEACH

(IMMAGINE DA PINTEREST)

Col senno di poi (di parecchio dopo eh) penso che avessero attaccato degli elettrodi ai genitali di Keke prima del via. Il duo Rosso più o meno inspiegabilmente fa un lock up in  prima fila con le due cassepanche, Rosberg è subito dietro. Quel che farà in gara è roba che nemmeno Verstappen ai giorni d’oggi riuscirà a fare con le due Rosse nella stessa gara. Al via parte fortissimo ma urta Arnoux piegandogli la sospensione anteriore e rendendogli la cassapanca (ancora più) inguidabile. Prima della fine del primo giro mentre insegue il poleman Tambay si produce in un 360 in pieno rettilineo dal quale si riprende come se avesse bevuto un bicchiere d’acqua. Poi il capolavoro: non potendo avvicinare Tambay per via della potenza del turbo Ferrari approfitta di un’epica dormita del francese in staccata all’hairpin, il quale sta talmente largo che pare un giro di prove libere e non  la gara con uno attaccato dietro, per tuonargliela contro e costringerlo al ritiro. Lui continua ma la manda definitivamente in barriera due curve dopo. Finirà con una doppietta Mecca Wattie/Sua Santità dopo che erano partiti 22mo e 23mo (letto bene). Al terzo posto chiude Arnoux grazie soprattutto ai tantissimi ritiri. Si torna in Europa.

THE 1983 FRENCH GP: LE CASTELLET

(IMMAGINE DA GPINSIDER.COM)

Le due Rosse si qualificano undicesima e quarta e chiudono quarta e settima in un GP che dimostra la loro pochezza tecnica di fronte alla concorrenza più agguerrita. Vince il poleman Prost davanti a Piquet ed a Cheever. Già, Cheever. Un anno intero, questo, su una macchina da titolo e, se ben rammento, nemmeno un giro percorso in testa. Quando si dice il talento eh. Rosberg e Laffite chiudono quinto e sesto in quella che è a tutti gli effetti una resa degli aspirati nei confronti delle motorizzazioni turbo. Si torna ora ad Imola dopo i noti fatti del 1982

THE 1983 SAN MARINO GP: IMOLA

(IMMAGINE DA PINTEREST)

Questa è una gara che fa il paio con Monza 1988. Tambay parte terzo dalla piazzola che fu quella di Gilles nell’ultimo GP corso in vita sua. I tifosi nella notte avevano dipinto una bandiera canadese sulla stessa. Patrese, appena passato Tambay nelle fasi conclusive della gara, pensa bene di tuonarla in uscita dalle Acque Minerali senza nemmeno provare a fare la curva. La sua uscita di strada verrà accolta da un tripudio della folla con la quale farà pace solo 7 anni dopo. Vince così la Rossa numero 27 con un anno di ritardo davanti a Prost ed al poleman Arnoux.

THE 1983 MONACO GP: MONTECARLO

(IMMAGINE DA LAT IMAGES)

Di questo GP rammento una vittoria schiacciante di Keke partito con le slick su pista bagnata, Tambay che la porta a casa al quarto posto, Arnoux che sbaglia ogni cosa che fosse umanamente possibile sbagliare e si ritira. Piquet chiude guardingamente in seconda posizione col poleman Prost in terza. L’exploit di Imola non cancella la sensazione netta di star assistendo ad un Mondiale Ferrari corso con una vettura senza infamia e senza lode con due Piloti che di sicuro non hanno conigli dal cilindro da poter pescare.

THE 1983 BELGIAN GP: SPA FRANCOCHAMPS

(IMMAGINE DA FORMULAPASSION)

La seconda sliding door della carriera del povero Mandingo dopo Long Beach dell’anno prima. Si issa al comando al via non una ma due volte (il primo fu fatto ripetere), domina la gara fino al pit ove per via di problemi torna in pista sesto, segna il gpv e poi si ritira. Curiosamente sarà la sua penultima gara condotta in testa in carriera fino ad 8 anni dopo sulla stessa pista con la Jordan. Non avrà sorte migliore purtroppo. Vince il poleman Prost davanti a Tambay e Cheever, Piquet deve rallentare per problemi al suo propulsore BMW. Problemi che verso fine campionato verranno risolti con una benzina legale quanto delle analisi del sangue di un ciclista di testa del gruppo al Tour de France

THE 1983 USA EAST GP: DETROIT

(IMMAGINE DA MOTORIONLINE.IT)

