BASTIAN CONTRARIO: IL TUFFO

Finalmente Charles LeClerc si è potuto tuffare nel mare di casa sua da vincitore del GP di Monaco anziché solo da turista di lusso, finalmente il sogno è stato coronato e, lasciatemelo dire, finalmente giustizia è stata fatta. Charles per talento e coraggio non è secondo a nessuno in griglia, Verstappen compreso, eppure il fato da troppo tempo gli era avverso, soprattutto nel GP di casa. Sembrava fosse perseguitato da una sorta di maledizione mistica in cui, ogni volta che si presentava il suddetto appuntamento, ne succedeva di ogni. Il monegasco si è presentato nel weekend del principato con la giusta mentalità e con un solo obiettivo che era quello di vincerlo. Ciò lo ha dimostrato già dal venerdì delle prove libere, facendo capire a tutti quali erano le sue intenzioni e, sebbene le free practice contano poco o nulla al fine del risultato, nelle qualifiche (che sono state più tirate e meno scontate di quello che si poteva immaginare) il ferrarista ha avuto ragione di tutti. Del resto il GP del principato si riduce solamente a questo: al sabato. Il dibattito post gara è arrivato puntuale: tenere o non tenere il GP di Monaco? Premesso che il sottoscritto preferirebbe tenersi cento volte proprio questa pista e far fuori uno dei tanti (anonimi) circuiti che sono sparsi in giro per il mondo e, che sono in calendario solo per un mero fatto economico dato che i Paesi ospitanti sborsano fiumi di soldi, è anche vero che il circuito del principato è anacronistico non da ora. Con le attuali monoposto che hanno raggiunto in proporzione la grandezza paragonabile a quella di un SUV rispetto a quelle del passato, ovvio che una pista del genere sia divenuta obsoleta. Lo era già prima quando le F1 erano più corte e quindi di piccole dimensioni, solo che all’epoca qualche sorpasso ci usciva come si suol dire, ora invece tentare il colpaccio è pressoché impossibile. Singolare come il “Sistema F1” addirittura si sia vantato del risultato ottenuto, visto che hanno pubblicizzato il fatto che la classifica finale rispecchia esattamente l’ordine di partenza! Per la “irrinunciabile” Montecarlo le opzioni sono due e cioè o, si riducono le dimensioni delle vetture oppure ci si continua a correre senza poi lamentarsene, perché tanto da qui non se ne esce. Le dichiarazioni di Verstappen, a fine gara, non hanno aiutato visto che il campione olandese ha affermato che “queste non sono gare” e che il tutto è stato “boring”, cioè noioso. Sappiamo benissimo che Verstappen non le manda mai a dire eppure, con tutto il rispetto per la sua autorevole opinione, non mi pare che costui si lamentava quando era lui a vincerci, per non parlare delle tante gare in cui ha dominato in luogo del quale già si conosceva il risultato ancora prima di iniziare.