“Il complesso del semaforo”. Il GP di Detroit 1983 passò alla storia per due aneddoti riguardanti il dinamico (sic) duo Ferrari. Il primo coinvolgeva Tambay il quale rimase fermo in griglia sulla terza piazzola. Il Vecchio lo bollò dicendo che aveva per l’appunto “il complesso del semaforo”, cosa che lo aiutò a cannare altre partenze tipo quella dalla pole in Sudafrica. Il secondo riguarda Arnoux che parte dalla pole, domina la gara passando indenne dal pit col refuelling, salvo poi doversi ritirare per un problema ad un iniettore. Nove punti in meno pesantissimi nell’economia del WDC per il quale fini per trovarsi a lottare dopo che sempre il Vecchio gli diede una tenera sveglia minacciando di licenziarlo a stagione in corso. La gara finì nelle capaci mani di Alboreto che siglò l’ultima vittoria della gloriosa storia della Tyrrell. Secondo si classificò Rosberg e terzo Watson.  Nessuno dei tre era in lotta per il WDC cosa questa che fece pensare al GP di Detroit come ad una gara di mera transizione

THE 1983 CANADIAN GP: MONTREAL

(IMMAGINE DA F1-FACTS.COM)

Cara vita, fai pure con comodo che tanto non c’è fretta. O quasi. Il 1983 regalò una vittoria ad Imola alla Ferrari numero 27 ed una vittoria a Montreal a quella numero 28. Piccolo particolare, erano due cose che sarebbero servite come l’aria un anno prima. Non nel 1983. Arnoux domina la gara dalla pole con Cheever secondo e Tambay terzo. Si torna in Europa con con Tambay a soli due punti da Prost nel WDC, Piquet in crisi ed Arnoux in ripresa dopo le “carezze” prese dal Drake prima della trasferta Nordamericana

THE 1983 BRITISH GP: SILVERSTONE

(IMMAGINE DA PINTEREST)

Debutta la 126C3. Curiosamente venne cassata la sua aerodinamica “a freccia” simil BT52 (vedasi foto qua sotto) in favore di quella a guisa di cassapanca tipica della 126C2B.

(IMMAGINE DA AUTOSPRINT)

Il risultato è che di fatto diventa arduo distinguere le due Ferrari in gara con l’unico esemplare di C3 disponibile dato a Tambay in quanto davanti ad Arnoux nel WDC. In qualifica il duo Rosso monopolizza la prima fila con la C2B davanti alla debuttante C3. In gara invece vanno entrambe in crisi di gomme chiudendo terzo e quinto. Vince Prost davanti a Piquet, Alain allunga imperiosamente nel WDC

THE 1983 GERMAN GP: HOCKENHEIM

(IMMAGINE DA LA F1 IN DIRETTA)

Tempo di dargli la sua C3 e Renatino la porta alla vittoria. Alla sua maniera, ossia senza sapere manco lui come c’è riuscito (come diceva tutto il paddock da quando cominciò a vincere delle gare nel 1980). Tambay vanificò la pole con un ritiro in gara che segnò il passaggio di consegne tra lui ed Arnoux nella corsa (ammetto che ridacchio all’idea) al WDC. Piquet entra ai box per ritirarsi facendo cenno ai meccanici di cambiargli le gomme, gliele cambiano e lui esce dall’abitacolo. Saranno stati i fumi della benzina illegale in arrivo che gli regalerà il Mondiale. Ottimo secondo posto di De Cesaris con Patrese terzo. Solo quarto il leader del Mondiale Prost. Ora tutti in Austria

THE 1983 AUSTRIAN GP: ZELTWEG

(IMMAGINE DA LAT IMAGES)

Penso a questa gara e tutto quello che ricordo è una gara dominata da Tambay, partito in pole, fino al doppiaggio di J.P.Jarier. Il quale, complice un’indecisione via l’altra da parte di PT che manco un rincoglionito cronico, riesce nell’impresa di fargli perdere non una, non due, non tre ma QUATTRO (letto benissimo) posizioni prima di venir sorpassato a pugno levato dal francese. Il quale, ad onor del vero, piglia e risorpassa tutti riportandosi in testa. E venendo tradito dal turbo Ferrari, che lo costringe al ritiro e con ogni probabilità all’addio alla corsa al WDC. Vince Prost davanti ad Arnoux e Piquet, il trio in lotta per il Mondiale

THE 1983 DUTCH GP: ZANDVOORT

(IMMAGINE DA YOUMEDIA.COM)

Il trappolone di Piquet a Prost che a conti fatti decise il Mondiale 1983. La pole va a Patrese ma davanti è lotta tra Piquet e Prost. Nelson si accorge che il suo motore sta esalando gli ultimi respiri ed allora, vedendo Prost particolarmente vicino in staccata alla Tarzan, decide di lasciargli la porta sì sufficientemente aperta ma anche sufficientemente in ritardo perchè Alain potesse completare regolarmente il sorpasso. Infatti Prost perde la sua Renault in staccata, entra in collisione con la BT52 del Carioca ma se quest’ultimo aveva comunque i metri contati in gara per i già citati problemi al motore per lui il ritiro significano 9 punti certi in meno che, come già detto, finiranno per fargli perdere il Mondiale. Ed il “bello” è che Prost dovrà pure scusarsi con Piquet nel weekend del GP successivo a Monza. La gara segna la più bella vittoria della carriera di Arnoux, partito decimo, ed anche la sua ultima vittoria in F1 però. Cosa che ai tempi sarebbe sembrata impossibile, eppure…. Tambay completa la doppietta Ferrari con Watson terzo. Sua Santità porta al debutto in gara il Tag Porsche sulla sua Mecca. Faranno strada

THE 1983 ITALIAN GP: MONZA

(IMMAGINE DA F1GRANDPRIX.COM)

Monza, terra d’emozioni. O quasi. Anche quest’anno la vittoria resta una chimera per la Ferrari che si piazza al secondo posto con Arnoux alle spalle di Piquet col 4L BMW turbo reso imbattibile dalla già citata benzina irregolare. Cusiosamente al poleman Patrese suddetto BMW saltò invece per aria, sicuramente un depistaggio per non dar troppo nell’occhio con quanto stavano facendo sulla BT52 numero 5. Cheever chiude terzo con Tambay quarto. Il ritiro di Prost significa che prima della penultima prova Mondiale a Brands Hatch la classifica dice Prost 51, Arnoux 49, Piquet 46. La Ferrari che ha fatto 7 pole e vinto 3 delle 13 gare finora disputate non conquisterà nemmeno un punto (UNO) nelle ultime due gare rimanenti. Un naufragio che, ovviamente, costerà il WDC ma non il WCC per via dei due Teams rivali nettamente sbilanciati su un Pilota solo. A fine anno il Vecchio ride di nuovo insomma, i Tifosi meno

THE 1983 EUROPEAN GP: BRANDS HATCH

(IMMAGINE DA PINTEREST)

Non molti sanno che nel marzo 1983 si corse la ROC di F1 a Brands Hatch. Ferrari corse con una sola vettura, una 126C2B (la nota cassapanca) affidata alle “capaci” mani di Arnoux. In gara Arnoux si ritirò quando, fermatosi per la quinta volta a cambiar le Goodyear che continuavano a distruggersi, il Team rimase senza gomme fresche da montargli. Con questo promettentissimo antefatto la Ferrari si presenta a Brands Hatch per il GP di Formula uno col suo Pilota di punta a soli due punti dalla testa del Mondiale. Ovviamente va tutto a puttane come da programma, le Goodyear piantano in asso Arnoux mentre sta sputando l’anima in quinta posizione cercando di restare attaccato a Cheever (sic) in quarta mentre davanti Piquet e Prost son scappati lontano. Testacoda e nono posto finale. Purtroppo il povero Elio non concretizza la pole dopo essere passato attraverso un contatto con Patrese prima mentre erano in lotta per la leadership ed un ritiro poi. Mansell con l’altra Lotus-Renault chiuderà terzo dietro ai già citati Piquet/Prost. La Classifica Mondiale dice Prost 57, Piquet 55 ed Arnoux 49 prima dell’ultimo GP in Sudafrica. Renè avrebbe bisogno di vincere con Prost fuori dai punti e Piquet non meglio di quarto. Non ci andrà nemmeno vicino

THE 1983 SOUTH AFRICAN GP: KYALAMI

(IMMAGINE DA TWITTER.COM)

C’è una Ferrari in pole! Peccato sia quella sbagliata del neo-licenziato Tambay il cui posto verrà preso da Michele Alboreto nel 1984. Magari però ci scappa una vittoria di commiato, dai. Come no: il complesso del semaforo (cit) colpisce ancora e dopo la prima curva PT è già terzo. Finirà ritirato, proprio come Arnoux che parte quarto e non è mai in gara finchè non si ritira mentre è in nona posizione. Con sommo gaudio di Piquet e della sua benzina illegale Prost si ritira per un problema al turbo Renault, a questo punto gli basta un quarto posto per portare a casa il WDC al che si piazza terzo in  tutta tranquillità. Vince Patrese davanti a De Cesaris ma i più attenti non avranno dimenticato che la gara sarebbe stata vinta facilmente da Sua Santità, che stava andando a prendere Patrese in testa, se l’affidabilità non l’avesse tradito. Fu l’alba di un 1984 di dominio per la Mp4/2 motorizzata Tag-Porsche, ma questa è un’altra storia

(IMMAGINE IN EVIDENZA DA TWITTER.COM)

0