Inoltre dubito fortemente che il buon Charles la pensi come il suo collega bibitaro, visto che per il monegasco il GP di casa tutto è stato tranne che noioso… fosse solo per il fatto che alle spalle non aveva il suo compagno di squadra che gliele guardava e proteggeva (una menzione speciale a “Carlito nazionale”, che già nella drive parade ha detto che “oggi la priorità assoluta è quella di far vincere Charles”, per non parlare delle congratulazioni finali che ha tributato al compagno. Non smetterò mai di chiedermi il perché di tutto questo astio nei riguardi del pilota spagnolo quando poi quest’ultimo, sebbene sia giustamente competitivo, è anche leale e sincero), bensì c’era un arrembante Piastri, il quale non ha vinto il GP solo perché gli è andata male in qualifica. A tal proposito è doverosa una riflessione che forse è stata messa in ombra dai giusti festeggiamenti. Nella pista di Montecarlo la squadra di Woking avrebbe dovuto soffrire dato che tracciati del genere mal li digerisce, ed invece i due papaya erano li, incollati come piattole alle costole del ferrarista. McLaren è ormai una dannata realtà tanto che a Montecarlo era seconda forza, dove persino Verstappen (parlo dell’olandese e non di Red Bull come squadra perché Perez ormai non è pervenuto e, sebbene non sia colpa sua l’incidente accorso a causa del suicida Magnussen, è anche vero che è stata sua responsabilità trovarsi fuori dalla Q3) non è riuscito ad avvicinarsi in qualifica per non parlare in gara poi. Sia chiaro che Montecarlo è una pista atipica e che quindi, i valori visti (Ferrari in primis), non devono essere presi in senso assoluto perché potrebbero cambiare radicalmente. Fatto sta che i papaya hanno dimostrato una capacità reattiva formidabile, tanto da primeggiare tra le stradine del principato e, non posso non pensare che nei prossimi appuntamenti che verranno (Canada, Spagna, Austria e Gran Bretagna), quindi su piste vere, loro saranno protagonisti di certo. Infatti la vera prova del nove sarà proprio durante questi appuntamenti, dove si vedrà se gli aggiornamenti portati funzioneranno davvero (non dimentichiamo che la nuova Ferrari, ha del potenziale da sbloccare e che gli upgrade portati non sono stati ancora ben compresi del tutto) e, assieme a loro, se funzioneranno piloti e squadra. Sarà un’estate di fuoco, perché di certo Verstappen&Co. non staranno li a guardare, anzi già in Canada vorranno mettere le cose in chiaro. Saprà Ferrari guardarsi le spalle da questa formidabile McLaren e tentare l’assalto a chi sta avanti a loro, cioè i campioni del mondo in carica? Non c’è che dire, proprio un bel tuffo nel vuoto da parte di Maranello, la quale ora si trova a meno di ventiquattro punti dalla stessa Red Bull nel campionato marche e, sebbene il mondiale piloti a mio giudizio rimane al momento un sogno (va bene gli entusiasmi, solo rimaniamo coi piedi per terra!) è anche vero che quello costruttori non è proprio una chimera.

Pensateci: con questa Ferrari, con questa coppia di piloti che è indubbiamente la migliore del lotto (ho come l’impressione che l’anno prossimo la rimpiangeremo) e, che è l’unica ad essere andata sempre a punti (Sainz è mancato per l’intervento all’appendice eppure il suo sostituto ha onorato la sua assenza) e con questo Perez, è lecito farci come minimo il pensiero. Ferrari è indubbiamente una squadra diversa, ormai è evidente. C’è voglia di vincere, c’è voglia di crescere e di fare gruppo e, tutto questo perché chi la comanda, ha deciso che è giunto il momento di cambiare e quindi arrivare primi. La foto di gruppo a GP finito con LeClerc che fa un selfie con tutta la squadra alle sue spalle, con al centro il presidente Elkann è emblematica, una sorta di allegoria: con il Boss che ti guarda le spalle e che veglia su di te è tutto più semplice, a partire dal team principal il quale non ha dovuto fare altro che sedersi ad una tavola già apparecchiata e al massimo spostare solo qualche vettovaglia. Non mi risulta che a Monza 2019, quando LeClerc trionfò a Monza, il Presidente fosse presente. Quella non era la sua squadra, quella non era la sua Ferrari. Egli voleva mettere la sua personale impronta affinché si potesse dire, che si è vinto perché è stato lui ad occuparsene. La realtà è questa ed è sotto gli occhi di tutti e, mi spiace che per ottenere questo risultato si sia rimandato l’appuntamento ulteriormente, smantellando un già ottimo team che c’era in precedenza sebbene fosse lontano dall’essere perfetto. La strada ad ogni modo è stata tracciata e sebbene si possa essere in disaccordo o meno, i risultati (anche questi) sono sotto gli occhi di tutti, tanto da permettere al buon Charles di togliersi un macigno dallo stomaco, dalle spalle e soprattutto dal cuore. Questa vittoria arriva in un momento delicato per la carriera del monegasco, perché fa tanto morale e va ad accrescere la sua sicurezza per gli appuntamenti a venire, permettendogli cosi di tuffarcisi “a pesce” proprio come ha fatto nel porto della sua città, sperando di vedere scene del genere più spesso nel futuro. Non c’è tempo di rilassarsi perché è già arrivato il momento di tuffarsi nel weekend canadese.

Buon GP del Canada a tutti e, perdonate il mio romanticismo se scrivo: “Gilles vive!”

Vito Quaranta